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Da tutto il mondo le orchidee in mostra per “Orchiday 2025”

Sabato 15 e domenica 16 febbraio presso il Peraga Garden Center di Mercenasco

 

Torna a febbraio una delle fiere di orchidee più prestigiose e grandi d’Italia, dal titolo “Orchiday”, in mostra sabato 15 e domenica 16 febbraio, dalle 9 alle 19, presso il Peraga Garden Center, in via Nazionale 9, a Mercenasco, alle porte di Torino. Aperto a tutti gli appassionati, “Orchiday” è un appuntamento fisso e immancabile, attesissimo, dedicato al fiore più sensuale ed elegante. Le orchidee esposte alla fiera possono essere ammirate e acquistate approfittando dell’opportunità di avere allo stesso tempo e nello stesso luogo tantissimi esemplari differenti provenienti da tutto il mondo, dall’Asia all’America del sud, passando per l’Australia e la Nuova Zelanda. Tra gli esempi più felici, l’orchidea Dendrobium, originaria dell’Asia Orientale, che ha la particolarità di perdere le foglie durante il periodo autunnale, alle Calanthe Sieboldii, con grandi fiori a grappolo, la più spettacolare delle orchidee giapponesi, o ancora la Phalaenopsis Tablo, ramirificata e dai fiori grandi, sempre tra le più eleganti da regalare, oppure la Ludisia Discolor, soprannominata anche Orchidea Gioiello, originaria delle foreste del Sud Est asiatico, molto apprezzata per le sue foglie carnose e maculate, vellutata al tatto e con venature color oro.

Saranno nove gli espositori che porteranno in mostra dagli ibridi più diffusi alle specie più rare e insolite, dalle piante maestose alle orchidee in miniatura, fino alle splendide microorchidee, veri capolavori della natura: Orchideria di Morosolo, di Edmondo Pozzi; Varesina Orchidee di Gioele Porrini; Sughereto; Le orchidee del lago Maggiore; Verde Gioia Orchidee di Andrea Fazio; Piante Pazze di Marco Toffoletti; Non solo orchidee di Detlef Frenzel; Celandroni Ochidee; Carmen Apolo Ecuadorquideas.

Si tratterà di una festa floreale che dura tutto il weekend, a ingresso libero e gratuito, un’occasione per confrontarsi con specialisti ed esperti e scoprire curiosità, aneddoti, trucchi per prendersi cura al meglio di queste meravigliose piante talvolta delicate.

 

Mara Martellotta

Just The Woman I Am 2025 Moncalieri

Torna per la seconda edizione moncalierese la JTWIA, la corsa-camminata a sostegno della ricerca universitaria sulla salute e sul cancro, iniziativa che da anni promuove la prevenzione, i corretti stili di vita, l’inclusione e la parità di genere. 

Investitura di Gianduja e Giacometta a Palazzo civico

Investitura di Gianduja e Giacometta a Palazzo civico. Quest’anno ricorre il centenario della Famija Turineisa e, per la prima volta, Giacometta firma, insieme al notaio e a Gianduja, l’atto di accettazione dell’investitura. Si è raggiunta la parità dei sessi.

Nella seconda parte del video Mario Brusa racconta che cosa successe tra il Re Vittorio Emanuele, che voleva passare in incognito da un ingresso laterale per accedere a Palazzo, e la sentinella Gianduja che presidiava quell’accesso. Il comportamento integerrimo di Gianduja costrinse il Re a rivelarsi e a premiare la guardia che svolgeva il suo compito in modo esemplare.

Guarda il video:

“New Color Lights”, la mostra di abiti realizzati con lo storico “tessuto bandera”

Dalla torinese “Accademia Albertina di Belle Arti” approda al chierese “Museo del Tessile” 

Da sabato 1° a sabato 15 febbraio

Chieri (Torino)

“Nuove Luci Colorate”, in inglese (che fa sempre più fine) “New Color Lights”: si intitola così – e c’è una giusta ragione relativa ai colori utilizzati – la mostra, a ingresso libero, ospitata nella sala polifunzionale del “Museo del Tessile” di Chieri da sabato 1° a sabato 15 febbraio.

Frutto della collaborazione tral'”Accademia Albertina di Belle Arti” e la “Fondazione Chierese per il Tessile”,curata da Vincenzo CarusoValentina Rotundo e Melanie Zefferino, la rassegna arriva nella collinare “Città delle Cento Torri” dopo essere già stata ospitata dal 19 dicembre al 26 gennaio all'”Accademia Albertina di Belle Arti” di Torino ed è un “progetto didattico – espostivo” checomprende 14 abiti realizzati impiegando il cosiddetto “tessuto bandera”, tessuto di fibre naturali (cotone o lino) dalla trama regolare e di antica tradizione torinese. Pesante e resistente, il tessuto fu infatti molto utilizzato dalle corti piemontesi a partire dal XVIII secolo, prodotto nei colori limitati dei bianchi ed ècru, e decorato in allora con ricami a soggetto floreale, detti appunto ancora oggi “ricami bandera”.

14 abiti esposti sono stati realizzati da: Michelle VecchioSofia CrepaldiMarco FiananeseGiulia RinaudiMatilde MilanoYu Yihan, e Zhou Yayin. Ma la realizzazione dell’intero progetto interdisciplinare ha visto coinvolti ben 40 studenti del Corso Biennale di “Progettazione Artistica per l’Impresa”, indirizzo “Fashion Design”, con “l’obiettivo di mettere in atto una sperimentazione di ricerca nell’universo moda per una nuova visione sostenibile”, promossa dall'”Accademia” subalpina presieduta da Paola Gribaudo e diretta da Salvo Bitonti.

Al “Museo del Tessile” di via Santa Clara, a Chieri, sarà possibile ammirare una “capsule collection” di abiti a trapezio, dalla caratteristica forma ad “A”, icona del guardaroba anni Sessanta, abito evergreen ideato dal mitico Yves Saint Laurent, il primo creatore di moda vivente a godere, nel 1980, di una grande retrospettiva del suo lavoro al “Metropolitan Museum” di New York.

Sul “bianco ottico” di questo tessuto in puro cotone, prodotto dalla “Pertile srl” con certificazione “GOTS – Global Organic Textile Standard” (il più importante standard internazionale per la produzione sostenibile di abiti e prodotti tessili, realizzati con fibre naturali da agricoltura biologica, come il cotone e la lana), si innestano gli inserti della stessa stoffa tinta con coloranti naturali nei sette colori dell’arcobaleno, usando tecniche che gli studenti hanno sperimentato nel corso di un workshop al “Museo del Tessile” di Chieri. E, per completare l’opera davvero eseguita mettendo insieme più mani più competenze e più tecniche, gli allievi della scuola di “Cinema, fotografia e audiovisivo” diretti da Fabio Amerio, hanno documentato il work-in-progress del progetto e curato lo shooting fotografico, al quale hanno collaborato anche gli studenti del corso di “Trucco e maschera teatrale” guidato da Arminda Falcione. Gli esiti di questa progettazione artistica “multanime”, ovvero gli abiti e gli elaborati visivi, sono ora esposti in una sorta di mostra “di restituzione”. Che concretamente rivela “le qualità di un’iniziativa tesa a rispondere nei fatti alle istanze per il raggiungimento di obiettivi chiave (SDG – Sustainable Development Goals) dell”Agenda 2030 – ONU’ in termini di sostenibilità dei processi, rispetto dell’ambiente, educazione di qualità, lavoro dignitoso e creativo”.

L’esposizione ha ricevuto il patrocinio della “Città Metropolitana di Torino” e della “Città di Chieri”.

g. m.

“New Color Lights”

“Museo del Tessile”, via Santa Clara 6-10, Chieri (Torino); www.fmtessilchieri.org o www.albertina.academy

Dal 1° al 15 febbraio

Orari: merc. e sab. 15/18; mart. 10/12

Nelle foto: Alcune immagini dello “Shooting” fotografico di abiti in “Rosa”, “Giallo” e “Viola”

Bardonecchia, merenda sinoira per giornalisti sciatori

 

Confagricoltura conduce un viaggio attraverso le eccellenze piemontesi

 

 

Una “valanga” di giornalisti sciatori ha partecipato  lunedì 27 gennaio, al percorso del gusto organizzato da Confagricoltura Piemonte, in collaborazione con l’azienda Uova Fantolino di Fiano (TO), le Aziende vitivinicole Baldi di Burio e Sergio Gozzelino entrambe di Costigliole d’Asti (AT).

 

Confagricoltura rappresenta oltre 200.000 imprese agricole in Italia ed è la più antica associazione agricola del Paese. Volge costantemente la sua attenzione verso la sicurezza degli alimenti che vengono immessi sul mercato e la gestione razionale delle risorse naturali, priorità del nostro settore primario.

 

Un successo per la “Merenda Sinoira” con giardiniera, uova, focacce e pizze calde, torta di nocciola tonda IGP Piemonte deliziati da Moscato d’Asti e Barbera Superiore d’Asti.

Per il settantesimo meeting dello Scij – Sci Club International des Journalistes è stata scelta una location che coniugasse lo sport a un momento di convivio in cui i giornalisti potessero immergersi nella cultura e nelle tradizioni locali.

Ringraziamo per l’ospitalità che ci ha riservato il Villaggio Olimpico di Bardonecchia e le aziende partner per questo evento: hanno coinvolto gli sportivi in un viaggio del gusto che siamo certi abbia lasciato ricordi indelebili” dichiara Enrico Allasia, presidente di Confagricoltura Piemonte al termine del pomeriggio culinario.

 

Dopo aver illustrato le caratteristiche dell’agricoltura regionale e la peculiarità delle aziende agricole (nel 2024 oltre 35 mila), è stato portato un focus sulle attività condotte da donne, oggi il 25,8% di quelle totali. Gabriella Fantolino, insieme con una delle due figlie, Anna, ha portato la sua esperienza: “Da mio padre ho raccolto valori autentici. Il benessere animale è al centro della filosofia aziendale da sempre, con l’obiettivo di offrire ai consumatori prodotti buoni, sani e genuini. Intendo trasmetterli alle future generazioni e stiamo lavorando per migliorarci stando al passo con i tempi”.

 

La settimana dei campionati è solo all’inizio e non poteva che essere un grande debutto!

A Torino torna l’iconico Gelato di Latte Biraghi, simbolo di gusto e tradizione piemontese

Informazione promozionale

L’attesa è finita. Dopo aver chiuso il 2024 con oltre 250 mila vendite, venerdì 31 gennaio il Gelato di Latte Biraghi fa il suo ritorno nella storica boutique in Piazza San Carlo a Torino

A partire da venerdì 31 gennaio, il celebre Gelato di Latte Biraghi sarà nuovamente a disposizione di torinesi e turisti nel negozio di Piazza San Carlo 188. Anche se, per le sue caratteristiche, il Gelato di Latte Biraghi viene tipicamente associato all’estate e ai mesi caldi, sono sempre di più i consumatori che negli ultimi anni hanno dimostrato di amarlo tutto l’anno, anche durante la stagione autunnale e invernale.

Per questo motivo, sarà di nuovo possibile gustare tutta la freschezza del Gelato di Latte Biraghi – e scattare l’immancabile foto che lo immortala con lo sfondo della piazza, usanza
social che sta diventando ormai virale – già a partire dalla fine di gennaio.  “È tutto pronto per il ritorno del nostro storico Gelato di Latte in Piazza San Carlo” dichiara Fabio Benvenuti, Responsabile del Negozio Biraghi di Torino. “Andare incontro alle richieste dei nostri consumatori, che ce lo chiedono tutti i giorni, è del resto uno dei nostri obiettivi principali. Se nel 2024 abbiamo servito più di 250 mila gelati, raggiungendo così un vero e proprio record, nel 2025 ci auguriamo di ottenere risultati ancora più sorprendenti”.

IL GELATO DI LATTE BIRAGHI
Con una storia che inizia negli anni Cinquanta presso lo storico Negozio dell’azienda a Cavallermaggiore, di fianco allo stabilimento produttivo, il Gelato di Latte Biraghi è realizzato con soli tre ingredienti – latte, panna e zucchero – e prodotto fresco ogni ora, con latte proveniente esclusivamente dalle province di Cuneo e Torino, senza emulsionanti, aromi né
stabilizzanti. Venduto presso il punto vendita nel cuore di Piazza San Carlo, vero e proprio punto di riferimento per l’acquisto di eccellenze enogastronomiche piemontesi, oggi il Gelato di Latte Biraghi è ormai uno dei simboli del capoluogo piemontese.

IL NEGOZIO DI PIAZZA SAN CARLO
All’interno della boutique torinese, oltre all’intera gamma di prodotti Biraghi, vi sono più di 1.200 prodotti enogastronomici del territorio. Dai vini ai formaggi, passando per cioccolato e altre ghiottonerie, il Negozio Biraghi presenta una vasta gamma di opportunità per chiunque ami il buon cibo.

ABOUT BIRAGHI
Biraghi Spa, fondata nel 1934, sostiene da sempre la filiera di produzione italiana: raccoglie e lavora circa 465.000 litri di latte al giorno, per un totale di 170 milioni di litri l’anno. Negli stabilimenti di Cavallermaggiore avvengono tutti i processi di raccolta e lavorazione del latte, producendo formaggi e prodotti lattiero caseari senza conservanti: circa 320.000 forme di Gran Biraghi l’anno e circa 200.000 forme di Gorgonzola DOP, oltre a Ricotta e Burro. Dal 2023, è Official Partner delle Nazionali Italiane di Calcio.

La Via del Tè inaugura una nuova boutique nella suggestiva galleria Subalpina

Il 18 gennaio scorso la Via del Tè ha celebrato l’apertura della sua nuova boutique nella suggestiva galleria Subalpina. Costruita nel 1873, dall’architetto Pietro Carrera e inaugurata l’anno successivo, la galleria è un esempio raffinato di architettura ottocentesca, ispirata ai passaggi parigini. Con una lunghezza di 50 metri, una copertura in vetro e ferro battuto e un’altezza che raggiunge i 18 metri, la galleria unisce eleganza storica e modernità, creando un ambiente perfetto per una boutique. Il nuovo punto vendita sostituisce la boutique di via Carlo Alberto, inaugurata nell’ottobre del 2016, con uno spazio più ampio e una maggiore offerta di prodotti. Il negozio è un piccolo gioiello, caldo e accogliente, grazie agli elementi iconici dei negozi La Via del Tè con un delicato arredamento in verde Caledon e la carta da parati della Camellia Sinensis, la pianta del tè, oltre a raffinati mobili in stile Liberty.

Il vero protagonista, tuttavia, è il prodotto. Le varie linee di tè, presentate in eleganti confezioni che si trasformano in veri e propri oggetti d’arredo, arricchiscono l’ambiente con il loro calore e la loro personalità. Nella boutique sarà possibile acquistare una vasta gamma di tè in lattina, filtri e sacchettini, oltre a confezioni regalo, accessori per la preparazione e tè sfuso in foglia intera.

Il concept del negozio è fortemente rappresentato da un fil rouge, fare cultura sul mondo del tè e trasmettere la passione per quella che è più di una semplice bevanda, un rituale, un’esperienza sensoriale sociale e intima, un alleato prezioso per il nostro benessere quotidiano.

Un elemento distintivo è la visione laterale, arricchita da un elegante rosone in vetro realizzato da un artigiano toscano, che riproduce la pianta del tè, l’aromatica, un angolo dedicato ai profumi, con flaconi in vetro contenenti essenze di tè. Un samovar è sempre pronto a offrire un tè di benvenuto a tutti i visitatori, mentre il servizio Take away consente di sorseggiare bevande, tè e tisane passeggiando.

La Via del Tè ha creato una miscela per omaggiare la galleria che la ospita, la miscela Liberty, ispirata al dolce tradizionale piemontese, il bunet al cioccolato . Un mix ricco di tè neri provenienti da India, KKenya e Sri Lanka, arricchiti di bucce di cacao, zucchero cristallizzato, mandorle e fiordaliso bianco, che rievoca il profumo avvolgente del dessert. La miscela sarà disponibile soltanto nello store di Torino sia per l’acquisto sia per l’assaggio.

La Via del Tè è nata a Firenze nel 1961 dall’intraprendenza di Alfredo Carrai che, affascinato dal mondo del tè, ha accettato di introdurre e divulgare il consumo e la cultura di questa antica bevanda, la più bevuta al mondo dopo l’acqua.

 

Mara Martellotta

 

La nuova proposta della caffetteria della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo: Stella Café

Riparte con una proposta completamente rinnovata la caffetteria della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, situata in via Modane 20, a Torino, nell’edificio progettato dall’architetto Claudio Silvestrin, nell’area ex industriale della Fergat. La nuova proposta della Stella Café è stata affidata a POP UP location wow, agenzia di Fabrizio Bocca che gestisce gli spazi eventi più scenografici della città, e prevede un servizio di caffetteria, pranzi, aperitivi e il brunch del weekend ideale per famiglie, coppie e amici. L’idea è quella di creare una proposta continuativa che si adatti a proposte diverse, e che ora la possibilità di prendersi una pausa tra arte e relax, coniugando l’assaggio di qualcosa di buono e la visita alla preziosa collezione della Fondazione. Come tutte le location gestite da POP UP, Stella Café non sarà solo uno spazio aperto al pubblico, ma anche a disposizione per eventi privati, piccole feste, pranzi aziendali, così come sono gli altri spazi della struttura, icona della riqualificazione urbana torinese in chiave artistica. Nel menù inclusivo di Stella Café, oltre alla caffetteria e il bar, adatti a colazioni, merende, pranzi e spuntini, troviamo tra le proposte piatti vegetariani, vegani, menù baby e un ricco brunch nel fine settimana.

La scelta di materie prime, come nella filosofia degli spazi gestiti da POP UP, è già metà dell’opera, sia in termini di ricerca che di lavorazione. Tra le priorità assolute del locale vi è la valorizzazione dei prodotti del territorio. La cucina è affidata al giovane chef Flavio Cumali, con una lunga esperienza in Italia e all’estero. La carta dei vini è stata selezionata con cura per accompagnare ogni tipo d’occasione dalla responsabile del bar e barlady Giulia Giacomelli, la guida di uno staff tutto al femminile con Irina e Aurora. L’apertura è dal martedì al venerdì a pranzo, mentre sabato e domenica il brunch è il grande protagonista, accompagnato dall’offerta dell’aperitivo serale.

Oltre a gustare cibi genuini e sorseggiare drink, gli ospiti potranno prendersi tempo per visitare la collezione della Fondazione e le mostre temporanee in allestimento. Nella sede della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, impegnata dal 1995 a favore dell’arte e della cultura contemporanea, si può disporre di uno spazio polifunzionale che, insieme alla caffetteria, rappresenta un luogo ideale per eventi standing fino a 250 persone, o placée fino a 150 persone, in grado di ospitare meeting, piccoli rinfreschi, incontri riservati e piccole esposizioni. È anche disponibile un’aula auditorium strutturata per un totale di 144 posti più una sala adiacente di 56 posti collegate a circuito chiuso, con la possibilità di collegarsi in videoconferenza. La sala ristorante può ospitare eventi placée fino a 100 persone.

 

Mara Martellotta

Cattive abitudini e relazioni sbagliate con i nostri amici a quattrozampe

DIRITTI DEGLI ANIMALI

Il Garante per i diritti degli animali della Regione Piemonte Paolo Guiso ci parla di temi attuali e problematiche da affrontare.

La Regione Piemonte è stata la prima in Italia a istituire il Garante per i diritti degli animali, con compiti dettagliati nella L.R. n. 6/2010 rappresentando un punto di riferimento per la tutela dei diritti degli animali a livello locale. In ambito nazionale con l’articolo 727 del codice penale la modalità di trattamento degli animali è cambiata e questa norma si è perfezionata e ampliata nel 2004 con la legge 189 che ha introdotto il principio delle “condizioni incompatibili” con la loro etologia ovvero situazioni contrarie alla loro natura e produttive di grandi sofferenze.

Le funzioni ricoperte del garante sono diverse come, ad esempio, la ricezione di segnalazioni e reclami da parte di cittadini o associazioni che desiderano comunicare atti lesivi nei confronti degli animali, la trasmissione ufficiale alle autorità giudiziarie di quelli che possono configurarsi come reati, la diffusione delle norme locali, regionali e internazionali relative alla tutela degli animali e , infine, eventuali suggerimenti sull’adozione di provvedimenti da adottare alla Giunta e al Consiglio regionale, ma anche al Comune. Altre attività importanti che svolge questo ente è l’analisi delle condizioni degli animali, la mappa dei servizi dedicati agli animali.

Paolo Guiso, medico veterinario di Moncalieri, che dal 2022 ricopre la carica di Garante per i diritti degli animali della Regione Piemonte, ci spiega quali sono i temi e le problematiche che affronta quotidianamente questa importante figura istituzionale “il Garante si occupa di tutti gli animali e non solo di quelli domestici da compagnia. Se si osserva la città dall’alto si possono vedere quegli animali che vengono denominati sinantropi, ovvero quelle specie che vivono vicino all’uomo, ma che non sono propriamente integrati nella vita degli esseri umani come i topi, i piccioni, i gabbiani, le nutrie, gli scoiattoli grigi, i cinghiali e i lupi che sono aumentati nel corso del tempo anche a causa del Covid che a causa delle restrizioni ha lasciato loro maggiore campo libero”.

Questi animali sono alla ricerca di cibo e vengono a cercarlo, soprattutto la notte, proprio nei centri abitati trovando dei veri e propri ristoranti, per esempio, tra l’immondizia che purtroppo viene lasciata in strada. Questo fenomeno, a cui non si era abituati, può creare problemi sanitari che devono essere tenuti sotto controllo attraverso l’analisi delle condizioni di salute delle vare specie. Un altro problema che è al centro dell’attenzione e della discussione è il tema dell’accattonaggio con gli animali, cani perlopiù, purtroppo non ancora risolto a causa di una norma perentoria che punisca chi li utilizza per fare soldi. Guiso chiosa “dovrebbe essere genericamente vietato accattonare con gli animali con un’unica condizione che è quella di proteggere coloro che li posseggono come animali da compagnia e affezione, che sfortunatamente sono finiti in strada per motivi personali e che spesso rinunciano ad andare nei rifugi o negli ospedali per non lasciarli. È assolutamente necessario proteggere questa categoria di persone che hanno con l’animale un rapporto di affezione”.

Un altro argomento molto interessante di cui ci parla il garante è di un fenomeno piuttosto recente ovvero il rapporto anomalo che si sta instaurando con gli animali domestici “gli animali hanno il loro modo di vivere, non hanno le nostre stesse abitudini. Si pensa che il rapporto affettivo con loro sia reciproco e vissuto con le stesse modalità, ma non è così. Molto spesso riversiamo sui nostri compagni di vita la tendenza a volere esercitare il controllo, decidiamo cose per loro di cui in realtà non hanno voglia né bisogno come decorarli o fargli la festa di compleanno. È un tema che sempre di più sta interessando la psicologia e la psichiatria perché’ un rapporto in cui l’uomo decide per l’animale in tutto e per tutto ignorando le sue esigenze reali può essere sintomo di disagio per il padrone e procurare disturbi comportamentali all’animale”.

MARIA LA BARBERA