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Molto più di una insalata di patate

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Un secondo fresco e sempre adatto

 Una preparazione semplice e sfiziosa che potete personalizzare secondo i vostri gusti per un piatto sempre diverso.
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Ingredienti:
3 grosse patate
1 scatoletta di tonno sott’olio
4 cucchiai di maionese
1 limone
1 pizzico di curcuma (facoltativo)
1 fetta spessa di prosciutto di Praga
Sale, pepe, prezzemolo o basilico
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Pelare le patate, tagliarle a bastoncini e cuocerle a vapore.
Frullare il tonno, mescolare alla maionese, aggiungere il succo del limone, il sale, il pepe, e la curcuma. Tagliare a listarelle il prosciutto privato dell’eventuale grasso, unirlo alle patate, aggiungere la salsa tonnata ed il prezzemolo. Mescolare con cura. Servire freddo guarnito con fette di limone.

Paperita Patty

Sui treni storici alla scoperta del territorio

Si arricchisce ulteriormente l’offerta commerciale dei treni storici della Fondazione FS con due nuovi itinerari d’autore dedicati al Piemonte, alla Lombardia e alle grandi eccellenze enogastronomiche dell’autunno: il Milano-Alba, tra tartufi e vino nel cuore delle Langhe, e il Torino-Canelli, sulla Ferrovia delle Langhe, Roero e Monferrato.

Il primo appuntamento è con il treno storico Milano-Alba, in programma le domeniche 11, 18 e 25 ottobre 2026. Partirà da Milano Centrale alle 9:05 e arriverà ad Alba alle 12:35, via Pavia, Alessandria e Asti, con rientro da Alba alle 18:20 e arrivo a Milano Centrale alle 22:00. Un viaggio in giornata verso le Langhe, nel periodo in cui il territorio esprime al meglio paesaggio, cultura e gusto. A bordo delle carrozze anni 70’ Gran Confort, il viaggio diventa esperienza: comfort, grandi finestrature e ritmo lento valorizzano il paesaggio, mentre degustazioni, prodotti stagionali e racconti sul Nebbiolo anticipano l’arrivo ad Alba e le eccellenze del territorio.

A novembre sarà la volta del treno storico Torino-Canelli, in programma le domeniche 1, 8, 15 e 22 novembre 2026. Il convoglio collegherà Torino Porta Nuova a Canelli, con fermate a Torino Lingotto, Bra e Alba, attraversando colline, vigneti e borghi del Monferrato. Il viaggio si svolgerà a bordo delle carrozze anni 20’ Centoporte. A bordo sono previste degustazioni e masterclass dedicate ai vini, ai prodotti tipici e alla cultura spumantistica dell’Alta Langa e del Monferrato. La circolazione inaugurale del 1° novembre avrà un valore particolare: il treno sarà trainato da una locomotiva a vapore, un elemento di indiscusso fascino in un periodo in cui il foliage lo fa da padrone.

In questa occasione il servizio seguirà orari dedicati, con partenza da Torino Porta Nuova alle 8:55, arrivo a Canelli alle 11:29, ripartenza alle 18:12 e rientro a Torino Porta Nuova alle 21:15. Nelle altre domeniche il programma prevede partenza da Torino Porta Nuova alle 8:55, arrivo a Canelli alle 10:43 con ripartenza alle 18:15 e arrivo nel capoluogo piemontese alle 20:20.

Con queste nuove proposte, i treni storici diventano così strumenti di promozione turistica e culturale, capaci di mettere in relazione grandi città, borghi, paesaggi e produzioni d’eccellenza, offrendo ai viaggiatori un modo autentico e consapevole di vivere il tempo del viaggio. Biglietti in vendita sul sito www.trenitalia.com  e su tutti i canali di vendita Trenitalia, inclusi l’app Trenitalia, le biglietterie di stazione, i distributori self-service e le agenzie di viaggio. Maggiori info su www.fondazionefs.it o alla casella postale trenistorici@fondazionefs.it

Livio Berruti, il campione che gareggiava con i gatti a Stroppiana

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Con il Vercellese, pur nato a Torino, aveva un legame familiare, in particolare con Stroppiana, come disse in una serata organizzata da Campagna Amica di Vercelli, dove aveva imparato a correre veloce gareggiando con i gatti. Berutti, infatti, aveva raccolto l’invito dell’allora direttore della Coldiretti di Vercelli e Biella Andrea Desana (correvano i primi anni zero del nuovo millennio) di fare da ambasciatore dei prodotti del territorio assieme ad altri olimpionici

Leggi l’articolo su Il Vercellese.it:

ADDIO A LIVIO BERRUTI, IL CAMPIONE CHE GAREGGIAVA CON I GATTI A STROPPIANA.

Caccia al tesoro e Pic-nic di Ferragosto al Castello di Miradolo

La scommessa di Osasio: due amici, una pianta e il profumo che diventa destino

Un veterinario e uno zootecnico inseguono il profumo della Menta Piperita Piemonte e trasformano Osasio in un luogo dove la terra, la distillazione e un palazzo restaurato tornano a raccontare

di Luis Cabasés

Osasio non si impone: ti avvolge. La pianura torinese lo circonda come un respiro lento, e quando arriva l’estate, l’aria si riempie di un profumo che sembra una promessa. La menta. Fresca, balsamica, quasi luminosa. È un odore che non si limita a essere odore: è un invito. E due uomini, un veterinario e uno zootecnico, hanno deciso di seguirlo. Alberto Ferrero e Loris Bergese si conoscono da anni. Amici prima che soci, complici prima che imprenditori. Alberto ha le mani che parlano la lingua della campagna, Loris quella delle filiere vive. Un giorno hanno camminato insieme tra le file di menta in fiore. Alberto si è fermato, ha guardato il campo, poi Loris: «Sembra che questo posto voglia raccontare qualcosa». Alberto ha annuito. «Allora ascoltiamolo». Più o meno è andata così: da quel momento hanno iniziato a farlo davvero, fondando Mintriga.

Un nome curioso, quasi birichino, che sembra cambiare significato a seconda di chi lo pronuncia, come se la menta si divertisse a sussurrare interpretazioni diverse a ogni orecchio. E loro, quel sussurro, hanno scelto di seguirlo fino in fondo: dal campo alla distillazione, passando per la distilleria a corrente di vapore della Cooperativa Erbe Aromatiche di Pancalieri, dove l’olio essenziale — sette quintali di pianta per ottenere sei litri di essenza — nasce da un rito antico, custodito da mani che conoscono la menta come si conosce un familiare. Lì la menta si trasforma: diventa essenza, diventa anima. E in quel momento Alberto e Loris hanno capito che questa storia non poteva restare chiusa nei campi, perché aveva già iniziato a camminare da sola. La menta piperita non è una pianta semplice.

«È molto esigente – è scritto nel sito aziendale – vuole terreno abbastanza sciolto per estendere i rizomi, acqua in abbondanza e sole per maturare». Serve pazienza, serve cura, serve un territorio che sappia accoglierla. E il Pancalierese, con i suoi suoli permeabili e il suo microclima, è da sempre il luogo dove la menta ha deciso di crescere al massimo delle sue possibilità. Quando la fioritura esplode, tra fine luglio e agosto, i campi diventano un mare violaceo che sembra muoversi da solo. Le mietitrebbiatrici avanzano lente, e l’aria si impregna di un aroma che non si dimentica. In paese, gli anziani parlano ancora della “cassa di Osasio”, quella rete di famiglie che ha attraversato difficoltà e stagioni affidandosi alla menta come risorsa, come lavoro, come identità. E mentre Alberto e Loris ascoltavano quei racconti, un altro luogo ha iniziato a prendere forma nella loro storia: il Palazzo. Il Palazzo non è solo un edificio. È un personaggio. Un gigante che ha visto passare generazioni, che ha ospitato la distilleria della famiglia Rossi, che ha respirato menta quando Osasio cercava nuove strade. Poi il tempo lo aveva fatto tacere.

È stato Osvaldo Ferrero, architetto e padre di Alberto, a ridargli voce. Ha restaurato il Palazzo con una cura che non si limita alla tecnica: ha rimesso insieme memoria, dettagli, materiali, luci. Ha restituito dignità alle stanze, ha riaperto corridoi, ha fatto tornare a respirare soffitti che sembravano aver dimenticato come si fa. Quando i lavori sono finiti, il Palazzo non era più un luogo del passato: era un luogo pronto ad accogliere il presente. E oggi è lo scrigno dove si può scoprire davvero il lavoro di Mintriga. Chi entra nel Palazzo entra dentro la menta: la coltivazione, la distillazione, la storia delle famiglie, la rinascita di un territorio.

Ogni stanza racconta un pezzo di ciò che Alberto e Loris hanno scelto di custodire. Ogni passo è un incontro con qualcosa che non è solo prodotto: è identità. La loro è stata una scommessa. Una scommessa romantica, quasi incosciente, che nasce solo quando due amici guardano la stessa cosa e vedono lo stesso futuro. Un veterinario e uno zootecnico che hanno deciso di trasformare una pianta in un racconto, un territorio in un destino, un profumo in una promessa.

Hanno scelto la via più difficile: niente coloranti, niente scorciatoie, niente verde artificiale. Il liquore rimane limpido, come lo sciroppo di menta autentico che si beveva un tempo. «Quello che vedi è quello che la pianta ha dato», dice spesso Alberto. E forse è proprio questo il cuore della loro storia: la sincerità. Mintriga non è nato per essere un prodotto. È nato per essere un racconto. Un racconto che vive nei campi, negli fumi della cooperativa, nelle mani di chi coltiva, e soprattutto nel Palazzo restaurato dove ogni stanza sembra dire: “Benvenuto, qui la menta non è una coltura. È un destino.” E quando, nelle sere d’estate, l’aria si riempie di quel profumo fresco, sembra quasi che il territorio dica: «Grazie per avermi raccontato».

Agriturismi, estate top in Piemonte

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Agosto traina la stagione, settembre molto promettente

Morandi (Agriturist Piemonte): “Il turismo rurale continua a crescere. Premiata un’offerta che unisce ospitalità, enogastronomia, natura e autenticità”. Allasia: “La sicurezza degli ospiti è la priorità assoluta”

 

Luglio ha confermato la forte attrattività delle vacanze in campagna, agosto si presenta con ottime prospettive e settembre, con l’arrivo dell’autunno, lascia intravedere un intenso prolungamento della stagione turistica. È un’estate positiva anche per gli agriturismi piemontesi, sostenuti da una domanda che continua a premiare la qualità dell’accoglienza rurale, la varietà delle esperienze proposte e la valorizzazione delle produzioni agroalimentari del territorio.
Secondo le rilevazioni di Agriturist il Piemonte si conferma tra le regioni italiane meglio posizionate nel turismo rurale. La regione conta oggi oltre 1.450 aziende agrituristiche autorizzate, pari a circa il 5,5% del totale nazionale, con una presenza particolarmente significativa nelle province di Cuneo, Torino, Alessandria e Asti e con una rete capillare che interessa l’intero territorio regionale, dalle Langhe-Roero e Monferrato Patrimonio UNESCO alle colline del Canavese, dalle vallate alpine ai laghi, fino alle risaie del Novarese e del Vercellese.
“Le prenotazioni registrate finora – dichiara Lorenzo Morandi, presidente di Agriturist Piemonte – confermano la solidità dell’offerta agrituristica piemontese. Cresce la richiesta di soggiorni che consentano di vivere esperienze autentiche, immerse nella natura, a contatto con le aziende agricole e con le produzioni tipiche. Il nostro territorio può offrire tutto questo grazie a un patrimonio di imprese che negli ultimi anni ha investito nella qualità dell’accoglienza e nella diversificazione dei servizi”.
Le preferenze dei visitatori si orientano sempre più verso soggiorni che affiancano all’ospitalità visite in cantina con degustazioni, escursioni, trekking, cicloturismo, attività per le famiglie e scoperta delle produzioni tipiche. A influire sulle scelte contribuisce anche il caldo di questa estate, che favorisce le destinazioni collinari e montane e una maggiore distribuzione dei flussi turistici anche nei mesi di settembre e ottobre, soprattutto nelle aree vocate alla viticoltura.
Gli agriturismi rappresentano oggi uno dei principali punti di incontro tra agricoltura, turismo e valorizzazione del paesaggio. Un modello di multifunzionalità che contribuisce a sostenere il reddito delle aziende agricole, promuovere le produzioni di qualità e rendere sempre più attrattivi i territori rurali piemontesi per il turismo italiano e internazionale.
Agriturist segue inoltre con attenzione l’applicazione delle nuove disposizioni in materia di sicurezza delle piscine, tema particolarmente rilevante per le numerose aziende che offrono questo servizio. “La sicurezza degli ospiti è una priorità assoluta – conclude il presidente di Confagricoltura Piemonte Enrico Allasia – ma chiediamo che gli adeguamenti previsti possano essere realizzati con tempi compatibili con l’attività delle imprese, evitando di gravare sulle aziende proprio durante il periodo di massima operatività della stagione turistica”.

De Marchi tra i 50 di Radio Cortina

Il giornalista Gianluigi De Marchi, collaboratore de Il Torinese, è stato inserito nell’elenco dei 50 personaggi che hanno fatto la storia di Cortina attraverso Radio Cortina, l’emittente locale che
ha mandato in  onda tantissime interviste a grandi figure come Milena Milani, Marta Marzotto, Alberto e Charlène di Monaco, Piero Barilla, la principessa Pignatelli, Paolo Scaroni.
I ritratti dei prescelti sono stati raffigurati dal grande artista Missaglia.
Ecco il video:

Stelle cadenti con visita notturna a Sant’Antonio di Ranverso

Domenica 9 agosto dalle ore 21

La notte delle Perseidi diventa un’occasione per scoprire la Precettoria di Sant’Antonio di Ranverso, in provincia di Torino, da una prospettiva insolita. Domenica 9 agosto “ Aspettando San Lorenzo” propone una serata dedicata all’osservazione guidata delle stelle cadenti, in collaborazione con Infini.TO- Planetario di Torino, e una visita straordinaria in notturna del complesso monumentale.
La tradizione lega le stelle cadenti al martirio di San Lorenzo, ucciso il 10 agosto del 258 d. C. , interpretandole come le lacrime del santo. Il fenomeno, in  realtà, è dovuto allo sciame delle Perseidi, composto da minuscoli frammenti di polvere e ghiaccio lasciati dalla cometa Swift-Tuttle lungo la sua orbita attorno al sole. Ogni estate l’incontro di questi detriti con l’atmosfera terrestre dà origine a uno degli spettacoli astronomici più  attesi dell’anno.
Accompagnati da un astrofisico di Infini.TO, Planetario di Torino, i partecipanti saranno guidati nell’osservazione del cielo estivo e delle sue meraviglie.
La serata offrirà inoltre l’opportunità di visitare in notturna la Precettoria di Sant’Antonio di Ranverso, scoprendo la storia dell’Ordine degli Antoniani e ammirando i capolavori custoditi nel complesso monumentale in un’atmosfera suggestiva e inconsueta.

Precettoria di Sant’Antonio di Ranverso

Località Sant’Antonio di Ranverso Buttigliera Alta ( Torino)

Domenica 9 agosto ore 21

Costo 10 euro + biglietto di ingresso ( intero 5 euro, ridotto 4)

Prenotazione obbligatoria entro il venerdì precedente

Info e prenotazioni dal mercoledì alla domenica

0116200603

ranverso@biglietteria.ordinemauriziano.it

Per ritenere valida la prenotazione attendere conferma.

Mara Martellotta

Aspettando San Lorenzo alla Palazzina di Caccia di Stupinigi

Sabato 8 agosto 2026

 

Un percorso tra storia e astronomia con il Planetario di Torino, dal giardino storico recentemente restaurato all’osservazione delle Perseidi

Un percorso serale tra le sale della Palazzina di Caccia di Stupinigi e il giardino storico recentemente restaurato accompagnerà il pubblico alla scoperta del cielo nei giorni che precedono San Lorenzo. Sabato 8 agosto Aspettando San Lorenzo, iniziativa organizzata dai Servizi Educativi della FOM – Fondazione Ordine Mauriziano in collaborazione con Infini.to – Planetario di Torino, intreccia storia, astronomia e osservazione delle Perseidi.

Il percorso mette di dialogo il patrimonio storico della Palazzina con il cielo estivo. Dalla terrazza sarà possibile leggere il disegno del giardino storico recentemente restaurato, tornando a cogliere il rapporto tra la residenza, il paesaggio e il progetto ideato da Filippo Juvarra. L’esperienza prosegue tra una “lezione di cielo”, curata dagli esperti di Infini.to – Planetario di Torino e dedicata al riconoscimento delle principali costellazioni e dei fenomeni astronomici del periodo estivo e una visita guidata che conduce alla scoperta di storie, curiosità e personaggi legati al tema dell’astronomia. Tra questi emerge la figura della principessa di Carignano Giuseppina di Lorena Armagnac (1753-1797), moglie di Vittorio Amedeo di Carignano e nonna di Carlo Alberto, donna di grande cultura e dai molteplici interessi scientifici, tra cui proprio l’astronomia. La Palazzina conserva ancora oggi il suo ritratto nell’Appartamento di Levante, testimonianza di una personalità che seppe coltivare la passione per lo studio del cielo in un’epoca in cui le discipline scientifiche erano raramente praticate dalle donne.

La serata culminerà all’aperto dove, con il buio, il pubblico potrà osservare il cielo estivo e attendere il passaggio delle Perseidi attraverso i telescopi messi a disposizione dallo staff di Infini.to. Ad accompagnare l’esperienza una degustazione di vini e specialità del territorio a cura dell’Associazione Tutela Baratuciat e Vitigni Storici.

INFO

Palazzina di Caccia di Stupinigi

Piazza Principe Amedeo 7, Stupinigi – Nichelino (TO)

Sabato 8 agosto, ore 21.30

Aspettando San Lorenzo

Costo: 30 euro

Prenotazione obbligatoria

Info e prenotazioni: stupinigi@info.ordinemauriziano.it

(dal martedì al venerdì, ore 10-17.30, entro il giovedì precedente la visita)

www.ordinemauriziano.it

Giorni e orari di apertura: da martedì a venerdì 10-17,30 (ultimo ingresso ore 17); sabato, domenica e festivi 10-18,30 (ultimo ingresso ore 18).

 

Sotto il Rocciamelone, il primo rifugio inclusivo

Il sostegno di Città metropolitana di Torino al progetto
Al Rifugio la Riposa si arriva percorrendo strade e sentieri fino ai 2185 metri di quota, sopra Mompantero, in Val di Susa ai piedi del Rocciamelone.
Un paesaggio mozzafiato, un angolo di pace e silenzio ben conosciuto agli escursionisti, che al rifugio trovano accoglienza in estate e incontrano qui persone con disabilità che usufruiscono di qualche giorno di vacanze al fresco.
Un vero progetto di inclusione sociale e lavorativa in un contesto alpino, voluto da Andrea Vezzoli, direttore esecutivo della Fondazione Un Passo Insieme di Val della Torre con la sua giovane equipe.
Da 2025 la Fondazione – attiva da molto tempo sul territorio e specializzata in progetti di inclusione per persone con disabilità cognitive, psichiatriche, neuromotorie e relazionali – ha ricevuto in gestione il rifugio La Riposa fino al 2027 dal Comune di Mompantero.
La Città metropolitana di Torino quest’anno ha scelto di contribuire ad una di queste settimane di inclusione in quota e il vicesindaco metropolitano Jacopo Suppo nei giorni scorsi ha fatto vista agli operatori e agli ospiti della Fondazione.
“Siamo contenti di aver dato una mano a questa esperienza sfidante e ben riuscita, una vero occasione di crescita collettiva ideata dagli amici della Fondazione di Val della Torre che hanno colto a pieno il senso di inclusione e di armonia offerto da sempre dal territorio montano” commenta Suppo.
Il Rifugio Alpino La Riposa grazie alla gestione della Fondazione Un Passo Insieme di fatto è diventato il primo rifugio inclusivo sulle Alpi, grazie alla presenza di una equipe di professionisti sanitari e sociosanitari.
 “Abbiamo creato questo progetto per permettere a tutte le persone che vivono uno stato di fragilità di entrare in contatto con la montagna, regno da sempre di inclusione e benessere” conclude Andrea Vezzoli.
Risultato centrato!