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Libri che parlano di libri

Una bacheca che dedicata ai libri che raccontano se stessi.

Durante una bella passeggiata nella nostra citta’ sono entrata in una delle mie librerie preferite alla ricerca di un libro che mi ispirasse. Oltre ad alcuni titoli che mi hanno convinto per i loro argomenti interessanti, ho trovato una intera bacheca che mi ha colpito molto: “i libri che parlano di libri”, un’ intera collezione di pubblicazioni meravigliose che sottolineano l’importanza della lettura e raccontano di storie ambientate in biblioteche e altri luoghi magici colmi di copertine e carta stampata.

Sorpresa dall’idea e ammirata dalle copertine colorate e iconiche, ho notato alcuni titoli che mi hanno incuriosito particolarmente.

Il primo e’  Curarsi con i libri, di Ella Berthhoud e Susan Elderkin,  che racconta di rimedi letterari per ogni malanno. Il volume propone una sorta di ricettario letterario, dedicato al corpo e allo spirito, e il suo potere curativo in base alla problematica da affrontare, dal raffreddore al mal d’amore. Il libro, edito da Sellerio, e’ scritto con un approccio umoristico e narra aneddoti e storie di vita di protagonisti piu’ o meno illustri coinvolti da disturbi e acciacchi di varia natura.

Un altro libro che ha attirato la mia attenzione e’ la Biblioteca dei sussurri, di Desy Icardi, ambientato a Torino e pubblicato da Fazi.

Dora e’ una bambina speciale che abita in una casa che si affaccia sull’omonimo fiume torinese. La piccola protagonista ha un dono particolare, riesce ad ascoltare i sussurri della casa, gli “spifferi” di chi non c’e’ piu’. Tutto procede normalmente finche’ la morte non si porta via suo zio e per consolarsi passa le sue giornate nella Biblioteca Civica di Torino dove incontra il Lettore Centenario che le insegnera’ ad essere una vera lettrice.

Il libraio di Venezia, edito da Feltrinelli, invece, con la sua copertina che raffigura la calma dopo la tempesta, narra della famosa libreria Moby Dick che Il 12 novembre 2019 viene inondata da 187 centimetri di acqua che sommerge gli scaffali di Vittorio, il proprietario. Tutto sembra perduto, ma quei libri anche se oramai sono rovinati dall’acqua e non piu’ perfetti, sono ancora vivi, proprio da questa visione parte la rinascita, simbolo di speranza. Personaggi, colpi di scena, l’amore che nasce grazie ai libri, un bel romanzo di Giovanni Montanaro.

Un altro libro che mi ha attirato a se’ per la copertina, una libreria con una scritta in giapponese in una bella illustrazione e’ I miei giorni nella libreria Morisaki, di Satoshi Yagisawa, edito da Feltrinelli.

Ambientato a Jinbōchō, Tōkyō, il tranquillo quartiere delle librerie in mezzo ai grattacieli della capitale giapponese, narra di Tatakouna giovane ragazza reduce da una delusione amorosa. Lo zio, Satoru, decide di tenderle la mano proponendole di lavorare qualche ora nell’antica libreria e di abitare al piano di sopra di questa, la ragazza accetta la proposta nonostante non sia, ancora, una amante dei libri. Le giornate saranno scandite da discussioni sulla letteratura giapponese e dagli incontri con un ragazzo coinvolto da un misterioso romanzo. Tatako scoprira’ un modo di relazionarsi e di comunicare che parte dai libri.

Molti altri sono i libri esposti in questa bella vetrina dedicata alla lettura: il noto L’ombra del vento di Carlos Ruiz Zafon, Una vita da libraio di Shaun Bythell, La piccola libreria sul Tamigi di Frida Skyback, Il club delle fate dei libri di Thomas Montasser e moltissimi altri.

La lettura e’ una passione, ma puo’ essere una terapia molto efficace, i libri sono quei rimedi di cui non si dovrebbe mai fare a meno.

MARIA LA BARBERA

“Il mondo nella nebbia”: Maiullari narra di eroi quotidiani, creature incantate e magia

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Ravelldhur è un mondo ricco di vita, creature incantate e magia. Ma è anche un mondo avvolto da una Nebbia senziente che punisce chiunque trasgredisca le leggi. E se il rispetto di quelle leggi fosse stato affidato a un essere oscuro, forse nemmeno umano, con la capacità di manipolare i pensieri e i ricordi dei vivi?

 

L’AUTORE

Michelangelo Maiullari nasce a Bari il 18 giugno 1981.

Frequenta il liceo-ginnasio Q. Orazio Flacco e l’Università degli Studi di Bari, conseguendo la laurea in Lettere classiche con una tesi sulle armi greche dell’epoca omerica e dell’epoca classica.

Dal 2012 lavora per l’azienda Space s.p.a. di Prato.

Fin da giovane età sviluppa un interesse per la scrittura e il disegno artistico che hanno come nucleo centrale ambientazioni e tematiche fantasy.

Nel 2012 pubblica il romanzo “Il sentiero di pietra” presso la casa editrice “Mondi velati”, esclusivamente in formato e-book.

Nel 2022 pubblica il romanzo “Il mondo nella nebbia” presso la casa editrice Zerounoundici edizioni in formato cartaceo e e-book.

IL LIBRO

Ravelldhur è un mondo ricco di vita, creature incantate e magia. Ma è anche un mondo avvolto da una Nebbia senziente che punisce chiunque trasgredisca le leggi. E se il rispetto di quelle leggi fosse stato affidato a un essere oscuro, forse nemmeno umano, con la capacità di manipolare i pensieri e i ricordi dei vivi?

Cosa accadrebbe se qualcuno desiderasse la libertà tanto da sfidare questo potere e spingersi a imprese impossibili pur di cambiare lo stato delle cose? È ciò che stanno per scoprire un gruppo di sventurati e improvvisati eroi, quando un misterioso individuo senza memoria piomba dal nulla incrinando l’ormai secolare legge del Mondo nella Nebbia.

Un uomo si risveglia in un prato, senza alcun ricordo di chi sia e si rende conto che l’intero mondo è circondato da una Nebbia senziente.

Aiutato da un folletto e una strega, intraprenderà un pericoloso viaggio verso l’ignoto, mentre la Nebbia miete le proprie vittime e rapisce ogni essere vivente predisposto alla magia. La Nebbia è controllata da un essere malvagio, una sorta di stregone, che può leggere e manipolare la mente e i ricordi delle persone.

Nel corso della storia si intrecceranno vicende e personaggi secondari, formidabili guerrieri e temibili creature, ma anche persone comuni che possono solo contare sulla propria intelligenza e caparbietà per non soccombere alle ingiustizie e iniquità; ognuno avrà il proprio ruolo nell’intricata rete degli eventi.

Il gruppo di sprovveduti e improvvisati eroi presto si renderà conto di essere entrato in un gioco complesso, ordito già da parecchio tempo e che ora sta volgendo al termine.

Il romanzo è disponibile sia in formato cartaceo e e-book che in versione Audiolibro.

Il mondo nella Nebbia in versione cartacea o e-book è ordinabile sui principali store on-line (Feltrinelli, Mondadori, Ibs, ecc.) ed è immediatamente disponibile su Amazon, dove è possibile acquistarlo e leggerne un estratto, al seguente link:

https://www.amazon.it/mondo-nella-nebbia-Michelangelo-Maiullari/dp/8893705885/ref=sr_1_1?crid=3QPSWJIS158U2&keywords=il+mondo+nella+nebbia&qid=1701594088&sprefix=%2Caps%2C279&sr=8-1

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Il mondo nella nebbia in versione Audiolibro, con la voce di Lorenzo Loreti, le musiche originali di Filippo T. Casanova e la nuova copertina disegnata da Dario Senesi, è disponibile mandando una richiesta direttamente all’autore Michelangelo Maiullari, al seguente indirizzo e-mail:

ilmondonellanebbia@gmail.com

dove vi saranno fornite tutte le indicazioni relative all’acquisto e all’invio dei file.

Sul canale di Lorenzo Loreti è possibile ascoltare un estratto di circa 35 minuti dell’audiolibro, al seguente link:

https://youtu.be/608EHP4xbSk?si=7Nu9MwSaX4-CEbIj

 

INTERVISTA ALL’AUTORE

Allora Michelangelo, parliamo un po’ del tuo libro. Spiegaci com’è nata l’idea per questa storia e svelaci alcune curiosità legate alla trama:

Sono partito da un topos letterario che mi ha sempre affascinato: quello di un ambiente chiuso e limitato, in cui le persone vivono isolate dal resto del mondo, ignare di tutto ciò che esiste o avviene al di là della loro barriera. Così è nata l’idea della nebbia che circonda tutto ciò che rimane di un mondo sgretolato. Una curiosità può essere questa: mi sono reso conto, col passare del tempo, che l’idea iniziale che avevo in mente, era totalmente diversa da ciò che poi ho scritto. Era come se la storia si evolvesse da sola. Nella mia mente avevo varie versioni di una stessa vicenda e mi sono divertito a pensare a tutti i possibili risvolti della trama, come se stessi tornando indietro nel tempo e scegliessi quale strada intraprendere per poi vedere il presente modificarsi di conseguenza. Una piccola traccia di questo gioco mentale la si può vedere in una delle vicende, credo, più catartiche del libro: c’è un momento in cui uno dei protagonisti vive due versioni dello stesso evento; la prima si svolge nella sua immaginazione, la seconda, invece, è ciò che accade realmente. Quelle erano le due versioni che avevo pensato e per quella particolare occasione ho potuto giocare con immaginazione/realtà e lasciarle entrambe.

Hai dovuto lavorare molto per scriverlo?

Ho impiegato circa un anno per completarlo. Non è stato troppo difficile scrivere la storia, poiché a grandi linee l’avevo già in mente, e come detto continuava a svilupparsi in modo autonomo man mano che raggiungevo i vari punti chiave. La parte più complicata è stata poi la revisione e far quadrare tutti i dettagli.

L’idea del titolo com’è nata?

Il nucleo del racconto è la nebbia, quindi è stato quasi automatico scegliere il titolo. All’inizio avevo pensato a qualcosa di più evasivo e accattivante, ma non volevo si perdesse il riferimento all’elemento chiave.

Raccontaci in breve qualcosa di te, chi è Michelangelo nel quotidiano?

Sono una persona molto introversa e chiusa, purtroppo; la socialità mi è sempre risultata difficile e perciò mi sono da sempre rifugiato nei miei mondi fantastici. Per il resto penso che la mia vita sia comune a quella di tante altre: lavoro, amici e hobby che nel mio caso, conformemente al mio carattere, si concretizzano in giochi da tavolo e di ruolo e bricolage.

Bene Michelangelo, vuoi segnalarci dei contatti social in cui i nostri lettori possono seguirti e contattarti?

Potete contattarmi su Facebook alla mia pagina personale oppure alla pagina del romanzo “Il mondo nella nebbia” e su Instagram (michelangelomaiullari).

I libri più letti e commentati del mese

Lettori dalla parte dei lettori: ecco la rassegna dei titoli più commentati nella nostra community, quella di Un Libro Tira L’altro Ovvero Il Passaparola Dei Libri, dove si discute di letture, senza pregiudizi; a novembre abbiamo discusso de L’Ultima Libreria Di Londra, di Madeline Martin, un libro di recente uscita che secondo i nostri lettori  non ha avuto il successo che meriterebbe; Sono Tornato Per Te, l’ultimo romanzo di Lorenzo Marone, scrittore napoletano sempre più apprezzato dai lettori; I Girasoli Di Kiev, di Erin Litteken chi lo ha letto giura che sia un libro che rimane nel cuore, il dibattito è aperto.

 

Incontri con gli autori

 

Le nostre interviste mensili ci hanno portato a intervistare Sandrone Dazieri, autore di romanzi noir con protagonista Il Gorilla e Sarah Savioli, scrittrice che sta conquistando una fetta sempre maggiore di appassionati con il personaggio di Anna Melissari.

 

Questo mese, inoltre, siamo tornati a conversare con Olivia Ninotti, in occasione del suo ritorno in libreria con il seguito del fortunato Sembrava Un British Invece Era Un Merdish; abbiamo conosciuto la giovane esordiente Edissa Cerini autrice del delicato A Misura D’Uomo, il poeta Marco Plebani autore della raccolta  Decimo Dan e lo scrittore fantasy Giovanni Bravi, anche lui esordiente, che ha da poco pubblicato Memoria E Tenebre.

 

 

 

Per questo mese è tutto. Vi invitiamo a seguire Il Passaparola dei libri sui nostri canali sociali e a venirci a trovare sul nostro sito ufficiale per rimanere sempre aggiornati sul mondo dei libri e della lettura! unlibrotiralaltroovveroilpassaparoladeilibri.it

L’isola del libro

RUBRICA SETTIMANALE A CURA DI LAURA GORIA

 

Helga Flatland “Fino alla fine” -Fazi Editore- euro 18,50

Dopo il bellissimo “Una famiglia moderna” (Fazi 2022), la scrittrice norvegese mette a segno un altro colpo vincente e riconferma la sua bravura nell’addentrarsi nelle complesse e sottese dinamiche familiari.

Ora al centro della narrazione è il difficile rapporto tra la ginecologa Sigrid -ribelle che è fuggita dal piccolo villaggio rurale scandinavo e il suo orizzonte ristretto- e la madre Anne, insegnante che invece nella casa avita abita da sola.

Due donne molto diverse e legate da una sorta di odio-amore, intriso di disattenzioni, incomprensioni, non detti e pochi abbracci. Si sentono sporadicamente solo telefonicamente, quasi per convenzione; senza parlarsi veramente e così facendo il divario che le separa diventa sempre più un burrone.

Sigrid vive a Oslo, presa dal lavoro, i rapporti con i figli, l’ex marito e l’attuale compagno. Cova un rancore costante verso quella madre che avverte distante da sempre, disattenta verso di lei fin da quando era bambina, tanto da dimenticarne i compleanni.

Anne è una roccia di donna, indipendente ma segnata dalle difficoltà dell’esistenza; a partire dagli anni difficili al fianco del marito Gustav che a 60 anni era stato annullato da una malattia neurovegetativa. Ora lui non c’è più, ma Anne ogni mattina e in ogni stagione, inverno compreso, onora la loro abitudine di tuffarsi dal pontile nelle acque gelide del lago vicino. Questo per dirvi la tempra di questa anziana signora che da sola sa cavarsela benissimo nella fattoria che manda avanti da sempre.

Lo scatto avviene quando ad Anne viene diagnosticato un cancro ed è allora che i rapporti e gli affetti si ricollocano in nuove prospettive. Sarà la chiave di volta che aprirà i cuori, riconfigurerà rapporti e ruoli, smaltirà i silenzi e ci porterà nel cuore di una famiglia alle prese con la vita e i vari destini.

 

Patrick Modiano “La strada per Chevreuse” -Einaudi- euro 16,00

Impossibile riassumere questo libro dello scrittore francese Premio Nobel per la letteratura nel 2014, che alcuni critici accostano niente meno che a Proust. “La strada per Chevreuse” è in realtà senza trama, se non quella della memoria, dei ricordi e di sprazzi di vissuto.

Protagonista è l’alter ego dell’autore, Jean Bosmans, di professione scrittore, orgogliosamente sonnambulo, dunque in un certo senso dotato dell’abilità di vedere dove altri non possono farlo.

In queste pagine Jean cerca di ricostruire scene e incontri del suo passato legati alla parola Chevreuse; ed è in questa valle che si dirige in macchina con Camille, l’amica indecifrabile soprannominata “Teschio”.

Durante il viaggio a Jean tornano in mente reminiscenze di quando era bambino, ricordi vaghi di persone che sfumano in ombre, una casa che sa di conoscere da sempre ma non ricorda bene perché.

A rendere ancora più complicato questo viaggio nella memoria resta la misteriosa Camille che si aiuta a sopportare la vita con pillole rosa e sembra legata a ulteriori misteri. Case abitate da personaggi equivoci e inquietanti; Jean avverte una sorta di accerchiamento e… forse ha assistito ad un crimine. Insomma un conturbante viaggio nella memoria spesso nebulosa.

 

 

Manuel Vilas “ Amor costante” -Guanda- euro 19,00

L’ultimo romanzo dello scrittore spagnolo è il racconto di un’utopia, quella della protagonista Irene, vedova di 50 anni, dopo 20 di matrimonio felice; o almeno così si è indotti a credere per buona parte del libro. Non siamo al livello di meravigliosa profondità dell’esordio con “In tutto c’è stata bellezza” (2018), però l’abilità narrativa di Vilas c’è intatta, e già solo quella vale la lettura.

Irene è una signora benestante e ancora in grado di suscitare l’interesse dell’altro sesso; ora, dopo la vita idilliaca con Marc è alle prese con lo struggente ricordo del marito defunto. Ripensa continuamente agli anni trascorsi con lui, quando loro due si erano chiusi e avviluppati in un bozzolo privatissimo di passione e amore totale. Si potrebbe dire che Irene e Marc avevano vissuto l’uno per l’altra, in modo così totale che poco a poco erano stati isolati dagli amici, che si sentivano esclusi e quasi infastiditi dalla loro dirompente intimità.

Ora che Marc non c’è più, per lei sono insormontabili il dolore e l’isolamento. Da lui ha ereditato una piccola fortuna che le consente di fare quello che vuole senza alcuna preoccupazione finanziaria. Così Irene intraprende un viaggio quasi donchisciottesco senza una meta precisa, da un hotel di lusso all’altro, lungo le coste spagnole, francesi e italiane. Un mediterraneo descritto come una sorta di paradiso; anche se fanno capolino i drammatici naufragi dei migranti e la crisi climatica.

Ma il nocciolo della storia è il disperato tentativo di Irene di far rivivere la magia del suo matrimonio attraverso fugaci incontri con altri uomini incontrati per caso. Sconosciuti con cui passa la notte, nel tentativo di ritrovare nell’attimo del loro piacere il volto del marito.

E’ il suo modo di sfuggire alla triste realtà, di perpetrare un’intesa unica che la morte le ha strappato. E’ anche l’escamotage per convincersi che comunque non stia tradendo la memoria di Marc dal momento che è lui che cerca nei volti di altri uomini, anche se solo per il fulmineo attimo di un orgasmo. E qui forse il romanzo un po’ zoppica.

Resta il racconto intelligente di una fantasia personale che in qualche modo cerca di essere la risposta a un mondo deludente e la difesa da un destino perfido. Ma non mancheranno le soprese.

 

Abraham Pais “Oppenheimer” -Mondadori- euro18,00

Abraham Pais (nato ad Amsterdam il 1918 e morto a Copenhagen nel 2000) è stato un importante fisico teorico. Ha collaborato con Albert Einstein e Niels Bohr, è stato ricercatore e docente in prestigiose università americane e ha scritto libri scientifici e biografie.

Pais è stato collega di Oppenheimer a Princeton, e questo è un valore aggiunto della sua ricostruzione della vita del direttore del Progetto Manhattan.

In queste pagine ripercorre la vita del geniale scienziato, inventore della bomba atomica e perseguitato poi dalla sua coscienza per essere stato un creatore di morte a un livello mai visto prima, un distruttore di mondi.

Pais ricuce gli anni giovanili, universitari e da docente di Oppenheimer, la tenacia nel perseguire le sue intuizioni e la lotta per realizzarle, salvo poi finirne travolto in tutti i sensi. Il libro unisce dati biografici essenziali e un ritratto a tutto tondo dell’uomo, precisa competenza tecnica (la parte più ostica se non si ha una preparazione scientifica), accurata ricostruzione storica e abilità narrativa.

 

Caffetterie di Torino Paragonate a Libri Celebri: Un Tour da Raccontare

Le strade di Torino sono quotidianamente traboccanti di grandi storie di vita moderna, profumano di
aroma al caffè, e hanno spesso il suono delle pagine sfogliate dei giornali o dei libri.

Come capitoli di un libro, le caffetterie di Torino offrono esperienze uniche, simili alle trame di
celebri opere letterarie. Ognuna di esse racconta una storia avvincente, come se fosse parte
integrante di un romanzo indimenticabile.

Ma se collegassimo le caffetterie più rinomate di Torino a romanzi che hanno lasciato un’impronta
duratura nella letteratura, cosa verrebbe fuori? Scopriamolo!

Farmacia del Cambio: “Orgoglio e Pregiudizio” di Jane Austen
La Farmacia del Cambio, con la sua atmosfera elegante e raffinata, evoca il mondo di “Orgoglio e
Pregiudizio” di Jane Austen. Come l’eroina Elizabeth Bennet, che naviga tra le complesse dinamiche
sociali dell’Inghilterra del XIX secolo, i visitatori della Farmacia del Cambio si immergono in
un’atmosfera di classe e grazia. La trama del romanzo si svela tra chiacchiere intriganti, proprio come
le conversazioni che potrebbero svolgersi tra le pareti di questo luogo storico.


Caffè Platti: “La Solitudine dei Numeri Primi” di Paolo Giordano
Il Caffè Platti, con la sua eleganza senza tempo, richiama il romanzo di Paolo Giordano, “La
Solitudine dei Numeri Primi”. La trama del romanzo, che segue le vite di due personaggi accomunati
dalla loro singolarità, trova un riflesso nell’atmosfera unica del Caffè Platti. Come i protagonisti del
libro, i frequentatori del Platti sembrano portare con sé un alone di solitudine, avvolti da un’atmosfera
di raffinata melancolia.

Caffè Torino: “Il Grande Gatsby” di F. Scott Fitzgerald
Il Caffè Torino, situato in piazza San Carlo, trasporta i visitatori nel mondo glamour e simile ai
ruggenti anni ’20 de “Il Grande Gatsby”. La piazza stessa diventa un palcoscenico in cui si svolgono
storie di lusso e mistero, riflettendo il fascino ambiguo del romanzo di Fitzgerald. Gli ospiti del Caffè
Torino, sia nel locale che nella Piazza più bella di Torino, si trovano immersi in un’atmosfera di
opulenza e segreti, come se stessero partecipando a una delle feste sfarzose descritte nel libro.


Caffè Gerla: “Il Piccolo Principe” di Antoine de Saint-Exupéry
Il Caffè Gerla, con la sua atmosfera accogliente e familiare, si collega al mondo magico de “Il Piccolo
Principe”. Come il protagonista del libro che visita pianeti lontani, i visitatori del Gerla sembrano
viaggiare in un mondo di storie e incontri straordinari. La trama sottolinea il valore dell’amicizia e
dell’essenziale, elementi che emergono anche nella semplicità e nel calore del Caffè Gerla.

Caffè Elena: “Il Codice da Vinci” di Dan Brown
Il Caffè Elena, con la sua combinazione di modernità e tradizione, ricorda il mistero e l’intrigo de “Il
Codice da Vinci”. I visitatori possono sentire l’energia della scoperta mentre sorseggiano il loro caffè,
proprio come i protagonisti del romanzo di Dan Brown. L’atmosfera del Caffè Elena sembra essere
permeata da segreti nascosti e simboli enigmatici, invitando i clienti a immergersi in un mondo di
conoscenza e avventura.

Caffetteria al Bicerin: “Storie di Straordinaria Follia” di Charles Bukowski
La Caffetteria al Bicerin, con la sua atmosfera unica e il celebre Bicerin, evoca lo spirito ribelle e
anticonvenzionale di Charles Bukowski in “Storie di Straordinaria Follia”. Come i racconti di Bukowski
che esplorano la vita marginale e le eccentricità umane, la Caffetteria al Bicerin offre un rifugio per
coloro che cercano un’esperienza fuori dagli schemi, dove l’arte del caffè si intreccia con le storie più
stravaganti.

Baratti & Milano: “Colazione da Tiffany” di Truman Capote
Il Baratti & Milano, con la sua eleganza e la raffinatezza delle sue creazioni, ci trasporta nel mondo
glamour di “Colazione da Tiffany” . Come Holly Golightly, che ama immergersi nella bellezza e nel
lusso, i clienti del Baratti & Milano possono gustare prelibatezze squisite e caffè pregiato in un
ambiente che evoca lo stile e l’eleganza della protagonista di Capote.

Bar Zucca: “Gossip Girl” di Cecily von Ziegesar
Il Bar Zucca, emerge come il luogo ideale per chiunque sia in cerca di glamour, stile e un pizzico di
mistero. Questo affascinante caffè può essere paragonato, in molti aspetti, al mondo scintillante e
intrigante dei romanzi di “Gossip Girl”. Analogamente al legame dei personaggi di “Gossip Girl” con
l’alta società di Manhattan, il Bar Zucca diventa un punto di riferimento per l’alta società torinese. I
clienti, come veri e propri protagonisti di una trama sociale sembrano celare dietro un sorriso
enigmatico segreti e intrighi che si svelano solo sotto la luce soffusa del locale e sorseggiando caffè o
cocktail.

Caffetteria Mulassano: “L’Età dell’Innocenza” di Edith Wharton
La Caffetteria Mulassano, con la sua atmosfera un po’ da ruggenti anni ’20, ci riporta nell’era
aristocratica di “L’Età dell’Innocenza” di Edith Wharton. Come i personaggi del romanzo che navigano
tra convenzioni sociali e desideri proibiti, i visitatori del Mulassano possono sperimentare
un’atmosfera intrisa di nostalgia e eleganza, dove ogni dettaglio sembra raccontare una storia di
amori intensi e complicati.

Pasticceria Ghigo: “La Fabbrica di Cioccolato” di Roald Dahl
Come Willy Wonka crea cioccolato magico nella sua fabbrica, la Pasticceria Ghigo si distingue per
l’arte impeccabile nella creazione di incantevoli e squisiti dolci. Questa Pasticceria e Caffetteria è un
richiamo all’opera “La Fabbrica di Cioccolato” di Roald Dahl. Entrare nella Pasticceria Ghigo è come
aprire la porta della Fabbrica di Cioccolato: una varietà di delizie esposte come tentazioni irresistibili.
La selezione accurata di dolci e cioccolatini diventa la chiave per accedere a nuovi mondi di sapori,
così come i biglietti d’oro di Dahl erano la chiave per entrare nella fabbrica di Wonka.

Le caffetterie di Torino possono davvero diventare pagine di romanzi celebri, offrendo esperienze che
vanno ben oltre il semplice atto di bere un caffè. Ogni luogo, con la sua atmosfera unica e la sua
storia intrisa di cultura, si collega a romanzi che hanno plasmato la letteratura mondiale, creando un
connubio tra arte, gusto e narrazione che rende ogni visita un viaggio attraverso le pagine di storie
senza tempo.

Noi abbiamo sperimentato così, la prossima volta che entrerete in uno dei caffè celebri della città
torinese, provate anche voi e immaginate le opere che più vi sono care.

CRISTINA TAVERNITI

“Tuo padre suonava l’armonica”. Silvana Mossano premiata a Firenze

Il libro della giornalista piemontese 2° Classificato – Sezione Romanzo edito

«Tuo padre suonava l’armonica», romanzo della giornalista e scrittrice Silvana Mossano di Casale Monferrato è stato premiato come secondo in classifica nella sezione Romanzo Edito del Premio letterario Città sul Ponte di Firenze. Ecco la motivazione.

Trama lineare e avvincente con vari colpi di scena, scritta con uno stile ricco ed efficace. Un finale rivelatore che scopre alcune carte nascoste. Temi importanti, come la difesa dell’ambiente, ne fanno un romanzo non solo divertente ma pieno di spunti di riflessione. I personaggi emergono dai gesti, dagli sguardi, dalle parole che riescono a caratterizzarli. Hanno uno spessore e un’identità convincenti. Un affresco del paese che ne riecheggia tanti altri e sa evocare, con un linguaggio spesso poetico, quell’identità e quella personalità che le città a volte non hanno.

A Bardonecchia il “Diario italiano” di Quaglieni

Gilberto Pichetto

Venerdì 8 dicembre alle ore 17,30 a Bardonecchia nel Salone delle Feste (piazza Valle Stretta 1) lo storico Pier Franco Quaglieni presenterà il suo ultimo libro “Diario italiano. Figure del nostro tempo”, Pedrini Editore. Una carrellata di figure rappresentative di una Italia che non c’è più e non è ancora affidata alla storia anche perché le polemiche continuano a prevalere sulla opportunità di una riflessione al di là di ogni mitizzazione o anatema preconcetto. Saluto iniziale del Ministro Gilberto Pichetto Fratin. Coordina il giornalista Massimo Fiammotto.

“Chiamatemi Tonino”, nel libro di Verrigni il vero amore risponde a molte domande

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Si possono affrontare e superare con la sola forza dell’amore gli ostacoli della quotidianità? Si può chiamare vita una vita senza la persona che si ama? Si può essere davvero se stessi rinunciando a essere ciò che si è per la persona amata? Si può portare la propria vita al limite dell’esistenza e continuare a esistere in virtù di una promessa? Quando a rispondere a questi interrogativi è il vero amore, la risposta è sicuramente sì.

L’AUTORE

Domenico Verrigni, per tutti Mimmo, Nasce a Corato nella provincia barese, il 3 aprile 1965. La sua famiglia si trasferisce a Trani nel 1969 e da allora vive in questa meravigliosa cittadina affacciata sul mare nel nord barese con sua moglie Teresa e la sua bassottina Livia. È un artista semplice e visionario, un sognatore con la passione per la scrittura e in particolar modo per la poesia, passione che si concretizza nel gennaio del 2017 con la pubblicazione di 31 componimenti poetici scelti fra i tanti scritti dall’autore, nasce così: “Sinfonie del Profondo” edito da Cervino Edizioni, una raccolta che è viva espressione delle passioni e dei sentimenti del poeta.

L’opera è arricchita dalle illustrazioni di uno dei più grandi protagonisti dell’arte contemporanea, il pittore e scultore William Tode e dalla prefazione del critico d’arte e letterario il prof Angelo Calabrese che di lui dice: “Mimmo è così: riesce a diluire la marea della complessità nella semplicità dell’amore e dei sentimenti”. Con i suoi versi e i suoi racconti, è presente in molte antologie poetiche e letterarie, ricevendo apprezzamenti e menzioni di merito. Si cimenta nella stesura di un racconto in prosa e, nel dicembre 2021, viene pubblicato dalla Pav Edizioni il suo primo romanzo dal titolo: “Ora mi vivi dentro”. Presenta e promuove questo romanzo in molte città italiane da: “il Salotto di Milano” a Milano, al Festival del libro di Palermo “Una marina di libri”, a “Libri nel Borgo Antico” a Bisceglie, riscuotendo molti consensi.

Nel gennaio del 2023 viene pubblicato sempre dalla Pav Edizioni: “ULIVART”, una selezione di 13 poesie e altrettanti scatti artistici del fotografo francese Fred Di Girolamo, avente come tema e unico protagonista, l’albero d’ulivo. ULIVART diventa anche una mostra itinerante. La sua fucina-pensatoio, nella quale traduce in versi e racconti le sue emozioni e riflessioni, è sempre aperta e pronta a dare libero sfogo a nuove e avvincenti sfide. Infine nel mese di aprile 2023 pubblica, sempre con Pav edizioni, l’ultimo suo lavoro letterario, un nuovo romanzo dal titolo “Chiamatemi Tonino” presentato a maggio al SALONE INTERNAZIONALE DEL LIBRO di Torino. Una nuova storia d’amore e non solo che in maniera elegante e discreta, affronta numerosi temi antropologici, tra cui quello drammaticamente attuale della violenza sulle donne. Questo nuovo romanzo ha lo scopo, al di là della pura e semplice storia narrata, di indurre il lettore alla riflessione sul complesso mondo dei sentimenti umani.

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IL LIBRO: “CHIAMATEMI TONINO”

Si possono affrontare e superare con la sola forza dell’amore gli ostacoli della quotidianità? Si può chiamare vita una vita senza la persona che si ama? Si può essere davvero se stessi rinunciando a essere ciò che si è per la persona amata? Si può portare la propria vita al limite dell’esistenza e continuare a esistere in virtù di una promessa? Quando a rispondere a questi interrogativi è il vero amore, la risposta è sicuramente sì. Ada e Cristoforo, o meglio Tonino, uniti dalla passione per l’arte, per la scrittura, per la natura e per la vita si trovano, si perdono e si ritrovano in questa storia avvincente, sentimentale, tragica e a tratti surreale, senza mai arrendersi. In un eterno momento, in bilico tra materia e spirito, non tradiranno le loro promesse. “Sorseggiavo quel caffè i cui aromi si mescolavano con i meravigliosi profumi del mare, un tiepido sole di una primavera appena sbocciata illuminava la mia bella Trani e i nostri volti, mentre i miei occhi, protetti da oscuri occhiali da sole, godevano del panorama infinitamente bello che il mare ci offriva. Guardando quell’orizzonte, mi perdevo in pensieri e viaggi mai fatti e in un senso di assoluta libertà e serenità. Sono Cristoforo Lorusso ma tutti gli amici mi chiamano Tonino, quindi fatelo anche voi: “CHIAMATEMI TONINO”.

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I libri dell’autore Mimmo Verrigni sono acquistabili su tutti i maggiori store online, prenotandolo in libreria o direttamente sul sito della casa editrice -Pav Edizioni-

https://pavedizioni.it/prodotto/chiamatemi-tonino

Il Veleno, il primo noir ambientato a Pino Torinese

Il primo romanzo giallo di Gianluigi De Marchi, uno stricnina gate

 

Il paese delle stelle, Pino Torinese, ha il suo ‘gate’, inteso orme scandalo, facendo riferimento e richiamandosi al celebre scandalo del Watergate di Nixon. Qui ad essere protagonista è la stricnina, un veleno, che sta dietro tre misteriose morti tutte provocate, secondo  le perizie legali, dall’ingestione di arance dell’Etna in  cui era presente della stricnina. Questo il nucleo dell’ultimo romanzo, intitolato “Il Veleno” di Gianluigi De Marchi, scritto insieme all’amico milanese Giuseppe Zambetti.

Si tratta della sua ultima fatica letteraria,  ma della prima nei panni di giallista, dopo la stesura di oltre trenta libri di finanza, tre romanzi, due raccolte di racconti e un’antologia di poesie.

La storia è  ambientata a Pino Torinese, dove De Marchi abita in zona Cento Croci, e la vicenda ruota intorno a tre vittime per avvelenamento,  un generale, un informatico e una tennista che non pare abbiano legami tra di loro. Il paese entra in fibrillazione e i sospetti si intrecciano, e passano sotto la lente degli investigatori un pensionato e un dipendente del supermercato dove sono state vendute le arance.

È lo stesso De Marchi a raccontare la scena centrale: ”Il banchetto della frutta in un supermercato in cui troneggiavano delle splendide arance dell’Etna, una specie abbastanza rara dal colore accattivante. Chissà perché la notte ho sognato un vecchietto che palpava quei frutti e armeggiava una siringa… al mattino ho preso un po’ di appunti e ho costruito una storia articolata ricca di personaggi e avvenimenti”. Nel romanzo sono presenti anche torinesi e abitanti del Pino più o meno noti, mascherati da nomi e cognomi manipolati.

Gianluigi De Marchi risulta abile nel creare quella “caccia al personaggio “ che ogni lettore può attuare e che rende la lettura estremamente piacevole. La città di Pino emerge soprattutto in due luoghi, il supermercato e il tennis club e la scelta di questa città è dovuta al fatto che De Marchi, pur essendo genovese di nascita, ormai da quaranta anni è residente a Pino Torinese. Il messaggio che vuole darci lo scrittore è  che la tragedia non esclude nessuno. La giustizia del paese spesso viaggia in direzioni che non sono quelle della giustizia dei tribunali.

Nella storia dell’umanità  ci sono stati tanti gate, non solo il Watergate, ma il Cablegate, lo scandalo dei documenti diplomaticidiffusi da Wikileaks, l’ Hackgate dei giornali britannici, l’Irangate,che accusò le manovre illecite dell’amministrazione Reagan per finanziare i ribelli in Nicaragua con la vendita di armi all’Iran, e poi il Sexgate del Presidente Clinton e il Rubygate italiano.

Con il suo giallo un po’ noir De Marchi ci regala il suo “strictina gate” che si consuma nei supermercati tra Pino Torinese e Chieri. L’autore lo fa con la consapevolezza che i giornalisti tanto ci mettono un cancello, senza interrogarsi sul vero significato della parola. Dal mitico Watergate sono passati più di cinquanta  anni, eppure a nessuno scandalo si nega il suo gate.

Il Veleno, il primo noir ambientato a  Pino Torinese, è un giallo che si legge velocemente e traccia lo spirito del paese, che ruota intorno  alle scuole, ai supermercati, ai nonni e nipoti.

 

 

Mara Martellotta