CESANA

Boom di piante e fiori made in Italy all’estero

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“Rispettare il principio di reciprocità e favorire maggiormente l’export”

Le vendite all’estero di piante e fiori italiani hanno superato, nel 2025, la cifra record di 1,3 miliardi di euro, un risultato storico che deve rafforzare l’impegno a rimuovere le troppe barriere fitosanitarie che impediscono al florovivaismo nazionale l’accesso ai diversi mercati. È quanto afferma Coldiretti rispetto agli scenari del comparto. Il florovivaismo piemontese conta numeri importanti, genera una produzione lorda vendibile di oltre 130 milioni di euro, con più di 1100 imprese diffuse sul territorio, una superficie complessiva di 1300 ettari, una produzione di piante ornamentali di oltre 10 milioni e un totale di circa 3500 addetti.

“Nonostante il lavoro condotto dalle aziende italiane sul fronte della sostenibilità, le vendite all’estero sono ostacolate per motivi fitosanitari che nascondono vere e proprie spinte protezionistiche. Si tratta di un paradosso, se si considera l’alta qualità dei nostri prodotti – spiega Fabio Tofi, membro di Giunta di Coldiretti Piemonte con delega territoriale al settore Colture e Tecnologie innovative – va rafforzata la difesa del prodotto europeo con controlli più rigorosi sull’introduzione di materiali da Paesi terzi, che non rispettano il principio di reciprocità. Occorre inoltre contrastare la normativa europea sul packaging che, sulla base delle linee guida interpretative del regolamento, equipara i vasi agli imballaggi. I vasi vanno riconosciuti in quanto fattori di produzione e pertanto esclusi da tale normativa”.

“L’altra emergenza da affrontare è il fatto che i costi crescenti delle materie prime e dell’energia hanno eroso le entrate dei produttori. La transizione verso metodi di produzione più sostenibili è fattibile solo fornendo agli imprenditori floricoli il capitale necessario per investire in nuovi processi, infrastrutture tecnologiche innovative con minor impatto ambientale, abbattendo al contempo l’eccessiva burocrazia che pesa sull’attività – hanno evidenziato la presidente di Coldiretti Piemonte, Cristina Brizzolari e il delegato confederale Bruno Rivarossa – allo stesso tempo bisogna andare oltre il ruolo puramente ornamentale del florovivaismo, allargando gli orizzonti rispetto ai benefici sulla salute, puntando su programmi educativi nelle scuole europee e su campagne di comunicazione sociale, supportati da risorse economiche dedicate”.

Gian Giacomo Della Porta

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