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Usseaux, Laux e la magia del lago

A 77 chilometri da Torino, nel bellissimo scenario della Val Chisone a 1400 metri di altitudine, si trovano Usseaux  e Laux con il suo lago,  la fiaba è servita.

Di Usseaux, che in celtico vuole dire alto e dove si parla ancora il patouà, un dialetto occitano alpino, si hanno le prime notizie intorno al 1060. Parte della Repubblica degli Escartons, gli “uomini liberi”, fino al 1713, in questo territorio convivono da secoli la religione cattolica e quella valdese. Francese prima e austro-piemontese al termine della battaglia di Assietta diventa italiana a tutti gli effetti nel 1861. Questo luogo di altri tempi è una comunità rurale-montana con case di legno, vita contadina e ritmi lenti. Le scritte e i numerosi murales colorati e bellissimirappresentano eloquentemente una esistenza vissuta senza fretta dove il tempo ha un valore importante e la semplicità è una virtù preziosa.

L’atmosfera alpina ci racconta di un luogo soleggiato dove abitudini e stile di vita sono molto diversi da quelli della città, il senso della comunità molto forte e le relazioniumane e sociali molto strette. In questo paese dal sapore antico la condivisione ha un significato ancora importante, c’è il forno comunitario per la panificazione, le fontane lavatoi, la chiesa parrocchiale barocca di San Pietro.  

Percorrendo la strada del colle delle Finestre, in passatosentiero militare ma divenuta famosa in seguito come tappadel Giro d’Italia, si arriva al Forte delle Fenestrelle, voluto dai Savoia ed edificato nel 1728 per controllare il valico ed evitare invasioni straniere. Da questo angolo il panorama è meraviglioso, vi si possono ammirare le cime della Val Chisone e della Val di Susa.

A pochissimi chilometri da Usseaux, sorge Laux, un borgo che con il suo laghetto verde intenso regala uno scenariodecisamente romantico e una atmosfera fiabesca.

Il lago è un piccolo gioiello che riflette le cromie meravigliose dei boschi che lo avvolgono. E’ possibile percorrerlo attorno, godersi il panorama paradisiaco e magari fare un pic-nic. Il borgo è una miniatura, un villaggio fatto di stradine, casette, la piazzetta, un torrente che attraversa la strada principale. Anche qui sono diversi i dipinti murali, raffiguranti perlopiù animali, che decorano le pareti in pietra delle piccole dimore .

Visitare questo luogo è come un sogno, una sospensione dalla vita quotidiana cittadina, una meraviglia di armonia e delicatezza, un tuffo in un racconto.

I percorsi da esplorare a piedi in mezzo ai boschi, o tra borgate e alpeggi sono diversi, il sentiero del Plaintsentif è uno dei più noti, circa 50 km all’interno dei parchi della Val Troncea e dell’Orsiera-Rocciavré. Uno dei tratti maggiormente consigliati poi è quello da Usseaux a PraCatinat. Questa zona è inserita inoltre nella pianificazione forestale del Pinerolese, Itinerari Camminabosco, che prevede interventi di cura e miglioramento delle aree verdi con tanto di certificazione PEFC, uno schema internazionale che definisce i criteri e le norme sulla “gestione forestale sostenibile”. Le azioni e la gestione per la conservazione della flora e della fauna dei nostri territoriad opera dell’amministrazione pubblica sono molto importanti, così come lo sono il rispetto e l’attenzione che ognuno di noi ha il dovere di porre attraverso una condotta riguardosa ed educata: non sporcare, non buttare rifiuti o abusare delle risorse naturali. E’ così che questi luoghi di incredibile bellezza si tutelano e si mantengono incontaminati, grazie al nostro doveroso e corretto operato.

Maria La Barbera 

Il Club Ronchiverdi apre la piscina estiva e prepara l’inaugurazione della prima terrazza Martini

Al Club Ronchiverdi di corso Moncalieri 466 si è aperta la stagione estiva sabato 21 maggio scorso, decisamente in anticipo rispetto agli anni precedenti, con l’apertura della piscina estiva immersa nel verde, ai piedi della collina. Il caldo eccezionale di questi giorni ha permesso all’acqua di raggiungere la temperatura stabilita dai regolamenti per la balneazione a cielo aperto. La piscina, probabilmente una delle primissime in città, aprirà dalle 11 alle 19. “Eravamo pronti già da dieci giorni, la manutenzione era stata fatta – spiegano presso i Ronchiverdi – aspettavamo solo che il caldo aumentasse, cosa che, inaspettatamente, è avvenuta molto prima rispetto agli anni precedenti”. Ma non è tutto, il 25 maggio vi sarà anche il primo party a bordo vasca e a fine settimana avverrà l’inaugurazione della prima “Terrazza” Martini piemontese in un Club.

Mara Martellotta

Mobilità sostenibile: Rivoli si dota dei monopattini elettrici

A partire dal 20 maggio a Rivoli è possibile noleggiare i monopattini elettrici degli operatori Bird e Dott.

 

L’Amministrazione Comunale, facendo seguito ad un bando avviato dalla città Metropolitana, ha deciso di dotarsi di questo servizio, mirato a ridurre l’impatto sull’ambiente dei piccoli spostamenti urbani e offrire ai cittadini un’alternativa per il collegamento con i centri vicini.

Anche Rivoli provvede ad avere  un servizio di mobilità dolce, complementando il trasporto pubblico ed incentivando l’intermodalità.

Il servizio coprirà l’ area urbana della Città di Rivoli fatta eccezione per alcune zone con livelli di pendenza, caratteristiche del selciato ed altre particolarità che renderebbero l’ uso dei monopattini improprio e pericoloso.

Sappiamo  quanto sia importante l’ interconnessione con i Comuni vicini, soprattutto per motivi di studio e lavoro. – afferma il Sindaco Andrea Tragaioli – Con questo presupposto abbiamo valutato di dotarci di questo servizio di sharing. La micromobilità inoltre, non ha impatto sull’ ambiente. Confidiamo nel fatto di avere così un’alternativa al traffico veicolare in Città, con  risultati anche nella riduzione dell’inquinamento atmosfericoSarà fondamentale però il rispetto di alcune regole per evitarne usi impropri e tutelare la sicurezza. “

“Un nuovo servizio per i cittadini rivolesi che potranno spostarsi in Città e verso Torino utilizzando la mobilità dolce. – aggiunge l’ Assessore Alessandra Dorigo – Sarà necessario però che ciò avvenga rispettando alcune norme: i monopattini dovranno essere presi nelle 30 apposite aree predisposte dal Comune e rimane, per legge, il divieto di sosta sui marciapiedi. Daremo ai cittadini la possibilità di scegliere come muoversi in Città. Con l’ auto, in bici o in monopattino ma sempre in sicurezza. Alcune vie ad alto scorrimento o con una pendenza importante infatti, sono state escluse dall’ utilizzo.

Sono state a tal proposito attrezzate, circa trenta aree di deposito per la consegna dei mezzi da noleggiare, che si prevedono inizialmente nel numero di due per ogni operatore per un totale di 120 mezzi. Nei mesi successivi all’avvio del servizio, sarà fatta una verifica dell’utilizzo effettivo dei mezzi nelle diverse postazioni, per incrementarne o ridurne la quantità  a disposizione degli utenti.

Le due società applicheranno i propri listini per il noleggio, il cui utilizzo sarà soggetto al regolamento approvato dal comune di Rivoli. Il medesimo prevede l’assicurazione del mezzo ed alcune regole per il rilascio dei monopattini all’interno delle postazioni individuate sul territorio, con l’applicazione di penali in caso di abbandoni incontrollati.

I mezzi saranno inutilizzabili  nei tratti di territorio che sono stati vietati al transito, grazie all’individuazione sulla mappa delle aree inaccessibili, nelle quali i monopattini non saranno alimentati e non

potranno viaggiare.

Passione bambole

L’Associazione No Profit Malaika Angels Onlus propone una mostra di bambole antiche dal 26 al 29 maggio presso i saloni della Prefettura di Torino

 

Dal 26 al 29 maggio, l’Associazione Malaika Angels Onlus organizza “Passione bambole”, una mostra ad ingresso gratuito di bambole antiche (biscuit, francesi e tedesche e italiane pannolenci – Lenci), presso i prestigiosi saloni della Prefettura di Torino.

Le bambole sono rappresentative del periodo storico che va dal 1890 al 1930. Sono state costruite dai più famosi artisti dell’epoca: Jumeau, Schmitt et fills Sfbj, Unis, PetitCollin, Simon&Halbig, Kammer&Reinhardt, Si, Schoenau Hoffmeister,  Steiner, Lenci, Bodoni, Furga.

L’Associazione Malaika Angels è una ONLUS nata a Torino, il 19 novembre 2013, con lo scopo essenziale di combattere la povertà, in Italia e nei paesi più poveri del mondo, garantendo sostegno sanitario, nutrizionale e scolastico.

“Con questa Mostra, il nostro intento è diretto non solo alla raccolta fondi per la realizzazione di futuri progetti, costruzione scuola e costruzione di un centro farmaceutico – alimentare, ma anche a far conoscere ai bambini, il fantastico mondo dei giochi infantili, appartenente ad un’epoca ricca di arte e romanticismo”, afferma il Presidente, Caterina

La durata della vita, la melatonina, la ghiandola pineale e gli antichi Egizi

La nostra vita, pur essendosi allungata rispetto alle epoche passate, nonostante le conquiste della Medicina, continua ad avere connotazioni di grande fragilità, unite ad una durata assai limitata. Fin dal nostro primo giorno di vita, cresciamo, raggiungiamo la maturità, poi inevitabile comincia il declino che condurrà all’esito finale della nostra esistenza. Questa regola vale per tutte le creature presenti in questa dimensione fisica. Non sono ammesse varianti, almeno al momento non ne conosciamo.

La durata della vita media viene calcolata e studiata da esperti specialisti, in particolare dai geriatri che dedicano la loro vita a regalare una qualità di vita ottimale agli anziani, affinché l’ultimo tratto della loro esistenza sia il meno complicato e più leggero possibile.
Idea ben radicata da sempre è quella di poter prolungare la vita terrena come è dimostrato da antiche tradizioni dai cui insegnamenti si evince come possano esistere metodi tali da far sì che l’uomo possa sfuggire al suo destino e possa prolungare la propria vita mantenendo le caratteristiche della gioventù per un periodo la cui lunghezza è, per noi, inimmaginabile. La letteratura relativa a questo argomento è sterminata e, dall’esame di tali testi, sembrerebbe che gli uomini siano stati in possesso di un sapere, una conoscenza medica che ormai è svanita nella nebbia di epoche passate, un sapere dapprima protetto da caste sacerdotali la cui conoscenza era impenetrabile. Tale conoscenza sarebbe poi andata perduta in seguito a cataclismi naturali in grado di distruggere città intere con i loro templi e alle guerre che hanno funestato da sempre le nostre civiltà. Il problema di fondo è che tentare di cogliere l’essenza degli insegnamenti, traendoli da quanto si è salvato ed è giunto fino a noi, è una impresa pressoché impossibile poiché, purtroppo, le istruzioni restano nascoste da un segreto velato da un linguaggio criptico, volutamente ermetico, che solo pochi iniziati sarebbero in grado di decifrare.
Citerò a titolo di esempio quanto scrive Artefio, un antico Maestro della Scienza Ermetica, un Alchimista le cui parole sono giunte fino a noi e che ci stupisce fin dalla lettura delle prime righe del suo manuale, il “Libro segreto di Artefio, antichissimo filosofo arabo”, in cui rivela che, grazie a Dio e a una mirabile quintessenza, è riuscito ad ottenere la Pietra Filosofale lavorando secondo i principi dei Maestri che l’hanno preceduto. Afferma, inoltre, di aver raggiunto l’età di mille anni e si ritiene in dovere di comunicare tale segreto all’umanità, e lo fa inserendo le opportune informazioni nel suo testo.
E come lui molti altri famosi Alchimisti garantiscono che sia possibile prolungare per un incredibile numero di anni la nostra vita, ma provando a interpretare il contenuto di quanto ci hanno tramandato. È possibile rendersi conto che la difficoltà a decodificare lo scritto è enorme poiché ci si scontra contro un muro impenetrabile. Quindi nulla di concreto riguardo queste notizie? L’umanità è condannata a restare solo un periodo relativamente breve su questa terra?
La vecchiaia e la morte rappresentano un destino ineluttabile, o è forse possibile agire in maniera tale da riuscire a aggirare il tragico traguardo finale? Nel libro “La fonte della giovinezza” (ed.Rizzoli, 1996) due autori contemporanei, il dottor Walter Pierpaoli e William Regenson affermano che il nostro essere educati ad osservare la vecchiaia come una sorta di malattia inarrestabile non sia sostanzialmente corretto, poiché sarebbe possibile, sia pure entro certi limiti, invertire la tendenza del nostro destino. Secondo quanto scrivono, dopo trent’anni di ricerche nei laboratori di mezzo mondo, sarebbero giunti ad una conclusione straordinaria: nel cervello si trova una ghiandola delle dimensioni all’incirca di un pisello che sarebbe da considerare come un vero e proprio orologio dell’invecchiamento dell’essere umano: la ghiandola pineale.
Recenti studi hanno dimostrato che la ghiandola non lavora per tutta la vita, ma per un periodo limitato; la sua azione si svolge attraverso una sostanza simil-ormonale, la melatonina, che viene secreta mentre dormiamo con picchi di produzione in giovane età poi, con il trascorrere degli anni, la ghiandola pineale rallenta la produzione di melatonina fino ad atrofizzarsi e questo, secondo numerosi studi, verrebbe interpretato dal nostro cervello, come un comando ad invecchiare.
Il supporto fornito all’organismo dall’assunzione di melatonina, teso a ristabilire i dosaggi tipici delle età giovanili sotto controllo medico, afferma Pierpaoli, potrebbe rallentare di molto l’invecchiamento, anche aumentando di molto la resistenza alle malattie e mantenere vigorosa la funzione sessuale. Secondo alcuni ricercatori la melatonina può rinforzare il sistema immunitario, essendo un potente antiossidante in grado di proteggere le cellule dai danni ossidativi senza innescare i radicali liberi.
La grande disponibilità di antiossidanti, è possibile che permetta una ottimale prevenzione dei danni cellulari, consentendo la salute degli occhi, consentendo una ottimale prevenzione del glaucoma e la degenerazione maculare legata all’età.
La sua efficacia è stata riconosciuta nell’attenuare i sintomi della SAD (Seasonal Affective Disorder) un disturbo stagionale causa di stati depressivi, che si manifestano particolarmente in autunno ed è assai efficace anche contro gli stati ansiosi, regalando una qualità migliore del sonno, condizione essenziale per placare l’ansia permettendo uno stato ottimale di rilassamento.
La ricerca, sia pure avanzata, ancora oggi non ha ancora tratto conclusioni definitive, ma conferma in linea di massima i vantaggi segnalati dall’assunzione della melatonina.
Ora lo studio della pineale non è solo interessante per il fatto che la sua azione potrebbe allungarci, e di molto, la vita, ma perché secondo altri studiosi la valutazione anatomica della ghiandola pineale ci ricollegherebbe nientemeno all’indubbio avanzato patrimonio di conoscenze degli antichi Egizi, i quali, è possibile, fossero al corrente dei benefici derivanti dall’attività di tale ghiandola.
Osservando una sezione del cervello, facilmente reperibile nei trattati di anatomia, per renderci conto di quale sia l’aspetto di tale organo, vediamo che la ghiandola pineale rimane al di sotto della formazione anatomica conosciuta come “corpo calloso”, fra questo ed il ponte midollare. Il tutto ricorda in maniera quanto mai sorprendente il geroglifico dell’occhio di Ra. Sembrerebbe addirittura esserne quasi uno schema magistralmente eseguito da qualche antico sacerdote che dominava in modo impeccabile sia la conoscenza dell’anatomia dell’encefalo, che il funzionamento della piccola ghiandola. I benefici effetti della produzione di melatonina erano forse noti? Non è possibile affermarlo con certezza, è sicuro che alla ghiandola in esame, oltre ai vantaggi fin qui segnalati, viene attribuito un ulteriore significato simbolico da numerosi studiosi del passato, a cominciare da Cartesio secondo il quale la ghiandola è il punto privilegiato dove la Mente ed il Corpo interagiscono fra loro mediante un’azione che verrebbe rallentata dall’atrofizzarsi della pineale in età relativamente giovane. E’ interessante notare che, per molte correnti filosofiche, questo processo di atrofia non è del tutto irreversibile. Infatti, si pensa che questa ghiandola possa essere riattivata tramite l’utilizzo di determinate tecniche per lo più provenienti dall’oriente, quali la ripetizione di mantra oppure attraverso tecniche meditative avanzate ed anche attraverso la stimolazione di alcuni chakra. Scopriamo così che di questa ghiandola, a cui solo negli ultimi decenni la medicina sta dedicando un’occhio di riguardo, era già nota da tempi immemori e che alla “Fonte della giovinezza” , di cui troviamo traccia in opere d’arte, racconti e leggende, si sarebbero abbeverati anche i Rosacroce i quali affermano nella loro “Cosmogonia di Max Heindel, dando prova di sapere molto bene di cosa stanno parlando che, risvegliando la pineale, l’uomo avrà recuperato la facoltà di percepire i Mondi superiori su una scala più elevata di prima, perché questa facoltà sarà in relazione col sistema nervoso volontario, e quindi sotto il controllo della sua Volontà. Mediante questa facoltà di percezione interiore tutte le sorgenti della Conoscenza gli saranno aperte, ed egli avrà al suo servizio un mezzo per acquisire informazioni, a paragone del quale gli altri metodi di investigazione sono solo giochi da fanciulli, potendo disporre di una vita la cui lunghezza sarà di gran lunga superiore a quella di cui oggi possiamo usufruire.

 Rodolfo Alessandro Neri

 

 

Tradizioni a Piverone

PIVERONE – Domenica 22 maggio alle ore 16.00 si terrà presso “La Cripta” di via Flecchia, l’inaugurazione della Mostra Permanente del percorso storico archeologico “Tracce Pietra su Pietra Mattone su Mattone” ideata da Alfredo Samperi; alle ore 16.30 presso il “Verde Parco” – Strada S. Pietro – si terrà l’inaugurazione della riproduzione dell’opera “IL SUONATORE” di Alfredo Samperi. Per l’occasione sarà possibile visitare il Museo Etnografico “LA STEIVA”. All’iniziativa parteciperà in modo attivo il Gruppo Folcloristico Piverone, nato nel 1973 e attivo sul territorio ancora oggi. ” Il gruppo è nato con la presenza di sei soci, tra cui Alfredo Samperi – afferma Serena Favàro Presidente del Gruppo Folcloristico – nel giro di pochi anni abbiamo avuto diverse adesioni e ad oggi siamo circa sessanta componenti di età compresa tra i sette e gli ottanta anni. I settori sono quattro: ballerine, musici, sbandieratori, e tamburi e ci esibiamo con abiti di fine Ottocento – prosegue la Presidente Favàro – ci occupiamo anche di riscoprire, ricreare e far conoscere le nostre tradizioni tra cui il Museo LA STEIVA. Come gruppo siamo conosciuti in Italia e in Europa in quanto abbiamo siglato diversi gemellaggi”. Dunque il Gruppo folcloristico “LA STEIVA” ha fatto conoscere Piverone e il Canavese nei diversi festival internazionali svoltisi in Francia, In Ungheria, in Austria, in Germania, in Svizzera e continua a portare in giro nel mondo le antiche tradizioni contadine, storiche e culinarie di un territorio immerso nella quiete e nel verde.

Stress o ansia?

Tutti noi sentiamo quotidianamente parlare di stress, di ansia, talvolta anche di attacchi di panico. Sono tutte risposte dell’individuo a situazioni percepite come potenzialmente minacciose, ma vanno distinte.

Occorre innanzitutto distinguere lo stress dall’ansia: l’ansia è una sensazione di disagio che nasce in un individuo anche senza un evento evidente. E’ il caso, per esempio, della c.d. ansia anticipatoria che si prova in previsione di eventi potenzialmente negativi ipotizzando che succeda un qualcosa, non sapendo, nel caso succeda, come sarà.
“E se non venissi confermato al lavoro?”, “Non mi risponde da due ore, sarà successo qualcosa?” e così via.
E’ evidente, quindi, come l’ansia dipenda unicamente dal carattere di un individuo e non sia riconducibile ad un evento specifico, accaduto o in corso. L’ansia è, quindi, una risposta soggettiva che dipende in parte dalla personalità e dalle modalità di reazione di un individuo e in parte da eventi reali o immaginati come possibili.
Discorso diverso merita, invece, lo stress.
Il termine stress fu coniato da Hans Selye nel 1936, prendendo a prestito il termine dallo stress dei metalli. Viene definito come “risposta aspecifica di un organismo ad ogni richiesta effettuata ad esso”. Più concretamente, ogni qualvolta siamo sottoposti ad una richiesta (verbale, fisica, sportiva, emotiva) il nostro organismo mette in atto una serie di azioni e di reazioni per adempiere al compito e per non soccombere.
Lo stress, tuttavia, non ha necessariamente una connotazione negativa. Occorre, infatti, distinguere tra due tipi di stress molto diversi tra di loro, come diversi sono gli effetti che producono sull’organismo: uno stress positivo, o eustress, che permette all’organismo di affrontare le richieste attraverso la produzione di adrenalina, cortisolo ed altri ormoni, permettendo alla mente di focalizzarsi sull’obiettivo e rendendo il soggetto più reattivo ed uno negativo, o distress, che, attraverso il rilascio prolungato nel tempo dello stesso cortisolo e di altri ormoni, può generare malesseri di vario genere fino allo sviluppo di situazioni patologiche acute e/o croniche.
A distinguere il tipo di stress non è tanto l’evento che lo provoca quanto la percezione a livello soggettivo in base al proprio carattere, alla propria personalità, agli strumenti acquisiti nel corso della propria vita, alle esperienze, al luogo, alla durata nel tempo dell’evento stressogeno.
L’eustress può essere, per fare un esempio, quello legato ad una competizione sportiva dove l’organismo si attiva a livello endocrino cercando di arrivare al giusto livello di attivazione (o arousal), attraverso la produzione di ormoni dello stress, per ottenere la performance desiderata.
Il distress prolungato nel tempo, invece, sempre attraverso la produzione ormonale, può condurre allo sviluppo di malattie anche gravi.
La risposta dell’organismo allo stress avviene in tre fasi successive:
fase 1: allarme. L’individuo percepisce un problema da risolvere che può essere rappresentato da un carico di doveri, di impegni e attiva le risorse per compierli.
Fase 2: resistenza. L’individuo tende ad adattarsi al nuovo carico di lavoro, di richieste e stabilizza il tenore psicofisico.
Fase 3: esaurimento. E’ la fase più pericolosa, perché l’organismo soggetto a stress tende ad avere sempre minori difese e iniziano a manifestarsi sintomi fisici, fisiologici ed emotivi.
La durata dell’evento stressante porta a distinguere lo stress in due categorie. Quello acuto, che si verifica una sola volta e in un lasso di tempo limitato; quello cronico, quando lo stimolo è di lunga durata.
I sintomi da stress possono essere suddivisi in quattro categorie: fisici (tra i quali cefalee, dispepsia, disturbi del sonno, disturbi della sfera sessuale e bruxismo), comportamentali (ad esempio aumento del consumo di alcolici e tabacco, fame compulsiva, attitudine alla prepotenza), emozionali (rabbia, infelicità senza motivo, tensione, solitudine), cognitivi (facilità a distrarsi, amnesie, mancanza di creatività, difficoltà a pensare razionalmente).
Ma come prevenire lo stress e curarne i sintomi? il modo migliore è rivolgersi ad uno psicologo o ad un psicoterapeuta ed insieme, attraverso l’utilizzo di tecniche e pratiche diverse, compiere il percorso idoneo a voi.
Il suggerimento che ci sentiamo di fornirvi è di non indugiare alla comparsa dei primi sintomi, perché gli effetti dello stress possono essere silenti per lungo termine e, alla loro comparsa, essere devastanti.

Sergio Motta

Cristiana Francesia

Agriflor seconda edizione E Susa si tuffa nel verde

Per il secondo anno consecutivo la cittadina piemontese tornerà a inebriarsi dei colori e dei profumi delle eccellenze floreali proposte dai migliori vivaisti piemontesi. L’appuntamento è Domenica 15 maggio, dalle 9 alle 19 in Via Palazzo di Città. L’ingresso è gratuito. Al via anche la seconda edizione di “Susa Fiorita” il concorso dei balconi segusini più floreali

Dopo il successo dello scorso anno, Susa accoglie nuovamente il mercatino di Agriflor, per vivere una giornata all’insegna di fiori, piante e bellezza e per assaporare alcuni dei migliori prodotti enogastronomici tipici del territorio.

Una selezione dei migliori vivaisti e piccoli produttori provenienti da tutto il Piemonte metterà infatti in mostra le proprie eccellenze floreali e agroalimentari, domenica 15 maggio, dalle 9 alle 19 nella centralissima Via Palazzo di Città,

Saranno variegate le bellezze “floreali” che si potranno ammirare e odorare girando per i banchi di Agriflor: dalle aromatiche ai bonsai, dalle rose alle piante carnivore fino a una grande varietà di coloratissime orchidee. Una particolare attenzione sarà naturalmente riservata a tutte le piante che possono essere coltivate in alta e bassa Valle, grazie anche alla presenza di alcuni vivaisti locali.

Insieme alla proposta florovivaistica, Agriflor ospiterà anche quest’anno alcuni produttori agroalimentari piemontesi con le eccellenze tipiche del nostro territorio: dai formaggi al miele, dai vini come il Baratuciat alle grappe di montagna e il genepy.

Nato da un’idea dell’Associazione Società Orticola del Piemonte, già organizzatrice di Flor a Torino e di numerosi eventi florovivaistici in tutta Italia, e l’Amministrazione Comunale di Susa, Agriflor Susa sarà la prima delle manifestazioni floreali previste in Valle: a metà luglio, infatti, è in programma la quinta edizione di Flor Bardonecchia, diventata negli anni un evento irrinunciabile per gli abitanti del territorio, i turisti e gli amanti delle piante e del verde.

Giorgio Montabone Vice Sindaco e Assessore al Turismo della Città di Susa“siamo molto soddisfatti che l’esperimento fatto lo scorso anno insieme agli organizzatori abbia avuto un grande successo che ha permesso di riproporre, con entusiasmo, la seconda edizione di questa bella iniziativa di qualità che inaugura una stagione estiva segusina che sarà ricchissima di eventi e manifestazioni.

Il Centro storico di Susa si trasformerà il 15 maggio in un vero e proprio giardino che accoglierà visitatori e turisti tra i colori della primavera. Un’occasione in più per visitare Susa e le sue bellezze”!

In occasione di Agriflor partirà anche il secondo Concorso “Susa Fiorita” organizzato dall’Associazione Pro Susa in collaborazione con l’Amministrazione Comunale. Sarà presente infatti uno stand della Pro Loco segusina al quale potersi iscrivere. Le abitazioni, i balconi e le composizioni più belle durante l’estate contribuiranno a rendere Susa ancor più bella e saranno dunque premiate!!!

La Festa delle Rose conquista Venaria

𝟭𝟴^ 𝗘𝗗𝗜𝗭𝗜𝗢𝗡𝗘 𝗙𝗘𝗦𝗧𝗔 𝗗𝗘𝗟𝗟𝗘 𝗥𝗢𝗦𝗘 𝗘 𝟱^ 𝗘𝗗𝗜𝗭𝗜𝗢𝗡𝗘 𝗙𝗥𝗔𝗚𝗥𝗔𝗡𝗭𝗜𝗔

Sabato 14 maggio 2022 – Ore 11:00

La Città di Venaria Reale e Fondazione Via Maestra inaugurano la manifestazione sotto l’arco fiorito,

allestito in via Mensa/piazza Vittorio Veneto.

Con la partecipazione di Bandakadabra

www.comune.venariareale.to.it

www.festadellerose.it

La telepatia

Telefoni, computer e Internet sono forse, al momento, sorta di protesi che ci permettono di trasmettere i pensieri a distanza, in attesa di risvegliare latenti facoltà telepatiche?

Se prestiamo attenzione a quanto succede nelle nostre vite, oltre i comuni impegni legati a quella che può essere definita “la vita elementare”, ovvero quella che ci costringe a svolgere mansioni quali il dover lavorare, fare la spesa, riordinare la casa, e così via, ci possiamo rendere conto che, talvolta, possono rendersi evidenti alcune manifestazioni che, a una osservazione superficiale, sembrerebbero impossibili a verificarsi. Dapprima non le accettiamo, le releghiamo nel campo delle coincidenze, ma se solo riuscissimo a focalizzare temporaneamente la nostra attenzione su queste potremmo scoprire un lato nascosto della nostra mente scoprendo che, forse, non è poi così sbagliato credere di poter inviare nella testa di qualcun altro un nostro pensiero. Seosserviamo una tale manifestazione, senza cadere nella trappola della critica, possiamo notare con relativa facilità e con un certo qual stupore, come tutti quanti noi ci si ritrovi a essere in qualche modo interconnessi. Qualunque parola noi si dica, qualsiasi movimento si faccia, rilascia una certa energia radiante, tale da essere avvertita da quanti si trovano attorno a noi; come nel caso di un’onda che si irradia in una soluzione liquida, si vengono a creare interferenze capaci di essere avvertite da quanti sono attorno a colui che irradia l’onda. Abbiamo tutti avuto modo di ascoltare frasi del tipo: “L’innamorata era radiosa”, la sua felicità si poteva cogliere sotto forma di luce, risplendente nei suoi occhi. Non si tratta di semplici modi di dire, ma ogniqualvolta ci si innamora, quando si provano intense emozioni, o si segue un percorso di crescita, si emette una energia particolare avvertibile non solo da noi, ma anche dalle persone che più ci sono vicine e oggi la Scienza conferma quanto era già stato percepito da studiosi di epoche remote, privi di quanto offre oggi la moderna tecnologia: siamo esseri in grado di comunicare e di emettere luce, una luce che può venire colta da chi ci è vicino e non solo. Èopinione sempre più diffusa fra gli studiosi che tale energia possa permettere una comunicazione “sottile” diretta fra le menti di persone particolarmente sensibili che potrebbero essere in grado di poter ricevere i pensieri di altre persone, inviati loro intenzionalmente. Si tratta di una vera e propria trasmissione del pensiero, conosciuta come “Telepatia”, ipotetica capacità di comunicare con la mente, cioè senza l’uso di altri sensi o strumenti, un vero e proprio dialogo tra cervello e cervello, senza l’utilizzo di altri strumenti. La telepatia, dal greco “tele” che significa “a distanza” e “pathos” tradotto come “affetto”, consiste nel riuscire a trasmettere informazioni a qualcuno attraverso la mente, ma attraverso un canale sconosciuto. È stata studiata con impegno crescente a cominciare dalla fine del 1800, quando i curiosi sentirono che troppe coincidenze dovevano nascondere qualcosa. Dopo tutto, a chi non è successo di pensare intensamente a una persona e di vedersela comparire “casualmente “davanti ai propri occhi? Mai pensato a un argomento e poi qualcuno ve ne ha parlato? Pure coincidenze che hanno portato i parapsicologi a studiare il fenomeno. Sovente si oppone notevole resistenza ad accettare l’esperienza, si cancella dalla memoria,attribuendo l’incontro ad una mera coincidenza, una semplice casualità, poiché il meccanismo che ha causato l’esperienza è stato, a lungo, ignorato dalla Scienza classica, positivista e giustamente inflessibile nell’accettare quanto non può essere dimostrato a livello sperimentale e riprodotto a piacere, con risultati positivi.

In realtà è possibile che non si disponga ancora della idonea tecnica capace di evidenziare un fenomeno che si verifica nella maggior parte dei casi inconsciamente e spontaneamente, in particolare nel corso di un forte spavento o di una intensaemozione; in simili condizioni pare venga a slatentizzarsi un blocco inconscio interiore che impedisce la realizzazione di una simile facoltà. Così succede che, nei confronti della telepatia, si provi l’identica diffidenza provata con la magia: o la si accetta, ola si nega. Nonostante i numerosi studi in ambito scientifico, non si è ancora in grado di dimostrare che esiste una particolare categoria di individui particolarmente dotati, capaci di far giungere il loro pensiero, o anche solo frammenti di questo a altre persone dotate di buona ricettività. E’ impossibile citare tutti i numerosi tentativi per provarne la reale esistenza eppure uno fra gli studi più recenti e interessanti, risalente al 2014, nella città indiana di Thiruvananthapuram un soggetto ha pensato un semplice “ciao” con l’intenzione di inviarlo direttamente al cervello di un’altra persona seduta in un laboratorio di Strasburgo, a circa 7.700 chilometri di distanza. Più tardi, ha provato a dire “ciao” con lo stesso risultato: per la prima volta, due cervelli si sono salutati direttamente e consapevolmente, grazie alle nuove tecnologie di interazione con il cervello umano. L’esperimento è stato reso possibile grazie all’utilizzo di particolari caschi indossati dai due sperimentatori lontani fra loro migliaia di chilometri; le tecnologie di accoppiamento mentale hanno permesso un collegamento diretto, senza fili e cosciente tra le due persone, anche se il leader dell’esperimento, il fisico Giulio Ruffini, spiega che “è solo un umile primo tentativo di comunicazione cervello-a-cervello”. Grazie ai caschi indossati i pensieri del soggetto in India sono stati interpretati come impulsi elettrici e codificati attraverso il computer; quindi, trasmessi successivamente in rete a un dispositivo che ha reinterpretato e codificato il segnale in impulsi, generando una scarica elettromagnetica sulla corteccia cerebrale del soggetto a Strasburgo e permettendogli di capire il messaggio.Fondamentalmente il pensiero viene tradotto in codice binario, composto da 1 e 0, che compongono la parola, in questo caso “ciao”, che corrisponderebbe alla seguente stringa numerica  01101000 01101111 01101100 0110000, ha raggiunto il ricevente che, grazie allo strumento posto sulla parte posteriore della testa,genera un campo elettrico capace di attivare i neuroni originando una sorta di riflesso uguale a quello causato dal colpo che l’ortopedico, con l’apposito strumento, utilizza per testare il riflesso rotuleo . Senza un riflesso, il codice è 0, se è generato è 1, e questo si ripete fino alla formazione della parola. Ci vogliono circa 30 secondi dal momento in cui il mittente invia il suo pensiero fino a quando il ricevitore lo percepisce. Un metodo indaginoso, non alla portata di tutti, ma che ha fornito una prima prova della possibilità di trasferire il pensiero a un’altra mente, tanto da rendere sempre più credibile la possibilità che, in un futuro non troppo lontano, sarà resa possibile la comunicazione mentale diretta fra due persone, vedendo concretizzarsi il sogno che da sempre accompagna l’umanità, come evidenziato dagli esperimenti del grande matematico Pitagora che, già nel 540 a.C.,sosteneva di poter trasmettere, grazie ad uno specchio particolare, informazioni scritte sulla luna, rendendo agevole la loro lettura potendo così la comunicazione a distanza, forse una forma velata per poter parlare di telepatia?  

È singolare che un altro studioso vissuto nel 1500, il mago Cornelio Agrippa affermi di poter trasmettere a grande distanza immagini e parole esponendole di notte ai raggi lunari e che, nel 1600, Athanasius Kircher riferisca di poter utilizzare uno specchio a tronco di cono, riuscendo a trasmettere informazioni con lo stesso metodo utilizzato da Pitagora. Tentativi di comunicare a distanza molto interessanti in epoche in cui non erano ancora nemmeno stati pensati i telefoni, i computer e Internet, oggi presenti e diffusi capillarmente nella nostra società, oggetti a cui non riusciamo più a rinunciare almeno per il momento, a meno di non cominciare ad immaginarli come supporto del nostro pensiero, una sorta di protesi a cui oggi ci appoggiamo e di cui, forse, in un prossimo futuro, potremo fare a meno, riuscendo a comunicare utilizzando solo le nostre facoltà mentali, al momento ancora addormentate.

Alessandro Rodolfo Neri