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Pil Piemonte 2023, primo semestre in crescita poi rallenta

 

 

Il Comitato Torino Finanza della Camera di Commercio di Torino ha diffuso le sue stime sull’andamento dell’economia regionale. Le esportazioni penalizzate dalla recessione tedesca, i consumi e gli investimenti indeboliti dall’inflazione e dagli alti tassi di interesse. Ma si colgono primi segnali di un’inversione di tendenza.

 

Nel 2023 il valore delle attività economiche del Piemonte ha fatto registrare una crescita dello 0,7%, come la media nazionale. Ma nel IV trimestre il segno è diventato negativo, con -0,7% (rispetto al IV trimestre 2022), in controtendenza a confronto con l’Italia (+0,5%).

 

Sono le stime del Comitato Torino Finanza della Camera di Commercio di Torino, che, attraverso il modello del PILNOW, può dare indicazioni sull’andamento dell’economia piemontese con grande tempestività. Le variazioni trimestrali del PIL italiano sono, infatti, emesse 30 giorni dopo la chiusura del periodo di riferimento. Le variazioni regionali sono solo annuali e sono diffuse un anno dopo.

 

Secondo quanto rilevato dai ricercatori del Comitato, il 2023 si è composto di due parti. Nel primo semestre la condizione è stata mediamente positiva, sia pure gradualmente in calo, con un progresso dell’1,3% sul I semestre del 2022. Nella seconda metà dell’anno hanno prevalso gli stimoli esterni al calo, che si è accentuato nell’ultimo trimestre. Sul PILNOW hanno pesato la discesa del tasso di crescita delle esportazioni, l’indebolimento dei consumi, la debolezza degli indicatori sulla logistica e di richiesta di energia sulla rete elettrica, mentre è ancora buona la situazione occupazionale. La dinamica delle esportazioni regionali risente dei due trimestri recessivi del maggiore mercato di sbocco (la Germania). Nonostante tutto, però, i livelli di Cassa Integrazione sono inferiori alla media nazionale: l’indice Piemontese dell’utilizzo di tutta la cassa integrazione (ordinaria, straordinaria, in deroga, operai e impiegati) vale 37, quello Italiano 87 (la base 100 è il 2009). La domanda di credito e gli investimenti sono stati condizionati dal calo di fiducia generale e dall’aumento dei tassi di interesse, mentre i consumi sono stati frenati dall’inflazione, che però adesso appare in sostanziale normalizzazione. Comunque, con un solo trimestre negativo non si può parlare di recessione. Ne occorrono due.

 

Con 133 miliardi a prezzi costanti (del 2015) il PILNOW del Piemonte è al livello del 2019, ma nel 2007 era a quota 141. Mancano 8 miliardi, pari a 12 trimestri (tre anni) di crescita standard costante dello 0,5% per trimestre. Un obiettivo di crescita raggiungibile tenendo presente l’impatto del PNRR sul Pil nei prossimi tre anni.

 

“Le turbolenze internazionali continuano a essere fonte di preoccupazione per le imprese – afferma Valdimiro Rambaldi, Presidente del Comitato Torino Finanza – e hanno spinto persino la Germania in recessione. In Italia e in Piemonte occorrerebbe una ripresa degli investimenti. Per quanto riguarda quelli pubblici, si tratta di vedere accelerare il PNRR. Quelli privati sono stati penalizzati dall’aumento dei tassi e del costo dei finanziamenti bancari. Era inevitabile, fa ben sperare, però, il fatto che l’inflazione sia in ritirata. È di parziale consolazione che i dati annuali del PILNOW piemontese, oltre a essere in linea con la media nazionale, siano lievemente migliori di quelli europei.

 

“Il 2024 rappresenterà il vero banco di prova per la nostra economia. Quest’ultimo scorcio di 2023, con i dati elaborati dal Comitato Torino Finanza, non può che spingerci a rimboccarci ulteriormente le maniche con l’obiettivo di adottare una serie di provvedimenti sia istituzionali che politici che stimolino la crescita economica e lo sviluppo dei nostri territori. Solo incentivando l’innovazione, potenziando infrastrutture e connettività, semplificando la burocrazia e scommettendo sui settori di punta della nostra regione – e qui penso all’industria manifatturiera, al turismo sostenibile, all’agricoltura di alta qualità – potremo essere più forti e meno in balia dei flutti internazionali e delle crisi esogene” commenta Gian Paolo Coscia, Presidente Unioncamere Piemonte

I distretti italiani del cibo si incontrano in Piemonte: per l’ambiente, lo sviluppo e contro lo spreco alimentare

A marzo la Regione Piemonte sarà protagonista di un confronto nazionale sul sistema cibo-territorio

 

 Una tre giorni intensa e densa di significati quella che si appresta ad ospitare il Piemonte il 21, 22 e 23 marzo prossimi, quando si terrà l’incontro nazionale dei Distretti del Cibo.

Un evento che ho fortemente voluto e che dà grande visibilità alla nostra Regione”, sottolinea l’assessore all’Agricoltura e Cibo della Regione Piemonte Marco Protopapa. I Distretti del Cibo sono stati creati con l’intento di favorire lo sviluppo territoriale, la coesione e l’inclusione sociale. Si tratta di realtà che favoriscono l’integrazione di attività caratterizzate da prossimità territoriale, promuovono la sicurezza alimentare, la riduzione dell’impatto ambientale delle produzioni e dello spreco alimentare, salvaguardano il territorio e il paesaggio rurale attraverso le attività agricole, agroalimentari e l’enogastronomia. I Distretti diventano strumenti fondamentali per la sostenibilità ambientale e territoriale, per la promozione di un territorio e la divulgazione delle proprie eccellenze.

IL PROGRAMMA

La prima giornata, giovedì 21 marzo, che avrà come sedi il Palazzo della Regione Piemonte a Torino e le sale di GreenPea sarà interamente dedicata ai Distretti stessi che, allestiti i propri stand, potranno raccontarsi e scambiarsi esperienze, soprattutto nel corso dei convegni pomeridiani che si concentreranno sulla valorizzazione dei paesaggi e sul turismo enogastronomico. Parteciperà l’assessore all’Agricoltura e cibo della Regione Piemonte Marco Protopapa.

Venerdì 22 marzo ci si sposta presso l’Agenzia di Pollenzo, dove saranno affrontati i temi del contrasto allo spreco alimentare, della circolarità della filiera cibo e del rapporto tra mercati e Distretti, quali hub enogastronomici e luoghi d’incontro delle politiche distrettuali. Nel pomeriggio saranno presentante le esperienze e le best practice di tutta Italia, perché con la condivisione si possano individuare le migliori soluzioni valide per tutti i Distretti.

Sabato 23 marzo sarà dedicato alla visita dei territori sui quali si sono costituiti alcuni dei primi Distretti piemontesi. I partecipanti saranno accompagnati in un viaggio narrato, tra i paesaggi pedemontani del torinese e del cuneese, alla scoperta delle produzioni tipiche e delle bellezze storiche e culturali di queste terre.

Mercato del lavoro, il Piemonte è quarto

Secondo l’Osservatorio Mercato del Lavoro della Regione Piemonte realizzato da Infojobs il Piemonte si classifica al quarto posto su scala nazionale

Il Piemonte risulta la quarta regione per numero di offerte di lavoro da parte delle aziende,  per poco fuori da un podio capitanato dalla Lombardia al primo posto (31,3%), Emilia Romagna (+17,1%) al secondo e il Veneto al terzo con un +13,1%.

In cima alla classifica delle province con un maggior numero di offerte di lavoro troviamo Torino con il 54,5% del totale delle offerte in regione, mentre tra le professioni più ricercate si riscontrano operai, produzione  e qualità.

Come ogni anno Infojobs, la piattaforma leader in Italia per la ricerca del lavoro online, ha analizzato il mercato del lavoro dell’anno appena concluso, ponendolo in parallelo con l’osservatorio mercato del lavoro 2023. Un mercato che rispecchia il trend già delineato nella prima parte dell’anno, con una crescita e un’evoluzione delle modalità in cui le aziende cercano nuove risorse con un maggior numero di ricerche proattive delle aziende e di consultazione dei cv che i candidati cercano in piattaforma.

L’Osservatorio, analizzando le quasi 340 mila offerte di lavoro pubblicate sulla piattaforma, numero stabile rispetto al 2022, ha illustrato la geografia degli annunci e le categorie professionali più richieste. La Regione Piemonte si pone al quarto posto nella classifica nazionale Infojobs e in prima posizione di regione, dopo Cuneo, Novara, Alessandria e Asti, con 4,3% di offerte di lavoro. Le ultime tre province per numero di offerte sono Vercelli, Biella e il Verbano Cusio Ossola, con un +4% rispetto al 2022 e, in assoluto, con il 2,1%.

Nel 2023 la categoria maggiormente richiesta in Piemonte è stata quella degli operai, produzione qualità  (30,5%), seguita da acquisti logistica e magazzino  (9.4%), commercio al dettaglio, GD,  retail (8,5%).

Analizzando le offerte di lavoro presenti in piattaforma le prime cinque sono state: magazziniere, addetto vendite, operaio di produzione,  agente di commercio, addetto alla pulizia delle camere.

La classifica del Piemonte restituisce un quadro abbastanza variegato che spazia dall’operatore macchine CNC all’addetto all’imballaggio, dallo specialista di back office al manutentore elettromeccanico, valorizzando un’ampiezza di mansioni che rispecchiano un  territorio fortemente marcato da opportunità sotto diversi profili. Analizzando le evidenze emerse, vediamo in crescita anno su anno le categorie dell’edilizia, dell’immobiliare, del settore Farmaceutico, con una crescita del 3.7% e del 15.1%.

Mara Martellotta

Giorgio Santambrogio e Mirco Cerisola a “Parlami di spreco”

Giovedì 29 febbraio prossimo in onda alle 18 una puntata speciale di “Parlami di spreco” condotta dalla Social Media Manager Simona Riccio

 

Parla con me è entusiasta di annunciare una puntata speciale di “Parlami di spreco” in onda giovedì 29 febbraio prossimo alle ore 18.

“Questo evento – spiega Simona Riccio, founder della trasmissione e Social media manager & Agrifood Specialist – costituirà l’ennesima opportunità per tutti noi di unirci e sensibilizzare il pubblico sul tema critico dello spreco alimentare. La trasmissione sarà in diretta sulla pagina Linkedin top Voice di Simona Riccio e sul canale you tube di “Parla con me”. In questa occasione avremo l’opportunità di accogliere due ospiti d’eccezione, impegnati nella lotta contro lo spreco alimentare, Giorgio Santambrogio e Mirco Cerisola”.

Giorgio Santambrogio, ceo del gruppo VèGè, è da sempre attento al contrasto allo spreco alimentare, orgoglioso di unirsi a Too Good To Go.

“In un momento di per sé così delicato – spiega Giorgio Santambrogio – è importante non perdere il focus sulle piccole azioni che possiamo compiere per fare la differenza, sia a livello ambientale sia sociale. Lo spreco alimentare ha infatti diverse conseguenze: sprecando cibo non solo vengono sprecati degli alimenti, ma anche l ‘energia che è necessaria per produrre il prodotto e le risorse umane che hanno fatto sì che quel prodotto finisse sulla nostra tavola”.

Mirco Cerisola è ’Italy country director di “Too Good to Go” è l’azienda a impatto sociale nata in Danimarca nel 2015 con lo scopo di contrastare lo spreco alimentare. Consente ai consumatori di acquistare delle “Surprise bag” a prezzo ridotto contenenti cibo invenduto da attività commerciali quali forni o panifici, pasticcerie, ristoranti, bar, negozi di alimentari e supermercati. Grazie ad un’apposita app, gli utenti possono individuare facilmente i punti vendita aderenti nella propria zona, prenotare e ritirare i prodotti nella fascia oraria indicata al momento dell’acquisto.

Simona Riccio, moderatrice e conduttrice di Parla con me, guiderà la discussione su questo tema cruciale, offrendo spunti di riflessione, incoraggiando il pubblico a partecipare attivamente.

Mara Martellotta

L’allarme dei sindacati: oltre mille uffici postali a rischio in Piemonte

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“In Piemonte un’ulteriore privatizzazione di Poste italiane metterebbe a rischio oltre 1.000 uffici postali a bassa redditività. Un problema non solo occupazionale per oltre 3mila impiegati, ma anche di tenuta sociale, per la possibile chiusura di molti uffici postali minori, in piccoli comuni, specie di zone periferiche e montane.  Chiediamo quindi al Consiglio regionale un’azione di sensibilizzazione affinché il Governo riesamini la sua scelta”.

Questa la richiesta di una rappresentanza sindacale dei lavoratori di Poste italiane, guidata da Bruno Bartone (Cisl), Nunzia Mastrapasqua (Cgil) ed Evaristo Perrini (Uil), auditi questa mattina in Consiglio regionale a Palazzo Lascaris. Le preoccupazioni dei lavoratori sul futuro dell’azienda riguardano l’intenzione annunciata dal Governo di collocare sul mercato una nuova tranche di azioni, oggi nelle mani del Mef e di Cassa depositi e prestiti.  L’operazione, che dovrebbe realizzarsi nel mese di marzo, si inserisce nella scia della cessione del 35% del pacchetto azionario del gruppo, già decisa nell’ottobre 2015 dall’Esecutivo dell’epoca.
Ad ascoltare le richieste della delegazione il presidente del Consiglio Stefano Allasia, con il consigliere segretario Ivano Martinetti e i consiglieri Paolo Ruzzola, Sean Sacco e Mauro Salizzoni.
I sindacalisti hanno sottolineato che, con l’eventuale perdita del controllo pubblico di Poste, verrebbe meno l’universalità del servizio.
“Comprendiamo le vostre preoccupazioni – ha affermato Allasia – questa amministrazione regionale ha cercato di impegnarsi a supporto di chi abita in montagna per garantire i principali servizi ai cittadini, compresi gli anziani, per evitare che i territori periferici si spopolino.  Come Ufficio di presidenza ci impegniamo a sottoporre la questione all’intero Consiglio. L’obiettivo è formulare un ordine del giorno al Governo regionale affinché si impegni a convocare l’azienda e, quando sarà disponibile il piano industriale, a valutare di mettere a disposizione risorse per garantire comunque la continuità e capillarità del servizio”.

Incontri Ucid, si inizia con Fiorenzo Borello

Prende avvio il ciclo di incontri, promosso da UCID Torino, dal titolo “Testimonianze con apericena”, appuntamenti con imprenditori di successo

L’UCID organizza, a partire dal 28 febbraio prossimo, un ciclo di incontri dal titolo “Testimonianze con apericena”, nell’ambito degli appuntamenti “UCID Torino incontra”, “storie di imprenditori, di coraggio e di innovazione”, presso l’Unione Industriale di Torino in via Vela 17/a. Il primo appuntamento sarà con l’imprenditore Fiorenzo Borello, della Borello Srl, mercoledì 28 febbraio alle 19:00; seguirà l’incontro il 20 marzo, sempre alle 19:00, con Cristina Fresia, della Fresia Alluminio; terzo incontro giovedì 11 aprile, alle ore 19:00, con la conferenza tenuta da Paolo Pellegrini di Mediacor Srl.

“Gli incontri prevedono un ingresso scontato per gli studenti – spiega la Presidente dell’UCID Silvia Tabasso – perché crediamo che la testimonianza sia il modo migliore per conoscere il mondo del lavoro”.

Le “Testimonianze con apericena” avranno un costo di 25 euro, mentre per gli studenti universitari sarà di 12 euro.

Prenotazione obbligatoria: ucid@ucidtorino.it

Telefono: 333 1803520

I posti sono limitati e si darà precedenza ai soci e agli studenti.

 

Mara Martellotta

Prezzi a Torino: alimentari più cari del 5% in un anno, energia – 20%

Le rilevazioni nel mese di gennaio 2024

Nel mese di Gennaio 2024 a seguito della rilevazione dei prezzi effettuata dal Servizio Statistica della Città, l’indice complessivo dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC) è risultato pari al 118,8 (Base Anno 2015=100) segnando una variazione del +0,1% rispetto al mese precedente e del +0,7% rispetto al mese di Gennaio 2023 (tasso tendenziale).

I prezzi dei prodotti ad alta frequenza d’acquisto segnalano +0,4% sul mese precedente e +2,7% su gennaio 2023. I prezzi dei prodotti a media frequenza d’acquisto rilevano -0,2% rispetto al mese di dicembre 2023 e     -1,6% sull’anno precedente. I prezzi dei prodotti a bassa frequenza d’acquisto segnalano +0,3% sul mese precedente e +1,5% rispetto a gennaio 2023.

Nella tipologia di prodotto dei BENI si rileva +0,6% su base congiunturale e -0,5% su base tendenziale.

I prodotti in rilevazione hanno subito queste variazioni:

Beni Alimentari +0,9% sul mese precedente e +4,9% sull’anno precedente,

Beni Energetici +1,1% sul mese precedente e -20,0% sull’anno precedente,

Tabacchi INVARIATO sul mese precedente e +2,2% sull’anno precedente,

Altri Beni +0,2% sul mese precedente e +2,2% sull’anno precedente.

Nella tipologia di prodotto dei SERVIZI si registra -0,4% su base congiunturale e +2,5% su base tendenziale.

Sono state riscontrate le seguenti variazioni:

Servizi relativi all’Abitazione +0,2% sul mese precedente e +3,1% sull’anno precedente,

Servizi relativi alle Comunicazioni +0,2% sia sul mese che sull’anno precedente,

Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona -0,5% sul mese precedente e +1,9% sull’anno precedente,

Servizi relativi ai Trasporti -2,2% sul mese precedente e +4,4% sull’anno precedente,

Servizi vari +0,2% sul mese precedente e +2,2% sull’anno precedente.

L’inflazione di fondo al netto degli energetici e degli alimentari freschi segnala -0,1% rispetto al mese precedente e +2,5% rispetto all’anno precedente.

L’Indagine dei Prezzi al Consumo è stata effettuata secondo le disposizioni e le norme tecniche stabilite dall’ISTAT.

I dati relativi al mese di Gennaio si possono consultare sul sito: http:/www.comune.torino.it/statistica/

Torino Click

Da Borello Supermercati un bonus in busta paga ai dipendenti

250 Euro in più con l’ultimo stipendio. Fiorenzo Borello: “Non una spesa ma un investimento per la nostra comunità aziendale”

Le famiglie, da un lato, devono barcamenarsi con i prezzi ovunque  in aumento. I supermercati, dall’altro, sono alle prese con la contrazione dei consumi. In questo periodo non proprio semplice in cui tutti devono cercare di far quadrare i conti Fiorenzo Borello, fondatore e responsabile di Borello Supermercati ha fatto una scelta coraggiosa destinando un bonus di 250 euro in aggiunta allo stipendio mensile consegnato nei giorni scorsi ai suoi dipendenti. In totale 200mila euro detassati e dunque tutti usufruibili. “Per l’azienda è stato un impegno non di poco conto, – commenta Borello – ma i nostri 750 collaboratori sono una vera e propria famiglia. Quindi considero questa scelta non una spesa bensì un investimento sulle risorse umane, un piccolo aiuto per affrontare più serenamente la quotidianità”.

Del resto la nota catena piemontese di supermercati, sulla piazza da circa 50 anni, non è nuova a iniziative di carattere sociale. Numerose infatti le attività in collaborazione con le realtà locali del volontariato, dell’associazionismo, dello sport e della cultura.
Già durante il periodo Covid Borello Supermercati aveva destinato ai dipendenti un contributo straordinario.
Cerchiamo di ‘fare comunità’ – aggiunge Borello – coniugando la serietà imprenditoriale, la qualità dei prodotti e la ricerca della filiera corta con un iniziative concrete nei confronti del territorio”. Lo scorso anno Borello Supermercati ottenne da Altroconsumo il riconoscimento della seconda posizione nazionale per la qualità della carne nei supermercati. Tra i numerosi prodotti in vendita anche i vini del celebre cantante Al Bano, grande amico di Fiorenzo Borello (foto di copertina).

La Regione riapre lo sportello delle aziende piemontesi in crisi

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Lunedì 26 febbraio: questa la data in cui riapre lo sportello del bando “Interventi integrati per l’acquisizione di aziende in crisi, di impianti produttivi chiusi o a rischio di chiusura L.R. 34/04 – Fondo Sviluppo e Coesione 2021/2027″. Senza un sostegno significativo della Regione molte aziende rischiano di chiudere per sempre. Ecco perché la Misura si pone l’obiettivo di agevolare le imprese che intendano acquisire aziende in crisi conclamata, unità produttive (impianti, stabilimenti produttivi e centri di ricerca) a rischio di definitiva chiusura o già chiusi per cessazione dell’attività o dell’impresa.  Per questa misura la dotazione di fondi regionali è 4,2 milioni di cui 2,7 destinati alla Linea Investimenti e 1,23 milioni dedicati alla Linea Occupazione. Rispetto alla versione precedente del bando, è stata abbassata la soglia di accesso per le PMI, rispettivamente euro 500.000 per le piccole ed euro 1.000.000 per le medie, mentre resta pari a euro 1.500.000 la soglia per le grandi imprese.

Con questo atto si provvede alla concessione di agevolazioni a imprese acquirenti di qualsiasi dimensione e a Imprese e lavoratori per progetti di investimento iniziale finalizzati a rilevare:

– aziende o rami di aziende localizzate in Piemonte, con i relativi impianti, stabilimenti produttivi e centri di ricerca ed i connessi attivi, materiali ed immateriali, in situazioni di crisi conclamata, a rischio di definitiva chiusura o già chiusi per cessazione dell’attività o dell’impresa.

Possono essere finanziati anche:

– interventi che prevedano l’affitto di aziende o rami d’azienda purché abbiano le caratteristiche identificate dalla misura.

Tali interventi sono ammissibili solo se finalizzati alla successiva acquisizione a titolo definitivo. Fa parte delle agevolazioni previste dalla Misura la concessione di incentivi per l’assunzione di lavoratori da impiegare nell’azienda o nel ramo di azienda oggetto dell’acquisizione. La linea di incentivazione all’assunzione prevede un contributo alle imprese per inserimenti di personale a tempo indeterminato L’intervento deve consentire di mantenere o di raggiungere, al termine del primo anno solare successivo a quello di conclusione dell’investimento (anno a regime), almeno il 40% dell’occupazione presente nell’azienda o nel ramo d’azienda oggetto di acquisizione.

Riapriamo uno sportello importante per il nostro territorio. Abbiamo il dovere di aiutare il mondo delle imprese e dare un sostegno ad aziende in crisi che grazie all’intervento di investitori possono riemergere da momenti di difficoltà, oppure di favorire il ricambio generazionale – afferma l’Assessore alle attività Produttive Andrea Tronzano. Tale sostegno è volto a contrastare i processi di deindustrializzazione in atto e recuperare a fini produttivi i siti industriali dismessi o a rischio di dismissione, salvaguardando il patrimonio di conoscenze e di specifiche competenze professionali– continua l’Assessore Tronzano – nonché di favorire il mantenimento, il miglioramento e il recupero dei livelli occupazionali.”

“Il patrimonio industriale e professionale presente in Piemonte è unico e noi vogliamo tutelarlo. Questa misura che riproponiamo con convinzione è volta a proteggere il nostro tessuto economico” spiega l’assessore regionale al Lavoro e Formazione Professionale Elena Chiorino. “Sostenere acquisizioni sane e investimenti è doveroso, perché significa difendere le nostre imprese, creare opportunità occupazionali e supportare il Made in Italy” conclude l’assessore.

Anci e Anfov: “Piemonte Innovazione e Sviluppo Next Generation”

ANCI Piemonte affida ad ANFoV l’organizzazione delle prossime due edizioni del Premio.

 

È stato siglato  l’accordo tra ANCI Piemonte e ANFoV, l’associazione nazionale con sede a Torino che riunisce i soggetti imprenditoriali e istituzionali le cui peculiarità di Innovazione tecnologica convergono per la diffusione della cultura del rinnovamento. L’accordo è volto alla realizzazione delle prossime due edizioni del Premio “Piemonte Innovazione e Sviluppo Next Generation”.

Con questo accordo, ANCI Piemonte affida ad ANFoV, fino alla fine del 2025, tutti gli aspetti organizzativi e realizzativi di un’iniziativa che, grazie a questo sodalizio, negli ultimi tre anni è cresciuta a tal punto da diventare un riferimento nella cultura dell’Innovazione, supportando decine di amministrazioni pubbliche, enti pubblici e realtà associate pubbliche nella realizzazione dei loro progetti innovativi. L’accordo prevede che ANCI Piemonte si associ ad ANFoV.

“Siamo lieti di aver trovato un accordo con ANFoV – spiega il Presidente di ANCI Piemonte Andrea Corsaro – che non solo soddisfa entrambe le parti ma che garantisce al Premio un percorso di crescita e di programmazione adeguato, permettendo di raggiungere nuovi traguardi di successo. Il Premio è giunto alla sua ottava edizione per la sezione piemontese e alla terza per quella nazionale, oltre ad aver già raccolto più di seicento progetti innovativi realizzati da Comuni e enti pubblici italiani, distribuendo sul territorio più di 250.000 euro in contributi e servizi. Un vero volano di innovazione che ha finalizzato concretamente l’impegno di ANCI Piemonte al fianco dei Comuni per uno sviluppo sostenibile, efficiente e efficace delle comunità, sfruttando l’opportunità delle tecnologie e della progettualità. Il Premio si pone in armonia con i principi del programma “Next generation UE” e del Piano Nazionale di Ripresa e di Resilienza, ed è rivolto alle amministrazioni e agli enti pubblici, intende valorizzare progetti in fase di attivazione o già attivi che siano promotori di tali principi. Si articola in due sezioni: Piemonte e Nazionale. Eroga premi in denaro e servizi destinati, tramite una giuria selezionata, a supportare la realizzazione dei progetti che sono stati candidati. Nella sua ultima edizione 2023 si sono candidate 121 realtà pubbliche da tutta Italia, con un bacino di cittadini coinvolti di circa 11 milioni di persone”.

“Siamo orgogliosi di questo nuovo accordo con ANCI Piemonte – spiegano il Presidente e il Segretario Generale di ANFoV, rispettivamente Umberto De Julio e Antonello Angeleri – per l’organizzazione e la realizzazione del Premio, che non solo dimostra la bontà dell’impegno della nostra associazione negli ultimi anni per la crescita dell’iniziativa, ma vuole rinsaldare una collaborazione virtuosa tra le nostre realtà, che ha permesso di raggiungere lusinghieri successi nelle passate edizioni. Ringraziamo ANCI Piemonte e ANCI  Nazionale, con cui abbiamo collaborato negli ultimi tre anni, per la fiducia che ci viene concessa. Il Premio realizza lo spirito di rinnovamento dettato dall’agenda europea, coniugando le finalità della nostra associazione, che dal 2023 è anche sede Hub per il Nord Italia del progetto europeo per la trasformazione digitale sicura di PA e Imprese, con le necessità delle amministrazioni pubbliche di essere accompagnate e supportate attraverso l’opportunità che derivano dal know how di aziende private di eccellenza e nostre associate, nel percorso di crescita digitale al servizio di cittadini e imprese”.

 

Mara Martellotta