redazione il torinese

Riparte Gran Tour!

DESIGN, CREATIVITÀ E ARTIGIANATO Dal 14 luglio al via il nuovo ciclo estivo: 34 appuntamenti tra passeggiate a Torino e itinerari in Piemonte Prenotazioni aperte dal 7 luglio su www.abbonamentomusei.it, al numero verde 800329329 e presso Infopiemonte – Torino Cultura

Da luglio a ottobre ritornano gli itinerari del Gran Tour per approfondire il tema “Creatività, Industria, Artigianato e Design”: un programma di oltre trenta proposte che dopo l’anticipazione dello scorso anno affronta in maniera originale questi temi per far conoscere Torino e il Piemonte da un nuovo punto di vista.

 

L’idea del nuovo programma nasce a partire dal riconoscimento di Torino come “Città Creativa UNESCO per il Design” e in occasione della Design Week e della General Assembly della World Design Organization ospitate sotto la Mole dal 10 al 16 ottobre 2017.

 

I percorsi proposti a Torino offrono l’opportunità di fare un viaggio nella città che cambia con itinerari che mettono al centro il patrimonio storico esistente e di visitare gli scenari più rappresentativi della sperimentazione, fornendo occasioni d’incontro con persone e realtà innovative protagoniste del cambiamento.

 

Il programma coinvolge i luoghi della ricerca, innovazione e produzione,

anche grazie alla collaborazione di realtà quali il Politecnico di Torino, l’Urban Center Metropolitano e il Circolo del Design. Con le passeggiate guidate si percorrono i quartieri di Torino, tra passato e futuro, per vedere da vicino la trasformazione ad esempio delle zone di San Donato, Borgo Aurora (con la “Nuvola” dell’azienda Lavazza) e Barriera di Milano, in quartieri della città storicamente legate allo sviluppo dell’industria automobilistica quali Mirafiori, San Paolo e San Salvario o ancora due visite speciali alle sale auliche con allestimenti d’autore al Castello del Valentino e alla storica Casa d’Aste Sant’Agostino.

 

 

Nell’ambito dei temi presentati durante la General Assembly della World Design Organization, che Torino ospiterà il 14 e il 15 ottobre 2017, Gran Tour sperimenterà una forma di progettazione insolita per l’iniziativa.

 

Il prossimo autunno sarà infatti attivato per la prima volta un laboratorio insieme ad alcune scuole del quartiere Aurora per costruire un itinerario (poi inserito nel programma invernale di Gran Tour) che dia forma al loro quartiere e che soprattutto racconti un’idea di città in cui si possano riconoscere e identificare. Il percorso è realizzato con Città di Torino, Urban Center Metropolitano, Scuola Holden e Fondazione per l’Architettura.

 

Sul territorio regionale si avrà occasione di conoscere esempi di artigianalità e industrie d’eccellenza, capaci di coniugare tradizione e innovazione, oltre a esempi significativi di ri-uso di spazi produttivi e di archeologia industriale. L’offerta comprende l’arte della ceramica di Mondovì e del Biellese, la lavorazione del ferro battuto, le cave di granito di Ornavasso o i ricetti (Ghemme e Sizzano nel Novarese) e centri storici riqualificati come quelli di Cuneo e Nizza Monferrato. Tra i luoghi coinvolti per la prima volta nel programma sono imperdibili il pittoresco borgo di Mergozzo sull’omonimo lago, la storica bottega di restauro Gabba Antichità a Tortona e il Mùses-Accademia delle Essenze a Savigliano.

 

Come sempre chi possiede l’Abbonamento Musei Torino Piemonte può aderire a tutti i percorsi usufruendo di una tariffa scontata, oltre ad accedere liberamente ai musei aderenti visitati in alcuni itinerari.

1500 atleti ai Giochi Nazionali Estivi Special Olympics

87 le delegazioni sportive provenienti da 14 regioni italiane: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Sardegna, Sicilia, Toscana, Veneto e ovviamente Piemonte. Ci sono anche 80 atleti europei provenienti da Germania, Austria, Finlandia, Cipro, Canada, Portogallo e Repubblica di San Marino.

Sono 1.500 gli atleti che hanno partecipato alla XXXIII edizione dei Giochi Nazionali Estivi Special Olympics a Biella. 87 le delegazioni sportive provenienti da 14 regioni italiane: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Sardegna, Sicilia, Toscana, Veneto e ovviamente Piemonte. Ci sono anche 80 atleti europei provenienti da Germania, Austria, Finlandia, Cipro, Canada, Portogallo e Repubblica di San Marino. Da lunedì 3 a sabato 8 luglio si sono sfidati in gare di nuoto, bocce, volley, flag rugby, bowling, equitazione, nuoto acque aperte, vela sperimentale. Con loro 1.200 familiari e accompagnatori.

Durante i Giochi a Biella gli atleti hanno potuto partecipare al Programma Salute con screening gratuiti di tipo visivo e odontoiatrico. I numeri: 670 le visite effettuate, 4 le università coinvolte (Torino, Padova, Lecce e Milano), 103 volontari impegnati al giorno. Il progetto Opening Eyes (screening visivo) è stato patrocinato dall’Albo degli Optometristi di Federottica ed è stato realizzato grazie al contributo di volontari ottici, optometristi, oftalmologi e studenti in optometria ed il supporto del Lions Club International. Special Smiles (screening odontoiatrico) è stato realizzato grazie al sostegno dell’Università di Milano CdL in Odontoiatria e Protesi Dantaria, Dipartimento Morfologia Umana. Infine i terapisti della Cooperativa Domus Laetitiae e del Servizio di Medicina Riabilitativa dell’Asl Biella hanno garantito un servizio di assistenza fisioterapica durante l’intero svolgimento della manifestazione.

Grande successo ha anche avuto il Programma Famiglie con un’area relax allestita presso il Villaggio Olimpico: uno spazio dove genitori, fratelli e sorelle hanno potuto rilassarsi e scambiare opinioni ed esperienze, proprio come avviene in un Family Campus.

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Foto: Simone Castrovillari

Interviste video di atleti e mamme: https://www.youtube.com/watch?v=YK3FRXvr9cM&feature=youtu.be

Cane salva padrone ribaltatosi con l’auto

Un pensionato di 79 anni, Pietro Bottino, di Barbania  è stato salvato dal suo cane  quando l’auto su cui viaggiavano è finita in una scarpata, questa mattina sulla  strada provinciale del vallone di Piantonetto, nel territorio di Locana, 1300 metri. L’anziano si trovava a bordo di una Fiat Panda che, per cause da verificare, è precipitata  lungo la scarpata dove si è  cappottata. Il cane, che si trovava nella vettura,  è riuscito ad uscire e a correre verso la frazione San Lorenzo dove l’uomo era atteso dalla famiglia. Visto arrivare il cane spaventato, i familiari hanno capito che era successo qualcosa. Hanno trovato l’auto ribaltata e chiamato i soccorsi. Poi  l’uomo è stato elitrasportato all’ospedale di Ciriè. Non dovrebbe essere in pericolo di vita.

DNApro, per un’esistenza il più possibile sana e lunga

DNApro è la divisione test genetici di Eugene srl, società di genetica con sede presso il Center for Integrative Biology di Trento. Lavora sulla genetica, al fine di reperire le informazioni in grado di permettere alle persone di vivere un’esistenza il più possibile sana e lunga

 

Approfondendo e analizzando i dati genetici raccolti e utilizzando le migliori tecnologie e gli esperti più preparati DNApro ha elaborato un processo in grado di condividere informazioni preziose per la vita umana. La società Eugene, di cui DNApro rappresenta la divisione test genetici, si avvale di laboratori e collaborazioni internazionali con Ambylab, Genotek, lo United International Database e l’ NBCI Genbank. Diversi i test genetici assolutamente innovativi predisposti da DNApro. Il primo, dal nome “Giovani talenti”, è l’unico test genetico in Italia che si interessi alle prodisposizione genetiche dei ragazzi, dimostrandosi molto utile nella fase di orientamento ai diversi indirizzi di studio e di sport. Il test genetico “Salute e benessere” rivela, invece, il rischio di sviluppare 149 patologie multifattoriali. Questa analisi del genoma permette la conoscenza completa delle caratteristiche corporee di un individuo. Comprendere le predisposizioni a determinate malattie risulta, infatti, fondamentale nel ritardarle e prevenirle.

DNApro offre anche la possibilità di aiutare a scoprire le origini della propria linea paterna e materna, trovando parenti lontani. Con il test “Portatori sani” si possono, inoltre, conoscere le caratteristiche genetiche di entrambi i genitori, consentendo, così, una gravidanza non a rischio e la nascita di un bambino sano. Un altro test genetico estremamente utile è quello di “Dieta e Fitness”, in grado di fornire indicazioni preziose su come scegliere il programma di allenamento più efficace per il proprio corpo e su come permettere alla dieta di dare un ulteriore aiuto efficace per il raggiungimento dell’obiettivo desiderato. Questo test fornisce, inoltre, indicazioni su quali fattori determinino il nostro comportamento alimentare, per esempio il desiderio di dolci o la sensazione di sazietà, e su come si possa agire per cambiarlo; in che misura il corpo assimili vitamine e minerali, quali di loro dovrebbero essere mangiati in grandi quantità, e quale sia la correlazione tra colesterolo buono e quello cattivo nel sangue.

Unico in Italia, DNApro mette inoltre a disposizione dei clienti i risultati dei test genetici su una piattaforma dedicata, visibile con tutti i device mediante password, e il cliente stesso potrà verificarne i risultati, navigando tra consigli di salute e benessere e chiedendo supporti online a trainer e medici specialistici.

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Info:

Mail assistenza@dnapro.it

www.dnapro.it

https://www.youtube.com/watch?v=0MixMZzZLDs

 

 

 

Informazione commerciale

Stare bene nel parco

EDUCAZIONE ALIMENTARE: GIROTONDI DI REMISE EN FORME

Lunedì 10 luglio – Ore 18.30/20

Parco della Pellerina – ritrovo ore 18.20 all’ingresso principale di Corso Appio Claudio (altezza semaforo)

Lo sapevate che Torino è l’unica italiana tra le città del mondo con più alberi? Al tredicesimo posto (davanti a Londra e Parigi!) tra le città più “green”, Torino conta oltre 320 km di viali alberati, 65 mila alberi, circa 15 m² di verde per abitante e ben 25 parchi cittadini e collinari uno dei quali, quello della Pellerina, si è aggiudicato il titolo del più grande parco urbano d’Italia con i suoi oltre 840 mila m².  StayDo – il motore di ricerca che permette di creare viaggi o weekend decisamente su misura – lo sa bene e per questa estate ha organizzato unciclo di incontri benessere nei più importanti parchi torinesi. Per tutta l’estate i parchi del Valentino, della Pellerina e della Colletta ospiteranno lezioni all’aperto con insegnanti professionisti di Iyengar Yoga, pilates, wellness Walking ed educazione alimentare. Educazione alimentare con “I Girotondi di Remise En Forme” sono incontri di gruppo studiati per ottenere in gruppo il massimo dei risultati. Richiedono impegno ma offrono risultati duraturi perché agiscono sulle abitudini quotidiane, usando tecniche che aiutano a perdere peso e contribuiscono a un’evoluzione personale. Come correggere i pensieri negativi, valorizzare i propri talenti, depurare l’organismo e scegliere gli alimenti sono solo alcuni degli elementi trattati durante gli incontri assieme al gruppo e alla coach Monica Sparti (istruttrice di Wellness Coaching, Esucatrice Alimentare e Life Caoch). Info sull’evento: http://www.staydo.it/eventi/201-educazione-alimentare

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Aperti a tutti coloro che desiderano unire l’attività fisica alla riscoperta delle bellezze naturali della città, i corsi StayDo sono una sana abitune per un’estate all’insegna del benessere di corpo e mente.

 

www.staydo.it

“La montagna che non c’è”

Dopo la tappa di Borgate dal Vivo – Festival letterario delle Borgate Alpine, di sabato 8 luglio, che ha visto la presentazione del libro “Essere Nanni Moretti” di Beppe Culicchia, domenica 9 luglio al Museo della Resistenza, rame, lavoro, astronomia, alle ore 15, si tiene una nuova presentazione letteraria, “La montagna che non c’è” di Anna Torretta, alpinista e scrittrice. Il libro è edito da Piemme. In caso di maltempo il luogo dispone di una tensostruttura al coperto.

Massimo Iaretti

Molinette, ricostruzione della laringe con i muscoli del collo

Per la prima volta in Italia è stata effettuata la ricostruzione della laringe (laringoplastica) con i muscoli del collo, dopo asportazione parziale della stessa per motivi oncologici. Questo intervento é una vera rivoluzione nel campo della patologia oncologica della laringe ed i benefici per i pazienti sottoposti a questa tecnica sono enormi: ripresa fonatoria e deglutitoria in tempi rapidissimi, rispetto a quelli che che si hanno con la tecnica utilizzata fino ad oggi.

Il tumore maligno della laringe è il più frequente tumore del distretto testa – collo. Rappresenta circa il 2,5% di tutte le neoplasie maligne nell’uomo e lo 0,5% nella donna. In Italia attualmente vengono diagnosticati circa 5.000 nuovi casi di tumore della laringe ogni anno (circa 250 solo a Torino e provincia), interessando per lo più soggetti con età compresa tra 50 e 70 anni.

 

Le modalità di trattamento (Radioterapia – Chemioterapia e Chirurgia) variano a seconda della sede e delle dimensioni del tumore. Si possono effettuare interventi conservativi con il laser, se il tumore è di piccole dimensioni, oppure, se le dimensioni sono più estese, sono indicati interventi di laringectomie parziali (dette subtotali), dove, una volta asportata la parte di laringe affetta dal tumore, si ricostruisce la laringe stessa unendo le strutture residue. Questo tipo di intervento, pur portando a guarigione il paziente in un’alta percentuale dei casi (70-80%), è gravato da una lenta ripresa deglutitoria. In alcuni casi la deglutizione può rimanere alterata per tutta la vita.

Presso l’Otorinolaringoiatria universitaria dell’ospedale Molinette della Città della Salute di Torino, diretta dal professor Roberto Albera, è stato eseguito per la prima volta in Italia un intervento rivoluzionario per la cura dei tumori della laringe dal professor Giancarlo Pecorari.

A differenza degli altri interventi di laringectomia subtotale, questa innovativa tecnica chirurgica prevede la completa ricostruzione della laringe con i muscoli del collo. Viene effettuata una plastica laringea (laringoplastica). Questa operazione consente al paziente di riprendere a parlare, bere e mangiare in tempi rapidissimi, senza danni permanenti e con una altissima percentuale di guarigione.

Questo intervento, che è stato possibile grazie alla collaborazione con l’Università di Lione, ha consentito di operare un paziente di 73 anni, affetto da recidiva di tumore laringeo. Questo paziente, che fino a poco tempo fa sarebbe stato sottoposto all’asportazione subtotale o totale della laringe, con i vari deficit funzionali inerenti a questi interventi, è tornato dopo circa 10 giorni dall’operazione alla sua normale attività lavorativa e di relazione. Il ricovero in ospedale è stato più che dimezzato rispetto alla tecnica tradizionale e la ripresa deglutitoria è stata rapida ed efficace con un ridottissimo disagio psicologico ed emotivo sia per il paziente che per i suoi familiari.

 

(foto: il Torinese)

“Gli apprendisti stregoni”

La Fondazione Donat-Cattin, il prossimo 10 luglio, alle ore 17,30, invita alla presentazione del volume scritto da Paolo De Luca che ha come sottotitolo “Mappa del populismo in Europa”. A parlarne, con l’autore, saranno Ettore Boffano, capo redattore centrale del Fatto Quotidiano, Giorgio Merlo, giornalista della Rai, già parlamentare e Marco Brunazzi, vicepresidente dell’Istituto Salvemini di Torino, docente di Storia Contemporanea. Moderatore, Giorgio Aimetti.

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Populismo, discussione utile e necessaria.

di Giorgio Merlo

Il dibattito sul ruolo e sul peso del populismo nel nostro paese a volte è un po’ stucchevole, ma è sempre un’operazione necessaria. E ciò per due motivi di fondo. Innanzitutto i partiti attuali, tutti i partiti, sono diventati “partiti personali” o “partiti del leader”. E nei partiti che hanno questo profilo, la democrazia interna – almeno come veniva praticata nel passato – viene semplicemente sospesa e archiviata. Conta il “capo”, decide il “capo”, è il “capo” che parla direttamente al popolo o all’elettorato. Senza mediazioni e senza filtri politici, culturali edorganizzativi. Nei partiti personali c’è una sorta di “pensiero unico” e manca del tutto il confrontointerno come molti di noi lo hanno conosciuto nella prima e agli inizi della seconda repubblica.

In secondo luogo, in un contesto dove la cultura politica scarseggia e la solidità’ ideale e programmatica dei partiti e’ quasi evaporata, il ruolo di questi soggetti politici resta quello dicavalcare strumentalmente ciò’ che la pubblica opinione – o presunta tale – trasmette ed evidenzia. E quindi non si governano i processi ma si rincorrono; si sposano tesi contraddittorie l’una con l’altra pur di accontentare fette di elettorato. Si potrebbe fare l’elenco dei temi al centro dell’agenda politica che subiscono questa evoluzione. È, questa, una deriva populista? Certamente sì.

Ma la vera questione è la profonda crisi della politica e, di conseguenza, l’eccessiva leggerezza dei partiti e di quegli strumenti che dovrebbero intercettare le domande che provengono dalla società civile cercando, al contempo, di dare loro una risposta politica e di governo.

Ecco perché discutere di populismo oggi nella politica italiana, e non solo, e’ utile e forse anche indispensabile. Perché offre l’opportunità di allargare l’orizzonte e di verificare la profondità della crisi della politica e dei suoi strumenti di rappresentanza, cioè i partiti. E, al contempo, di misurare anche la qualità della classe dirigente che resta sempre un elemento decisivo per valutare la credibilità e l’autorevolezza della politica nella società contemporanea.

Rivoli, ecco la collezione Cerruti

Un importante accordo, siglato da Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea e Fondazione Francesco Federico Cerruti per l’Arte, conferisce al primo museo dell’Arte Contemporanea italiano la cura, lo studio, la valorizzazione e la gestione di una straordinaria collezione sconosciuta ai più restituendo in tal modo alla collettività un patrimonio inestimabile, frutto della vita discreta e riservata di Francesco Federico Cerruti (Genova, 1922 – Torino, 2015), imprenditore e collezionista scomparso nel 2015 all’età di 93 anni.

Un progetto ambizioso che prevede la ristrutturazione e la messa in sicurezza della villa che lo stesso Cerruti aveva fatto costruire a Rivoli, a pochi passi dal Castello, per custodire le sue opere e che diventerà nel gennaio 2019 la sede della Collezione Cerruti.

 

Quasi trecento opere scultoree e pittoriche che spaziano dal medioevo al contemporaneo, a cui si aggiungono quasi duecento libri rari e antichi, legatorie, fondi d’oro, e più di trecento mobili e arredi tra i quali tappeti e scrittoi di celebri ebanisti: un viaggio nella storia dell’arte, dai mobili alle arti antiche, dal Rinascimento all’Ottocento fino alla modernità, per una collezione privata di altissimo pregio, difficilmente paragonabile ad altre in Europa e nel mondo. Capolavori che vanno dalle opere di Segno di Bonaventura, Bernardo Daddi e Pontormo a quelle di Renoir, Modigliani, Kandinsky, Klee, Boccioni, Balla e Magritte, per arrivare a Bacon, Burri, Warhol, De Dominicis e Paolini. Una collezione iniziata a metà degli anni Cinquanta del secolo scorso che va vista nella sua interezza com’era nei desideri dello stesso Cerruti che, dopo una vita spesa a custodire gelosamente i suoi capolavori, affida ai posteri il compito di farla scoprire nella sua bellezza e complessità. Nello statuto della Fondazione, Cerruti ha scritto esplicitamente come avesse “deciso di volgere a beneficio della collettività nazionale e internazionale” la sua Collezione nell’auspicio “di poter perpetuare i valori che lo avevano animato, nonché il senso di mecenatismo, così da contribuire a rendere la Collezione Cerruti realtà sempre viva e motore di crescita culturale”.

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Andreina Cerruti, Presidente della Fondazione Francesco Federico Cerruti per l’Arte, afferma: “Siamo felici che il sogno di Francesco Federico, di poter vedere la sua casa collezione aperta al pubblico, possa oggi avverarsi grazie all’unione con il Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea. Questa iniziativa del Museo di Rivoli e della nostra Fondazione apre al mondo la straordinaria collezione d’arte di mio fratello – aprire al mondo così diceva e voleva lui –. La collezione è anche un racconto di vita, il dischiudersi della propria vita nel linguaggio esclusivo che è proprio dell’arte e della poesia”.

Antonella Parigi, Assessora alla Cultura e Turismo Regione Piemonte, dichiara: “Si tratta di un accordo inedito e di grandissimo rilievo, che dimostra l’impegno della Regione Piemonte nell’ambito dell’arte e quanto il Castello di Rivoli si stia affermando sempre di più come un centro culturale di assoluta importanza, capace di dialogare efficacemente con numerosi soggetti e istituzioni. In questo contesto, la collaborazione con la Fondazione Francesco Federico Cerruti per l’Arte rappresenta un risultato straordinario, che restituirà alla collettività un patrimonio di immenso valore, nonché la testimonianza del punto di vista di un grande amante dell’arte. Il nostro lavoro, al fianco delle istituzioni coinvolte, proseguirà quindi per garantire la valorizzazione della Collezione e, grazie anche alla riapertura della villa rivolese di Francesco Federico Cerruti, amplierà l’offerta culturale e artistica del nostro territorio”.

Il Castello di Rivoli, primo luogo di interscambio tra arte contemporanea e sperimentazione di nuovi linguaggi, vuole dimostrare proprio attraverso questa importante collaborazione che conferisce la gestione della Collezione e della casa al Museo, come sia possibile e fruttuoso il dialogo fra l’arte contemporanea e il suo passato. Questo importante lascito, come dice il direttore del Castello di Rivoli nonché della Fondazione stessa, Carolyn Christov-Bakargiev, sarà “un motore di creatività per il Museo, in un dialogo inedito tra antico e contemporaneo, attraverso programmi educativi, artistici e curatoriali. Dietro a questa straordinaria collezione c’è la figura ideale di un amante dell’arte come Francesco Federico Cerruti, un uomo discreto e riservato, poco incline alla rumorosità del mondo che ricercava nel silenzio del suo museo privato il trasalimento e lo stupore dinanzi all’enigma della creazione artistica. Pur frequentando la casa di Rivoli e curandone la disposizione delle opere e degli arredi in un equilibrio che facesse convivere la prossimità e la lontananza delle opere, Cerruti scelse di non abitarvi, continuando a vivere in un alloggio semplice nei pressi della sua fabbrica LIT (Legatoria Industriale Torinese) a Torino. La sensibilità e la generosità del collezionista Cerruti, la trama nascosta della sua passione sono ora parte integrante del nuovo polo museale, unico nello scenario italiano e internazionale, uno spazio straordinario che sarà aperto al pubblico con visite guidate e che vedrà la partecipazione di artisti, scrittori, filosofi, storici dell’arte, filmmaker, impegnati in un dialogo serrato per cogliere la voce nascosta, le sfumature, le vibrazioni che si celano nelle pieghe dell’arte capace di accogliere l’eredità del passato, il suo respiro, il suo ritmo e di collocarli nel cuore pulsante del tempo presente. Nella nostra era digitale, innovativa, tecnologica ma proiettata all’archiviazione acritica del passato, i musei enciclopedici come il Metropolitan a New York, l’Hermitage a San Pietroburgo e il Louvre a Parigi aprono sezioni dedicate all’arte contemporanea; il Castello di Rivoli sceglie un percorso diverso – nella consapevolezza del legame ineludibile tra le opere del passato e del presente, di un cammino come quello dell’arte che è oltrepassamento di ogni soglia spazio temporale – e vuole essere il primo museo d’arte contemporanea al mondo che, grazie a questo accordo, apre una sezione dedicata all’arte del passato”.

Francesco Federico Cerruti, la sua vita e la sua collezione, sono il tema dell’incontro tenutosi oggi al Castello di Rivoli per presentare questa straordinaria figura e il nuovo corso del Museo.

Inaugurato il 18 dicembre 1984, il Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea è ospitato all’interno di una Reggia Sabauda progettata dall’architetto Filippo Juvarra. Nel 1960 il Castello è inserito in un programma per il restauro dei monumenti più rappresentativi dell’area piemontese e nel 1967 si inizia il lavoro di recupero. Nel 1979, su incarico della Regione Piemonte, l’architetto Andrea Bruno inizia i lavori di restauro. Dal 1997 il Castello di Rivoli è iscritto nella lista del Patrimonio Mondiale dell’Umanità dall’UNESCO. Quando nel 2000 anche la Manica Lunga restaurata apre al pubblico, tutto l’edificio torna a rivivere. Il Castello di Rivoli raccoglie una prestigiosa collezione di opere dal secondo dopoguerra ad oggi e al suo interno è conservata una delle più importanti raccolte di Arte povera al mondo.

Movida, al via le nuove regole. Chiusura anticipata dei dehors e steward per la vigilanza

Questa sera entra  in vigore il nuovo regolamento dei dehors della movida torinese. Scatta così per tre settimane a Vanchiglia, San Salvario e piazza Vittorio il divieto di servire cocktail e cibi ai tavoli al di fuori dal locale dopo le 3 di notte il  sabato e la domenica, alle 2 del venerdì e all’1,30 del  lunedì, martedì, mercoledì e giovedì. Una multa da 50 a 300 euro per chi non rispetta il divieto e, se le  violazioni  sono reiterate, è prevista la chiusura fino a 15 giorni. Altra novità quella  delle assistenti in pettorina gialla, così da riconoscere chi si occupa di assistenza alla clientela, un servizio obbligatorio da questa sera. Inoltre ogni locale dovrà prestare particolare attenzione a quello che accade nell’area antistante anche assoldando steward come già avviene da tempo a San Salvario.

 

(foto: il Torinese)