I SÌ TAV ritornano in piazza domenica 27 settembre

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La manifestazione davanti al municipio alle ore 11

Giachino: “Torino e il Piemonte hanno bisogno come il pane della TAV ma nel PD esplodono contraddizioni gravissime che fanno capire chi ha frenato in questi anni l’opera del futuro”

L’andamento economico del Piemonte, condizionato dalla crisi torinese, continua ad essere deludente nonostante interviste ottimistiche di tanti. Mentre le previsioni del PIL dicono che l’Italia dovrebbe crescere dell’uno per cento con alcune regioni come la Lombardia, l’Emilia e la Liguria che cresceranno oltre l’1%, il Piemonte è dato in crescita solo dello 0,8%. Tutte le iniziative ideate, lanciate da interviste roboanti, in questi ultimi vent’anni non sono riuscite a rilanciare la crescita dell’economia dell’area torinese. La botta data dall’Europa al settore auto non viene purtroppo pareggiata dagli eventi, dall’aerospaziale, dal turismo ecc. ecc. In questa situazione la TAV porterà sicuramente grandi benefici con l’aumento del turismo internazionale e con l’aumento della logistica legata agli scambi commerciali che stanno crescendo nel mondo al ritmo del 3% l’anno.

Ne parliamo con Mino Giachino, che raggiungiamo al telefono a Genova mentre sta brindando con i suoi più stretti collaboratori all’undicesimo anno di presidenza di Saimare, un’azienda leader nelle spedizioni internazionali.

«Mi stupisce come Torino, in venticinque anni, pur essendo governata quasi sempre dal PD, salvo la parentesi grillina, e pur disponendo di un nugolo di economisti importanti di area, non sia riuscita a rilanciare l’economia cittadina», osserva Giachino. Anzi, in questi giorni i dati sugli stipendi e sui risparmi dimostrano che la Torino divisa in due, di cui parlò per primo nel 2012 l’arcivescovo Nosiglia, ha visto aumentare le distanze. «La metà della città che quando venne eletto Lo Russo stava male oggi sta peggio, a partire dal commercio».

«Eppure l’anno scorso il numero dei container trasportati nel mondo è aumentato di 6 milioni, gli armatori investono e guadagnano. Il centro MSC di controllo della movimentazione delle merci insediato al Lingotto è arrivato al migliaio di dipendenti, laureati in informatica. A Genova si fa fatica a trovare le professionalità da assumere, a Torino 3/4 dei ragazzi ha un impiego a tempo parziale».

A livello generale, secondo Giachino, conta la maggiore lentezza nel costruire le opere pubbliche, in particolare le infrastrutture di trasporto, di cui si è accorta finalmente anche la Confetra. «Punto centrale è il MIT, dove è diminuita l’efficienza senza che nessuno capisca i danni per l’economia italiana».

Altro punto si trova nelle divisioni nel PD dove l’ala ex DC non conta o non ha voci, salvo Delrio. «La TAV è l’opera che ne paga le peggiori conseguenze. Lo si vedeva già quando ideai da solo e organizzai la grande manifestazione di piazza Castello a favore della TAV. Tutti furono sorpresi e invece di capire cercarono di mettermi da parte da parte, ma rallentando l’opera, malgrado il voto del Senato del 7.8.2019 quando venne bocciata la mozione NO TAV dei Cinque Stelle».

Quando Renzi fece fallire l’iniziativa di Salvini e si costituì il governo Conte 2, la costruzione delle infrastrutture venne strozzata. «Il PD per non far cadere il governo bloccò tutto. Stando fermi le divisioni interne del PD sulla TAV non esplodevano». I cambi nell’Unione Industriali, nella Giunta regionale, negli uffici ministeriali del MIT con un forte calo delle competenze fecero il resto.

«Eppure le divisioni interne al PD in Val Susa hanno bloccato o rallentato i lavori della TAV. I lavori di costruzione del Tunnel dalla parte italiana assegnati a fine 2023 sono lì fermi. Nel frattempo però i costi di costruzione sono cresciuti di quasi tre miliardi». Ora si è risvegliata nella Confetra la consapevolezza sui gravi danni che derivano dal rallentamento nella costruzione delle opere e in particolare nelle reti TEN-T.

Unico spiraglio in questa situazione i lavori del Terzo Valico e per la costruzione della nuova Diga foranea a Genova. «Ma in Liguria non stanno fermi e in questi anni hanno lavorato molto in Europa e con la Francia per spingere alla creazione della linea ferroviaria europea da Marsiglia a Genova via Ventimiglia. Una linea che porterà via traffico turistico alla Torino-Lione».

In questa situazione i tentativi di Lo Russo di accordarsi con Askatasuna sono falliti per l’indisponibilità degli estremisti che però partecipando alle manifestazioni Pro Pal hanno accresciuto i consensi in particolare nelle file di AVS.

«Il PD, che appoggiò insieme agli altri partiti la nostra grande manifestazione del 2018, oggi non vuole la nuova manifestazione di domenica 27 settembre per non far emergere le sue contraddizioni e diversità».

Ma Torino, se non rispondesse alla violenza del 25 luglio scorso, si condannerebbe alla crescita dei NO a TUTTO.

«Ecco perché chi vuole rilanciare Torino, che in questi mesi oltre ai ritardi nella costruzione della TAV rischia di perdere anche l’aeroporto, deve venire in piazza del Municipio domenica 27 settembre alle ore 11, allargando la voce agli amici».

«Diremo NO alla VIOLENZA, SÌ alla TAV ma di fatto diremo SÌ al rilancio di Torino e del suo futuro di lavoro» conclude Giachino.

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