Il Museo d’Arte Contemporanea aderisce alla iniziativa promossa da AMACI
Sabato 12 ottobre 2024
ore 11.00–18.00 ingresso gratuito al Castello di Rivoli con programma speciale
fino alle ore 19.00 ingresso gratuito a Museo dal Vivo. Corpi Erratici II
Il Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea aderisce alla Ventesima Giornata del Contemporaneo, la grande manifestazione promossa da AMACI – Associazione dei Musei d’Arte Contemporanea Italiani.
Sabato 12 ottobre, dalle ore 11.00 alle ore 18.00, il pubblico potrà visitare gratuitamente il Castello di Rivoli, la Collezione e le mostre in corso, oltre che partecipare alle numerose iniziative organizzate per celebrare la Giornata. In linea con il tema della Ventesima Giornata del Contemporaneo, ovvero l’accessibilità nella sua accezione più ampia, il Museo propone attività specifiche all’insegna della massima inclusione.
La Ventesima Giornata del Contemporaneo di AMACI si avvale del sostegno della Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura, della collaborazione della Direzione Generale per la Diplomazia Pubblica e Culturale del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, e del patrocinio di Rappresentanza in Italia della Commissione europea, Camera dei deputati, Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, UPI – Unione Province d’Italia, ANCI – Associazione Nazionale Comuni Italiani e ICOM Italia.
PROGRAMMA DELLA GIORNATA DEL CONTEMPORANEO
Ore 11.00, 14.00 e 16.00 – Visite guidate
Le visite alla Collezione e alle mostre saranno l’occasione per sensibilizzare il pubblico sul tema sensoriale, valorizzando il carattere sinestetico di una selezione di opere, tra interno ed esterno.
Ore 15.00–19.00 – Museo dal Vivo. Corpi Erratici II
Il programma Museo dal Vivo promuove forme di sperimentazione a cavallo tra discipline diverse attraverso giornate in cui le arti visive si mescolano con i vari linguaggi della contemporaneità, come il cinema, la danza e la musica. Il progetto esplora la duplice natura della parola ‘live’ (in italiano ‘dal vivo’ e ‘vivere’), evidenziando il legame indissolubile tra arte e partecipazione del pubblico all’interno degli spazi del Museo. Le attività proposte sono realizzate in collaborazione con artisti internazionali, presentati per la prima volta al Castello.
Ore 15.00–16.00
Giardino Manica Lunga
What it will take to flock the wings of freedom again?, performance partecipativa di Mohammad Al Faraj
Ore 15.30 – I segni dell’arte
Primo, secondo e terzo piano Castello
Percorso di visita alla Collezione e alle mostre temporanee aperto a tutti, persone sorde, sordocieche e udenti, a cura del Dipartimento Educazione in collaborazione con Istituto dei Sordi di Torino. Un viaggio alla scoperta del Museo con visita e workshop per le famiglie con traduzione LIS Lingua dei Segni Italiana. I segni per parlare d’arte saranno condivisi con le persone udenti, per vivere tutti insieme un momento di sensibilizzazione e conoscenza, in linea con il tema della XX Giornata del Contemporaneo: l’accessibilità della cultura, intesa anche come una grande opportunità di arricchimento reciproco.
Per informazioni e prenotazioni: educa@castellodirivoli.org / b.manzardo@castellodirivoli.org
Ore 16.10–17.00
Teatro Castello
The Site of Memory, proiezione del film di Ufuoma Essi con sonorizzazione dal vivo della partitura di Shamica Ruddock
Ore 16.00–18.00
Caffetteria
Aperitivo speciale con menù ideato dall’artista Moza Almatrooshi
Ore 16.00 – Museo dal Vivo / Collezione dal Vivo
Biglietto SPECIALE – € 10: visita Villa Cerruti + evento Museo dal Vivo
Nell’ambito di Museo dal Vivo, visita speciale alla Villa Cerruti a cura di Fabio Cafagna. La visita si concentrerà sulle molteplici rappresentazioni del Mediterraneo nei secoli, partendo dalla collezione di atlanti seicenteschi e settecenteschi di Francesco Federico Cerruti. La visita sarà anche un’opportunità per reinterpretare alcune opere della Collezione da una prospettiva alternativa, mettendo in luce i legami tra le regioni che si affacciano sul Mediterraneo.
Ore 17.00–18.00 – Clarenza Catullo presenta il libro Il Registrar. Professionista dell’arte
Sala 22, secondo piano Castello
L’incontro è dedicato alla presentazione di Il Registrar. Professionista dell’arte, prima guida teorico-pratica pubblicata da Nardini Editore (Firenze), dedicata a questa mansione professionale, da poco riconosciuta dal Ministero della Cultura e presente nella gran parte dei musei. L’incontro è moderato da Clarenza Catullo, già Registrar di importanti istituzioni culturali italiane. I relatori includono Gabriele Vigilante, uno dei cinque autori, oltre a Giuseppe Dardanello, Professore ordinario di Storia dell’arte moderna presso il Dipartimento di Studi storici dell’Università degli Studi di Torino, Sofia Biondi, Registrar del Castello di Rivoli, e Luisa Mensi, Restauratrice, che da anni collabora con il Castello e con molti artisti presenti in Collezione. L’incontro è parte dei programmi del CRRI – Centro di Ricerca del Castello di Rivoli, che nel 2018 e nel 2023 ha dedicato due workshop alla figura professionale del Registrar, entrambi coordinati da Clarenza Catullo.
Ore 18.00–19.00
Teatro Castello
Performance sonora BlackMed di Invernomuto
Gli eventi sono organizzati in occasione della Ventesima Giornata del Contemporaneo promossa da AMACI



Era l’uomo dei sogni, l’artista visionario che tutto il mondo conobbe con il nome di Walt Disney, il papà di Topolino e di tanti altri personaggi. Disney amava dire che “l’unico modo per iniziare a fare qualcosa è smettere di parlare e iniziare a fare”. Infaticabile, quarto dei cinque figli di Elias Disney e Flora Call, nato a Chicago ai primi di dicembre del 1901, agli albori del secolo breve applicò questa massima alle sue scelte. L’infanzia fu all’insegna dei trasferimenti con il duro lavoro nei campi del Missouri con il successivo approdo a Kansas City, dove aiutò il padre a consegnare i giornali per poi partecipare a sedici anni (falsificando la data di nascita sul passaporto) alla Grande Guerra come autista volontario di ambulanze della Croce Rossa statunitense in Francia. Al ritorno a Kansas City s’impegnò negli studi d’animazione, realizzando cortometraggi come Il Paese delle Meraviglie di Alice (Alice’s Wonderland). Disney nel 1923 partì alla volta della California con quaranta dollari in tasca, diventando in breve tempo imprenditore, produttore cinematografico, regista e animatore. Con Ubbe Ert Iwerks, bravissimo e straordinario disegnatore, iniziò i primi esperimenti e intuì che, se fosse riuscito a far muovere quei disegni inanimati, avrebbe rivoluzionato il mondo del disegno. Il nome di Walt Disney iniziò a farsi sempre più noto, ma ciò che lo rese davvero celebre, prima negli Stati Uniti e poi in tutto il mondo, fu la creazione delle piccole serie animate dove il protagonista era il coniglio Oswald. Il personaggio, inventato nel 1927, diventò ben presto un’icona e il suo creatore riuscì a costituire la prima azienda col suo nome: la Walt Disney Company. Narrano le leggende che tutto prese avvio durante un viaggio in treno quando Walt Disney iniziò a disegnare uno schizzo di Oswald, cercando di semplificarne i tratti. La modifica più evidente era quella delle orecchie, che da lunghe diventarono piatte e tonde, decisamente più simili a quelle di un topo. Da quegli schizzi prese forma Mortimer Mouse, il personaggio che mandò in pensione Oswald. Tuttavia la compagnia decise di cambiarne il nome in Mickey Mouse. Ecco quindi Topolino, protagonista del primo film animato sonoro Steamboat Willie, con il famoso topo alla guida di un battello a vapore fluviale. Il cortometraggio ottenne un successo planetario che crebbe a dismisura quando arrivarono anche gli altri protagonisti: Paperino, Pluto, la fidanzata Minnie, Pippo e tutti i personaggi che hanno accompagnato la nostra infanzia. “If you can dream it, you can do it”, amava ripetere Disney : ”se puoi sognarlo, puoi farlo”. Così nacque l’impero della fantasia e dell’immaginazione: non solo film e fumetti, parchi a tema e prodotti di consumo, ma anche media e spettacolo. Basti pensare al gruppo televisivo Disney-ABC, ai canali sportivi ESPN o agli studios d’animazione della Pixar. Già dal suo primo lungometraggio del 1937, Biancaneve e i sette nani (il primo film d’animazione prodotto in America, il primo ad essere stato prodotto completamente a colori), il mondo intero aveva intuito di aver a che fare con un genio sognatore. Non a caso, il giorno della sua scomparsa, l’allora governatore della California e futuro presidente degli Stati Uniti Ronald Reagan, in sette parole, diede voce al pensiero di tanti: “Da oggi il mondo è più povero”.






