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Quando la neve era più soffice e bianca

La Tranquilla, parte alta di Oltrefiume, frazione di Baveno sul lago Maggiore e ai piedi del Mottarone, sotto la neve era uno spettacolo da lasciare senza fiato. I prati e gli alberi, le vie e i tetti innevati rimandavano un’immagine di serenità. Negli anni della gioventù a volte le nevicate duravano giorni e giorni e il ricordo è rimasto vivido perché, come diceva Mario Rigoni Stern, “i ricordi sono come il vino che decanta dentro la bottiglia: rimangono limpidi e il torbido resta sul fondo. Non bisogna agitarla, la bottiglia”. Rammento quelle nevicate e io e mio fratello, come gli altri bambini, giravamo su noi stessi con la faccia rivolta al cielo e la bocca aperta; ogni fiocco che si depositava sulle lingue aveva un sapore particolare ed emetteva un lieve, attutito crepitio. Quel suono dell’infanzia è rimasto un ricordo di attese felici. La neve ha sempre rappresentato qualcosa di speciale, ci si buttava di schiena per fare gli omini o la si mangiava con un poco di limone e zucchero alla terza nevicata perché un vecchio detto raccontava che la prima è dei gatti, la seconda dei cani e solo la terza è dei cristiani. Quando stava per nevicare se ne avvertiva nell’aria l’imminente presenza che sapeva ben più che di promessa.

E tutto si faceva silenzio perché quando la neve cade, soprattutto di notte, sembra che ogni cosa trattenga il respiro. “A segnalare l’arrivo dell’inverno, da sempre, è per primo lo scricciolo che si avvicina alle case degli uomini. È il più piccolo degli uccelli europei, un batuffolo raccolto di piume brune con fini striature più scure e una piccola breve coda sempre portata all’insù. Il suo richiamo è come un leggero tocco su un campanellino d’argento: è con questo che chiama la neve”. Così Mario Rigoni Stern raccontava l’arrivo dell’inverno in Stagioni, scritto nel 2006 all’età di 85 anni, due anni prima di morire. Aveva un rapporto speciale, quasi fisico con la neve. Quella degli inverni lontani dell’infanzia, quella dura e gelata della ritirata di Russia, quella dei mille sentieri sotto la neve che raccontò. Come questo: “Arrivammo a una malga dove nel cuore dell’inverno avevo trovato rifugio per una notte quando, ragazzo, ero scappato di casa per uno schiaffo che ritenevo di non aver meritato. Quella notte c’erano certamente più di venti gradi sotto zero e il vento e la neve sferzavano il tetto e si insinuavano fra le travi. Avevo acceso il fuoco ma non riuscivo a dormire; la poca legna era finita molto presto e allora avevo bruciato la panca e il tavolo per non restare assiderato. Al chiarore di quel fuoco lessi Tifone di Joseph Conrad che avevo portato con me dentro lo zaino. (…). Lassù la montagna è silenziosa e deserta. Lungo la mulattiera che gli austriaci costruirono per giungere nei pressi dell’Ortigara, dove un giorno raccolsi la punta ferrata del Bergstock che è qui sulla libreria, ora non passa piú nessuno. La neve che in questi giorni è caduta abbondante ha cancellato i sentieri dei pastori, le aie dei carbonai, le trincee della Grande Guerra, le avventure dei cacciatori. E sotto quella neve vivono i miei ricordi”. L’inverno è probabilmente la stagione più giusta per leggere i racconti di Mario Rigoni Stern che di se diceva “sono nato alle soglie dell’inverno, in montagna, e la neve ha accompagnato la mia vita”. I Erano inverni non molto differenti da quelli di quasi sessant’anni fa che ricordo ancora quando, con i guanti di lana fatti in casa e un poco bucati, si correva in casa a scaldare le mani vicino alla stufa a legna nella cucina della casa di ringhiera che in tempo era stata uno dei magazzini del cotonificio Castiglioni mentre le altre stanze erano gelide e mantenevano anche di giorno i “fiori” che il gelo ricamava sui vetri delle finestre durante la notte. Il freddo di quel tempo è rimasto un ricordo indelebile di stagioni che offrono ancora il ritratto di esistenze vissute secondo ritmi antichi, diversissimi da quelli che oggi caratterizzano questo mondo frettoloso, distratto e materialista. E la neve, oltre ad essere tanta ma tanta davvero, era anche più bianca e più soffice.

Marco Travaglini

 

“Adotta uno scrittore”, il Progetto firmato dal Salone del Libro

Giunge alla sua XXIII edizione  che coinvolgerà ben 40 autori e 40 scuole di 8 Regioni italiane

Partito ad inizio anno si concluderà il prossimo 19 maggio

Notevoli le cifre. Sono 1.006, quest’anno, le studentesse e gli studenti delle Scuole (complessivamente 40) di Piemonte, Liguria, Toscana, Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia coinvolti, da gennaio a maggio, nella XXIII edizione di “Adotta uno scrittore”, progetto didattico e culturale esteso dalle elementari all’università e presente pur anche in classi attive presso “Case di Reclusione” e Case circondariali” (nonché nella Sezione Ospedaliera dell’“Istituto Gobetti Marchesini” presso l’Ospedale “Regina Margherita” di Torino), ideato e organizzato dal “Salone Internazionale del Libro” di Torino, con il sostegno della “Consulta delle Fondazioni di origine bancaria” di Piemonte e Liguria, in collaborazione  con la “Fondazione con il Sud”. Ogni adozione prevede tre appuntamenti in classe per ciascuna autrice e ciascun autore adottato (40 in totale) e il quarto conclusivo lunedì 19 maggio, nell’ambito della XXXVII edizione del “Salone del Libro”. Alle autrici e agli autori è lasciata la libertà di ideare il percorso all’interno delle classi, senza alcun vincolo particolare, se non quello di “partire dai libri e dalla lettura, per offrire opportunità di confronto e riflessione non solo sulla narrazione e la scrittura, ma anche sull’attualità e sui temi della contemporaneità”.

In proposito afferma Annalena Benini, direttrice editoriale del “Salone” di Torino: “Da più di vent’anni ‘Adotta uno scrittore’ non solo crea, ma si prende cura dell’incontro fondamentale: quello sulla cultura, sulla lettura, sullo scambio di esperienze. In tutta Italia, anche nei luoghi più complicati da stimolare e raggiungere, i ragazzi delle scuole primarie fino alle università, i ragazzi ristretti negli istituti minorili, le persone nelle case circondariali e di reclusione hanno un tempo di incontro e di relazione con scrittori, artisti, giornalisti, sui temi che stanno loro a cuore, sulle possibilità e sugli inciampi dell’esistenza … ‘Adotta uno scrittore’ ha costruito fili di seta e di libertà interiore fra chi parla e chi ascolta, fra chi fa domande e chi prova a dare risposte. Non dura qualche minuto, ma tutto l’anno, tutti gli anni. Costruisce tempo, si prende cura, e fa in modo che i libri ci parlino ancora”.

Sono 40, si è detto, le scrittrici e gli scrittori, i fumettisti, le illustratrici e gli illustratori insieme a giornaliste e giornalisti, saggisti e studiosi adottati nel corso di quest’anno: da Daria Bignardi scrittrice e conduttrice, autrice di “Ogni prigione è un’isola” (Mondadori), in cui racconta il sistema carcerario attraverso l’esperienza personale a Francesca Giannone, autrice del bestseller “La portalettere” (Editrice Nord), romanzo italiano più venduto del 2023, tradotto in 30 Paesi via via (per forzata sintesi) fino a Marco Balzano, Premio Campiello con “L’ultimo arrivato” (Sellerio), a Nadeesha Uyangoda, nata a Colombo (Sri Lanka) e in Italia dall’età di sei anni, autrice di “Corpi che contano” (66thand2nd), sul tema del rapporto tra corpo e pratica sportiva a Matteo Bussola, scrittore e conduttore radiofonico, autore del bestseller “La neve in fondo al mare” (Einaudi), sulla fragilità adolescenziale e alla scrittrice Raffaella Romagnolo, autrice di “Aggiustare l’Universo” (Mondadori), romanzo di dolore, rinascita e memoria, finalista Premio Strega 2024. Impossibile citarli tutti.

Basti sapere che, grazie  al progetto, nel corso degli anni sono state portate a termine 545 adozioni per un totale di 15.278 studentesse e studenti, coinvolgendo 380 tra gli autori e le autrici più importanti della letteratura italiana degli ultimi quarant’anni. Cifre da record e anche per il 2025 “Adotta uno scrittore” avrà uno spazio sul “Bookblog”, la piattaforma digitale del “Salone” curata dagli studenti, che insieme agli Autori e ai docenti costruiranno un racconto partecipato, rendendo i contenuti fruibili liberamente su “bookblog.salonelibro.it

Da segnalare, infine, che sul canale “YouTube” del Salone sono disponibili i video “Si fa presto a dire Adotta” 2024 (adotta 2024), a cura della scrittrice Laura Marzi e del regista Fabio Ferrero, e “Si fa presto a dire Adotta” 2023 (playlist “Adotta uno scrittore”), realizzato da Fabio Ferrero con la partecipazione dello scrittore Raffaele Riba e che sempre  su “YouTube” del Salone si può accedere alle video pillole “Si fa presto a dire Adotta” 2022 (realizzate con la scrittrice Giusi Marchetta) che ripercorrono i vent’anni del progetto e un documentario di Fabio Ferrero, che, attraverso le parole e le voci di studentesse, studenti, autori e autrici, ripropone i temi, le atmosfere e le riflessioni scaturite dal confronto e dalla lettura dei libri.

Per info su tutte le “Adozioni” nelle scuole e aggiornamenti sulle date degli incontri, si veda il sito: www.salonelibro.it

g.m.

Nelle foto: Annalena Benini, Daria Bignardi (ph. Riccardo Piccirillo), Nadeesha Uyangoda e Matteo Bussola

BookLab, fino al 21 marzo i libri del Premio Strega Europeo

Scrittori, editori e traduttori presentano i libri del Premio Strega Europeo 2024 in 5 appuntamenti – gratuiti ed aperti al pubblico – dal 24 gennaio al 21 marzo 2025, presso Circolo dei lettori di Torino

 Ritorna per la quarta edizione l’appuntamento con il BookLab dell’APS Dynamis – Il luogo del pensiero. Dal 24 gennaio al 21 marzo 2025, presso la prestigiosa sede del Circolo dei lettori di Torino, si svolge la rassegna di cinque incontri dedicata ai libri del Premio Strega Europeo 2024. Gli incontri si terranno dalle 18.30 alle 20, in via Bogino 9, ogni due settimane a partire da sabato 24 gennaio 2025. I titoli protagonisti di questa edizione sono i cinque finalisti del Premio Strega Europeo 2024 e seguiranno il seguente calendario (N.B. non è prevista la presenza degli autori):

  • Sabato 24 gennaio – La mia Ingeborg di Tore Renberg, traduzione di Margherita Podestà Heir;
  • Sabato 07 febbraio – Di notte tutto è silenzio a Teheran di Shida Bazyar, traduzione di Lavinia Azzone;
  • Sabato 21 febbraio – Il canto del profeta di Paul Lynch, traduzione di Riccardo Duranti;
  • Sabato 07 marzo – L’educazione fisica di Rosario Villajos, traduzione di Roberta Arrigoni;
  • Sabato 21 marzo – Triste tigre di Neige Sinno, traduzione di Luciana Cisbani.

L’iniziativa, ideata nel 2021 dall’Associazione di Promozione Sociale DYNAMIS – Il luogo del pensiero, vanta il patrocinio della Fondazione Bellonci e del Salone Internazionale del Libro. Il progetto è promosso in collaborazione con la Fondazione Circolo dei lettori e con le Biblioteche civiche torinesi, con il contributo di Fondazione CRT.

La rassegna, che intende la letteratura contemporanea come strumento di riflessione sul mondo in cui viviamo, prevede gli interventi di editori e traduttori, affiancati da scrittori e scrittrici, giornalisti e professionisti della scrittura, in modo tale da offrire, anche, uno spaccato di quello che è il mondo del lavoro nell’ambito dell’editoria.

BookLab a scuola, il progetto dedicato agli studenti
Parte importante del progetto BookLab sono il ciclo di laboratori dedicati agli studenti e la produzione dei podcast di documentazione disponibili, per ogni stagione, sui canali web e social di Dynamis. Le scuole torinesi che partecipano, per questa IV edizione del BookLab a scuola – con il percorso PCTO (ex alternanza scuola-lavoro) – sono il Liceo Scientifico Galileo Ferraris, il Liceo Salesiano Valsalice e l’Istituto Erasmo Da Rotterdam. I gruppi di lettura si sono svolti dal 15 novembre 2024 al 17 gennaio 2025 presso il Circolo dei Lettori. Gli studenti che vi hanno partecipato saranno presenti agli incontri aperti per condividere le riflessioni maturate e saranno i protagonisti della realizzazione dei podcast dell’edizione 2025.

«Il progetto cresce ancora, a partire dalla sua prima ideazione nel 2021», dichiara Andrea Sola, presidente dell’APS Dynamis. «Questa quarta edizione sarà più ricca che mai, con una serie di ospiti importanti e una cinquina di libri davvero interessanti. Il numero degli studenti coinvolti è raddoppiato e di questo siamo molto orgogliosi: la nostra sfida è quella di revitalizzare – anche ai loro occhi – la funzione della lettura come percorso di maturazione personale».
«Per i ragazzi, è l’occasione di avvicinare testi di cui forse non si sarebbero mai interessati con strumenti davvero innovativi. Registrare un podcast insieme a loro sarà una bellissima avventura», aggiunge Pietro Collazuol, responsabile BookLab dell’APS Dynamis. «Sarà l’occasione di riscoprire tramite un “esercizio collettivo” il valore formativo e la dimensione civile della letteratura europea. Una tradizione, questa, di cui i ragazzi fanno inevitabilmente parte, spesso senza accorgersene».

“A/R”… ma qui “Poste Italiane” non c’entrano affatto

“Salone Internazionale del Libro” di Torino e “Gruppo FS Italiane” lanciano la terza edizione del concorso letterario per “racconti di viaggio” inediti

Bella trovata il titolo! “A/R Andata e racconto. Appunti di viaggio”. Dove quell’“A/R” nulla ci azzecca, per carità!, con la “stampigliatura” significante, come ben si sa, “Avviso di Ricevimento” (tramite “ricevuta di ritorno”) adottato da “Poste Italiane” nella corrispondenza postale. E del resto la possibile confusione subito si dissolve con quell’“Andata e racconto. Appunti di viaggio” che va a seguire.

Trattasi, invece, del titolo dato con brillante ironia, alla terza edizione del concorso letterario organizzato dal “Salone Internazionale del Libro” di Torino e dal “Gruppo FS Italiane”, riservato a scrittrici e scrittori esordienti, dai diciotto anni in su, che non abbiano mai pubblicato alcun testo o romanzo edito da una casa editrice italiana e distribuito in libreria. Il concorso nasce per stimolare la scrittura attorno ad un tema, quello del “viaggio”, che fin dall’antichità – il “mito di Ulisse” insegna – ha sempre affascinato e sempre è stato suggestiva fonte di emozione per l’essere umano. Nello specifico, questa nuova edizione del concorso suggerisce, quale linea guida, il “Viaggiare con leggerezza: istruzioni per l’uso” e tanti sono, in proposito, i percorsi che possono essere raccontati, nero su bianco, attraverso la lente della leggerezza, quella dell’anima o quella ambientale, quella relazionale o quella comunitaria”. Spiega il “visual” del concorso: “La ricerca della leggerezza in letteratura è una reazione al peso di vivere in tempi complicati. Viaggiare leggeri è il racconto di una nuova avventura, mentre si guarda fuori dal finestrino di un treno o di un bus, fluttuando con la fantasia”. Quante volte ci è capitato? Quante volte abbiamo fantasticato, creando storie più o meno probabili oltre quella finestra accesa, l’unica finestra accesa, che appare e scompare nel battito di pochi secondi al passaggio del treno o del pullman su cui osserviamo il succedersi delle “cose”, di paesi, di campagne, di un vecchietto che arranca lento in un sentiero scavato nei campi sulle due ruote di una vecchia bicicletta, di un bimbo che saluta oltre le sbarre abbassate di un passaggio a livello o di un compagno o compagna di viaggio che ci racconta la sua storia mescolandola alla nostra. Incontri fortuiti, a volte prodigiosi a volte insignificanti a volte di cui avremmo volentieri voluto e potuto fare a meno. Viaggi reali che ti invitano alla descrizione puramente “fisica” o “geografica” del veduto o percorsi mirabilmente in grado di trasformarsi in viaggi del sogno, della memoria, della pura fantasia.

Insomma, ce n’è di che scrivere. E a iosa, per chi si diletta a “raccontare”, per sé e per gli altri. I giochi sono aperti. Per scrittori, più o meno, in erba e aspiranti scrittori. Ricordiamo che il “Bando” del concorso è aperto da alcuni giorni e scaricabile su: www.salonelibro.it e www.fsnews.it

Sono ammessi racconti inediti con una lunghezza compresa tra le 15 e le 20mila battute (spazi inclusi). Una prima commissione tecnica, nominata dal “Salone Internazionale del Libro”, selezionerà una rosa di quindici racconti finalisti, le cui autrici e autori riceveranno una “carta regalo” di Trenitalia del valore di 100 euro. I quindici testi finalisti saranno sottoposti al giudizio di una “Giuria finale”, composta da otto scrittrici e scrittori – il torinese Guido Catalano, la scrittrice e sceneggiatrice barese Antonella LattanziLorenza PieriMatteo Nucci, l’italiana-singalese Nadeesha Uyangoda e Simona Vinci – nonché da un rappresentante del “Gruppo FS” il quale selezionerà i tre racconti vincitori, che saranno premiati a maggio nel corso del “Salone Internazionale del Libro” di Torino e verranno pubblicati in una “Antologia cartacea” o “ebook”, insieme ai testi originali di scrittrici e scrittori facenti parte della “Giuria finale”. La casa editrice sarà selezionata da “Ferrovie dello Stato Italiane” .

La partecipazione al concorso è gratuita e la consegna del racconto deve avvenire, seguendo le indicazioni presenti nel regolamento, entro e non oltre le ore 12 del 21 marzo 2025.

Info: www.salonelibro.it e www.fsnews.it.

g.m.

Nelle foto: immagine-guida del concorso e le due scrittrici facenti parte della “Giuria” , Antonella Lattanzi e Nadeesha Uyangoda

Libri, la rassegna del mese

Il Libro del Mese – La Scelta dei Lettori

Il libro più discusso nel gruppo Un Libro Tira L’Altro Ovvero Il Passaparola Dei Libri nel mese appena trascorso è stato Conclave di Robert Harris, il romanzo ambientato in Vaticano recentemente riportato alla ribalta anche da un film di Hollywood.

 

Novità in libreria

Ecco l’immancabile appuntamento con le novità che ci aspettano sugli scaffali delle nostre librerie, fisiche o digitali, per garantirci ore felici in compagnia dei nostri amati libri.

Agli appassionati di cronaca nera segnaliamo Il Labirinto Del Mostro Di Firenze (Mimesis, 2025) a cura di Lorenzo Iovino e altri; un saggio che, come un prezioso filo di Arianna, guida il lettore attraverso i meandri più oscuri delle indagini sulla saga criminale più controversa della storia italiana , tra esoterismo e vita rurale toscana, voyeurismo ed eversione nera, offrendo una chiave per esplorare gli insondabili misteri che ancora la avvolgono.

 

 

Usciranno il 18 febbraio C’era La Luna (Einaudi, 2025) il nuovo libro di Serena Dandini , delicato romanzo di formazione ambientato negli anni Sessanta e Luna Comanche (Einaudi, 2025) di Larry McMurtry, quarto capitolo della saga di Lonesone Dove che finalmente vede una traduzione italiana dopo oltre trent’anni dalla sua pubblicazione negli Stati Uniti.

 

 

Consigli per gli acquisti

Questa è la rubrica nella quale diamo spazio agli scrittori emergenti, agli editori indipendenti e ai prodotti editoriali che rimangono fuori dal circuito della grande distribuzione e questo mese abbiamo selezionato:

Luciana Lo Sicco (Auto-pubblicazione, 2024) di Emiliano Castagna, un thriller che appassionerà i lettori di Appassionati di thriller ma anche chi è sensibile alle tematiche LGBTQ+, e desidera esplorare la complessità delle questioni di genere e diritti civili.

 

 

Il Sogno Contaminato (Auto-Pubblicazione, 2021) è un romanzo di formazione, esordio di Manuel Mazzola, che racconta la fatica di crescere e il bisogno di allargare i propri orizzonti, il dolore di un sogno che si infrange e la dolcezza della speranza che risorge.

 

 

Incontri con gli autori

Questo mese abbiamo incontrato Emilio Castagna esordiente che vive a Palermo e ha pubblicato da poco il romanzo Luciana Lo Sicco (Auto-pubblicazione, 2024), un thriller dalle forti connotazioni sociali, ambientato proprio in Sicilia.

Carlo Calabrò, scrittore e sceneggiatore, ha di recente tentato la via della narrativa con Meccanica Di Un Addio (Marsilio, 2024) un romanzo che unisce temi sociali a una solida trama da thriller, con il quale l’autore torna a parlare di Brasile.

 

Per rimanere aggiornati su novità e curiosità dal mondo dei libri, venite a trovarci sul sito www.ilpassaparoladeilibri.it

 

“Open Book Club”, il primo Club del “Libro Accessibile”

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Nasce a Torino nello spazio “Open”, promosso dalla “Fondazione Time2”

Un “tema” e un “libro”. Il primo scelto non a caso, in linea con gli obiettivi e i principi (ispirati alla piena inclusività sociale) della “Fondazione” promotrice; il secondo, come compagno concreto di viaggio per l’intero percorso calendarizzato fino al prossimo marzo e teso alla più rigorosa focalizzazione e comprensione del “tema”.

Nasce in un perfetto mix di tali elementi “Open Book Club”, il primo gruppo italiano di “lettura accessibile”, pensato per “accogliere ogni diversità e garantire risorse e modalità di partecipazione che possano rendere l’esperienza della lettura condivisa praticabile per chiunque”. L’iniziativa nasce nello spazio aperto di diversità “Open” (da cui prende il nome), sede torinese della “Fondazione Time2”, realtà, fondata e guidata dalle sorelle Manuela (presidente”, e Antonella Lavazza (vicepresidente), con lo scopo di promuovere una cultura che favorisca i diritti dei “giovani con disabilità” e permetta la costruzione di un “progetto di vita indipendente”.

 

Il “tema” che guiderà, infatti, questa prima esperienza dell’“Open Book Club” sarà “Passaggi di Vita: ovvero il passaggio all’età adulta, “affrontato e discusso in modo intersezionale”. In quest’ ottica, il “primo libro” selezionato per la lettura condivisa è “Intermezzo” (Einaudi, 2024), il quarto romanzo – i primi tre hanno venduto in Italia decine di migliaia di copie – dell’acclamata scrittrice irlandese Sally Rooney (Castlebar, 1991), lanciata in patria dal suo editore come la “Salinger della generazione Snapchal” o (appellativo probabilmente da lei preferito) come la “Jane Austen dei Millenial”. Alla discussione finale, che si terrà mercoledì 12 marzo (alle 18,30) nello spazio “Open” di Corso Stati Uniti 62/B a Torino, parteciperà il traduttore del volume Norman Gobetti.

“Il progetto vuole essere – sottolineano gli organizzatori – un appuntamento pensato per tutte le persone a prescindere dalla confidenza che si ha con la lettura”. E aggiungono: “Il ‘book club’ di ‘Fondazione Time2’ è ideato per essere fruibile e garantire gli strumenti di accessibilità che permettano la piena partecipazione di tutti, anche a chi trova barriere nella lettura”.

Qualche notizia “per l’uso”. L’iscrizione a “Open Book Club”  è gratuita: in fase iniziale ogni partecipante riceverà un “kit di lettura”, pensato appositamente dalla “Fondazione”, contenente una “tessera di partecipazione” e un “righello” per facilitare la lettura. L’iniziativa – cosa particolarmente interessante – è organizzata in collaborazione (collaborazione che dura da sempre) con la “Libreria Binaria” del “Gruppo Abele”, che offre alle persone iscritte al “Book Club” uno sconto del 5% sull’acquisto dei libri. Presso “Open” sono inoltre disponibili i libri cartacei dei gruppo di lettura e anche una selezione di libri dedicati ai temi della disabilità.

Durante il primo incontro verrà consegnata a ogni persona iscritta una scheda del libro facilitata, inoltre sarà possibile far parte di un gruppo “Whatsapp” dedicato alla discussione del volume in fase di lettura e volto a organizzare “incontri informali” nella “sede Open” di corso Stati Uniti per leggere e/o ascoltare insieme il libro in vista dell’incontro finale.

Questo ultimo appuntamento avverrà con una “cadenza bimestrale”, così da poter permettere a tutte le persone iscritte il tempo necessario per leggere o ascoltare il libro. L’incontro conclusivo sarà l’occasione per incontrare l’autore del volume o professionisti che hanno lavorato alla realizzazione del libro e discutere direttamente con loro le proprie impressioni o trovare lo spazio per le curiosità. Tutti i partecipanti del “Book Club” collaboreranno attivamente “per aiutare eventuali altri partecipanti che abbiano difficoltà nella lettura, nell’ascolto o nella comprensione della storia letta”.

Gli incontri, per quest’anno, saranno nel complesso cinque. Sul sito www.open.fondazionetime2.it saranno, a breve, disponibili le date e i titoli selezionati per i futuri appuntamenti.

g.m.

Nelle foto: immagini “Open book Club” e cover “Intermezzo” ( “Einaudi”, 2024) di Sally Rooney

Mary non è solo la figlia di Ezra Pound

Al Centro Pannunzio un incontro su Mary de Rachewiltz, figlia del grande poeta statunitense

 

Giovedì 31 gennaio, presso la sala conferenze del Centro Pannunzio di via Maria Vittoria 35h, a Torino, si è svolto l’incontro di presentazione del libro “Processo in verso – Tutte le poesie italiane”(Bertoni, 2024) , un volume unico che contiene tutte le poesie italiane di Mary de Rachewiltz, figlia illegittima di Ezra Pound, curatrice e divulgatrice in Italia dell’opera dello straordinario poeta statunitense. L’evento, introdotto dal poeta e scrittore Loris Maria Marchetti, ha avuto come relatori Luca Borrione, docente di Italiano, Storia e Filosofia al Liceo Salesiano Valsalice, lettore e studioso di Ezra Pound, e Daniele Gigli, archivista documentalista, poeta e studioso di T.S.Eliot, di cui ha tradotto gli Ariel Poems, The Hollow Men e Ash-Wednesday.

Borrione e Gigli, partendo da un’affermazione che stimola alla riflessione – “ Mary non è solo la figlia di Pound”- hanno evidenziato l’importanza che Mary de Rachewiltz ha avuto come traduttrice e curatrice in Italia dell’opera del padre, facendo pubblicare nel 1985 la traduzione integrale dei “Cantos” in italiano e, contemporaneamente, come poetessa e saggista indipendente e abbastanza forte da emanciparsi dalla figura paterna. Il percorso tracciato dai due relatori, biografico e letterario, ha messo in luce le fasi principali della vita di Mary de Rachewiltz, nata nel 1925, a Bressanone, da una relazione tra Ezra Pound e la violinista Olga Rudge. La sua condizione di figlia inizialmente non riconosciuta la costrinse a spostarsi dalla Val Pusteria, dove venne affidata a una famiglia di contadini tirolesi, a Firenze, fino a Sant’Ambrogio, sopra a Rapallo. All’età di 14 anni entrò in contatto con il mondo della poesia e dalla traduzione grazie al padre Ezra, che le affidò come “esercizio” alcune traduzioni di sue poesie. Un mondo che la vide protagonista non solo come curatrice e traduttrice dell’opera del padre, ma anche come firma di importanti traduzioni italiani di poeti americani come Edward Estlin Cummings, Robinson Jeffers, Ronald Duncan e Denise Levertov, oltre a essere a sua volta poetessa e autrice di raccolte tradotte in Italia e in altri Paesi. Il memoriale “Discrezioni. Storia di un’educazione” (1973), di cui Luca Borrione ha letto diversi passaggi, è considerata dai critici la sua opera più importante. Nel 1946 sposò l’egittologo Boris de Rachewiltz, dal quale ereditò il cognome, e si stabilì a Castel Fontana, una frazione di Tirolo, dove custodisce oggi l’archivio paterno.

Mary ha assorbito l’ombra del padre in modo da trasformarla in una forza e non in un’oppressione – ha dichiarato il relatore Daniele Gigli – e questo è evidente in molti suoi testi e traduzioni, in cui accanto a un’ispirazione letteraria paterna vivono dei versi intensi, indipendenti”.

Il volume “Processo in verso – Tutte le poesie italiane”, curato dal Professor Massimo Bacigalupo, è acquistabile in tutte le librerie, presso il sito dell’editore Bertoni e sulle principali piattaforme online.

 

Gian Giacomo Della Porta

Ettore Pacetti, “Gli stratagemmi della notte”: romanzo gotico tra visione e realtà

Informazione promozionale

Gli stratagemmi della notte è un singolare romanzo gotico ambientato anziché in castelli immersi nella nebbia e circondati dalla brughiera, negli scenari assolati e luminosi di un’isola mediterranea.

Tuttavia le atmosfere cupe e inquietanti, che non mancano e che anzi si avvicendano in una progressione inesorabile di eventi, non esauriscono le caratteristiche di un testo che è anche un’opera d’impianto simbolico, oscillante tra realtà e visione allucinata, in cui la presenza del mistero e del fantastico si assomma e si equilibra a spunti narrativi diversi, che vanno dalla ricostruzione storica all’introspezione psicologica dei personaggi. Il romanzo segue le vicissitudini di Cinzia, una ragazza di circa vent’anni, in un viaggio estivo che da semplice vacanza diventa ingresso in un mondo soprannaturale, dove incombono sinistri pericoli. Le disavventure alle quali va incontro la conducono ad attraversare situazioni di tensione, in cui affiorano il disagio del vivere nella società, il peso del proprio passato e il significato del sentimento amoroso.

L’autore Ettore Pacetti

Da un contesto realistico e definito la narrazione si sposta gradatamente su un piano quasi onirico, affine alle atmosfere delle ghost stories, nel quale trovano spazio reminiscenze di tempi lontani, emozioni estetiche e forti implicazioni erotiche. La vicenda, ambientata in un’estate degli anni Settanta del secolo scorso, prende le mosse dal viaggio in un’isola indefinita, ma che richiama i paesaggi insulari del mar Egeo, intrapreso da Cinzia e Barbara, amiche d’infanzia e adolescenza, che si sono da poco ritrovate ma che presentano due caratteri in forte contrasto: introversa, apatica e insicura la prima, estroversa, disinibita e spregiudicata la seconda. Proprio le scelte di Barbara e il suo atteggiamento sessuale promiscuo porteranno le due amiche a una serie di situazioni estreme, dalle quali Cinzia, tenterà di allontanarsi. La vacanza infatti, da lei intrapresa proprio per lasciarsi un passato fatto di solitudine e di amarezze alle spalle, assume sempre più i contorni di un’esperienza alienante, che la espone solo a situazioni imbarazzanti o pericolose.

Proprio quando sembra in trappola, la giovane raggiunge tuttavia una singolare, maestosa villa, nella quale viene soccorsa e messa in salvo da una donna bellissima e misteriosa, Vilja, cantante lirica decaduta, dall’età indefinibile, che le narra la sua vita, animata da torbide passioni e densa di eventi che si annodano a quelli della prima metà del secolo scorso. Le due donne iniziano così, in quell’angolo di mondo calato in una sospensione spazio-temporale, in mezzo a scenari di cielo e di mare incontaminati, una relazione sensuale e appassionata, dalle forti implicazioni erotiche e da grandi suggestioni estetiche. Cinzia vive questa nuova condizione come una palingenesi, sicura di aver scoperto la sua vera essenza. Tuttavia ha la percezione che Vilja non sia l’unico essere che abita la casa. Poco alla volta, complici alcuni sogni visionari in cui le compare una ragazza che è stata molti anni addietro ospitata nella stessa villa, si rende conto che Vilja nasconde qualcosa di inquietante. In un crescendo di paure e di angosce, la protagonista scopre la natura autentica della donna e si rende conto di esserne la vittima sacrificale, attirata per essere immolata agli oscuri dei che venera, Da questo punto in poi gli eventi precipitano progressivamente in una spirale perversa che attanaglia il lettore fino all’inaspettata conclusione.

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Ettore Pacetti

GLI STRATAGEMMI DELLA NOTTE

Calibano Editore

 

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Il cuore di legno degli ippocastani di Primo Levi

“Il mio vicino di casa è robusto. E’ un ippocastano di Corso Re Umberto; ha la mia età ma non la dimostra. Alberga passeri e merli, e non ha vergogna, in aprile, di spingere gemme e foglie, fiori fragili a maggio; a settembre ricci dalle spine innocue con dentro lucide castagne tanniche.. Non vive bene. Gli calpestano le radici i tram numero otto e diciannove ogni cinque minuti; ne rimane intronato e cresce storto, come se volesse andarsene.. Anno per anno, succhia lenti veleni dal sottosuolo saturo di metano, è abbeverato d’orina di cani. Le rughe del suo sughero sono intasate dalla polvere settica dei viali; sotto la scorza pendono crisalidi morte, che non diventeranno mai farfalle. Eppure, nel suo torpido cuore di legno sente e gode il tornare delle stagioni”. Sono alcuni brani della poesia intitolata Cuore di legno che Primo Levi dedicò nel 1980 agli alberi che ombreggiavano la casa dove visse sempre, dal giorno della nascita – nel luglio del 1919 – a quel tragico 11 aprile del 1987 in cui decise di togliersi la vita. Per sessantasette anni visse nel palazzo torinese al civico 75 di corso Re Umberto. L’unico periodo in cui fu costretto a lasciare la sua dimora – tra il 1942 e l’ottobre del 1945 – lo  raccontò nei suoi libri. Un tempo duro e drammatico scandito dal periodo trascorso lavorando a Milano in una fabbrica di medicinali, dai pochi mesi vissuti da partigiano in Val d’Aosta, dall’arresto il 13 dicembre 1943, la deportazione nel campo di concentramento di Fossoli, vicino a Carpi, gli undici mesi nel lager di Auschwitz e gli altri nove passati sulla via del ritorno verso casa. Una sua biografia si apre con la descrizione di questo luogo, “uno degli ampi viali che tagliano a scacchi l’elegante quartiere della Crocetta.. i pesanti portoni dei palazzi dalle facciate austere..in mezzo alla folta vegetazione di ippocastani, i tram scivolano sui binari presi d’assalto dalle erbacce”. Un modo semplice per elevare un forte grido d’allarme per l’ambiente urbano, con la stessa coscienza civile che era propria di Levi quando scriveva per tutti perché desiderava che tutti comprendessero l’importanza della memoria e del rispetto. Per gli uomini, e anche per la natura.

Marco Travaglini

(Foto Copyright © Archivio Mauro Pilone – Tutti i diritti riservati)

“L’ultimo re” di Fabio Lucchetta, storie di guerra e di coraggio ai tempi di Augusto

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Sanguinosi scontri e cruente battaglie si susseguono, fino a sancire la sconfitta dei Salassi. I Romani riprendono la loro inarrestabile conquista e il compito di vigilare sui territori viene affidato a Lucio Valerio Fausto, centurione dotato di grande coraggio e forza d’animo

IL LIBRO

Durante il principato dell’imperatore Augusto, nel 25 avanti Cristo, le legioni avanzano lungo la Via delle Gallie agli ordini del console Aulo Terenzio Varrone Murena. Il Princeps Augusto gli ha ordinato di giungere fino ai valichi alpini e di sottomettere tutti i barbari lungo il suo cammino. I Salassi, un popolo celto-ligure, non hanno scelta: combattere per la propria libertà o soccombere. Sanguinosi scontri e cruente battaglie si susseguono, fino alla caduta di Cordelia, la loro capitale, al giorno d’oggi ormai dimenticata. Dalle sue rovine sorgerà Augusta Pretoria Salassorum, l’odierna Aosta. I Romani riprendono la loro inarrestabile conquista e il compito di vigilare sui territori viene affidato a Lucio Valerio Fausto, centurione dotato di grande coraggio e forza d’animo, ormai prossimo al congedo. La calma che ora regna nella valle e lungo i valichi alpini, però, è solo apparente: in gran segreto, i Salassi e i loro alleati stanno formando un grande esercito

 

L’AUTORE

Fabio Lucchetta nasce a Milano il 3 dicembre 1961. Vive con la compagna a Gassino Torinese, non troppo distante dai luoghi in cui è ambientato il libro. Ha un diploma di Perito Tecnico in Arti Grafiche e dall’età di 18 anni si è sempre occupato di stampa, svolgendo incarichi di responsabile commerciale per il mercato estero.

Appassionato di Storia, è un avido lettore di libri del genere. Il suo sogno è sempre stato quello di rinascere legionario agli ordini di Giulio Cesare, durante l’assedio di Alesia. Da poco in pensione, ha trovato il tempo per scrivere il romanzo che avrebbe sempre voluto leggere.

“L’Ultimo Re” di Fabio Lucchetta è disponibile su Amazon e in libreria

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LINK DELL’EDITORE

L’ultimo Re – Fabio Lucchetta