“DUE NOSTRI ORDINI DEL GIORNO PER ANTICIPO SCREENING PER TUMORE AL COLON A 45 ANNI E INSERIMENTO NEL NOMENCLATORE REGIONALE DELL’ELETTROMIOGRAFIA”
“Ringraziamo il Consiglio regionale per aver accolto all’unanimità i nostri due ordini del giorno in ambito sanitario. Due documenti che intendono focalizzare l’attenzione sulla prevenzione, la diagnosi e il monitoraggio delle patologie” ad affermarlo la vice capogruppo di Forza Italia a Palazzo Lascaris, prima firmataria dei due ordini del giorno accolti.
“Il tumore del colon retto rappresenta la seconda forma di tumore che colpisce uomini e donne in Italia. Nel nostro Paese, ed in tal senso il Piemonte è all’avanguardia, vi sono già delle campagne di screening atte ad individuarne eventuali presenze. Tuttavia, alcune recenti ricerche hanno rilevato un abbassamento dell’età media in cui questa patologia si manifesta e pertanto abbiamo chiesto di abbassare l’età per sottoporsi al test di screening per il tumore del colon retto a 45 anni” ha spiegato Biletta.
“Il secondo atto di indirizzo riguarda le connettiviti indifferenziate, che sono condizioni cliniche caratterizzate da sintomi e segni tipici di una malattia autoimmune che, tuttavia, non soddisfano i criteri minimi sufficienti per la diagnosi di una precisa connettivite.
Le manifestazioni cliniche principali della connettivite indifferenziata sono dolori articolari e muscolari, la secchezza della bocca e/o degli occhi e stanchezza. Inoltre, sono stati descritti eritemi cutanei, febbricola, afte orali, perdita di capelli, abbassamento di numero di globuli rossi, globuli bianchi e piastrine. Vi sono diversi esami per individuare questa forma di malattia, ma quello più efficace è l’elettromiografia, che tuttavia risulta essere a totale carico del paziente. Per questo abbiamo imprgnato la Giunta per chiedere di valutare di inserire l’elettromiografia tra le prestazioni del nomenclatore regionale. Proposte significative per avvicinare il sistema sanitario locale ad una medicina che cambia ed evolve”. Conclude l’esponente azzurra.
Dopo tanti proclami e interviste la somma della economia piemontese, come diceva il Principe De Curtis, da un totale inferiore alla media nazionale, tutto grazie alla bassa crescita di Torino come ha detto Banca d’Italia. Lunedì scorso un importante quotidiano ha pubblicato la tabella che allego relativa alla crescita del PIL dal 2018 al 2022 del Piemonte , dell’Italia e di Cuneo. Basta fare il calcolo della crescita e si scopre che mentre l’Italia è cresciuta del 7,8% e il Piemonte del 7,2, Cuneo è cresciuta del 12%
Tra i vizi peggiori che permangono nella politica italiana non possiamo non ricordare quello della cosiddetta “delegittimazione morale” dell’avversario. Un vecchio tic che storicamente è figlio e prodotto della cultura della sinistra italiana nella sue multiformi espressioni e che individua proprio nella delegittimazione morale dell’avversario/nemico uno dei suoi caposaldi costitutivi. Una teoria che parte anche da un altro dogma che nel tempo è maturato e si è consolidato per motivazioni alquanto misteriose. E cioè, la cosiddetta “superiorità morale” o “diversità morale” che dir si voglia rispetto agli avversari che si incontrano di volta in volta. Nell’un caso come nell’altro, però, si tratta di riaffermare che la propria parte politica è moralmente ed eticamente diversa, in quanto superiore, rispetto all’avversario/nemico, a tutti gli avversari/nemici. E, sotto questo versante, la lista è abbastanza lunga perchè inizia con l’esperienza cinquantennale della Democrazia Cristiana – come non ricordare “l’alternativa morale” proposta dal Pci negli anni ‘80 – e quasi tutta la sua autorevole qualificata classe dirigente per proseguire, seppur con toni e modalità diversi, con la stagione berlusconiana, quella salviniana e adesso, e a maggior ragione, con il centro destra a trazione Giorgia Meloni. Ora, seppur nel rigoroso rispetto di tutte le opinioni, è indubbio che la categoria etica della diversità o della superiorità morale, ostentata o pensata o contemplata poco importa, non è una valutazione politica ma una considerazione profondamente e strutturalmente impolitica. Al punto che quando prevale questo pregiudizio e questa valutazione dogmatica è lo stesso confronto politico democratico che ne paga le conseguenze. E questo per la semplice ragione che non si valuta il “merito” o il “contenuto” delle singole questioni sul tappeto ma il giudizio sulle singole persone e sui partiti avversari. E, nello specifico, il giudizio etico/morale. Una valutazione, questa, che purtroppo alligna anche in settori, seppure e per fortuna molti circoscritti, dell’area cattolica italiana. Dove, cioè, prevalgono giudizi che esulano dalle valutazioni politiche per concentrarsi, invece, sul versante personale o di partito. Ecco perchè, e anche alla luce di queste perduranti e persistenti valutazioni, forse è opportuno ribadire ancora una volta con forza e determinazione che un conto è l’onestà, la correttezza e la trasparenza del comportamento dei singoli nell’attività politica a qualsiasi livello, altra cosa – e del tutto diversa – è la pretesa di costruire progetti politici e alternative programmatiche partendo da valutazioni vagamente moralistiche o di carattere etico rispetto all’avversario/nemico. Questo, come ovvio, non mette affatto in discussione l’onestà e la rettitudine del singolo esponente politico ma, semmai e al contrario, serve per ribadire con forza la necessità che il confronto e la stessa dialettica politica fra partiti e schieramenti diversi o alternativi non può continuare a porre – in modo palese o meno palese – la dimensione della “superiorità” o della “diversità” morale come elemento discriminante di valutazione politica, culturale e programmatica. Perchè la vera laicità dell’azione politica e, soprattutto, la sana correttezza del confronto politico sono tasselli decisivi e fondamentali che non possono basarsi su pregiudizi o su pregiudiziali pre politici. Ne va della credibilità della politica, della qualità della democrazia e della stessa efficacia delle nostre istituzioni democratiche.