Entra nel vivo la stagione turistica in Val Chisone e volgono al termine i lavori finanziati con 2 milioni di fondi del PNRR sulla Strada Provinciale 23 nei pressi della frazione Duc di Pragelato. Si è trattato di un importante intervento di consolidamento del corpo stradale, che era stato interessato da movimenti franosi, in particolare in corrispondenza dei tornanti presenti nel tratto della SP 23 tra Pragelato e Sestriere Borgata.
Iniziati nell’aprile 2024, i lavori si sono sviluppati in tratto diffuso di circa 1,5 km e hanno comportato la realizzazione di opere strutturali di consolidamento della sede stradale, in particolare lungo la banchina di valle. A seconda delle criticità da affrontare, sono state realizzate paratìe di micropali o terre-armate, con la contestuale sostituzione delle barriere di protezione stradale fortemente ammalorate.
I lavori principali strutturali di consolidamento sono terminati il 30 giugno scorso e rimangono da completare i ripristini della pavimentazione stradale e altre opere minori, per le quali si prevede l’ultimazione entro il mese di luglio.
Nel mese di giugno sono inoltre iniziati lavori lungo un tratto di circa 800 metri della Provinciale 23 a partire dalla frazione Duc a Monte di Pragelato e lungo un tratto di circa 150 metri in corrispondenza dell’intersezione tra la SP 23 e la strada comunale che scende a Sestriere Borgata. Si tratta di interventi di manutenzione straordinaria delle barriere stradali esistenti, con la nuova costruzione o il ripristino dei cordoli porta barriera. Nei medesimi tratti è previsto il rifacimento della pavimentazione stradale. I lavori si protrarranno per 5 mesi e la spesa prevista è di 1.650.000 Euro.
Lunedì 14 luglio a Pragelato inizieranno inoltre le attività preliminari per l’allestimento del nuovo cantiere al km 84+940 della Provinciale 23 per la messa in sicurezza del ponticello ad arco in muratura sul rio Comberau, che attualmente rappresenta un punto di restringimento della strada. I lavori prevedono il prolungamento del ponte verso valle, con la realizzazione di una nuova porzione in cemento armato, collegata all’esistente. Sarà così possibile l’allargamento della sezione stradale, che al termine dei lavori sarà di 10,50 metri, comprensiva di due corsie e banchine laterali. La durata dei lavori prevista da cronoprogramma è di circa 4 mesi, con una spesa di 400.000 euro.
Sono stato in cordiali rapporti con Marella Agnelli che sapeva apprezzare la cultura, anche quella libera. Le vicende giudiziarie dei suoi eredi e la causa della figlia Margherita contro i suoi tre figli appaiono davvero una delle pagine più tristi della dinastia Agnelli. I tre eredi non avrebbero pagato la tassa di successione in Italia, sostenendo che Marella vivesse in Svizzera, cosa che risulterebbe non vera. Adesso “Il Fatto” rompe il silenzio ovattato, garantito alla famiglia Elkann da una stampa servile e omertosa. Non avrebbero versato al fisco italiano quanto dovuto (circa 175 milioni di euro), per evitare un processo o se esso fosse inevitabile per chiedere l’attivazione dell’istituto giuridico della messa alla prova, come per le marachelle del sindaco di Moncalieri rag. Montagna, tanto per avere un’idea. Una messa alla prova per estinguere il reato, senza ammettere di averlo compiuto, come precisa in modo asciutto un portavoce sconosciuto della famiglia, magari lavorando gratis in strutture ospedaliere, benefiche o culturali. Mi metto dalla parte degli operai Fiat senza lavoro e mi domando perché tanti riguardi verso tre personaggi che certo non sono benefattori dell’umanità. I diritti di tutti vanno tutelati, compresi quelli dei tre fratelli e di mamma Margherita. E’ chiaro che dopo questo versamento di soldi, le ragioni di Margherita sono in ascesa. In discesa precipitosa è invece la dignità di una famiglia che pure ha fatto per un certo periodo la storia di Torino sia pure passando dal giolittismo al fascismo, dalla Dc al partito repubblicano. Da anni ormai non è più torinese la Fiat e meno che mai quello che resta degli Agnelli, se si esclude Allegra, la vedova di Umberto Agnelli che si dedica a Candiolo. Il resto dell’intera famiglia ha scritto la parola fine ad una storia che solo i comunisti giudicavano totalmente indecente.