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Accordo fiscale da 175 milioni tra gli Elkann e l’Agenzia delle Entrate

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I fratelli John, Lapo e Ginevra Elkann hanno siglato un accordo con l’Agenzia delle Entrate per chiudere il contenzioso fiscale legato all’eredità di Marella Agnelli, vedova di Gianni Agnelli. Il pagamento di 175 milioni di euro è avvenuto senza alcuna ammissione di colpa, con l’intento di porre fine a una vicenda definita “dolorosa” sul piano personale e familiare.

L’intesa, tuttavia, non chiude il fronte giudiziario: a Torino prosegue l’inchiesta penale per presunta frode fiscale e truffa ai danni dello Stato. Al centro delle indagini, la presunta residenza fittizia in Svizzera di Marella Agnelli, che avrebbe consentito l’elusione di imposte su beni di grande valore. Nel 2024 erano già stati sequestrati beni per oltre 74 milioni di euro, inclusi trust offshore, rendite e partecipazioni societarie.

Le indagini coinvolgono anche il commercialista Gianluca Ferrero e un notaio svizzero. La famiglia Elkann ha sempre respinto le accuse, sostenendo la correttezza delle dichiarazioni patrimoniali. Con il pagamento, John Elkann potrebbe ora accedere alla “messa alla prova”, misura alternativa al processo prevista per alcuni reati tributari.

FOTO CITTA’ DI TORINO

Furti e violenza sui treni: che fare?

Caro direttore, il Coordinamento Nazionale Docenti della Disciplina dei Diritti Umani esprime seria preoccupazione per i fatti avvenuti a bordo di un treno proveniente da Torino e giunto alla stazione di Milano Centrale, dove due minori – privi di documenti e dichiaratisi di nazionalità marocchina – sono stati arrestati per rapina impropria, in possesso di un coltello e altra refurtiva sottratta a un passeggero.

Pur nel massimo rispetto del lavoro delle forze dell’ordine e della magistratura minorile, riteniamo doveroso, da parte delle istituzioni educative e civili, avviare una riflessione critica e profonda su quanto accaduto. Non si tratta di un episodio isolato: è l’esito tangibile di una progressiva marginalizzazione educativa, sociale e culturale, che colpisce in particolare fasce fragili di popolazione minorile, spesso invisibili ai circuiti scolastici, sanitari e civili.

A 14 anni non si dovrebbe né conoscere né usare la violenza per sopravvivere. Se ciò accade, è l’intero sistema a dover interrogarsi sulle responsabilità diffuse, che spaziano dall’assenza di percorsi strutturati di inclusione fino alla mancanza di presìdi educativi sui territori ad alta complessità sociale.

Il CNDDU ritiene che la sicurezza non possa essere garantita solo da un rafforzamento delle misure repressive. Al contrario, è necessaria una strategia integrata di prevenzione, che includa:

  • una reale potenziamento dell’educazione alla legalità in tutte le scuole, come strumento di cittadinanza attiva e responsabilità individuale;

  • una mappatura dei minori fuoriusciti dal sistema scolastico e l’attivazione di percorsi di rientro formativo e monitoraggio educativo;

  • una forte sinergia tra istituzioni scolastiche, servizi sociali e autorità giudiziarie minorili, per garantire percorsi personalizzati di presa in carico e riabilitazione;

  • un investimento strutturale nei contesti a rischio, dove la scuola è spesso l’unico presidio pubblico di riferimento.

Criminalizzare tout court il disagio minorile, o peggio ancora associare automaticamente la devianza alla provenienza etnica o nazionale, non solo è culturalmente scorretto ma rischia di oscurare le vere cause alla radice del problema. Occorre affrontare questa complessa realtà in modo sistemico, attivando politiche pubbliche che mettano al centro la prevenzione, la cura educativa e il sostegno psicologico ai minori in condizione di vulnerabilità.

È imprescindibile riconoscere che la devianza minorile è spesso espressione di un disagio più profondo, che ha origini in storie personali di abbandono, esclusione sociale, traumi non elaborati e assenza di riferimenti adulti stabili. In tale contesto, la scuola può e deve giocare un ruolo fondamentale, ma non può essere lasciata sola. Servono reti integrate tra scuola, servizi sociali, consultori, educatori di strada e psicologi, capaci di costruire percorsi individualizzati che ricompongano legami, riattivino la motivazione all’apprendimento e offrano alternative concrete alla marginalità.

Il Coordinamento Nazionale Docenti della Disciplina dei Diritti Umani rinnova pertanto la propria disponibilità a collaborare con le istituzioni scolastiche, sanitarie e giudiziarie per promuovere progetti di educazione civica, accompagnamento psicologico e inclusione sociale rivolti ai minori a rischio, nella consapevolezza che ogni adolescente ha diritto non solo a un futuro libero dalla violenza, ma a una comunità adulta che non rinunci alla propria responsabilità educativa.

prof. Romano Pesavento

presidente CNDDU

Scontro sul raccordo Torino – Pinerolo: un morto carbonizzato

Incidente mortale nella notte sul raccordo autostradale Torino-Pinerolo, nel tratto compreso tra None e Piscina, in direzione Pinerolo. Verso le  4 del mattino, due veicoli si sono scontrati violentemente ed è scoppiato un incendio. Uno degli occupanti è morto carbonizzato nell’abitacolo e sono in corso le operazioni per identificarlo.

Proseguono le operazioni di recupero dei mezzi e la messa in sicurezza della carreggiata. Si  sono verificati congestionamenti del traffico. Sul posto con i soccorsi anche la Polizia Stradale.

Detenuti, formazione-lavoro: il ministro Nordio stanzia 2,6 milioni per il Piemonte

Il Ministro della Giustizia, Carlo Nordio stanzia oltre 2,6 milioni di euro per avviare percorsi di orientamento, formazione e housing sociale delle persone sottoposte a misura penale esterna o in uscita dagli istituti penitenziari, e attivare una rete per favorirne il reinserimento socio lavorativo.

L’Azione, costruita grazie alla stretta collaborazione  con il Presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e con il Vicepresidente Elena Chiorino, con la conduzione di Gabriella De Stradis, Direttore generale per il coordinamento delle politiche di coesione del Ministero, creerà un sistema integrato di interventi e nuove sinergie e collaborazioni sui territori.

Una parte delle risorse sarà impiegata per l’ampliamento e il miglioramento funzionale di spazi finalizzati allo svolgimento delle attività trattamentali di formazione e inclusione socio-lavorativa; altra per residenzialità assistita e temporanea, idonee a ospitare – per periodi di tempo limitati – i destinatari dei percorsi di reinserimento e formazione privi di soluzione abitativa, altrimenti impossibilitati a fruire di misure alternative o sanzioni sostitutive.

Il Progetto è finanziato nell’ambito del Progetto “Una Giustizia più Inclusiva: Inclusione socio-lavorativa delle persone sottoposte a misura penale anche attraverso la riqualificazione delle aree trattamentali” di cui il Ministero della Giustizia è Organismo Intermedio per il Piano Nazionale “Inclusione e lotta alla povertà 2021-2027”.

«Questo stanziamento conferma la volontà del Governo Meloni di investire concretamente in un sistema penitenziario che non sia solo luogo di detenzione, ma anche di reale riscatto sociale. Lavoro, formazione e inclusione abitativa sono i pilastri per ridare dignità e opportunità a chi ha sbagliato, ha espiato la pena; ma vuole ricostruirsi un futuro onesto. Ringrazio il Ministro Nordio per aver creduto in questa azione e la Regione Piemonte per la collaborazione fattiva: insieme costruiamo un modello di reinserimento che può fare scuola» ha dichiarato il Sottosegretario di Stato alla Giustizia Andrea Delmastro.

«La Regione Piemonte crede fermamente che la vera sicurezza passi anche dalla capacità di offrire opportunità di reinserimento sociale e lavorativo a chi ha pagato il proprio debito con la giustizia. Con questo progetto vogliamo dare strumenti concreti per ricominciare, puntando su formazione e orientamento. Ringrazio il Ministro Nordio e il Sottosegretario Delmastro per la sinergia istituzionale: solo facendo squadra possiamo dare risposte efficaci e restituire fiducia nel territorio» ha affermato Elena Chiorino, vicepresidente della Regione Piemonte.

Nuovi treni per collegare il Piemonte con Milano

Dal mese di dicembre, con l’orario invernale, ci saranno treni verso Milano ogni due ore da Asti, Alessandria e Novi Ligure e ogni 30 minuti da Tortona: sono queste le principali conseguenze del protocollo d’intesa che potenzia i collegamenti ferroviari tra Piemonte, Lombardia e Liguria.

A firmare il documento sono stati a Genova, nella sede della Regione Liguria, gli assessori regionali ai Trasporti Marco Gabusi (Piemonte), Franco Lucente (Lombardia) e Marco Scajola (Liguria).

Il protocollo, che avrà durata quinquennale, prevede l’istituzione di un gruppo di lavoro permanente con un rappresentante designato per ciascuna Regione e rappresenta il risultato di un lavoro sinergico avviato da alcuni mesi, in collaborazione con RFI, Trenitalia e Trenord, e che prevede una vera e propria rivoluzione dell’offerta ferroviaria:

* un collegamento ogni due ore, andata e ritorno, da Asti e Alessandria a Milano Centrale, con fermate unicamente a Tortona, Voghera e Pavia;

* collegamenti ogni due ore tra Novi Ligure e Milano Greco Pirelli;

* distribuzione giornaliera migliore e più ampia da Alessandria;

* un collegamento giornaliero ogni mezz’ora da Tortona a Milano Rogoredo.

Motociclista muore nello scontro con furgone

Un motociclista di 52 anni è morto in un incidente stradale avvenuto a Sovazza di Armeno, in provincia di Novara. I carabinieri della stazione di Orta San Giulio stanno verificando la dinamica dei fatti avvenuti lungo la provinciale 39 dove si sono scontrati una moto e un furgone.

 

Ecco il progetto esecutivo per recuperare 51 alloggi pubblici a Porta Palazzo

La Città di Torino, in stretta collaborazione con l’Agenzia Territoriale per la Casa del Piemonte Centrale (ATC) – su proposta della Vicesindaca Michela Favaro e dell’Assessore alle Politiche Abitative di Edilizia Pubblica Jacopo Rosatelli –  ha approvato il progetto esecutivo redatto da ATC per un significativo intervento di manutenzione straordinaria finalizzato al ripristino e al miglioramento di 51 alloggi di edilizia residenziale pubblica in disponibilità abitativa situati nella zona nord della città, nel quartiere Porta Palazzo.

L’iniziativa, parte del Programma Innovativo Nazionale per la Qualità dell’Abitare (PINQuA), rappresenta un investimento complessivo di 1.000.000 di euro, finanziato nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) – Next Generation EU. Questo progetto, noto come intervento ‘POP6’, è stato approvato in seguito alla rimodulazione della proposta progettuale ID 50 ‘Porta Palazzo’, confermata e sostenuta dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

L’intervento prevede una serie di lavori edili e impiantistici che mirano a recuperare le condizioni di abitabilità degli immobili, migliorando la qualità della vita degli assegnatari e rispettando i rigorosi criteri di sostenibilità ambientale, inclusione sociale e parità di genere previsti dalle linee guida del PNRR. Il progetto è stato redatto e validato dall’ATC, che, in qualità di soggetto attuatore di secondo livello, assicurerà anche la gestione degli appalti e la direzione dei lavori.

“Con l’avvio del recupero di 51 alloggi pubblici a Porta Palazzo, la Città di Torino compie un altro passo importante nel percorso di valorizzazione del patrimonio abitativo – ha affermato la Vicesindaca Michela Favaro –. L’edilizia residenziale pubblica rappresenta uno strumento fondamentale di coesione sociale: garantire alloggi dignitosi significa promuovere inclusione, pari opportunità e qualità della vita. Questo intervento, realizzato grazie ai fondi del PNRR e in collaborazione con ATC, non solo migliorerà le condizioni abitative di decine di famiglie, ma rafforzerà anche il tessuto urbano di un quartiere strategico per il futuro della città”.

“Con questo atto continua il nostro impegno concreto per migliorare la qualità degli alloggi pubblici destinati alle fasce sociali più in difficoltà – ha dichiarato l’Assessore alle Politiche Abitative di Edilizia Pubblica Jacopo Rosatelli -. Di fronte alla crisi abitativa che colpisce non solo la nostra città, le opportunità di piani come il Pinqua vanno colte e tradotte in realtà in un rapporto positivo ed efficace con ATC come ente gestore”.

I lavori dovranno concludersi entro il 15 febbraio 2026, in piena conformità con il cronoprogramma e i termini previsti dal programma PINQuA, assicurando così un rapido miglioramento dell’offerta abitativa pubblica torinese.

Motore in avaria, atterraggio di emergenza a Caselle

Atterraggio di emergenza a Caselle, questa mattina, dove un Airbus 320 di Volotea, partito da Dubrovnik, in Croazia, e diretto a Lione ha avuto un problema tecnico a un motore. Ormai  nei pressi di Torino il pilota ha chiesto di atterrare. L’aeromobile è così atterrato a Caselle alle 10.28.

File pedopornografici, un arresto a Torino

La Polizia di Stato ha arrestato in flagranza di reato, per il possesso di ingente quantitativo di materiale pedopornografico, un cinquantenne residente a Torino, dipendente di una ditta interinale operante nel settore delle pulizie.

Al soggetto, già destinatario di una prima attività di perquisizione delegata dalla Procura della Repubblica di Torino durante lo scorso anno, di seguito a un indagine condotta dal Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica di Torino, è stata contestata, oltre alla detenzione di circa 380 files realizzati mediante sfruttamento sessuale di minori, anche la realizzazione di spettacoli pedopornografici, emersa grazie alla puntuale attività di analisi forense dei dispositivi  sequestrati nel corso della prima perquisizione.

In particolare, l’uomo, nella ricerca di materiale illecito online, era riuscito ad inserirsi in una rete di chat a cui partecipavano ragazze minorenni di origine sudamericana e una giovane madre di un bambino in tenerissima età che, dietro il pagamento di somme di denaro, realizzavano contenuti multimediali a sfondo sessuale.

In ragione delle numerose evidenze probatorie emerse durante la perquisizione e di quelle precedentemente scaturite dall’attività di analisi dei dispositivi, l’Autorità Giudiziaria, a seguito della convalida dell’arresto, ha disposto la custodia cautelare in carcere.

Traffico intenso nel weekend, Anas: strade da bollino rosso

Nel secondo fine settimana di luglio lungo la rete stradale e autostradale di Anas (Gruppo Fs Italiane) è atteso traffico in costante aumento con spostamenti in crescita dai grandi centri urbani verso le località di villeggiatura, di mare al sud e di montagna a nord e verso i confini di Stato. Come nello scorso fine settimana le partenze si concentreranno nel pomeriggio e nelle prime ore della serata di oggi in cui è previsto bollino rosso e nel pomeriggio e nella serata di domenica per i rientri.

“Anas – ha dichiarato l’Amministratore delegato Claudio Andrea Gemme – è impegnata a semplificare la gestione del traffico che si intensificherà ancora di più nelle prossime settimane con l’ottimizzazione dei cantieri per completarli, ove possibile, prima dell’esodo estivo. Abbiamo potenziato i presìdi su tutto il territorio nazionale. L’obiettivo è dare agli utenti strade ancora più sicure e con migliori tempi di percorrenza“.  

Per consentire la fluidità del traffico, Anas garantirà presìdi di personale sull’intera rete stradale e autostradale, in particolar modo in corrispondenza dei cantieri inamovibili.

In Veneto, dopo le frane e il maltempo dei giorni scorsi, da mercoledì 9 luglio è stata riaperta al traffico la statale 51 “Di Alemagna” in località San Vito di Cadore (Belluno).Il transito è consentito da oggi, anticipato di un’ora, nella fascia oraria 6:00-20:00, di comune accordo tra Anas, Prefettura e Amministrazioni locali.

In Piemonte si transita a senso unico alternato nel nuovo tunnel di Tenda che ristabilisce una connessione più rapida tra la provincia di Cuneo, l’Imperiese e la Costa Azzurra. Nei giorni feriali le aperture sono previste nelle seguenti fasce orarie: dalle 06:00 alle 09:00; dalle 12:30 alle 14:30; dalle 18:00 alle 21:00. Durante i week end il tunnel è aperto dalle 06.00 alle 21.00.

Il 16/17 luglio è previsto un nuovo tavolo con i francesi per l’estensione dal 18 luglio dell’orario 06:00-21:00 per tutta l’estate.

Sempre in Piemonte, alle ore 17:00 di oggi, Anas riaprirà al transito la strada statale 21 “del Colle della Maddalena” tra Argentera (CN) e il confine di Stato.

Il tratto è stato chiuso nel pomeriggio di lunedì 30 giugno in seguito al distacco di sei colate di fango e detriti che hanno invaso la carreggiata a monte del Comune di Argentera. Avviati tempestivamente i sopralluoghi tecnici sui versanti – per escludere lo scivolamento di ulteriore materiale – e lo sgombero dei detriti dal piano viabile, gli interventi sono proseguiti nei giorni a seguire per consentire la riapertura al traffico del collegamento internazionale nel più breve tempo possibile.

Traffico intenso previsto nel Lazio in entrata e in uscita da Roma: le strade interessate sono il Grande Raccordo Anulare di Roma, la A91 “Roma – Fiumicino”, la SS 148 “Pontina” che insieme alla SS 7 “Appia” assicura i collegamenti tra Roma e le località turistiche del basso Lazio e le statali 1 “Aurelia” e 2 “Cassia” verso l’area nord e nord-est della regione e la Toscana.

Nel resto dell’Italia gli itinerari interessati sono, in direzione sud, le principali direttrici verso le località di villeggiatura, in particolare lungo le dorsali adriatica, tirrenica e jonica e lungo i valichi di confine in direzione di Francia, Slovenia e Croazia, lungo l’arco alpino, e in uscita dai centri urbani.

L’intensificazione della circolazione potrà riguardare i principali itinerari turistici: la A2 “Autostrada del Mediterraneo” che attraversa Campania, Basilicata e Calabria; le statali 106 “Jonica” e 18 “Tirrena Inferiore” in Calabria; la SS 131 “Carlo Felice” in Sardegna; l’Itinerario E45 (SS675 e SS3 bis) che interessa Umbria, Toscana, Emilia-Romagna e collega il nord est con il centro Italia; la direttrice SS16 “Adriatica” (Puglia, Molise, Abruzzo, Emilia-Romagna e Veneto).

Al nord i Raccordi Autostradali RA13 e RA14 in Friuli-Venezia Giulia verso i valichi di confine, la SS36 del Lago di Como e dello Spluga in Lombardia, la SS45 di Val Trebbia in Liguria, la SS26 della Valle D’Aosta, la SS309 Romea tra Emilia-Romagna e Veneto.

Il divieto di transito dei veicoli pesanti sarà in vigore sabato dalle ore 8 alle 16, e domenica dalle 7 alle 22.

La presenza su strada di Anas è di circa 2.500 risorse in turnazione, costituite da personale tecnico e di esercizio, oltre al personale delle Sale Operative Territoriali e della Sala Situazioni Nazionale che assicurano il monitoraggio del traffico in tempo reale h 24.