“Ho partecipato in primis come cittadina poi come rappresentante del territorio a fianco delle istituzioni locali e delle migliaia di persone alla manifestazione di Mazzè per dire NO al deposito unico nazionale, in vista del seminario che dovrà svolgersi dal 15 al 17 novembre per il Piemonte. Durante le analisi compiute da tecnici e professionisti del Politecnico e dell’università di Torino sono emerse grandi criticità sul territorio del chivassese, basso canavese e carmagnolese che allertano ancora di più sui metodi di individuazione da parte di Sogin, l’ente preposto. Oltre a seguire da tempo in Parlamento la vicenda e ad aver discusso anche mozioni ed interrogazioni, ho predisposto un emendamento da depositare in legge di bilancio al Senato, che prevede dei ristori pari alla quota che ogni comune interessato dalla Cnapi ha dovuto sostenere da gennaio, cioè dalla desecretazione delle carte, fino a dicembre. Si tratta di spese aggiuntive che sono piovute improvvisamente addosso alle amministrazioni e che impattano parecchio sul bilancio di piccoli comuni. Mi sembrava corretto prevedere una norma che agisse a livello nazionale, dal momento che gli enti locali interessati sono dislocati su diverse regioni. Questo emendamento voglio che diventi trasversale e lo cederò volentieri alla maggioranza, l’obiettivo è che venga recepito, essendo una proposta necessaria e di buon senso”. Così in una nota la deputata torinese Jessica Costanzo.
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