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Cerretto Langhe è tornato per un giorno nel medioevo

La prima edizione del Calendimaggio

Domenica 3 maggio Cerretto Langhe è tornato per un giorno nel medioevo con la prima edizione di Calendimaggio, il grande evento volto a celebrare il ritorno della bella stagione.
La manifestazione, magistralmente organizzata dal Comune, in collaborazione con la Pro Loco, il Borgo Santa Rosalia di Alba e l’Associazione Internazionale Regina Elena Odv, ha avuto come tema l’800° anniversario della nascita di Caterina da Marano, consorte del Marchese Giacomo Del Carretto.
Il borgo, i cui edifici in pietra sono stati interessati da importanti lavori di recupero attualmente in corso di ultimazione, si è trasformato in un villaggio medievale, con i vessilli dei Del Carretto che sventolavano dai balconi.
La manifestazione, patrocinata dal Consiglio Regionale del Piemonte, dalla Provincia di Cuneo e dal Comune di Cerretto, ha visto la partecipazione di ben 120 cerrettesi in costume, ai quali si sono aggiunti i figuranti dei seguenti gruppi storici: “Borgo Vecchio” di Avigliana; “I Signori di Rivalba” di Castelnuovo Don Bosco; “I Marchesi Paleologi” di Chivasso; “Associazione Culturale Corte Fieschi Casella Vallescrivia” di Genova; “Bernardo di Baden” di Moncalieri e “I Signori del Medioevo da Torino”. I figuranti sono stati presentati dall’attore Ettore Cappelli.
I numerosi partecipanti si sono ritrovati alle ore 10,15 davanti alla casa dei Del Carretto, oggi tornata agli antichi splendori, dove si sono esibiti gli sbandieratori del Borgo Santa Rosalia di Alba.
Flavio Borgna, Sindaco di Cerretto Langhe, nel suo intervento ha dichiarato che “
E’ da settimane che la nostra comunità lavora per preparare le bandiere, gli stemmi (…). Vogliamo oggi ricordare l’ottocentesimo anniversario della nascita di Caterina da Marano, che sposò poi Giacomo Del Carretto ed ebbero come figlia Aurelia, che diventò la prima Signora di Monaco e poi ripercorrere con questa fiumana di persone colorate il nostro centro storico, che è rimasto per anni abbandonato e che sta riprendendo ora uno speciale splendore”.
Ha quindi preso la parola Massimo Antoniotti, Vice Presidente della Provincia di Cuneo, per il quale “
Cerretto Langhe rappresenta un po’ tutti i nostri piccoli Comuni della Langa, a dimostrazione del fatto che il nostro territorio ha saputo fare un percorso di crescita, non solo sempre enogastronomia, ma oggi con tutte le rappresentazioni delle famiglie nobiliari del Piemonte e non solo, con i tanti figuranti e i tanti stemmi, è veramente un giorno importante per noi, rappresenta una crescita di un percorso che sta iniziando, che sta andando avanti e grazie al sindaco e ai tanti sindaci e amministratori presenti qua sulla piazza stiamo portando avanti come territorio”.
Alberto Cirio, Presidente della Regione Piemonte, dopo aver ringraziato i tanti figuranti e Carla Vaschetto, Presidente del Borgo Santa Rosalia di Alba, si è congratulato con il Sindaco Flavio Borgna, “
perché noi stiamo oggi facendo una giornata di festa, in cui il paese, i nostri vini e la nostra enogastronomia ci faranno da contorno, ma stiamo anche riscoprendo la nostra storia, riscoprendo la nostra identità e riscoprire la nostra storia e la nostra identità è un valore assolutamente importantissimo, che non dobbiamo dimenticare” ed ha concluso ringraziando i figuranti “perché sono tutti volontari che nella loro vita, non solo oggi, ma tante domeniche, sabati, giorni festivi, decidono di vestire l’immagine della loro storia (…) perché il modo migliore per dimostrare che amiamo il nostro Piemonte, che amiamo i nostri paesi, è quello di dedicarci ai nostri paesi” e Franco Graglia, il Vice Presidente del Consiglio Regionale, “perché la Regione ha stanziato risorse importanti per il sostegno alle proloco, ma poi ci vuole sempre qualcuno che se ne occupi e Franco si occupa con attenzione dei territori e quindi credo che tutti insieme possiamo essere una buona squadra a servizio della nostra comunità e della nostra meravigliosa storia italiana”.

Successivamente i figuranti hanno sfilato fino all’ottocentesca Chiesa Parrocchiale della Santissima Annunziata, progettata dal celebre architetto Giovanni Battista Schellino di Dogliani in stile neogotico ed edificata dove sorgeva una prima chiesa risalente al XIII secolo.
A guidare il corteo sono stati i cerrettesi che hanno impersonato i personaggi principali:
il Marchese Giacomo Del Carretto con la consorte Caterina da Marano; la loro figlia Aurelia con il secondo marito Francesco Grimaldi, il figlio di primo letto Ranieri I e la sua prima consorte e zia materna Selvatica; Enrico III di Novello, un altro figlio di Giacomo e Caterina, con la consorte Eleonora di Saluzzo, il loro figlio Giacomo con la moglie Eliana e Antonio, primogenito di questi ultimi, con il secondogenito Tete, capostipite dei Del Carretto di Gorzegno.
Dopo la S. Messa celebrata da Don Franco Ciravegna, i figuranti hanno sfilato lungo l’anello del centro storico, fino al Salone Comunale, dove si è tenuta una solenne cerimonia aperta da un bellissimo video su Cerretto Langhe e dal discorso del Sindaco Flavio Borgna, il quale ha affermato che “
questo evento ha visto la partecipazione incredibile del paese, con tantissime persone impegnate per settimane a preparare costumi, bandiere, stemmi che poi avremo disponibili in altre occasioni (…) ne approfitto soprattutto per ringraziare Andrea Carnino, che con i suoi studi ci ha portato all’inserimento nei Siti Storici dei Grimaldi di Monaco, dove sono presenti cinquanta Comuni. Lo ringraziamo per la passione che ci mette, per la passione disinteressata e infinita e anche per la pazienza, grazie davvero Andrea, insieme a lui ringraziamo l’Associazione Internazionale Regina Elena Odv”.
Silvia Molino, Assessore alla Cultura di Castelvecchio di Rocca Barbena (SV) e Fiduciario per la Provincia di Savona del Sodalizio, che per l’occasione ha sfilato insieme al Gruppo Storico “I Signori di Rivalba” di Castelnuovo Don Bosco, impersonando Bianca di Savoia, consorte di Galeazzo II Visconti, co-Signore di Milano, ha affermato che “
oggi ho visto tanti bambini, ho visto nuove generazioni, nuove leve, questo è l’esempio più bello che voi potevate dare, un esempio di coesione, di bellezza, di cultura, di tradizioni per il nostro futuro. (…) voi siete veramente un faro di bellezza, di luce per il futuro, soprattutto per chi verrà dopo di noi, perché il mondo non finisce con noi, le nuove generazioni raccoglieranno quello che noi gli stiamo dando e io spero che le nuove generazioni possano raccogliere la vostra bellezza, la vostra cultura, la vostra passione e l’amore per il territorio che avete dimostrato oggi e sempre”.
Dopo i saluti di Christian Rocco, Consigliere di Novello (CN); Bruno Terreno, Sindaco di Clavesana (CN) e Roberto Cavallo, Assessore all’ambiente, attività produttive, commercio e agricoltura del Comune di Alba, lo scrivente nel suo intervento ha fatto scoprire ai numerosi presenti la figura di Caterina da Marano e la storia del Marchesato di Gorzegno.
Caterina nacque nel 1226 dall’amore tra l’Imperatore dei Romani Federico II di Svevia e la sua prima amante Adelaide di Urslingen. Nel 1247 sposò prima a Cremona e poi nella cappella del Castello di Saliceto il Marchese Giacomo Del Carretto, il quale regnava su un feudo che da Finale Ligure andava fino quasi ad Alba. Dalla loro unione nacquero cinque figli, tra i quali Aurelia, che nel 1272 sposò Lanfranco Grimaldi, Vicario Imperiale in Provenza. Essi furono i genitori di Ranieri I. Rimasta vedova nel 1293, due anni dopo Aurelia si risposò con Francesco Grimaldi, cugino di suo marito.
Francesco la notte dell’8 gennaio 1297 insieme al figliastro Ranieri I, travestito da monaco francescano, conquistò la Rocca di Monaco, fatta costruire dai genovesi nel 1215, diventandone il primo Signore. I due regnarono insieme fino al 10 aprile 1301 quando Monaco tornò genovese. Sarà Carlo I, figlio di Ranieri I, a riconquistare la Rocca il 12 settembre 1331 e a diventarne il suo primo Signore sovrano.
Il Marchese Giacomo Del Carretto si spense nel 1268, sua moglie Caterina da Marano nel 1272.
Il 21 ottobre 1268 i loro tre figli maschi nel Monastero di Santo Stefano di Millesimo si spartirono i possedimenti paterni: Enrico III ereditò le valli del Tanaro e del Belbo e fu il capostipite dei Del Carretto di Novello; Corrado fu il capostipite dei Del Carretto di Millesimo e Antonio di quelli di Finale Ligure. Da Carlo, nipote di quest’ultimo, si originò il ramo di Zuccarello.
Enrico III da sua moglie Eleonora di Saluzzo, figlia del Marchese di Saluzzo Tommaso I, ebbe Giacomo, che sposò la sua lontana cugina Eliana. Dall’unione di questi ultimi nacque Antonio, il cui primogenito Francesco portò avanti il ramo di Novello, mentre il secondogenito Tete fu il capostipite dei Del Carretto di Gorzegno, il cui marchesato comprendeva anche Cerretto Langhe Albaretto della Torre, Arguello, Borgomale; Cravanzana; Levice; Monesiglio; Niella Belbo, Serravalle Langhe e San Benedetto Belbo. Il Marchesato di Gorzegno rimase un feudo imperiale fino al 1735, quando venne inglobato nel Regno di Sardegna.
Francesco Giovanni Del Carretto Marchese di Gorzegno, nel 1692 sposò la Marchesa Cristina Girolama Coardi, vedova del Conte Carlo Roero di Moncrivello e i loro discendenti portarono il titolo di Marchesi di Gorzegno e Moncrivello. Il casato esiste ancora oggi.
Ha concluso il Marchese Roberto Giordano Icheri di San Gregorio Del Carretto di Balestrino, il quale ha affermato che “
per me è abbastanza inusuale trovarmi in compagnia dei miei antenati nella stessa sala in una domenica di primavera. Mi fa molto piacere e vi ringrazio per essere qua (…) queste manifestazioni aprono belle finestre sul nostro passato, delle finestre interessanti e molto ben documentate. Questo è importante perché noi oggi siamo il risultato dei nostri antenati, di quelli che ci hanno preceduto, siamo la loro sintesi in tanti modi e questa consapevolezza secondo me è importante perché ci può aiutare a guardare il futuro in modo più tranquillo e più sereno. Non sono solo una festa di paese o una sagra, ma sono veramente qualcosa di più sul quale vale la pena ritornare con il pensiero”.
All’evento hanno presenziato anche Massimo Gula Presidente Gal Langhe Roero Leader; Mario Canova componente del Consiglio di amministrazione della Fondazione CRC; la Marchesa Mara di Balestrino, consorte del Marchese Roberto e le seguenti autorità: Luca Borgna, Sindaco di Albaretto della Torre (CN); Daniele Galliano, Sindaco di Bormida (SV); Ettore Secco, Sindaco di Bosia (CN); Gabriele Molinari, Sindaco di Castelletto Uzzone (CN); Bruno Terreno, Sindaco di Clavesana (CN); Piercarlo Biestro, Sindaco di Feisoglio (CN); Marco Pallaro, Sindaco di Novello (CN); Giovanni Genta, Sindaco di Saliceto (CN); Claudio Cavallo, Sindaco di Stellanello (SV); Franco Aledda, Sindaco di Rodello (CN); Elisa Casetta, Vice Sindaco di Bossolasco (CN); Cristina Gonella, Vice Sindaco di Perletto (CN); Francesca Manfrino, Consigliere di Bardineto (SV); Dario Sandri, Consigliere di Benevello (CN) e Fabio Busca, Consigliere di Lequio Berria (CN).
L’Associazione Internazionale Regina Elena Odv è stata rappresentata dal Vice Segretario Amministrativo Nazionale, accompagnato dal Fiduciario della Provincia di Savona, dai Delegati nazionali Alfio Torrisi e Carmen Cadar, dal Fiduciario di Chivasso Silvano Borca accompagnato dalla consorte e da soci.
Questa manifestazione è stata resa possibile grazie al grandissimo impegno di Silvana Zandrino e Alessandro Marletta, i quali hanno magnificamente curato la realizzazione degli scudi, delle bandiere e dei vestiti dei figuranti, coordinando la sfilata.
Un grande ringraziamento è andato anche a Carla Vaschetto, Presidente del Borgo Santa Rosalia di Alba, che ha messo a disposizione tutto il materiale del suo borgo ed ha lavorato con Alessandro e Silvana sere e sere per provare i vestiti, dando una disponibilità totale e alla Pro Loco di Cerretto Langhe per la calorosa accoglienza ed il grande pranzo di chiusura organizzato nel cortile della chiesa parrocchiale.

ANDREA CARNINO

Nuova vita per lo storico bar Norman

Ha riaperto pochi giorni fa a Torino il Bar Norman, locale simbolo del centro cittadino rimasto chiuso per alcuni mesi in seguito a vicende legate alla precedente gestione.

Situato sotto i portici di via Pietro Micca, angolo piazza Solferino, il bar riparte oggi con nuovi gestori, con l’intento di ridare slancio all’attività conservandone il carattere storico ma introducendo anche elementi di novità nell’offerta.

Il Norman rappresenta da sempre molto più di un semplice caffè: è un luogo legato alla storia torinese e, secondo la tradizione, proprio qui nel 1906 venne fondato il Torino Football Club. Negli anni è diventato un punto di riferimento per incontri, pause e momenti di socialità.

Al via il 43° Palio Storico dei Borghi di Avigliana

Sabato 9 maggio alle ore 18 presso la Sala Consiliare del Comune di Avigliana si terrà il primo degli eventi legati al 43° Palio Storico dei Borghi di Avigliana, la grande manifestazione che ricorda il passaggio in città nel 1389 di Valentina Visconti, figlia di Gian Galeazzo, Signore di Milano, diretta a Melun, dove avrebbe conosciuto il suo sposo Luigi di Valois-Orléans, fratello minore del Re di Francia Carlo VI.
I Capi dei borghi storici di Avigliana presteranno il solenne Giuramento dinanzi al Conte di Savoia Amedeo VII detto “il Conte Rosso”, legando il proprio onore al destino della vittoria.
Verrà inoltre svelato il Drappo del Palio 2026.
Successivamente nel Giardino delle Donne ci sarà lo spettacolo degli Sbandieratori e Musici della Città di Avigliana.
Seguirà un rinfresco.
Il prossimo appuntamento legato al Palio sarà sabato 23 maggio alle ore 20 in Piazza Conte Rosso, dove si terrà la Cena del Canapo, accompagnata da spettacoli di giocoleria, musica ed intrattenimento. Durante la serata verranno eletti Miss e Mister Palio 2026.

Valli in vetrina a Ceres con Gianduja e Giacometta

Sindaci, amministratori, Gianduja e Giacometta della Famija Turinèisa e cittadini si sono così ritrovati giovedì 30 aprile nel Piazzale Grande Torino per l’inaugurazione dell’appuntamento tradizionale ceresino che ogni anno accoglie migliaia di visitatori.
≪Le Valli di Lanzo non sono solo un luogo, ma un modo di vivere. Sono fatte di lavoro, tradizioni e legami che resistono. nel tempo. Qui ogni gesto racconta una storia e ogni prodotto porta con sé un’identità. E’ questo amore per il territorio che oggi celebriamo insieme≫ così il primo cittadino di Ceres, Davide Eboli, ha aperto la dodicesima edizione di Le Valli in Vetrina.
«Con oggi si inaugura la dodicesima edizione di quello che è ormai diventato a tutti gli effetti un evento atteso e, di anno in anno, sempre più seguito – ha sottolineato il sindaco – una vetrina per le attività e i produttori del territorio. Sono proprio loro, infatti, gli espositori, la vera forza di questa manifestazione. Un grazie particolare va a tutte le associazioni, alla Pro loco, ai volontari per il loro fondamentale contributo e a Patrizia Borghesio che si occupa dell’allestimento della fiera».
Hanno poi preso la parola Jacopo Suppo, vicesindaco della Città Metropolitana di Torino, che ha ricordato Marmorito, il paese d’origine di suo nonno, lo stesso di don Celestino, il parroco che per anni è stato un elemento portante della comunità valligiana.
Poi l’intervento di Fabrizio Ricca, assessore regionale allo sport, Gian Luca Vignale, assessore regionale Personale, organizzazione e patrimonio e il comandante dei Carabilieri. Tutti hanno sottolineato l’importanza di sostenere e valorizzare il territorio valligiano, i suoi cittadini, le sue risorse naturalistiche, le potenzialità dell’offerta turistica e i suoi prodotti d’eccellenza che, dopo il taglio del nastro, è stato possibile assaporare. Gli espositori proporranno le loro creazioni e i loro articoli fino a domenica 3 maggio, fra mercatini hobbistici, laboratori creativi, musica, presentazione di libri e serate danzanti.
La serata  si è chiusa con il servizio eccellente di ristorazione che rimarrà aperto per tutta la kermesse e del divertimento con la serata di cabaret in compagnia di Marco e Mauro.
Franca Giusti

La tradizione del mughetto il Primo maggio

Il mughetto è una pianta perenne che produce profumatissimi fiorellini bianchi, molto utilizzata nei bouquet dalle spose, in quanto portatrice di felicità e fortuna.
Il suo nome scientifico è convallaria e deriva dal latino
convalis, che significa vallata.
Questo fiore, da sempre associato alla Festa Internazionale dei Lavoratori, cresce infatti spontaneo nelle piccole valli, nei boschi o sulle colline. L’appellativo mughetto deriva dal francese
moguete, che significa profumo di muschio.
Si tratta di un’erbacea perenne appartenente alla famiglia delle asparagaceae, che ha radici rizomatose striscianti, le quali generano piccoli cespugli alti circa 20 cm, composti da steli erbacei inguainati da foglie di colore verde brillante. Le foglie basali sono ovali-lanceolate, larghe 2-4 cm ed appuntite; quelle cauline sono invece prive di picciolo. La superficie della lamina fogliare è glabra, liscia, di colore verde chiaro, con numerose nervature parallele convergenti nell’apice appuntito. I fiori, campanulati e bianchi, sono riuniti in una piccola spiga pendula. Per ogni racemo si possono contare da 5 a7 fiorellini profumatissimi.
In Italia il mughetto cresce spontaneo nei boschi delle Prealpi e fiorisce tra la fine del mese di aprile e l’inizio di maggio.
Da sempre è considerato sinonimo di felicità che ritorna e portafortuna. Nella mitologia latina rappresentava la speranza e durante i riti sacri se ne regalavano tre rametti in segno di amicizia.
Secondo una leggenda San Leonardo dovette combattere contro il demonio, vinse, ma la lotta fu difficile e le gocce del suo sangue cadute sul terreno si trasformarono in bianchi campanellini.
Oggi nel linguaggio dei fiori il mughetto è simbolo di verginità, innocenza, buona fortuna e civetteria.
Ma perché è associato al Primo maggio?
Per i celti questa data rappresentava l’inizio della prima metà del loro anno ed in questo giorno si regalavano mughetti in segno di amicizia.
Nel medioevo il Primo maggio indicava l’inizio del mese dei fidanzamenti; venivano organizzati balli per tutte le giovani in età da marito e le donne si vestivano di bianco, mentre gli uomini portavano un mughetto all’occhiello del vestito.
Nel rinascimento questo fiore veniva regalato il primo giorno del mese di maggio come amuleto portafortuna.
In Francia la tradizione di regalare mughetti il Primo maggio venne introdotta nel 1561 da Re Carlo IX, penultimo sovrano della Dinastia Valois e fu rinnovata nel 1895, quando, il primo giorno del mese di maggio, il chansonnier Félix Mayol, giunto a Parigi alla stazione ferroviaria di Saint-Lazare, fu omaggiato con un mughetto dalla sua amica Jenny Cook. L’artista si presentò in scena col mughetto sulla lunga giacca e fu un successo.
Ad inizio Novecento nella capitale francese il Primo maggio gli stilisti offrivano un mazzetto di questo fiore alle proprie operaie ed ai clienti. Si diffuse quindi l’abitudine di andare a cogliere i mughetti nei boschi, per poi venderli nelle strade parigine senza pagare tasse. Dal 1889 questa giornata è universalmente riconosciuta come il Giorno della Festa del Lavoro e nel 1976 il mughetto ha rimpiazzato la rosa all’occhiello dei manifestanti.
In Francia e in molti Paesi francofoni il Primo maggio si celebra anche la Festa del Mughetto, il cui scopo è di celebrare la primavera; per le strade delle città e paesi chiunque può vendere questo fiore, l’importante è stare a 50 metri da un fioraio. Attualmente in Francia la città che ospita la maggior vendita e produzione di mughetto è Nantes.
Questo fiore è diventato ancor più popolare negli anni Cinquanta, quando lo stilista Christian Dior lo usò per adornare una sua linea di abiti da sera.
Il mughetto, insieme al fiordaliso, era molto amato dall’Imperatrice Elisabetta d’Austria, detta “Sissi”.
Secondo le antiche credenze popolari con il suo inebriante profumo si poteva rinforzare e migliorare la memoria ed il cervello
Questa pianta contiene infatti glicosidi cardioattivi, ovvero molecole che opportunamente preparate sono di aiuto in caso di debolezza del muscolo cardiaco.
Il mughetto può essere usato contro la pressione alta, il mal di testa e la tachicardia poiché svolge un’azione cardiotonica, antispasmodica, ma anche diuretica e purgativa.
Si tratta però di una pianta velenosa, da usare sotto stretto controllo medico e non deve mai essere oggetto di cure fai da te.

ANDREA CARNINO

Le Valli in Vetrina, gusto e tradizione

Gianduja e Giacometta della Famija Turineisa daranno il benvenuto al pubblico di Le Valli in Vetrina 2026, giovedì 30 aprile h 18 alla presenza del Sindaco e delle autorità. A seguire apertura degli stand espositivi con i prodotti tipici locali e tanta musica. Dalle 22 Marco e Mauro animeranno la serata.

Sabato 2 e domenica 3 maggio dalle 15 alle 18 aprirà al pubblico il Museo delle Genti in Piazza Municipio 12 .

L’esposizione del Museo porta alla luce la cultura e il territorio locale, riscoprendone le tradizioni passate e gli antichi mestieri attraverso gli oggetti d’uso quotidiano e gli attrezzi da lavoro, in un itinerario che è stato suddiviso in diversi temi: Le Valli di Lanzo, la Gente, l’Agricoltura e la Pastorizia, il lavoro Artigianale, la Flora, la Fauna e la Mineralogia. Domenica 3 maggio alle 10,30 si potrà assistere alla sfilata in abiti storici con la Corte di Margherita di Ciriè e i suoi Tamburini. Inoltre alle 17 grande spettacolo degli Sbandieratori di Ciriè presso la Pizza del Municipio.

Molto più di una insalata di patate

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Un secondo fresco e sempre adatto

 Una preparazione semplice e sfiziosa che potete personalizzare secondo i vostri gusti per un piatto sempre diverso.
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Ingredienti:
3 grosse patate
1 scatoletta di tonno sott’olio
4 cucchiai di maionese
1 limone
1 pizzico di curcuma (facoltativo)
1 fetta spessa di prosciutto di Praga
Sale, pepe, prezzemolo o basilico
***
Pelare le patate, tagliarle a bastoncini e cuocerle a vapore.
Frullare il tonno, mescolare alla maionese, aggiungere il succo del limone, il sale, il pepe, e la curcuma. Tagliare a listarelle il prosciutto privato dell’eventuale grasso, unirlo alle patate, aggiungere la salsa tonnata ed il prezzemolo. Mescolare con cura. Servire freddo guarnito con fette di limone.

Paperita Patty

Cerretto Langhe tornerà per un giorno nel medioevo

Domenica 3 maggio

Domenica 3 maggio il Comune di Cerretto Langhe, perla dell’Alta Langa, si paveserà a festa per celebrare il Calendimaggio, un’antica tradizione volta a festeggiare il ritorno della bella stagione.
La manifestazione è organizzata dal Comune, in collaborazione con la Pro Loco, l’Associazione Internazionale Regina Elena Odv e il Borgo Santa Rosalia di Alba. Avrà come tema l’800° anniversario della nascita di Caterina da Marano, consorte del Marchese Giacomo Del Carretto e mamma di Aurelia, diventata per matrimonio la prima Signora di Monaco. E’ proprio da Aurelia che discende S.A.S. il Principe sovrano Alberto II.
Il borgo, dove sono in corso di ultimazione importanti lavori di recupero di tutte le vecchie case in pietra, per un giorno tornerà nel medioevo, con figuranti, bandiere e stemmi nobiliari.
La giornata inizierà alle ore 10,15 in Piazza Michele Ferrero, dove si terrà lo spettacolo degli sbandieratori del Borgo Santa Rosalia di Alba. Seguirà la sfilata storica con 120 cerrettesi in costume medievale, insieme ai figuranti dei seguenti gruppi storici: “Marchesato di Clavesana”; “I Signori del Medioevo da Torino”; “I Marchesi Paleologi” di Chivasso; “Borgo Vecchio” di Avigliana; “I Signori di Rivalba” di Castelnuovo Don Bosco; “Associazione Culturale Corte Fieschi Casella Vallescrivia” di Genova e “Bernardo di Baden” di Moncalieri.
La parata raggiungerà l’ottocentesca Chiesa Parrocchiale della Santissima Annunziata, dove verrà celebrata la S. Messa. Al termine della funzione religiosa i figuranti sfileranno lungo l’anello del centro storico.
Successivamente, all’interno del Salone Comunale si terrà una solenne cerimonia, durante la quale, dopo i discorsi delle autorità, il giornalista e divulgatore storico Andrea Carnino farà scoprire ai presenti la figura di Caterina da Marano, il legame di Cerretto Langhe con i Grimaldi di Monaco e la storia del Marchesato di Gorzegno.
Tutta la manifestazione sarà ripresa dal noto regista Andrea Icardi.


710 cuori, un solo passo: la Hope Color Camminata Clown di Cirié

 

 

Colori, sorrisi, emozioni, nuovi legami: la camminata di domenica 26 aprile

organizzata da Wolontari Clown e Hope Running con il patrocinio della Città

di Cirié ha unito un’intera comunità e ha permesso una donazione importante

al Reparto di Otorinolaringoiatria dell’Ospedale di Cirié

Domenica 26 aprile a Cirié non si è svolta solo una camminata. È successo qualcosa di più profondo,

qualcosa che va oltre i numeri, oltre i colori, oltre la festa: 710 persone hanno scelto di esserci. Di

camminare fianco a fianco, di sentirsi parte di qualcosa di grande e unico. In un’epoca in cui tutto corre

veloce e spesso si rischia di sentirsi soli anche in mezzo agli altri, questo gesto ha un valore immenso.

La Hope Color-Camminata Clown è stata un’esplosione di energia, certo. Colori, musica, sorrisi. Ma

sotto tutto questo c’era qualcosa di ancora più forte: una rete invisibile fatta di relazioni vere, di sguardi

complici, di mani che si cercano e si trovano. Perché è proprio qui che nasce la bellezza di giornate

come questa: nell’amicizia che si rafforza passo dopo passo, nell’empatia che ci permette di

riconoscerci negli altri. Persone diverse, con storie diverse, che per qualche ora hanno condiviso lo

stesso ritmo, lo stesso desiderio di esserci, lo stesso entusiasmo.

La Hope Color-Camminata Clown è diventata così molto più di un evento: la prova concreta che quando

si sceglie di guardarsi negli occhi, di ascoltarsi e di camminare insieme, si può creare qualcosa distraordinario. In mezzo ai colori, alla musica e all’entusiasmo, si è vista la bellezza autentica delle

relazioni umane: quella che nasce dalla condivisione, cresce nella solidarietà e si rafforza nel prendersi

cura gli uni degli altri. Forse è proprio da qui che si costruisce il futuro:

da piccoli gesti che provocano grandi emozioni, da comunità che scelgono ogni giorno di esserci

davvero.

In piazza Castello e lungo il percorso nel cuore di Cirié, tra risate e momenti emozionanti, si è vista una

comunità viva. Una comunità che non resta a guardare, ma che sceglie di partecipare, di costruire, di

sostenersi. E in questo, i giovani hanno dimostrato ancora una volta una sensibilità straordinaria: la

capacità di trasformare un’idea in un’esperienza concreta e un evento in un ricordo che lascia il segno

per davvero.

Il momento della consegna dell’assegno simbolico di 6mila euro con il ricavato della raccolta fondi a

Fulvio Vico, Direttore del Reparto di Otorinolaringoiatria dell’Ospedale di Cirié, e a Gianpiero Casassa,

Coordinatore del Reparto, è stato il simbolo più potente: un gesto che racconta quanto l’unione possa

davvero fare la differenza. Non solo per ciò che si realizza, ma per il modo in cui lo si realizza: insieme.

I Wolontari Clown e la Hope Running a Cirié hanno dimostrato che l’amicizia e l’empatia non sono

valori astratti, ma forze reali, capaci di cambiare le cose. E forse è proprio da qui che si costruisce il

futuro: da persone che scelgono di esserci, di ascoltare, di tendere una mano, di sognare in grande e poi

farlo diventare realtà. Perché alla fine, ciò che resta non è solo ciò che si fa, ma come lo si fa: insieme.

Pietro Martinetto, presidente dei Wolontari Clown, è al settimo cielo: “La Hope Color-Camminata

Clown si può descrivere con una sola parola: incredibile. È stato incredibile vedere Piazza Castello così

piena, colorata e carica di energia. Non solo, incredibile è sapere la cifra d’iscrizioni che abbiamo

raggiunto, consapevoli che questo numero ci permetterà di raggiungere più in fretta l’obiettivo di donare

attrezzature al reparto di Otorinolaringoiatria dell’ospedale di Ciriè. Incredibile è stata anche la

collaborazione e la partecipazione di tantissime realtà del territorio: chi con il proprio stand, chi

impegnato ad aiutarci con la sicurezza stradale, chi con il pronto intervento. Tutto grazie alla

lungimiranza di un’amministrazione comunale davvero vicina e presente e di questi dobbiamo

ringraziare l’assessore Fabrizio Fossati e il sindaco Loredana Devietti. Infine, ma non sicuramente per

ordine d’importanza, il rapporto che si è creato con Hope Running, una realtà di persone fantastiche con

cui possiamo dire di aver creato un vero rapporto di amicizia. Una marea di emozioni colorate ci ha

travolto e sicuramente dato carica ulteriore per proseguire con le nostre attività, certi che ci rivedremo

presto a divertirci in quella stessa piazza!”.

Sulla stessa lunghezza d’onda Giovanni Mirabella, presidente di Hope Running: “La tappa di Cirié della

Hope Color–Camminata Clown ci ha consegnato un’immagine bellissima di comunità: persone diverse

per età, storia e sensibilità, unite dallo stesso desiderio di condividere un momento vero di inclusione e

vicinanza. A tutti coloro che hanno reso possibile questa giornata va il nostro grazie e, in modo speciale,

agli amici dei Wolontari Clown, perché quando si cammina nella stessa direzione il colore non è

soltanto festa, ma diventa un segno vivo che resta nel cuore”.

Doveroso un ringraziamento speciale all’Amministrazione Comunale di Cirié che ha concesso il

patrocinio all’evento e ha fatto sentire la sua vicinanza, ai dj Martina e Daniele Forzan e a Federica

Ravot Mirabai e Anna Moschino della Palestra Mirabai che hanno portato una carica di energia e

adrenalina in consolle e sul palco, alla Pro Loco Devesi Dveisin Festareul, all’A.N.C. Sezione di Cirié e

alla Sezione di Cirié della Croce Verde Torino, ma non solo: Associazione Volontari Ospedalieri,

Ospedale Dolce Casa, Associazione Alzheimer San Carlo, Loreto Borgo, Muoversi Allegramente,

Volare Alto, Associazione Velodromo Francone di San Francesco al Campo, Fidas ADSP Cirie’-San

Carlo, AIDO, Associazione Incontro Matrimoniale, Associazione Macapà, Compagnia Musical

SoleLuna, Ars et Labor, tutti i volontari di W.C. Wolontari Clown e Hope Running che hanno

contribuito allo straordinario successo dell’evento e soprattutto i 710 iscritti che hanno reso questa

giornata indimenticabile.

Carmagnola: Bricks & Friends, festival dedicato ai mattoncini Lego 

La quarta edizione di “Bricks & Friends”, il festival incentrato sulle creazioni con i mattoncini Lego, avrà luogo a Carmagnola il 16 e 17 maggio prossimi. Nel 2025 vi è  stato un ottimo riscontro di pubblico, con oltre 25 mila visitatori e l’evento torna confermandosi come un punto di riferimento per le famiglie, gli appassionati, i curiosi.
Per un weekend Carmagnola sarà trasformata in un grande spazio diffuso dedicato alla creatività e al gioco, accogliendo il pubblico con un’ampia proposta espositiva e partecipativa. Gli spazi espositivi saranno di oltre 2 mila metri quadrati distribuiti in sei sedi del centro cittadino, con la presenza di oltre 100 espositori.
Le aree del festival saranno il palazzo Comunale, la Chiesa di San Rocco, la Biblioteca Civica, gli Antichi Bastioni, la palestra della scuola di via Marconi e piazza Bobba e si articoleranno tra spazi espositivi, aree gioco, zone dedicate allo scambio e alla vendita e un’ampia area ludico- didattica per tutte le età. Gli espositori proveranno da diverse regioni italiane e sarà anche presente una partecipazione internazionale dalla Svizzera.
A organizzare la manifestazione  è il Comune di Carmagnola, in collaborazione con Piemonte Bricks LUG, realtà di riferimento a livello regionale per gli appassionati di mattoncini Lego, con il contributo fondamentale di un  gruppo di giovani volontari Bricks & Friends di Carmagnola, co ideatori dell’evento insieme alla Pro Loco.

L’iniziativa ha il patrocinio della Regione Piemonte,  del Consiglio Regionale del Piemonte, della Città Metropolitana di Torino  ed è  realizzata con il sostegno degli sponsor Banca Territori del Monviso, Pasta Berruto, ECS, Car on Line, Elledi, Immobiliare Mazzini e  di Mattoncino Store di Mondovì, con la collaborazione di Ascom, partner dell’iniziativa.

Molte le attività  pensate per bambini, ragazzi e famiglie, tra costruzioni libere e laboratori strutturati, tra cui le attività dedicate alla robotica a cura dell’Associazione Arduino  LAB Officina Didattica.
Gli spazi sono pensati per tutte le età, senza barriere architettoniche, con una grande attenzione riservata all’inclusione e all’accessibilità.
Un ruolo di particolare rilievo sarà svolto da ‘Io mi slego’ di Macerata, realtà attiva a livello nazionale con attività ludico-formative, inclusive e terapeutiche attraverso l’utilizzo dei mattoncini, rivolte a bambini, adolescenti e persone con fragilità cognitive, con particolare attenzione allo spettro autistico. Le attività  si basano su processi collaborativi che favoriscono la relazione interpersonale, lo sviluppo delle competenze e la valorizzazione delle capacità individuali.
‘Io mi slego’, all’interno del festival, sarà  presente anche come espositore, proponendo laboratori inclusivi rivolti a gruppi composti in parte da bambini e ragazzi con disabilità o fragilità cognitive.

Per i laboratori di Arduino Lab Officina Didattica e Io Mi slego sarà  necessaria la prenotazione tramite il link http://linktr.ee/ piemontebrickseventi
Il festival vuole anche essere un’occasione di solidarietà, con la raccolta fondi destinata a UGI Unione Genitori Italiani contro il tumore dei bambini e all’associazione Le Cuffie Colorate di Busto Arsizio, impegnata nella promozione dello sport tra persone con disabilità.
Molte le attrazioni di questa edizione, tra cui una Ducati  Panigale in mattoncini in scala reale, affiancata dal modello originale, e una vera Ferrari 308 GTS, iconica vettura resa celebre dalla serie televisiva Magnum PI, esposta insieme a set Lego a tema.

Sarà  anche presente un’esposizione di modelli in mattoncini  dedicati alle auto storiche di Formula 1, realizzati in esemplari unici e di grande valore collezionistico, tra cui alcune opere realizzate da Luca Rusconi, alias Rosco  PC, appassionato del mondo Lego, scomparso lo scorso anno. All’interno della chiesa di San Rocco un particolare allestimento consentirà di oscurare la luce esterna. Le opere saranno illuminate, creando un effetto scenografico suggestivo e valorizzando l’impatto visivo delle costruzioni e dell’intera location.
Domenica via Valobra ospiterà anche Giocattorino, a cura di Casa Malta, un mercato del gioco usato non legato al mondo dei mattoncini.
È stato confermato il concorso  “Costruttori del domani”, che darà spazio alla creatività dei giovani.  Le opere a tema libero potranno essere consegnate tra le 11 e le 18 di sabato 16 maggio presso l’infopoint dell’evento. Tre le categorie in cui saranno suddivise: Kids, Junior e Senior. La premiazione avverrà il 17 maggio. È stato inoltre istituito un passaporto Bricks & Friends, che i visitatori potranno ritirare all’arrivo e farlo timbrare nelle diverse aree del Festival.
I musei cittadini di Carmagnola saranno aperti con speciali esposizioni a tema e domenica sarà  protagonista la musica con un concerto a cura della Società Filarmonica di Carmagnola.

Mara Martellotta