HAERETICA quando l’arte smette di essere immagine e diventa esperienza

Ci sono mostre che si osservano e mostre che, invece, sembrano osservare chi le attraversa. È proprio da questa suggestione nasce HAERETICA, il progetto espositivo curato da Gianluca Violino presso il Follow Studio di Torino, dove larte abbandona la semplice funzione estetica per trasformarsi in uno spazio di dialogo, riflessione e relazione.

Il titolo stesso della mostra richiama unidea di ricerca libera, capace di allontanarsi dai percorsi più prevedibili per interrogare il rapporto profondo tra immagine, identità e trasformazione. Una riflessione quanto mai attuale in unepoca in cui siamo continuamente circondati da immagini, ma raramente ci fermiamo a chiederci quale sia il loro autentico potere.

Attraverso linguaggi differenti pittura, collage, scultura e tecnologie interattive HAERETICA riunisce le sensibilità artistiche di Federica Rodella, Andrea Elvira Lillo e Daniele Accossato, tre percorsi autonomi che trovano una sorprendente armonia grazie alla visione curatoriale di Gianluca Violino.

Le opere di Andrea Elvira Lillo ribaltano il tradizionale rapporto tra osservatore e soggetto: il ritratto sembra restituire lo sguardo, trasformando chi guarda in parte integrante dellopera stessa. Limmagine non è più superficie, ma presenza viva, capace di generare un incontro.

Diversa, ma altrettanto intensa, la ricerca di Federica Rodella, che partendo dalla tecnica del collage apre un confronto con uno dei temi più discussi del nostro tempo: il rapporto tra creatività umana e intelligenza artificiale. Le sue opere invitano il visitatore a interrogarsi sul valore dellimmaginazione, sulle emozioni e su ciò che rende autenticamente umano latto creativo.

La materia diventa invece protagonista nelle sculture di Daniele Accossato, dove la forma fisica si trasforma progressivamente in simbolo. Le sue opere raccontano un equilibrio sottile tra presenza concreta e dimensione interiore, lasciando spazio allimmaginazione dello spettatore.

Ad amplificare ulteriormente il dialogo tra le arti è la performance dellattrice Elisa Macario Ban, autrice di un monologo originale ispirato ai temi della mostra, capace di creare un ponte tra parola, gesto e arti visive.

Il filo conduttore dellintero progetto risiede nella visione curatoriale di Gianluca Violino, che costruisce un percorso in cui le diverse poetiche non vengono uniformate, ma valorizzate nella loro identità. Il suo lavoro sembra nascere dalla convinzione che larte contemporanea non debba fornire risposte, bensì suscitare domande; non limitarsi a rappresentare il mondo, ma contribuire a trasformare il modo in cui lo osserviamo.

In questa prospettiva, il ruolo del curatore diventa quello di un tessitore di relazioni: tra artisti, opere e pubblico. È una scelta che rivela una dedizione autentica verso la cultura e una concezione dellarte come esperienza condivisa, prima ancora che come semplice evento espositivo.

HAERETICA non propone dunque un percorso da contemplare passivamente. Invita il visitatore a mettersi in discussione, a lasciarsi interrogare dalle immagini, a riconoscere come ogni opera trovi il proprio compimento soltanto nello sguardo di chi la incontra.

Perché, forse, la vera trasformazione non avviene sulla tela, nella materia o nella tecnologia, ma dentro chi, uscendo dalla mostra, scopre di guardare il mondo con occhi leggermente diversi.

(Per informazioni : scrivere a Gianluca Violino 335.6766910  o Studio Avv. Marangon : 011.0888312)

Monica Di Maria di Alleri Chiusano

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