Il ladro gentiluomo corre sui binari dell’Orient Express

In arrivo “Lupin” all’Alfieri, repliche dal 29 al 31 maggio

Fecero capo – anche se l’autore lo ha sempre smentito – alla “gesta” dell’anarchico francese Alexandre Marius Jacob le avventure di Arsenio Lupin che dal 1905 Maurice Leblanc prese a scrivere, per abbandonarlo soltanto a metà degli anni Trenta, ladri gentiluomini entrambi, gran seduttore l’eroe letterario, sempre pronto a prendere di mira per i suoi furti i borghesi e la nobiltà più facoltosi, elegante amatore del gioco e delle donne e del lusso, divertito e ironico, capace di fantasiose trasformazioni, intelligente e audace, lontano dalla violenza nelle sue imprese innumerevoli. Un eroe a cui anche il cinema – da Jacques Becker a Yves Robert a Édouard Molinaro – e le serie televisive, i fumetti e il nostro antico Carosello hanno guardato, decretandone il successo che non accenna, anche in tempi assai più vicini a noi, a disperdersi. Il suo esempio, estremamente reale, vissuto sulla scena francese, tra anarchia e tribunali e condanne – alla Caienna, per una ventina d’anni, graziato nel 1927 a seguito della campagna politica che veniva a interessare il pessimo stato dei bagni penali e l’intensificarsi delle lettere che la madre inviava al ministero della giustizia -, mozzo a quindici anni e presto pronto ad attuare quelli che lui definiva “recuperi” in una totale visione anarco-individualista (ma: “non credo che l’illegalità possa liberare l’individuo nella società moderna”, ebbe a confessare), anch’egli passato alla storia (in negativo) con il generale marchio di Ladro gentiluomo.

All’interno di un successo che perdura, arriva all’Alfieri di Torino, da venerdì 29 maggio (alle 20,45, con repliche sabato alla stessa ora e domenica alle 15,30), prodotto dalla Compagnia della Corona in coproduzione con il Teatro Fanin di San Giovanni in Persiceto all’indomani di una stagione felicissima e intensa che ha visto i sold out di Sanremo e di Napoli, di Firenze e di Roma, del San Babila di Milano e del Duse di Bologna e che già elenca date e luoghi della prossima, “Lupin – Il Musical” scritto e diretto da Salvatore Sito – napoletano di nascita, studi a Bologna, apprezzato cantante di musical e operette, regista dal 2009 con più di 50 titoli all’attivo conteggiando anche le sue felici incursione nella lirica, drammaturgo e librettista con quasi 40 titoli teatrali, regista residente per la rassegna “Passione in musica” presso il Teatro Mazzacorati 1763 di Bologna -, con le musiche di Paola Magnanini ricche di sonorità jazz, con le scene di Matteo Capobianco e i costumi di Silvia Lumes, le coreografie di Silvia Raschi e la direzione musicale di Rosa Sito. Interpreti principali Flavio Gismondi, romano di nascita, Romeo per l’opera-popolare di Riccardo Cocciante, successo in Spagna e in Olanda (qui accanto ad Anastacia), il musical è divenuto ormai la sua casa come è divenuto apprezzato volto televisivo con il romanzone del “Posto al sole”, lui povero Gianluca, ingannato figlio dell’antipatico avvocato Palladini, e Angelica Cinquantini, non ancora trentenne ma già un bell’excursus alle spalle, da Salvatores ai Cesaroni ad “Alice nel paese delle meraviglie”, soprattutto applaudita protagonista femminile del “Casanova” del Pooh Red Canzian. Un avvenire che promette successi, pronto per entrambi. Compagni di viaggio Federica Basile, Paolo Bianca, Andrea Rodi e Umberto Scida, tutti a percorrere un viaggio pieno di colpi di scena ed emozionale oltre che narrativo, in cui realtà e finzione s’intrecciano sino a confondersi. “Una drammaturgia del tutto originale, un testo tutto mio, chiaramente con tutti i riferimenti all’autore e alla sua creatura, un personaggio ponte tra romanzo e Manga – racconta Sito raggiunto al telefono. “Nelle letture ho incontrato un Lupin 1 e un Lupin 3, chiaro che m’interessasse conoscere quel Lupin 2 che dovrebbe legarli. Al termine della prima stagione abbiamo visto quanto il pubblico sparso per lo stivale abbia gradito, anche perché ci rendiamo sempre più conto quanto sia difficile investire in Italia in un prodotto nuovo.”

Sito è soddisfatto dei suoi attori, “con Flavio ci eravamo incrociati parecchi anni fa con la promessa di poter lavorare insieme. Anche Angelica procurerà parecchie sorprese, non ultimo un colpo di scena finale che sbalordirà il pubblico.” Nello stendere la scrittura dell’opera, Sito ha letto volumi e fatto ricerche, convincendosi che non pochi legami esistano tra Jacob e Lupin, perché, suggerisce un po’ velatamente, “ci sono cose che vanno scritte, cose che nemmeno l’autore avrebbe mai pensato quale strada avrebbero potuto prendere”. Come non si lascia scappare il titolo della grossa produzione che approderà la stagione prossima sul palcoscenico dell’Alfieri, complice un “grosso nome del cinema e della televisione di casa nostra.” Il sipario per ora si aprirà sui lussuosi vagoni dell’Orient Express – non ci sale soltanto Poirot -, sulla tratta Parigi-Istanbul, dove agisce questa volta il mitico Lupin, il ladro più pericoloso e affascinante del mondo, mettendo a segno un colpo sensazionale che lo ha reso padrone del “tulipano” di Ahmed III, un gioiello dal valore inestimabile, sottratto dalla cassaforte con quella maestria e quella fantasiosa sfrontatezza che soltanto il nostro ladro può possedere. Ma non si tratta di un “semplice” furto, quel “recupero” pare essere collegato al viso bello e sempre cercato della giovane Isabella, un’orfana parigina per cui Lupin prova un sentimento sincero e che riesce a conquistare proprio grazie a un delicato tulipano che lui ogni giorno le offre. Isabelle è una delle operaie di una fabbrica di cioccolato, un luogo che dovrebbe ispirare buonumore e dolcezza ma che al contrario si rivela ogni giorno più grigio. Un luogo di misteri, di complotti e di interrogativi che avranno la loro risposta quando il viaggio si sarà concluso all’ombra delle moschee e dei minareti di Istanbul. Il lieto fine è d’obbligo ma prima – affidando le loro voci alle canzoni e alle musiche che certo sono la radice del musical – la coppia dovrà attraversare i contrasti di un uomo d’affari spietato e senza scrupoli, il re del cioccolato, e dell’ispettore Ganimard, il più grande investigatore di tutta la Francia e l’unico uomo in grado di dare la caccia al mito senza tempo di Arsène Lupin.

Elio Rabbione

Foto Umberto De Martino

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