Le torte salate sono apprezzate per la loro versatilità. Molto facili e veloci da preparare sono ottime servite tiepide o fredde, stuzzicanti e fantasiose
Ideali per un aperitivo con amici, una cena veloce, un antipasto o un pic nic, le torte salate sono molto apprezzate per la loro versatilita’. Molto facili e veloci da preparare sono ottime servite tiepide o fredde, stuzzicanti e fantasiose. Un must per tutte le stagioni.
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Ingredienti:
2 rotoli di pasta sfoglia rotonda
½ kg. di spinacini freschi
1 fetta di prosciutto cotto (100gr.)
250gr. di ricotta piemontese
100gr. di taleggio
1 uovo intero, 4 tuorli
1 spicchio di aglio
50gr.di parmigiano grattugiato
sale, pepe,burro, noce moscata q.b.
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Lavare gli spinacini, saltarli in padella con una noce di burro e l’aglio, lasciar raffreddare. In una ciotola mescolare il prosciutto e il taleggio tagliati a dadini, aggiungere il parmigiano, l’uovo intero, gli spinacini, sale, pepe e un pizzico di noce moscata. Stendere la pasta sfoglia in una teglia rotonda foderata di carta forno,bucherellare il fondo, disporre il ripieno, coprire con la ricotta, fare 4 fossette in ognuna delle quali sistemare il tuorlo. Coprire con la sfoglia rimanente, saldare bene i bordi, spennellare con poco latte e cuocere in forno per 35-40 minuti a 200 gradi. Servire tiepida.
Paperita Patty











Una visione che racconta perfettamente il suo modo di vivere questo incarico: guidare significa mettere la propria esperienza e parte del proprio tempo al servizio degli altri, creare entusiasmo, costruire relazioni e far sentire ogni socio parte integrante di una grande famiglia.
L’estate, dunque, non è solo un periodo climatico, ma rappresenta un momento di pausa condiviso che risponde al bisogno umano di rigenerarsi, di pacificare il proprio interno con quello che lo circonda; si vive una sorta di apertura nei confronti dell’esterno, ma anche un momento di riflessione sul piano interiore; ci si scopre, le relazioni sociali si fanno più intense, ma si saggia, allo stesso tempo, una pausa dalle attività lavorative e di studio come un intervallo per rinascere.
Il bisogno di staccare, inoltre, non è solo psico-fisiologico, corrisponde infatti ad usanze e riti culturali e antropologici consueti nel passato. Le ferie, come le conosciamo oggi, sono un’invenzione recente, nell’antichità, i momenti di sospensione del lavoro erano spesso connessi al calendario agricolo e religioso; la “festa” era un tempo sacro, dedicato al rinnovamento collettivo. In molte culture tradizionali, esistono ancora pratiche legate al riposo rituale: basti pensare alla siesta nei paesi caldi, ai digiuni cerimoniali, ai periodi di ritiro spirituale, tutti modi per legittimare tempo “improduttivo”. In questo periodo liminale, le regole si sospendono, i ruoli sfumano, ci si trova a metà tra la pausa e la trasformazione, si ferma l’ordinario per cercare lo straordinario.