SCUOLA

L’aula che vorrei: un’alleanza tra scuola e museo

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Palazzo Madama – Museo Civico d’Arte Antica e l’Istituto Comprensivo Gaetano Salvemini di Torino hanno avviato il primo progetto in Italia, che coinvolge classi del primo ciclo di istruzione, per sperimentare un nuovo modo di fare scuola.

Per tutto il mese di marzo 2022, nelle giornate di mercoledì giovedìdalle 9 alle 13, due classi prime della secondaria di I grado dell’Istituto Comprensivo Gaetano Salvemini vivranno Palazzo Madama come ambiente didattico di riferimento: l’aula si trasferirà in museo, dove gli insegnanti saranno chiamati a servirsi delle collezioni e degli ambienti del palazzo per consolidare competenze e attivare nuovi percorsi di apprendimento.

La classe avrà a disposizione un ambiente riservato, ma svolgerà molti momenti dell’attività didattica anche negli spazi del museo che gli insegnanti avranno individuato come imprescindibili per le loro lezioni.

Nel progettare i contenuti si è volutamente deciso di non concentrare l’attenzione sulle arti figurative, uno degli elementi identitari e più espliciti del palazzo, ma di utilizzare il contesto artistico per affrontare, quasi in una dissonanza cognitiva assai più stimolante e interdisciplinare, argomenti come il calcolo e lo spazio (aritmetica, geometria e geografia), il ritmo (musica e lingua)  e la vita animale e vegetale (scienze), che potrà essere studiata attraverso le opere del museo e il Giardino Botanico Medievale, collocato nel fossato del castello. Percorsi storico-letterari avvicineranno gli allievi alla quotidianità contestualizzata in epoche molto lontane, affinché la storia non sia solo eventi e date, ma sia la storia di uomini e donne chiamati ad affrontare le sfide e difficoltà di ogni giorno e a sviluppare, contemporaneamente, nuove abilità e idee.

La classe 1A lavorerà sulle discipline di Italiano, Storia e Musica, attraverso un modulo didattico incentrato sul Viaggio nel Tempo che prenderà spunto dalle ceramiche, per accompagnare gli alunni in un percorso di conoscenza dei viaggi mercantili delle popolazioni orientali e degli incontri culturali, sottolineando come da sempre gli uomini siano disposti al reciproco arricchimento e scambio di conoscenze e idee. Il docente di musica darà poi vita a un’attività di sensibilizzazione ed espressione corporea, in un viaggio che diventa un percorso attraverso le proprie emozioni.

La classe 1F affronterà le discipline di Italiano, Storia, Scienze, Tecnologia, attraverso il modulo didattico intitolato Castelli e Castellani. Il percorso proposto a questa classe riguarda il poema cavalleresco, la sua evoluzione nel corso del Quattro-Cinquecento e il contesto storico, architettonico e ambientale in cui è inserito. Tale percorso si snoderà attraverso le sale, gli oggetti in esse custoditi e il Giardino Botanico, che faranno da cornice e contemporaneamente da supporto ai contenuti didattici e agli obiettivi previsti. Attraverso attività di osservazione del contesto e dei materiali, di ascolto e di lettura espressiva,  gli alunni saranno accompagnati a individuare le caratteristiche della società in cui è nato il poema epico, ad analizzare la tipologia architettonica e strutturale dell’edificio e la sua stratificazione temporale e a riconoscere e imparare a prendersi cura degli spazi verdi adiacenti alla struttura stessa e del giardino botanico di Palazzo Madama.

Attraverso questa esperienza innovativa di apprendimento di contenuti didattici, i docenti intendono valorizzare le conoscenze degli alunni per ancorarvi nuovi contenuti, favorire l’esplorazione e la scoperta, al fine di promuovere il gusto per la ricerca anche attraverso interventi adeguati nei riguardi della diversità.

Oltre all’ospitalità e alla co-progettazione dei contenuti, Palazzo Madama interagirà con la classe attraverso un laboratorio tematico gestito dai suoi Servizi Educativi, che andrà a rafforzare gli argomenti condotti dagli insegnanti in aula; a seconda delle tematiche che saranno trattate nelle settimane di permanenza in museo, i conservatori potranno mettere a disposizione alcune opere normalmente a deposito, in modo da consentire una osservazione diretta e favorire una comprensione globale della materialità dell’oggetto – molto utile per l’ambito disciplinare della Tecnologia – con le spiegazioni del personale scientifico, che quotidianamente si prende cura delle collezioni.

Il progetto ha preso avvio nell’autunno del 2021, individuando nella formazione docenti il nucleo prioritario per affrontare le sfide legate alle modalità di apprendimento e ai nuovi e impellenti bisogni di studenti e studentesse: 54 insegnanti della scuola dell’infanzia, primaria e secondaria di I grado hanno partecipato tra ottobre e dicembre 2021 a cinque moduli formativi, che sono stati sviluppati attraverso incontri in digitale e in presenza a scuola, esercitazioni pratiche con visita al museo e al Giardino Botanico Medievale di Palazzo Madama. L’obiettivo era invitare i docenti a riscoprire Palazzo Madama come nucleo fondante della città e a valutarlo come possibile scenario educativo dalle numerose e variegate sfaccettature.

Nell’ambito del progetto Dirittibus del Museo Diffuso della Resistenza, i Servizi Educativi di Palazzo Madama hanno inoltre sperimentato con una classe della primaria e con la cittadinanza un’attività fuori dalle mura del museo, che si è svolta il 30 ottobre 2021 nei giardini Emilio Pugno, a pochi passi dalla scuola Salvemini: una prima emozionante occasione di incontro con il territorio della Circoscrizione 2.

A seguito di questa fase preparatoria, nei mesi successivi si è inteso attuare le indicazioni del Ministero dell’Istruzione che, fin dal Piano Scuola del 26 giugno 2020, ha individuato nel “Patto Educativo di Comunità” una manifestazione dei principi costituzionali di solidarietà (articolo 2), comunanza di interessi (articolo 43) e sussidiarietà orizzontale (articolo 118, comma 4) e ha invitato le scuole ad avvalersi del capitale sociale espresso da realtà presenti sul territorio – culturali, educative, artistiche, ricreative, sportive, parti sociali, produttive, terzo settore – per arricchirsi dal punto di vista formativo ed educativo e per applicare tutte le misure di prevenzione, contenimento e contrasto alla diffusione del SARS-CoV-2.

Anche i 9 chilometri circa, che separano la scuola da Palazzo Madama e che le classi percorreranno ogni mattina utilizzando i mezzi pubblici, saranno occasione di riflessione per indagare la struttura e le trasformazioni della città.

Il progetto ha ottenuto il Patrocinio della Circoscrizione 2, nella quale l’istituto scolastico ha sede e con la quale collabora attivamente per rendere la scuola sempre più aperta al territorio e attenta alle sue esigenze.

Calendario e classi coinvolte (mercoledì e giovedì): tutti studenti minori di 12 anni
Classe 1a A plesso Colombo: 2, 3, 9, 10 marzo 2022
Classe 1F plesso Castello di Mirafiori: 16, 17, 23, 24 marzo 2022

Orario svolgimento attività
ore 8.00 partenza da scuola
ore 9-13 scuola in museo
ore 13 rientro a scuola (arrivo previsto ore 14)

“Mad for science”: ecco le scuole ammesse

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ALLA SECONDA FASE DEL PRESTIGIOSO CONCORSO NAZIONALE CHE OGNI ANNO VEDE LE MIGLIORI SCUOLE ITALIANE COMPETERE PER L’AMBITO PREMIO FINALE

 

Tantissime le candidature pervenute da tutta Italia. Ora si entra nel vivo della seconda fase della 6ª edizione del Concorso promosso dalla Fondazione DiaSorin negli oltre 1600 Licei Scientifici, Classici e Istituti tecnici italiani. In palio un montepremi di oltre 175mila euro per rendere il proprio laboratorio di scienze innovativo, attuale e capace di far innamorare gli studenti della scienza.

 

Il mondo della scuola italiana ha risposto ancora una volta con entusiasmo alla chiamata della 6ª edizione del Concorso Mad for Science, sostenuto dalla Fondazione DiaSorin. 15 regioni e, 50 scuole ammesse alla seconda fase del Concorso.

 

Il Concorso Mad for Science, promosso in tutti i Licei Scientifici, Classici con percorso a curvatura biomedica e Istituti tecnici, mette in palio un premio in denaro per rendere l’esistente laboratorio di scienze un luogo dove imparare la scienza scendendo in campo, vivendola con esperienze reali, pratiche e all’avanguardia. L’obiettivo del Concorso – ideato e promosso da DiaSorin e passato successivamente alla sua Fondazione – è quello di avvicinare gli studenti alle carriere STEM, alimentare la passione per la scienza e dare un assaggio di cosa significa fare ricerca.

 

15 le Regioni italiane coinvolte: delle 50 scuole che hanno superato la prima fase, il 16% proviene dalla Campania, il 14% dalla Puglia e dalla Lombardia, il 10% dal Piemonte, il 6% da Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Toscana e Veneto, il 4% da Abruzzo, Liguria, Marche e Sardegna, e infine il 2% da Calabria, Lazio e Sicilia.

Ottima la partecipazione degli Istituti tecnici, che rappresentano il 42% delle scuole che accedono alla seconda fase del Concorso; inoltre il 54% delle scuole è rappresentata da Licei scientifici (tradizionali e con opzione scienze applicate) e il restante 4% dai Licei classici con percorso a curvatura biomedica.

 

“I risultati della prima fase di questa edizione, con oltre 140 candidature, confermano la capacità attrattiva dell’iniziativa presso i giovani e i docenti. Il mondo della scuola gioca un ruolo essenziale nella progressiva affermazione dell’interesse per la scienza e del valore della ricerca” ha commentato Francesca Pasinelli, Presidente della Fondazione DiaSorin.

 

I 50 Licei dovranno ora lavorare sul tema “Le biotecnologie al servizio della salute dell’uomo e dell’ambiente” mettendo a punto 5 esperienze didattiche coerenti con il tema proposto e dimostrando come le biotecnologie possono fattivamente essere utilizzate in laboratorio o sul campo per garantire la salute delle persone e del Pianeta.

 

Un Comitato appositamente costituito da Fondazione DiaSorin selezionerà le 8 proposte progettuali più interessanti che garantiranno ai team finalisti l’accesso alla Mad for Science Challenge 2022 a maggio 2022, dove professori e studenti dovranno convincere una Giuria di eccezione composta da professionisti della comunicazione ed esponenti della comunità scientifica per vincere gli importanti premi in palio.

 

I primi due Istituti classificati verranno premiati con l’implementazione del biolaboratorio per un importo rispettivo di 50.000 e 25.000 euro, oltre ad ottenere la fornitura dei relativi materiali di consumo per 5 anni, con un importo rispettivamente pari a 5.000 e 2.500 euro all’anno.  

La Giuria – assegnerà, inoltre, il Premio Speciale Comunicazione, pari a 15.000 euro per l’acquisto di piccola strumentazione e materiale vario da laboratorio, al team che saprà divulgare meglio il proprio progetto.

I progetti rimanenti riceveranno, infine, il Premio Finalisti, del valore di 10.000 euro ciascuno, a riconoscimento dell’impegno profuso per accedere alla Finale, a testimonianza dell’impegno della Fondazione DiaSorin nel sostenere la passione per la scienza nelle scuole italiane.

 

L’ultima edizione del Concorso Mad for Science è stata vinta dal Liceo Valsalice di Torino, mentre le precedenti edizioni rispettivamente dal Liceo scientifico Buonarroti di Pisa (2020), dal Liceo scientifico Spallanzani di Reggio Emilia (2019), dal Liceo scientifico Monti di Asti (2018) e dall’IIS Nicola Pellati (indirizzo liceo scientifico Galileo Galilei) di Nizza Monferrato – AT (2017).

 

Per il Piemonte le scuole che hanno superato la prima fase sono:

 

Piemonte Alessandria Casale Monferrato Liceo scientifico ad opzione scienze applicate SOBRERO
Piemonte Torino Ivrea Istituto Tecnico Tecnologico – Meccanica, Meccatronica ed Energia OLIVETTI
Piemonte Torino Torino Liceo scientifico ad opzione scienze applicate ALBERT EINSTEIN
Piemonte Torino Torino Liceo scientifico ad opzione scienze applicate SANT’ANNA

 

Mad for Science

Promosso dall’anno scolastico 2016/2017, Mad for Science è un Concorso nazionale rivolto ai Licei scientifici (scelti oggi dal 15,6% degli studenti italiani, in base ai dati del Ministero dell’Istruzione dell’anno scolastico 2021/2022), ai Licei classici con percorso a curvatura biomedica e da quest’edizione anche agli Istituti Tecnici, che mette al centro il laboratorio della scuola, strumento concreto ed efficace per far capire agli studenti come funziona il metodo scientifico e la ricerca.

 

Fondazione DiaSorin

Fondazione DiaSorin, costituita nel luglio 2020 da DiaSorin S.p.A., è un ente senza scopo di lucro che opera nei settori dell’educazione, istruzione e formazione in ambito scientifico per sostenere giovani talenti, suscitare l’interesse dei giovani verso la scienza e promuovere la cultura scientifica.

Covid e scuola: attività al femminile a rischio se le regole non cambiano

Caro direttore, vorrei richiamare l’attenzione della pubblica opinione su una questione cruciale e delicata che riguarda le donne e le madri in questo momento.

Purtroppo la situazione scolastica è fuori controllo, i protocolli nazionali non sono recepiti dall’ASL, che ha dichiarato tramite comunicazione ai Presidi di inviare le classi in quarantena anche solo in caso di 1 positivo per sezione.  Questo ha inchiodato totalmente migliaia di bambini e ragazzi nelle ultime due settimane.

La quarantena, che scatta in automatico, prevede dopo 10 gg di effettuare un tampone (anche privato) che presentantato alla scuola, con esito negativo prevede il rientro in classe il girono successivo.

Tutto questo in “deroga” alla normativa nazionale, che prevede invece che NON ci sia la quarantena e che si possa continuare la didattica in presenza fino a 3 casi conclamati, che i bambini siano in auto/sorveglianza ed indossino la mascherina ffp2 per 10 giorni (cfr decreto legge n. 1/22).

Arrivo ad un esempio diretto, ci sono famiglie con 1, 2 o 3 bambini in dad dai primi di dicembre.
Come sappiamo, avere bambini alle elementari o all’asilo in qurantena, implica la presenza costante del genitore, che come abbiamo purtroppo sperimentato tendenzialmente è la madre.

Le quarantene oltretutto non sono spesso retribuite, nei settori privati a volte comportano la pressione da parte dell’azienda sulla lavoratrice, anche le aziende meglio intenzionate in questo frangente stanno soffrendo per i notevoli casi covid, ma le qurantene delle donne dovute a contatti EVENTUALI dei figli spesso sono percepite in modo sbagliato e vengono automaticamente “meno giustificate”.

Nelle microonprese e nelle PMI la situazione è drammatica non solo per dipendenti ma anche per titolari.
Come può un titolare con pochi dipendenti gestire una sitauzione simile e garantire la propria azienda e le proprie lavoratrici, se le stesse donne si trovano in questo momento nell’impossibilità di lavorare e far rendere l’azienda?
E se la titolare fosse donna e madre come potrebbe garantire la gestione aziendale se costretta fisicamente alla quarantena per i figli?

Come possiamo affrontare quarantene continue con un esercizio commerciale che implica il lavoro diretto nel negozio?
Come possiamo garantire l’equità nelle assunzioni e nei salari, se le madri devono rimanere a casa, loro malgrado, spesso creando disagi all’azienda stessa e sicuramente alla propria carriera o professione?

Molte attività al femminile, se le normative in merito alla scuola non saranno cambiate o coadiuvate da aiuti diretti e concreti, verranno chiuse.
Chiuse definitivamente e colpevolmente.

Lo smart working non può valere per operaie, imprenditrici o commercianti.
Non è giusto che ci sia una netta spaccatura tra garantiti e non garantiti, dove in questo secondo caso le donne ne fanno le spese doppie!

Tutto ciò pone le basi ad una NETTA disparità tra i generi, da aggiungere a quella che sempre abbiamo denunciato e che ci impegnamo ad arginare.

Mi chiedo se non sia possibile prendere una posizione ed avanzare proposte volte al sostegno IMMEDIATO delle famiglie e dei datori di lavoro privati che non ostacolano e comprendono la problematica in questione, aiuti che potrebbero partire da più soggetti, ognuno con la propria area di competenza, associazioni di categoria enti territoriali ecc ecc.

Potrebbe potenzialmente perfino essere istituita una figura precisa, con un nome definito per la “persona” (solitamente donna) che si fa carico dell’onere familiare e dell’assistenza ai figli minori non solo in presenza di malattia, ma anche di qurantena, figura alla quale sarebbe logico garantire diritti e sostegni diretti ed immediati.

Il rischio effettivo è quello che TANTISSIME donne possano , con questo sistema assurdo dovuto ai ritardi ASL, perdere mesi interi di lavoro.

In pratica una bomba ad orologeria che porterà alle dimissioni molte donne, dimissioni sia volontarie che intimate, o semplicemente all’interruzione e sospensione della propria carriera per un tempo indefinito con tutto ciò che comporta.

La normativa nazionale era ingestibile già a dicembre, ma se fosse stata calata a terra avrebbe permesso una parvenza di normalità.

Tutto ciò non è accaduto.

Quello a cui stiamo assistendo è uno stillicidio di competenze, di carriere, di attività e soprattutto di DIGNITÀ specialmente femminili.

Sarebbe bello poter produrre un documento specifico che studi la situaizione di questi giorni e che si creerà a causa della discrepanza tra la norma e le disposizioni asl, per chiedere dei confronti o la costituzione di tavoli a tutte le associazioni di categorie e gli enti del territorio per poter insieme trovare una tempestiva ed auspicata soluzione.

Dalla indipendenza economica e dalla libertà fisica nasce tutto ciò che noi abbiamo conquistato in decenni nella faticosa evoluzione verso la parità, ma soprattutto, equità di genere.

In questo momento sono entrambe a repentaglio per molte di donne, e non possiamo permetterci di non intervenire o denunciarne le conseguenze.

Lucrezia Bono

I medici di Torino: “imprudente riaprire ora le scuole”

”Rinviare di due settimane la riapertura”

E’ la richiesta dell’Ordine dei medici di Torino.

“I numeri dei contagi sono troppo alti, è imprudente far riprendere lunedì  le lezioni”.
Cosi’ il presidente Guido Giustetto.

“L’evoluzione dell’epidemia Covid, l’impossibilità di effettuare tamponi in quantità adeguata, la bassa vaccinazione dei più piccoli, l’aumento dei ricoveri, – aggiunge  – rendono assolutamente imprudente far ripartire l’attività scolastica. I giorni di chiusura delle scuole dovrebbero servire a completare la vaccinazione degli adolescenti (oggi al 70%) e portare avanti celermente quella dei più piccoli, ferma sotto l’8% nella fascia d’età tra i 5 e gli 11 anni”.

“Pur consapevoli – conclude  Giustetto – che chiudere nuovamente le scuole è doloroso e che i bambini hanno già pagato un prezzo alto per questa pandemia, il quadro è tale per cui nel giro di qualche giorno tantissime classi andranno comunque in Dad, con tutte le conseguenze in termini di aggravio sul sistema e soprattutto dal punto di vista sanitario”.

“Calamandrei”, una scuola sempre attiva

E’ appena stata archiviata, con un buon successo, la prima giornata, sabato 11 dicembre, dell’Open day dell’Istituto Calamandrei di Crescentino che ospita i corsi di studio Afm-Amministrazione finanza marketing nel biennio e Sia-Sistemi informativi aziendali nella sede di piazza Marconi e Cat-Costruzioni ambiente territorio  e Aaa-Agricoltura ambiente alimentazione nella sede di via Dappiano.

I prossimo appuntamenti si terranno venerdì 17 dicembre dalle 18 alle 20 e sabato 15 gennaio dalle 9 alle 12.30. E’ previsto un tour per visitare le aule, i laboratori, gli spazi dedicati al mondo scolastico, con la partecipazione di docenti,  ed allievi per illustrarli. Per informazioni è necessario visitare la pagina istituzionale www.iis-galileoferraris.it/itcg-crescentino// o telefonare allo 0161/846315 e 0161/834293. La presenza all’Open Day di Cinzia Ferrara, dirigente scolastico dell’Istituto di istruzione superiore Galileo Ferraris, del quale il’Calamandrei’ fa parte con l’alberghiero ‘Ronco’ di Trino Vercellese e l’Agrario di Vercelli è stata l’occasione per rivolgerle alcune domande.

 

La presenza del Covid-19 si fa ancora pesare ….

Il ministro Bianchi ha spinto sul rientro in presenza in sicurezza. La scuola, pertanto, continua a monitorare quotidianamente lo stato di salute di personale e studenti. Sull’applicazione del Green Pass non abbiamo avuto problemi sin dalla sua introduzione. Inoltre c’è la figura del referente Covid che si deve interfacciare con il Sisp qualora si verificassero dei casi. E devo rilevare, anche da parte degli studenti un sostanziale rispetto delle regole.

 

Che peso ha avuto il rientro in presenza?

Il rientro in presenza ha favorito il ripristino delle uscite didattiche a completamento delle lezioni in aula, naturalmente sempre avendo attenzione alla situazione sanitaria. Stiamo anche lavorando con Erasmus per permettere alle ragazze ed ai ragazzi all’estero per un periodi di alternanza scuola/lavoro. Sono riprese le attività laboratoriali a Crescentino, grazie anche alla messa a disposizione di terreni da parte di alcuni agricoltori della zona.

 

Ci sono novità in vista per l’offerta formativa ?

Si sta lavorando di concerto con la Regione Piemonte per un apprendistato di primo livello che prevede il conseguimento del diploma attraverso un vero e proprio sistema duale di alternanza scuola/lavoro.

Inoltre, sempre con la Regione Piemonte, si sta lavorando in parallelo per l’attuazione di un tirocinio post-diploma presso aziende del territorio. Come Istituto, anche a Crescentino, siamo un ente promotore di tirocinio formativo e di orientamento.

Quest’anno l’Educazione Civica è ormai una realtà come materia di insegnamento ….

In accordo alla normativa sono stati attuati dei percorsi di Educazione Civica, finalizzati ad acquisizione di competenze come Agenda 2030, Cittadinanza Digirale Sviluppo Sostenibile ed altre.

 

Un pensiero al futuro ….

 

Il rientro in presenza, sinora mantenuto pienamente, è stato apprezzato sia dagli studenti che dal personale ed è stato accolto come un graduale ritorno alla normalità. L’auspicio è che a questa si torni al più presto pienamente.

Istituto Comprensivo Caluso vince il Premio Federchimica Giovani

Premiati i ragazzi della 1°C per il progetto “Ma come ti vesti???”

 Sono stati assegnati  i Premi: “Chimica, la scienza che salva il mondo”, l’iniziativa promossa da Federchimica, Federazione nazionale dell’industria chimica, in collaborazione con la Direzione Generale per lo Studente, l’Inclusione e l’Orientamento scolastico del Ministero dell’Istruzione.
Alla cerimonia online ha partecipato, con un videomessaggio, anche il Ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi  sottolineando come “la chimica è, e diventerà sempre più, la disciplina fondante anche per affrontare, in maniera significativa, la trasformazione necessaria ad invertire il cambiamento climatico.
Il videomessaggio è disponibile sul canale Youtube di Federchimica https://youtu.be/Wy7Nke-8p9E

Il riconoscimento è destinato alle Scuole Secondarie di Primo Grado di tutta Italia; l’edizione 2021 ha assegnato 26 premi e 13 menzioni speciali.
Gli studenti della 1°C dell’Istituto Comprensivo Caluso in provincia di Torino, con il progetto “Ma come ti vesti???” hanno vinto nella sezione Fibre Sintetiche sostenuta da Assofibre-Cirfs Italia, l’Associazione di Federchimica che rappresenta i produttori di fibre artificiali e sintetiche.
La motivazione della giuria è la seguente: l’elaborato risulta essere un lavoro di grande impatto visivo, gli studenti, sapientemente guidati dai docenti, hanno sperimentato in prima persona le caratteristiche delle principali fibre tessili. Il lavoro ha particolarmente colpito anche per come tutti i ragazzi della classe sembrano essere stati coinvolti e come lo spirito di gruppo trapeli dagli esperimenti e dalle foto allegate che danno ancora più valore al tutto. Interessante il metodo di apprendimento utilizzato (test e prove empiriche), lo sviluppo  dello stesso e lo stimolo al ragionamento che ne è conseguito. I ragazzi sicuramente manterranno un ricordo vivo delle esperienze fatte. Lavoro inclusivo, multidisciplinare e originale, soprattutto considerando che si tratta di una prima partecipazione al concorso.

Con questo successo la scuola ha vinto un buono da 2.000 euro per l’acquisto di materiale didattico.

Oltre a stimolare la curiosità e la conoscenza della chimica tra i giovani, valorizzando il suo contributo nei diversi ambiti della vita quotidiana, il Premio viene proposto, ogni anno, con l’obiettivo di favorire il dialogo tra Scuola, territorio e imprese chimiche e orientare i ragazzi verso percorsi di studio STEM alle superiori.

“Oggi come domani, per l’industria chimica la materia prima più importante è la ‘materia grigia’ che sta nella testa dei nostri giovani chimici, che ci aiuteranno a costruire il nostro e il loro futuro – così Paolo Lamberti, Presidente di Federchimica, si è rivolto agli oltre 400 ragazzi collegati – “I vostri brillanti progetti e le vostre idee dimostrano che avete compreso l’importanza decisiva della scienza, per la nostra comunità, come ha dimostrato l’esperienza del Covid-19, e anche per il vostro percorso di studi”.
“Il mondo – ha concluso Lamberti – non aspetta altro che la vostra visione, capacità, determinazione e freschezza. E l’industria chimica vuole poter contare su risorse motivate e appassionate, come voi, per progettare il futuro”.

Nonostante l’emergenza Covid-19 e il protrarsi della DAD, la partecipazione al Premio Nazionale Federchimica Giovani non è mancata neanche nell’edizione 2020-2021. Sono stati oltre 300 i lavori, di ottima qualità, che hanno coinvolto 4.600 studenti e che hanno saputo raccontare, in modo originale e creativo, come la chimica sia parte integrante del nostro quotidiano e sia fondamentale nelle grandi sfide sociali e ambientali che ci attendono.

Tutti i progetti vincenti sono disponibili a questo link:
https://www.federchimica.it/la-chimica-per/scuola/scuola-secondaria-di-primo-grado/premio-federchimica-giovani-2020-2021/vincitori-premio-federchimica-2020-2021

Il bando della nuova edizione del Premio è disponibile sul sito di Federchimica. Iscrizioni e consegna entro il 13 maggio 2022.
https://www.federchimica.it/la-chimica-per/scuola/scuola-secondaria-di-primo-grado/premio-federchimica-giovani-2021-2022

Il Salone dello Studente fa tappa in Piemonte per l’orientamento alle scelte post-diploma. Immatricolazioni: +3,5%

Dal 3 al 7 novembre torna la fiera per l’orientamento alle scelte post-diploma: quasi 300 gli eventi in programma. La partecipazione di Agenzia Piemonte Lavoro

Online e on demand, percorsi guidati, incontri, webinar, test di valutazione. Il Salone dello Studente fa tappa in Piemonte con un’edizione digitale e totalmente gratuita. Cinque giorni (3-7 novembre) ricchi di appuntamenti, stand virtuali e tour interattivi per far conoscere ai 179 mila studenti delle scuole superiori piemontesi tutte le offerte formative post diploma nazionali e internazionali.

I primi tre giorni (3-5 novembre) tutti gli eventi saranno in diretta streaming, mentre dal 6 al 7 novembre saranno riproducibili on demand sulla piattaforma www.salonedellostudente.it.

Crescono le immatricolazioni. In Italia le immatricolazioni per il 2020/2021 sono incrementate del 5,7% (dati Miur) rispetto all’anno precedente. Bene gli atenei piemontesi, anche se cresciuti leggermente al di sotto della media nazionale, +3,5%. Dai dati del Miur, gli immatricolati degli atenei piemontesi sono stati 23.165 ripartiti in 14.505 a Torino, 5.086 al Politecnico, 3.489 al Piemonte Orientale e 85 a Bra Scienze Gastronomiche.

«Il Salone dello Studente Campus Orienta, offre la possibilità di avere una visione completa di quello che può essere il percorso post-diploma di uno studente. Sia che si tratti di proseguire gli studi, di optare per il mondo del lavoro o di provare a portare avanti entrambi», commenta Domenico Ioppolo, amministratore delegato di Campus Editori, che organizza il Salone in tutta Italia.

Il programma degli incontri interattivi va da mercoledì 3 novembre a venerdì 5 novembre dalle 9 alle 16. Mentre nei giorni successivi si troveranno in rete tutti i materiali con le brochure scaricabili dei corsi e i video-webinar delle offerte formative andati in live durante la prima parte della settimana. Gli eventi in programma comprendono circa 300 appuntamenti e incontri di offerte formative post diploma.

Luci puntate sul territorio. L’Università del Piemonte Orientale è un open campus in grado di offrire un’esperienza accademica di prim’ordine. Il Politecnico di Torino è sempre più una scuola internazionale ed è accreditato dai ranking come una delle principali università tecniche in Europa. L’Università degli Studi di Scienze Gastronomiche di Pollenzo nasce per promuovere un modello interdisciplinare di studio del cibo e della gastronomia. Da segnalare gli incontri promossi dagli ITS del Piemonte: Its Aerospazio, Its Energia, Its per l’Ict, Its Agroalimentare Piemonte, Its Biotecnologie Piemonte, Its Turismo e Attività Culturali Piemonte.

Presenza importante in questa tappa del Salone è l’Agenzia Piemonte Lavoro, ente della Regione Piemonte il cui obiettivo primario è favorire l’incontro fra domanda e offerta di lavoro. Giovedì 4 e venerdì 5 novembre, dalle 10.00 alle 16.00, in programma 10 incontri per parlare di giovani e lavoro: skills, recruiting, sourcing, tirocinio, apprendistato, Garanzia Giovani, Eures, potenzialità delle risorse digitali e ricerca del lavoro online, analisi dei nuovi scenari occupazionali, strumenti e opportunità professionali per persone con disabilità, talent attraction. Inoltre, un approfondimento alla piattaforma di matching IOLAVORO (giovedì 4, ore 10.00)

“Fa quel che può, quel che non può non fa”

La prima didattica a distanza 60 anni fa, in tv/ La “buona scuola” del maestro Manzi, dove non era “mai troppo tardi” per imparare 

Di Alberto Manzi la mia generazione ha un ricordo in bianco e nero. Era il maestro dell’aula in tv, quello di “Non è mai troppo tardi” che, tra il 1960 e il 1968,  insegnò a leggere e scrivere a milioni di italiani. Anch’io, grazie a lui e prima delle elementari, ho imparato la magia lieve dei segni sulla carta con un pennino che intingevo nella boccetta dell’inchiostro. La trasmissione – pensata per contrastare l’analfabetismo – andava in onda  nel tardo pomeriggio, prima di cena, e la Tv appariva come una scatola magica e misteriosa. Manzi utilizzava un grosso blocco di carta montato su cavalletto sul quale scriveva e disegnava, con un carboncino, parole e  lettere. E si faceva capire benissimo. Manzi, di cui si è tornati a parlare un paio d’anni fa grazie alla fiction trasmessa su Rai Uno, iniziò  insegnando nel carcere minorile Gabelli di Roma e per vent’anni, ogni estate, impiegò le sue vacanze per viaggiare in America Latina e fare scuola ai contadini dell’Ecuador e del Perù. Apparteneva  alla stessa generazione che espresse educatori come Mario Lodi, Danilo Dolci, Gianni Rodari, don Lorenzo Milani. Tutti nati negli anni Venti del secolo scorso, e non a caso. Tutti convinti che la didattica non è solo trasmettere una serie di contenuti e saperi già fatti, ma offrire una testimonianza personale di etica, di cultura. E stimolare una tensione continua alla curiosità e alla ricerca. Alberto Manzi era un educatore che insegnava prima di tutto se stesso.  Fece scalpore, nel 1981, quando si rifiutò di redigere le appena introdotte “schede di valutazione“, con le quali si sostituiva la pagella. Manzi si rifiutò di scriverle perché non intendeva “ bollare un ragazzo con un giudizio, perché il ragazzo cambia, è in movimento; se il prossimo anno uno legge il giudizio che ho dato quest’anno, l’abbiamo bollato per i prossimi anni”. Quella “disobbedienza” gli costò la sospensione dall’insegnamento e dalla paga. L’anno dopo il Ministero della Pubblica Istruzione fece pressione su di lui per convincerlo a scrivere le attese valutazioni. Manzi fece intendere di non avere cambiato opinione, ma si mostrò disponibile a redigere una valutazione riepilogativa uguale per tutti tramite un timbro; il giudizio era: “fa quel che può, quel che non può non fa“. Il Ministero si mostrò contrario alla valutazione timbrata, al che Manzi ribattè: “Non c’è problema, posso scriverlo anche a penna”.. Scrisse anche  diversi libri: dal più famoso  (Orzowei, del 1955), fu tratta l’omonima serie per la Tv dei ragazzi. Ma il ricordo che abbiamo di lui resta legato a “Non è mai troppo tardi”, protagonista di una tv “buona maestra” che portava la cultura di base nelle case.

 

Marco Travaglini

Comprensione interculturale e leadership: i giovani di Aiesec

Caro direttore,

AIESEC è la più grande organizzazione giovanile al mondo, presente in più di 100 Paesi e territori e gestita interamente da ragazzi di età compresa tra i 18 e i 30 anni. Il suo obiettivo, sin dal 1948, è quello di favorire la comprensione interculturale e sviluppare il potenziale e la leadership nei giovani, perché possano creare un futuro migliore per loro stessi e per la società.

In particolare, per realizzare questo obiettivo offriamo ai giovani esperienze di tirocinio all’estero chiamate “Global Talent”.

 

I progetti Global Talent consistono in tirocini presso aziende o start up, e in essi i giovani hanno la possibilità di mettere finalmente in pratica le conoscenze teoriche acquisite grazie allo studio universitario, nonché sviluppare le proprie soft skills imparando sul campo.

Queste esperienze si svolgono all’estero per molteplici motivi, quali: inserire i giovani in ambienti diversi dalla propria zona di comfort e abituarli ad affrontare realtà nuove, permettere loro di costruirsi un network internazionale, sviluppare le proprie competenze linguistiche ed imparare metodologie di lavoro diverse da quelle italiane.

 

Tutti i progetti rispettano totalmente le norme sanitarie anti Covid-19, e per assicurarci ulteriormente la sicurezza dei ragazzi che decidono di partire con noi, offriamo solo opportunità circoscritte al territorio europeo.

I progetti sono nell’ambito di ingegneria, informatica, business e finance, ed hanno durata variabile: possono essere di tipo Short (dalle 6 alle 12 settimane) per chi ancora non ha esperienza lavorativa, oppure Medium/Long (dalle 13 settimane fino a un anno e mezzo) per chi ha esperienza lavorativa o un livello di studi già avanzato.

Le aziende con cui collaboriamo aprono delle posizioni in diversi periodi dell’anno, ragion per cui è possibile esprimere una preferenza sul periodo di partenza, grazie alla quale la nostra Area Tirocini potrà aiutare i ragazzi interessati a trovare il progetto più adatto a loro. Nel caso di tirocini Short, il costo di adesione all’esperienza include l’alloggio per l’intera durata del progetto ed è di €425; nel caso di tirocini Medium/Long, l’alloggio non è coperto ma viene garantito uno stipendio che possa coprirne le spese, e il costo per aderire all’iniziativa è di €460. Essendo AIESEC una no-profit, in entrambi i casi il costo di adesione viene reinvestito nei progetti stessi per garantire un continuo aumento di qualità e quantità delle opportunità che offriamo.


Se siete interessati a conoscere i nostri progetti o a saperne di più, vi invitiamo a lasciare il vostro contatto al link bit.ly/oGTa-Contacts, per ricevere il supporto della nostra Area Tirocini, che vi aiuterà a stilare il vostro Curriculum Vitae e a intraprendere il processo di candidatura e selezione per i progetti.

AIESEC

A San Mauro, tre giornate di incontri musicali gratuiti per i più piccoli

“Terra, mare e cielo” Primo appuntamento, sabato 16 ottobre

San Mauro (Torino)

Avvicinare i ragazzi alla musica. E’ sicuramente una bella pensata, quella del Comune di San Mauro. Che, alla bella pensata, ha dato anche un titolo molto significativo: “Terra, mare e cielo”. A realizzarla, attraverso incontri periodici, assolutamente gratuiti (e questa è stata anche un’altra gran bella pensata), all’Amministrazione civica è venuto in soccorso il musicista sanmaurese Umberto Poli, in collaborazione con il collega e musicoterapista Flavio Rubatto e con l’organizzazione della ludoteca comunale “L’Albero Amico”, gestita dalla Cooperativa Sociale Onlus “apPunto”. Tre gli appuntamenti. Tutti e tre di sabato. Il primo è per sabato 16 ottobre; a seguire il 13 novembre e il 4 dicembre, con tre proposte diverse che si susseguono nella giornata. Luogo d’incontro è il “Centro Giovani” di San Mauro, in via dell’Asilo 11. Obbligatoria la prenotazione: tel. 348/5159634. Queste le tre proposte ideate nell’arco delle varie giornate:  alle 9,30 un laboratorio dedicato ai bambini con disturbo dello spettro autistico e deficit cognitivo (6-11 anni) sul “paesaggio sonoro”, per scoprire il benessere, la libertà regalate dalla musica, per provare la stimolazione sensoriale, la condivisione, la sperimentazione. A tenere questo e gli altri laboratori della giornata, Poli e Rubatto che affiancano, da sempre, all’attività musicale l’impegno nella formazione. Dalle 14,30 alle 16,30 “Musica disegno e perfomance”, occasione per avvicinare bimbi e ragazzi tra i 6 e gli 11 anni a body percussioni, strumenti a cordapelli, ma anche lettura, interpretazione e messa in scena.  Infine, dalle 17 alle 19 una proposta pensata per la fascia più grande, 12-15 anni: un laboratorio di “ascolto e songwriting”, una travolgente immersione nei generi musicali tra ritmi, parole, creatività e composizione dei brani originali.

“Con questo tipo di didattica, a vincere è la combinazione di passione, tecnica, originalità e, soprattutto, la voglia di creare insieme qualcosa di unico e irripetibile. Sia nelle sedi extracurricolari sia in ambito scolastico la musica accompagna il cammino di bambini e ragazzi nel passaggio dall’infanzia all’adolescenza e oltre, in un continuum progettuale dinamico e al tempo stesso formativo» spiega Poli, che aggiunge: “Sarà un viaggio emozionante fatto di integrazione e incontro tra musiche, storie, tradizioni, suoni, generi, culture da tutto il mondo”.

Umberto Poli, classe 1983, ha affiancato all’attività di compositore e musicista (è leader dei “Gospel Book Revisited” e cofondatore de “Lastanzadigreta”) quella, sempre a San Mauro, di docente dei corsi di “Giocomusicarte” e “Propedeutica”, speciali lezioni dove i bambini, in modo divertente e originale, possono iniziare a muovere i primi passi in campo musicale e a farne esperienza diretta per mezzo di forme e linguaggi trasversali. Ci sono anche i corsi di “Ensemble“, dei laboratori monostrumentali dedicati allo studio della chitarra e dell’ukulele, e “Band”, un percorso polistrumentale avanzato di musica d’insieme. Si svolgono al pomeriggio a “L’Officina sul Po”, da ottobre a maggio. Gli stessi corsi vengono anche organizzati allo “Zac” di Ivrea. Il tema didattico scelto per la stagione 2021-2022 è “L’America intesa come enorme e caleidoscopico insieme di generi musicali” (dal blues al folk, dal rock al pop al soul), passando con disinvoltura dagli spiritual alla voce di Etta James, dai classici di Ray Charles alle badlands di Bruce Springsteen fino alle musiche dei più recenti lungometraggi targati Disney / Pixar. Info: www.umbertopoli.com.

g.m.