PENTENERO – PAONESSA: “NOI NON CI STIAMO!”
5 marzo 2025 – “Siamo esterrefatte di fronte alla proposta della Lega di destinare meno risorse alle borse di studio universitarie. Purtroppo, considerata la mancanza di visione nel futuro e di politiche per i giovani di questa Giunta non ci dovrebbe stupire la decisione leghista, sostenuta, a quanto pare, anche dall’apertura di FdI, di presentare un ordine del giorno che mette in discussione il futuro di migliaia di studenti piemontesi. Peraltro, precisiamo che si tratta di una proposta strumentale in quando le borse di studio vengono pagate utilizzando risorse statali che sono vincolate e risorse FSE e che non possono essere destinate ad altro” dichiarano la Presidente del Gruppo Pd in Consiglio regionale Gianna Pentenero e la Consigliera regionale Pd Simona Paonessa.
“È inaccettabile che la Lega proponga di ridurre le risorse destinate alle borse di studio per destinarle a altri settori, come se la formazione e il diritto allo studio fossero mere voci di bilancio da sacrificare sull’altare di scelte politiche miopi. Gli studenti universitari non sono una spesa superflua, ma rappresentano il nostro domani, un domani che deve essere garantito. Diciamo, quindi, “No” ai tagli e anche all’inasprimento della premialità, già peraltro presente. Invece di garantire equità e accesso per tutti, si propongono misure che creano divisioni e discriminazioni tra studenti. Inoltre, assicurare le borse di studio è fondamentale per attrarre studenti internazionali” proseguono le esponenti dem.
“Le risorse esistenti devono essere gestite in modo efficiente, non ridotte in modo da danneggiare il diritto all’istruzione. In un momento in cui la formazione è fondamentale per affrontare le sfide del futuro, non possiamo permettere che il nostro sistema universitario venga messo in discussione da scelte politiche che mirano a risparmiare a scapito del diritto allo studio. Il Partito Democratico continuerà a difendere strenuamente i diritti degli studenti, a opporsi a qualsiasi tentativo di ridurre le borse di studio e a combattere la battaglia per garantire un’istruzione di qualità e accessibile a tutti” concludono Pentenero e Paonessa
Venerdi ho seguito per due ore l’incontro sul commerci tenutosi in Barriera di Milano e ho visto che qualcuno non ha ancora capito perché a Torino hanno chiuso molti negozi. Quante volte in passato se uno perdeva lavoro si dava da fare per aprire una attività commerciale? Perché allora a Torino la economia cresceva bene e la domanda di consumi era alta. Ora non più. Torino da venticinque anni cresce meno della media nazionale e questo ha impoverito molta gente al punto che nel 2012, tredici anni fa, l’Arcivescovo di Torino denunciava la esistenza di due Torino, quella che sta bene e la metà che sta male. Negli ultimi anni la metà che sta male, che abita prevalentemente in Barriera, Aurora Mirafiori Sud, Falchera e Vallette , purtroppo ha visto peggiorare ulteriormente la situazione e quindi consuma di meno. La Crisi del Commercio torinese che si vede dalle tante chiusure dei negozi, nasce cioè dalla bassa crescita economica della Città che come dico da tempo e come ha confermato Banca d’Italia in vent’anni ha perso 18 punti rispetto a Bologna. Alla bassa crescita economica che ha il suo epicentro nella crisi del settore auto e nella riduzione di personale a Mirafiori e in tante aziende dell’indotto si aggiunge l’effetto di aver autorizzato da parte del Comune la apertura di troppi Centri Commerciali, dalla mancanza di sicurezza, da Amazon etc. Prima annotazione , nonostante le amministrazioni del PD abbiano autorizzato tanti centri commerciali molti commercianti continuano a votare PD o gruppi satelliti. Mistero gaudioso. Se si studia il PIL torinese o il fatturato economico di Torino si vede che senza considerare il settore bancario, al primo posto c’è l’industria e i servizi alla industria , dai Centri di ricerca al Design alle aziende dell’indotto, il commercio viene dopo , dopo ci sono il turismo e la cultura e la pubblica amministrazione.