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Torino città delle donne

Torino citta’ delle donne e’ una interessante e vivace collezione di interviste fatte a 22 torinesi, di origine e di adozione, attraverso cui l’autrice, Maria La Barbera, giornalista e sociologa, racconta  l’affezione per Torino, le sue potenzialita’ e la gratitudine nei confronti di una citta’ che non ha bisogno di assomigliare ad altre. 

Le  straordinarie torinesi  che hanno partecipato a questo progetto editoriale posseggono una visione complessa e articolata della citta’ e hanno un comune denominatore: l’amore per Torino . Questo sentimento di devozione lo ha espresso anche l’autrice che scrive: “Torino rappresenta per me quel centro di gravita’ che cercavo da tempo dove sobrieta’ e creativita’ si diluiscono, dove l’estro si sposa con la moderazione, la mia miscela perfetta, il mio antidoto agli eccessi”   e ancora “Girando per la citta’ nel  mio primo periodo torinese rimanevo incantata dai suoi angoli, dai suoi particolari, dalla sua eleganza e dalla sua signorilita’, prodotto di una esistenza regale e di un passato glorioso cardine della storia della nostra Italia, e  dalla capacita’ di essere contemporanea con uno stile tutto suo, temperante ma convincente”.

 

Un tema importante trattato nel libro e’ quello del lavoro che andrebbe intrapreso per  fare di Torino  un luogo ancora piu’ attraente, sviluppare ulteriormente le sue potenzialita’ e risolvere quei problemi che la tengono ancora  troppo salda al suo  passato nonostante sia indiscutibilmente una laboratorio di idee e rappresenti un modello ispirazionale.

Nell’ultima fase dell’intervista si affronta, inoltre, la questione di genere ovvero quale e’ la posizione delle donne all’interno del mondo delle opportunita’ lavorative, quanta strada e’ stata fatta e se queste ultime hanno imparato a fare squadra per unire le forze e puntare al futuro con lo spirito del sodalizio.

Hanno gentilmente partecipato a questo libro dedicato a Torino, la citta’ delle donne:

Maria Caramelli, Evelina Christillin,  Maria Luisa Cosso, Sara D’Amario, Elena D’Ambrogio Navone, Elsa Fornero, Alessandra Giani, Paola Gribaudo, Piera Levi-Montalcini, Marina Marchisio, Licia Mattioli, Camilla Nata, Margherita Oggero, Enrica Pagella, Antonella Pannocchia, Laura Pompeo, Paola Prunastola Filippi di Baldissero, Fulvia Quagliotti, Patrizia Sandretto Re Rebaudengo, Giulietta Revel, Carola  Vallarino Gancia Bianco di San Secondo Biondi, Tiziana Viora.

L’isola del libro

RUBRICA SETTIMANALE A CURA DI LAURA GORIA

 

Luigi Nacci “I dieci passi dell’addio”

-Einaudi- euro 16,00

E’ il romanzo di esordio del triestino (nato nel 1978) insegnante, giornalista, poeta e guida escursionistica ambientale, che racconta la fine di una storia d’amore, con tutto il dolore e i cambiamenti che comporta un addio.

Una sorta di manuale di autoaiuto che funge da terapia contro lo strazio di chi si è appena separato dalla compagna per stare con un’altra donna. In ogni caso è un uomo che sta male, malissimo, e mette a punto una specie di terapia “fai da te”.

Il protagonista programma 10 passi di sopravvivenza prima dell’appuntamento dal notaio per mettere nero su bianco il taglio netto con chi ha condiviso una parte della vita.

Il primo step consiste nel cambiare nome alle stanze; per es. la camera matrimoniale diventa stanza della resistenza e così via lungo un iter intriso di sensi di colpa, nostalgie varie e sofferenza che tutto avvolge. Un romanzo in cui molti potrebbero riconoscersi.

 

 

Benedetta Cibrario “Sono molte le cose umane” -Mondadori- euro 20,00

La scrittrice (nata a Firenze nel 1962 da padre torinese e madre napoletana, da anni stabilita a Londra) dopo averci regalato romanzi bellissimi come “Rossovermiglio”, ora si cimenta nei racconti. Ancora una volta scopriamo la sua abilità nel calarsi e immedesimarsi in personaggi ed epoche differenti. Queste short story vanno dalla Napoli del 700 alla Londra del 1945.

La raccolta è strutturata in tre parti, l’ultima è la novella lunga “Lo scurnuso” già pubblicata nel 2011. Al centro di ogni racconto troviamo situazioni della vita quotidiana, in cui si amalgamano bellezza e sofferenza, debolezze umane e riscatti, dolori e gioie.

Il primo racconto è ambientato nella Londra del 1953 ed è in forma epistolare. La direttrice di sala di un ristorante e uno chef hanno un fitto scambio di ricette che va ben oltre gli ingredienti dei piatti, perché svela molto delle loro personalità.

Poi ci sono esperienze limite, come quella del maestro spedito in una sperduta comunità montana dove gli alunni scarseggiano. O l’anziano salvato dalle preghiere di una bambina.

Ogni racconto nasce da un mix di osservazione ed immaginazione, spesso gli spunti arrivano da incontri reali che poi prendono il volo sulle ali della fantasia della scrittrice.

Il racconto più bello forse è quello della scoperta di 5 sanpietrini di ottone lucido in memoria di un’intera famiglia ebrea che era stata deportata ad Auschwitz. La protagonista del racconto fa di tutto per ricucire la loro storia, e scopre come una vile delazione abbia provocato annientamento, deportazione e morte.

 

 

Federica De Paolis “Da parte di madre”

-Feltrinelli- euro 18,00

E’ un romanzo a tratti struggente quello in cui Federica De Paolis mette in luce il complesso rapporto tra lei e la madre, e descrive come i ruoli possano finire per invertirsi.

Emerge la figura della genitrice, donna bellissima, sognante, simpatica, divertente ed ironica; ma anche indolente, sfrenata, immatura. A 20 dalla sua morte, l’autrice racconta il loro legame simbiotico e complice.

Una donna speciale, che tutti si voltavano ad ammirare, dotata di una bellezza intrisa di fragilità che la esponeva ad amori sbagliati, violenti e devastanti. Anche infantile e perennemente alla ricerca di affetto; talmente innamorata dell’amore da accettare situazioni intollerabili.

Un rapporto madre-figlia in cui spesso era la giovane ad accudire l’adulta, che muore a soli 56 anni per un tumore che non perdona, assistita fino alla fine dalla figlia.

Racconto autobiografico in cui Federica De Paolis non cerca rimedio al dolore del lutto, ma più che altro ha celebrato il suo immenso amore per la madre. Tutto raccontato con la maestria della scrittrice -non per niente è anche dialoghista per il cinema- e qui sciorina la sua abilità nel ridare vita a svariati episodi.

 

 

Chiara Valerio “Chi dice e chi tace” -Sellerio- euro 15,00

Come è possibile che una provetta nuotatrice affoghi nella sua vasca da bagno? Parte da questo rebus il giallo di Chiara Valerio che poi sconfina altrove.

Lea sul giornale parrocchiale di Scauri legge della morte di Vittoria, ritrovata senza vita nella sua vasca. Morte apparentemente inspiegabile, sulla quale Lea, che di professione fa l’avvocato – e da sempre affascinata dall’ enigmatica Vittoria- vuole vedere più chiaro.

Vittoria, 64 anni, convivente con la più giovane Mara, era una che si tuffava in mare sia d’inverno che d’estate, il nuoto le era connaturato. Pertanto la trama gialla è l’escamotage per scoprire chi era veramente.

Arrivata in paese negli anni 70, a 43 anni, aveva portato con se la 18enne Mara, e non era ben chiaro il loro legame. Poi aveva comprato casa -sempre aperta a tutti- e avviato una pensione per animali. Pare che non avesse mai avuto dissapori con nessuno e riesce difficile pensare alla dinamica di una morte accidentale.

C’è poi il suo testamento nelle mani di Lea e la trama parla anche di amicizia, identità, amore e verità.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rosanna Mutinelli: “La culla d’acqua”. Una storia di fuga, speranza e resilienza

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“Vorrei che La culla d’acqua fosse un invito a riflettere sull’umanità che accomuna tutti noi”

 

Intervista a Rosanna Mutinelli, autrice de La culla d’acqua – CTL Editore, 2024

1. La culla d’acqua è una storia di fuga, speranza e resilienza. Cosa l’ha spinta a raccontare il viaggio di Hailù?
Il romanzo nasce da una profonda riflessione su temi attuali come l’immigrazione, la disperazione che porta le persone a lasciare la propria terra, e la resilienza necessaria per affrontare percorsi tanto duri. La figura di Hailù, un ragazzino di soli tredici anni, mi ha permesso di esplorare queste dinamiche dal punto di vista dell’innocenza, mettendo in evidenza il coraggio di chi, nonostante tutto, riesce a immaginare un futuro migliore. Volevo dare voce a chi spesso rimane invisibile.

2. Perché ha scelto di narrare la storia in prima persona?
Scrivere in prima persona mi ha permesso di avvicinarmi alla realtà emotiva di Hailù e di far vivere al lettore il viaggio quasi come se fosse accanto a lui. Volevo che le sue paure, i suoi pensieri e le sue speranze emergessero in modo autentico e diretto. È un punto di vista intimo che, spero, permette a chi legge di sentirsi coinvolto non solo a livello razionale, ma anche emotivo.

3. Nel romanzo, il Mediterraneo è chiamato “The river”. Perché questa scelta?
“The river” è un termine usato dai trafficanti, un modo per minimizzare il pericolo o, forse, per creare un’illusione di semplicità in chi si affida loro. Questo nome rappresenta l’ennesima ingannevole banalizzazione di un viaggio che, in realtà, è un calvario per chi lo intraprende. Ho voluto mantenere questa espressione per sottolineare il contrasto tra la realtà brutale e la promessa vuota di chi sfrutta i migranti.

4. Qual è stata la parte più difficile da scrivere?
Senza dubbio, le descrizioni degli orrori vissuti nei centri di detenzione libici. Rappresentare queste realtà senza indulgere in dettagli troppo espliciti, ma lasciando trasparire tutta la sofferenza, è stato un equilibrio delicato. Mi sono documentata molto, ma la difficoltà più grande è stata emozionale: è impossibile restare indifferenti davanti a storie così drammatiche.

5. Quale messaggio vorrebbe lasciare ai lettori con questo romanzo?
Vorrei che La culla d’acqua fosse un invito a riflettere sull’umanità che accomuna tutti noi. Hailù non è solo un migrante, è un ragazzo con sogni e paure, proprio come chiunque altro. È facile giudicare o dimenticare chi affronta viaggi così estremi, ma spero che la storia aiuti a costruire empatia e consapevolezza rispetto alla complessità del fenomeno migratorio.

6. C’è qualcosa che vorrebbe dire ai suoi lettori?
Vorrei ringraziarli per il coraggio di affrontare una lettura che può essere dura, ma credo anche necessaria. Le storie, per quanto difficili, possono aprire dialoghi e cambiare prospettive. Spero che chi legge La culla d’acqua possa sentire un po’ di quel coraggio che Hailù porta con sé nel cuore.

“Premonizioni” di Giulia Fagiolino: misteri e segreti di una Roma nascosta

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La storia di Claudia si intreccia con quella dell’investigatore Wintley, chiamato ad indagare sulla scomparsa di un amuleto con un giglio rosso, che poi scoprirà essere il simbolo della setta alchemica dei Sacri Custodi, protettori della pietra Archètipa. I due si troveranno ad affrontare un mistero sempre più complesso tra sette esoteriche e poteri alchemici

IL LIBRO

Claudia Meni riceve un messaggio con una filastrocca “Beato chi guarda ma non cerca, nell’oscurità non fa domande e la risposta avrà avanti a sè” e poi una scritta “Roma ha dei segreti che devi scoprire. Roma 1849 J.B.Mallory”. Claudia, che sta attraversando un periodo particolare della sua vita dopo la fine di una relazione di anni, parte per Roma per lavoro, ma, al tempo stesso, è incuriosita da questo messaggio. Chi è J.B.Mallory? E cosa vuol dire quella filastrocca? Senza volerlo si trova immersa nelle ricerche nel cuore di Roma. Presto il nome di Mallory verrà affiancato a quello di Nittley. Il mistero si infittisce, scopre dei simboli criptici nei sotterranei della città. La sua storia si intreccia con quella dell’investigatore Wintley, chiamato ad indagare sulla scomparsa di un amuleto con un giglio rosso, che poi scoprirà essere il simbolo della setta alchemica dei Sacri Custodi, protettori della pietra Archètipa. I due si troveranno ad affrontare un mistero sempre più complesso tra sette esoteriche e poteri alchemici, nel fascino di una Roma nascosta e piena di segreti.


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BIOGRAFIA

Giulia Fagiolino proviene da studi classici ed è avvocato. Ha pubblicato in precedenza due romanzi con case editrici ed ha ricevuto diversi riconoscimenti in premi letterari internazionali, tra cui i premi internazionali Michelangelo Buonarroti, Montefiore, Giglio Blu di Firenze. Da citare inoltre la “segnalazione particolare della Giuria” allo storico “Premio Casentino” fondato da Carlo Emilio Gadda negli anni ’40. Ha partecipato nel giugno 2018 al Caffeina festival di Viterbo in qualità di scrittrice.

 

“Premonizioni” di Giulia Fagiolino a cura di Alessandra Bazardi literary agency
Genere: mistero paranormale
ebook: 0,99 €
libro: 10,00 €

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LINK DI ACQUISTO

https://www.amazon.it/Premonizioni-Giulia-Fagiolino-ebook/dp/B0DN6TSY7H/ref=sr_1_1?

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Giuliano Besson, il ragazzo terribile della Valanga Azzurra

Luci, ombre e aneddoti sulla squadra di sci più forte del mondo

Giuliano Besson e Augusto Grandi presentano il libro “Giuliano Besson: il ragazzo terribile della Valanga Azzurra”. Il 18 dicembre ore 17 presso il circolo della stampa Sporting, in corso Agnelli 45, Torino. Modera Federico Calcagno.

ll libro di Quaglieni su Matteotti presentato ad Albenga

Domenica 8 dicembre alle ore 18,30 ad Albenga, nel Salone del Podestà della Torre Medievale (piazza S. Michele), sarà presentato il libro curato da Pier Franco Quaglieni su “Matteotti”, Pedrini Edizioni, nel centenario del suo assassinio. Il libro, con un saggio introduttivo dello storico prof. Quaglieni, raccoglie l’ultimo discorso pronunciato da Matteotti alla Camera e il libro scritto da Piero Gobetti subito dopo la morte del deputato socialista. Interverrà, con l’autore, Roberto Pirino, Presidente della Fondazione G.M. Oddi.

Rassegna mensile dei libri più letti e commentati

Vi piace leggere ma non trovate il libro adatto a voi? Ecco una piccola rassegna dei titoli più commentati dalla community de Il Passaparola Dei Libri nel mese di novembre.

Al primo posto, era immaginabile, Tatà l’ultimo romanzo di Valerie Perrin: riuscirà ad interessare i lettori tanto quanto il suo precedente Cambia L’Acqua Ai Fiori? Per ora le recensioni sono favorevoli…

Il Treno Dei Bambini, di Viola Ardone: torna di grande attualità, grazie a una recente produzione televisiva e  lettori e lettrici tornano a dividersi sul suo impatto narrativo.

 

Il Cognome Delle Donne, di Aurora Tamigio: la più recente vincitrice del Premio Bancarella si sta imponendo sul pubblico della nostra community, vedremo se diventerà uno dei nostri “classici”. Per il momento chi lo ha letto ne parla benissimo.

 

Incontri con gli autori

 

In novembre conosciamo Sonia Rottichieri, autrice de La Mia Vita Con I Cani  (auto-pubblicazione, 2024) un libro che celebra l’amicizia tra uomo e animale e vuole essere, inoltre, una storia di amore e una  lezione sulla lealtà e sul valore della vita.

Torniamo volentieri a intervistare Sylvia Zanotto in occasione dell’uscita del suo primo romanzo Come Nijinskiy (Nardini, 2024) e facciamo la conoscenza con Andrea Polo, adesso in libreria col suo nuovo libro  Storie Di Padri, Storie Di Figli, (Paesi, 2024) nel quale un padre racconta ai figli un’avvincente storia di famiglia.

 

Per questo mese è tutto. Vi invitiamo a seguire Il Passaparola dei libri sui nostri canali sociali e a venirci a trovare sul nostro sito ufficiale per rimanere sempre aggiornati sul mondo dei libri e della lettura! unlibrotiralaltroovveroilpassaparoladeilibri.it

Il Magazzino Settantatré

14 dicembre 2024
Ore 21,00
Libreria Comunardi
Via San Francesco da Paola 6
Torino

Sabato 14 dicembre, presso la libreria Comunardi di Torino, salotto culturale torinese, lo scrittore
Giorgio Caponetti e l’editore Dino Aloi dialogheranno con l’autore del suo libro “Il Magazzino Settantatré”.
Giorgio Caponetti, straordinario scrittore torinese, autore di libri come Quando l’automobile uccise la cavalleria,
La carta della regina, Il Grande Gualino, La leggenda del cavallo verde, Avanti! Ma non troppo – L’insospettabile
vita di Edmondo De Amicis e molti altri, terrà a battesimo l’opera prima di Angelo Cucchi, autore anche del
disegno di copertina, edito da Il Pennino.
Il Magazzino Settantatré è un racconto con un intreccio mozzafiato che si districa tra un quadro di
Dürer scomparso e documenti dell’operazione ODESSA, organizzazione che fece fuggire centinaia
di nazisti in Argentina. Questo è il nuovo libro, opera prima, di Angelo Cucchi, scenografo di lunga esperienza,
al suo esordio come scrittore. Sono previste letture in sala di alcuni testi.

Angelo Cucchi, nato a Torino nel 1949, dal padre, artigiano scultore ed intagliatore in legno, ha appreso l’arte, quella che non
si mette mai da parte e la si impara in bottega.Fino alla nuova rivelazione che è stata per lui la scenografia, grazie ad un contratto alla Rai presso il reparto scenografie del
Centro di Produzione Tv di Torino, nel 1967. Si è diplomato alla scuola di Scenografia dell’Accademia Albertina di Belle Arti di
Torino. Nel 1976, l’assunzione definitiva alla RAI prima pittore realizzatore e poi scenografo fino al 1990.
Ha collaborato alla realizzazione di diversi spettacoli televisivi. Lasciata la Rai si è dedicato alla libera professione. Si è occupato
di scenografie per teatro, balletto, opera lirica, cinema e pubblicità, alternando a mostre per musei e istituzioni culturali. Nel 1995
con la realizzazione della mostra Nefertari, luce d’Egitto ha conosciuto il mondo espositivo dell’archeologia.
Ha collaborato con il Museo Egizio di Torino per altre realizzazioni espositive, oltre a musei di Scienze Naturali a Torino, Matera
Museo Ridola di Antropologia, Nizza Museo Archeologico Cimièz. Si è occupato di altri allestimenti museali e spettacoli in Italia,
Francia, Spagna, Repubblica Dominicana, e negli Stati Uniti a Miami. Ha collaborato a varie istituzioni culturali dall’Assessorato
alla Cultura della Regione Piemonte fino al Palazzo delle Esposizioni di Roma in quattro anni, dalla mostra dedicata al bicentenario
della nascita di Charles Darwin e Homo Sapiens, Tehotihuacan la Città degli Dei, fino a La Via della Seta, sempre lavorando
“con le sue stesse mani” come ama ricordare, perchè il mestiere della realizzazione scenografica richiede manualità.
Hanno scritto di lui Gran Bazaar Italia Edizioni Elemond, Il Gazzettino di Venezia, la rivista Habitat, la Fondazione Franco
Antonicelli di Torino, la Galleria Zenith Arte ed un servizio video su Rai Tre.

Informazioni: Il Pennino – 3356869241 – info@ilpenninodinoaloi.it

L’isola del libro

RUBRICA SETTIMANALE A CURA DI LAURA GORIA

 

Joyce Maynard “Il Bird Hotel” -NNE- euro 21,00

In questo romanzo si avverte il piglio sciolto della sceneggiatrice e scrittrice americana che racconta più fasi della vita della protagonista, e lo fa con ritmo quasi visivo. Ancora una volta la Maynard mette a fuoco il dolore della perdita, del lutto e del traumatico abbandono, dovuti alle capriole di un destino beffardo.

Al centro c’è l’io narrante di Irene (all’anagrafe Joan) rimasta orfana a soli 7 anni. La madre -cantante e attivista dalla vita disordinata e nomade- muore disintegrata dall’esplosione della bomba che aveva piazzato in un’azione terroristica.

Poiché non si sa chi sia il padre, la piccola viene cresciuta dalla nonna, che le cambia il nome e le impone di non svelare mai a nessuno le circostanze in cui della madre è rimasto solo un polpastrello per risalire al Dna.

Crescendo, Irene scopre la passione per la pittura e durante un’esposizione a San Francisco conosce Lenny. I due si innamorano e mettono al mondo il piccolo Arlo. Per un attimo la vita sembra tornare benevola; ma un’altra immane tragedia uccide marito e figlio in un colpo solo.

Schiantata dal dolore Irene pensa prima al suicidio, poi si lascia guidare dal caso e sale su un pulmino che la conduce in un immaginario luogo sperduto nell’America Centrale. Un paesino affacciato su un lago, dominato da un vulcano.

Una sorta di paradiso terrestre, dove il tempo è scandito dai cicli della natura e dalle calamità che la gente del luogo è abituata ad affrontare.

Irene trova ospitalità nell’unico albergo del paese, La Llorona; luogo fiabesco gestito dalla misteriosa Leila, piena di debiti ma con principi saldissimi. Tra le due donne si crea un rapporto complice, dal quale derivano sviluppi successivi che cambieranno ancora una volta il destino della protagonista.

 

 

Milena Palminteri “Come l’arancio amaro” -Bompiani- euro 20,00

A ben 75 anni Milena Palminteri esordisce con questo romanzo balzato subito in testa alle classifiche. Di origine palermitana, l’autrice vive a Salerno ed è stata conservatrice negli archivi notarili.

Ora ha raggiunto il successo con questa saga che racconta la storia di tre donne di due differenti generazioni. Sono Nardina, Sabedda e Carlotta e si muovono nell’immaginario paese di Sarraca, per il quale la scrittrice si è ispirata a Sciacca.

Il romanzo inizia nel 1960; Carlotta lavora nell’Archivio Notarile e per caso scopre che la nonna paterna aveva accusato sua madre di non averla partorita, bensì comprata.

E’ l’inizio di una serrata indagine nel passato e nelle vicende privatissime della madre Nardina, che aveva avuto difficoltà a restare incinta del marito, il nobile Carlo Cangialosi.

A imprimere una svolta c’è anche la serva Sabedda, incinta di un figlio che non sarà mai riconosciuto dal padre. E i destini di due donne tanto diverse si intrecciano, sullo sfondo dei maneggi di alcuni personaggi, alcuni anche in odor di mafia.

 

 

A.M. Homes “Il complotto” -Feltrinelli- euro 24,00

E’ una delle voci più interessanti e innovative della letteratura americana negli ultimi 20 anni, quella della scrittrice nata a Washington D.C. nel 1961. Oggi vive a New York, insegna alla Columbia University e collabora con prestigiose testate. Amy Michael Homes, dopo 10 anni e parecchi premi vinti, si cimenta nuovamente con il romanzo.

459 pagine per raccontare un’America che sembra sgretolarsi e aver perso la rotta verso il sogno americano. Tutto franerebbe nell’arco di tempo in cui Barak Obama è stato il primo presidente afroamericano degli Stati Uniti.

A prendere malissimo questa vittoria è il Grand’uomo, (Big Guy), uno dei principali finanziatori dello sconfitto Mc Caine.

Ma chi è Big Guy? Un ultraconservatore bianco, intorno ai 60 anni, razzista incallito che non vuole arrendersi al risultato elettorale e studia un piano per salvare il paese da quella che ritiene una pericolosa deriva socialista.

Fin qui la sfera pubblica e politica, che corre in parallelo con quella della vita privata; i guai con la moglie alcolizzata e con l’instabile figlia 18enne. Ma le energie di Big Guy saranno assorbite soprattutto dal progetto di un golpe…e non resta che addentrarvi in questo corposo romanzo intriso di satira politica.

 

 

Jane Campbell “Interpretazioni dell’amore” –Blu Atlantide- euro 18,50

Jane Campbell, nata in Inghilterra nel 1942, psicologa e docente ad Oxford, è una scrittrice sui generis che ha debuttato a 80 anni con il libro di racconti “Spazzolare il gatto”.

Ora con “Interpretazioni dell’amore” si affaccia alla narrativa e ci regala un romanzo corale in cui i protagonisti -negli ultimi anni delle loro vite- si raccontano con disincanto e onestà. Si muovono tutti all’interno di agiati circoli accademici e la narrazione parte dalla vigilia dei preparativi per un matrimonio.

Sulla scena compare l’anziano Malcolm, insegnante ad Oxford, invitato alle nozze della nipote. E’ l’occasione per svelare un segreto taciuto a lungo. In passato, nel primo dopoguerra, la sorella in punto di morte gli aveva consegnato una lettera in cui svelava il nome del vero padre della figlia Agnes.

Lui aveva giurato, ma poi non aveva consegnato lo scritto a chi di dovere; una decisione con parecchie conseguenze.

 

 

Camilla Sten “Il villaggio perduto” -Fazi Editore- euro 19,50

Un’atmosfera inquietante avvolge il villaggio di Silverstjän, dove nel 1959 erano improvvisamente scomparsi tutti i 900 abitanti. Come svaniti nel nulla. Erano rimasti solo il corpo di una donna lapidata nella piazza del paese e una neonata abbandonata sui banchi della scuola: e nessuno è mai riuscito a chiarire il mistero.

A tornare nel paese, al giorno d’oggi, è Alice Lindstedt, giovane regista di documentari che cerca un argomento per sfondare nel suo mestiere precario. A legarla al luogo misterioso c’era anche sua nonna che viveva a Silverstjän, ed era scomparsa con tutta la famiglia.

Alice affronta l’impresa con una troupe di amici; ad avvolgerli immediatamente è un silenzio inquietante, i fantasmi del passato, l’enigma inspiegabile. Gli sviluppi li scoprirete leggendo, man mano che mistero si aggiunge a mistero.