“Ritardi Tav, causa di bassa crescita e insulto ai tanti disoccupati”

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Alta Velocità: Denuncia Corte dei Conti europea sui gravi ritardi e sul forte aumento dei costi

I ritardi nella costruzione della Tav sono uno dei motivi della bassa Crescita Economica, un insulto a un Paese che paga ogni anno 90 miliardi di interessi l’anno togliendoli a Sanità e Scuola e ai milioni di disoccupati. Gli attacchi al cantiere dei NOTAV e le lentezze e incertezze di chi ha avuto negli anni l’incarico di eseguirla penalizzano la costruzione di una Rete europea dei trasporti su rotaia che potrebbe togliere dalla strada milioni di TIR ogni giorno, diminuendo inquinamento e incidentalità stradale. Senza la TAV e il Corridoio Mediterraneo non ci sarebbe la Rete moderna su rotaia, lo dico a chi ha ancora dei dubbi e non comprende nell’anno del Signore 2026 che nei trasporti è fondamentale la Rete.  Pochi possono andare a testa alta . Il silenzio di politici, giornali e giornalisti su un argomento scomodo. Un insulto a un Paese che da anni cresce lo zero virgola . Eppure i 40.000 SITAV che avevamo radunato in piazza Castello il 10 Novembre 2018 avrebbero dovuto far capire  a chi deve realizzare un opera di interesse nazionale ad accelerare  i lavori. Il Boom economico degli anni 50 , non fu un Miracolo caduto dal cielo, ma fu il risultato di scelte governative di altissima qualità. Scelte spinte dalla fortissima consapevolezza della povertà che c’era nel Paese, alla quale la politica buona di quegli anni seppe rispondere con la creazione di milioni di posti di lavoro e con l’aumento del benessere. La stessa motivazione che aveva Cavour che volle fortissimamente il primo Traforo del Frejus non solo per aprire un Paese chiuso dalle Alpi ma anche perché era conscio che il nostro PIL era un quarto degli inglesi e un terzo dei francesi. Nel 1800 il Paese venne unito politicamente da Cavour ma socialmente dalle ferrovie. Nel secondo dopoguerra la ripresa fu spinta anche dalle autostrade e dai trafori autostradali. L’Italia è l’Europa avranno un futuro sostenibile anche grazie alla nuova rete ferroviaria europe di cui fa parte la TAV. Chi la rallenta danneggia lo sviluppo della economia e del lavoro. Conto  molto sulla spinta che potrà dare il Governo.
Mino Giachino
già sottosegretario di Stato ai trasporti e responsabile UDC torinese
Nella foto la storica manifestazione Sì Tav in piazza Castello a Torino
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