politica Archivi - Pagina 243 di 252 - Il Torinese

politica - Page 243

“C’è chi dice NO”, domenica il sit-in del comitato

“Invitiamo tutti i cittadini e organizzazioni a raggiungerci per fare sentire la voce del NO ad una riforma pericolosa e demagogica come quella del taglio del numero dei parlamentari”

PARTITO RADICALE E ASSOCIAZIONE MARCO PANNELLA DI TORINO PARTECIPANO AL FLASH MOB DI DOMENICA 23 FEBBRAIO PER DIRE NO ALLA RIFORMA COSTITUZIONALE SUL TAGLIO DEL NUMERO DEI PARLAMENTARI  

 

Prosegue l’opera di denuncia e di lotta del Partito Radicale, del Comitato “C’è chi dice NO” e dell’Associazione Marco Pannella di Torino che parteciperanno al Flash Mob indetto per Domenica 23 Febbraio alle ore 11 davanti alla Prefettura in Piazza Castello a Torino a cui aderiranno anche altre organizzazioni.

Invitiamo tutti i cittadini e organizzazioni a raggiungerci per fare sentire la voce del NO ad una riforma pericolosa e demagogica come quella del taglio del numero dei parlamentari.

Occorre continuare l’opera di sensibilizzazione su un tema così importante e su cui va aperto un ampio dibattito nel Paese e il 29 marzo 2020, data della Consultazione, è ormai alle porte.

Comitato per il NO ‘C’è chi dice NO’  Via San Pio V, 30/F – 10125 Torino

radicaliprpiemonte@gmail.com

Strada aeroporto, Fdi: “Sindaca abbatte baracca ma costruisce fognature”

“Come si fa a credere a questa pantomima della casa abusiva abbattuta nel campo di strada dell’Aeroporto?”

MONTARULI-MARRONE (FDI): “APPENDINO  DAVANTI AI FLASH, MA INTANTO COSTRUISCE LE FOGNE AL CAMPO CHE PROMETTE DI SGOMBERARE. BASTA PRESE IN GIRO! NESSUN CENT DELLA REGIONE PER CASA REGALATA A NOMADI ABUSIVI”

 
“Come si fa a credere a questa pantomima della casa abusiva abbattuta nel campo di strada dell’Aeroporto, quando la stessa Appendino con la municipalizzata SMAT sta costruendo con lavori milionari una nuova fognatura proprio allo stesso insediamento rom, che promette di sgomberare? Ricordiamo ancora il bluff sempre a cinque stelle sul campo di strada Germagnano, dove le baracche abusive sono rimaste vicino alle macerie delle casette comunali abbattute per spot mediatico, insieme ai roghi tossici e alle violenze tutt’ora presenti” attacca Augusta Montaruli, parlamentare di Fratelli d’Italia che ha documentato il cantiere della fognatura con un sopralluogo insieme al capogruppo FDI in Regione Piemonte Maurizio Marrone, che aggiunge “Leggo dai media di un finanziamento regionale di 300mila euro, maggiore addirittura di quanto stanziato dal Ministero, per convincere con le buone i nomadi a traslocare, ma un simile intervento economico non è mai stato concordato in coalizione: regalare cifre a cinque zeri al business dell’assistenza ai rom, mentre vengono ridotti i fondi destinati ai malati non autosufficienti a Torino, è semplicemente inaccettabile per noi Fratelli d’Italia, sopratutto se a beneficiarne sarebbero nomadi abusivi cui vengono sequestrati di continuo droga, armi e denaro di provenienza illecita dalle Forze dell’Ordine.In ogni caso abbiamo verificato che la copertura finanziaria sulla legge regionale sugli “interventi a favore della popolazione zingara” sta a zero nel bilancio assestato 2019 così come sul previsionale 2020-2021”.

Flash mob di Azione per Patrick Zaky

Il comitato “Nuove Energie” di #Azione, il partito di Carlo Calenda e Matteo Richetti, organizza per questo sabato, 22 febbraio, un flash mob per richiedere la liberazione di Patrick il giovane studente universitario ingiustamente incarcerato in Egitto

Patrick è uno studente dell’Università di Bologna, è stato arrestato e torturato in Egitto con l’accusa di “rovesciamento del regime al potere” un reato simile al terrorismo per il quale si rischia l’ergastolo. A dirlo è stato uno dei suoi legali, Wael Ghaly, specificando che a far scattare quest’accusa sarebbe stato un post su Facebook che, di fatto, non apparterrebbe nemmeno al vero account sul social network di Zaky.

IL FLASH MOB SI TERRÀ SABATO ALLE ORE 15.30 IN PIAZZA CARIGNANO A TORINO

Affidi, Marrone (Fdi): “Nessun passo indietro”

Nel dibattito sul provvedimento della Regione Piemonte interviene il capogruppo di Fratelli d’Italia

“CE LO CHIEDONO LE FAMIGLIE”

“Sul ddl contro l’allontanamento selvaggio non ci sarà nessuna retromarcia”, a dichiararlo è il capogruppo di Fratelli d’Italia Maurizio Marrone, commentando l’ipotesi di un tavolo con enti locali e parti sociali. “Siamo contenti che l’assessore Caucino voglia dare ascolto a tutte le parti sociali e agli enti locali perché ne gioverà la massima condivisione possibile sella riforma – prosegue Marrone -, ma nella maggioranza di centrodestra Fratelli d’Italia vigilerà affinchè non vi sia alcuna frenata sui tempi e sui contenuti del testo, che anzi, intendiamo rafforzare con alcuni emendamenti. Quando abbiamo iniziato questa battaglia abbiamo preso impegni chiari con le famiglie e i bambini che aspettano di farvi ritorno. La realtà emersa dai lavori della commissione d’indagine di cui siamo stati promotori ci dà il quadro di un sistema che necessita di un profondo intervento. Non intendiamo venir meno alla parola data”.

Salizzoni e Rossi: “Possiamo accettare che i fascisti siano tra noi?”

“Prima lo staffista devoto a Mussolini. Poi l’arredo del presidente dell’ATC del Piemonte Orientale con simpatie neo-fasciste. Ora il motto delle Brigate Nere sul profilo social del Presidente dell’Ipla”

Se è vero che tre indizi fanno una prova, allora, Presidente Cirio, c’è un problema. In tempi in cui, quasi ogni giorno, scritte vergognose profanano le case dei figli dei partigiani o dei deportati, è possibile chiedere che la Giunta scelga persone almeno non sfacciatamente di simpatie fasciste?

Oppure l’antifascismo non è più da considerarsi un patrimonio comune ed acquisito? Si rende conto, Presidente Cirio, che ogni giorno siamo costretti ad occuparci di difendere la dignità del nostro Paese riacquisita grazie alla Resistenza, e non dei problemi del Piemonte? Si tratta di episodi che non possono essere minimizzati, perché dimostrano come una parte della destra italiana non ha mai rielaborato il rapporto con il fascismo alla luce della Resistenza e della nostra Costituzione. E’ come se si volesse cancellare da un lato le responsabilità per il ruolo nella seconda guerra mondiale e nella Shoah, e dall’altro l’idea stessa che la nostra Repubblica si fonda sulla lotta di liberazione dal nazi-fascismo. E’ giunto il tempo, Presidente, di prendere una posizione chiara e netta. Non possiamo accettare che persone con nostalgie passate o simpatie presenti per il fascismo, rappresentino le nostre istituzioni.

Mauro SALIZZONI vice Presidente Consiglio regionale
Domenico ROSSI Consigliere regionale PD

“Motto delle Brigate nere sul profilo del neopresidente dell’Ipla”

Grimaldi (LUV): “Presidente Cirio, si prenda la responsabilità delle nomine che fa”

“Non so se ci rendiamo conto: nel mio quartiere proprio ieri si è verificato l’ennesimo caso di scritte antisemite e naziste sulla porta della figlia di un partigiano; Eurispes ci dice che più del 15% della popolazione nega o minimizza la Shoah (prima era il 2%); la scorsa settimana abbiamo chiesto le dimissioni a un nominato di Fratelli d’Italia che espone busti di Mussolini e si rivendica fascista; abbiamo denunciato il fatto che la destra (con i soldi nostri) regala 6mila euro a una casa editrice legata a doppio filo con il neofascismo, che divulga un prodotto editoriale colmo di errori e falsi storici” – dichiara il Capogruppo di Liberi Uguali Verdi, Marco Grimaldi, che prosegue:

“Ora questa: a campeggiare sulla pagina di Morando, neopresidente dell’istituto Ipla, è lo slogan ‘Belli come la vita – Neri come la morte’ coniato dalle Brigate nere, il corpo paramilitare fascista che si macchiò di crimini di guerra e atrocità.

Ma basta! Dovete vergognarvi e lei, caro Presidente Cirio, si prenda la responsabilità delle nomine che fa e che ha fatto. O è molto distratto, o è pienamente complice di questo quotidiano supporto a persone vicine ad ambienti di estrema destra o dichiaratamente fasciste. Non dobbiamo ricordarle il valore dell’antifascismo per il nostro Paese e per la nostra Regione. Noi vorremmo parlare di altro e non rincorrere, tutti i giorni, le uscite inqualificabili e le nomine vergognose della sua Giunta”.

Affidi, Nosiglia chiede ai politici: “Moderate i toni”

L’arcivescovo di Torino, monsignor Cesare Nosiglia, invita i politici a “moderare i toni” dopo le polemiche scaturite dalle parole dell’assessore regionale  Chiara Caucino, promotrice della nuova legge ‘Allontanamenti zero’ sul tema degli affidi.

“L’unica priorità è il bene dei bambini, che si tutela con percorsi legislativi adeguati e una cultura dell’infanzia che si deve astenere dall’usare i bambini come braccio armato per imporre un’altra puntata del solito show mediatico”.

Quando c’era L’Unità

L’Unita’,  il giornale dei lavoratori. Si urlava così per venderlo. L’Unità,  organo del Partito comunista italiano fondato da Antonio Gramsci. Inscindibile il rapporto tra il quotidiano ed il partito. Di più. Come ameba e paramecio. Vivono solo se stanno insieme

Era sempre più importante il Partito. Il segretario nazionale o provinciale era più importante del direttore del giornale o del redattore locale, ma subito dopo nella scala gerarchica,  in terza posizione c’era il responsabile organizzativo. Partito comunista che dell’importanza delle gerarchie ne faceva un vanto, come della disciplina. L’ Unità orientava e dava la linea.

.

Precisamente erano i dirigenti che, elaborata la linea (già, si diceva cosi) scrivendo sul giornale comunicavano con tutti. Il Partito era il Re e la Regina l’ Unità. Regina in tutti i sensi. Redazioni in tutti i capoluoghi di regione ed al centro nord almeno dei corrispondenti in tutte le province. Per dirigenti ed attivisti non leggerlo quotidianamente era peccato mortale. 300 mila copie giornaliere con punte massime il venerdì e la domenica. Venerdì  lo speciale scuola. Per dare un ordine di grandezza nel mio liceo oltre 800 studenti con oltre 100 insegnanti e una cinquantina di corpo non docente: 300 copie vendute. Il massimo si raggiungeva la domenica con un milione di copie vendute dai militanti. Vendita casa per casa. Nel 1975 , alla Falchera le case erano occupate. Una signora precisava: sono già passati i vostri colleghi. Scusi? Impossibile, noi siamo i primi stamattina. Pronta la risposta; ecco qua, Lotta Comunista. Ma no, signora, si sbaglia lei! Noi siamo gli originali. Dopo in mio lungo sproloquio mi sono allontanato convintissimo di aver fatto il mio dovere di rivoluzionario…beata gioventù. Mitica la terza pagina di cultura. Persino il lunedì reggeva le vendite con lo Sport. Un giornale a tutto tondo ed un simbolo. Francesco Guccini… ed alcuni audaci in tasca l Unità…

 

E che dire dei funzionari. La loro  importanza si capiva da quanti giornali leggevano. Tutti fascicolati con la copia dell Unità. Il top arrivava fino a otto  Il minimo tre: a Torino Unità, Stampa e Gazzetta del Popolo. Ma una regina ha bisogno della Corte. Il Calendario del Popolo fondato a Marzo 1945 da Teti Editori e patrocinato da Celeste Negarville,  operaio e responsabile stampa e propaganda del PCI. Vie Nuove fondato da Luigi longo, che tra i suoi collaboratori annovera Pier Paolo Pasolini. Riviste mensili o settimanali dove un pezzo di cultura italiana è passata. RINASCITA, creatura di Palmiro Togliatti fondatore e fino alla sua morte direttore. Palestra delle idee della sinistra italiana. Non finisce qui. Critica Marxista e Studi Storici: il titolo dice tutto sugli argomenti trattati. Nel 1974 a Torino l’ Istituto Antonio Gramsci. Il massimo per questa storia. Non solo politica, non solo propaganda ma tanta cultura, filosofia sociologia e scienze. Un immenso tentativo di sintesi della summa dell’Uomo. Quasi un Rinascimento del Novecento europeo. Qualcosa che è andato oltre le stesse intenzioni dei protagonisti. Una storia che ora sembra lontana un millennio. Storia non priva di errori e di limiti, certo. Come la polemica tra Togliatti e Vittorini che non voleva essere il pifferaio della Rivoluzione. Storia di sapere e di studio non riscontrabile ai giorni nostri. Una  storia  oggi non riproponibile ma essenziale nel bagaglio del conoscere. Oggi solo troppa ignoranza ed approssimazione.

 

Patrizio Tosetto

Affidi, polemica sulle parole dell’assessore regionale

Le parole dell’assessore regionale leghista alle Politiche per la Famiglia, Chiara Caucino  in tema di affidi  hanno suscitato polemiche da parte delle minoranze in Consiglio regionale

“C’è chi parla e non è nemmeno madre, forse prima di parlare dovrebbe passare per quel sacro vincolo. Accetto qualunque critica, ma non da donne che non hanno figli”, ha detto l’assessore intervenendo a un convegno del Comitato Cittadini per i Diritti Umani,  dedicato alla nuova legge regionale ”Allontanamenti zero” proposta dalla maggioranza di centrodestra. Il presidente della Regione, Alberto Cirio, sostiene che le parole dell’assessore sono state fraintese. Caucino ha espresso “il proprio rammarico verso il prevalere di strumentalizzazioni politiche su temi per i quali dovrebbe invece vincere il confronto costruttivo”.

L’attacco della minoranza

“Nel gruppo del Pd – commenta  il capogruppo in Regione, Domenico Ravetti – c’è una sola donna, non ha figli e si sta battendo per tutelare bambini vittime di situazioni tremende. Ci dica Caucino se è lei che vilmente sta tirando in ballo”. Il capogruppo di Luv, Marco Grimaldi, chiede al governatore Cirio di ottenere “pubbliche scuse”, mentre la capogruppo di M5s, Francesca Frediani, condanna le “parole indegne” dell’assessore che “offendono migliaia di donne”

Senato, Laus alza il tiro: “Libero da impegni se non avrò risposte concrete”

Dura presa di posizione del parlamentare torinese sui temi del salario minimo e dei malati cronici. Maggioranza avvisata…

Il senatore dem Mauro Laus annuncia su Facebook: “Oggi in commissione lavoro del Senato chiederò di affrontare il tema del salario minimo-giusta retribuzione. Se non avrò soddisfazioni nella risposta mi sentirò libero da impegni…”

E aggiunge: “La stessa cosa se il mio disegno di legge sugli assegni di cura per i malati cronici non autosufficienti non dovesse essere iscritto nella commissione Sanità.Quello che sostenevo stando all’opposizione sostengo in maggioranza!”.

Una presa di posizione che non passerà  certo inosservata  e che dovrebbe far riflettere la maggioranza di governo, in particolare il Pd, troppo spesso distratto rispetto ai  problemi reali del Paese, preso com’è a cercare di tenere in piedi la strana alleanza con i pentastellati.

Le danze ora sono aperte e la maggioranza – già messa in difficoltà da Renzi – dovrà stare più attenta a non scontentare i propri parlamentari che intendono lasciare perdere le questioni di lana caprina per dedicarsi piuttosto ai temi  veri che riguardano le persone e l’economia.