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Spaccio, tre ragazzi arrestati al Parco Dora

Nel corso della nottata fra il 9 e 10 dicembre, nel quartiere “Parco Dora”, i Carabinieri della Sezione Operativa della Compagnia di Rivoli (TO) e della Stazione di Grugliasco (TO) hanno arrestato tre giovani di età compresa fra i venti e i ventidue anni, torinesi, gravemente indiziati dei reati di “detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti in concorso”.
I tre giovani avevano destato un atteggiamento sospetto tale da indurre i militari dell’Arma a seguirli in maniera defilata fino ad un controllo dell’autovettura sulla quale viaggiavano, culminato appunto nella zona del centro commerciale “Parco Dora”: nel corso della perquisizione del veicolo, i Carabinieri hanno recuperato e sequestrato 4 kg. di sostanza stupefacente di tipo “Hashish” suddivisa in 40 panetti da 100 grammi ciascuno; la successiva perquisizione domiciliare ha portato al sequestro di ulteriori 350 grammi della medesima sostanza.
Al termine delle operazioni, gli interessati sono stati tradotti presso le proprie abitazioni in regime di arresti domiciliari, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

Regione, nuovi interventi contro il dissesto idrogeologico

I fondi sono stanziati in sinergia con la Presidenza Del Consiglio dei Ministri e con il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica

La Regione Piemonte, in sinergia con la Presidenza del Consiglio dei Ministri e con il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, ha approvato la graduatoria per il finanziamento e la progettazione di dieci interventi volti a contrastare il dissesto idrogeologico, da proporre al Dipartimento Casa Italia. Il primo stanziamento, previsto dal Dpcm di marzo 2024, ammonta a 1.140.150 euro e finanzierà otto progettazioni nei comuni di Oulx (To), Tortona (Al), Chialamberto (To), Montalenghe (To), Borgosesia (Vc), Asti, Biella e Crevoladossola (Vb).

A Oulx, la sistemazione idraulica del torrente Dora Riparia mira a prevenire esondazioni e migliorare la sicurezza del territorio. A Tortona, gli interventi sul torrente Grue sono fondamentali per proteggere le aree circostanti da possibili alluvioni. A Chialamberto, sarà sistemato il rio Vassola tra il ponte di accesso alle borgate Ronco Bianco, Balmavenera e Pianardi e il ponte in località Case Michiardi. A Montalenghe, il ripristino della funzionalità idraulica di un piccolo invaso garantirà il funzionamento del canale demaniale di Caluso. A Borgosesia, gli interventi sull’argine sinistro del fiume Sesia in località Isola miglioreranno la protezione contro le inondazioni. Ad Asti, le opere sul torrente Versa ridurranno il rischio di esondazione nel centro abitato. A Biella, il miglioramento della funzionalità idraulica del torrente Cervo salvaguarderà le attività esistenti lungo il tratto urbano. A Crevoladossola, l’adeguamento arginale sul fiume Toce proteggerà le aree limitrofe.

Inoltre, il Ministero dell’Ambiente ha stanziato – sul Fondo progettazioni dal Dpcm del luglio 2016 –  438.342,20 euro per il 2024, destinati a due interventi di mitigazione del rischio nei comuni di Acceglio (Cn) per il rio Mollasco e Alessandria per il fiume Bormida.

L’assessore alla Difesa del suolo della Regione Piemonte, Marco Gabusi, sottolinea l’importanza di pianificare azioni di prevenzione con risorse regionali e fondi ministeriali. «Dobbiamo essere attenti – ha spiegato l’assessore Gabusi – a pianificare le azioni di riduzione del rischio con interventi di prevenzione. Ormai da anni lo stiamo facendo con risorse regionali ed attingendo come in questo caso a fondi ministeriali».

Iniziato il corso allievi polizia locale

Ha presso ufficialmente il via ad Alessandria il 96° Corso di Formazione regionale per allievi operatori di Polizia locale neoassunti. Il percorso, promosso dall’Assessorato alla Sicurezza e Polizia locale della Regione Piemonte e organizzato dal Corpo di Polizia locale di Alessandria, rappresenta un passaggio fondamentale per garantire competenze e professionalità ai nuovi agenti che opereranno sul territorio.

Previste 360 ore di lezione, 236 ore di materie teoriche e 124 ore di materie pratiche, tra le quali spiccano le tecniche operative, la difesa personale, il corretto utilizzo delle armi da fuoco, le nozioni di primo soccorso in situazioni di emergenza, queste ultime in collaborazione con la Croce Rossa Italiana.

“L’obiettivo è fornire agli agenti neoassunti tutte le competenze necessarie per affrontare con professionalità le sfide quotidiane del loro lavoro – ha dichiarato l’assessore regionale alla Sicurezza e Polizia locale Enrico Bussalino – La formazione continua è essenziale per garantire una Polizia locale di svolgere un ruolo cruciale per la sicurezza e l’ordine pubblico, all’altezza delle aspettative dei cittadini, agendo in stretta sinergia con le amministrazioni comunali e le forze dell’ordine statali”.

I partecipanti sono 42, provenienti da diverse province del Piemonte: 9 da Alessandria, 10 da Torino, 6 da Asti, 6 da Vercelli, 4 da Novara, 3 dal Verbano Cusio Ossola, 2 da Biella e 2 da Cuneo. Il corpo docente è composto da professionisti altamente qualificati. La formazione si concluderà con un esame finale il 4 marzo 2025, seguito il giorno successivo dalla cerimonia di consegna della placca di servizio, simbolo dell’impegno e della responsabilità che caratterizzeranno il servizio delle comunità locali.

A Torino la “Carovana della Prevenzione”

torna a Torino, sabato 14 dicembre, la “Carovana della Prevenzione” di Komen Italia che, grazie al sostegno di Procter & Gamble con l’iniziativa “Insieme siamo più forti”, erogherà visite ed esami diagnostici gratuiti per la prevenzione dei tumori del seno e della tiroide riservati a donne svantaggiate o non incluse, per età, nei programmi di screening della Regione, oltre a servizi farmaceutici, come la misurazione della pressione e della glicemia.

La tappa torinese si svolgerà in via Vincenzo Steffenone 25, presso una palazzina della parrocchia di San Giorgio Martire, nei pressi di una delle “Lavanderie di Papa Francesco” realizzate grazie al contributo di P&G con l’Elemosineria Apostolica e gestite dalla Comunità di Sant’Egidio, dove le persone più povere possono lavare e asciugare i propri indumenti e usufruire di docce per la pulizia personale.

Le “Lavanderie di Papa Francesco” e “Insieme siamo più forti”, con cui P&G dal 2021 a oggi ha contribuito a donare oltre 5.400 esami diagnostici gratuiti in 33 città con la Carovana della Prevenzione, fanno parte di “P&G per l’Italia”, il programma di cittadinanza d’impresa con cui l’azienda sta realizzando progetti di responsabilità sociale e ambientale in tutto il Paese .

Villaggio Leumann, da 150 anni

Lunedì 16 dicembre alle ore 11, presso il Polo del ‘900, si terrà la conferenza stampa e l’anteprima della mostra “Villaggio Leumann, da 150 anni passato e futuro si incontrano”. L’esposizione, aperta gratuitamente al pubblico dal 16 dicembre alle 18 fino all’11 gennaio 2025, metterà in luce la storia e il valore della borgata operaia in stile liberty industriale di Collegno.

La mostra presenta fotografie di Renzo Miglio, immagini d’epoca, documenti inediti tratti dal carteggio tra Leumann e Fenoglio, manifesti liberty e numerosi oggetti che testimoniano la vita e l’attività dell’opificio e del villaggio.

Durante la conferenza stampa, oltre a un’anteprima della mostra, sarà presentato il progetto V.O.C.A.LE – Villaggi Operai, Cultura ed Arte al Leumann, in partenza ad aprile 2025. Il progetto prevede lo sviluppo di un’App con itinerari tematici dedicati a arte, sostenibilità sociale, storia e territorio, e punta a creare una rete tra i villaggi operai europei.

Alla conferenza stampa interverranno:

  • Emiliano Paoletti, Direttore del Polo del ‘900
  • Alba Zanini, Presidente dell’Associazione Culturale Kòres
  • Fabrizia Rossi e Carla Federica Gütermann, Curatrici della mostra
  • Matteo Cavallone, Sindaco di Collegno
  • Clara Bertolo, Assessore alla Cultura della Città di Collegno
  • Renzo Miglio, Fotografo, con il Fotogruppo L’Incontro di Collegno

Cottolengo, aperto il Percorso storico 

 

Il taglio del nastro il 12 dicembre con il Vescovo Ausiliare

Mons. Giraudo e il Sindaco Stefano Lo Russo

 

Nel pomeriggio di giovedì 12 dicembre 2024 al Cottolengo di Torino è stato inaugurato il nuovo Percorso storico alle origini della Piccola Casa della Divina Provvidenza, che porta il titolo «L’Amore si fa Casa».

 

Alla presentazione e al taglio del nastro, accanto ai Superiori Generali della Piccola Casa Padre Carmine AriceMadre Elda Pezzuto e Fratel Giuseppe Visconti, insieme alla Famiglia Cottolenghina, sono intervenuti il Vescovo Ausiliare di Torino Mons. Alessandro Giraudo e il Sindaco della Città di Torino Stefano Lo Russo.

 

Si tratta di un itinerario di visita, aperto a tutti, nel primo nucleo della Piccola Casa in Borgo Dora che San Giuseppe Benedetto Cottolengo avviò il 27 aprile 1832, dopo che fu costretto a chiudere «l’Ospedaletto della Volta Rossa» in via Palazzo di Città a causa del colera che dilagava a Torino. Aprì dunque la Piccola Casa della Divina Provvidenza per ricoverare le persone malate che non trovavano accoglienza negli ospedali cittadini.

«Il percorso che inauguriamo oggi» – ha sottolineato Padre Arice nell’introdurre la presentazione – «parla del “carisma di fondazione” e del “carisma del fondatore”. Il carisma di fondazione è quello avuto dal Cottolengo, uomo straordinario, che ha dato vita alla Piccola Casa: un’opera fatta di Dio con molteplici dimensioni tra le quali c’è anche una Casa in cui ha concretizzato la sua ispirazione. Il “carisma del fondatore” è invece quello stile di vita evangelico che il Cottolengo ha vissuto e che ha trasmesso a chi lo ha seguito e che oggi noi condividiamo. Il percorso storico vuole dunque aiutarci a conoscere in modo più approfondito il Cottolengo nel suo “carisma di fondazione” per apprezzarlo, accoglierlo e costudirlo per una rinnovata fedeltà al carisma. Oggi non siamo chiamati a fare le stesse cose che ha fatto il santo Cottolengo ma ad avere lo stesso spirito nel fare le cose che la Provvidenza chi chiede».

 

La Superiora Generale delle Suore del Cottolengo Madre Elda Pezzuto ha auspicato che questo «luogo di memoria possa diventare il senso del nostro camminare oggi con speranza, facendo memoria dei gesti di cura, di lavoro, di casa e di famiglia che il santo qui ha messo in atto per chi ne aveva bisogno».

Il Superiore generale dei Fratelli Cottolenghini Fratel Giuseppe Visconti ha evidenziato come «il percorso storico trovi la sua ragion d’essere nella necessità di tutelare luoghi e oggetti che hanno un immediato e diretto rimando al carisma e al Santo Cottolengo. Per sapere dove andiamo è necessario conoscere da dove veniamo. Questo itinerario storico rappresenta anche un elemento valido per intendere lo stile e lo spirito con i quali il Santo viveva il carisma ricevuto».

 

Il Vescovo Ausiliare Mons. Giraudo ha portato il saluto della Chiesa torinese e del Cardinale Arcivescovo Roberto Repole: «Per me questa occasione significa sottolineare e vivere quel legame che in modo speciale unisce il Santo Cottolengo con la Chiesa di Torino; il Cottolengo è stato sacerdote di questa Diocesi e ha saputo accogliere la sfida del suo tempo spendendo la vita e il ministero in una nuova e speciale forma di carità. Lo sguardo rivolto al passato, che ritroviamo nel percorso storico, rimanda alla missione ricevuta di mettersi al servizio degli ultimi; da qui arriva l’invito a protendere al futuro accettando le sfide di questo nostro tempo nei luoghi e nelle forme in cui ancora oggi ci sono povertà e disuguaglianza».

 

Il Sindaco Stefano Lo Russo ha espresso la gratitudine della Città per il carisma donato dal Cottolengo, insieme al ringraziamento alle tante torinesi e ai tanti torinesi che prestano il loro servizio come volontari nell’opera cottolenghina: «Torino è sempre stata una città aperta, senza porte, allora come oggi c’è chi è pronto ad accogliere le persone che arrivano da lontano o che si trovano in difficoltà: la Piccola Casa continua a farlo tutti i giorni, da duecento anni. Sono onorato di essere il Sindaco di una città così piena di santità».

 

Padre Arice ha poi presentato il percorso di visita nelle sei stanze dove viene documentato lo sviluppo della Piccola Casa nei primi dieci anni di vita, dal 1832 al 1842, fino alla morte del fondatore (30 aprile 1842). Viene mostrata anche la crescita e la diffusione delle famiglie religiose fondate dal santo – Sacerdoti, Suore e Fratelli – e vengono ricordate alcune famiglie di Ospiti a cui l’opera cottolenghina offriva cure sanitarie, assistenza, istruzione e percorsi educativi. Nella «Porziuncola» della Piccola Casa in particolare si trovano i documenti originali con cui il Regno sabaudo, con il re Carlo Alberto, nel 1833 riconobbe ufficialmente la Piccola Casa, oltre alla croce da Cavaliere del Cottolengo e il quadro del santo realizzato dal fratello pittore.

 

Il percorso mostra anche la Piccola Casa come laboratorio di vita, di lavoro e di servizi con diverse foto e oggetti utilizzati nei luoghi di lavoro (lavanderia, forno, cucine, laboratorio di cucito…)

 

Infine, si trova la farmacia storica avviata dal santo per produrre in autonomia i medicinali di cui c’era bisogno nella Casa.

 

Il percorso storico viene ora inserito nel ricco itinerario di visita che la Piccola Casa riserva da tempo ai diversi gruppi di pellegrini e alle scuole che intendono conoscere l’opera cottolenghina.

 

Per prenotare le visite: e-mail veniteevedetecottolengo@gmail.com

 

Uccide la moglie malata di Alzheimer e si toglie la vita

Questa sera a Castellamonte un pensionato di 71 anni ha ucciso la moglie settantenne. Le ha sparato alla testa con la pistola che deteneva regolarmente e si è ucciso con la stessa arma. L’uomo soffriva di  depressione a causa della malattia della moglie, affetta da Alzheimer. La donna è stata trovata senza vita nel suo letto.

Disordini in piazza: lancio di pietre e uova contro la polizia

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Durante il  corteo studentesco a Torino in concomitanza con lo sciopero di oggi, davanti alla sede del Politecnico si sono verificati scontri tra manifestanti e forze dell’ordine. Gli studenti hanno lanciato uova e sassi contro il reparto mobile della polizia, che ha risposto utilizzando manganelli.

Un manifestante è stato fermato dagli agenti.

Il corteo, composto da diverse centinaia di partecipanti, si è avvicinato all’ingresso posteriore del Politecnico, tentando di spingere gli agenti contro il muro dell’edificio. La polizia ha reagito servendosi di scudi e manganelli per ristabilire una distanza di sicurezza. Poi i manifestanti si sono nuovamente avvicinati, chiedendo la liberazione di un compagno fermato.

Successivamente il corteo ha effettuato un blitz presso la sede della Rai in via Verdi. I manifestanti hanno rimosso la grata della porta d’ingresso del centro di produzione TV dedicato a Piero Angela, ma non sono riusciti ad accedere all’edificio, il cui ingresso era presidiato dai carabinieri in tenuta antisommossa.

Riapre al pubblico il Centro Storico Fiat: mostre, eventi e attività di studio

Ha riaperto al pubblico giovedì 12 dicembre il Centro Storico FIAT di via Chiabrera 20, in sinergia con il MAUTO di corso Unità d’Italia 40

 

Sarà il Museo Nazionale dell’Automobile a gestire la riapertura e il programma di eventi evia attività volti a rilanciare un luogo fondamentale per la storia dell’automobilismo e della Città di Torino, con l’obiettivo di restituire alla collettività il patrimonio che conserva. In seguito all’annuncio dato, a proposito dell’opening della mostra “125 volte FIAT. La modernità attraverso l’immaginario FIAT”, dell’accordo programmatico tra Stellantis e MAUTO per la gestione del Centro Storico FIAT, l’edificio di via Chiabrera 20, sede delle prime officine di produzione dell’azienda, ha riaperto le sue porte al pubblico a partire da giovedì 12 dicembre scorso. A questa prima apertura prenatalizia, pensata per i visitatori che vorranno scoprire questo luogo di riferimento per la storia dell’automobilismo durante le festività, seguirà nel mese di febbraio un’inaugurazione ufficiale alla presenza delle autorità. L’accordo prevede l’intervento del MAUTO nel rilancio del Centro Storico FIAT quale parte di un polo espositivo d’eccellenza per la Città di Torino. Tale obiettivo sarà perseguito attraverso l’attivazione di una strategia di promozione e sviluppo culturale della sede storica FIAT, dell’archivio e della collezione storica che conserva. Un programma di mostre, eventi e attività di studio e ricerca volti a intensificare il dialogo tra Università e centri di formazione, consentirà di coinvolgere un pubblico ampio, insieme alla strategia di marketing culturale già avviata dal Museo e finalizzata al racconto della storia dell’automobile e delle sfide future. Il Centro Storico FIAT ha sede in un edificio liberty che fu il primo ampliamento, nel 1907, delle officine di corso Dante, nelle quali nacque l’azienda. Fin dall’inizio è stato teatro di momenti importanti per la storia della FIAT, e ora ospita una collezione di cimeli, modellini e manifesti pubblicitari che coprono l’intera storia aziendale, oltre, ovviamente, alle automobili più significative della storia dell’azienda, dalla 3 ½ HP, la prima vettura prodotta dalla FIAT, alla Eldridge Mefistofele, del 1923, che con la sua silhouette slanciata e la sua mole possente, segna uno dei primi esempi di vettura da record. E poi il primo trattore, il FIAT 702, del 1919, autocarro 18 BL che motorizzò le truppe italiane nella prima guerra mondiale, la Littorina, protagonista del trasporto ferroviario a partire dagli anni Trenta, il Caccia G91, il velivolo disegnato da Giuseppe Gabrielli e adottato in seguito dalla NATO. Tra le automobili ricordiamo ancora la 525 SS , disegnata da Mario Revelli di Beaumont, il prototipo dell’utilitaria del Settecento. Nello stesso edificio è presente anche l’archivio aziendale consultabile su appuntamento. Oltre novemila documenti lineari e cartacei, 400 mila disegni tecnici, 5 mila tra volumi e riviste di automobilismo e storia industriale, più di 6 milioni di immagini, stampe, lastre e negativi, 200 ore di filmati storici. Di particolare interesse il fondo del progettista Dante Giacosa, il “papà” delle utilitarie che hanno motorizzato l’Italia. Nell’ottica di progettare eventi in collaborazione con il MAUTO, il Centro Storico FIAT ospiterà fino a domenica 4 maggio il progetto espositivo “Memorie e conflitti”, spin off della mostra “125 volte FIAT – La modernità attraverso l’immaginario FIAT”, allestita nel museo di Corso Unità d’Italia.

Il Centro Storico FIAT conserva più di 2 mila immagini e 300 faldoni di documenti e volantini lungo tutto il corso del Novecento. Parte di questo materiale è stato raccolto da chi aveva il compito di garantire la sicurezza aziendale: foto scattate da dietro le finestre degli uffici. Colpisce in particolare la collezione di volantini, unica nel suo genere. Giorno per giorno, attraverso i decenni i sorveglianti, con grande cura, hanno annotato e allegato tutti i volantini lanciati, distribuiti o fatti trovare dentro e fuori gli stabilimenti. Qualche volta, su questi volantini, vengono specificate date e ore esatte, quale porta di Mirafiori, quale bagno di operai e impiegati, quale striscione e in quale officina si potessero trovare.

Contributi sono giunti dall’Associazione Culturale Vera Nocentini, dalla Fondazione Studi Storici Gaetano Salvemini, dalla Fondazione Istituto Piemontese Antonio Gramsci, dal Gruppo Dirigenti Fiat e dall’ISMEL (Istituto per la Memoria e la Cultura del Lavoro dell’Impresa e dei Diritti Sociali). I visitatori potranno accedere al Centro Storico FIAT dal martedì alla domenica, dalle 10 alle 19, acquistando il biglietto online sul sito del MAUTO www.museoauto.com o presso le biglietterie dello stesso, in Corso Unità d’Italia 40 o presso il Centro Storico FIAT in via Chiabrera 20. Martedì 24 dicembre e martedì 31 dicembre orario dalle 10 alle 14, mercoledì 25 dicembre e mercoledì 1 gennaio orario dalle 14 alle 19.

 

Mara Martellotta

Confartigianato e Coldiretti, statuina Presepe a Monsignor Roberto Repole

Il nuovo personaggio del Presepe 2024 raffigura il tema della qualità del “Made in Italy”, che incarna la ricerca della materia prima, la cura delle produzioni, la certificazione e la tracciabilità dei prodotti, il riconoscimento di un valore aggiunto che l’artigianalità esprime.

Il simbolo del Made in Italy è stato consegnato oggi 13 dicembre da Confartigianato Torino insieme a Coldiretti all’Arcivescovo di Torino, Monsignor Roberto Repole.

L’iniziativa, inserita nel progetto pluriennale di Confartigianato nazionale, insieme a Coldiretti e a Symbola, intende valorizzare la tradizione del presepe con la consegna della statuina ai Vescovi delle Diocesi di tutto il Paese. Obiettivo è quello di aggiungere ogni anno al presepe figure che parlino del presente ma anche del futuro.

Il Presepe è una delle tradizioni che trasmette speranza e serenità anche nei momenti difficili che stiamo attraversando, è la “buona Novella” che diventa presente e significa rinascita, mettersi in cammino, stare vicini alle persone e al territorio, includere, è la famiglia. Nel 2020 la statuina rappresentava un’infermiera, nel 2021 un imprenditore digitale, nel 2022 una florovivaista, nel 2023, attraverso un maestro imprenditore e il suo apprendista, la trasmissione del saper fare attraverso le generazioni.

Il Presidente di Confartigianato Torino Dino De Santis spiega così il significato e i dettagli dell’iniziativa: “Artigianato significa Made in Italy. Abbiamo voluto mettere al centro del Presepe i valori del Made in Italy che si esprimono attraverso prodotti unici, belli, fatti a mano e rappresentano nel mondo la vetrina dell’eccellenza dell’Italia e del nostro territorio e una valida alternativa all’omologazione. La consegna della statuetta è anche un gesto volto a diffondere i valori del lavoro e dell’operosità degli artigiani, quale contributo per la rinascita di un umanesimo per l’economia”.

Per il presidente di Coldiretti Torino, Bruno Mecca Cici, la consegna della statuina al neo cardinale è un segnale di forte dialogo tra le forze vive e produttive e la Chiesa torinese. «Come agricoltori che si riconoscono in un’organizzazione dalle radici cristiane siamo consapevoli della forte responsabilità che abbiamo nella custodia quotidiana dell’ambiente che ci è stato consegnato dalle generazioni precedenti e della altrettanto forte responsabilità sociale che abbiamo nel nostro ruolo di produttori di cibo. I prodotti della terra che portiamo alla benedizione nelle nostre Giornate del Ringraziamento rappresentano proprio quel cibo Made in Italy che la statuina vuole comunicare. Il nostro cibo, il cibo naturale, prodotto dalle nostre mani (come recita la nostra “preghiera del contadino”) è l’essenza della nostra missione: nutrire le persone e nutrire il Pianeta».