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“Degustare è scoprire”, arriva il Salone del Vino

Al via (quasi) la IV Edizione del più importante evento dedicato al vino piemontese, ospitato alle “OGR” di Torino

Dal 28 febbraio al 2 marzo

Sotto il segno del tema “Degustare è scoprire” (“perché ogni nuovo vino apre un orizzonte, impone di scegliere un nuovo punto di vista e modifica la propria mappa del gusto”), s’avvia ad aprire i battenti la IV Edizione del “Salone del Vino” – la più grande “cantina aperta” del Piemonte – ospitata, da sabato 28 febbraio a lunedì 2 marzo, negli spazi delle “OGR” di corso Castelfidardo 22, a Torino. Due giornate, sabato e domenica, dedicate al grande pubblico dei “Wine Lovers” e la giornata di lunedì 2 marzo interamente riservata agli “operatori professionali” del settore (2mila gli ospiti previsti)  e animata da “buyer internazionali” provenienti da SveziaDanimarcaPassi BassiRegno Unito e Repubblica Ceca.

Organizzato dalla torinese “KLUG APS” (con il patrocinio e il sostegno di “Città di Torino”, “Camera di commercio” torinese, “Unioncamere Piemonte”, “Turismo Torino e Provincia”, “Regione Piemonte”, “Città Metropolitana” e il sostegno di “Fondazione CRT”, “Amiat”, “Gruppo Iren” e “GTT”), il “Salone” anche quest’anno anticiperà i suoi appuntamenti ufficiali con un articolato “palinsesto di avvicinamento” che accompagnerà il pubblico per tutto il mese di febbraio, con oltre 50 eventi tra cene, degustazioni e appuntamenti diffusi sul territorio a Torino e in Piemonte, culminando nella settimana del Salone. La cui “mission” rimane sempre la stessa: raccontare il  Piemonte come “sistema culturale” del vino, fatto di paesaggi, persone, lavoro, storie, ricerca e innovazione, cercando di comprendere le trasformazioni in atto e valorizzando le nuove generazioni in cantina e i giovani consumatori.

In proposito sottolinea Patrizio Anisio, direttore del “Salone”: “Raccontare il patrimonio vitivinicolo del Piemonte è un percorso di crescita culturale unico: ad ogni edizione scopriamo nuovi vini, tradizioni che vengono rinnovate, nuove cantine giovani e dinamiche, ma soprattutto vediamo come il pubblico è sempre alla ricerca di ‘esperienze immersive’, con una curiosità vivace, fluida e sempre più attenta alla sostenibilità”. E al direttore, fa eco Domenico Carretta, assessore ai “Grandi Eventi e Turismo” della “Città di Torino”: “Il ‘Salone del Vino’ è una manifestazione che rappresenta la Torino che vogliamo: una città capace di valorizzare le proprie radici, ma con lo sguardo rivolto al futuro, all’innovazione e soprattutto ai giovani. Il coinvolgimento delle cantine ‘First Generation’ e l’attenzione alla sostenibilità dimostrano che il mondo del vino piemontese è più vivo e dinamico che mai”.

Del resto, le cifre parlano chiaro: oltre 500 sono le cantine coinvolte e più di 50 le “masterclass” gratuite organizzate insieme a un ricco programma di “talk”, senza contare le oltre 30 collaborazioni con gli “enti di promozione”. In particolare,  un “focus speciale” sarà dedicato alle cantine di “First Generation”, anche fuori Piemonte: “giovani realtà che stanno riscrivendo il racconto del vino, portando con sé nuove visioni di viticoltura e sostenibilità”. Cui deve andare la massima attenzione, da riservare pur anche alle altre importanti novità cavalcate dal “Salone 2026”: dalla nuova “area food” realizzata in collaborazione con i “Maestri del Gusto di Torino e Provincia” ai 10 talk di approfondimento sostenuti dalla “piattaforma DISSAPORE” che unisce giornalismo tradizionale con quello digitale fino al rafforzamento di “Aspettando il Salone del Vino”, che per tutto il mese di febbraio, con ogni sera un evento, trasformerà Torino, in un grande palcoscenico diffuso, con cene tematiche, degustazioni e appuntamenti speciali che vedranno protagoniste cantine e consorzi, accompagnando il pubblico verso il cuore della manifestazione. Tra i vari appuntamenti, non  mancherà anche quest’anno l’appuntamento con la “Notte Rossa Barbera”, progetto ideato e organizzato dall’“Associazione F.E.A”, in programma venerdì 20 febbraio. Un’occasione per vivere, in chiave pop e moderna, la piola piemontese e la tradizione della “merenda sinoira” tra buon vino, nuove leve della musica italiana e atmosfere d’altri tempi. La nuova edizione del “Salone” – doveroso ricordarlo – si racconta anche attraverso una nuova veste grafica, ideata e disegnata dall’illustratore torinese Jacopo Rosati, che  racconta tutta la filiera vitivinicola con il suo tratto chiaro e nitido, “in un immaginario, fluido e complesso, che racconta ed interroga il mondo del vino”.

Da non dimenticare anche la volontà di consolidare, in questa IV Edizione, le “collaborazioni scolastiche” per coinvolgere giovani studenti nel progetto del Salone del vino, con l’“ITS Academy Turismo Piemonte”, l’Istituto Professionale Statale “G. Colombatto” e l’ITS “Academy Agroalimentare Piemonte”. Grazie al “Dipartimento Integrato Dipendenze” dell’“ASL Città di Torino” ci sarà, poi, uno spazio dedicato di promozione della salute dove il pubblico verrà informato e portato a riflettere sul consumo consapevole di alcol.

Per info più dettagliate sul programma: www.salonedelvinotorino.it

g.m.

Nelle foto: Conferenza Stampa, Patrizio Anisio e Domenico Carretta (Ph. Andrea Borio); Salone del Vino 2025 (Ph. Marzia Benigna); La Mole Antonelliana e il Salone del Vino 2025; Notte Rossa – Barbera 2025

Cantine d’Italia 2026

CANTINE D’ITALIA 2026
 
” Per coloro che ritengono che il vino valga un viaggio “
 
È uscita la nuova edizione 2026 di Cantine d’Italia, la Guida per l’Enoturista a cura di Go Wine.
L’evento di presentazione e premiazione si è tenuto lo scorso sabato 29 novembre 2025 a Milano presso l’Hotel Melià.
Cantine d’Italia 2026 si presenta con 911 cantine complessivamente selezionate, 270 “Impronte d’eccellenza”per l’Enoturismo, oltre 5.140 vini segnalati, circa 1.642 indirizzi utili per mangiare e dormire.
Sono ben 186 le cantine piemontesi selezionate sul volume, di cui 39 nella rubrica “da conoscere”; tra queste entrano per la prima volta in Guida le cantine (in ordine alfabetico) Barbero Giacomo (Canale), Cantina Casorzo, Cantina Produttori Erbaluce (Caluso), Cortese Giuseppe (Barbaresco), Demarie (Vezza d’Alba), Gerlotto F.lli (Diano d’Alba), Grasso F.lli (Treiso), L’Autin (Barge), Pianbello (Loazzolo), Poderi Vaiot (Montà), Torchio 1953 (Isola d’Asti).
Il Piemonte è ai vertici della Guida con ben 49 Impronte di eccellenza; le cantine Castello di Gabiano, Ceretto, Fontanafredda, Malvirà, La Raia confermano le Tre Impronte, ovvero il massimo riconoscimento per l’esperienza enoturistica.
Il Premio “Autoctono si nasce”, ovvero uno dei 9 Premi Speciali, va alla cantina Le Piane di Boca, per l’opera svolta dalla cantina a favore del Boca, storica denominazione nelle terre dell’Alto Piemonte. Con un’etichetta che richiama da sempre il rapporto fra vino e terra, in luoghi storici del vino piemontese.
Ecco l’elenco delle cantine piemontesi che hanno ottenuto in questa edizione il riconoscimento de L’Impronta Go Wine:
Abbona Anna Maria
Alessandria Fratelli
Angelo Negro
Ascheri
Boglietti Enzo
Braida
Brezza Giacomo & Figli
Bricco Maiolica
Broglia Piero – Tenuta La Meirana
Burlotto Comm. G.B.
Cascina Alberta
Cascina Chicco
Castello di Gabiano
Castello di Perno
Castello di Razzano
Castello di Tagliolo
Castello di Verduno
Caudrina
Centovigne
Ceretto
Chiarlo Michele
Contratto Giuseppe
Cordero di Montezemolo
Damilano
Dosio Vigneti
Luca Ferraris
Fontanafredda
Forteto della Luja
L’Astemia
La Raia
Malvirà
Manzone Giovanni
Marchesi Alfieri
Marchesi di Barolo
Marchesi di Grésy – Cisa Asinari
Montalbera
Oddero Poderi e Cantine
Palladino
Pecchenino
Poderi Luigi Einaudi
Diego Pressenda
Sordo Giovanni
Tenuta Carretta
Tenuta La Marchesa
Tenuta Montemagno
Travaglini Giancarlo
Vajra G.D.
Vietti
Villa Sparina
 
La Guida Cantine d’Italia 2026 è edita dall’associazione Go Wine e nasce da un’idea di Massimo Corrado che ne cura il coordinamento e la direzione editoriale. La redazione Go Wine cura la redazione di tutto il volume e del repertorio delle cantine selezionate, con i contributi e le segnalazioni di giornalisti e delegati e soci Go Wine in Italia.
Le 911 cantine presenti nel volume sono state scelte in base all’esperienza diretta.
Per ogni cantina una pagina ricca di notizie: dall’anagrafica aziendale ai dati sulla produzione, ai referenti interni da contattare; dai giorni e gli orari di visita alle informazioni stradali; novità di questa edizione l’indicazione del costo della visita in cantina (là ove segnalato dalle cantine medesime), indicando la cifra per un’esperienza base e la cifra per un’esperienza più completa. La parte più importante è legata al racconto delle suggestioni che la cantina e il suo contesto offrono al visitatore.
Ogni cantina è presentata attraverso una valutazione in stelle(su scala 5), suddivisa nei tre aspetti che sono ritenuti rilevanti dalla Guida: il sitol’accoglienza e i vini.
Lo spirito dell’opera: spingere l’appassionato a viaggiare per conoscere il fascino del territorio del vino italiano attraverso il racconto di molti suoi interpreti d’elezione.
 
Per ulteriori informazioni:
Redazione Go Wine Editore, rif. Elisa Nota,
 tel. 0173 364631 gowine.editore@gowinet.it
Alla prossima !
LUCA GANDIN

La crema al cioccolato è più golosa con banana e avocado

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Un dolce al cucchiaio o una deliziosa e sana crema spalmabile per la merenda dei vostri bambini.

Pochissimi ingredienti golosi, pochissimi minuti di preparazione. Provatela, è perfetta per tutti.

Ingredienti

1 banana matura
1 avocado maturo
50gr. di cioccolato fondente
2 cucchiaini di miele (facoltativi)

Pelare l’avocado e la banana, frullarli nel mixer o schiacciarli bene con una forchetta. Sciogliere il cioccolato con poco latte e unirlo alla frutta. Unire a piacere il miele.
Conservare in frigo e servire fresca.

Paperita Patty

l World Pizza Day 2026:  il 17 gennaio un evento speciale 

Il 17 gennaio rappresenta una data da segnare sul calendario, in quanto si celebra la Giornata Mondiale della pizza, un evento che anche a Torino ha il suo seguito con due proposte del Cibrario Forno Contemporaneo e della pizzeria Flegrea.

Cibrario Forno Contemporaneo di Jacopo Pistone presenta, per l’occasione, la sua personalissima versione della pizza ai formaggi, una novità che racconta la grande passione che tutto il team sta mettendo nella realizzazione di una pizza al taglio di livello sempre più ampio, in quello che è  diventato rapidamente un punto di riferimento per gli amanti della panificazione di alta qualità nella storica via Cibrario. L’ispirazione arriva dalla scuola  romana, che ha fatto della pizza in teglia un’arte, dalla quale è partito Cibrario, aggiungendo il proprio stile e personalità creando un blend di farine, dall’integrale al tipo 1, e utilizzando un’alta idratazione per rendere il prodotto finale più croccante e piacevole al morso.

Il tocco finale sta nel topping che, in questo caso, propone una selezione di formaggi abbinati con maestria. La pizza ai formaggi, nella versione e di Cibrario, è una celebrazione di sapori jtaliani e un tributo agli appassionati. Gorgonzola in due consistenze, crema di Caprino, Raschera e Grana Padano gli ingredienti che una versione 2.0 di un grande classico garantiscono un’ esperienza di gusto nuova, grazie alla qualità dei prodotto e alla croccantezza della pasta lievitata, in una riscoperta della “pizza da passeggio” tutta italiana. Il World Pizza Day viene festeggiato anche dalla pizzeria Flegrea, attività storica della Città di Torino. Si tratta di un’occasione per provare i suoi 5 diversi tipi di impasti, le materie prime di assoluta qualità provenienti dai migliori artigiani, e le birre artigianali con una importante attenzione al gluten free. La pizzeria Flegrea si distingue come un punto di riferimento non solo per gli amanti della pizza tradizionale napoletana, ma anche per la sua alternativa gluten free, in un locale in cui la pizza torna a essere ciò che è: un piatto inclusivo e accessibile a tutti. Dal 1976, l’apertura della pizzeria Flegrea in corso Massimo D’Azeglio ha segnato l’arrivo a Torino la prima pizzeria a forno a legna, portando con sé la tradizione e la genuinità della pizza napoletana. Oggi a 50 anni dalla sua nascita, Flegrea rappresenta un’eccellenza culinaria, mantenendo al centro della sua proposta materie prime di alta qualità, molte delle quali certificata DOP, IGP e Presidi Slow Food. Negli anni, Flegrea ha costantemente migliorato la sua offerta, rispondendo alle attese di una clientela sempre più attenta e diversificata. La pizzeria è un esempio d’eccellenza nel servizio per i celiaci, grazie alla presenza di un forno dedicato esclusivamente alla preparazione di pizzeria senza glutine, oltre a una proposta di birre gluten free di propria produzione. Flegrea aderisce al progetto “Fuori Casa” dell’Associazione Italiana Celiachia, che le permette di servire pizzeria certificate 100% gluten free.

Mara Martellotta

Il Salone del Vermouth al museo del Risorgimento

Nel 2026 Torino celebra un momento eccezionale, i 240 anni dalla nascita ufficiale del Vermouth, avvenuta nel 1786. Il  Salone del Vermouth ritorna con la sua terza edizione per onorare e raccontare questa eccellenza che è divenuta un simbolo del territorio.
L’unico evento italiano interamente dedicato a questo storico vino aromatizzato sarà sabato 21 e domenica 22 febbraio prossimo presso il Museo del Risorgimento.
Il Salone del Vermouth nasce  a Torino con l’intento di celebrare  la ricchezza e la varietà di una bevanda che ha radici profonde nella tradizione piemontese e torinese, ma che oggi vive una nuova rinascita, grazie all’interesse crescente di consumatori e professionisti del settore.
L’evento vuole essere un punto di riferimento per amanti e appassionati di questo storico prodotto, ma anche un’opportunità per scoprire e valorizzare le tradizioni, l’innovazione e l’artigianalità che fanno parte del mondo del Vermouth.
Il Salone è pensato come uno spazio di incontro, confronto e crescita, in cui produttori, bartender, chef, esperti e appassionati possono connettersi, scambiare idee e fare rete.
Obiettivo principale è  quello di promuovere una cultura del Vermouth, che risulta tanto storica quanto moderna, offrendo un’esperienza immersiva che va oltre la semplice degustazione.

Mara Martellotta

A lezione di cucina albanese: arriva Cottocircuito da Eataly Torino

Il cibo come gesto di cura, incontro e solidarietà, questo è lo spirito di Cottocircuito, il progetto torinese che trasforma la cucina in un luogo di scambio culturale e sostegno concreto alle realtà sociali del territorio. Chi partecipa impara una nuova cucina, con piatti meno conosciuti e lontani dai corsi mainstream. Chi insegna trasmette il proprio sapere e lavoro nel sociale. Il nuovo appuntamento è per sabato 28 febbraio prossimo, quando il laboratorio porterà il pubblico in Albania, Paese vicino ma ancora poco conosciuto nella sua ricchezza gastronomica. Saranno tre ore di cucina condivisa, presso Eataly Lingotto, per scoprire ricette, gesti e storie. A guidare il laboratorio saranno le cuoche di Idea Donna Onlus, associazione torinese accanto alle donne migranti e alle persone in difficoltà, partner della piattaforma nazionale antitratta. Il ricavato dell’evento sarà interamente devoluto all’associazione. Nel 2026, Cottocircuito non si ferma perché sono in arrivo due nuove date, in primavera e in autunno, con altre cucine da esplorare e nuove associazioni da sostenere. Cottocircuito è un laboratorio di cucina solidale nato dall’energia di un gruppo di donne torinesi che si sono conosciute grazie a Torino Elettrica, la comunità di mutuo aiuto ideata da Maria Chiara Montera. Ogni appuntamento sostiene una diversa associazione che opera nel sociale, alla quale viene donato il ricavato netto della serata. Chi partecipa impara ricette autentiche, ascolta una storia e condivide la tavola con chi ogni giorno sostiene altre persone.

Durante le tre ore di laboratorio, si cucineranno alcuni piatti della tradizione albanese, quali la torta di porri (Lakror me presh), le polpette di vitello (Qofte), il pane non lievitato (Kulaç) e le salse vegetariane d’accompagnamento. A seguire una degustazione e le ricette da portare a casa.

Info: Eataly Lingotto – via Ermanno Fenoglietti 14 – orario 16-19 – donazione libera a partire da 45 euro – prenotazioni su Eventbrite – cottocircuito@gmail.com

Mara Martellotta

Costadoro presenta expresso: il gusto di non fermarsi mai

La torrefazione torinese continua a portare la cultura dell’espresso oltre la tazzina, senza rinunciare alla propria identità. Alle fiere di settore, Marca Bologna e SIGEP presentano expresso, il nuovo cioccolatino ripieno di caffè 100% arabica. Costadoro amplia il proprio di gusto e competenza con expresso, il nuovo oroditto che reinterpreta l’espresso in una veste ricercata e gourmet: un cioccolatino ripieno di caffè pensato per raccontare l’essenza più autentica del marchio e la sua visione contemporanea del caffè. Al centro di expresso vi è il caffè, protagonista assoluto, una miscela 100% arabica selezionata con cura e capace di esprimere equilibrio e rotondità. Una scelta che riflette l’identità di Costadoro con attenzione alla qualità e il rispetto alla materia prima e costante ricerca a dell’eccellenza. Con un gusto al cioccolato fondente, la novità conserva le caratteristiche dell’Espresso fino a diventare un’esperienza di gusto sorprendente e raffinata. Il nuovo prodotto sarà presentata ufficialmente in occasione di Marca Bologna, la principale manifestazione italiana dedicata alla Distribuzione Moderna Organizzata, in programma il 14 e 15 gennaio a Bologna e di SIGEP, la fiera internazionale di riferimento per il settore del gelato, della pasticceria, del cioccolato, del caffè, della panificazione e della pizza, che si terrà dal 16 al 20 gennaio presso la fiera di Rimini, e che anticipa le tendenze Future del Food Service artigianale. A seguito del lancio, expresso potrà essere acquistato online e nei centri Costadoro. La presentazione di expresso rappresenta un progetto più ampio: sono infatti previste estensioni di gamma pensate per arricchire ulteriormente l’esperienza di vivere l’espresso, secondo Costadoro. Con questa novità viene dimostrata la capacità di interpretare il presente restando fedele ai valori che la contraddistinguono. La centralità del caffè, la qualità senza compromessi e la visione.

Mara Martellotta

In piazza Statuto la Drogheria Cavaletto

Venerdì 9 gennaio dalle ore 11 s’inaugura in piazza Statuto 4 a Torino la Drogheria Cavaletto,
lo spazio espresso. Un progetto contemporaneo che affonda le radici in un piccolo pezzo di storia
della monumentale piazza Statuto.
Affacciata sotto i portici, la Drogheria Cavaletto per decenni è stata un punto d’incontro per i
gourmet della città. Dapprima nel 1934 come bottega di spezie, pasta, olio e caffè, avviata da
Francesco Berta che aveva appreso l’arte della tostatura da Luigi Lavazza in via San Tommaso 10.
Poi nel dopoguerra come piccolo tempio di dolci e prelibatezze scelti con cura dalla moglie
Marianna Cavaletto e dalla figlia Renata Berta che avevano continuato l’attività di Francesco
morto sotto i bombardamenti della seconda guerra mondiale.
Negli Anni Sessanta, Giovanni Toppino, marito di Renata, attuò la seconda trasformazione
puntando su vini selezionati, cioccolato artigianale e prodotti ricercati che richiamarono clienti da
tutta la città, affascinati anche dalle celebri vetrine con cartelli realizzati a china e slogan originali.
Oggi la Drogheria Cavaletto torna a vivere come “spazio espresso”, per vendere, esporre
e festeggiare. Un format nuovo che riporta la bottega nel presente senza cancellarne la memoria:
cento metri quadrati modulabili su due livelli, grandi vetrine, salotto e cucina per ospitare
temporary store, pop up, eventi, mostre e tanto altro. Vetrina per le imprese ma anche luogo per
accogliere progetti e nuove idee, per incontrare e incontrarsi.
E con questo spirito, Drogheria Cavaletto è lieta di accogliere per l’inaugurazione l’artista
Francesca Casale , aka SENSU, la cui ricerca intreccia arte olfattiva e visiva. Qui presenta
Smell of Love una installazione già parte della mostra In Your Life di K-Way®. Il progetto intende unire creatività e olfatto, ispirandosi ad uno dei simboli iconici del design moderno: la Moka
Express Bialetti®. L’opera è costituita da tre stazioni olfattive, che trattengono al loro interno l’odore
del caffè a intensità differenti. I filtri delle moka sono contenuti nel cuore di sacche che invitano lo
spettatore a sperimentare memoria, emozione e narrazione attraverso l’olfatto.
Benvenuti allo “Spazio espresso”. Alma Toppino e Vittoria Lupo vi aspettano venerdì 9 gennaio dalle
ore 11, in piazza Statuto 4, per condividere storie, aromi e sapori.

La tipica Fugassa dell’Epifania

Che l ‘Epifabnia tutte le feste si porta via è detto è fatto. Ma non può passare il giorno della Befana senza dolcetti e la tipica Fugassa.
In Piemonte la Fugassa dla Befana è come il Panettone a Natale. La focaccia lievitata con canditi e uvetta che si preparava soprattutto nella zona di Cuneo ma ha contaminato tutta la regione ha forma di una bella margherita, con tanti “petali” disposti a cerchio. Prodotto di pasticceria artigiana ,per farla servono farina, latte, zucchero e vaniglia, ma anche una fave che verrà mischiata al composto: chi la troverà  dovrà pagare da bere a tutti, in segno di buon auspicio.

Gabriella Daghero

Peccati di gola: il panettone del nuovo anno

Farcito con crema al mascarpone ricoperto di cioccolato fondente

Natale e’ passato, e anche il nuovo anno è arrivato,ma non e’ Natale senza una fetta di panettone, il dolce natalizio per eccellenza. Vi propongo un “peccato di gola” , un dolce goloso, ricco e scenografico da servire ai vostri ospiti per rendere il panettone della tradizione una originale e squisita sorpresa. Un panettone farcito con crema al mascarpone ricoperto di cioccolato fondente, semplicemente divino !

***

Ingredienti :

1 Panettone da 750gr.

400gr. di mascarpone

2 uova

2 cucchiai di zucchero a velo

1 bicchierino di liquore all’arancia

100gr. di cioccolato fondente

Latte q.b.

***

Tagliare la calotta del panettone, asportare la parte interna lasciandone uno strato di almeno un centimetro sia ai lati che sul fondo. Tagliare a dadini la parte asportata. In una ciotola montare i tuorli con lo zucchero sino a renderli spumosi, aggiungere delicatamente il mascarpone e il liquore, mescolare con cura. Montare a neve ferma gli albumi, unirli al composto di uova e aggiungere i dadini di panettone. Mescolare e riempire il panettone. Coprire con la calotta. Sciogliere il cioccolato con poco latte e versare sulla calotta. Riporre in frigo. Prima di servire decorare a piacere. A tutti voi un sereno anno nuovo.

Paperita Patty