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Alla Scuola di Comics gli Open Day per scoprire corsi e docenti 

“Il multiverso è un concetto di cui sappiamo spaventosamente poco”, lo dichiara Doctor Strange in “Spider Man: no way home”, film del 2021 che fa parte del Marvel Cinematic Universe. Esiste un concetto di multiverso che però è sfuggito a Doctor Strange, ovvero ciò che sta a cuore agli Open Day della Scuola Internazionale di Comics di Torino.

Il 22 e 23 maggio sarà possibile penetrare nel multimetro creativo della scuola sita in via Borgone, traendo un’esperienza immersiva e innovativa. Venerdì 22 maggio sarà possibile scegliere tra tantissimi workshop gratuiti che permetteranno di scoprire in prima persona i costi con le guide dei docenti della scuola: l’Illustrazione, con Serena Ferrero, Graphic Design con Dorina Xhaxho, Game Design con Pierluca Zizzi, Music Composition con Marco Ielpo, Videomaking con il tema Calembur, 3D Maya con Fabio Cavaliere, Concept Art con Imma Botti, Sceneggiatura con Max Valentini e Fotografia con Aldo Giarelli, oltre a molte altre discipline.

Sabato 23 maggio i docenti, gli studenti e gli ex allievi dei corsi accademici racconteranno in ogni dettaglio i percorsi, i programmi e le offerte della Comics di Torino. In entrambe le giornate sarà possibile prenotare un colloquio orientativo mostrando i propri lavori e ricevendo consigli mirati dai docenti che aiuteranno a capire quali strade intraprendere. Gli Open Day sono riservati esclusivamente ai partecipanti che abbiano compiuto almeno 16 anni di età. Le attività sono gratuite e i materiali forniti dalla scuola. Durante i due giorni sarà possibile iscriversi con uno sconto del 30% sulla quota di iscrizione ai corsi presentati per l’Anno Accademico 2026-2027.

torino@scuolacomics.it – 011334940

Mara Martellotta

“Quintessenza” … quanti colori e che profumi!

Ritorna nelle piazze, nelle vie e nei Palazzi del centro storico di Savigliano la “colorata” atmosfera del mondo delle erbe e dei fiori

Domenica 17 maggio, dalle 9 alle 19

Savigliano (Cuneo)

Per un giorno la celebre veronese “Piazza delle Erbe” si trasferirà dalla “Città di Giulietta e Romeo” alla medievale Piazza Vecchia, oggi Piazza Santarosa, cuore pulsante dello storico “libero Comune” di Savigliano, oggi fra le città più celebri, in Piemonte e nella provincia di Cuneo, come fulcro dell’arte barocca piemontese e per la sua secolare tradizione erboristica, eredità dei monaci dell’antica “Abbazia di San Pietro”, sorta, si dice, su un tempio romano dedicato alla dea Diana. Tradizione secolare, in virtù della quale, a Savigliano si torna a celebrare anche quest’anno, e per la sua 27^ edizione“Quintessenza”, la grande mostra – mercato che la “Fondazione Ente Manifestazioni” dedica al mondo delle erbe, dei fiori, delle spezie e del giardino.

L’appuntamento è per la prossima domenica 17 maggiodalle 9 alle 19, in tutto il Centro Storico della città.

Espositori, vivaisti, artigiani e produttori provenienti da diverse realtà italiane animeranno la città con proposte dedicate alla “sostenibilità”, alla “qualità” e al “rapporto autentico con l’ambiente”. E proprio piazza Santarosa, cuore della città, diventerà, come detto, la “Piazza delle Erbe” saviglianese, ospitando oltre 50 espositori specializzati nel mondo delle “erbe officinali”, delle “essenze naturali” e del “benessere naturale”piazza Cesare Battisti si trasformerà in un suggestivo “Giardino a cielo aperto“, mentre piazza Molineri accoglierà “L’isola del verde e dei profumi”, spazi dedicati ai florovivaisti e agli amanti del giardinaggio.

Le vie del centro storico si animeranno grazie alla presenza di “hobbisti” e “creativi” che esporranno le proprie creazioni lungo via Alfierivia Sant’Andreavia Torino e corso Roma. Infine, piazza Cavour sarà dedicata alle “eccellenze gastronomiche locali”, con il mercato “Campagna Amica“ di “Coldiretti” e i produttori di “Cascine Piemontesi” di “Confagricoltura”, pronti a servire, per far conoscere e degustare, prodotti alimentari di eccellenza, a “filiera corta”. Accanto all’esposizione, la manifestazione proporrà un ricco programma di “attività collaterali” tra laboratori (nel “Chiostro di Santa Monica” e di “San Pietro”), uno “spettacolo teatrale” in piazza Turletti  per i più piccoli (tratto dalle “Fiabe Italiane” di Italo Calvino, dal titolo “L’Orto di Giacomina – Omaggio a Italo Calvino”), “visite guidate” (con ritrovo presso il Polo Museale Tecno-Sensoriale “Mùses-Accademia Europea delle Essenze” in “Palazzo Taffini Acceglio”), “esposizioni” (la mostra di Laura Petri “La donna: la quintessenza!” presso il “Chiostro di San Pietro”) e diversi momenti di approfondimento nell’“area talk” (a partire da “L’immagine come linguaggio: il nostro primo biglietto da visita” con il costumista di Saluzzo Maverik Cesano), rendendo QuintEssenza un appuntamento culturale oltre che espositivo.

Via Garibaldi sarà, inoltre trasformata in una “strada di balocchi” con il “Ludobus” e i “giochi in legno” che saranno gratuitamente a disposizione dei più piccoli.

E infine “Quintessenza – OFF”

Lunedì 18 maggio, presso la Sede Universitaria ex-convento “Santa Monica” (via Garibaldi, 6), Aula 111, si terrà la tavola rotonda “Dalla formazione alla professione: l’esperienza dei laureati e delle laureate in Tecniche Erboristiche”, organizzata dal “Dipartimento di Scienza e Tecnologia del Farmaco – Università degli Studi di Torino”. Si tratta di “un’occasione concreta – sottolineano i promotori – per capire come valorizzare il proprio profilo ed orientarsi verso il primo inserimento nel mondo del lavoro, che evidenzierà come l’approccio multidisciplinare del corso di studi e le competenze acquisite permettano di gestire tutte le fasi della filiera produttiva e siano determinanti per affrontare le sfide e cogliere le opportunità offerte dal mondo del lavoro”. Ingresso con prenotazione, fino ad esaurimento posti, scrivendo a: segreteria.tecniche-erboristiche@unito.it

Per maggiori info su “Quintessenza”, telefonare allo 0172/712536 o scrivere una mail a info@entemanifestazioni.com o visitare il sito www.entemanifestazioni.com

g.m.

Nelle foto: immagini di repertorio

“Festival del Verde” Si prosegue con il Salone del Libro OFF

Grande partecipazione nella prima settimana del “Festival” che ora prosegue con “Pagine Verdi”

Fino al 17 maggio

Si è conclusa con numeri decisamente positivi e grande successo la prima settimana del “Festival del Verde” (4 – 24 maggio), interamente dedicata a bambine, bambini e famiglie con l’obiettivo di avvicinare le nuove generazioni alla natura e al verde urbano. Realizzata in collaborazione con l’“Assessorato alle Politiche Educative” della Città di Torino e con il sostegno del “Consiglio Regionale del Piemonte”, la rassegna Festival del Verde EDU” ha proposto laboratori, attività divulgative e appuntamenti diffusi tra musei, orti e giardini scolastici di Torino e dell’area metropolitana, ma anche negli spazi di Associazioni e Cooperative aderenti al Festival.

Tra gli appuntamenti più partecipati della settimana, le passeggiate esplorative di “Barriera Multispecie” (martedì 5 e venerdì 8 maggio), tenute  al “FIATCafé500 – Pinacoteca Agnelli” (con gli elaborati creativi realizzati dalle studentesse e dagli studenti del Triennio di Illustrazione dello “IED Torino”) e la grande Festa gratuita (sabato 9 maggio) al “Museo Lavazza”, aperta a famiglie, educatrici, educatori e insegnanti, organizzata con il sostegno della “Fondazione Lavazza” e in collaborazione con il “Centro di documentazione e biblioteca pedagogica” della Città di Torino nel corso della quale si sono susseguiti numerosi “laboratori”, “attività esperienziali” e “momenti di scoperta” dedicati al verde urbano e al rapporto con la natura, ospitati nella “Piazza Verde” di “Nuvola Lavazza”, che hanno coinvolto circa 800 partecipanti tra bambini, ragazzi e adulti.

Entrato poi nel vivo sabato e domenica 10 maggio, con il weekend di “Verde Svelato”, il “Festival” ha aperto al pubblico oltre 40 tra giardini, cortili, orti urbani e spazi verdi esclusivi di Torino e dintorni grazie a visite guidate e aperture straordinarie, con quasi duemila kit acquistati per partecipare all’iniziativa, che  proseguirà sabato 16 e domenica 17 maggio a Cuneo, con l’apertura di ville storiche oltre a parchi e numerose altre “location”.

E ora? Perché non approfittare, pur anche, delle magnifiche occasioni che possono venire dalla coincidenza temporale con il “Salone Internazionale del Libro di Torino”?

Il Programma della seconda settimana del “Festival del Verde” (lunedì 11 e domenica 17 maggio) non poteva infatti non strizzare l’occhio alle intense Giornate dedicate al torinese “Salone del Libro”. Così, per questi sette giorni il “Festival” andrà a proporsi sotto il titolo di “Pagine Verdi” nei numerosi spazi dedicati al “Salone OFF”. Con appuntamenti che si svolgeranno nelle Librerie cittadine che collaborano con il “Festival”, oltre a Biblioteche Civiche, Case editrici e Associazioni Culturali che proporranno una selezione di libri dedicati “al verde” e “al paesaggio”. Da segnalare, in particolare, l’incontro di giovedì 14 maggio (ore 17) alla “Biblioteca Civica Centrale” (Via della Cittadella, 5), dal titolo Giardini da leggere, con Cecilia Cognigni, dirigente delle “Biblioteche Civiche Torinesi”, Laura Menegatti, docente del “Liceo Scientifico Galileo Ferraris” e condotto da Enrico Finocchiaro, operatore volontario di “Servizio Civile”.

E, ancora, da non perdere, mercoledì 13 maggio, alla “Libreria Borgopò” (via Luigi Ornato, 10), l’incontro con Silvia Fogliato che presenterà “Mercanti di piante. Invenzioni e mode nella rivoluzione dei vivai” (Viella Editrice, 2026), dedicato alla storia dei vivai e alla diffusione delle specie esotiche tra Seicento e Novecento.

Sabato 16 maggio, all’“Orto Botanico dell’Università di Torino” (viale Pier Andrea Mattioli, 25), Francesco Broccolo guiderà una visita “tra botanica e ironia” ispirata al suo “Piccolo erbario delle piante stronze” (Rizzoli, 2025), mentre domenica 17 maggio, all’interno di “Spazio 22_4” (via Caraglio, 10), Marco Ferrari presenterà il libro “Le piante non sono animali verdi” (Bollati Boringhieri, 2026).

Martedì 19 maggio, infine, si torna all’“Orto Botanico dell’Università di Torino” con Paola Bonfante per la presentazione di “Piante, noi e loro. Biologia, simboli, sentimenti di una relazione speciale” (Il Mulino, 2026), in un incontro dedicato al legame tra “esseri umani” e “mondo vegetale”. Bella sfida!

Da lunedì scorso 11 maggio a sabato 16 maggio “Pagine Verdi” farà inoltre tappa a Chieri, con una selezione di libri dedicati al paesaggio e alla natura ospitata presso la “Biblioteca Civica Nicolò e Paola Francone”, in via Vittorio Emanuele II, 1.

Tutta la programmazione del “Festival del Verde” è consultabile sul sito: www.festivalverde.it

G.m.

Nelle foto: “Verde Svelato” a Villa Fubini (Ph. Antonio Pio Roseti); Visita all’“Erbario” dell’“Università di Torino” (Ph. Antonio Pio Roseti); Laboratori per bambini “Museo Lavazza” (Ph. Andrea Terlizzi).

Cervicale a Torino: perché il dolore al collo tende a tornare

Informazione promozionale

Spesso ricorrente e sottovalutato, il dolore cervicale richiede una valutazione mirata per essere risolto davvero — e non gestito a episodi.

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Un disturbo che riguarda quasi tutti
Il dolore al collo è tra i disturbi muscolo-scheletrici più diffusi della popolazione adulta. Si stima che circa il 70% delle persone ne soffra almeno una volta nella vita, mentre ogni anno il 40-50% presenta un episodio di cervicalgia (Ariens et al. 1999; Cole et al. 2000).
C’è un dato, però, che colpisce ancora di più: oltre il 60% dei pazienti va incontro a recidive. Il dolore torna. E spesso torna perché, alla prima volta, è stato trattato come un disturbo passeggero da gestire con un antidolorifico e qualche giorno di pausa.
L’esperienza clinica lo conferma: la cervicalgia non è un problema banale e raramente “passa da sola” in modo definitivo.
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I segnali da non ignorare
Ci sono situazioni in cui il dolore cervicale merita attenzione tempestiva:
  • persiste oltre 7-10 giorni
  • si associa a vertigini, formicolii o cefalea ricorrente
  • limita la rotazione del capo o la mobilità del collo
  • si accompagna a rigidità importante, soprattutto al risveglio
  • si ripresenta a cicli regolari
In presenza di sintomi neurologici — disturbi visivi, della parola, della deglutizione, deficit progressivi agli arti superiori o cefalea improvvisa intensa — la valutazione medica deve essere immediata.
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Perché il dolore cervicale tende a tornare
La cervicalgia non è quasi mai un problema isolato. In presenza di dolore, il sistema nervoso centrale modifica il modo in cui controlla postura e movimento del rachide cervicale, generando:
  • perdita di stabilità della colonna cervicale
  • compensi muscolari
  • posizione del capo in avanti (forward head posture)
  • alterazioni del controllo motorio
Studi clinici (Elliott et al. 2006) hanno mostrato che, nei pazienti con dolore cervicale cronico, compaiono modificazioni strutturali dei muscoli — come infiltrazioni adipose e riduzione della capacità di stabilizzazione — già nelle prime settimane. Per questo intervenire precocemente non è un dettaglio: fa la differenza tra un episodio risolvibile e una condizione che cronicizza.
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Le cause non sono mai una sola
Dire “cervicale” non è una diagnosi: è il punto di partenza. Le origini possono essere diverse e, nella maggior parte dei casi, intrecciate:
  • disfunzioni articolari del rachide cervicale
  • tensioni muscolari e fasciali
  • alterazioni posturali da postazione di lavoro, smartphone, guida prolungata
  • esiti di colpo di frusta o traumi
  • stress e tensione emotiva sostenuta
Una valutazione mirata serve proprio a capire quale fattore è prevalente nel singolo caso — perché ogni quadro richiede un trattamento diverso.
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Cervicale, mal di testa e schiena: un sistema collegato
Una cosa che spesso sfugge: cervicale, cefalea muscolo-tensiva e mal di schiena fanno parte dello stesso sistema. Tensioni nella parte alta della colonna possono generare mal di testa; squilibri posturali nella zona lombare possono ripercuotersi sulla cervicale.
Per questo un approccio realmente efficace valuta la persona nel suo insieme, non un singolo distretto.
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Gli errori più comuni
Molti pazienti arrivano nello studio dopo aver già tentato strade poco efficaci:
  • riposo assoluto prolungato (peggiora rigidità e recupero)
  • uso ripetuto di farmaci senza una valutazione
  • esercizi generici trovati online
  • collari cervicali tenuti più del necessario
  • attese di settimane sperando che “passi da sola”
Il risultato è quasi sempre lo stesso: il dolore si stabilizza, il movimento si riduce, le recidive diventano più frequenti.
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Un approccio personalizzato e multidisciplinare
Le evidenze scientifiche sono concordi: il trattamento più efficace per la cervicalgia non si basa su un’unica tecnica, ma sull’integrazione di:
  • terapia manuale
  • esercizio terapeutico personalizzato
  • rieducazione del movimento e della postura
  • strategie ergonomiche per la vita quotidiana
Nei casi più complessi — colpo di frusta, vertigini di origine cervicale, cefalea associata — diventa fondamentale il confronto con altri specialisti (fisiatra, neurologo, ortopedico) per costruire un percorso integrato. È questa la logica di un centro multidisciplinare: una sola persona valuta, un team intero accompagna il recupero.
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Un caso reale
Una paziente di 38 anni si è rivolta al centro per dolore cervicale ricorrente da oltre un anno, con episodi sempre più ravvicinati e cefalea associata. Aveva già provato massaggi, antinfiammatori ed esercizi presi online, senza risultati duraturi.
La valutazione ha mostrato una marcata postura del capo in avanti, ridotta stabilità dei muscoli profondi del collo e tensioni miofasciali della zona cervico-scapolare. Il percorso costruito ha combinato terapia manuale, esercizi specifici di controllo motorio e una revisione della postazione di lavoro. In poche settimane il dolore si è ridotto significativamente e, soprattutto, la frequenza degli episodi è diminuita.
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Quando rivolgersi a uno specialista
Intervenire entro le prime settimane significa:
  • ridurre i tempi di recupero
  • limitare il rischio di recidive
  • evitare la cronicizzazione
  • migliorare nel concreto la qualità della vita quotidiana
In presenza di sintomi persistenti o che ritornano spesso, una valutazione fisioterapica specifica è il passo più efficace per capire da cosa dipende davvero il dolore.
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Domande frequenti
Quanto dura il dolore cervicale?
Un episodio acuto può risolversi in pochi giorni con il giusto trattamento. Una cervicalgia cronica, se trascurata, può durare mesi e tendere a ripresentarsi.
La cervicale può causare vertigini?
Sì. In caso di alterazione della propriocezione cervicale o dopo un colpo di frusta, la cervicalgia può associarsi a vertigini e instabilità.
Meglio riposo o movimento?
Il riposo assoluto prolungato non è raccomandato. Un’attività controllata e guidata, nella maggior parte dei casi, accelera il recupero.
Serve sempre la risonanza?
No. Nella maggior parte delle cervicalgie comuni la diagnostica per immagini non è necessaria. Diventa indicata in presenza di sintomi neurologici o quadri specifici.
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Cervicale che non passa? Capire la causa è il primo passo
Se il dolore cervicale persiste, torna ciclicamente o si associa a vertigini e cefalea, una valutazione fisioterapica mirata permette di individuare l’origine del problema e impostare il percorso più adatto.

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Cuorgné: il Torneo di maggio in memoria di re Arduino

Dal 16 al 24 maggio Cuorgnè celebra le gesta del primo Re d’Italia con una serie di iniziative, tra cui il Torneo di maggio

Dal 16 al 24 maggio la città di Cuorgnè ospiterà il Torneo di Maggio, tornando a celebrare le gesta del primo Re d’Italia con il programma al gran completo e il ritorno delle storiche bettole. Dal 1987, il Torneo di Maggio alla corte di Re Arduino rappresenta una delle più importanti e coinvolgenti manifestazioni storiche piemontesi, capace di far rivivere nel Canavese i segni del suo passato medievale. L’edizione 2026 segnerà un momento di particolare festa: dopo l’attesa, l’evento è tornato con le bettole in via Arduino, che rappresenteranno il fulcro della convivialità e della tradizione gastronomica del borgo. L’evento è organizzato dalla Pro Loco di Cuorgnè con il patrocinio della Città di Cuorgnè, della Città metropolitana di Torino, della Regione Piemonte e dell’UMPLI Piemonte. La manifestazione prenderà il via sabato 16 maggio con la solenne uscita dei Reali dal portone del teatro Pinelli, dove verranno rivelati Re Arduino e la Regina Berta 2026. Sarà il momento in cui l’intero popolo dei Borghi acclamerà i suoi sovrani.

Si proseguirà poi in piazza Pinelli con la gara dei tamburi, una sfida all’ultimo colpo di bacchetta, dove i gruppi dei Borghi si contenderanno la vittoria in una delle gare più emozionanti del Palio. Venerdì 22 maggio entrerà nel vivo il secondo weekend, con la Corsa delle Botti: due rappresentanti per ogni borgo si sfideranno in una gara di velocità e destrezza lungo le vie del centro, e la serata di concluderà con il concerto delle Muse del Diavolo all’Rena Rex Imperi. La serata storica sarà organizzata sabato 23 maggio: in quell’occasione centinaia di figuranti in abiti medievali sfileranno accompagnati dal suono di tamburi battenti che creeranno atmosfere d’altri tempi. Proseguiranno le sonorità medievali folk con il concerto dei Corte di Lunas.

Domenica 24 maggio sarà una giornata dedicata interamente alle famiglie: sotto i portici di via Arduino si terrà la Caccia al Tesoro. Piazza Pinelli ospiterà laboratori didattici, mentre in piazza del Comune sarà allestita un’area attrezzata con fasciatoi e accessori per garantire il massimo comfort a grandi e piccini nel Borgo dei Fanciulli.

Mara Martellotta

LEGO Star Wars, prima nazionale a Le Gru

 

DAL 15 AL 24 MAGGIO

area eventi esterna al primo piano
dal lunedì al venerdì dalle ore 15 alle 19
sabato e domenica dalle ore 11 alle 13 e dalle ore 15 alle 19

un’esperienza immersiva
tra costruzioni monumentali e aree gioco interattive 

Le Gru accende i motori iperspaziali e ospita in prima esclusiva nazionale LEGO Star Warsdal 15 al 24 maggio nell’area eventi esterna coperta al primo piano. Un appuntamento per vivere in prima persona la saga di Guerre Stellari in versione “a mattoncini” e per celebrare l’uscita cinematografica del film Star Wars: The Mandalorian & Grogu.

Per tutti gli appassionati e per i curiosi sarà l’occasione per un’esperienza immersiva articolata in due principali aree tematiche concepite per unire intrattenimento, creatività e inclusione.

All’interno dell’Area gioco i visitatori, grandi e piccoli, avranno a disposizione una piscina di migliaia di mattoncini, tavoli dedicati alla costruzione e due postazioni con console PS5 per l’utilizzo di videogiochi a tema. Qui sarà possibile collaborare alla costruzione collettiva di una maxi-statua di Darth Vader alta 2,5 metri.

Nell’Area espositiva, invece, si potranno ammirare tre sculture, naturalmente in Lego, di alcune delle più iconiche della saga, R2-D2, uno Stormtrooper e lo stesso Darth Vader, affiancate da vetrine contenenti diorami ufficiali che riproducono astronavi e scene significative della narrazione cinematografica. Il percorso è completato da video coinvolgenti espositori con oggetti originali e grafiche ufficiali che permettono di ripercorrere i momenti salienti dell’universo creato da George Lucas.

L’appuntamento, a ingresso e partecipazione libera, è accessibile dal lunedì al venerdì dalle ore 15 alle 19, mentre il sabato e la domenica l’orario si estende anche alla mattina, dalle ore 11 alle 13 oltre alla fascia pomeridiana dalle ore 15 alle 19.

Giaveno e la Val Sangone da scoprire con Bike Adventure

Un weekend dedicato al cicloturismo, alle escursioni nell’ambiente naturale e alla riscoperta delle tradizioni per conoscere Giaveno e la Val Sangone: è la proposta della seconda edizione dell’evento Valsangone Bike Adventure, in programma sabato 16 e domenica 17 maggio a Giaveno con il patrocinio della Città metropolitana di Torino.

Sabato 16 maggio sarà possibile partecipare al giro serale “Sensa fià” al calar del sole, mentre le proposte di domenica 17 sono il giro intermedio “I senté stermà”, il più impegnativo tour “Daje mac” e il giro per famiglie “Sensa présa”. Le proposte per i camminatori sono il Sentiero dei Semplici e l’itinerario Casa Verde per gli escursionisti. Alle pedalate e camminate con guide e accompagnatori qualificati, gustando le prelibatezze locali, si affiancheranno workshop dedicati al mondo delle due ruote, un’area espositiva in cui si potrà trovare l’ispirazione per i prossimi viaggi in sella o per cercare una nuova bicicletta, una pista Junior per i piccoli biker, un tuffo nel ciclismo storico con expo e mostre dedicate. Piazza Molines si trasformerà in una grande vetrina per le aziende del mondo della bicicletta e del turismo outdoor, per i negozi specializzati e le associazioni che operano nel settore del ciclismo, del cicloturismo e del turismo outdoor presenti sul territorio o comunque legate alla Valsangone.
sito Internet www.valsangonebikeadventure.it

Timeless Hair Art Exhibition, un viaggio nella storia dell’acconciatura

Nel cuore di Torino, tra bellezza, arte e memoria collettiva, la profumeria Sinatra Galerie de Beauté ha ospitato questo pomeriggio l’inaugurazione della mostra fotografica Timeless Hair Art Exhibition, un viaggio attraverso le immagini più iconiche della storia dell’acconciatura e del beauty internazionale. L’esposizione resterà visitabile fino a lunedì 18 maggio.

L’evento, iniziato alle 16.30, ha richiamato appassionati del settore, professionisti e curiosi, trasformando gli spazi della boutique in un luogo di confronto culturale sul ruolo dell’hairstyling nella società contemporanea. Ventiquattro scatti selezionati raccontano infatti come capelli, tagli e acconciature abbiano contribuito nel tempo a definire identità, mode e persino miti dello star system.
A curare l’esposizione è stato lo staff di EsteticaHair, storica rivista di riferimento per il mondo dell’acconciatura fondata nel 1946, oggi presente anche a livello internazionale con numerose edizioni nel mondo.

Cuore dell’incontro è stata anche la presentazione di Hairitage – Le venti eredità, il saggio storico-biografico firmato dal giornalista ed editore Roberto Pissimiglia, che ripercorre la storia dell’acconciatura attraverso i grandi protagonisti che ne hanno cambiato il linguaggio e l’immaginario collettivo. Un’opera monumentale, costruita tra testimonianze dirette, aneddoti e ricostruzioni storiche, che attraversa oltre un secolo di costume, moda e società.
Nel libro trovano spazio più di seicento protagonisti del mondo dell’hairstyling internazionale, con continui intrecci tra coiffure, arte, cinema, letteratura e alta moda. Dalle intuizioni imprenditoriali di Matilda Harper, pioniera del franchising al femminile tra Otto e Novecento, fino alla rivoluzione estetica di Marcel Grateau e delle sue ondulazioni permanenti; dall’eleganza rivoluzionaria di Antoine, artefice del caschetto simbolo dell’emancipazione femminile, fino allo star system creato da Alexandre de Paris, parrucchiere delle grandi dive internazionali e delle maison dell’alta moda.
Pissimiglia intreccia poi la sua esperienza personale ai racconti dei grandi maestri del Novecento: Vidal Sassoon, considerato l’architetto dei capelli moderni, Sam McKnight, celebre per il look di Lady Diana, fino ad Aldo Coppola, definito nel libro “l’Andy Warhol dell’acconciatura”. Non mancano storie sorprendenti e profondamente umane, come quella del parrucchiere britannico Tony Rizzo, che trasformò un dramma personale in un grande progetto benefico internazionale a sostegno della ricerca contro la leucemia infantile.
Più che un semplice volume dedicato al beauty, Hairitage si presenta così come un racconto culturale sull’evoluzione dell’immagine e sull’impatto che i capelli hanno avuto nella costruzione dei miti contemporanei. Un tema che ha attraversato anche il talk del pomeriggio, durante il quale si è parlato di estetica, identità e comunicazione visiva, ma anche del rapporto tra bellezza e potere mediatico.

Accanto all’autore sono intervenuti due ospiti d’eccezione. Paola Gribaudo, curatrice di libri d’arte, Presidente dell’Archivio Gribaudo e già
Presidente dell’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino, presente in qualità di curatrice della postfazione del volume, ha approfondito il dialogo tra arte, editoria e fotografia, sottolineando come l’acconciatura sia spesso diventata nel tempo una vera forma espressiva già a partire dagli antichi egizi
Molto atteso anche l’intervento di Diego Dalla Palma, autore della prefazione del libro, che ha condiviso riflessioni e aneddoti sul mondo della bellezza, sul rapporto tra immagine e personalità e sull’evoluzione dell’estetica nel costume contemporaneo.
Nel corso dell’incontro è emersa con forza l’idea che un taglio di capelli non rappresenti soltanto una scelta estetica, ma un vero linguaggio sociale e culturale. Un concetto che Pissimiglia sintetizza anche nel suo libro: dietro ogni trasformazione dell’immagine si nasconde spesso una ricerca personale, un cambiamento, il desiderio di mostrarsi al mondo in una nuova luce.
Dopo la presentazione, gli ospiti hanno potuto visitare l’esposizione allestita negli spazi inferiori della location, soffermandosi davanti agli scatti che hanno segnato la storia dell’hairstyle internazionale e che ancora oggi continuano a influenzare tendenze e immaginario collettivo.

GIULIANA PRESTIPINO

Viaggi, ristoranti e benessere. Torino spende in esperienze per dimenticare la precarietà

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L’OPINIONE

A Torino si spende di più, ma non necessariamente si vive meglio
È questa la fotografia più nitida che emerge dai consumi delle famiglie torinesi tra il 2025 e l’inizio del 2026: meno soldi destinati alla spesa alimentare, più risorse investite in viaggi, cene fuori, palestra, sport e benessere personale. Un cambio di priorità che racconta molto più di una semplice moda.

Dietro questi numeri c’è una città che prova a difendere la propria qualità della vita in un clima economico percepito come fragile. La spesa media mensile cresce e supera i 2.600 euro, ma contemporaneamente diminuisce la capacità di risparmio: solo una minoranza riesce ancora a mettere qualcosa da parte. È il segnale di una classe media che continua a consumare, ma lo fa comprimendo le spese considerate essenziali.

Il dato più significativo non è tanto l’aumento delle uscite per il tempo libero, quanto il calo di quelle alimentari. Per la prima volta da anni, molte famiglie riducono acquisti quotidiani e consumi domestici pur di non rinunciare a esperienze che garantiscono evasione immediata. Ma anche qui vale la pena chiedersi: quale turismo, quali esperienze?

“Chi vuol esser lieto, sia: di doman non v’è certezza”, scriveva Lorenzo il Magnifico. E sembra quasi il manifesto implicito di questa stagione: spendere oggi per sentirsi vivi subito, anche se il risparmio si assottiglia e il futuro resta opaco. Il fitness, la cena fuori, il weekend diventano piccoli strumenti di compensazione emotiva dentro una quotidianità percepita come instabile.

Eppure sarebbe sbagliato leggere questi dati come il segnale di una città più ricca o più serena. Al contrario: raccontano una fragilità diffusa, mascherata da consumo. Si taglia sulla spesa quotidiana per salvare piccoli spazi di gratificazione personale. È il paradosso torinese contemporaneo: consumare esperienze per sentirsi meno precari, mentre la precarietà resta lì, sullo sfondo, sempre più normalizzata

Chiara Vannini

 

 

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Le famiglie torinesi faticano a risparmiare

La spesa media mensile delle famiglie torinesi si attesta nel 2025 a 2.616 euro, un valore sostanzialmente stabile rispetto all’anno precedente. Diminuisce la quota destinata ai consumi alimentari, tornati sui livelli precedenti alla pandemia, mentre cresce la spesa per beni e servizi non alimentari, trainata soprattutto dai costi legati alla casa — in particolare utenze e arredamento. Riprende anche il settore dell’abbigliamento, mentre restano stabili le spese per viaggi, vacanze e consumi fuori casa. In calo, invece, il numero delle famiglie che riesce a risparmiare. A livello territoriale, in Lombardia la spesa risulta superiore del 17% rispetto al Piemonte.

I dati sono stati presentati a Palazzo Birago nell’ambito dell’Osservatorio sulle spese delle famiglie torinesi, l’indagine promossa dalla Camera di commercio di Torino che, in coerenza con le rilevazioni ISTAT nazionali, analizza consumi e abitudini di acquisto di 240 nuclei residenti nel capoluogo piemontese.

Come sottolineato da Massimiliano Cipolletta, presidente della Camera di commercio di Torino, si registra un lieve incremento della spesa mensile, dovuto principalmente agli acquisti non alimentari. Tengono le spese per il tempo libero, riparte l’abbigliamento, ma si riduce la quota di famiglie in grado di accantonare risparmi. Cresce inoltre la preferenza per i negozi tradizionali, mentre la grande distribuzione mostra una lieve flessione. Nel confronto territoriale, la spesa delle famiglie torinesi si mantiene in linea con quella regionale piemontese, pur restando inferiore alla media nazionale.

L’indagine evidenzia anche l’evoluzione della composizione familiare nell’ultimo decennio. È diminuito il numero medio dei componenti dei nuclei familiari ed è aumentata in modo significativo la presenza di persone che vivono sole. Nel campione analizzato, le famiglie composte da una sola persona rappresentano oltre il 45%, dato coerente con gli archivi anagrafici della Città di Torino, secondo cui circa un residente su due vive da solo.

Dal punto di vista economico, il 40% delle famiglie si colloca in una fascia di livello medio, il 15% in condizioni di agiatezza e il 14,2% in una situazione di autosufficienza. La fascia di debolezza economica interessa invece il 30,8% delle famiglie torinesi e supera il 53% tra le persone sole.

Nel complesso, il quadro del 2025 mostra famiglie che mantengono stabile il livello di spesa, ma con una crescente pressione sui bilanci domestici e una minore capacità di risparmio.

Oltre il benessere di facciata: costruire una solidità interiore che resista al tempo

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Essere consapevoli riguardo alla propria condizione psicofisica non è un fattore scontato

Avere la capacità di leggersi veramente in un’epoca in cui il benessere viene spesso raccontato attraverso immagini curate, frasi motivazionali e routine perfette, richiede sforzo e dedizione. Sui social e nei contesti professionali sembra che tutti sappiano sempre come gestire emozioni, relazioni e difficoltà. Tuttavia, dietro questa narrazione levigata, molte persone sperimentano fragilità profonde e silenziose. Non è un caso che sempre più individui si rivolgano a professionisti, siano essi in presenza o a distanza come il dott. Davide Caricchi di Psicologo online 24, per comprendere come costruire una stabilità emotiva che non dipenda dall’approvazione esterna o dall’assenza di problemi, ma da basi interiori più solide e durature.

Benessere reale e benessere percepito

La psicologia distingue tra benessere soggettivo e benessere autentico. Il primo è legato alla percezione immediata di piacere o soddisfazione; il secondo riguarda la coerenza tra valori, scelte e identità personale. È possibile che i due non coincidano, portando a sentirsi temporaneamente bene senza essere davvero in equilibrio. Il benessere di facciata è fragile perché dipende dalle circostanze: successo lavorativo, riconoscimento sociale, relazioni senza conflitti.

Al contrario, la solidità interiore si costruisce su elementi più stabili: consapevolezza di sé, capacità di regolare le emozioni, accettazione dei propri limiti. Numerosi studi mostrano che le persone che sviluppano queste competenze sono più resilienti di fronte agli eventi stressanti. Non è l’assenza di difficoltà a determinare la forza, ma il modo in cui le si attraversa.

La resilienza come competenza allenabile

La resilienza non è una dote innata riservata a pochi. Le ricerche in ambito psicologico dimostrano che può essere sviluppata nel tempo attraverso pratiche concrete: riflessione sulle esperienze, costruzione di relazioni di supporto, rielaborazione degli errori. Imparare a dare significato alle difficoltà riduce il loro impatto destabilizzante.

Un elemento centrale è la capacità di distinguere tra ciò che dipende da noi e ciò che non possiamo controllare. Questa distinzione, presente in molte tradizioni filosofiche e confermata dalla psicologia moderna, aiuta a ridurre il senso di impotenza. Concentrarsi sulle proprie azioni, anziché sulle variabili esterne, rafforza il senso di efficacia personale.

Emozioni: accoglierle, non negarle

Un altro pilastro della solidità interiore è il rapporto con le emozioni. Spesso si tende a reprimere tristezza, paura o rabbia per mantenere un’immagine di equilibrio. Tuttavia, evitare sistematicamente le emozioni negative non le elimina: le rende solo meno visibili, ma più influenti. Le emozioni ignorate trovano comunque il modo di emergere.

Le evidenze scientifiche indicano che riconoscere e nominare le proprie emozioni ne riduce l’intensità e migliora la capacità di gestione. Questo processo, chiamato regolazione emotiva, è associato a una maggiore stabilità nel tempo. Accettare la propria vulnerabilità è un segno di maturità, non di debolezza.

Coerenza tra valori e scelte

La solidità interiore si rafforza quando le azioni quotidiane sono coerenti con i propri valori. Le persone che vivono in dissonanza – ad esempio, perseguendo obiettivi imposti dall’esterno – sperimentano livelli più alti di stress e insoddisfazione. Al contrario, agire in linea con ciò che si ritiene importante favorisce un senso di integrità personale.

Questo non significa vivere senza compromessi, ma mantenere un orientamento chiaro. Chiedersi “Perché lo sto facendo?” è spesso più utile che chiedersi “Sto facendo abbastanza?”. La direzione conta più della velocità, soprattutto in un contesto sociale che valorizza la performance continua.

Relazioni come fondamento della stabilità

Numerosi studi longitudinali hanno evidenziato che la qualità delle relazioni è uno dei fattori più importanti per il benessere a lungo termine. Non si tratta della quantità di contatti, ma della presenza di legami autentici e di sostegno reciproco. La connessione umana agisce come fattore protettivo contro lo stress.

Costruire relazioni basate su fiducia e reciprocità richiede tempo e autenticità. Anche questo è un antidoto al benessere di facciata: mostrarsi per ciò che si è, senza maschere eccessive, crea legami più stabili e soddisfacenti. La solidità interiore cresce quando non dobbiamo difendere continuamente un’immagine.

Dal successo esteriore alla forza interiore

Andare oltre il benessere apparente significa spostare l’attenzione dall’immagine alla sostanza. Non è un percorso rapido, né lineare. Richiede introspezione, pazienza e disponibilità al cambiamento. Tuttavia, i benefici sono duraturi: maggiore equilibrio, capacità di affrontare le crisi, senso di continuità nel tempo.

La vera stabilità non nasce dall’assenza di problemi, ma dalla capacità di restare centrati mentre la vita cambia. In un mondo che premia l’apparenza e la velocità, scegliere di costruire una solidità interiore è un atto di consapevolezza che permette di resistere alle oscillazioni esterne e di mantenere una direzione personale anche quando il contesto si trasforma.