“Dalle storie di vita al teatro di psicodramma. Una ricerca-azione rivolta a donne HIV-positive”

Un premio ad Arcobaleno AIDS di Torino

Teatro e medicina narrativa per aiutare le donne HIV-positive a vincere le paure e lo stigma: premiata l’Associazione Arcobaleno AIDS di Torino al Community Award di Gilead Sciences, concorso nazionale per organizzazioni no profit

Milano, 17 ottobre 2017 – Raccontare la propria condizione e “liberare” il proprio io, attraverso il confronto di gruppo e la messa in scena della propria esperienza. Si può disegnare così, oltre che con un giusto approccio terapeutico, un efficace percorso di recupero del proprio Io e del proprio valore di persona per le donne che hanno contratto l’infezione da HIV. La convivenza con questa malattia richiede infatti un sostegno che associ la necessaria cura farmacologica al benessere psicologico. Parte da queste evidenze l’originale progetto Dalle storie di vita al teatro di psicodramma. Una ricerca-azione rivolta a donne HIV-positive dell’Associazione Arcobaleno AIDS di Torino. Una progettualità innovativa e “su misura” per la donna con HIV e che sarà realizzata nel corso dei prossimi 8 mesi grazie al finanziamento di 20.000 euro ricevuto al Community Award Program, Bando di concorso promosso in Italia dalla società biofarmaceutica Gilead Sciences per selezionare e premiare i migliori progetti di assistenza e supporto al paziente proposti da Associazioni pazienti e Organizzazioni no profit del Paese.

 

Il progetto si propone di raccogliere e analizzare le storie personali di donne HIV positive, pazienti dell’ospedale Amedeo di Savoia di Torino polo di riferimento regionale per la diagnosi e la cura delle malattie infettive. L’analisi delle storie, ottenute tramite interviste, porterà all’individuazione delle principali tematiche in relazione all’infezione da HIV: dal vissuto personale, al significato attribuito alla malattia e all’esperienza ad essa legata. Le informazioni raccolte guideranno l’elaborazione di successive attività di psicodramma, piccole pieces teatrali con cui favorire la messa in scena delle situazioni e dei vissuti emergenti dalle storie autobiografiche al fine di favorire una migliore gestione della malattia. E’ prevista anche la formazione degli operatori incaricati della raccolta e dell’analisi delle storie. Per condividere il progetto e i suoi risultati con la comunità scientifica nazionale e internazionale, verrà realizzata un pubblicazione scientifica sui modelli di conduzione dei gruppi utilizzati specificamente per le donne con HIV, evidenziando altresì i temi emersi dalle narrazioni.

 

“Questo premio, oltre a renderci orgogliosi, ci permette di proseguire su un percorso che da tempo come Associazione Arcobaleno AIDS portiamo avanti – sottolinea Caterina Di Chio, coordinatrice del progetto –. Con il progetto, che segue altre esperienze espressamente mirate all’utilizzo dello strumento dello psicodramma per favorire una maggior attenzione alla sessualità in donne di etnie diverse, saremo in grado di approfondire meglio la sieropositività nel genere femminile e offrire strumenti di gestione dell’infezione”.

 

Il progetto dell’Associazione Arcobaleno AIDS, proprio per le sue caratteristiche di unicità e la sua capacità di offrire un modello replicabile in altre realtà, è stato selezionato dalla Commissione Giudicatrice del Community Award, composta da Massimo Andreoni, Professore Ordinario di malattie infettive dell’Università di Roma Tor Vergata e da Marco Simonelli, Esperto in programmi e finanziamenti per attività HIV/AIDS nei paesi in via di sviluppo. Arcobaleno AIDS si è distinta oltre che per l’originalità del progetto e la sua replicabilità, anche per la sua concreta realizzabilità e per l’impatto dell’iniziativa sulle donne sieropositive, criteri considerati dalla Commissione nella selezione e nel finanziamento dei progetti. Ha pesato inoltre nell’attribuzione del premio anche la lunga esperienza dell’Associazione nell’ambito della medicina narrativa e dell’utilizzo del sociodramma come strumento psicologico nel trattamento delle patologie croniche di natura infettiva.

 

La scelta del progetto dell’Associazione torinese è avvenuta tra i 25 presentati da altrettante Associazioni pazienti e Organizzazioni No Profit del paese. Insieme a quello di Arcobaleno Aids ne sono stati premiati altri 14.

 

Per saperne di più sull’Associazione Arcobaleno Aids: www.arcobalenoaids.it

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Community Award Program

Il Community Award Program è arrivato quest’anno alla sua 6a edizione. Con questo Bando vengono selezionati e premiati i migliori progetti proposti da Associazioni pazienti e più in generale da Organizzazioni No Profit italianie che, secondo il giudizio di una Commissione giudicatrice indipendente, dimostrino di avere ricadute positive sulla qualità di vita e sull’assistenza terapeutica delle persone affette da HIV, Epatiti e patologie oncoematologiche (Leucemia Linfatica Cronica e Linfoma Follicolare). Nei sei anni del Bando sono stati presentati 147 progetti e le Commissioni Giudicatrici di ogni Edizione ne hanno selezionati e premiati in totale 63, 15 solo quest’anno. 4 i criteri con cui vengono valutati i progetti: 1.contenuto, 2.obiettivi e fattibilità, 3.originalità e innovatività, 4.esperienza del proponente nell‘ambito tematico del progetto. Nel corso dei 6 anni sono stati assegnati oltre 1.200.000 euro, di cui oltre 340.000 quest’anno. Per saperne di più: www.communityawardprogram.it.

 

Gilead Sciences

Gilead Sciences è una società biofarmaceutica basata sulla ricerca e impegnata nella scoperta, sviluppo e commercializzazione di terapie innovative in aree terapeutiche nelle quali vi siano ancora esigenze mediche non soddisfatte. Con ogni nuova scoperta e ogni molecola sperimentale, cerchiamo di migliorare in tutto il mondo l’assistenza ai pazienti affetti da malattie potenzialmente letali. Le aree terapeutiche sulle quali ci concentriamo comprendono HIV/AIDS, malattie epatiche, ematologia e oncologia, malattie infiammatorie e respiratorie e patologie cardiovascolari. Gilead è presente in Italia dal 2000 e collabora attivamente con i partner istituzionali, scientifici, accademici, industriali e delle comunità locali per sviluppare e rendere disponibili le terapie ai pazienti italiani.