ECONOMIA- Pagina 34

Stellantis, il dibattito in Sala Rossa

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DA PALAZZO CIVICO

Nel corso della seduta odierna del Consiglio comunale, il sindaco Stefano Lo Russo ha riferito in aula, su richiesta del capogruppo del PD Claudio Cerrato, a proposito del suo recente incontro con il nuovo amministratore delegato del Gruppo Stellantis, Antonio Filosa.

Stefano Lo Russo ha definito l’incontro quale momento molto di importante di confronto tra azienda e istituzione, che ha permesso di approfondire le scelte strategiche del Gruppo e di chiarire al tempo stesso le posizioni della Città. Si è trattato di un primo segnale di discontinuità positiva, con un nuovo metodo di lavoro basato su dialogo e trasparenza, che il sindaco ha auspicato si mantenga nel tempo e diventi la regola nel rapporto tra impresa e territorio.

Stellantis, ha riassunto Lo Russo, vuole proporre un approccio realistico alla transizione ecologica, chiedendo all’Unione Europea di rendere più flessibili le regole che governano la transizione energetica e le emissioni, per evitare di compromettere occupazione e competitività. Filosa ha affermato di non voler mettere in discussione la transizione verde ma renderla attuabile e socialmente sostenibile, richiamando il principio della neutralità tecnologica effettiva. Le regole europee, a detta dell’azienda, non devono imporre un’unica tecnologia, quella con batterie elettriche, ma consentire più soluzioni verso un unico risultato: la riduzione di CO2. Occorrerebbe mettere i costruttori in condizione di scegliere la combinazione di tecnologie più adatta (elettrico, ibrido, biocarburante…) e inoltre riconoscere il valore ambientale effettivo sulla base delle emissioni totali lungo tutto il ciclo di vita del veicolo, evitare monopoli tecnologici e dipendenze esterne, come nel caso della filiera asiatica per le batterie. In questa logica, secondo l’azienda, la mobilità futura non potrà basarsi solo sull’elettrico a batteria e la regolamentazione europea dovrà tenere contro delle situazioni specifiche dei vari Paesi, come nel Sud Europa dove reti di ricarica e costi dell’elettricità sono a livelli insoddisfacenti. Stellantis ritiene anche che siano troppo rigide le regole europee su emissioni dei veicoli commerciali LCV e termine al 2035 della produzione di motori termici, proponendo due soluzioni come i “supercrediti” (peso maggiore dell’elettrico nei calcoli delle emissioni aziendali) e la revisione dei target LCV. L’azienda ritiene che andrebbero premiate le auto piccole ibride o elettriche prodotte in Europa, con incentivi mirati; inoltre andrebbe difesa la produzione europea a scapito di quelle asiatiche. Filosa, ha spiegato Lo Russo, ha fatto riferimento al modello francese di eco score che valuta impatto di ogni veicoli dalla produzione allo smaltimento, compresa distanza tra luogo di produzione e vendita, legando i bonus alla sostenibilità complessiva del veicolo. Per gli LCV, il mercato non è pronto ad assorbire grandi quote veicoli elettrici, servono modifiche nei target per transizione equilibrati. Il rinnovo del parco veicoli (240 milioni in Europa, età media 12 anni) è da Stellantis considerato centrale e chiede incentivi per rottamare veicoli più vecchi e misure fiscali (Iva) per l’acquisto di auto più efficienti.

L’amministratore delegato di Stellantis ha confermato il valore strategico del Piano Italia e del polo torinese, ha aggiunto il sindaco, con 2 miliardi di investimenti negli stabilimenti italiani, 6 miliardi di acquisti da fornitori nazionali nel 2025, l’avvio di 500 ibrida a Mirafiori (che resta polo decisivo in italia, con forti investimenti nella componentistica) e di Jeep Compass a Melfi. Filosa ha poi annunciato 400 nuove assunzioni a Mirafiori e programmi di riqualificazione professionale per i dipendenti, oltre alla volontà di mantenere aperto il dialogo con istituzioni e rappresentanze sindacali. Stellantis, quindi. Non mette in discussione la transizione ecologica ma ne chiede una revisione basata su realismo, competitività e tutela dell’occupazione.

Riassunte le posizioni del gruppo industriale, il sindaco Lo Russo è poi passato a illustrare quanto sostenuto dall’Amministrazione comunale: tutela dell’occupazione, garanzia della continuità produttiva, conferma di nuovi modelli di lungo periodo, sostegno alla filiera della componentistica auto, conferma di Torino come polo di innovazione, con sinergie tra industria, università e poli tecnologici, con confronto costante e condivisione con il territorio. Come Città, si è evidenziato come il Governo nazionale debba dotarsi di una politica industriale efficace, orientata alla produzione e non solo agli incentivi all’acquisto, come avviene ora con i 597 milioni stanziati per sostenere acquisto di veicoli elettrici, fondi che non hanno prodotto secondo Lo Russo risultati apprezzabili né sul piano ambientale che su quello industriale. L’Italia è al 27mo posto in Europa per l’acquisto di auto elettriche e il 90% dei veicoli acquistati con i suddetti incentivi sono di produzione estera, con 2/3 dei modelli costruiti nel nostro Paese esclusi per prezzo e categoria, senza ricadute positive sui nostri stabilimenti e sull’occupazione in Italia e a Torino.

Il sindaco ha aggiunto che la richiesta al Governo è quella di passare da bonus basati sull’acquisto a una politica industriale integrata, che colleghi incentivi e produzione, soprattutto occupazione, evitando di finanziare con risorse pubbliche prodotti importati dall’estero. Servono interventi strutturali per rafforzare la manifattura nazionale, ha insistito il primo cittadino, sostenendo l’innovazione tecnologica, con approccio unitario dell’Europa che coniughi transizione ecologica e competitività industriali, senza trascurare gli obbiettivi ambientali ma correggendone le modalità di attuazione. In ogni caso, ha concluso Lo Russo, l’incontro con Stellantis ha rappresentato un passo concreto verso un nuovo modo di affrontare le grandi questioni industriali che riguardano la nostra città, basato su trasparenza e condivisione: il Comune sarà collaborativo e vigile, con l’obiettivo di trasformare il dialogo in occupazione, innovazione e valore aggiunto sul nostro territorio.

Il primo consigliere ad intervenire dopo il sindaco è stato Ferrante De Benedictis (Fd’I) che ha sottolineato come l’incontro con Filosa abbia consegnato alla città un sindaco che si avvicina alle posizioni del centrodestra. Critiche verso i green deal, che ha rovinato la nostra industria a favore di Cina e India, e le posizioni ideologiche che si scontravano con il concetto di sostenibilità intesa in modo più ampio. Così sugli incentivi, che non vanno più concessi per l’acquisto dell’auto ma per aumentare la sua produzione nel nostro Paese. Bene l’annuncio delle 400 nuove assunzioni se si considera che negli ultimi quattro anni, solo in Carrozzeria a Mirafiori, si sono persi quasi quattromila lavoratori.

Per Giuseppe Catizone (Lega) in Stellantis sono bravi nella teoria, nella pratica un po’ meno, perché 400 nuove assunzioni “somministrate” non sono vere assunzioni. Come si fa a credere ad un’azienda, si chiede il consigliere, che sta per chiudere un piano di licenziamenti che riguarda 2500 lavoratori in tutto il Paese, operai, quadri e dirigenti. Sembra più un’azienda in fase di smantellamento e non un’azienda che vuole investire.

Anche per Andrea Russi (M5S) le 400 assunzioni annunciate sono una buona notizia, ma ritiene serva realismo che, senza un nuovo modello Mirafiori non possa avere prospettive di medio lungo periodo. Non c’è un bicchiere mezzo vuoto o mezzo pieno, oggi c’è solo il bicchiere. Per vederlo mezzo pieno servono un nuovo modello, un piano d’investimenti e una visione industriale stabile. Tutto il contrario di quello capitato negli ultimi anni. La transizione ecologica o la guidiamo noi o continueremo a subirla. Torino deve continuare a chiedere impegni precisi anche per salvaguardare l’indotto.

Il consigliere Pino Iannò (Torino Libero pensiero) si è detto rammaricato della mancanza di un Consiglio comunale aperto per un confronto più ampio e profondo. Ha rilevato che in Sala Rossa sono quattro anni che non si parla di Stellantis e permangono atti di indirizzo giacenti che aspettano il voto dell’assemblea ed ha auspicato una discussione sul tema ad ampio raggio.

Secondo Pierlucio Firrao (Torino Bellissima) l’annuncio di quattrocento assunzioni a Mirafiori è una notizia importante e si è soffermato sulle contraddizioni torinesi da parte di coloro che auspicano una Torino auto free senza preoccuparsi del settore produttivo in una delle cinque province europee più rilevanti del settore.

Fabrizio Ricca (Lega) si è detto felice di aver ascoltato da parte del sindaco posizioni simili a quelle del ministro Salvini. Non si può immaginare una Torino città a vocazione automotive senza più produrre automobili, ha commentato, per poi definire giusta la produzione di auto elettriche anche nella nostra città.

Claudio Cerrato (PD) sottolinea come in questi ultimi tre anni il Governo si sia moltiplicato negli annunci ma senza nessun atto concreto. Manca una politica italiana che si confronti con quella europea, manca un piano sull’energia. Importante il cambio di passo annunciato da Stellantis ma ritiene necessaria una politica di lungo periodo, di Stellantis e del Governo. Serve un’altra linea di produzione a Mirafiori, anche a sostegno dell’indotto e la trasformazione della politica dei bonus a favore di politiche di interventi strutturali

Per Emanuele Busconi (Sinistra Ecologista) le assunzioni annunciate sono una buona notizia, anche se Stellantis ha fatto utili creando però desertificazione a livello industriale. Il Governo, ha evidenziato, non sta accompagnando la transizione ecologica delle aziende, ritenendo che serva un piano industriale serio costruito con le parti sociali e il territorio. Servono, ha aggiunto, modelli accessibili ai cittadini e ha rimarcato la necessità di vincolare Stellantis a investire nel nostro Paese.

Federica Scanderebech (Forza Italia) si è dichiarata concorde con buona parte di quanto affermato dal Sindaco aggiungendo però che occorre incentivare la produttività del territorio. Ci sono responsabilità torinesi, la città governata negli ultimi anni in buona parte dal centrosinistra deve esprimere quale sia la sua visione della città, perché l’automotive va tutelato e non demonizzato.

Definisce surreale il dibattito di questo pomeriggio Silvio Viale (+Europa, Radicali italiani), convinto che le misure cittadine contro l’inquinamento non incidano sul volume delle vendite delle auto. E se anche non ci fosse l’elettrico, il rapporto fra auto prodotte in Italia e all’estero, sarebbe uguale. Stellatis produce in Italia solo il 5% delle sue auto.

Trova interessante il cambio di passo e apprezzabile il metodo inaugurato Elena Apollonio (Alleanza dei democratici, DemoS) e accoglie con fiducia e speranza l’annuncio delle 400 nuove assunzioni. Così come accoglie favorevolmente il sano pragmatismo rappresentato da Filosa e per come è stato condotto il dialogo. Infine, per la consigliera, il richiamo al concetto della neutralità ecologica effettiva non significa dire si o no alla transizione ma significa essere contrari a qualsiasi approccio ideologico.

Per Simone Fissolo (Moderati) nessuno è in grado di fare un’analisi migliore di quella che ha fatto il sindaco. Insieme, però, si può cercare di capire cosa può fare la città per il cambiamento. Ad esempio incentivando l’installazione delle centraline per la ricarica delle auto, nei nuovi parcheggi sotterranei, nei garage, nei box privati dei palazzi di nuova costruzione. Infine, se le vendite sono basse, il problema è economico, lo dicono i dati di quest’anno sulle vendite. Servono incentivi che devono essere governativi, nazionali.

Domenico Garcea (Forza Italia) ha chiesto che dibattiti sul futuro dell’auto a Torino in Sala Rossa siano accettate anche quando chieste dalle minoranze consiliari; si è detto preoccupato di una Città che sembra pensare soltanto ai ristoranti senza ricordare il settore dell’auto e la situazione occupazionale tragica degli operai e delle maestranze Stellantis.

Ha concluso il dibattito il sindaco Lo Russo con una replica agli intervenuti: il sindaco ha posto l’accento sull’assenza di una politica industriale in Italia e ha ricordato come negli ultimi tre anni si sia registrato un calo dei salari, un calo della produzione e il record assoluto di ore di cassa integrazione, una situazione che non si ripete in Germania e in Francia. Il primo cittadino ha criticato lo stanziamento governativo di seicento milioni di euro di incentivi per l’acquisto di auto elettriche, fondi che potevano essere usati per nuove colonnine elettriche; per la detassazione di utili da reinvestire per lo sviluppo produttivo; per piani di formazione.

Manovra, Confartigianato: rilanciare investimenti

Tra le misure più attese dal mondo delle imprese rispetto alla Manovra di Bilancio 2026 approvata dal Consiglio dei Ministri, ci sono la riduzione della pressione fiscale e il rilancio degli incentivi agli investimenti, temi che toccano da vicino l’economia produttiva torinese e piemontese. La riduzione della seconda aliquota IRPEF dal 35% al 33% per i redditi tra 28.000 e 50.000 euro viene accolta positivamente come segnale di attenzione verso il “ceto medio produttivo”.

“Un piccolo sollievo – commenta Dino De Santis, Presidente di Confartigianato Torino – ma importante, perché ogni euro restituito al reddito disponibile dei lavoratori e degli imprenditori si traduce in fiducia e consumi. La vera sfida resta però la riduzione strutturale del carico fiscale complessivo”.

“Se ben calibrata, questa misura può spingere le imprese a rinnovare macchinari e tecnologie. Ma attenzione – avverte De Santis -servono regole chiare e tempi rapidi, non nuovi paletti che scoraggino gli investimenti. Bene la conferma della nuova Sabatini”.

Resta da capire l’entità della maxi deduzione e quali strumenti sostituiranno concretamente i crediti d’imposta 4.0 e 5.0, oggi fondamentali per la trasformazione digitale delle PMI. Resta il problema di chi non riesce ad accedere alle misure 4.0/5.0 per colpa della burocrazia o non ha i partner, le competenze né la scala per farlo

Sul fronte dell’edilizia, Confartigianato accoglie favorevolmente la conferma del doppio binario 50%-36% per le ristrutturazioni anche nel 2026, così come la proroga del bonus mobili.
Meno gradita, invece, la riduzione delle percentuali per altri incentivi – come il bonus barriere architettoniche, che scende dal 75% al 50% – che rischia di frenare interventi su efficienza e sicurezza degli edifici.

Infine, sul tema della rottamazione delle cartelle, l’associazione auspica che la misura sia realmente mirata a chi è in regola con le dichiarazioni ma in difficoltà nei versamenti.
L’ipotesi di prevedere un versamento iniziale del 5% viene vista come un modo efficace per distinguere chi vuole davvero rimettersi in carreggiata da chi cerca scorciatoie.

Per il Presidente De Santis la manovra va nella direzione giusta sul fronte del cuneo, ma non basta agire solo per via legislativa, serve aprire con decisione la strada della contrattazione di secondo livello. È lì che si può davvero costruire una riduzione strutturale e mirata del costo del lavoro, legata ai territori, ai settori e ai risultati delle imprese. Gli artigiani chiedono di valorizzare gli accordi decentrati come strumento di competitività, welfare e partecipazione: meno burocrazia, più fiducia e più contrattazione di prossimità.

“Il giudizio complessivo, per ora, è di cauto ottimismo – conclude De Santis – la direzione è quella giusta: meno tasse e più investimenti. Ora serve coerenza nei dettagli, perché è lì che, come sempre, si gioca la vera partita della crescita”.

Le 1000 imprese “best performer” del Piemonte

Martedì 28 ottobre, a partire dalle ore 17, il Museo dell’Automobile di Torino ospiterà l’incontro dedicato a “Le 1.000 Imprese Best Performer del Piemonte”, la ricerca realizzata dal Gruppo ItalyPost e curata da Post Imprese, che analizza e valorizza le aziende più performanti del territorio per solidità, capacità di crescita e innovazione.

L’appuntamento, in programma nella Sala 150, offrirà una panoramica esclusiva sulle realtà imprenditoriali che stanno trainando l’economia regionale e sulle strategie per affrontare un futuro economico incerto, tra sfide globali e nuove opportunità.

Ad aprire i lavori saranno Antonio Maconi, amministratore delegato di Post Media, e Sofia Treu, amministratore delegato di Post Imprese.

Seguiranno i saluti istituzionali di Alberto Cirio, presidente della Regione Piemonte, e la presentazione della ricerca “Le 1.000 Imprese Best Performer del Piemonte”.

La seconda parte dell’incontro vedrà due tavole rotonde di approfondimento tematico. La prima, “Strategie per un futuro incerto”, riunirà Umberto Barella(membro del CdA T.S.T.), Eleonora Fontaneto (membro del CdA e consigliere Fontaneto), Alberto Marazzato(amministratore delegato Gruppo Marazzato Holding), Deborah Milan (membro del CdA e consigliere La Mole – F.lli Milan) e Marco Zampieri (founder e amministratore delegato Manager a Tempo).

La seconda, “Prospettive e sfide per il 2026”, vedrà la partecipazione di Andrea Boccardo (account relationship leader auxiell), Claudio Bongiovanni (amministratore delegato e fondatore Molini Bongiovanni), Riccardo Palmerini (amministratore delegato Tugnolo A. & C.), Antonio Pola (amministratore delegato Lauretana), Simone Scaravelli(amministratore delegato ReeR) e Renata Tebaldi (amministratore delegato Opacmare).

Entrambe le sessioni saranno moderate da Camilla Consonni, giornalista dei quotidiani del Gruppo ItalyPost.

Seguirà il One to One “Oltre la successione: costruire insieme il prossimo capitolo dell’impresa”, con Alessandro Melini, investment manager di DBAG Italia, intervistato da Maria Gaia Fusilli, giornalista di ItalyPost.

Il momento conclusivo della giornata sarà la tavola rotonda “Competere in un mondo che cambia”, che metterà a confronto alcune delle più importanti realtà imprenditoriali piemontesi.  Interverranno Roberta Chiola (amministratrice delegata Chiola Mario – Ferrero Mangimi), Andrea Ganelli (presidente Equilibra), Michele Giuliano (membro del CdA Giletta), Silla Giusti (amministratore delegato PPG Architectural Coatings Italy) e Marco Vismara (partner CDI Global). A condurre il confronto sarà Maria Gaia Fusilli, giornalista di ItalyPost.

Il dibattito rappresenterà il momento conclusivo della giornata, dedicato alle strategie di competitività e adattamento delle imprese di fronte ai rapidi mutamenti del mercato e dell’economia globale.

Ecco perché Torino dovrebbe studiare Cavour

Torino e il Piemonte, come dicono i dati di Banca d’Italia, da venti anni registrano meno della media nazionale e la tendenza purtroppo non cambia nonostante tante interviste o proclami. Ne’ i programmi sembrano alla altezza. Della TAV la grande opera strategica che rimetterebbe Torino dentro la Rete moderna dei trasporti ne parliamo solo più noi SITAV. Si parla di sicurezza e di casa ma questo non basterà a rilanciare la nostra Città se non si parla di lavoro. Genova che ha subito la nostra stessa crisi industriale tra 2 anni sarà raggiungibile in un’ora sia da Milano che da Torino e tra due anni avrà la prima parte della Nuova Diga che aumenterà i traffici portuali in arrivo e quindi aumenterà la crescita della sua economia e del lavoro . Ma Genova fa studiare nelle Scuole i suoi grandi personaggi. In questi giorni nella Città della Lanterna partirà  nelle Scuole il Concorso di Colombo (foto in basso). E Torino? La nostra Città avrebbe tutto da guadagnare dallo studio del suo uomo più importante  CAVOUR, il più grande statista dell’800 che sapeva bene che il nostro PIL era 1/4 degli inglesi e 1/3 dei francesi volle a tutti i costi il primo Traforo del Frejus che ci apri alla Europa e alla industrializzazione così come spinse alla nascita della Ansaldo che costruì la prima locomotiva ferroviaria italiana, rilanciò l’agricoltura con il canale Cavour. Queste cose Cavour oltre a unire l’Italia fece tutto ciò In soli dieci anni Oggi tante interviste e pochi risultati. Ispirandoci a Cavour oggi dovremmo batterci per rilanciare le nostre infrastrutture ristrette da tanti lavori fatti in ritardo , per accelerare la TAV, per rilanciare l’aeroporto oggi solo tredicesimo tra gli aeroporti italiani , per difendere con forza la nostra grande industria e per rilanciare i nostri Quartieri periferici per  troppo tempo dimenticati. Più sicurezza ma anche più lavoro e’ la ricetta . Ecco perché il Comune dovrebbe  rilanciare con la collaborazione delle Fondazioni Bancarie lo studio di CAVOUR e del rilancio di Torino dopo la seconda Guerra mondiale ad opera di Valletta e dei grandi Sindaci Peyron e Grosso.

Mino GIACHINO
Responsabile economico Dc Piemontese

 

Rivoli, torna il Salone del Lavoro e della Formazione

Un’intera giornata per mettere in contatto cittadini, enti e imprese

 

Venerdì 7 novembre 2025, dalle 9.00 alle 16.30, la Palestra dell’Istituto Natta (via XX Settembre 14/A) si trasformerà in un vivace punto d’incontro tra giovani, cittadini in cerca d’occupazione, aziende ed enti formativi. Torna infatti il Salone del Lavoro e della Formazione, un evento a ingresso libero pensato per aiutare chi cerca nuove opportunità professionali o desidera orientarsi nel proprio percorso formativo.
L’iniziativa coordinata da ZonaOvest Srl con la regia organizzativa di TurismOvest in collaborazione con realtà del mondo produttivo, nasce con un obiettivo chiaro: favorire il dialogo tra domanda e offerta di lavoro e diffondere la conoscenza delle opportunità occupazionali e formative presenti sul territorio.
Durante la giornata, i visitatori potranno incontrare direttamente i rappresentanti di aziende, enti e istituzioni, consegnare il proprio curriculum vitae, ricevere consulenze personalizzate e scoprire i percorsi di formazione e aggiornamento professionale più adatti alle proprie aspirazioni.

 

“Il Salone del Lavoro e della Formazione è un appuntamento strategico per la nostra città – sottolinea Marco Tilelli, Assessore al Commercio e al Lavoro del Comune di Rivoli – perché mette in contatto diretto cittadini e imprese, offrendo strumenti concreti per orientarsi e costruire percorsi professionali di qualità. Crediamo fortemente nella collaborazione tra istituzioni, scuole e mondo produttivo come leva per favorire lo sviluppo economico e occupazionale del territorio.”

 

Sulla stessa linea il commento di Roberto Montà, Presidente di Zona Ovest di Torino srl:
“Questo Salone rappresenta un’importante occasione di incontro e confronto tra istituzioni, enti di formazione, imprese e cittadini. Come Patto Territoriale riconosciamo il valore strategico di iniziative come questa, che rafforzano il legame tra sistema formativo e mondo del lavoro, favorendo l’incontro tra domanda e offerta di competenze e creando opportunità concrete per giovani e persone in cerca di occupazione.”
Il Salone del Lavoro e della Formazione si conferma così una vetrina dinamica e partecipata, dove orientamento, formazione e occupazione si incontrano per costruire il futuro professionale di un territorio in continua evoluzione.
L’ingresso è libero, e tutti i partecipanti sono invitati a portare con sé il proprio curriculum vitae per presentarlo direttamente agli stand informativi delle aziende e degli enti presenti.

Dieci anni di Logistica Nord-Ovest: firmato il nuovo Protocollo tra Piemonte, Lombardia e Liguria

 

Il Presidente del Piemonte Alberto Cirio e l’assessore Enrico Bussalino: “Alleanza strategica per attrarre nuovi investimenti e migliorare i servizi per cittadini e imprese”

È stato sottoscritto oggi, a Torino, il rinnovo del Protocollo di Intesa siglato nel 2019 tra le Regioni Piemonte, Lombardia e Liguria, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, Rete Ferroviaria Italiana (RFI) e Ferrovienord, per l’istituzione di un tavolo permanente di monitoraggio delle infrastrutture ferroviarie strategiche del Nord-Ovest. Il documento conferma la volontà comune di rafforzare il sistema logistico dell’area più produttiva del Paese, promuovendo competitività, sostenibilità e integrazione territoriale.

La firma è avvenuta oggi a conclusione degli Stati Generali della Logistica del Nord-Ovest 2025, ospitati quest’anno in Piemonte il 22 e 23 ottobre presso il nuovo Centro Congressi della Regione Piemonte, inaugurato ufficialmente proprio in questa occasione.

Al convegno sono intervenuti l’assessore alla logistica e infrastrutture strategiche della Regione Piemonte Enrico Bussalino, l’assessore all’urbanistica della Città di Torino Paolo Mazzoleni, il consigliere delegato a sviluppo economico, porti e logistica della Regione Liguria Alessio Piana e l’assessore alle infrastrutture e opere pubbliche della Regione Lombardia Claudia Maria Terzi.

L’evento ha assunto un valore particolare perché coincide con il decimo anniversario della Cabina di Regia della Logistica del Nord-Ovest, nata nel 2015 come piattaforma permanente di coordinamento politico e tecnico tra le tre Regioni e oggi riconosciuta a livello nazionale come best practice di cooperazione istituzionale.

I lavori si sono chiusi con gli interventi congiunti del Presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, del Presidente della Regione Liguria Marco Bucci, del Presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana e del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, che hanno confermato il valore strategico dell’intesa siglata.

“Oggi rinsaldiamo un’alleanza che in questi anni ci ha consentito di consolidare la forza dei nostri territori – dichiara il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio -. Il Triangolo del Nordovest, Piemonte, Lombardia e Liguria, torna infatti ad essere locomotiva del nostro Paese grazie alla sua posizione nel cuore dell’Europa e grazie alle infrastrutture che abbiamo realizzato e a quelle che si stanno completando, come la Tav e il Terzo Valico, che rappresentano davvero il motore del nostro sviluppo. I numeri già ci dicono quanto questo sia strategico: oggi il Pil del Nord-ovest cresce dello 0,9%, più della media nazionale e più di quello del Nord-est che è per anni è stato più forte del resto del Paese, ed è così anche per l’occupazione che qui è salita dell’1,6% rispetto allo 0,9 del Nord-est.

Siamo a pieno titolo tra le più forti regioni d’Europa, con connessioni di merci e persone che, grazie alle nuove opere, saranno più veloci, ad esempio con il completamento del Terzo Valico quando Torino-Genova e Milano saranno collegate in un’ora o poco più riportando il triangolo industriale a essere sempre più centrale in Europa”.

 

“Il Nord-Ovest è il cuore logistico d’Europa e la Liguria, con i suoi approdi, è la porta del Mediterraneo. Un affaccio sul mondo che deve poter contare su infrastrutture, intermodalità, sostenibilità, dati​ – commenta il presidente della Regione Liguria, Marco Bucci -. La logistica del futuro non può prescindere da​lla digitalizzazione e la Liguria è già leader grazie alle aziende di eccellenza che operano sul territorio. L’edizione 2025 degli Stati Generali segna un ulteriore passo avanti perché Liguria, Lombardia e Piemonte consolidano una strategia retroportuale interregionale, costruendo un sistema multicentrico che funziona come un’unica grande città metropolitana. A Genova abbiamo recentemente ospitato la Cabina Economica del Nord-Ovest, dove le tre Regioni hanno condiviso un documento programmatico comune, base per bandi e misure coordinate a sostegno delle imprese. Per me è un piacere essere qui da presidente, dopo aver vissuto questo appuntamento anche da sindaco di Genova. Vedo con soddisfazione che molti dei temi discussi allora sono diventati realtà. La direzione è chiara: fare squadra, innovare, rafforzare il nostro primato. E proprio in questo spirito di collaborazione, sarà la Liguria​, con la forza della sua Blue Economy, a ospitare la prossima edizione degli Stati Generali della Logistica”.

 

“Se il Nord-Ovest cresce, cresce l’Italia – dichiara il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana -. La logistica non è un settore tecnico, ma un’infrastruttura della crescita, dell’occupazione e della competitività del sistema Paese. È la spina dorsale del nostro “saper fare” e il presupposto per un’Italia che esporta, produce, innova. Lavorare insieme, Regioni, MIT, RFI, imprese e territori, significa mettere il Paese sui binari giusti: quelli dello sviluppo, dell’efficienza e della coesione. È per questo che abbiamo deciso di lavorare assieme, ormai dieci anni fa, e oggi con convinzione rinnoviamo una sinergia che si è dimostrata vincente. È la ricetta del buon governo che applichiamo e che vogliamo continuare ad applicare”.

 

Nel corso delle due giornate di lavoro sono stati affrontati temi centrali per il futuro del settore logistico e per lo sviluppo competitivo dell’Italia nord-occidentale. Dai collegamenti ferroviari con i porti liguri alla digitalizzazione dei nodi logistici, dal rafforzamento dell’intermodalità alle opportunità offerte dalle Zone Logistiche Semplificate (ZLS), fino alle prospettive del corridoio europeo Mare del Nord – Reno – Mediterraneo. La discussione ha coinvolto esperti nazionali, rappresentanti del mondo accademico, operatori del settore e associazioni imprenditoriali. Particolare attenzione è stata dedicata alle opportunità derivanti dal completamento delle opere previste dal PNRR e alla necessità di affrontare con strumenti condivisi le criticità congiunturali dei mercati internazionali e delle catene di approvvigionamento.

 

Per quanto riguarda il Piemonte, gli Stati Generali della Logistica hanno confermato il ruolo centrale della Regione all’interno dello scenario logistico nazionale ed europeo. Grazie alla sua posizione baricentrica e alla vocazione manifatturiera del territorio, il Piemonte è oggi il naturale retroporto dei porti liguri e lo snodo di interconnessione tra Mediterraneo occidentale, corridoi europei e mercati del Nord. In quest’ottica, la Regione sta portando avanti un piano infrastrutturale di sistema, fondato su grandi opere di collegamento e su interventi di riequilibrio territoriale destinati a rafforzare la competitività della piattaforma logistica piemontese.

Al centro di questa strategia vi è il completamento del Terzo Valico dei Giovi e del Nodo ferroviario di Genova, infrastrutture decisive per garantire un collegamento ferroviario rapido e ad alta capacità tra i porti liguri e l’Europa del Nord. A queste opere si affianca la trasformazione di Alessandria in hub logistico di rilevanza europea attraverso la riqualificazione dello scalo merci Alessandria Smistamento e la nascita del nuovo polo intermodale, infrastruttura chiave per attrarre nuovi flussi merci e investimenti nella regione.

Parallelamente, la Regione guarda al potenziamento delle grandi direttrici ferroviarie internazionali. La Torino–Lione rappresenta una delle dorsali fondamentali per l’accesso al cuore produttivo dell’Europa e per lo sviluppo del corridoio Mediterraneo, mentre il rilancio dello storico asse del Sempione con il progetto “Simplon 2025” punta a rafforzare il collegamento ferroviario tra il Piemonte, la Svizzera e l’Europa centrale, migliorando capacità, interoperabilità e sostenibilità del traffico merci.

 

“Il rinnovo di questo Protocollo rappresenta un passaggio decisivo per lo sviluppo competitivo del Nord-Ovest – dichiara l’assessore alla logistica e infrastrutture strategiche della Regione Piemonte, Enrico Bussalino -. Logistica e infrastrutture non sono solo elementi fondamentali dei sistemi di trasporto, ma leve strategiche per l’economia reale. Significano lavoro, crescita, attrazione per nuovi investimenti e servizi più efficienti per cittadini e imprese. Con questa alleanza interregionale stiamo costruendo una visione comune che guarda al futuro e che integra sostenibilità, innovazione e connessioni europee. Siamo determinati a fare del Piemonte il cuore logistico degli scambi tra il Mediterraneo e il Nord Europa. In questo contesto – conclude l’assessore Bussalino – la ZLS è uno dei pilastri della nostra visione strategica sulla logistica. Puntiamo a renderla ancora più moderna e funzionale alle esigenze delle imprese. Nei primi mesi del 2026 la Regione presenterà una nuova perimetrazione della Zona Logistica Semplificata, ampliata e meglio connessa con le aree produttive e intermodali del territorio. Sarà uno strumento decisivo per rafforzare l’attrattività del Piemonte e creare nuove opportunità di sviluppo e occupazione”.

Fabbriche aperte: mai così tante prenotazioni

L’assessore regionale alle Attività produttive e Internazionalizzazione Andrea Tronzano ha inaugurato la sesta edizione di Fabbriche Aperte Piemonte visitando l’impianto “The Heat Garden” di Iren (un sistema di accumulo del calore al servizio della rete metropolitana di teleriscaldamento) nel quartiere San Salvario di Torino.

L’edizione di quest’anno, in programma da oggi a sabato 25 ottobre, è la più partecipata di tutte: si sono infatti prenotate oltre 10.300 persone, mentre lo scorso anno si era stati di poco al di sotto delle 10.000.

“Questa edizione di Fabbriche Aperte – dichiarano il presidente della Regione Alberto Cirio e gli assessori alle Attività produttive Andrea Tronzano e all’Innovazione Matteo Marnati – stabilisce quindi un nuovo primato: più aziende, più visitatori, maggiore partecipazione delle scuole e un interesse concreto verso il mondo dell’industria piemontese. Visitare stabilimenti, aprire le porte delle nostre imprese è un modo per rendere tangibile il collegamento tra cittadinanza, innovazione e produzione. Il fatto che oltre il 40 % delle aziende partecipanti abbia attivato progetti con il Fesr, Fondo europeo di sviluppo regionale, vuol dire che siamo sulla strada giusta: il Piemonte sa cogliere le opportunità e trasformarle in valore per le imprese e per i cittadini”.

Il numero delle aziende aderenti è salito a 150 rispetto alle 130 della precedente edizione. Sul piano territoriale (l’elenco è su www.fabbricheapertepiemonte.it) la ripartizione è la seguente: Torino 78, Cuneo 20, Biella 14, Alessandria 12, Novara 9, Asti 8, Vercelli 5, Verbano‑Cusio‑Ossola 4. Le filiere coinvolte comprendono metalmeccanica-meccatronica-automazione industriale (44 aziende), agroalimentare (29), automotive (24), tessile (15), chimica/farmaceutica/biomedicina (12) e altre tipologie (26). Tutte le aziende hanno registrato prenotazioni in ogni fascia oraria e 35 hanno esaurito i posti disponibili.

Oltre il 40 % delle aziende partecipantha beneficiato delle risorse del Fesr per realizzare progetti di efficientamento energetico, innovazione dei processi produttivi, riqualificazione degli edifici o dei macchinari, accesso al credito o ricerca e sviluppo, per un investimento complessivo stimato in oltre 73 milioni di euro.

I giovani di Confindustria al Grattacielo Piemonte

Si è svolto al Grattacielo Piemonte un incontro di confronto tra l’assessore regionale all’Ambiente, Energia, Innovazione Matteo Marnati, la presidente dei Giovani Imprenditori di Confindustria Piemonte, Giulia Tancredi, le direzioni regionali e una delegazione di giovani industriali provenienti da tutto il territorio piemontese. Espressa la volontà comune di rafforzare il dialogo tra istituzioni e giovani imprenditori, con l’obiettivo di costruire politiche regionali più efficaci e vicine al tessuto produttivo. L’appuntamento ha rappresentato un momento costruttivo volto a illustrare le misure in cantiere della Regione Piemonte e a raccogliere proposte e suggerimenti da parte del mondo imprenditoriale giovanile, in vista delle nuove sfide ambientali e della prossima programmazione europea. L’obiettivo è di unire le forze nel creare una strategia condivisa, che raccolga le priorità, le idee e le proposte operative per trasformare il confronto in proposte concrete e realizzabili. Giulia Tancredi, presidente dei Giovani Imprenditori di Confindustria Piemonte, ha dichiarato: : «Noi giovani imprenditori lavoriamo ogni giorno sul campo e ci aspettiamo di poter operare in un contesto il più semplice possibile. Sogniamo un territorio capace di valorizzare i talenti, perché non possiamo permetterci di perderli. Il calo demografico è un tema serio, ma abbiamo eccellenze universitarie e centri di ricerca di altissimo livello. Gli studenti che si formano in queste istituzioni non dovrebbero essere costretti ad andare all’estero o fuori regione: dobbiamo creare le condizioni perché possano restare qui e contribuire allo sviluppo locale». Ha aggiunto Tancredi: «Ci piacerebbe che i giovani potessero entrare nei tavoli di lavoro e negli osservatori, per portare idee nuove e concrete. Noi crediamo di poter contribuire con progetti e soluzioni innovative per affrontare insieme le grandi sfide ambientali». Commenta Matteo Marnati, assessore regionale all’Ambiente, Energia, Innovazione: «Un incontro molto importante, che ho fortemente voluto per confrontarmi con i giovani imprenditori di Confindustria. Si tratta di una realtà dinamica, con una visione innovativa del futuro, ed era fondamentale ascoltare le loro proposte e aspettative nei confronti della pubblica amministrazione e della Regione. Abbiamo condiviso l’impegno a lavorare insieme, partendo da un documento comune, per rendere le nostre misure più efficienti, rapide e semplificate, in tutti i settori strategici: dalla transizione ecologica alla trasformazione digitale, fino agli investimenti industriali che caratterizzano il nostro Piemonte. Il messaggio emerso è chiaro: crescere, valorizzando il capitale umano e mantenendo i talenti nella nostra regione. Nonostante vincoli normativi spesso rigidi imposti dall’Unione Europea, unendo le energie pubbliche e private possiamo rafforzare il nostro sistema produttivo e generare ricadute concrete sui territori. Un confronto davvero proficuo e costruttivo». Un confronto aperto e volto a favorire l’innovazione e l’attrattività del Piemonte come territorio capace di trattenere e valorizzare le nuove generazioni.

A tempo di record 43 milioni per 10mila aziende agricole

Primi effetti positivi del nuovo accordo Agea-Arpea per le aziende agricole piemontesi: l’organismo pagatore della Regione Piemonte ha già iniziato l’erogazione degli anticipi della Pac, la Politica Agricola Comune, che da regolamento comunitario si concluderanno il 30 novembre 2025 e sono quindi in arrivo 43 milioni di euro destinati a 10mila aziende quale sostegno al reddito agricolo assicurato dal Feaga, il cosiddetto “Primo pilastro Pac”.

Un’operazione accolta con grande soddisfazione dall’assessore all’Agricoltura Paolo Bongioanni: «Ad appena una settimana dalla firma a Roma, il nuovo accordo nazionale Agea-Arpea dà già il suo primo frutto concreto. Sono 43 milioni di euro che, grazie al nuovo coordinamento che accelera e razionalizza la collaborazione, tramite Arpea entrano a tempo di record e in anticipo rispetto agli anni passati nelle casse di 10mila aziende agricole piemontesi sotto forma di aiuti diretti, un sostegno prezioso che va a impattare sul reddito dei nostri agricoltori. Un sollievo per i nostri imprenditori agricoli, un esempio reale di cosa significa per noi “mettere l’agricoltore al centro”, superando lungaggini burocratiche, recuperando ritardi del passato e avviando un circuito virtuoso in cui il Piemonte è oggi, assieme al Veneto, la Regione pilota in Italia».

Gli anticipi sono erogati in relazione alle domande risultate ammissibili all’esito dei controlli amministrativi e di monitoraggio e riguardano: sostegno di base e ridistributivo complementare al reddito per la sostenibilità (titoli PAC), sostegno al reddito per la sostenibilità, sostegno complementare al reddito per i giovani agricoltori, sostegno accoppiato al reddito esclusivamente riferito alle superfici, regimi per il clima, l’ambiente e il benessere degli animali (Ecoschemi).

Il cronoprogramma dell’Agenzia prevede per le prossime settimane un’altra parte di pagamenti che andranno ad erogare un ammontare fino al 70% dell’importo ammissibile e che dal 1° dicembre inizierà il pagamento dei saldi per il rimanente 30%, che dovrà concludersi entro il 30 giugno 2026. In totale Arpea erogherà entro questa data l’importante somma di circa 185 milioni di euro.

Fra i compiti di Arpea c’è anche il pagamento dei sostegni del “Secondo Pilastro” Pac, il Feasr o Sviluppo rurale. Per questo caso è in corso l’attività di elaborazione dei dati per procedere anche ai pagamenti degli anticipi già nel mese di novembre.

cs

Artigiani, quarto trimestre: sfiducia delle imprese a medio e breve termine

Giorgio Felici (Presidente di Confartigianato Imprese Piemonte): “L’indagine congiunturale relativa al quarto trimestre del 2025 fotografa la sfiducia delle imprese artigiane nelle prospettive a breve e medio termine: continuano le politiche recessioniste legate ai vincoli comunitari, cosa che appare ancor più paradossale se si pensa che l’avanzo primario cresce da anni. Si rafforza inoltre la stretta creditizia e aumenta la burocrazia”.

 

Le previsioni circa l’andamento occupazionale registrano un aumento di quasi 2 punti percentuali passando da -6,17 a -4,62%.

Il dato relativo all’ipotesi di assunzione di apprendisti sale di circa 4 punti percentuali, passando da -20,96% al -17,34%.

Peggiora il dato relativo alle previsioni di produzione totale, passando da -13,06% a -16,65%.

Il saldo relativo all’acquisizione di nuovi ordini mantiene un valore negativo, ma migliora leggermente passando da -14,44% a -11,27%.

Diminuisce la percentuale di imprese che non hanno programmato investimenti: dal 78,35% al 63,63%.

Per quanto concerne l’acquisizione di nuovi ordini per esportazioni, il dato passa da 22,34% a 48,23%, un dato fortemente negativo rispetto al trimestre precedente, che fa registrare una percentuale maggiore di imprese che prevedono una diminuzione di acquisizioni di ordini per esportazioni.

Diminuisce la previsione di regolarità negli incassi: da 68,38% a 64,22%aumenta la stima dei ritardi, passando dal 30,58% al 35,22%; le previsioni di anticipi negli incassi continuano a rimanere minimi con un leggero peggioramento, passando da 1,03% a 0,56%.

Commenta Giorgio Felici, Presidente di Confartigianato Imprese Piemonte: “L’indagine congiunturale relativa al quarto trimestre del 2025 ci restituisce un quadro di sfiducia da parte delle imprese artigiane. Continuano le paradossali politiche recessioniste legate ai vincoli comunitari, aumenta la burocrazia e il credito si sfila progressivamente dalle opzioni in mano agli imprenditori (a giugno di quest’anno i prestiti alle micro e piccole imprese del Piemonte, fino a 20 dipendenti, sono diminuiti del 4,7% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno). La crescita dei costi energetici (il Piemonte si colloca al quarto posto tra le regioni più penalizzate, con 181 milioni di euro di extra-costi per le micro e piccole imprese rispetto alla media europea che gravano proprio sulle aree manifatturiere), il caro materiali e i costi di produzione,  la debolezza della domanda legata al progressivo impoverimento della popolazione (con buona pace dell’aumento del rating) determinano un generale clima di attendismo e sfiducia in un sistema-paese che non è più capitale per cittadini e imprese. Ad essere penalizzate dal costo elevato dei finanziamenti e dall’assenza di un vero impulso espansivo, sono soprattutto le mpi, infatti, peggiora il dato relativo alla programmazione di investimenti che passa dal 78,35% al 63,63%.

Preoccupante anche il dato previsionale di regolarità negli incassi e nella stima dei ritardi, che infatti peggiora passando dal 30,58% al 35,22%. Una situazione che potrebbe mettere sotto scacco le imprese artigiane causando crisi di liquidità e frenata negli investimenti per le evoluzioni di processo, l’acquisto di nuovi macchinari, la rivoluzione degli spazi di lavoro ecc. Tutto questo costa e le Pmi non possono permetterselo e quindi riducono drasticamente la loro capacità di stare sul mercato e di esprimere tutto il loro valore”.

“Segnali di miglioramento arrivano, invece, – continua Felici – dalle previsioni circa l’andamento occupazionale che aumenta di quasi 2 punti percentuali passando da -6,17% a -4,62%, dall’ipotesi di assunzione di nuovi apprendisti che, pur rimanendo negativo, sale di circa 4 punti percentuali passando da -20,96% a -17,34% e dalla previsione di acquisizione di nuovi ordini che, pur rimanendo negativa migliora di quasi 3 punti percentuali passando da -14,44% a -11,27%”.

“Cresce, invece, in negativo il dato previsionale relativo alle imprese che prevedono una diminuzione di acquisizione di nuovi ordini per esportazioni, che passa da 22,34% a 48,23% -conclude Felici-Valori che segnalano una congiuntura di forte sofferenza e contrazione del volume di affariQuesta situazione di turbolenza di mercato rischia di tradursi in un colpo proprio per quei settori simbolo del nostro saper fare: gioielleria, occhialeria, macchinari, bevande. Ora è più che mai necessario che la politica si concentri sulle misure finalizzate ad aumentare la competitività delle aziende, a cominciare dalle indispensabili misure per il contenimento dei costi energetici”.

L’Ufficio Studi di Confartigianato Imprese Piemonte ha redatto la quarta indagine trimestrale congiunturale del 2025 utilizzando un questionario telematico rivolto ad un campione significativo di 2.250 imprese selezionate nei comparti di produzione e di servizi che rappresentano maggiormente l’artigianato della nostra regione.