SCUOLA

Per il voucher scuola in arrivo 19,6 milioni di euro

Ammontano a 19,6 milioni di euro, 1,5 milioni in più dello scorso anno, le risorse stanziate per i voucher scuola per l’anno scolastico 2021/2022: di questi 6,7 milioni sono destinati al bando “libri di testo, materiale didattico e dotazioni tecnologiche funzionali all’istruzione, attività integrative previste dai piani dell’offerta formativa, trasporti”, 4,5 milioni al bando “iscrizione e frequenza”.

Le risorse regionali saranno integrate dal contributo statale per libri di testo per oltre 7,2 milioni.

La proposta di delibera sui criteri per l’assegnazione e la determinazione delle risorse, illustrata dall’assessore all’Istruzione Elena Chiorino, è stata approvata dalla sesta commissione, presieduta da Paolo Bongioanni: “Novità di quest’anno – ha detto Chiorino – è la possibilità di compilare la domanda on line, anche tramite smartphone, attraverso il portale “PiemonteTu”: una procedura semplificata, che consentirà al cittadino di verificare in tempo reale lo stato della domanda, inserendo il codice fiscale dello studente”.
Silvio Magliano (Moderati) ha chiesto aggiornamenti sulla richiesta di aumentare di 350 mila euro le risorse sul bando iscrizione e frequenza: “Con il bilancio l’Aula ha votato all’unanimità un ordine del giorno che impegnava la Giunta ad incrementare la somma stanziata, per evitare di avere in graduatoria degli idonei non assegnatari”. Sul punto l’assessore ha precisato che l’assegnazione delle risorse aggiuntive avverrà prima della chiusura del bando.
Marco Grimaldi (Luv) ha parlato di legge squilibrata, che penalizzerebbe le famiglie che iscrivono i figli alla scuola statale rispetto a quelle che scelgono la paritaria, con una copertura insoddisfacente delle domande. Sul punto è intervenuta anche la consigliera Francesca Frediani (M5o).
Sono intervenuti per precisazioni anche i consiglieri Federico Perugini (Lega) e Daniele Valle (Pd).

A scuola di salute

Corretta alimentazione, epigenetica, prevenzione primaria, sono solo alcuni dei  temi  affrontati nel corso dell’incontro formativo online, svoltosi nei giorni scorsi a Palazzo Lascaris   con i futuri ambasciatori del Consiglio regionale sugli ambiti di cui si occupano gli Stati generali della Prevenzione e del Benessere.

L’incontro si è svolto alla presenza del consigliere segretario Michele Mosca, di Felicina Biorci, nutrizionista presso il Centro di Medicina Preventiva e dello Sport dell’Università degli Studi di Torino e degli studenti  e dei docenti dell’istituto superiore Gae Aulenti di Biella.

“Quando si parla di Piemonte – ha dichiarato il consigliere segretario Mosca –  si parla di mangiare e bere bene. Un’alimentazione che vanta prodotti unici al mondo che affondano radici nel passato e nella tradizione delle nostre province. Oggi la pandemia ha modificato le nostre abitudini ma accentuato ancora di più la necessità di assumere uno stile di vita sano anche  e soprattutto in circostanze difficili. Una corretta alimentazione aiuta a prevenire e scongiurare importanti patologie e fornisce le necessarie energie per le sfide di ogni giorno, lo studio, il lavoro e il tempo libero. Il mio augurio è che possiate realizzare i vostri sogni magari proprio sul territorio biellese. Tante sono le sfide che dobbiamo cogliere – conclude Mosca –  a partire dalle opportunità offerte dal Recovery fund, la rivoluzione green, l’economia circolare.  Il Piemonte ha bisogno di ragazzi come voi  che abbiano voglia di imparare e  mettersi in gioco. Spero possiate diventare ambasciatori non solo del Piemonte ma dei singoli territori nei quali vivete per mettere a disposizione del futuro le numerose ricchezze che essi offrono” .

“L’alimentazione è un tema affascinante solo se la si interpreta come complessa – ha esordito nel suo intervento la professoressa Biorci – Nel 2017, 34,1 milioni di decessi erano attribuibili a fattori di rischio (dati del Global Burden of Disease Study ).  A livello globale, il 61,% dei decessi e il 48,3% dei DALY (Disability-adjusted life year,  misura della gravità globale di una malattia), sono stati attribuiti ai fattori di rischio. Occorre capire cosa non funziona nella comunicazione, occorre creare un collegamento tra gli effetti del cibo e la funzionalità cerebrale e cognitiva. Ai ragazzi dico di cercare di espandere la loro conoscenza e le loro competenze per poter risolvere cosa non funziona. Tutti sanno cos’è un piatto sano, ma una volta acquisita la competenza cercate di capire perché non produce risultati.  Attività, sonno e alimentazione sono i tre pilastri per un corretto stile di vita”.

Rivolta agli allievi del triennio delle scuole superiori, l’iniziativa Ambasciatori del Consiglio regionale, che ha visto il Consiglio regionale del Piemonte quale prima Assemblea legislativa italiana a proporla, rientra nei Percorsi per le competenze trasversali e l’orientamento (Pcto) e consente di acquisire crediti formativi.

Covid, un milione di euro per il supporto psicologico nelle scuole

Un milione di euro per il potenziamento del supporto psicologico a favore delle istituzioni scolastiche in relazione alla emergenza Covid-19.

E’ lo stanziamento della Sanità regionale approvato  dalla Giunta piemontese e destinato a finanziare il nuovo bando regionale per reperire specialisti psicologi-psicoterapeuti da mettere a disposizione di personale scolastico, studenti e loro famigliari (o chi esercita la responsabilità genitoriale), oltre che di associazioni di genitori legalmente costituite, così come convenuto nel Protocollo di intesa tra l’Ufficio scolastico regionale per il Piemonte e  l’Ordine degli psicologi del Piemonte per il supporto psicologico nella Scuola.

«I primi studi condotti in Cina – osserva l’assessore regionale alla Sanità del Piemonte, Luigi Genesio Icardi – dimostrano che durante il periodo pandemico il 43,7% dei giovani ha sviluppato problematiche di tipo depressivo e il 37,4% problematiche di tipo  ansiogeno. La pandemia mette fortemente a rischio non solo la salute fisica delle persone, quanto più la salute mentale. L’isolamento, la paura, l’incertezza, le turbolenze economiche, sono elementi che specie se protratti nel tempo, causano gravi sofferenze psicologiche, determinando un probabile aumento dei casi di malattie mentali. Sono rilevazioni allarmanti, che indicano come la salute mentale debba risultare una priorità dell’agenda politica ed essere affrontata con urgenza, così come richiede la letteratura scientifica, quando afferma l’assoluta  necessità di sostenere psicologicamente le persone più vulnerabili sia durante che dopo la  pandemia, nella consapevolezza che il rischio di contrarre gravi malattie infettive influenza la salute mentale in particolare dei bambini e degli adolescenti al pari di altre esperienze traumatiche».

     

Sul piano pratico, si tratterà di connettere e coordinare gli Sportelli d’ascolto già presenti presso gli istituti scolastici del Piemonte per meglio articolare gli interventi con gli studenti e il personale scolastico, formare il personale scolastico e gli insegnanti sulle dinamiche relazionali e la gestione della classe, supportandoli sui problemi attinenti la straordinarietà della situazione.  

Gli interventi saranno attivati dalla Direzione regionale Sanità e Welfare, che, successivamente al bando per il reclutamento degli specialisti psicologi-psicoterapeuti, definirà il progetto contenente la sintesi delle principali azioni oggetto di monitoraggio e valutazione, oltre che i criteri di riparto e la relativa ripartizione fra le Aziende sanitarie, tenendo conto dei dati sulla popolazione minorile residente 0-18 anni.

Entro 30 giorni dall’assegnazione delle risorse, i Servizi di psicologia, in raccordo con i Dipartimenti materno infantili delle Asl, i Servizi di igiene e sanità pubblica e le Unità di gestione Covid-19, con il supporto dell’Ufficio scolastico regionale e l’Ordine degli psicologi, dovranno realizzare la mappatura del fabbisogno e l’identificazione delle priorità e delle modalità di realizzazione delle iniziative su ciascun territorio; entro 10 mesi dall’attivazione del progetto, gli stessi organismi produrranno una relazione attestante le caratteristiche essenziali degli interventi messi in atto, il numero di soggetti seguiti e le risultanze degli interventi realizzati.

«Il nostro obiettivo è dare una risposta immediata all’urlo silenzioso di tutti i ragazzi e le ragazze che in quest’anno scolastico 2020/21, dopo quello precedente, hanno dovuto interagire a distanza, non solo con la scuola ma anche con gli amici –  commenta l’assessore regionale all’Istruzione, Elena Chiorino -;  rivolto al personale scolastico, agli studenti e alle famiglie, questo strumento vuole rispondere ai traumi e ai disagi derivati dall’emergenza e cogliere, quanto prima, le difficoltà dei bambini e dei ragazzi riguardanti l’apprendimento in presenza e a distanza, il metodo di studio, l’ansia da prestazione scolastica, le relazioni con i pari ed il rapporto con i docenti, i bisogni individuali e di gruppo. Un aiuto concreto per ristabilire un’alleanza educativa tra scuola e famiglia, favorendone la comunicazione».

In dettaglio, l’iniziativa della Giunta regionale riguarda 677.531 minori nella fascia d’età 0- 18 anni residenti in Piemonte, 1.237 istituti, di cui 508 scuole d’infanzia, 498 scuole Primo ciclo e 231 scuole Secondo ciclo.

«Quello approvato in giunta – spiega l’assessore regionale al Welfare, con delega ai Bambini, Chiara Caucino – è un provvedimento della massima importanza, sia per il contenuto dello stesso, ma anche perché dimostra, ancora una volta, la vicinanza della Regione nei confronti dei soggetti più fragili, in questo caso parecchi bambini e ragazzi che frequentano le scuole e che, come confermano anche numerosi e qualificati studi di respiro internazionale, hanno subìto gravi danni dovuti ai deleteri effetti dei lock down. Le chiusure, infatti, hanno privato per troppo tempo i nostri figli della loro socialità e del rapporto diretto con la scuola e con i propri insegnanti. Un elemento fondamentale per la crescita personale, in una fase moto delicata della vita, proprio quando, attraverso il rapporto con gli altri, si formano esperienze e personalità».

«Sono particolarmente soddisfatta – prosegue Caucino – proprio perché ritengo fondamentale offrire, a chi ne ha bisogno, un sostegno psicologico continuativo che consenta la ripresa della vita quotidiana, il recupero di relazioni positive e il superamento di situazioni di difficoltà. A tal proposito ricordo che, proprio su proposta del mio assessorato, la giunta regionale aveva già stabilito di destinare 520mila euro per interventi di assistenza psicologica continuativa rivolti alla popolazione minorile. Avanti così, quindi, sulla strada giusta, per la difesa dei più fragili, tra i quali rientrano a pieno titolo anche i bambini e i ragazzi che ritengo siano stati tra le prime “vittime”, seppur indirettamente di questa odiosa pandemia».

Un laboratorio con gli studenti del liceo Einstein sui temi dell’agrifood

Il tema dell’agrifood diventa di sempre maggiore attualità, soprattutto in questa epoca, e tanto più vitale risulta comunicarlo anche in ambito scolastico.

Mercoledì 28 aprile prossimo si terrà un incontro sulle bellezze della filiera agroalimentare e sui suoi attori con gli studenti del liceo torinese delle Scienze Umane, Linguistico di Scienze applicate e Scientifico Albert Einstein

Il laboratorio che verrà tenuto da Simona Riccio, Social Manager del CAAT e Agrifood & Organic Specialist, verterà sull’importanza della conoscenza delle attività della filiera agroalimentare, andando a analizzare i tasselli che la compongono, attraverso anche l’utilizzo del web, della comunicazione digitale e dei social network.
L’Assemblea Generale dell’ONu ha dichiarato il 2021 Anno internazionale della Frutta e della Verdura, rendendo ancora più preziosa la conoscenza e la comprensione dell’intera filiera agroalimentare, a partire dall’azienda produttrice fino ad approdare alle tavole dei consumatori. Spesso si utilizza, infatti l’espressione “Farm to fork”.
Di fronte al pubblico degli studenti verranno affrontati molti argomenti concernenti la filiera agroalimentare,a partire dal suo cuore pulsante rappresentato dai mercati agroalimentari, nei quali avviene l’incontro tra la produzione e la distribuzione, grazie alla professionalità degli operatori del settore.
Nel corso dell’incontro si confronterà con la platea degli studenti il Direttore generale del CAAT (Centro Agroalimentare di Torino) Gianluca Cornelio Meglio, che approfondirà il ruolo che ricopre il CAAT all’interno della filiera agroalimentare e gli impatti che questa riveste sul territorio.
Un altro dei temi che verranno trattati sarà quello degli scenari attuali dello spreco alimentare, in particolare quello che viene creato a monte, fino ad approdare a quello domestico. Verrà anche affrontata la tematica relativa alla possibilità di diminuzione dello spreco alimentare attraverso l’innovazione e il packaging sostenibile. La filiera passa anche attraverso il turismo gastronomico e territoriale e, per questo motivo, verranno analizzate le criticità e le difficoltà presenti attualmente in epoca Covid per le aziende e gli stessi turisti.
Verranno poi trattati i temi della formazione all’interno della filiera agroalimentare, per esempio le risorse impiegate nel settore horeca e l’importanza della preparazione degli operatori, per andare a tutelare, diffondere e comunicare le eccellenze italiane nel mondo. Infine verrà presentato, sempre dalla relatrice Simona Riccio, il progetto “#Eviaggioitaliano”, che punta a valorizzare il patrimonio culturale, enogastronomico e imprenditoriale italiano in chiave di sostenibilità.

Mara Martellotta

Il Politecnico di Torino apre le porte ai futuri studenti

Ritorna l’appuntamento online dedicato all’orientamento. Quest’anno gli eventi raddoppiano, per presentare separatamente i corsi di Laurea e Laurea Magistrale. Si comincia con la presentazione dei corsi di Laurea e delle opportunità offerte dal Politecnico

 

Anche quest’anno gli Open Days del Politecnico di Torino saranno virtuali, ma con una novità rispetto al passato: il primo appuntamento sarà dedicato alla presentazione dei corsi di Laurea Triennale, dal 21 al 23 aprile, mentre dal 26 al 28 maggio prossimi sarà la volta dei corsi Magistrali. Una scelta che va nella direzione di fornire, proprio attraverso le possibilità offerte dalle piattaforme virtuali, informazioni ancora più mirate ed esaustive sia a chi intende iscriversi a un corso di primo livello, sia a chi vuole proseguire il suo percorso al Politecnico con un corso di secondo livello.

Ad aprire l’appuntamento dedicato ai corsi di Laurea alle ore 8.45 di mercoledì 21 sarà il benvenuto agli aspiranti studenti del rettore Guido Saracco, a cui seguiranno le presentazioni dei 24 corsi di Laurea Triennale offerti dal Politecnico nelle aree dell’ingegneria, dell’architettura, del design e della pianificazione territoriale. La piattaforma www.opendays.polito.it offrirà anche l’occasione per scoprire tutti i servizi offerti, i progetti speciali, i teams studenteschi, le opportunità per gli studenti stranieri e molto altro ancora. Tutto da casa, per rispettare le regole imposte dall’emergenza sanitaria e favorire i ragazzi che in questo periodo di mobilità ridotta sia all’interno del territorio nazionale che dall’estero, vogliono però entrare nel mondo del Politecnico di Torino, in vista di un’iscrizione per l’Anno Accademico 2021/2022.

Tutti i contenuti rimarranno comunque disponibili sul sito anche nei mesi a venire, in modo da aiutare i ragazzi a orientarsi nell’offerta e nelle novità del prossimo anno accademico anche dopo la conclusione degli Open Days.

Un anno che porterà molte novità nel modo di vivere il Politecnico. Dopo un periodo in cui si sono alternate fasi in cui è stato possibile frequentare almeno in parte lezioni e laboratori in presenza a momenti in cui è stato necessario il ricorso alla didattica a distanza, per l’anno accademico 2021/2022 si prepara una modalità di frequenza che riporterà il più possibile gli studenti in aula“L’auspicio di tutti è che il prossimo anno accademico veda la riapertura del nostro Ateneo alle attività in presenza. Non sarà naturalmente un ritorno al passato: abbiamo imparato moltissimo dovendo far fronte tempestivamente all’emergenza dovuta alla pandemia e faremo certamente tesoro di questa esperienza migliorando e rinnovando la nostra didattica. Non vediamo l’ora di potervi nuovamente accogliere e di tornare a vedere le aule, i corridoi, i laboratori animarsi grazie ai nostri studenti, docenti e a tutto il personale del Politecnico”, spiega il Rettore Guido Saracco.

Questo in piena sicurezza per tutta la comunità politecnica. Durante quest’anno di pandemia il Politecnico ha infatti affrontato un investimento consistente per il potenziamento delle dotazioni tecniche e logistiche: “Realizzando in tempi record adeguamenti strutturali, come il rifacimento degli impianti di condizionamento e la ridistribuzione degli spazi per le lezioni, ma anche pianificando turni scaglionati di ingresso, dotazione di dispositivi di protezione e interventi di sanificazione adeguati adesso siamo pronti finalmente a ripartire”, conclude il Rettore.

L’esperienza della formazione universitaria va infatti al di là della lezione frontale online, pur arricchita da tante modalità interattive adottate in questi mesi per migliorare le modalità di apprendimento, come la realtà virtuale per le revisioni progettuali o la visita da remoto a laboratori e siti culturali. “Siamo riusciti a fare davvero tesoro dell’esperienza di questo anno, che ha visto i nostri docenti confrontarsi con modalità di insegnamento del tutto innovative, che sono sicuro riusciremo ad impiegare anche quando la situazione emergenziale terminerà. Siamo stati in grado di potenziare le modalità didattiche più innovative e coinvolgenti, con lo studente al centro del processo di apprendimento, che viene responsabilizzato e messo nelle condizioni di sperimentarsi e mettersi alla prova, anche in contesti meno tradizionali di quelli della lezione frontale, come ad esempio i team studenteschi o le challenge, modalità didattiche basate su multidisciplinarietà e learning by doing, anche grazie a tutte le possibilità che la tecnologia ci mette a disposizione”, aggiunge il Vice Rettore per la Didattica Sebastiano Foti: “Anche in questo modo continueremo a garantire ai nostri studenti e studentesse una formazione universitaria che possa rispondere alle sfide del presente e a quelle che verranno, garantendo la possibilità di un rapido inserimento nel mondo del lavoro, come dimostrano i dati occupazionali dei nostri laureati: quasi 9 su 10 lavorano a un anno dalla laurea magistrale e con stipendi più alti e contratti più stabili rispetto alla media degli atenei italiani”.

 

Verso la ripresa delle scuole: ma resta il nodo trasporti

Il prossimo 26 aprile ricomincerà la scuola al cento per cento in presenza nelle zone gialle e arancioni, resta però ancora da sciogliere la questione trasporto pubblico. Il tema è stato oggetto dell’interrogazione a risposta immediata che la consigliera del Movimento 4 Ottobre, Francesca Frediani, ha posto, nell’ambito dei question time, all’assessore ai Trasporti Marco Gabusi, che proprio nel pomeriggio, parteciperà al vertice tra Governo e Regioni in vista delle riaperture delle scuole.

“In vista della ripresa della didattica in presenza al 100% annunciata per lunedì prossimo dal presidente del Consiglio Draghi – ha puntualizzato l’assessore Gabusi –  siamo tutti in attesa di maggiori indicazioni e dell’ufficializzazione delle modalità di questa ripresa. Certamente, accanto alla mancanza di spazi nelle scuole, una delle problematiche principali della riapertura è rappresentata dal trasporto pubblico locale, che si trova nelle medesime condizioni di novembre 2020. Ovvero con l’obbligo, a livello nazionale, di rispettare il carico dei mezzi pubblici al 50% di quanto indicato nella carta di circolazione.Il 30 novembre scorso in funzione della ripresa della didattica in presenza della scuola superiore, avevamo proposto un piano per il trasporto scolastico che potesse consentire il trasporto del 100% degli studenti con ingressi su due turni. Il piano era, ed è, pronto a far fronte ad un doppio scenario di ripresa della didattica in presenza delle scuole superiori al 50% o al 75% su due turni. Potemmo anche trasportare il 100% degli studenti, ma, a maggior ragione, è necessaria una riorganizzazione oraria delle lezioni su due turni, che sappiamo essere un problema per molti istituti scolastici. Già per il rientro al 75% avevamo previsto servizi aggiuntivi in tutto il Piemonte: 30.580 corse autobus in più alla settimana in tutto il Piemonte, di cui 4.510 a Torino e 9.306 per la Città metropolitana di Torino, per un costo settimanale di 2.200.000 euro. Ribadisco – conclude –  che il trasporto scolastico per il 100% degli studenti si può realizzare solo a condizione di una riorganizzazione delle lezioni su due turni”.

“Riportare gli studenti in classe al 100% non è un rischio ragionato: è un azzardo inaccettabile sulla pelle di studenti, docenti e personale scolastico – ha dichiarato a consigliera  Frediani –  Chiedere alle scuole uno sforzo organizzativo per ridefinire gli orari in questo periodo dell’anno, poi, è pura utopia: l’ennesimo annuncio roboante in un momento che, invece, richiederebbe massima prudenza e decisioni condivise”.

Durante il question time sono state discusse anche le interrogazioni di Mauro Salizzoni (Pd) su Rete Oncologica del Piemonte e della Valle d’Aosta: quando e con che criteri verrà nominato il nuovo Direttore?; di Daniele Valle (Pd) su Risposte urgenti circa l’attivazione di un Centro Vaccinale per l’area dell’ex distretto San Mauro-Gassino; di Silvio Magliano (moderati) su Realizzazione della Tangenziale Est di Torino o Gronda Est; di Paolo Ruzzola (FI) su lavori di ammodernamento dell’Ospedale Infantile Cesare Arrigo (A.S.O. di Alessandria) e relativa riorganizzazione; di Marco Grimaldi (Luv) su quali azioni della Giunta per la Giga-Factory elettrica un

Ritorno a scuola tra molti dubbi

IL COMMENTO di Pier Franco Quaglieni

Si ritorna a scuola. È sicuramente vero che la scuola è un servizio essenziale per un paese civile, ma si tratta di vedere se questa riapertura sia un bene o un male in quanto la riapertura di per se’ significa poco.

Certo la chiusura ha fatto apprezzare la scuola anche agli studenti meno interessati perché l’elemento socializzante, specie per i giovani, è molto importante. Ma io sento il dovere civico di sollevare dei dubbi sulla sicurezza, sul distanziamento reale, sui trasporti.
Vorrei avere notizie rassicuranti su cosa in questi lunghi mesi è stato fatto per cambiare le cose. La riapertura a settembre è stata causa di molti problemi e dell’aggravarsi della pandemia. Molti presidi manifestano dei dubbi e denunciano dei pericoli che mi sento di condividere.
La didattica a distanza non è certo una meraviglia, ma almeno preserva la sicurezza.
La decisione improvvisa di riaprire le scuole va motivata e per la scuola non dovrebbe valere il “rischio ragionato“. Può valere per chi vuole andare al ristorante o a teatro, ma per gli studenti non deve valere. Il diritto allo studio è cosa molto diversa dal decidere di andare con gli amici in pizzeria. Leggo che alcuni considerano la riapertura una festa.
Non condivido, penso ai tanti mesi perduti e alla impossibilità di recuperare in pochissimo tempo il lavoro che non si è fatto o si è fatto in modo non consono e senza adeguati e seri controlli e verifiche.
Non si è neppure pensato di portare la fine dell’anno al 30 giugno e di far iniziare gli esami di Stato al primo luglio com’era un tempo. E come saranno questi esami? Non è chiaro. Se Azzolina e’ stata una catastrofe, il nuovo ministro sembra inesistente. Appare abbastanza ovvio che si giungerà, di fatto,  ad una promozione di massa, magari mascherandola con qualche cavillo burocratico del tutto formale.
La scuola non può essere vista solo come un elemento socializzante e aggregante, ma soprattutto come una fucina di studi seri. Questi studi seri erano già in crisi prima della pandemia, figurarsi oggi. Ma qui con la riapertura e’ anche in gioco la sicurezza per cui non credo si sia lavorato abbastanza.

“Materne Paritarie, puntualità dei contributi necessaria alla tenuta del sistema”

Magliano: “che cosa ne pensa l’Amministrazione?”

Lo chiederò alla Giunta lunedì con un’interpellanza: Istituti a rischio se i contributi dovuti non saranno erogati nei tempi previsti. Dopo un 2020 terribile, le ultime settimane di attività a singhiozzo sono state un ulteriore colpo subito. 

Lunedì in Consiglio Comunale chiederò alla Giunta Appendino, con un’interpellanza, quando l’Amministrazione abbia intenzione di versare il contributo comunale 2020 alle Materne Paritarie. La puntualità nell’erogazione dei fondi comunali a sostegno delle Scuole Paritarie FISM (Federazione delle Materne) è ancora più determinante alla luce della crisi pandemica e delle passate settimane di Zona Rossa, che hanno fatto sentire pesantemente i propri effetti negativi. Dopo un 2020 tremendo, gli ultimi mesi di attività a singhiozzo hanno inferto un nuovo, tremendo colpo alle Scuole. Chiederò inoltre se l’Amministrazione abbia individuato altre modalità per sostenere gli istituti scolastici paritari aderenti alla FISM in questa delicatissima fase, dal momento che la sola puntualità, pur necessaria, potrebbe non essere sufficiente. Il ruolo delle Materne è fondamentale inoltre per garantire alle mamme e ai papà la possibilità di conciliare famiglia e lavoro e i rispettivi tempi nel corso della giornata e della settimana. Le Materne Paritarie aderenti alla FISM ospitano oltre 5.500 bambini e danno lavoro a più di 500 persone. Molto spesso i versamenti del Comune sono erogati con forti e gravi ritardi, fatto che, come Moderati, abbiamo più volte portato all’attenzione dell’Amministrazione con atti consiliari presentati in questi anni. Non possiamo permetterci che il sistema delle Scuole Paritarie crolli: in gioco c’è la libertà di educazione, diritto costituzionalmente sancito, e il futuro di tante Scuole Paritarie (messe in gravissima difficoltà dagli ultimi mesi di emergenza); ma si tratta anche di difendere centinaia di posti di lavoro e, in ultima analisi, la tenuta dell’intero sistema pubblico, che non avrebbe la possibilità strutturale, organizzativa e didattica di assorbire un improvviso e cospicuo surplus di alunni.
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Silvio Magliano – Capogruppo Moderati, Consiglio Comunale Torino.

Rodari, una proposta didattica nell’anniversario della scomparsa

Caro direttore, il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani intende commemorare la figura delicata, colorata e pensosa di Gianni Rodari; morto il 14 aprile del 1980 a Roma, ricorre proprio quest’anno il 41° anniversario della sua scomparsa.

 

Tutti conoscono Gianni Rodari; quasi ciascuno di noi ha imparato a sillabare e a leggere attraverso le invenzioni geniali e fantasiose dello scrittore piemontese. Quello che forse alcuni di noi scordano e che abbiamo imparato anche a pensare attraverso le righe giocose e le rime melodiose delle sue filastrocche. È stato un uomo che ha molto sofferto; del suo dolore ha fatto uno strumento per conoscere il prossimo e sentirlo affine. Difendeva i deboli, gli esclusi, gli ultimi della società, in nome della libertà e della verità; d’altra parte era stato pure partigiano anche se ripudiava la guerra e la violenza con tutte le sue forze. Il suo pensiero andava sempre ai bambini; specialmente quelli sfortunati, come forse era stato anche lui.

“Quest’anno mi voglio fare / un albero di Natale / di tipo speciale, / ma bello veramente. / Non lo farò in tinello, / lo farò nella mente, / con centomila rami / e un miliardo di lampadine, / e tutti i doni / che non stanno nelle vetrine. / Un raggio di sole / per il passero che trema, / un ciuffo di viole / per il prato gelato, / un aumento di pensione / per il vecchio pensionato. / E poi giochi, / giocattoli, balocchi / quanti ne puoi contare / a spalancare gli occhi: | un milione, cento milioni / di bellissimi doni / per quei bambini / che non ebbero mai / un regalo di Natale, / e per loro ogni giorno | all’altro è uguale, / e non è mai festa. / Perché se un bimbo / resta senza niente, / anche uno solo, piccolo, / che piangere non si sente, / Natale è tutto sbagliato. (Gianni Rodari, “Un abete speciale”)
Rodari insegnava quella pedagogia che per alcuni può sembrare un po’ retrò: essere ubbidienti, non mentire, fare i bravi, volersi bene, studiare; ma anche giocare e sognare. Siamo sicuri che siano concetti sorpassati e che non possano essere d’aiuto per gli educatori e i piccoli di oggi?
“Ci sono cose da fare ogni giorno: / lavarsi, studiare, giocare, | preparare la tavola a mezzogiorno. / / Ci sono cose da fare di notte: | chiudere gli occhi, dormire, / avere sogni da sognare, / orecchie per non sentire. / Ci sono cose da non fare mai, / né di giorno né di notte, / né per mare né per terra: / per esempio la guerra.” (Gianni Rodari , “Promemoria”)
Il poeta dava un peso enorme soltanto agli aspetti veramente importanti della vita che sfuggono ai più superficiali, agli adulti indaffarati. Eppure la sua lungimiranza in alcuni casi diventa più eversiva di tanti autori osannati per l’audacia sfrontatezza o l’impegno politico.
“Tutti gli usi della parola a tutti”: mi sembra un buon motto, dal bel suono democratico. Non perché tutti siano artisti, ma perché nessuno sia schiavo.” (Gianni Rodari)
I diritti civili non mancano mai nei suoi contenuti, come appare evidente nella favola “Giacomo di cristallo”, in cui il bizzarro Giacomo, omino trasparente, inizialmente penalizzato dalla sua impossibilità di nascondere il proprio pensiero in un regime dittatoriale, riuscirà ad affermare la forza della verità e della libertà:
“[…] Ma allora successe una cosa straordinaria. I muri della cella in cui Giacomo era stato rinchiuso diventarono trasparenti, e dopo di loro anche i muri del carcere, e infine anche le mura esterne. La gente che passava accanto alla prigione vedeva Giacomo seduto sul suo sgabello, come se anche
la prigione fosse di cristallo, e continuava a leggere i suoi pensieri. Di notte la prigione spandeva intorno una grande luce e il tiranno nel suo palazzo faceva tirare tutte le tende per non vederla, ma non riusciva ugualmente a dormire. Giacomo di cristallo, anche in catene, era più forte di lui, perché’ la verità è più forte di qualsiasi cosa, più luminosa del giorno, più terribile di un uragano.” (Gianni Rodari, “Giacomo di cristallo”)
Conosceva tutta la sofferenza delle anime più indifese e lese; per loro invocava giustizia, istruzione e dignità, anticipando molti temi presenti nella Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza dell’ONU.
“Quanto pesa una lacrima? La lacrima di un bambino capriccioso pesa meno del vento, quella di un bambino affamato pesa più di tutta la terra.” (Gianni Rodari)
Il CNDDU propone una lettura dei diritti umani attraverso l’opera di Rodari. Gli studenti di ogni ordine e grado, seguiti dai loro docenti, potrebbero inventare un percorso originale attraverso immagini, slogan, e-book che coniughi la realtà del nostro presente con le sue storie. Si propone la realizzazione di un logo per l’anniversario da inviare alla nostra email (coordinamentodirittiumani@gmail.com); i più significativi saranno pubblicati sui nostri canali social.
“Vorrei che tutti leggessero, non per diventare letterati o poeti, ma perché nessuno sia più schiavo.” (Gianni Rodari)

Prof. Romano Pesavento
Presidente CNDDU

“La mia scuola al tempo del Covid”, prorogato il concorso

I ragazzi potranno inviare i propri lavori (grafici, video, racconti, powerpoint, musiche, canzoni) non più entro il 31 marzo, ma fino al 16 Aprile 2021. Una proroga di alcune settimane per consentire, cosi come richiesto da numerosi dirigenti scolastici, ai tanti ragazzi interessati di condividere e confrontare le esperienze vissute in questo lungo periodo di pandemia e  raccontare la propria storia.Le classi vincitrici, valutate da una Commissione composta da un rappresentante di Save the Children Italia onlus, un rappresentante della Consulta femminile, un rappresentante dell’Ufficio Scolastico Regionale, la Garante per l’Infanzia e un rappresentante del Consiglio Regionale, riceveranno in premio un kit di strumenti didattico/informatici (tablet e sim dati, della durata di 12 mesi, per l’accesso a internet)  che, pur rimanendo di proprietà della scuola,  verrà assegnato ai ragazzi che non dispongono di supporti digitali. Per supportare le famiglie e gli insegnanti nella fruizione del tablet e del web, Save the Children metterà a disposizione una Guida per genitori, incentrata su 3 tematiche: cyberbullismo, uso dei videogiochi e adescamento online.