
Il partigiano ebreo Emanuele Artom combatté nelle formazioni di Giustizia e Libertà in Val Pellice, catturato, morì il 7 aprile del 1944 nel carcere ‘Le Nuove’ dopo orrende torture. Il suo corpo non è mai stato ritrovato. Probabilmente venne abbandonato nella zona dove oggi si trova il Parco Colonnetti, a Mirafiori sud. Qui una via è intitolata al suo nome e dal 28 al 30 giugno si svolgerà “Avevamo 20 anni. Artisti per Artom”, un grande evento organizzato dal Comitato Resistenza e Costituzione del Consiglio regionale del Piemonte e dal Laboratorio – CTM. Una tre giorni di musica, incontri, letture, proiezioni, percorsi nel quartiere, eventi sportivi, momenti enogastronomici per riscoprire attraverso la figura di Artom – uomo, giovane partigiano, intellettuale, attento osservatore della realtà politica e culturale del suo tempo – l’immagine un quartiere che della diversità, come della continua rigenerazione, ha fatto i propri tratti distintivi di forza. Il culmine della manifestazione sarà venerdì 30 giugno, alla Casa nel Parco di via Panetti 1, con il concerto-evento “I Miller e una notte” che vedrà alternarsi sul palco Nada, i Virginiana Miller, Mauro Ermanno Giovanardi, Les Nuages Ensemble e i Liede.
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Dichiara il vice Presidente del Consiglio regionale del Piemonte, delegato al Comitato Resistenza e Costituzione, Nino Boeti: “Lo scorso anno abbiamo voluto dedicare la Festa della Musica – che si tiene in tutta Europa ed è rivolta soprattutto ai giovani – a un giovane partigiano, Dante Di Nanni. Quest’anno, invece, abbiamo scelto di onorare la memoria di un altro giovane partigiano, Emanuele Artom. Lo faremo trasformando i prati dove Emanuele scomparve in un luogo di ricordo e di festa. Letture, dibattiti, ma anche musica perché servono modi nuovi per fare memoria e ricordare il sacrificio di quanti combatterono per la Libertà e mi auguro che questa iniziativa serva a far conoscere ai giovani della nostra città il valore morale di ragazzi della stessa età morti per difendere la democrazia”. Gigi Giancursi, Direttore Artistico di “Avevamo 20 anni. Artisti per Artom”: “Scriveva il ventinovenne Emanuele Artom che il taedium vitae può essere vinto in un’unica maniera: partecipando delle cose umane, vivendo delle soddisfazioni spirituali, fisiche e morali che ci arricchiscono, distraendoci, al contempo, da quello che egli chiama ‘il vuoto dell’Abisso’. Un ventenne, Emanuele Artom, che come i nostri contemporanei si appassiona alle cose del mondo, e come loro necessita di combattere contro il pericolo di non vivere abbastanza, non amare abbastanza, nell’esorcismo perpetuo del vuoto. E allora Artom, l’intellettuale, il partigiano ebreo torinese, l’uomo, vogliamo raccontarlo attraverso l’immediatezza della musica, della letteratura, dell’arte, e con gli stessi paradigmi di libertà individuale e collettiva vogliamo raccontare una via, la celebre via Artom a lui dedicata, che custodisce la memoria stratificata del cambiamento e della storia di un quartiere, Torino Mirafiori, e di un Paese, segnati in modo indelebile dai mille volti che li hanno abitati da ieri ad oggi”. “Avevamo 20 anni. Artisti per Artom” è un progetto realizzato da Comitato Resistenza e Costituzione del Consiglio regionale del Piemonte e dal Laboratorio – CTM, in collaborazione con Arci Torino, Resistenza Elettrica, Cpg Torino, ANPI, Comunità ebraica di Torino, Fondazione della Comunità di Mirafiori, Istoreto-Istituto piemontese per la Storia della Resistenza, Città di Torino, Circoscrizione 2, Bollati Boringhieri Editore, Marsilio Editori, Associazione Nazionale Museo del Cinema, Biblioteche Civiche Torinesi.
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fmalagnino – www,cr.piemonte.it
Si stima che in piazza Vittorio per i tradizionali fuochi d’artificio, i torinesi e i turisti siano stati circa 26 mila, rispetto alla capienza massima consentita di 48mila
A poche ore dai fuochi di San Giovanni un incendio ha distrutto il furgone di un paninaro giunto a Torino per la festa del patrono cittadino
Assegnati a Caluso i titoli maschili e femminili a cronometro, vinti rispettivamente dal giovane Gianni Moscon, del Team Sky, grande sorpresa di giornata, e da Elisa Longo Borghini, che ha bissato il successo dello scorso anno
anche nella sua superiorità agonistica, davvero un grande! Ma anche i pluri-campioni iridati e olimpici Vittorio Podestà e Francesca Porcellato, forse in assoluto l’atleta paralimpica più completa, capace di eccellere sia negli sport invernali e che in quelli estivi, nello sci come nel ciclismo o nella maratona, e tutti gli altri, oltre 100, che hanno partecipato con grande entusiasmo a questa kermesse tricolore.
discreta, e soprattutto grande, grandissima gioia per tutti. Da domani ci saranno le gare in linea con il clou domenica pomeriggio con Vincenzo Nibali, Fabio Aru, Giovanni Visconti, Diego Ulissi, il campione uscente Filippo Pozzato e tanti altri big pronti a darsi battaglia da Asti fino all’impegnativo circuito finale di Ivrea.
Ha lasciato l’ospedale Francesca, la ragazza di 26 anni ferita lo scorso 3 giugno nell’assurda e drammatica notte di piazza San Carlo
come il suo legale Fulvio Gianaria precisa all’Ansa – compare in una delle querele presentate in procura nei giorni scorsi. Poiché in molti tra i feriti di quella serata stanno presentando querele e richieste di danni, è possibile che diversi altri soggetti potranno risultare indagati

Tra le prossime aperture in provincia, dopo l’estate partiranno i lavori per un nuovo supermercato a Giaveno, nell’area dell’ex Cartiera Reguzzoni, per il quale l’investimento è di quasi 12 milioni di euro. Nell’arco dei prossimi tre anni inizierà, invece, il cantiere di un nuovo Iperstore a Ivrea, in corso Nigra, del valore di 14 milioni di euro.


Giovedì 29 giugno, alle ore 11, al Circolo Ufficiali di corso Vinzaglio a Torino, viene presentata l’edizione numero 68 della “Fiera Nazionale del Peperone di Carmagnola – Peperò”
ricaduta economica sul territorio, stimata in circa 4.900.000,00 euro nel 2016, certificata da una qualificata ricerca universitaria.
Bard (Aosta)
quarant’anni di carriera un palmarés eccezionale (fra cui alcuni World Press Photo Awards) e autore del celeberrimo scatto “Ragazza afghana” – copertina del “National Geographic Magazine” del 1985 – divenuto icona del conflitto afghano e da subito entrato a far parte del nostro
immaginario collettivo (come “Le baiser de l’Hotel de Ville” del grande Doisneau o il “Miliziano colpito a morte” fissato a Cordova dalla Leica di Robert Capa), è lo stesso fotoreporter americano a raccontare: “Solo viaggiare e approfondire la conoscenza di culture diverse mi procura gioia e mi dà una carica inesauribile”. Una filosofia di vita e di lavoro che trova conferma anche negli scatti
presentati da McCurry (nato a Philadelphia nel 1950) nelle Cantine del Forte valdostano, in una rassegna – “Steve McCurry. Mountain Men”– coprodotta da Forte di Bard, Steve McCurry Studio e Sudest 57, dove un’accurata selezione di paesaggi, ritratti e scene di vita quotidiana mette in evidenza il rapporto complesso fra uomo e terre di montagna: in ambienti estremi che segnano impietosamente corpi e volti e stili di vita o beneficiati dall’armonia di paesaggi incontaminati dove pastori e contadini si muovono in una sorta di magica e perfetta simbiosi con il mondo naturale e umano che gli sta intorno. A volte “specchio” di culture ataviche ( a noi molto distanti ) che McCurry racconta con nitida obiettività in immagini “da brivido”, come quelle raffiguranti le “donne-contadine al lavoro”, totalmente invisibili
avvolte negli ampi mantelli neri e negli oblunghi cappelli di paglia, nel sud-est dello Yemen. Lo scatto viaggia con rapidità, ruba l’immagine e i colori, ma ci obbliga ad andare oltre. E a porci interrogativi che dribblano la mera bellezza del soggetto. Quella che troviamo, invece, a tutto campo nelle dieci fotografie inedite scattate da McCurry proprio in Valle d’Aosta fra il 2015 e il 2016, frutto di una campagna condotta in tre periodi di scouting e shooting, vero e proprio “mountain lab” a cielo aperto – documentato da un video – dove fra l’altro spiccano i quattro 4mila metri delle Alpi: Monte Bianco, Cervino, Gran Paradiso e Monte Rosa. Immagini che resteranno
quale patrimonio della collezione del Forte di Bard che, ai visitatori, offre anche la possibilità di assistere alla proiezione in altissima risoluzione di oltre 290 scatti iconici del grande Maestro. Non solo. Il progetto espositivo prevede anche, per gli appassionati, la possibilità di iscriversi ad un workshop con lo stesso McCurry, della durata di due giorni e mezzo, da venerdì 15 a domenica 17 settembre prossimi e con numero chiuso di 15 partecipanti: per info
“Steve McCurry. Mountain Men”