



Dopo l’apertura nel cuore di Torino, in piazza Carlo Emanuele II, Fondoo raddoppia e sceglie la montagna, inaugurando un nuovo locale a Bardonecchia, a pochi passi dalle piste da sci. Un approdo naturale per un progetto gastronomico che ha fatto della convivialità e del calore della tavola condivisa la propria cifra distintiva.
Fondoo nasce dall’idea dell’imprenditore Christoph Groh, con l’obiettivo di portare anche fuori dai confini elvetici due grandi simboli della tradizione svizzera: raclette e fondue, piatti che mettono al centro non solo il gusto, ma anche il piacere dello stare insieme. Dopo il successo torinese, la proposta trova ora una nuova collocazione ideale tra le Alpi, intercettando sciatori, turisti e appassionati della montagna.
Come già nel locale cittadino, anche Fondoo Bardonecchia punta su un ambiente essenziale e accogliente: legno, pietra e materiali naturali richiamano l’atmosfera delle baite alpine, creando uno spazio caldo e informale, adatto a ogni momento della giornata. Il locale è infatti aperto dalla mattina alla sera, offrendo colazioni prima degli impianti, pause tra una discesa e l’altra, merende vista montagna, après-ski e cene conviviali.
La proposta gastronomica è ampia e modulabile. A pranzo o all’aperitivo spiccano i Toastoo, preparati con pane croccante firmato Tellia e formaggio Val de Bagnes, declinati in abbinamenti che spaziano dal Prosciutto di Parma 24 mesi alle acciughe del Cantabrico, fino a coppa stagionata e marmellata di fichi. Per chi cerca sapori più intensi, non mancano le Fondoo Bombs, pepite di raclette in tempura, o l’Entréclette, con formaggio fuso e patate lesse.
Protagoniste assolute restano però raclette e fondue, servite secondo tradizione: la prima nel classico fornello a candelina con raschietto, la seconda nel caquelon. Per la raclette si può scegliere tra diverse tipologie di formaggio – dalla Classic alla Val de Bagnes, fino alle versioni di capra, pecora o affumicata – mentre le fondue propongono mélange come la Moitié-Moitié, la Valasainne o la Neuchâtel, con possibilità di personalizzazione nel pieno rispetto della tradizione svizzera.
A completare l’esperienza, contorni e abbinamenti che vanno dalle verdure al salto ai taglieri di affettati, tra cui mocetta di cervo e carne secca dei Grigioni, fino ai grandi finali dolci: fonduta di cioccolato in diverse varianti e sorbetti artigianali, anche nella versione sgroppino.
Fondoo Bardonecchia sarà aperto tutti i giorni, inclusi Natale e Capodanno, confermandosi come un nuovo punto di riferimento per chi cerca, anche in quota, una cucina semplice, identitaria e profondamente conviviale.
Chiara Vannini
C’è un angolo di Sicilia sotto la Mole, nel cuore del capoluogo sabaudo. Siamo da Fratò in via Andrea Doria 21/B, pieno centro di Torino, un’oasi di sapori e profumi mediterranei, un ristorante raffinato e moderno in cui la cucina siciliana incontra la creatività e l’eleganza per un’esperienza di gusto di ottimo livello.
Materie prime di altissima qualità, trasformate con tecnica e creatività in piatti che uniscono stagionalità ed innovazione. Ambienti raffinati ed essenziali che riflettono la ricerca estetica che si ritrova nei piatti. Ogni portata è una sorpresa, tanto per la presentazione quanto per l’armonia dei sapori. Da Fratò – guidato da una squadra giovane e talentuosa, composta dallo chef Federico Allegri e dal maître Stefano Bartolomei, entrambi esperti nel settore ed appassionati della cucina siciliana – ogni dettaglio è pensato per coinvolgere i sensi e sorprendere il palato.
Il menù di Fratò è un’autentica celebrazione dei piatti della cucina siciliana, con proposte che spaziano dalle specialità di pesce alle ricette di carne, tutte preparate con ingredienti freschi e di alta qualità. Tra i piatti provati, ed apprezzati, segnaliamo: il Ncancarancà, una delicata e suggestiva combinazione di mare ed agrumi; la Caponata alla siciliana, un perfetto contrasto agrodolce; la Parmigiana di melanzane, un omaggio alla semplicità ma anche un’esperienza di consistenze delicate; il Pacchero con pesto di pistacchi e gamberi di Mazara del Vallo, una vera e propria dichiarazione d’amore per la Sicilia ed il Polpo con zucca gialla e chips al nero di seppia, un connubio di sapori che esalta la delicatezza del mare e la dolcezza della terra. Il tutto accompagnato da una superba selezione di vini siciliani, italiani ed internazionali di altissimo livello. Squisita anche la carta dei dolci: dalla rivisitazione di due classici quali la Bavarese al pistacchio e la Cassata fino all’immancabile Cannolo, un’inevitabile conclusione di questo straordinario percorso gastronomico.
Fratò dispone di tre sale, due perfette per compagnie più o meno numerose, un privè per coppie ed occasioni speciali, oltre ad uno spazioso e confortevole dehor esterno. L’atmosfera è resa elegante e raffinata da luci soffuse ed arredamento moderno che creano un ambiente accogliente ed intimo.
Per gli amanti della cucina di qualità e per chi voglia gustare i sapori autentici che profumano di Sicilia, l’indirizzo giusto per un’esperienza che si distingue anche per la gentilezza e la professionalità del personale di sala.
Alessandro Sartore
Gli spiedini che vi propongo questa settimana sono ideali come finger food per un aperitivo o come antipasto per un menu’ a base di pesce. Le polpettine, croccanti fuori e morbide dentro, si adattano ad essere preparate con diversi tipi di pesce, sono semplici e gustose, ottime servite calde o tiepide.
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Ingredienti
300gr. di filetti di nasello
1 fetta di pancarre’
2 uova
2 cucchiai di pecorino grattugiato
Latte q.b.
Prezzemolo q.b.
Succo di 1/2 limone
Olio per friggere
Sale e pepe q.b.
Pangrattato q.b.
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Cuocere a vapore i filetti di nasello acidulati con il succo del limone poi frullarli con la fetta di pancarre’, precedentemente bagnata nel latte, il pecorino, il sale, il pepe, il prezzemolo tritato e l’uovo intero. Con il composto ottenuto preparare delle piccole polpette che passerete prima nell’uovo sbattuto e poi nel pangrattato. Friggere in abbondante olio caldo, sgocciolare su carta assorbente ed infilzare sullo spiedino. Servire subito. Delicate e deliziose.
Paperita Patty
Dedicato a chi pensa che fare un buon risotto sia difficile, a chi lo ama ma pensa che sia un piatto troppo calorico, a chi non se lo concede perché ha qualche problema con burro e parmigiano. Questa è una ricetta facilissima e veloce, che richiede solo cinque minuti di cottura: un risotto delicato e cremoso, con una verdura invernale, i broccoli. E c’è un trucco anche per non avere mai il riso scotto.
| Tempi: Preparazione (10 min); Cottura (5 minuti). Per cottura riso leggere sulla confezione (circa 1 h) | ||
| Attrezzatura necessaria: Pentola da 2 L con coperchio, colino, tegame da 24 cm, minipimer con il suo bicchiere per frullare, cucchiaio di legno, tagliere e coltello a lama liscia | ||
| Ingredienti per 4 persone:
Per cuocere il riso: · Riso integrale cotto – 750 g (si ottengono da circa 300 g) · Acqua – circa 750 ml · Alga kombu – 3 cm · Sale grosso integrale – 1,5 cucchiaini Per il risotto: · Broccoli – 250 g · Fagioli cannellini in scatola – 180 g · Acqua – 500 ml · Olio e.v.o. – 5 cucchiai · Sale fino integrale di Sicilia – 2 cucchiaini scarsi · Cipolla – 1 grande · Fecola di patate – 15 g (1 cucchiaio non pieno) · Crema di mandorle bianca – 50 g Per la decorazione del piatto: · Noce moscata Mandorle – 4 a testa (30 g circa in totale) |
Difficoltà (da 1 a 3): 1 | Costo totale: 4 €/kg) |
| Perché vi consiglio questa ricetta?
· Valori nutrizionali: rispetto alla ricetta tradizionale preparata con burro e parmigiano, questo risotto ha -30% di calorie e -80% di grassi saturi. · Il riso integrale ha proprietà dimagranti e non fa alzare velocemente la glicemia perché è ricco di fibre. · 80% di grassi saturi in meno rispetto ad un risotto fatto con il burro · Una porzione di questo risotto assicura quasi un quarto delle fibre raccomandate giornalmente.
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Approfondimenti e i consigli per l’acquisto degli “ingredienti insoliti” a questo link).
In caso di allergie…
Allergeni presenti: Frutta a guscio (mandorle)
Potete cuocere il riso anche qualche giorno prima e conservarlo in frigorifero fino a 5 giorni. Consiglio anche di tenere in frigorifero anche qualche cipolla già sbucciata e in parte a cubetti (in contenitori ben chiusi). Le potrete usare nella settimana più velocemente, sporcandovi le mani e piangendo una volta sola! Se decidete di scolare i fagioli prima, non fatelo più di 24-48 h prima.
Tenete sempre nella dispensa qualche mandorla già a pezzetti (potrà servirvi per tante ricette diverse).
Mettete in ammollo l’alga kombu per 5 minuti in poca acqua. Sciacquatela e mettetela nella pentola con il riso (che avrete nel frattempo sciacquato sotto l’acqua corrente, con l’aiuto di un colino) e il sale grosso. Aggiungete l’acqua nella pentola (in genere il doppio di acqua rispetto al volume del riso) e cuocete, coperto e a fuoco molto basso, per il tempo indicato in etichetta (potrebbe essere anche di 1 h). Lasciate riposare in pentola, chiuso, per circa 40 minuti, in modo che l’acqua eventualmente rimasta sul fondo finisca di essere assorbita dal riso. Se non vi ricordate come cuocere i cereali, andate a vedere anche la ricetta del miglio stufato sul blog.
Scolate i fagioli cannellini e risciacquateli sotto l’acqua corrente. Poneteli nel bicchiere del mixer insieme ai broccoli crudi tagliati a pezzetti, l’acqua, l’olio e il sale e frullate fino ad ottenere una crema liquida. Per soffriggere la cipolla, tagliatela a cubetti e versateli nel tegame dove avete già fatto scaldare bene un poco di olio a fuoco vivo. Dopo un paio di minuti di cottura, versate 2 cucchiai di acqua e fatela evaporare velocemente (servirà per rendere più digeribile il soffritto). Ora aggiungete la crema liquida di broccoli, mescolate e lasciate insaporire a fuoco medio per 3 minuti. Unite il riso integrale cotto e amalgamate con la crema, mantenendo il calore moderato. In una tazzina sciogliete la fecola di patate con un dito d’acqua fredda e poi versate nel tegame del risotto. Mescolate subito: in meno di un minuto il risotto sarà diventato cremoso. Spegnete e aggiungete la crema di mandorle, che andrà a creare la mantecatura che di solito si ottiene con il burro. Tenete coperto per un paio di minuti e poi girate.
Versate nel piatto (meglio piano) e distribuite il risotto inclinando leggermente e dando dei colpetti. Spolverate generosamente con la noce moscata e qualche pezzetto di mandorla.
Riso integrale cotto: in frigorifero fino a 5 giorni
Il risotto pronto si può conservare in frigorifero una volta pronto, ma quando verrà riscaldato (meglio se in microonde) potrà risultare un po’ scotto. Potete comunque ravvivarlo aggiungendo un po’ di brodo.



Si apre ufficialmente a Torino il tour del Campionato della Pasta Fatta a Mano 2026, il primo e unico campionato al mondo dedicato agli artigiani della pasta fresca. La città ospiterà la prima tappa il 20 gennaio negli spazi di Eataly Lingotto , luogo simbolo del gusto italiano che proprio in questi giorni festeggia 19 anni di vita.
La tappa torinese, riservata ai professionisti del settore, inaugura un percorso nazionale che attraverserà il nostro Paese da Nord a Sud, con il supporto di Eataly e di partner d’eccellenza. I partecipanti si sfideranno “a colpi di mattarello e impasti”, presentando creazioni valutate da una giuria di esperti composta da chef stellato, giornalisti ed esperti del settore. Al momento sono stati confermati per la Giuria di Qualità di Torino lo chef del ristorante Unforgettable di Torino ( 1 Stella Michelin) Sabrina Stravato e Valentina Dirindin, giornalista enogastronomica.
Il vincitore della tappa accede ufficialmente e direttamente alla finalissima di fine giugno in programma a Napoli all’interno del DMED salone della Dieta Mediterranea. Anche i secondi e i terzi classificati potranno partecipare alla fase conclusiva del Campionato.
Le iscrizioni per la tappa di Torino sono aperte dal 3 novembre scorso sul sito ufficiale www.campionatodellapasta.it
Mara Martellotta
Chi è La Cuoca Insolita
La Cuoca Insolita (Elsa Panini) è nata e vive a Torino. E’ biologa, esperta in Igiene e Sicurezza Alimentare per la ristorazione, in cucina da sempre per passione. Qualche anno fa ha scoperto di avere il diabete insulino-dipendente e ha dovuto cambiare il suo modo di mangiare. Sentendo il desiderio di aiutare chi, come lei, vuole modificare qualche abitudine a tavola, ha creato un blog (www.lacuocainsolita.it) e organizza corsi di cucina. Il punto fermo è sempre questo: regalare la gioia di mangiare con gusto, anche quando si cerca qualcosa di più sano, si vuole perdere peso, tenere a bada glicemia e colesterolo alto o in caso di intolleranze o allergie alimentari.
Tante ricette sono pensate anche per i bambini (perché non sono buone solo le merende succulente delle pubblicità). Restando lontano dalle mode del momento e dagli estremismi, sceglie prodotti di stagione e ingredienti poco lavorati (a volte un po’ “insoliti”) che abbiano meno controindicazioni rispetto a quelli impiegati nella cucina tradizionale. Usa solo attrezzature normalmente a disposizione in tutte le case, per essere alla portata di tutti.
Calendario corsi di cucina ed eventi con La Cuoca Insolita alla pagina https://www.lacuocainsolita.it/consigli/corsi/
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L’insalata russa è un classico: si trova in tavola in mille occasioni ed è buonissima. Ma c’è un piccolo problema: ha un potere calorico e un contenuto di grassi micidiali. Se però non volete rinunciare, c’è un modo per prepararla con il 75% di calorie e il 95% di grassi in meno rispetto alla ricetta tradizionale. Ma come fa ad essere così buona? Anche se è senza uova né patate ed è super-light, è deliziosa. Non preoccupatevi di deludere i vostri ospiti: quando scopriranno il segreto della vostra ricetta non potranno più farne a meno!
Tempi: Preparazione (45 min); Cottura (10 min).
Attrezzatura necessaria: pentola per cottura a vapore con cestello, coltello a lama liscia e tagliere, minipimer, grattugia per scorza di limone, colino
Ingredienti per 4 persone:
Per le verdure:
⦁ Piselli surgelati – 100 g
⦁ Carote – 100 g
⦁ Topinambur (o patate) – 100 g
Per la maionese super-light:
⦁ Fagioli bianchi di Spagna – 200 g
⦁ Latte di soia o di canapa – 50 g
⦁ Succo di limone – 25 g
⦁ Scorza di ½ limone – 2,5 g
⦁ Olio e.v.o. –2 cucchiaini
⦁ Sale fino integrale di Sicilia – 6 pizzichi (1,5 g)
⦁ Curcuma in polvere – 1 punta di cucchiaino
⦁ (per chi vuole: Filetti di sgombro al naturale – 50 g)
Approfondimenti e i consigli per l’acquisto degli “ingredienti insoliti” a questo link: https://www.lacuocainsolita.it/ingredienti/
Difficoltà (da 1 a 3): 1 Costo totale: 3 €
Perché vi consiglio questa ricetta?
⦁ Il vostro medico vi ha detto di eliminare le Solanaceae (es. patate, melanzane, pomodori e peperoni) dalla dieta, ma voi ne andate pazzi? Nessun problema! Qui userete i topinambur al posto delle patate! Il risultato è sorprendente e fa bene anche a chi vuole tenere a bada la glicemia.
⦁ Se non volete usare il latte di soia, potete usare il latte di canapa: è uno dei pochi alimenti di origine vegetale che contiene tutti gli aminoacidi essenziali (quelli che il nostro organismo non sa produrre da solo) che servono per formare le proteine. In alternativa anche il latte vaccino può andare benissimo.
⦁ In una porzione da 200 g, solo 125 Kcal al posto di 535 Kcal circa della ricetta tradizionale (il 75% in meno! Si, avete letto bene…).
⦁ Pochissimi grassi: meno di un cucchiaino di olio a porzione… Il 95% in meno di grassi rispetto alla ricetta tradizionale. Ideale quindi anche per chi ha problemi con il colesterolo e a chi vuole perdere qualche chilo.
Preparazione
LE VERDURE
Pelate e tagliate le carote e i topinambour a dadini piccoli, di massimo 1 cm di lato. Cuocete a vapore le verdure separatamente. Se usate la pentola a pressione i tempi sono questi: piselli surgelati (5 min), carote (5 min), topinambur (3 min). Se avete una pentola normale il tempo è il doppio. Se usate le patate il tempo in pentola a pressione è di 2 min.
LA MAIONESE SUPER LIGHT
Spremete il limone e filtrate il succo su un colino. Grattate la scorza del limone e mescolatela al succo e a tutti gli altri ingredienti nel bicchiere del minipimer, per frullate fino ad ottenere un composto cremoso e senza pezzi.
LA PREPARAZIONE DELL’INSALATA RUSSA “INSOLITA”
Mescolate le verdure e la maionese super-light. Mettete tutto nel contenitore che sceglierete per dare la forma al vostro antipasto. Schiacciate bene, livellate e capovolgete il contenitore su un piatto di portata. Potete decorare a piacere.
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A chi è adatta questa ricetta?
Senza uova. In più, usando il latte di canapa, anche chi è allergico a soia o latte può mangiare questa insalata russa “insolita”.

Valori nutrizionali
Una porzione della ricetta della Cuoca Insolita a confronto con la stessa porzione della ricetta tradizionale con maionese, uova e tonno sott’olio:




Una tappa speciale sulla Route Touristique du Champagne: lo Champagne della Maison Stéphane Coquillette di Chouilly
Lo champagne non è soltanto un vino: è diventato simbolo, universalmente riconosciuto di festa, eleganza e prestigio. I racconti e le leggende sull’inventore dello champagne, Dom Pierre Pérignon, sono molti, ma non tutti sono basati su un fondamento di realtà. Pierre Pérignon nacque nel 1638 nella regione di Champagne, nel nord della Francia. All’età di 19 anni, scelse di entrare in un monastero e diventare monaco benedettino. Nel 1668 arrivò al monastero Hautvillieres. A quel tempo, i monaci erano tra i maggiori proprietari terrieri e produttori del vino dell’epoca. Dom Pierre Pérignon fu maestro di cantina ad Hautvillieres fino alla sua morte nel 1715 e divenne particolarmente famoso per i suoi numerosi esperimenti sia in vigna che in cantina. Dom Pierre Pérignon si distinse per un approccio completamente nuovo sia alla vigna che alla produzione in cantina. In vigna esplorò le diverse tipologie di uve e il concetto di “terroir“. Oggi sappiamo infatti che ogni vigneto, con il suo terroir, dà un carattere distintivo al vino finale. Inoltre, si racconta che la scelta non casuale dell’uva debba essere attribuita proprio a Dom Pierre Pérignon. All’epoca, la Francia settentrionale era molto fredda e il monaco benedettino scelse di lavorare con il Pinot Nero su larga scala, vitigno molto più adatto sia al clima dell’epoca. Un altro aspetto al quale Dom Pierre Pérignon prestò particolare attenzione fu la miscelazione del vino stesso. Anche durante la vendemmia, pensò che valesse la pena mescolare le singole uve per raggiungere la complessità desiderata. L’attuale Champagne Dom Pérignon utilizza ancora uve raccolte nei vigneti del monastero di Hautvilliers, per onorare le origini dell’uomo e del vino. Dom Pierre Pérignon morì nel 1715 e fu sepolto nel coro del monastero di Hautvilliers. Sulla sua lapide è scritto Summa Cum Laude (“con la più alta onorificenza”) alla quale il monaco ha aspirato in tutte le fasi della sua vita. Questo è anche il motto dei monaci benedettini. Dom Pierre Pérignon fece molte operazioni rivoluzionarie che sono ancora oggi utilizzate per realizzare i migliori vini frizzanti al mondo. La sua leggenda e il suo nome restano ancora oggi immortali. Il processo di produzione dello champagne si è, tuttavia, evoluto nel tempo grazie a diversi contributi, fino a diventare il celebre méthode champenoise, oggi imitato in tutto il mondo. La denominazione AOC Champagne è rigidamente regolata: solo vini prodotti in questa zona possono portare il nome “Champagne”. I vitigni principali sono Pinot Noir, Pinot Meunier e Chardonnay, assemblati in proporzioni diverse per creare cuvée dalle sfumature. Il segreto sta nel terroir: il clima fresco, il sottosuolo gessoso e l’orografia delle colline favoriscono acidità e mineralità, elementi essenziali per la corretta realizzazione delle bollicine. La regione Champagne è una terra ricca di borghi medievali, cattedrali gotiche e villaggi pittoreschi come Reims, Épernay e Troyes. Reims, in particolare, è celebre per la sua cattedrale, dove venivano incoronati i re di Francia, e per le grandi maison che custodiscono chilometri di cantine sotterranee. Nel 2015, i paesaggi viticoli della Champagne – colline, case e cantine – sono stati riconosciuti Patrimonio Mondiale UNESCO come “paesaggio culturale”. La Route Touristique du Champagne permettono di scoprire cantine storiche e piccoli produttori, unendo cultura, gastronomia e paesaggi suggestivi. Visitare la regione Champagne significa immergersi in un mondo dove arte, storia e gusto si fondono in un’esperienza indimenticabile.
Una visita speciale: Champagne Stéphane Coquillette
Tra le tappe imperdibili, spicca la cantina Champagne Stéphane Coquillette, situata a Chouilly, villaggio classificato Grand Cru nella Côte des Blancs. Stéphane rappresenta la quarta generazione di una famiglia di vignaioli: i nonni Pierre e Hélène fondarono la maison Saint-Chamant nel 1930, il padre Christian la portò avanti dal 1950, e oggi Stéphane conduce il proprio domaine con 6 ettari di vigne. Le uve provengono da cru prestigiosi: Chouilly e Cuis per lo Chardonnay, Aÿ e Mareuil-sur-Aÿ per il Pinot Noir. I vigneti, piantati su suolo calcareo e gessoso, sono coltivati con metodi rispettosi dell’ambiente: niente erbicidi, lavorazioni manuali, potature e legature fatte a mano per preservare la salute delle viti. La cantina, rinnovata nel 2001, ospita quattro presse e più di dieci parcelle che contribuiscono alle cuvée. Tra le etichette più rappresentative:
La filosofia di Stéphane è chiara: evitare l’uso di vini di riserva per mantenere la purezza del millesimo. Ogni cuvée nasce da un singolo anno di vendemmia, esprimendo al meglio il carattere del terroir. La visita alla cantina Coquillette dimostra come la tradizione dello Champagne non sia solo patrimonio delle grandi maison, ma sia custodita anche nelle mani di vignaioli indipendenti che custodiscono il sapere di generazioni. In Champagne, la storia di Dom Pérignon e delle abbazie medievali si intreccia con l’innovazione di produttori come Stéphane Coquillette, offrendo al viaggiatore un’esperienza che unisce cultura, paesaggio e il piacere di un calice di stelle, oltre a quella di un’accoglienza calorosa e di un’esperienza unica.
Barbara Castellaro
Per info: Champagne Stéphane Coquillette
15 rue des écoles 51530 Chouilly
Email : champagne.coquillette@orange.fr
www.champagne-coquillette.fr