SALONE DEL LIBRO- Pagina 2

InediTO, la proclamazione dei vincitori al Salone del Libro

Sabato 16 maggio  la premiazione in serata presso Combo Torino

Giunto alla sua 25esima edizione, il Premio InediTO Colline di Torino giunge all’atto finale sabato 16 maggio con la proclamazione dei vincitori alle 11.30, presso lo Spazio Argento del Salone del Libro, seguita dalla premiazione che si terrà presso Combo Torino, in corso Regina Margherita 128, a ingresso libero, alle ore 21. Qui avverrà la consegna dei premi e lo showcase di Gnut, giurato del concorso, cantautore, chitarrista, produttore e compositore di colonne sonore, tra le migliori voci del cantautorato contemporaneo , con influenze musicali che partono dal folk inglese di Nick Drake e John Martin, passando per la canzone napoletana, il blues e la musica africana del Mali.

Il Premio InediTO Colline di Torino è organizzato dall’Associazione Il Camaleonte, di Chieri, e diretto da oltre vent’anni dal poeta e performer Valerio Vigliaturo, ed è dedicato a tutte le forme di scrittura, dalla poesia alla narrativa, dalla saggistica al teatro, dal cinema alla musica e, da questa edizione, alla Graphic Novel. Il concorso sostiene e accompagna i vincitori verso il mondo dell’editoria senza abbandonarli al loro destino, grazie al montepremi di 8 mila euro destinato alla pubblicazione e promozione delle opere, pubblicate da editori come La Nave di Teseo, Fandango, Accento, e presentate ad AstiMusica, Bookcity Milano, Premio Hystrio, Premio Strega, Più Libri più Liberi e Premio Lunezia. Lo scorso marzo sono stati presentati alla Holden 88 finalisti, selezionati su 1169 iscritti e 1233 opere provenienti da tutto il mondo. A valutare le opere finaliste, la giuria guidata da Margherita Oggero e composta, tra gli altri, da Aldo Nove, Mary Barbara Tolusso, Stefania Bertola, Roberto Camurri, Davide Bregola, Elena Bosi, Matteo Casali, Michele Di Mauro e Irene Dionisio.

Saranno inoltre assegnati i premi speciali “InediTO RitrovaTO” a un’opera inedita di scrittori non viventi, conferito nelle passate edizioni a Primo Levi, Alfonso Gatto, Italo Svevo, Alessandro Manzoni, Sir Piero Da Vinci, Grazia Deledda e Totò, e “InediTO Young”, attraverso la consegna di una penna stilografica offerta da Aurora Penne, “InediTopic”, ispirato all’input grafico della 25esima edizione di questo “mondo umano che ai poveri toglie il pane e ai poeti la pace”, tratto dalla poesia “Il principe”, in occasione dei 50 anni della morte di Pier Paolo Pasolini, illustrato da Francesca Rossetti, e “InediTO IA”, a un’opera realizzata tramite l’utilizzo dell’intelligente artificiale.

Mara Martellotta

TAG Torino Art Galleries al Salone OFF 

 

“Libro d’arte in galleria” in diversi luoghi dell’arte associati a TAG

L’associazione TAG Torino Art Galleries annuncia, in occasione del Salone del Libro di Torino, la sua partecipazione al Salone OFF con l’iniziativa “Libri d’arte in galleria per il Salone OFF”, con presentazione di cataloghi e libri d’arte, permettendo al pubblico di appassionati di conoscere da vicino gli artisti, i curatori, i critici d’arte che saranno protagonisti di conversazioni capaci di mostrate i retroscena dell’arte attuale e i suoi processi di cambiamento, insieme alle storie di artisti e galleristi da sempre impegnati sulla scena dell’arte torinese, poliedrica e avanguardistica.

“Siamo entusiasti di rinnovare la nostra presenza al Salone OFF per il terzo anno consecutivo – dichiara la presidente di TAG, Elisabetta Chiono – offrendo un ologramma ricco di ologrammatra autori affermati e nuove voci del panorama letterario. Dopo il grande successo della passata edizione, le nostre gallerie hanno deciso di rilanciare con proposte inedite, pensate per coinvolgere cittadini e visitatori uniti dalla passione per l’arte”.

Presso la galleria Febo & Dafne si terranno due eventi in collaborazione con Cooperativa Letteraria e Fuori Asse, di Mario Greco e Caterina Arcangelo. Sabato 16 maggio, alle ore 18, sempre alla Febo & Dafne di via Vanchiglia 16, Silvia Tomasi presenterà l’opera “I figli di Aracne”, che dialoga profondamente con l’immaginario visivo e con i temi della creazione del corpo e della metamorfosi. Si tratta di un testo capace di offrire spunti di forte connessione con il linguaggio dell’arte contemporanea.

Silvia Tomasi, appassionata del mondo letterario e artistico, ha collaborato all’allestimento di diverse mostre e, dopo l’esordio su riviste quali Il Paragone e Verri, ha collaborato a svariati giornali periodici.

Sabato 16 maggio, alle ore 19, presso la galleria Febo & Dafne verrà presentato il numero 34 della rivista Nuova Téchne, dedicata al tema dei vizi. La rivista, diretta da Paolo Albani, prosegue la tradizione della storica Téchne, nata come laboratorio di scrittura sperimentale, gioco linguistico e creatività letteraria. All’incontro parteciperanno il direttore Paolo Albani insieme ai redattori che, presentando il nuovo numero, dialogheranno con il pubblico sul tema dei vizi nella letteratura, argomento affrontato con ironia e spirito ludico, secondo lo stile caratteristico della rivista. Il numero 34 inaugura la collaborazione con la casa editrice Fuori Asse Edizioni e raccoglie materiali molto diversi fra loro, tra cui testi creativi, documenti, ritagli antologici e contributi originali che esplorano i temi da prospettive imprevedibili e, spesso, paradossali.

Sabato 16 maggio, alle 18.30, presso la galleria Gagliardi & DOMKE Contemporary, in via Cervino 16, verrà presentato l’evento, per cui è gradita la prenotazione, “Astrazione mediale”. Si tratta di una pittura che non rappresenta, ma accade. L’artista Davide Maria Coltro presenta le “Filiazioni”, pensate come libri, esemplari unici firmati e numerati. Ciascuno corrisponde a un momento irripetibile del flusso mediale. In conversazione con il gallerista Pietro Gagliardi, la presentazione verterà sul chiarire la questione dell’oggetto-libro come interpretato da Coltro. Informazioni su info@gagliardiedomke.com.

Sabatom16 maggio, alle 17.30, in via Della Rocca 29, la galleria Simóndi è lieta di ospitare nei propri spazi, in occasione della mostra personale di Roberto Casti intitolata “A melody from outside, una lettura scenica tratta dall’Aleph di Borges, con la voce di Vincenzo Valenti. Il racconti di Borges costituisce fonte di ispirazione nella ricerca  artistica di Casti. info@simondi.gallery

Lunedì 18 maggio, alle ore 18, alla Crag Gallery, in via Maria Vittoria 45, verrà presentato il volume “Storia freudiana del cinema italiano – sessualità, traumi e tabù da Flaiano a Sorrentino” di Alessandro Chetta, in dialogo con Michelangelo Toma. Si tratta di un’indagine originale sul cinema italiano attraverso la letteratura della psicanalisi freudiana. Il libro attraversa autori, immagini e narrazioni per far emergere tensioni profonde, rimozioni e desideri che hanno attraversato decenni di produzione cinematografica, da Flaiano a Sorrentino, un’ occasione per rileggere il nostro materiale visivo tra pulsioni, traumi e tabù non ancora risolti. Per informazioni: info@cragallery.com.

Mara Martellotta

“Istantanee dal Senegal” di Elisabetta Picco al Salone del libro

Giovedì 14 maggio scorso, giornata inaugurale della 38esima edizione del Salone del Libro di Torino, è stato presentato presso lo Spazio Editori del Piemonte, all’interno del padiglione 2 di Lingotto Fiere, il libro “Istantanee dal Senegal”(Paola Caramella Editrice, 2025) di Elisabetta Picco. Hanno moderato un appassionato e profondo incontro con l’autrice la giornalista professionista Mara Martellotta e l’ex docente e preside, impegnata oggi in progetti educativi sul territorio, Annamaria Capra.

Il pubblico, numeroso e attento, in una delle cornici della cultura letteraria più importanti al mondo, non si è lasciato sfuggire l’occasione per ascoltare dal vivo la storia di rinascita che caratterizza il libro (che sta riscuotendo un bel successo) di Elisabetta Picco, una donna dalle nuove consapevolezze, sfuggita a una pesante sofferenza grazie a uno di quei viaggi che hanno il potere di cambiare una vita.

“Io sono arrivata in Senegal che ero un ingorgo emotivo in fuga, che provava difficoltà a stare di fronte alla propria sofferenza e che rischiava di sciogliersi sulle sabbie africane – ha raccontato l’autrice Elisabetta Picco – in quel momento la mia dimensione ‘narrativa’ non era organizzata, non avevo mai pensato a un libro vero e proprio, vivevo semplicemente le mie emozioni, facendo fatica a contenerle, attraverso pensieri, qualche poesia e la fotografia. Mentre ero in Senegal ho cercato più che altro di mettermi in ascolto della vita che mi circondava, con le cose che accadevano, i frammenti dell’esistenza, la tanta polvere, quei dettagli, forse, insignificanti se presi singolarmente, ma che sarebbero andati in seguito a dar forma alla mia esperienza, alla trama del ricamo, alla ricucitura che ha chiuso la ferita”.

“Il dolore, fisico o spirituale che sia, appartiene a tutti noi, alla storia dell’umanità, della vita intera. Ricordiamoci di Giacomo Leopardi, del ‘male di vivere’ di Cesare Pavese, per esempio – ha continuato l’autrice – la nostra società però ci impone di essere sempre performanti, decisi, efficaci, non c’è un vero spazio per il dolore: una dinamica che induce ovviamente alla ritrosia e alla paura di parlare con naturalezza della sofferenza. Immergendomi nel dolore altrui, io sono riuscita a trovare gli strumenti per far fronte al mio, a dare ad esso una dimensione precisa. Il senso di questo viaggio, più che fuggire è stato un restare, più che un perdere è stato un ritrovare, perché mi ha permesso di riorganizzarmi interiormente, di ritrovare me stessa. In Senegal ho trovato un modo di affrontare la sofferenza del tutto diverso dal nostro, un’accettazione leggera, vissuta con il sorriso, che non vuol dire affatto rassegnazione o subire passivamente gli eventi della vita. Il popolo senegalese possiede una forza che gli permette di stare con consapevolezza nell’ineluttabile, di accogliere ciò che accade di spiacevole con elasticità e morbidezza”.

“Per un certo periodo, in Senegal, mi sono percepita come una sorta di ‘osservato speciale’ – ha concluso Elisabetta Picco – ma questo ha contribuito fortemente al recupero della mia identità dopo essermi immaginata per tanto tempo come acqua senza un contenitore, senza forma. Il momento in cui mi sono sentita realmente accettata è stato quello in cui la popolazione locale, per la prima volta, mi ha definito una ‘Toubab’, termine che nella lingua wolof significa ‘individuo bianco europeo’, quindi non più una vera estranea, ma una forma, un modo di essere identitario e rappresentativo”.

Gian Giacomo Della Porta

Al Salone del Libro con GTT: metro potenziata e assistenza nelle stazioni

In occasione del Salone Internazionale del Libro, GTT rafforza i servizi di trasporto pubblico per garantire ai visitatori spostamenti più fluidi, sicuri e confortevoli verso il Lingotto Fiere.

Per tutta la durata dell’evento saranno potenziate la metropolitana e la linea 18. Giovedì 14, domenica 17 e lunedì 18 maggio la metro prolungherà il servizio fino a mezzanotte, mentre venerdì 15 e sabato 16 le ultime corse saranno effettuate fino all’1.00. Nel weekend aumenterà anche la frequenza dei passaggi, con un incremento di circa il 30%.

Particolare attenzione sarà dedicata alla stazione Lingotto, dove squadre di assistenza coordineranno i flussi dei passeggeri per facilitare l’accesso ai treni ed evitare rallentamenti. Un impegno importante considerando i numeri registrati durante l’edizione 2025 del Salone, quando la metropolitana torinese ha superato gli 800mila accessi complessivi nei giorni della manifestazione.

Saranno inoltre attivi Infopoint nelle stazioni di Porta Nuova, Lingotto e Italia ’61. Gli Assistenti alla Clientela supporteranno i viaggiatori nell’acquisto dei biglietti, forniranno informazioni e aiuteranno a gestire eventuali code alle emettitrici automatiche.

GTT sarà presente anche all’interno del Salone con uno stand informativo dedicato alla vendita dei titoli di viaggio e alla distribuzione di materiale informativo. I visitatori potranno inoltre partecipare a un gioco interattivo sull’ecosostenibilità e ricevere gadget personalizzati.

Per ulteriori informazioni su come raggiungere il Lingotto Fiere è possibile consultare il sito del Salone del Libro.

TorinoClick

Salone e Salone OFF. Torino si conferma capitale del libro

Il Salone Internazionale del Libro 2026 conferma ancora una volta il proprio ruolo centrale nella vita culturale e nell’economia di Torino. La manifestazione, ospitata negli spazi del Lingotto, non rappresenta soltanto il più importante appuntamento italiano dedicato all’editoria, ma è diventata negli anni un evento capace di ridefinire per alcuni giorni il volto della città, attirando migliaia di visitatori, operatori del settore, studenti e turisti culturali provenienti dall’Italia e dall’estero.

Per tutta la durata della rassegna Torino si trasforma in una grande piattaforma culturale diffusa: incontri con scrittori, dibattiti sull’attualità, presentazioni editoriali, spettacoli, podcast dal vivo, appuntamenti dedicati al fumetto, alla divulgazione scientifica e ai nuovi linguaggi digitali animano non soltanto i padiglioni del Lingotto ma anche numerosi spazi cittadini. Tra gli elementi più attesi dell’edizione 2026 figurano le conferenze con autori internazionali, gli appuntamenti rivolti ai giovani lettori del Bookstock e i focus su intelligenza artificiale, informazione e trasformazioni sociali contemporanee.

L’impatto del Salone è evidente anche sul fronte turistico e ricettivo. Federalberghi Torino segnala infatti livelli di prenotazione molto elevati per il periodo della manifestazione: molte strutture alberghiere, soprattutto nelle zone centrali e nell’area Lingotto, risultano quasi complete già diversi giorni prima dell’apertura. Le previsioni indicano percentuali di occupazione delle camere comprese tra l’80 e il 90% nei momenti di maggiore affluenza, a conferma della forte capacità attrattiva dell’evento.

Scopri Torino durante il Salone

https://www.salonelibro.it/news/tutte-news/scopri-torino-durante-il-salone.html

Un ruolo sempre più importante è svolto anche dal Salone OFF, il programma parallelo che porta libri, incontri e spettacoli fuori dalla fiera e dentro la città. L’edizione 2026 coinvolge centinaia di sedi tra Torino e il Piemonte: biblioteche civiche, librerie indipendenti, teatri, musei, scuole, case del quartiere e spazi culturali ospitano reading, concerti, laboratori, incontri gratuiti con autori e attività dedicate a famiglie e bambini. È proprio il Salone OFF a rafforzare il legame tra la manifestazione e il territorio, trasformando l’intera città in un grande palcoscenico culturale aperto e diffuso.

Manifestazioni di questa portata rappresentano ormai uno strumento strategico per l’immagine e l’economia torinese. Torino, dopo la lunga trasformazione seguita alla crisi industriale, ha costruito una parte significativa della propria identità contemporanea puntando su cultura, eventi internazionali, turismo e creatività. Il Salone del Libro, insieme ad altri grandi appuntamenti cittadini, contribuisce a consolidare la reputazione di Torino come città europea della cultura, dell’innovazione e della formazione universitaria.

Le ricadute economiche interessano numerosi settori: alberghi, ristoranti, trasporti, commercio, librerie, musei e servizi culturali beneficiano dell’arrivo di decine di migliaia di persone che soggiornano in città per diversi giorni. A questo si aggiunge un valore immateriale ma fondamentale: il Salone accresce la visibilità internazionale di Torino, favorisce relazioni culturali e professionali e rafforza l’idea di una città dinamica e capace di attrarre investimenti, idee e turismo di qualità.

Per informazioni sul programma completo e sulle iniziative collaterali:

Marina Chiarelli: “Arena Piemonte, salotto culturale”

 “UNA REGIONE CHE HA SCELTO DI STARE AL CENTRO DEL DIBATTITO NAZIONALE SULLA CULTURA, EDITORIA E PRODUZIONE CREATIVA”

«L’Arena Piemonte nasce per essere molto più di uno spazio istituzionale: è il salotto culturale di una Regione che ha scelto di stare al centro del dibattito nazionale sulla cultura, sull’editoria e sulla produzione creativa. Abbiamo voluto costruire un luogo vivo, contemporaneo, capace di raccontare il Piemonte attraverso le sue storie, i suoi territori, il cinema, i libri, le idee e le persone che ogni giorno producono cultura.
Qui il Piemonte si presenta come un sistema culturale unito: dalle montagne ai laghi, dalle colline alle città, dai grandi festival ai piccoli comuni, dalle biblioteche al cinema, fino alle nuove generazioni che rappresentano la vera sfida del futuro. L’Arena Piemonte è il simbolo di una visione politica precisa: investire nella cultura significa investire nello sviluppo, nell’identità e nella competitività dei territori.
Al Salone del Libro portiamo una Regione che non si limita a partecipare, ma che vuole guidare una nuova stagione culturale nazionale, mettendo in rete istituzioni, fondazioni, imprese culturali e comunità locali. Perché oggi la cultura non è più un settore isolato: è un’infrastruttura strategica che crea lavoro, opportunità e coesione sociale».
Così l’assessore regionale alla cultura Marina Chiarelli a proposito dello spazio – eventi della Regione Piemonte al Salone del Libro.

Al Salone del Libro focus su disagio emotivo e criminalità  minorile 

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Lunedì 18 maggio dalle 18.15 fino alle 19.15, presso il Piazzale Oval di Lingotto Fiere, in Sala Bianca, si terrà  l’incontro su “Disagio emotivo e criminalità minorile. Opinioni a confronto su cause e possibili soluzioni di un problema sociale di allarmante attualità “, promosso dal Distretto 108I A1 Lions International nell’ambito del Salone Internazionale del Libro, incontro con la presidente del Consiglio Comunale di Torino Maria Grazia Grippo.
Il tema assume una rilevanza sempre più urgente anche in Piemonte. Secondo i dati più  recenti della Procura per i Minorenni del Piemonte e Valle d’Aosta, nel 2024 si sono registrati circa cento arresti di minori, con una media di due arresti a settimana. Nello stesso periodo sono stati segnalati nove tentativi di omicidio, un omicidio commesso da un under 18. Un quadro che evidenzia una crescente diffusione di episodi di violenza tra giovanissimi e adolescenti, spesso legati a fragilità psicologiche, dispersione scolastica e disagi sociali.
Ad aprire l’incontro sarà  la presidente del Consiglio Comunale di Torino, Maria Grazia Grippo, da tempo impegnata sui temi delle condizioni di vita nei luoghi di privazione della libertà personale e promotrice del progetto “Nuovi cantieri di volontariato” nelle carceri torinesi.
“Di fronte al crescente disagio giovanile non possiamo limitarci a leggere i numeri della criminalità minorile. Occorre intervenire sulle fragilità educative, sociali e emotive che stanno dietro questi fenomeni. Servono prevenzione, ascolto e una rete capace di coinvolgere istituzioni, scuola, famiglie e terzo settore” dichiara Maria Grazia Grippo.
L’iniziativa sarà  preceduta da una mini rassegna cinematografica dedicata al tema della criminalità minorile, pensata come momento di riflessione sulle conseguenze sociali del disagio adolescenziale e sugli strumenti educativi e culturali necessari per contrastarlo.
Interverranno all’incontro anche l’avvocato Renzo Inghilleri, referente distrettuale Lions International del Distretto 108IA1 per i progetti a favore degli istituti penali, moderatore dell’incontro, e Laura Angius, Direttore dell’Ufficio di Servizio Sociale per i Minorenni di Torino.
Mara Martellotta

Uncem presenta la Guida al grande ciclismo del Piemonte

 CON 28 ITINERARI PER EMULARE I CAMPIONI TRA PIEMONTE, LIGURIA, FRANCIA

Uncem presenta a Torino domenica 17 maggio in sala arancio alle ore 14 al Salone del Libro la nuova edizione della guida turistica e sportiva del “Grande Ciclismo”, realizzata da Marco Bussone, Roberto Colombero, Marcello Blua, Sergio Balsamo, Marialaura Mandrilli. Ventotto itinerari ciclistici di media e lunga percorrenza tra Italia e Francia sulle strade e sulle salite affrontate dai grandi campioni durante le corse a tappe e di un giorno. Un viaggio nell’arco alpino occidentale tra storia e leggenda, dove i ricordi degli appassionati e le istantanee viste in tv si uniscono con il sudore e la fatica dei corridori. Una pubblicazione in tre lingue – italiano, francese, inglese – che punta su territori che sono cuore del Grande Ciclismo. Un invito all’emulazione che va oltre i confini italiani, per ripercorrere le strade più belle, tra i borghi e i paesi alpini. Dalle Cascate del Toce al Colle del Lys, da Pian della Mussa al Colle delle Finestre. La guida sportiva e turistica ha già incontrato il favore del progetto ViA(E), con i pacchetti turistici creati da Andrea Cerrato, da tre a sei giorni, con i ventotto itinerari proposti dal libro edito da +Eventi. Uncem lo dice da sempre: il ciclismo è montagna. La montagna è il ciclismo. E la Storia del Novecento è intrisa di un rapporto a doppio filo con le due ruote e le grandi corse. Il Piemonte è pezzo portante di questa Storia. Non soltanto per il grande Fausto e prima ancora Costante. Tutti ricordano il nolese Franco Balmamion che vince due grandi Giri d’Italia “senza vincere una tappa” e la “Racconigi-Biella-Oropa” del salto di catena di Marco Pantani, nel maledetto Giro 1999. La memoria collettiva è dentro questi fatti. “Siamo la terra che dalla storia del ciclismo e dal passaggio di tante grandi corse – a partire da Milano-Torino, Giro del Piemonte e poi molte tappe di Giro e Tour – può collocarsi nel mondo come luogo naturale per chi vuole rifare le strade dei grandi campioni. Forse non tutta la Cuneo-Pinerolo del ’49. Ma un pezzo sì. E il giorno dopo un altro e poi ancora. Un giro del Piemonte in ventotto tappe. Che si possono unire come uno preferisce. Scendendo fino al mare e oltrepassando le Alpi”, spiegano Bussone e Colombero. Da Formazza ad Alassio, da Barbaresco a Usseaux. Questo pezzo d’Italia è il più grande e variegato da percorrere. Il viaggio è sulle vie e tra i borghi visti in televisione in tante edizioni delle più belle corse. Il Fauniera del Falco Savoldelli in discesa. Lo sterrato delle Finestre. Le colline di Barolo in una crono tra i filari. E poi Superga, Sestriere mitica, Sant’Anna di Vinadio, l’Agnello Cima Coppi. Luoghi che associamo a Campioni. Possiamo farle anche noi quelle strade, scegliendo l’itinerario più bello, unendo più tappe della guida. Emulare i campioni. Nessun altro territorio italiano ha al momento un prodotto simile.

Sistema Canavese e la Guida alle Eccellenze 2026

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Il progetto di Fondazione Canavese2030 al Salone del Libro

La Fondazione Canavese2030 arriva al Salone del Libro di Torino, sabato 16 maggio alle 12.30, presso lo Spazio Arancio di Lingotto Galleria Visitatori, per presentare ufficialmente “Sistema Canavese e la guida alle Eccellenze del Canavese 2026, un macroprogetto in cui la Fondazione sceglie di raccontarsi attraverso un metodo e una visione strategica precisi..

“Portare il Canavese al Salone del Libro significa scegliere il palcoscenico culturale più importante d’Italia per dire che questo territorio ha qualcosa da dire – ha dichiarato Fabrizio Gea, Presidente della Fondazione Canavese2030 –  e lo dice con un progetto serio, costruito nel tempo. Sistema Canavese non è uno slogan: è una visione operativa che mette insieme turismo, identità, ambiente e innovazione digitale. È il modo in cui il Canavese decide di presentarsi all’Italia e al mondo”.

Il progetto “Sistema Canavese”, che sarà narrato da Maurizio Vermiglio, giornalista del settimanale Il Canavese; Alberto Conte, ideatore de Il Cammino di Europa e fondatore del Movimento Lento, project manager del Macro Progetto Sistema Canavese; Fabrizio Gea, Presidente di Fondazione Canavese2030; Andrea Zanusso, Vicepresidente Esecutivo e Cristina Natoli, architetta e PhD, membro del Consiglio Direttivo di Canavese2030, si articola sul fronte del turismo e sul racconto di un lavoro riguardante la costruzione di un’infrastruttura di mobilità lenta — ciclovia del Canavese, cammini canavesani e ippovia — sostenuta da un piano di marketing territoriale incentrato sui filoni dell’ outdoor e dello slow tourism. Sul fronte ambientale, in partnership con il Politecnico di Torino,
è in corso la definizione e la disseminazione di un’identità di territorio condivisa con i Comuni e le associazioni del terzo settore.
Sul fronte digitale, la Fase 2 del progetto Canavese Digitale prevede l’evoluzione della piattaforma canavese.com con strumenti ottimizzati per l’intelligenza artificiale, mentre il progetto Canavese Experience sviluppa un marketplace — su sito e app — per valorizzare eccellenze, esperienze, eventi, pubblicazioni e merchandising del territorio.

La Guida alle Eccellenze del Canavese 2026 riguarderà invece  lo strumento operativo del progetto, una raccolta di 759 indirizzi del buon vivere (imprese, artigianato, ristorazione, cultura, turismo) selezionati da oltre 200 fonti.
Realizzata in collaborazione con l’editore Atene del Canavese, è disponibile nello shop di canavese.com (https://canavese.com/pubblicazioni/).

Mara Martellotta

Anteprima Salone del Libro con Capossela, Nada e Paolo Rossi

Serata di anteprima del Salone del libro all’Auditorium Rai con Capossela, Nada e Paolo Rossi nel “bosco di latte” di Dylan Thomas

C’è un momento, ogni anno, in cui il Salone Internazionale del Libro di Torino comincia prima ancora di aprire le sue porte. Succede all’Auditorium Rai Arturo Toscanini, nel silenzio raccolto di una platea che sa già di stare per entrare in punta di piedi dentro qualcosa di diverso da una semplice inaugurazione. Più vicino a un rito, a una veglia poetica, a una chiamata collettiva all’immaginazione.
È accaduto questa sera mercoledì 13 maggio, alle 20.30, nell’evento di preapertura del Salone: un’ora sospesa tra letteratura, musica e teatro, capace di trasformare la parola in materia viva. A firmarla è stato Vinicio Capossela, che da anni porta avanti un personale percorso artistico e poetico attorno all’opera del gallese Dylan Thomas e al suo universo visionario.

In apertura, Capossela ha anche lasciato spazio a un breve ricordo di una Torino personale e notturna, quella dei Murazzi e di una stagione che ha segnato gli anni ’90, evocando una scena musicale in cui vita e musica sembravano coincidere. Un tempo in cui certi luoghi, tra locali storici e incontri casuali, portavano con sé una dose di brivido, di imprevedibilità, di energia non addomesticata. Una dimensione che, nelle sue parole, apparteneva pienamente all’esperienza del vivere, oggi più difficile da ritrovare in spazi sempre più ordinati e sicuri.

Con L’infanzia del mondo. Dentro il bosco di latte con Dylan Thomas, Capossela ha riportato al centro della scena la forza evocativa della parola ascoltata, amata, respirata. Un progetto che nasce da un lungo lavoro attorno a Under Milk Wood, il radiodramma che Thomas scrisse per la radio e che continuò a rimaneggiare fino agli ultimi giorni della sua vita.
Thomas morì precocemente nel novembre del 1953, pochi mesi dopo la prima esecuzione pubblica dell’opera in forma di oratorio, avvenuta il 14 maggio dello stesso anno. Da allora, quella data è diventata il Dylan Thomas Day. Fino all’ultimo, il poeta lasciò agli interpreti una sola indicazione: “Love the words”. Amate le parole. Ascoltatele, lasciatele respirare, diventare suono prima ancora che significato.
Ed è esattamente ciò che è accaduto sul palco torinese.
La voce ruvida di Capossela ha guidato il pubblico dentro questo “bosco di latte”, luogo simbolico e notturno dove il tempo sembra fermarsi. La voce intensa e quasi sciamanica di Nada ha attraversato il testo con una delicatezza ipnotica. E poi Paolo Rossi, straordinario nel dare ai personaggi quella fragilità ironica e malinconica che rende l’opera di Thomas ancora così contemporanea.
Più che uno spettacolo, è sembrata una seduta collettiva di ascolto e immaginazione. Le parole di Sotto il bosco di latte sono riemerse come creature vive: sussurrate, cantate, evocate. Nessuna vera trama, soltanto il passare delle ore in un piccolo villaggio gallese, Llareggub, microcosmo poetico e anarchico il cui nome, letto al contrario, significa provocatoriamente “bugger them all”, “al diavolo tutti”.
Eppure proprio quella comunità di anime marginali appare oggi rassicurante, più sana del mondo esterno, travolto dalla velocità, dalla violenza e dal rumore.
Il progetto coinvolge un coro di altre grandi voci italiane: Ornella Vanoni, Alessandro Bergonzoni, Stefano Bollani, Geppi Cucciari, Luciana Littizzetto e Patty Pravo.

L’opera verrà trasmessa su Rai Radio 3 in cinque episodi dal 25 al 29 maggio all’interno di Ad Alta Voce, e integralmente il 3 giugno nella programmazione di Radio 3 Suite.
È stata un’ora di poesia e ombre luminose, in cui il pubblico ha avuto la sensazione di ascoltare il respiro stesso delle storie.
E forse è proprio questo il modo migliore per aprire il Salone del Libro: ricordare che, prima dei numeri, delle uscite editoriali e delle file agli stand, la letteratura nasce sempre da una voce nel buio che qualcuno decide di ascoltare.

GIULIANA PRESTIPINO