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Estate a Torino nei parchi e nei cortili: ecco tutti gli eventi

L’estate torinese si diffonde nei luoghi della quotidianità. Gli spazi pubblici si trasformano in ambienti di cultura, gioco e incontro grazie al ricco palinsesto di appuntamenti nei dieci punti estivi, individuati lo scorso anno con la seconda edizione del bando pubblico biennale indetto dall’assessorato alla Cultura attraverso la Fondazione per la Cultura Torino e con il sostegno di Intesa Sanpaolo.

“Anche quest’anno – dichiara l’assessora alla Cultura Rosanna Purchia – gli spazi pubblici e i luoghi della quotidianità si trasformeranno in palcoscenici all’aperto, per offrire a famiglie, giovani, anziani e turisti un programma culturale ampio e diversificato, realizzato con passione e competenza dalle associazioni e realtà culturali del territorio. Un ringraziamento particolare va a Intesa Sanpaolo, il cui sostegno rende possibile la realizzazione di un’iniziativa che contribuisce a fare di Torino una città viva, accessibile e culturalmente ricca, anche d’estate”.

Tra le attività proposte, spettacoli teatrali, concerti, cinema all’aperto, danza, laboratori per bambini e ragazzi, talk, seminari e iniziative a contatto con la natura animeranno l’estate torinese per tre mesi in tutta la città. Un programma culturale variegato, capace di coinvolgere pubblici diversi e promuovere l’accesso alla cultura in modo inclusivo, anche tramite iniziative gratuite o a costi ridotti.

Sul sito della Città di Torino, alla pagina www.comune.torino.it/eventi, è  disponibile il calendario giorno per giorno delle iniziative, che sarà promosso in tutta la città anche attraverso la campagna di comunicazione “Torino, che spettacolo! Che bella estate!”.

LE ATTIVITÀ NEI DIECI PUNTI ESTIVI

Evergreen Fest 2025
Soggetto promotore: Associazione Tedacà
Luoghi: parco della Tesoriera (corso Francia 186-192)

Concerti e spettacoli, laboratori di pilates, shiatsu e pittura, musica classica, silent disco, presentazioni di libri, oltre ad attività rivolte a ragazzi, bambini e famiglie, tra laboratori di musical, danza, teatro e creatività, attività sportive, letture sul prato, giochi interattivi e di società, spettacoli di circo e magia.

Mappa Mundi
Soggetto promotore: Associazione Culturale Comala ETS
Luoghi: ex caserma La Marmora (corso Francesco Ferrucci 65), area pedonale di via Di Nanni, piazza Benefica

Serate di cinema all’aperto, concerti, eventi dedicati al ballo, serate di musica elettronica, spettacoli di stand-up comedy ed eventi teatrali, eventi di comunità e giornate legate allo sport e al gioco. Un palinsesto ricco e variegato, pensato per coinvolgere tutti i cittadini e i visitatori della città.

sPAZIO211 Open Air
Soggetto promotore: Associazione sPAZImUSICALI ETS
Luoghi: sPAZIO211 (via Cigna 211)

Nel cuore di Barriera di Milano, un ricco programma che coinvolgerà professionisti, artisti, giovani talenti, produttori, stakeholder e istituzioni in appuntamenti che spaziano tra spettacoli, incontri, workshop, podcast live, masterclass, talk, anteprime esclusive e street art.

Estate a Sud 2025 – I palchi di Mirafiori
Soggetto promotore: Fondazione della Comunità di Mirafiori Onlus
Luoghi: Casa nel Parco – Casa del Quartiere di Mirafiori sud (via Modesto Panetti 1), CPG (strada delle Cacce 36), Orti Generali (strada Castello di Mirafiori 38/15), TeatrAzionE (via Emanuele Artom 23), Punto 13 (via Arturo Farinelli 36/9), Cinema Teatro Agnelli (via Paolo Sarpi 111).

Un cartellone che intreccia molteplici linguaggi artistici, dalla musica al teatro, dal cabaret al cinema, passando per la danza, le arti circensi e i talk scientifici, affiancati da attività dedicate al benessere per adulti e anziani, proposte ludico-creative per bambini e famiglie e appuntamenti di divulgazione su scienza e attualità.

Hiroshima Sound Garden
Soggetto promotore: Hiroshima Mon Amour ETS
Luoghi: Hiroshima Mon Amour (via Carlo Bossoli 83)

Un programma che affronta tematiche diverse — dalla parità di genere all’uguaglianza, dalle questioni ambientali ai temi della pace, della giustizia e delle comunità — attraverso concerti, spettacoli teatrali, proiezioni cinematografiche e incontri. Tra gli appuntamenti, omaggi a Pier Paolo Pasolini, Hayao Miyazaki, J.R.R. Tolkien e ai Nirvana, oltre al contest rap “Tecniche Perfette”.

Estate of Mind
Soggetto promotore: Banda Larga APS
Luoghi: parco del Valentino e Murazzi del Po

Un calendario variegato, tra cinema all’aperto, concerti, laboratori di movimento, presentazioni di libri in riva al fiume, poesia performativa, danza contemporanea e spettacoli multimediali e una festa finale che unisce i vari hub della rassegna.

La terrazza della felicità
Soggetto promotore: Associazione Nessuno APS
Luoghi: Polo culturale Lombroso 16 (via Lombroso 16)

Un programma articolato attorno a dieci tematiche chiave — dalla sostenibilità all’innovazione, dalla scuola al lavoro, fino alla terza età, alla salute e all’accesso alla cultura — esplorate attraverso un’ampia gamma di attività: presentazioni di libri, mostre fotografiche, dibattiti, laboratori, concerti, spettacoli per bambini, attività dedicate agli anziani e incontri di divulgazione.

Cinema in famiglia – XV edizione
Soggetto promotore: Associazione Culturale Zampanò
Luoghi: parco Rignon (corso Orbassano 200), parco Ruffini (viale Bistolfi 183), piazza Don Franco Delpiano, piazzale Mauro Rostagno, parco del Mausoleo della Bela Rosin (strada del Castello di Mirafiori 148/7)

Una rassegna cinematografica itinerante in cinque aree verdi della città, tra film di animazione, di avventura, fantasy, commedie, film d’essai e documentari.

Il coraggio di essere felici
Soggetto promotore: Stalker Teatro Soc. Coop.
Luoghi: Cortile officine CAOS (piazza Montale 14 bis/a), spazi interni di officine CAOS (piazza Montale 18/a)

Un fitto programma di appuntamenti tra serate di spettacolo dal vivo, con artisti locali e nazionali, alternati da appuntamenti pomeridiani o mattutini per grandi e piccoli, tra attività creative, letture animate, passeggiate nell’architettura e nella storia del quartiere e molto altro ancora.

Impatto Zero – Il palcoscenico sostenibile
Soggetto promotore: Fondazione Cantabile
Luoghi: Arena Manin Torino (scuola primaria Ludovico Muratori – I.C. Gino Strada, via Manin 18), Musica alla Spina (scuola primaria De Amicis – I.C. Regio Parco, vicolo Grosso 3)

Un palinsesto di concerti di ensemble, orchestre e cori, laboratori espressivi di canto, percussioni e coralità; proiezioni cinematografiche, incontri creativi e laboratori per la realizzazione di cortometraggi rivolti a ragazzi, giovani e adulti; spettacoli teatrali e laboratori per giovani basati sulla sostenibilità; incontri formativi e di confronto su cittadinanza e partecipazione, oltre a concerti dedicati alla sostenibilità.

TORINO CLICK

Torino può essere una città felice? Idee e sfide per il futuro

 

È uscita Building Happiness, la pubblicazione della Fondazione per l’architettura / Torino che mette in relazione lo spazio con chi lo attraversa, lo vive, lo trasforma e raccoglie le visioni e i contributi della ricerca omonima.

Mentre il mercato immobiliare milanese riceve attacchi da più fronti, a Torino da un anno ci si interroga sugli spazi che viviamo, siano essi pubblici o privati, affinché l’ambiente che ci circonda non sia respingente e nevrotico. Da tempo, la Fondazione per l’Architettura di Torino porta avanti studi fatti di ricerche, incontri e tavole rotonde anche aperte ai cittadini ed ora, con un libro, si tirano le somme.

Si chiama “Building Happiness. Esplorazioni sulla felicità degli spazi” ed è la pubblicazione della Fondazione per l’architettura / Torino, edito da FrancoAngeli, presentato in anteprima nazionale martedì 8 luglio al Circolo Esperia di Torino. In uscita nelle librerie e online da settembre, il volume prende le mosse da una domanda tanto semplice quanto rivoluzionaria: “Dove sta di casa la felicità?”.

Frutto di un percorso di ricerca lungo un anno, il volume raccoglie visioni, esperienze e contributi eterogenei – da architetti e urbanisti a filosofi, sociologi, economisti, attivisti, scrittori e cittadini – per indagare il rapporto tra spazio e benessere. Attraverso progetti, citazioni, immagini, disegni, fotografie e dialoghi narrativi, il libro propone un approccio trasversale, capace di parlare a pubblici diversi e restituire strumenti e riflessioni utili alla pratica progettuale, ma anche al vivere quotidiano.

Crediamo che la felicità sia un indicatore essenziale per misurare la salute delle persone e l’attrattività dei territori”, dichiara Gabriella Gedda, Presidente della Fondazione. “Building Happiness è un invito a considerare la felicità come leva concreta per rigenerare l’ambiente urbano e costruire città più inclusive, accoglienti e capaci di rispondere ai bisogni profondi di chi le abita.

Un libro multidisciplinare e corale perché “La felicità – come sottolinea Eleonora Gerbotto, Direttrice della Fondazione – ha molte facce, proprio come un diamante. E da questa molteplicità emerge una verità condivisa: tutti desideriamo uno spazio in cui poter fiorire. Con Building Happiness abbiamo scelto di non semplificare, accogliendo voci diverse e immaginari complessi. Perché progettare per la felicità significa abitare la complessità e riconoscere la pluralità come risorsa”.

Integrando prospettive architettoniche, neuroscientifiche, filosofiche, economiche e sociali, il volume mette in luce l’impatto diretto dello spazio costruito sull’esperienza emotiva. Non si tratta semplicemente di creare spazi gradevoli o funzionali, ma di progettare ambienti capaci di rispondere ai bisogni emotivi fondamentali delle persone, favorendone la fioritura psicologica e sociale. Building Happiness è, in questo senso, un invito a ripensare la progettazione a partire dalle emozioni che lo spazio è in grado di generare.

 

Otto figure relazionali per abitare lo spazio

Al centro del volume si trovano otto “figure relazionali”: metafore spaziali che aiutano a comprendere come si articola il rapporto tra l’essere umano e lo spazio. Non sono formule rigide, ma chiavi interpretative che emergono da discipline, vissuti ed esperienze. Rifugio, scala, tetto, parete, soglia, strada, piazza e giardino non indicano luoghi o forme architettoniche tout court, ma modi differenti — e complementari — di abitare il mondo. Nessuna figura esaurisce la complessità dello spazio e ogni spazio può accoglierne più d’una.

Per indagare in chiave quantitativa il legame tra spazio e benessere, la Fondazione ha promosso anche un questionario, coinvolgendo 747 persone. L’obiettivo era raccogliere percezioni e narrazioni legate ai luoghi della vita quotidiana. Dall’indagine è emerso un dato chiaro: per l’85,5% dei partecipanti, le caratteristiche dello spazio influenzano direttamente il proprio stato d’animo.

Dati che parlano di benessere

Abbiamo chiesto di rispondere alla domanda “Dove sta di casa la tua felicità”; i dati qualitativi e quantitativi raccolti si intrecciano con le otto figure relazionali, restituendo una mappa aperta e plurale degli spazi che ci fanno stare bene.

La famiglia e le relazioni sociali rappresentano il “luogo felice” per circa il 25% dei rispondenti tra i 26 e i 65 anni. A incarnare questa dimensione è la figura della piazza, simbolo di relazione e partecipazione collettiva. Segue la natura, indicata dal 21,42% del campione come spazio di benessere. Questo ambiente è trasversalmente riconosciuto da tutte le fasce generazionali e si associa spesso alla figura del tetto — che richiama protezione e senso di controllo attraverso una visione ampia sul mondo — o alla scala, metafora di introspezione e ricerca interiore. La casa continua a occupare un ruolo centrale nella costruzione della felicità, soprattutto per il suo valore affettivo e protettivo. È citata dall’11,78% dei rispondenti ed è riconducibile alla figura del rifugio che rappresenta un bisogno profondo di raccoglimento e sicurezza. I più giovani (<18 anni) tendono a privilegiare la dimensione della strada, evocata da quasi il 30% di loro. Questa figura esprime l’identità in formazione, la scoperta di sé, il movimento e la sperimentazione delle proprie passioni. Altri rispondenti fanno riferimento alla figura della soglia, spazio del cambiamento e dell’apertura all’inaspettato, o a quella del giardino, luogo della creatività e del desiderio che si traduce in progetto: metafore che restituiscono l’idea di una felicità dinamica, orientata al futuro. Una quota residuale del campione non ha indicato un luogo preciso, confermando la natura fluida e soggettiva della felicità, che resiste a ogni tentativo di classificazione univoca.

Verso una nuova progettazione

Il libro si apre a una pluralità di esperienze e contesti: dai Tulou cinesi reinterpretati da Xu Tiantian alle Terme di Vals di Peter Zumthor; dal Fuji Kindergarten di Tezuka Architects alle Superilles di Barcellona. Casi emblematici di architetture che mettono al centro il benessere, la relazione e la qualità dell’abitare. Non una rassegna sistematica, ma una costellazione di riferimenti capaci di attivare nuove domande sul progetto contemporaneo.

Felicità era la parola mancante, quella che avrebbe potuto estendere i confini del progetto allo stato d’animo delle persone”, scrive Fabrizio Polledro, Vicepresidente della Fondazione, nel suo contributo al volume.

Building Happiness invita dunque i progettisti ad aggiungere un nuovo layer alla pratica progettuale: quello dell’attenzione alle emozioni che lo spazio suscita.

Un diritto collettivo alla felicità

Building Happiness assume la felicità non come una dimensione privata o astratta, ma come un diritto collettivo. Un principio che attraversa le costituzioni, la filosofia e le politiche pubbliche, e che oggi può essere letto anche come leva per orientare la trasformazione degli spazi.

Il volume sollecita un cambiamento di paradigma: promuovere un’architettura capace non solo di rispondere a bisogni funzionali, ma di generare emozioni positive, relazioni significative e senso di appartenenza.

Come ricorda Eleonora Gerbotto, Direttrice della Fondazione: “La felicità non è un traguardo da raggiungere, ma un orizzonte da abitare”.

 

Lori Barozzino

Festival Gran Paradiso dal Vivo: Topi con la pelliccia 

Domenica 20 luglio, ore 16.30

Spettacolo itinerante per bambini

 

 

L’ultimo appuntamento del Festival Gran Paradiso dal Vivo, domenica 20 luglio a Sparone, in borgata Frachiamo, è lo spettacolo itinerante per famiglie di Compagni di Viaggio Topi con la pellicciaAttraverso le voci di alcuni animali, nutrie e lontra, lo spettacolo parla di noi e del presente, mescolando divertimento e spunti di riflessione in grado di divertire adulti e bambini.

La nutria è un animale esotico, imparentato con i castori, ma anche con i topi. È stato importato in Italia per via del suo pelo con cui si faceva la cosiddetta pelliccia di “castorino”. Quando quel tipo di pelliccia è passato di moda molti esemplari sono stati liberati in natura e hanno colonizzato parecchi corsi d’acqua diventando un problema per il territorio. La lontra, animale protetto, vive come la nutria presso i ruscelli, ma è molto prezioso per l’ecosistema. L’incontro tra questi due animali è oggi poco probabile, ma le trasformazioni del territorio e dell’ambiente potrebbero portare un giorno, chissà, a ritrovarsi negli stessi luoghi.

 

SINOSSI

Boss e Baby sono due nutrie molto attente al loro aspetto e alla loro pregiata pelliccia. Insieme stanno progettando la conquista del mondo. Cioè dall’albero laggiù alla roccia lassù. Si sentono belle, ricche e non hanno paura di nessuno. Un giorno però fanno un incontro inatteso con un carnivoro solitario che è entrato nel loro territorio. Un serpente? Un coccodrillo? Uno strano pesce? In realtà si tratta di una lontra. Che fare? Sottometterla o farle la guerra? E se ci fosse un’altra via?

 

GRAN PARADISO DAL VIVO

Gran Paradiso dal Vivo è l’unico festival zero impact di teatro in natura in un parco nazionale, Sul versante piemontese del Parco Nazionale Gran Paradiso, il più antico d’Italia, vanno in scena per l’ottava edizione, dal 5 al 20 luglio, con un’anteprima il 25 maggio, 9 spettacoli unici e irripetibili, senza quinte e sipario, totalmente immersi nel contesto naturale per un’autentica esperienza immersiva nei luoghi e nei territori dei comuni di Alpette, Ceresole Reale, Frassinetto, Locana, Noasca, Ribordone, Ronco Canavese, Sparone, Valprato Soana.

 

Gran Paradiso dal Vivo è ideato e promosso dal Parco Nazionale Gran Paradiso con il contributo di Unione Montana Gran Paradiso, Unione Montana Valli Orco e Soana, Fondazione CRT, Iren, Smat e il patrocinio della Città Metropolitana di Torino. La rassegna vede anche quest’anno l’organizzazione di Compagni di Viaggio e la direzione artistica di Riccardo Gili. Media partner Freecards.

Domenica 20 luglio, ore 16.30

Sparone, Frazione Frachiamo

In caso di pioggia: Teatro della Parrocchia

Topi con la pelliccia

Di Riccardo Gili

Con Costanza Maria Frola e Marzia Scala

Costumi Italia Furlan

Spettacolo itinerante per bambini dai 5 anni con merenda a cura dei Compagni di Viaggio

Biglietti: 5 euro, merenda inclusa

 

Info

Gran Paradiso dal Vivo

www.granparadisodalvivo.it

Prenotazioni: 346 2422756 biglietteria@cdviaggio.it

Facebook @cdviaggio

Instagram @cdv_compagnidiviaggio

I luoghi del festival sono facilmente raggiungibili da Milano (autostrada A4 fino a Ivrea e poi strada statale) e Torino (autostrada A5 fino a San Giorgio Canavese e poi statale)

Ufficio stampa

A capo coperto Le cuffie degli Escartons: identità e storia

CESANA TORINESE – La Casa delle Lapidi Bousson Museo della Cultura Immateriale delle Comunità Montane torna ad essere teatro di una mostra di alto valore culturale.

Si inaugura sabato 19 luglio alle ore 16,30, alla presenza del Sindaco di Cesana Daniele Mazzoleni, del viceSindaco Matteo Ferragut e dell’Assessore Marco Vottero, la mostra “A capo coperto-le Cuffie degli Escartons: identità e storia” a cura di Associazione Contempora e Raquel Barriuso Diez che resterà aperta sino a domenica 31 agosto.

Una mostra che rimarrà aperta tutti i giorni, esclusi i lunedì, con orario pomeridiano dalle 15,30 alle 18,30.

Il museo riapre con una nuova mostra che ci porta a ricordare tempi lontani, partiamo dal 1343, anno in cui nasce la Repubblica degli Escartons, (di cui Cesana e Bousson facevano parte) una delle storie più affascinanti e particolari della storia Alpina.

Raquel Barriuso Diez dell’Associazione Contempora, che ha curato il nuovo allestimento, presenta la mostra: “Oltre alla storia di questi territori, unificati da un particolare sistema di autogoverno, dalla lingua occitana, dagli abiti tradizionali femminili, che si differenziavano solo per piccoli particolari, abbiamo voluto dare risalto all’unico elemento che con le sue diversità dava alle donne un’identità di appartenenza al proprio Escarton e paese: le cuffie. In mostra a rappresentare tutti gli Escartons, Oulx, Pragelato, Casteldefino, Queyras e Briancon, una ricca e preziosa collezione privata e museale di 160 cuffie, tutte diverse l’una dall’altra per forma, ricami, tessuti, colori, nastri ecc. Una installazione realizzata con queste cuffie, che per la loro singolarità e unicità sono state trattate come vere e proprie “opere d’arte”, per l’estro e fantasia con cui sono state realizzate, riportano alla contemporaneità questi manufatti d’altri tempi. Un percorso a “labirinto “ accoglierà il visitatore, che verrà immerso in un corteo tutto al femminile”.

Inoltre al Museo Casa delle Lapidi Bousson si potrà anche trovare, nei nuovi allestimenti, la storia della Comunità Boussonese.

Il Sindaco Daniele Mazzoleni invita alla mostra: “Il Museo Casa delle Lapidi è stato inaugurato nel gennaio del 2016, con lo scopo di promuovere e preservare la Cultura materiale e immateriale della comunità. Nel corso di questi anni sono state ospitate tante mostre a tema, sempre con questa finalità di valorizzazione territoriale. La mostra di questa estate affronta un tema di assoluto interesse che unisce l’arte del cucito con la Storia degli Escartons di cui il nostro territorio fa parte. Un grazie va quindi a chi ha allestito la mostra e ai volontari dell’Associazione Contempora che permetteranno le visite nel corso di questi mesi estivi”.

“Temporary Shop” fra le antiche mura del “Forte Albertino”

A Vinadio, torna il tradizionale “negozio temporaneo” voluto, per il 13° anno, da Comune e “Fondazione Artea”

Dal 24 luglio al 24 agosto

Vinadio (Cuneo)

Da considerarsi fra gli esempi di “architettura militare” più significativi dell’intero arco alpino – con una lunghezza in linea d’aria di circa 1200 metri – e voluto da re Carlo Alberto (con lavori iniziati nel 1834 e conclusisi nel 1847), il “Forte Albertino” di Vinadio, nell’Alta Valle Stura, torna ad ospitare per un mese intero, da giovedì 24 luglio a domenica 24 agosto, la nuova edizione (13^) del “Pop-Up Store”organizzato dal “Comune” e dalla cuneese (partecipata da Regione Piemonte e Comune di Cuneo) benemerita “Fondazione Artea”. Obiettivo, come sempre: “valorizzare il lavoro e le eccellenze di artigiani creativi e produttori agricoli locali” esposte e proposte ai visitatori all’interno del consueto cosiddetto “Temporary Shop”. L’ingresso è gratuito con accesso dal ponte di “Porta Francia”dal lunedì al sabato dalle 14.30 alle 19, la domenica e lasettimana di Ferragosto, dalle 10 alle 19 . Artigianato creativo, cosmesi e prodotti tipici(le specialità enogastronomiche, soprattutto) sono i tre elementi che compongono il tema ormai ultra-decennale dell’evento, con l’intento di creare, tra le mura dell’evocativo “Forte”, una vetrina d’eccezione messa a disposizione dei produttori del territorio. E, naturalmente, dei visitatori che, anche quest’anno (come sempre) si spera non deludano le attese.

Tante le novità che, per l’edizione 2025, contribuiscono a rinnovare e ampliare l’offerta. Fatto salvo il settore enogastronomico(sempre ricco di prodotti d’altissima eccellenza e a denominazione d’origine controllata, dalle conserve alle salse ai sughi fino ai cereali e ai legumi lavorati con metodi assolutamente tradizionali, insieme a succhi naturali, aceti e prodotti a base di nocciola), sono da segnalare, nell’ambito dell’artigianato, progetti di “sartoria artigianale” – dedicati soprattutto all’infanzia – accanto a creazioni in lana “sambucana” – fibra tipica del territorio – lavorata a mano nell’ambito di iniziative che promuovono “inclusione sociale” e “sostenibilità ambientale”.

E non solo. Perché non di solo “shopping” vive l’“Albertino” nel mese di straordinaria apertura dedicata alla sua caratterizzante manifestazione estiva. Ma anche, ricordiamolo, di eventi culturali sempre legati alla tradizione dei luoghi e di indiscusso valore artistico e sociale. Nel “Corridoio” d’ingresso al “Temporary Shop”, e negli stessi orari di apertura,  sarà ad esempio possibile ammirare l’esposizione“Per non dimenticare. Ricordi e testimonianze dei discendenti di coloro che sono partiti alla ricerca di un futuro migliore”: una mostra curata da Jeanine Pessione Jamet e dal Gruppo Genealogico Francese “Antenati Piemontesi”, che vuol essere un vero “ponte di memoria tra la Valle Stura e i discendenti emigrati in Provenza – verso il bacino minerario di Gardanne e le cave di gesso di Roquefort la Bédoule – un omaggio profondo e fortemente sentito alle comuni radici genealogiche”. Sottolineano ancora i promotori: “Interamente realizzata in forma artigianale e su base volontaria, la mostra è qualcosa di più di una semplice esposizione: è un modo per ringraziare, per costruire legami tra le generazioni e tra i popoli, per riportare vita e memoria nella Valle Stura”. Idealmente la mostra va così a collegarsi alla sezione del “percorso multimediale” del “Forte” dal titolo “Montagna in Movimento”, che racconta l’emigrazione alpina non come perdita, ma come trasformazione: “un racconto di come questa terra sia stata, e continui ad essere, il luogo di un continuo e fecondo andirivieni, punto di partenza e di arrivo di popoli, idee, arti, mestieri, merci e innovazioni”.

Non solo. Oltre a “Montagna in Movimento”, al “Forte”, si può anche scoprire la storia e l’architettura della Fortezza attraverso “visite guidate”, mentre, ancora in tema di mostre, è da suggerire l’esposizione permanente “Messaggeri alati” che si propone di recuperare un importante frammento di storia locale, quello della storia della “colombaia militare” che l’ “Albertino” ospitò dalla fine dell’’800 fino al 1944. Ma la vera, importane novità del 2025 è “Oltre le barriere: la storia del Forte in LIS”, un itinerario da vivere in piena autonomia attraverso cinque videoguide nella “Lingua dei Segni Italiana (LIS)”, sottotitolate e con messa in voce in lingua italiana: un nuovo percorso di visita inclusivo, con contenuti scaricabili sul proprio smartphone, accessibile alle persone sorde e udenti.

Per ulteriori info: 0171/95911510171/1670042 o www.fortedivinadio.com

g.m.

Nelle foto: “Temporary Shop” immagini di repertorio e Visita in “LIS”

Il gelato Rivolotto a Rivoli sotto le stelle

Venerdì 18 luglio sono in programma, nel cartellone di appuntamenti di ‘Rivoli sotto le stelle’, due momenti dedicati al commercio locale, alla creatività ed ai sapori d’eccellenza. Si susseguiranno sul palco di piazza Matteotti alle ore 21,00, nell’ultimo week end della rassegna promossa dalla Città di Rivoli – Assessorato al Commercio, con la collaborazione di TurismOvest, Associazione Rivoli Experience, Associazione San Rocco e commercianti di Piazza dei Portici.

Il Distretto Diffuso del Commercio della Collina Morenica premierà le attività vincitrici del contest “Vetrine in Musica”, l’iniziativa ideata per la Festa della Musica organizzata da TurismOvest, che ha coinvolto numerosi negozi dei Comuni di Rivoli, Rosta, Buttigliera Alta e Villarbasse, nella creazione di vetrine a tema musicale.

Durante la serata sarà svelato anche il nuovo gusto di gelato al “Rivolotto”, nato dalla collaborazione tra l’Assessore al Commercio Marco Tilelli e i produttori dell’omonimo biscotto.
La ricetta è stata ideata dal maestro gelatiere Roberto Iaboni della Pasticceria Gelateria da Catia&Roby di via Sestriere 61 a Rivoli. La ricetta, che presenta due varianti, classico e variegato al cioccolato, sarà divulgata alle gelaterie interessate.

Un altro passo per rappresentare Rivoli attraverso un prodotto tipico capace di varcare i confini cittadini e far conoscere la città anche dal punto di vista gastronomico.
Un dolce simbolo d’identità e promozione territoriale, frutto della sinergia tra eccellenze locali:
Pasticceria Gelateria Catia&Roby, Panetteria Pasticceria Mattiazzo, Pasticceria Moine, Pane al Pane di Mario Sparti, Profumo di pane di Eva Marigo e Pastepartout di Sandra Vinciguerra (per la versione senza glutine).

In piazza, per il pubblico che lo vorrà assaggiare, sarà presente uno stand per la vendita del gelato al gusto Rivolotto.

Per far conoscere Rivoli anche attraverso il gusto è nato anche il nuovo gelato al Rivolotto. Un prodotto simbolico, frutto della passione dei nostri artigiani, per portare eccellenza in una forma fresca, estiva, coinvolgente. – dichiara l’Asssessore al Commercio Marco Tilelli – È un modo per valorizzare il lavoro dei produttori locali e, allo stesso tempo, per offrire ai cittadini e ai visitatori un’esperienza che unisce territorio, sapore e innovazione. Lavorare in sinergia con le attività del territorio, è il cuore della nostra visione di commercio locale.”

Ecco le attività vincitrici del contest:

Votazione tramite Google Moduli
1° L’Arte del Decoupage – Rivoli
2° Enoteca Di Somma – Rivoli
3° G2 Forniture – Villarbasse

Votazione tramite Facebook (like alle foto)
1° L’Arte del Decoupage – Rivoli
2° Il Mondo di MaryAllys – Rivoli
3° Cialde e Capsule – Rivoli

La presentazione al pubblico del gelato al Rivolotto, alla presenza dei produttori del Biscotto Rivolotto, si svolgerà a cura della Città di Rivoli e di TurismOvest. L’iniziativa dimostra la forza della collaborazione tra Istituzioni, commercianti e cittadini che è uno degli obiettivi principali del Distretto del Commercio della Collina Morenica composto dai comuni di Rivoli, Buttigliera Alta, Rosta e Villarbasse e dall’associazione di categoria Confesercenti Torino e Provincia.

La grande estate dell’artigianato valdostano

L’estate ad Aosta si illumina anche con l’artigianato: tradizione, innovazione e creatività nel cuore della città

L’artigianato valdostano non si ferma mai. Tra luglio e agosto, il centro storico di Aosta si trasforma in un vivace crocevia di tradizione e innovazione: un viaggio affascinante tra saperi antichi, abilità tramandate e nuove visioni, dove la creatività incontra la cultura in un continuo dialogo tra passato e futuro.

Si parte sabato 19 luglio con la 72ª Mostra Concorso: un appuntamento atteso, in piazza Chanoux, che ogni anno celebra le eccellenze dell’artigianato valdostano. Nata nel 1952 come competizione riservata agli scultori, oggi la Mostra abbraccia un’ampia varietà di settori: intaglio, tornitura, oggetti agricoli, tessitura, lavorazione del cuoio, ferro battuto, costumi, mobili e calzature tipiche. Ogni categoria è ispirata da un tema, su cui gli artigiani si cimentano dopo un attento lavoro di ricerca. Non mancano i manufatti denominati “ARTernativi”, frutto di linguaggi più contemporanei che, pur restando legati all’artigianato, superano le tecniche tradizionali.

Accanto alla Mostra, nelle stesse giornate, torna anche il Foire Festival, rassegna musicale che animerà le serate estive con le voci più suggestive del panorama corale valdostano e alcune speciali anteprime di eventi culturali.

Dal 31 luglio al 3 agosto, piazza Chanoux ospita anche l’Atelier des Métiers, espressione autentica del “saper fare” valdostano: un’esposizione che accoglie gli artigiani professionisti per offrire al pubblico manufatti unici, nati da passione, tecnica e inventiva. Qui, ogni stand racconta una storia, ogni pezzo in mostra è il risultato di un percorso di dedizione e maestria.

A portare una ventata di freschezza e sperimentazione ci pensa ORSOFF – il Fuori-Fiera, in programma dal 31 luglio al 3 agosto: 26 artisti e artigiani – provenienti dalla Valle d’Aosta, da altre regioni italiane e dalla Francia – metteranno in scena un laboratorio a cielo aperto, dove tradizione e innovazione si fondono. I materiali tipici dell’artigianato valdostano vengono riletti attraverso nuovi linguaggi artistici e approcci culturali differenti, offrendo al pubblico un percorso alternativo e stimolante. Gli oggetti sono in vendita e potranno essere acquistati.

 

In questa bella cornice, il 2 di agosto ogni angolo della città diventa palcoscenico per celebrare un patrimonio vivo e in continua evoluzione: con la 56Foire d’été, uno spaccato della millenaria Fiera di Sant’Orso, circa 400 artigiani invadono le strade della città raccontando a chi accorre dalla valle, o anche da fuori, una storia antica, fatta di sgorbie, scalpelli, mazzuoli, pialle, i cui suoni ci proiettano già, al solo ascolto, nella fine dimensione del lavoro manuale. Ma la Foire non è solo scultura: accanto al legno o al ferro infuocato, plasmati da sapienti mani, trovano spazio anche manufatti più artistici e meno tradizionali, di vetro, ceramica, rame, oro e argento. Si può godere anche di buon cibo, musica tradizionale, danze e spettacoli.

Un’estate a misura di artigiano, dove il passato incontra il futuro e ogni visitatore può sentirsi parte di un racconto collettivo fatto di bellezza, manualità e identità.

 

Per ulteriori informazioni: lasaintours.it

“Il Risveglio del Ceppo” è partner del Campionato Mondiale di Magia

In prospettiva dell’evento del Campionato Mondiale di Magia FISM 2025, che si tiene  a Torino dal 14 al 19 luglio,  la storica Cantina Barbera dei Sei Castelli, partner dell’evento stesso, sita a Castelnuovo Calcea, è  entusiasta di svelare un’esperienza multisensoriale inedita dal nome “Il Risveglio del Ceppo”. Tale iniziativa consente di condurre i visitatori attraverso un viaggio affascinante, che fonde magia, secoli di tradizione, alchimia naturale e la ricca cultura del territorio piemontese.
In un contesto Internazionale che celebra l’illusione e l’arte dell’incanto, il “Risveglio del Ceppo” introduce  un tocco di mistero che risulta intrinsecamente legato alle origini della nostra terra. Il progetto ha la finalità di connettere mondi che, a prima vista, parrebbero distanti tra loro, il vino, la liquoristica, la cosmesi e il patrimonio museale.
L’iniziativa si articola in quattro pilastri fondamentali, ognuno dei quali contribuisce a creare un’esperienza immersiva e unica. Del vino saranno presentate etichette evocative, frutto di vitigni autoctoni, i cui affinamenti si ispirano alla ciclicità della natura e alle leggende che animano il territorio. Ogni sorso sarà un racconto. Per quanto riguarda la liquoristica sarà presente una selezione di infusi e distillati, preparati secondo antichi riti e saperi, che offrirà al pubblico un assaggio di ‘pozioni’ che evocano l’arte di un alchimista moderno.
Nell’ambito della cosmesi vi è una linea artigianale di prodotti cosmetici, sviluppati con un approccio etico e sostenibile, ispirati alle benefiche proprietà della vite, simbolo di vita e prosperità.
Il Museo del Ceppo è, invece, un’area interattiva, aperta al pubblico, che raccoglie testimonianze e suggestioni legate alla cultura  e al profondo simbolismo del ‘ceppo’. Questo elemento, radice di vita e conoscenza, diventa il fulcro di un percorso capace di esplorarne il significato attraverso i secoli.
Durante la settimana del Campionato Mondiale di Magia, il progetto “Il Risveglio del Ceppo” non si limiterà all’esposizione, ma animerà  tutte le serate aperte al pubblico. Sarà un’occasione unica in cui l’incanto della magia si fonderà con i sapori, i profumi, le storie della nostra terra.
La cantina  Barbera dei Sei Castelli ha ideato un calendario ricco di appuntamenti per offrire un’esperienza senza precedenti. L’obiettivo è accendere i sensi e risvegliare memorie sopite, permettendo al pubblico di percorrere un vero e proprio rituale di scoperta e meraviglia, in un contesto Internazionale che ne celebra il potere dell’immaginazione.
Quindi il ‘Risveglio del Ceppo’ trascende la semplice proposta enogastronomica e culturale. Si tratta di un invito a riscoprire nel profondo il legame intrinseco tra magia e natura, tra la saggezza della tradizione  e l’impulso all’innovazione  e, infine, tra ciò che è visibile e ciò che rimane celato.
Il FISM ( Fédération Internationale des Sociétés Magiques) rappresenta l’evento più prestigioso al mondo dedicato all’arte dell’illusionismo. Dopo l’edizione 2022 in Quebec, l’edizione di quest’anno si tiene  a Torino, capitale italiana dell’arte esoterica. Con oltre tremila prestigiatori, artisti  e appassionati provenienti da più di cinquanta Paesi, il FISM non è  solo un campionato mondiale, ma un festival dell’immaginazione, che propone conferenze, spettacoli, mostre e momenti esperienziali in tutta Torino.

Mara Martellotta

“Gusta”… un fresco, sabaudo Vermouth

Appuntamento nel “Giardino” della settecentesca dimora di “Casa Lajolo” a Piossasco, per un curioso viaggio  sensoriale nel mondo del “vermouth”

Venerdì 18 luglio, ore 20,30

Piossasco (Torino)

Madamin, gradisce un Vermouth? La domanda, per essere perfetta, andrebbe posta con intonazione strettamente turineisa … alla “Macario” per intenderci. Purtroppo trattasi di domanda oggidì in forte disuso. Anche nei migliori bar (se non forse in quelli rigorosamente storici) è difficile leggere, annotata dal cameriere di turno, una simile “comanda”. Vanno alla grande mille altri misteriosi intrugli a far da aperitivi, ma di “Vermouth” molto poco, purtroppo, si sente risuonar richiesta. Eppure parliamo mica di noccioline, con tutto di rispetto anche per le noccioline, ma di un grande “vino aromatizzato” nato a Torino e da Torino diffusosi, con una storia affascinante da vantare, in ogni angolo del mondo. Industrializzato (e non propriamente “inventato”) nel 1786 a Torino da Antonio Benedetto Carpano – che scelse questo nome riadattando il termine “Wermut”, con il quale in tedesco veniva chiamata l’“artemisia (assenzio) maggiore” – in realtà quello che ebbe poi a diventare l’ingrediente principale di numerosi cocktail, vantava già, pare, secoli e secoli di storia alle spalle: da Ippocrate addirittura (che si dice amasse bere vino aromatizzato, l’“ippocrasso”) con erbe, spezie e miele così come già s’usava nell’antica Grecia e nell’antica Roma. Fino ai nostri giorni.

Per arrivare a Torino, a fine Settecento, e prendere le ali, grazie all’intuito del grande inventore e distillatore, il succitato Antonio Benedetto (di nome e di fatto) Carpano. Dal 2017, fra l’altro, il “Vermut di Torino” o “Vermouth di Torino” (tutti piemontesi i grandi produttori: dalla “Cinzano” – Gruppo Campari – alla “Martini” alla “Carpano” – Fratelli Branca – e a “Gancia”) ha conseguito l’“Indicazione Geografica – IG” registrata.

E allora “Viva il Vermouth”. A rendere onore a questo grande prodotto delle nostre terre, si potrà nella serata di venerdì 18 luglio (ore 20,30) nel “Giardino” della settecentesca dimora storica di “Casa Lajolo” a Piossasco, che, all’insegna dell’evento dal titolo (che è tutto un programma) “Gusta”, farà da palcoscenico a un’esperienza sensoriale tesa proprio a (ri)scoprire e a celebrare tutte le meraviglie di un “re” del bere, alla cui popolarità contribuì anche (si dice) il Conte Camillo Benso di Cavour, che ne fu ghiotto estimatore al “suo” tavolo riservato del “Cambio”.

A guidare la serata, sarà Fulvio Piccinino, “ambasciatore” del “Vermouth di Torino” e autore del celebre libro “Il Vermouth di Torino. Storia e produzione del vino aromatizzato più famoso del mondo” (“Ed. Graphot”).

Durante l’incontro, Piccinino narrerà la storia e le curiosità legate alla nascita di questo affascinante nettare, racconterà come il Vermouth si sia evoluto nel tempo, consolidandosi nelle abitudini di consumo e nella produzione, diventando un simbolo di eleganza e convivialità.

L’esperienza “Gusta” prevede, inoltre, una “degustazione guidata” di diverse tipologie di “Vermouth”. Ogni sorso sarà intervallato da spiegazioni dettagliate e aneddoti, permettendo al pubblico di apprezzare le sfumature e le peculiarità di questo prodotto d’eccellenza.

La partecipazione  ha un costo di 35 euro a persona.

Per chi desidera vivere questa esperienza in compagnia, è prevista una speciale offerta di 60 euro per la coppia. Durata di circa due ore, “un tempo perfetto per immergersi completamente nel mondo del Vermouth”.

Iscrizione obbligatoria https://www.casalajolo.it/prenota/

g.m.

Nelle foto: “Casa Lajolo” in notturna; Calici di “Vermouth”; Fulvio Piccinino

“Una Rosa a Torino” per gli amanti e gli appassionati di Lady Oscar

Terza edizione a Torino all’hotel Adalesia 

Fino al 20 luglio è  in corso la terza edizione di “Una Rosa a Torino”, presso l’hotel Adalesia, evento d’arte a 360 gradi per tutti gli appassionati di ogni età che hanno amato e amano Lady Oscar, organizzato da Bm Srl eventi.
Lady Oscar non è  soltanto un cartone animato, ma si tratta di un fenomeno di costume, una storia di forte impatto culturale e un’epopea struggente romantica, che pone al centro un’eroina ideata da Riyodo Ikeda nel manga intitolato “Versailles no Bara” del 1972 e poi consacrata in tutto il mondo grazie alla serie TMS nel 1979. Quest’anno ha avuto un nuovo adattamento animato al cinema con un film prodotto dallo studio Mappa e distribuito da Netflix a livello mondiale, che ha suscitato non poche perplessità, ma ha fatto scoprire o riscoprire a molti appassionati il personaggio.
Questa edizione si svolge all’hotel Adalesia in via XX Settembre 7/A, organizzata da Bm Srl in collaborazione con il progetto di aggregazione artisti del mondo no profit Virtual Art Workshop Social Group, con le curatrice Antonella Bovino e Fabiana Macaluso e la scrittrice di libri fantasy e sui manga e anime, in particolare su Lady Oscar, Elena Romanello.
Sabato 12 luglio, dopo la proiezione del fan film “Due destini travolti dalla rivoluzione” della compagnia teatrale I Giocolieri delle stelle di Viareggio con il regista Yatta e alcuni attori presenti in sala, si è  tenuta la Merenda in stile Versailles, con artisti,  attori, sfilanti della Rievocazione storica del Gruppo storico La Fenice Rinnovata. A questa merenda sono stati ammessi ospiti, organizzatori e gli spettatori del fan film arrivati alle ore 13.
Il corteo storico è poi partito alle ore 16, composto da diciannove attori figuranti, alla volta di piazza San Carlo, con la rievocazione dei punti salienti delle anime e l’inserimento storico di duelli e saluti dei moschettieri in carica fino all’inconorazione di Re Luigi XIV. Il rientro in hotel è stato alle ore 18.

Domenica 13 luglio si configura come una giornata orientale con il centro benessere Tranquilium con massaggi orientali su prenotazione, workshop e performance a tema.
Il weekend conclusivo del 19 e 20 luglio sarà in cosplay per concludere la mostra.

Espongono artisti e artigiani provenienti da tutta Italia e dall’estero, tra cui Germania, Cile, Serbia e Argentina, con il tema “Il mondo di lady Oscar”. A fine esposizione è  prevista l’assegnazione di alcuni premi artistici: Premio ‘Una Rosa a Torino’, una breve recensione per l’opera più significativa ed originale; ‘Premio Adalesia’, la mini personale  all’interno del locale con targa artistica, stampe, videocerimonia ed e-book; ‘Premio Giuria Popolare’, per le opere più gradite dal pubblico; ‘Premio Sinset Informatica’; ‘Premio Virtual Art Workshop Social Group’, con inserimento nella galleria digitale anno 2025 a fine anno Ebook Virtual Art Workshop Social Group; ‘Premio Caroselli Street Art’, inserimento con stampa d’autore all’evento in collaborazione con l’organizzazione; ‘Premio Romanello’, inserimento dell’opera e breve biografia su un’uscita successiva della scrittrice; ‘Premio Tenere Piume’, inserimento dell’opera nella galleria in metaverso del sito.
Tutti i partecipanti riceveranno un attestato di merito artistico, patrocinato, tra gli altri, da Italia Arte Editore e Museo MIIT.
La mostra è visitabile tutti i giorni con ingresso dalle 12 alle 19, fino a domenica a 20 luglio.

È sempre gradito, ma non obbligatorio, l’abbigliamento in cosplay.

Mara Martellotta