Dal pane alla birra il passo è breve. Lo sanno bene Biova Project e Eataly Lingotto: dalla loro unione d’intenti infatti nasce la birra Biova Eataly, fatta a partire dal pane invenduto della Panetteria di Eataly.
Biova Project è una start up di food innovation fondata nel novembre 2019 a Torino da Emanuela Barbano e Franco Dipietro, con la missione di ridurre lo spreco alimentare per il pianeta, creando prodotti sempre nuovi dall’alto valore aggiunto: sia di gusto, sia economico, sia sociale.
Eataly Torino Lingotto da ormai 14 anni seleziona i migliori prodotti che il territorio propone, con attenzione alla stagionalità, alla sostenibilità e all’impatto ambientale e portando avanti progetti quali ad esempio l’Orto urbano e il Bee Garden, sul piazzale di fronte al punto vendita, che hanno l’obiettivo di sensibilizzare tutti alle tematiche green.
Ecco allora Biova Eataly, una Session Ipa preparata secondo la ricetta dei Birrai di Biova Project, leggera perché ha solo 3,6 gradi alcolici ma dal grande gusto grazie ai luppoli agrumati e con un tocco di sale dato dal pane. E proprio il pane è il protagonista principale: precisamente quello della Panetteria di Eataly. Farina biologica macinata a pietra di Mulino Marino, lievito madre rinfrescato quotidianamente e acqua sono gli ingredienti che i Maestri Panettieri di Eataly Lingotto usano per creare il pane nel laboratorio a vista, dall’impasto sino alla cottura nel forno a legna.
Birra Biova fa in modo che il pane, invece di diventare avanzi, si trasformi in qualcosa di meraviglioso: infatti proprio il pane recuperato sostituisce fino al 40% di malto d’orzo. Questo permette di risparmiare fino al 30% di materie prime, il che rende Biova Eataly sostenibile per il pianeta, riducendo di molto lo sfruttamento di risorse vergini del pianeta. Insomma, è proprio vero che “il pane non si spreca, si beve”.
La presentazione dei due eventi è avvenuta alla Orsolina 28, dove ha sede una scuola di danza rinomata a livello internazionale, sabato mattina. A fare gli onori di casa c’era l’amministratore delegato Barbara Bellino che ha sottolineato l’amore verso il territorio che ospita Orsolina e la natura. Nel suo intervento, invece, il sindaco Orecchia ha ricordato che lo scorso anno Moncalvo era stata l’unica fiera in Piemonte a parte Alba e che “visti i risultati della campagna vaccinale si può pensare che si possa svolgere, naturalmente in sicurezza, anche la Fiera del Bue Grasso, non dimenticando che al diamante grigio rappresentato dal tartufo, si affianca anche il risultato altrettanto importante degli allevamenti di qualità”.
Una ventata di ottimismo per il settore turismo l’ha portata Flavia Fagotto, direttore marketing dell’Atl Langhe Roero Monferrato: “il territorio ha avuto nel periodo giugno, luglio, agosto, una continua crescita e ad agosto c’è stato il raddoppio delle presenze rispetto allo stesso mese del 2020, con un dato che si avvicina al 2019. L’obiettivo è di raggiungere a fine stagione l’80% del 2019, ultimo anno ante emergenza sanitaria”:
Massimo Iaretti, portavoce del sindaco di Valenza, Maurizio Oddone, portati i saluti del primo cittadino valenzano ha ricordato il protocollo recentemente sottoscritto con Valenza che ha avuto nei giorni scorsi un primo momento operativo con lo scambio reciproco di materiale turistico e che vedrà nei prossimi mesi iniziative finalizzate a collegare le eccellenze enogastronomiche moncalvesi con la gioielleria ed oreficeria valenzana nell’ottima del ‘Protocollo dei due diamanti’.