MUSLI – Museo della Scuola e del Libro per l’Infanzia. Palazzo Barolo – Via Corte d’Appello 20/C -29 aprile – 26 giugno 2022
(Inaugurazione venerdì 29 aprile alle 17.30)
Piccolina, ma pur sempre “Divina”, la Commedia dantesca continua a far parlare di sé nell’anno che segue il “Dante 700” che ha celebrato i sette secoli dalla sua scomparsa. Lo fa con la mostra “Piccina Commedia – Dante e i ragazzi tra educazione e ricreazione”, progetto di ricerca sviluppato nel corso del 2021 dalla Fondazione Tancredi di Barolo in collaborazione con l’Università degli Studi di Torino e visitabile presso il MUSLI, Museo della Scuola e del Libro per l’Infanzia di via Corte d’Appello 20/C a Torino dal 29 aprile al 26 giugno 2022.
L’esposizione si propone di documentare la presenza di Dante e della sua opera nella produzione editoriale italiana destinata ai giovani nel periodo tra il 1850 e il 1950, sia nei libri di letteratura per ragazzi che nei testi scolastici.
4 passi nell’universo dantesco
La prima sezione del percorso è riservata a “Dante e la Divina Commedia in 100 anni di libri e periodici illustrati per ragazzi in Italia”. Il visitatore vi potrà esplorare quella suggestiva zona di confine tra letteratura popolare e per l’infanzia in cui convivono approcci divulgativi, educativi, didascalici e di colto intrattenimento, consistenti in traduzioni, adattamenti, versioni parodiche o umoristiche, testimonieranno anche l’esistenza di opere più o meno note al grande pubblico ma sempre dotate di spiccata intelligenza e creatività.
Sarà proposta una vasta e variegata iconografia utilizzata per avvicinare i giovani lettori al fascino del personaggio e della sua opera, soprattutto in epoche più recenti.
“Dante in Classe” è il titolo della seconda sezione della mostra; allestita in un’aula storica del MUSLI, presenta un’ampia selezione di libri, quaderni e materiale didattico di ogni genere che intende documentare la presenza del sommo Poeta nella scuola italiana del secolo scorso, un ambito specifico ancora poco conosciuto e frequentato. In questa selezione, spiccano la splendida litografia a colori di un manifesto didattico stampato da Paravia negli anni ’40 che raffigura uno spaccato dell’Inferno e rari pennini e inchiostri dedicati a Dante raccolti dal collezionista ed esperto calamofilo Stefano Lenti. Un ulteriore approfondimento tematico è dedicato alla presenza nella scuola della “Società Dante Alighieri” detta “la Dante”.
Dante, tra classicismo e contemporaneità
Il percorso, sospeso tra la tradizione iconografica dell’800 e del primo Novecento fino alla realtà aumentata, porrà in evidenza un approccio a Dante originale e capace di dialogare tra culture classiche e postmoderne: dalle illustrazioni del passato alle tavole contemporanee, fino alle creazioni tridimensionali rappresentate dalle “fotosculture” di Umberto Mastroianni, i pop-up di Massimo Missiroli e le visioni fantasy di Alfredo Podestà. A questi, si aggiungeranno alcuni progetti di libri animati destinati a grandi e piccini, realizzati nell’anno scolastico 2020/2021 dagli studenti dell’indirizzo “Design del Libro” del Liceo Artistico Passoni di Torino.
Tra gli artisti più significativi, spesso influenzati dalle archetipiche illustrazioni che Gustave Doré realizzò per la Divina Commedia nel 1861, vi sono Enrico Mazzanti, Antonio Maria Nardi, Piero Bernardini, Giovanni Battista Galizzi, Gustavino (Gustavo Rosso), Mario Zampini, Manfredo Manfredini, Tancredi Scarpelli e Corrado Sarri. Riguardo all’interpretazione moderna e contemporanea dell’universo dantesco, saranno protagonisti “Topolino all’Inferno”, con le celebri tavole realizzate da Guido Martina e Angelo Bioletto, rispettivamente sceneggiatore e disegnatore della celebre parodia disneyana, e un inusuale “Pinocchio” in viaggio nei gironi infernali, frutto della vivace immaginazione di Marco Corona.
La mostra in sintesi
Il Progetto di ricerca, sviluppato nell’arco del 2021 nell’ambito di Dante 700 Unito è stato realizzato dalla Fondazione Tancredi di Barolo. La mostra, allestita al MUSLI come integrazione del Percorso libro e del Percorso scuola, è curata da Pompeo Vagliani ed è corredata da una pubblicazione che raccoglie l’intero progetto di ricerca con saggi del curatore e di Luciana Pasino.
La mostra sarà visitabile negli orari di apertura del MUSLI (sabato e domenica ore 14.00-19.00) ed è inclusa nel costo del biglietto: intero 8,00 euro (gratuito per abbonamento musei, minori di 11 anni e ridotto 5,00 euro per possessori di Piemonte card).
Nel corso della mostra sono previsti eventi e attività laboratoriali di cui sarà disponibile a breve un calendario dettagliato.
Il MUSLI
Il Museo della Scuola e del Libro per l’Infanzia, è la principale emanazione della Fondazione Tancredi di Barolo. L’ente museale si propone di coniugare l’attenzione alle radici storiche “locali” con la storia dell’educazione e dell’editoria per l’infanzia della nostra Regione, senza perdere di vista la dimensione internazionale.



Il romanzo narra una storia di sradicamento e lontananza e, anche se l’acqua compare poco nelle pagine, il mare è l’elemento che collega i due luoghi tra i quali si muove il protagonista. Da un lato l’oceano Indiano che lambisce l’Africa Orientale e dall’altro quello della cittadina costiera inglese dove approda.
Si inizia con la scrittrice Karen Blixen, nata Isak Dinesen in una residenza di campagna non lontano da Copenaghen, poi planata in una fattoria africana. Kankimäki decide di recarsi in Africa seguendo le orme dell’autrice de “La mia Africa” e utilizza ogni sorta di materiale per ripercorrerne la vita; dal pessimo matrimonio con il barone Bror al grande amore per Denis Finch Hatton che andava e veniva a suo piacimento tra le braccia di Karen.
Cresce, legge, si forma idee personalissime e precise sul mondo che la circonda; soprattutto sulla condizione femminile chiusa in un perimetro di pensiero, azione e occupazioni decisamente limitato ed asfittico. Quando conosce la fondatrice di un quotidiano locale ha l’illuminazione che guiderà i suoi futuri passi: decide di diventare giornalista.
ha cercato di immobilizzarla, che Giulia ha trovato la forza di superare quel limite.
Il ritiro “frettoloso” di quel che era rimasto della coalizione internazionale e la chiusura delle ambasciate occidentali in Afghanistan ha fatto riflettere tutti noi, ci ha lasciato amareggiati e con un senso di vuoto, in quei giorni d’estate a tutto pensavamo tranne che essere immersi in un’altra dimensione come quella di un paese di nuovo in mano ai temuti Talebani. Paese lontano eppure mediaticamente ed empaticamente così vicino.

Rubrica settimanale a cura di Laura Goria
difficilissimi, passioni anche devastanti, nascite e morti, in sostanza, “una vita interessante”. Ed emerge il ritratto intimo di una donna che è stata bambina coraggiosa e ribelle, amante, moglie, madre e imprenditrice di successo che ha saputo veleggiare, sempre a testa alta, tra i marosi di un’esistenza complicata.
Ian Williams è poeta e scrittore nato a Trinidad, cresciuto in Canada, professore di Letteratura Inglese alla University di Toronto e questo è il suo romanzo di esordio, con il quale ha vinto lo Scotiabank Giller Price.
Questo libro della giornalista, scrittrice e conduttrice può essere visto anche come una sorta di testo matriowska, nel senso che include tanti altri libri che per l’occasione possiamo leggere per la prima volta oppure rileggere, ma con lo sguardo nuovo suggerito dalla Bignardi.
Djuna Barnes “La foresta della notte” pubblicato nel 1936, libro di cui si innamorò lo scrittore T. S. Eliot che scrisse la prefazione. Testo dalla trama esile, scandito da capitoli non lineari che conducono il lettore da una città all’altra –tra Parigi e New York- , in tempi e situazioni diverse, in una sorta di viaggio onirico.
“La passione” raccoglie 9 racconti di storie poco appariscenti, ma dal significato profondo. Parlano di passioni, sentimenti, e narrano -tra l’altro- di una madre che fa visita alla figlia che non vedeva da anni; della morte di un proprietario terriero; di un sarto armeno a New York vittima di una giovane perfida. O ancora, dei pensieri deliranti di un’aristocratica anziana, e dei dottori Katrina e Otto giunti in America negli anni Venti
polizia Mastrodomenico; l’uomo che era a capo della banda armata sulla quale anni prima aveva indagato Schiavone e che gli era costata l’assassinio dell’adorata giovane moglie Marina. La raffica era destinata a Rocco ma aveva colpito la donna della sua vita e da quella perdita non si è mai più ripreso.
Continuano gli appuntamenti della “Primavera di Bellezza” inseriti nel Calendario “Beppe Fenoglio 22”, a cura del “Centro Studi”dedicato al mitico scrittore e partigiano albese, in occasione del Centenario della nascita (Alba, 1 marzo 1922 – Torino, 18 febbraio 1963). Dopo l’incontro di domenica scorsa, con “Tra le righe di Fenoglio” che ha portato i partecipanti all’evento, attraverso una piacevole visita guidata, in 11 tappe del centro storico di Alba, luoghi vissuti, amati e descritti da Fenoglio, sabato prossimo 9 aprile (ore 15) nel paese di Mango e dintorni si inaugura uno dei primi “percorsi fenogliani”. L’organizzazione è dell’“Associazione Manganum ODV” che ha inteso programmare una serie di iniziative volte a rafforzare il legame fra lo scrittore, la sua terra di Langa e in particolare il paese di Mango (con i suoi luoghi più tipici, le cascine, il suo possente Castello e i suoi meravigliosi e larghi panorami), dove Fenoglio ha soggiornato e su cui molto ha scritto. Mango (media Langa, 1300 abitanti) è infatti uno dei paesi che Beppe cita più frequentemente nei suoi romanzi, ne “Il partigiano Johnny” e in “Una questione privata”, negli “Appunti partigiani 44-45” e nei “Racconti”. Mango lo ha accolto durante la guerra di Resistenza, che si consumava strenuamente su tutte le colline dall’Alta alla Bassa Langa e non solo, nel nome di una libertà da riconquistare ad ogni costo, anche al prezzo della propria vita. E di particolare importanza sarà proprio sabato 8 il ripristino del “Percorso del partigiano Johnny”, arricchito da opere d’arte che richiamano le trascrizioni letterarie riportate nelle postazioni vicine. Per info: 