CRONACA- Pagina 1887

La giustizia a Torino ai tempi del Coronavirus

Per fornire ai lettori un quadro di sintesi della situazione attuale nelle aule di giustizia torinesi durante il periodo emergenziale in corso e per discutere delle prospettive prossime e future in questo importante e delicato settore, la redazione del Torinese ha interpellato l’avvocato Paolo Alberto Reineri, che si occupa prevalentemente di diritto civile e diritto amministrativo.

 

“Presso il Tribunale di Torino, come in quelli di tutta Italia – spiega l’avvocato torinese Paolo Alberto Reineri – hanno trovato ovviamente applicazione il rinvio delle udienze e la sospensione del decorso dei termini processuali decisi intorno a metà marzo dal Governo, a seguito dell’aggravamento dell’emergenza Covid in Italia.

 

Tuttavia, nelle ultime settimane, la situazione è in parte cambiata ed oggi risulta molto articolata.

 

Abbiamo fatto fatica anche noi avvocati a dipanare la matassa normativa, tra decreti legge, decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri, ordinanze regionali, provvedimenti dei presidenti di Tribunale, protocolli tra Consigli dell’Ordine e Uffici Giudiziari…”

 

“Un primo problema che è apparso subito evidente – spiega l’avvocato Paolo Alberto Reineri – è   stato quello della nostra mobilità, che si riflette sulla tutela dei clienti.

 

A livello nazionale, l’attività degli studi legali è tra quelle consentite (per codice AT.ECO.) dal D.P.C.M. del 22 marzo 2020, ma in alcune Regioni  come Lombardia e Piemonte  gli studi professionali sono stati chiusi (sino, per ora, al 3 maggio) con decreto del Presidente regionale. In Piemonte rimane consentito il cosiddetto “lavoro agile” mentre, presso lo studio, è possibile solo lo svolgimento delle attività urgenti. La valutazione dell’urgenza è rimessa all’avvocato ed è coperta da segreto professionale (così è specificato nei chiarimenti resi dalla Regione Piemonte). È però avvenuto che alcuni avvocati milanesi siano stati “multati” mentre si recavano in studio per ritirare fascicoli, come segnalato dal Presidente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Milano. Non conoscendo i casi in questione nello specifico, non posso esprimermi in maniera tranchant, ma è probabile che si tratti di verbali illegittimi”.

 

“Per quanto riguarda la sospensione dei termini processuali civili – prosegue l’avvocato Paolo Alberto Reineri – dopo quasi dieci giorni di incertezze interpretative, dovute all’ambigua formulazione del decreto legge n. 11/2020 dell’8 marzo, la sospensione dei termini è stata disposta dal decreto legge n. 18/2020 del 17 marzo scorso, salvo che per limitate materie aventi ad oggetto la tutela di diritti fondamentali della persona (ad esempio, ordini di protezione contro abusi familiari, convalida di espulsioni ecc.), la cui trattazione è stata considerata urgente dal legislatore. In ogni caso, in qualsiasi materia il giudice è tenuto a dichiarare l’urgenza se la sospensione può gravemente pregiudicare le parti del processo. La sospensione dei termini è stata, quindi, prorogata dal decreto legge n. 23/2020 fino all’11 maggio prossimo.

Tuttavia, sebbene le previsioni di legge riguardino l’intero territorio nazionale, per determinate attività non vi è stata e non vi è ancora piena uniformità applicativa. Molti Tribunali, d’intesa con i Consigli dell’Ordine degli Avvocati, hanno adottato dei protocolli; a Torino, ad esempio, è stato stabilito il divieto (salvo che per i pochi procedimenti non sospesi) di depositare atti sino all’11 maggio prossimo per i giudizi in Corte d’Appello e – a seconda del tipo di atto – sino al 19 aprile, 26 aprile o 3 maggio per i giudizi al Tribunale. Diversamente il Tribunale di Cuneo ha continuato ad accettare depositi di atti introduttivi di nuove cause. Tali difformità dipendono –  è stato detto – dall’impossibilità, per il personale, di “scaricare” i depositi lavorando da casa in modalità smartworking. A Torino non vi sarebbe sufficiente personale presso il Palagiustizia, anche in considerazione del numero di vertenze, sicché si è preferito vietare tout court i depositi. I tribunali più piccoli hanno, invece, minori difficoltà da questo punto di vista”.

 

“Le udienze civili – prosegue l’avvocato Reineri – non si terranno sino all’11 maggio prossimo (salvo quelle urgenti);

poi, almeno sino a fine giugno (ma potenzialmente anche oltre, fino alla fine della fase emergenziale), la gran parte delle udienze civili si terrà mediante scambio di note scritte (se si tratta di udienze che non richiedono la presenza di soggetti diversi dai difensori), oppure mediante collegamento da remoto tramite l’applicativo Microsoft Teams (se le udienze non richiedono la presenza di soggetti diversi dai difensori e dalle parti).

 

La sospensione dei termini nel processo amministrativo si è, invece, già conclusa il 15 aprile scorso, salvo che per la notificazione dei ricorsi (per questi ultimi la sospensione vige sino al 3 maggio prossimo . Tuttavia, le udienze nei giudizi amministrativi sono sostituite (sino a fine giugno) da brevi note che gli avvocati possono depositare fino a due giorni prima dell’udienza (che non è partecipata dai legali e dalle parti nemmeno da remoto). In questa fase i giudici del TAR decidono le cause previo collegamento tra loro in videoconferenza. Quanto, invece, ai termini di tutti i procedimenti amministrativi (quali, per esempio, le istanze di accesso ai documenti amministrativi, le pratiche edilizie, …), sono sospesi sino al 15 maggio prossimo”.

 

“Non mi occupo – spiega l’avvocato Paolo Alberto Reineri – se non marginalmente, di diritto penale e non posso, pertanto, esprimermi in merito con sufficiente competenza; è in atto, tuttavia, un acceso dibattito relativamente alla possibilità che una consistente parte delle udienze penali si tenga mediante collegamenti da remoto. Tale possibilità è stata prevista, sino (per ora) al 30 giugno, dalla legge di conversione del decreto legge n. 18/2020 (che è stata approvata dal Parlamento il 24 aprile ma non è ancora entrata in vigore).

Per alcuni l’udienza penale tramite collegamento da remoto è, in questa fase, necessaria e, comunque, rappresenta un elemento di importante innovazione; per altri (tra questi, le Camere penali) determina la violazione di alcuni principi (oralità e immediatezza su tutti), può ledere la privacy e – soprattutto –  limita la piena esplicazione del diritto di difesa, che si esercita anche osservando appieno il comportamento in aula delle parti e dei testimoni.

 

Il timore è che l’avvocato difensore possa essere messo in un angolo – relegato in un “quadratino” di Skype o Microsoft Teams – anche quando sarà terminata l’emergenza.

Considerando che nei processi penali è in gioco la libertà delle persone, vanno a mio avviso attentamente valutati tutti i pericoli di una smaterializzazione del giudizio”.

 

“A proposito di questioni che lambiscono il penale – aggiunge l’avvocato Paolo Alberto Reineri – ho ricevuto, insieme all’avvocato Daniele Labbate, mandato difensivo da un cliente a cui è stato notificato a metà aprile un DASPO (divieto di accesso a manifestazioni sportive), con obbligo di firma presso l’ufficio di polizia in occasione degli incontri sportivi. Poiché, in tal caso, la legge prevede che la memoria difensiva al GIP vada depositata entro 48 ore dalla notifica del DASPO (ed il relativo termine non è sospeso), sono stato costretto ad incontrare in studio il cliente per la sottoscrizione della procura, con tutte le complicazioni del caso. Questo è avvenuto in relazione a fatti dell’ottobre scorso e, soprattutto, in un momento in cui le competizioni sportive sono tutte sospese; occorrerebbe, forse, più ragionevolezza anche nelle prassi applicative, per scongiurare rischi di contagio quando possono essere evitati.

In generale, il quadro è estremamente composito, e comunque in evoluzione. Vi è il rischio che i prossimi mesi siano particolarmente caotici e che la “macchina della giustizia”, già precedentemente difettosa, possa gravemente sbandare.

A maggior ragione, noi avvocati dovremo essere in grado di essere un punto di riferimento per i cittadini, tutelando al meglio i loro diritti in un momento così difficile per tutti”.

Mara Martellotta

Mascherine lavabili distribuite dal 4 maggio. Ancora nuovi contagi e vittime

“Saranno lavabili i cinque milioni di mascherine che la Regione si appresta a distribuire gratuitamente ai cittadini piemontesi. Realizzate da aziende del territorio, potranno essere riutilizzate: un’iniziativa che fa del Piemonte la prima regione a dotare la cittadinanza di mascherine non monouso”

Lo ha annunciato l’assessore alla Protezione civile Marco Gabusi nel corso dell’informativa sull’approvvigionamento dei dispositivi di protezione e sulle caratteristiche delle mascherine acquistare dalla Regione, svolta nella seduta congiunta della prima e della quarta Commissione, presieduta da Carlo Riva Vercellotti e Alessandro Stecco.

Nel corso del proprio intervento l’assessore ha sottolineato che al momento le forniture di dispositivi sono sufficienti e che i camici, di cui un arrivo è previsto intorno al 5 maggio, sono al momento quelli di cui la regione ha maggior carenza.

Rispondendo a Paolo Ruzzola (Fi) e ad Andrea Cane (Lega) sui tempi della distribuzione delle mascherine l’assessore ha affermato che “i primi due milioni di mascherine saranno distribuite entro il 2 maggio e il resto a cavallo del weekend successivo. Oltre che per i cittadini, è prevista una fornitura per le aziende del trasporto pubblico, dal momento che con il passaggio alla fase 2 saranno obbligatorie sui mezzi pubblici”.

Alla domanda di Mauro Salizzoni, intervenuto per il Pd con Domenico RavettiDomenico RossiRaffaele GalloDaniele Valle e Diego Sarno, sulle modalità di distribuzione l’assessore ha dichiarato che “nella maggior parte dei casi avverrà porta a porta attraverso volontari incaricati dai Comuni. E, ove non sarà possibile, si procederà alla spedizione tramite Poste italiane”.

Sull’analisi dei dati sui contagi nelle Rsa, chiesta da Marco Grimaldi (Luv) l’assessore ha affermato che essa andrà fatta quando si disporrà di risultati definitivi a fine pandemia, soprattutto per affrontare eventuali nuovi focolai che potrebbero verificarsi nel corso della fase 2.

Sarah Disabato, intervenuta per il M5s con Ivano Martinetti, infine, ha suggerito all’assessore l’opportunità che la Regione prenda in considerazione la possibilità di mettere a disposizione dei cittadini mascherine dotate di copertura trasparente all’altezza della bocca per consentire ai sordomuti di leggere le labbra.

 

Il bollettino della Regione Piemonte delle ore 19 di lunedì 27 aprile

4.442 PAZIENTI GUARITI E 2.355 IN VIA DI GUARIGIONE
Oggi pomeriggio l’Unità di Crisi della Regione Piemonte ha comunicato che i pazienti virologicamente guariti, cioè risultati negativi ai due test di verifica al termine della malattia, sono 4.442 (187 in più di ieri): 417 (+33) in provincia di Alessandria, 166 (+10) in provincia di Asti, 218 (+19) in provincia di Biella, 483 (+16) in provincia di Cuneo, 369 (+10) in provincia di Novara, 2.246 (+86) in provincia di Torino, 228 (+7) in provincia di Vercelli, 257 (+5) nel Verbano-Cusio-Ossola, 58 (+1) provenienti da altre regioni.
Altri 2.355 sono “in via di guarigione”, ossia negativi al primo tampone di verifica dopo la malattia e in attesa dell’esito del secondo.

I DECESSI SALGONO COMPLESSIVAMENTE A 2.913
Sono 54 i decessi di persone positive al test del “Coronavirus Covid-19” comunicati nel pomeriggio dall’Unità di Crisi della Regione Piemonte, di cui 15 al momento registrati nella giornata di oggi (si ricorda che il dato di aggiornamento cumulativo comunicato giornalmente dall’Unità di crisi può comprendere anche decessi avvenuti nei giorni precedenti e solo successivamente accertati come decessi Covid).
Il totale è ora di 2.913 deceduti risultati positivi al virus, così suddivisi su base provinciale: 542 ad Alessandria, 152 ad Asti, 157 a Biella, 230 a Cuneo, 250 a Novara, 1.287 a Torino, 156 a Vercelli, 109 nel Verbano-Cusio-Ossola, 30 residenti fuori regione ma deceduti in Piemonte.

LA SITUAZIONE DEI CONTAGI
Sono 25.216 (+306 rispetto a ieri) le persone finora risultate positive al Covid-19 in Piemonte: 3.300 in provincia di Alessandria, 1.465 in provincia di Asti, 952 in provincia di Biella, 2.407 in provincia di Cuneo, 2.220 in provincia di Novara, 12.401 in provincia di Torino, 1.094 in provincia di Vercelli, 998 nel Verbano-Cusio-Ossola, 228 residenti fuori regione ma in carico alle strutture sanitarie piemontesi. I restanti 151 casi sono in fase di elaborazione e attribuzione territoriale.
I ricoverati in terapia intensiva sono 214 (-3 rispetto a ieri).
I ricoverati non in terapia intensiva sono 2.689 (- 138 rispetto a ieri)
Le persone in isolamento domiciliare sono 12.603
I tamponi diagnostici finora eseguiti sono 140.996, di cui 74.630 risultati negativi.

Legenda del bollettino allegato

E’ allegata al bollettino la tabella riassuntiva dei dati di oggi.
Per agevolarne la lettura, si riporta qui di seguito la legenda.
Totale test processati: sono tutti i test effettuati, compresi quelli ripetuti sulla stessa persona, ad esempio per accertare la guarigione virologica, e quelli processati ma in fase di refertazione
Totale casi negativi: sono le singole persone con una diagnosi negativa
Totale casi positivi: sono le singole persone con una diagnosi positiva
Legenda dei grafici allegati

Grafico 1. Riportate le positività Covid-19 in Piemonte per giorno di diagnosi fino al 26 aprile 2020. La parte di istogramma colorata in blu rappresenta il numero di casi positivi riscontrati nelle Residenze sanitarie assistenziali per anziani (pari al 30% del totale delle diagnosi del 26 aprile 2020).

Grafico 2. Nel grafico sono riportate le positività Covid-19 in Piemonte per giorno di diagnosi fino al 26 aprile 2020 esclusi i casi delle Residenze sanitarie assistenziali per anziani.

 

Il direttore del CAAT: “Ripristinato orario precedente”

Ci scrive il direttore del CAAT Gianluca Cornelio Meglio / Ripristino orario di contrattazione presso il Centro Agroalimentare di Torino (CAAT Scpa)

 

Il Direttore del Centro, nell’ambito delle facoltà ad Egli ascritte, ha disposto che, a far data dal 22 aprile 2020, gli orari di accesso al Centro per la categoria degli acquirenti fossero differiti alle ore 5 am facendo, altresì, slittare la chiusura delle contrattazioni alle ore 11 am.

Il provvedimento temporaneo ed emergenziale era volto a favorire una più netta separazione dei flussi dei conferenti merce che nella fascia oraria 1.30-4.30 si sovrapponevano a quelli degli acquirenti, incrementando i rischi interferenziali e di assembramento.

Il provvedimento è stato adottato a seguito di un’istruttoria tecnica che ha coinvolto tutte le categorie che operano all’interno del Centro.

Tale provvedimento era, infatti, volto a meglio tutelare tutte le categorie che fruiscono del Centro.

Nel corso della mattinata odierna si è svolta una manifestazione da parte degli Ambulanti/Acquirenti degenerata nel blocco del Centro Agroalimentare, comportando l’interruzione di un servizio di interesse generale.

Nonostante la presenza delle Forze dell’Ordine e della Digos abbiano evitato il trascendere ulteriore dei comportamenti, non è stato tuttavia possibile ripristinare il normale funzionamento del Centro.

Nonostante i tentativi di interlocuzione perpetrati, i manifestanti hanno reclamato il ripristino degli orari originari paventando, in assenza, la prosecuzione del blocco del Mercato con le conseguenze che ne sarebbero derivate anche in termini di approvvigionamenti.

Constatato quanto sopra, la Direzione ha ritenuto opportuno, anche in considerazione del periodo, ripristinare il precedente orario di contrattazione presso il Centro Agroalimentare di Torino.

Si esprime il rammarico per la mancata comprensione delle finalità del provvedimento che muoveva dall’esigenza di tutelare al meglio l’utenza del Centro.

 

Il Direttore del Centro

Gianluca Cornelio Meglio

Servizi di pulizia e sanificazione, arresti per corruzione

È in corso dalle prime ore di questa mattina una vasta operazione della Guardia di Finanza di Torino che sta eseguendo 3 ordinanze di custodia cautelare per corruzione legate all’aggiudicazione dei servizi di pulizie e sanificazione per l’emergenza “Coronavirus”.

Perquisizioni in corso a Torino, Venezia e Bari. L’operazione, denominata “LINDA”, è condotta dai Finanzieri del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria del capoluogo piemontese e coordinata dalla locale Procura della Repubblica.

Gli arresti, disposti dal G.I.P. del Tribunale di Torino, riguardano uno dei due soci di un’impresa di pulizie con sede a Bari, assegnataria di appalti nei confronti di numerosi enti pubblici sull’intero territorio nazionale nonché nell’area torinese; un’ex dipendente della stessa società, emissario per il pagamento di una presunta “mazzetta” e un dipendente di un’altra impresa di pulizia con sede in provincia di Torino, che aveva svolto il ruolo di mediatore.

La vicenda di quest’oggi è l’ulteriore sviluppo delle indagini che lo scorso marzo hanno visto i Finanzieri arrestare il Presidente della Commissione della gara regionale centralizzata per l’affidamento dei servizi di pulizia per enti della Regione Piemonte e la responsabile tecnica della stessa azienda pugliese.  

In tale circostanza erano anche stati sequestrati 8mila euro in contanti, suddivisi in 2 mazzette da 3 e 5mila euro posti in una scatola di cartone.

Le misure restrittive a loro carico sono state recentemente confermate anche dal Tribunale del Riesame di Torino, che ha disposto inoltre la sospensione dall’esercizio del pubblico ufficio per la durata di 1 anno, a carico del pubblico dipendente.

La prosecuzione delle indagini ha, come ricordato, permesso di raccogliere ulteriori elementi di colpevolezza nei confronti dei soggetti destinatari dei provvedimenti cautelari odierni, in quanto si chiarivano le rispettive responsabilità nella vicenda corruttiva per gli appalti di sanificazione legati all’emergenza COVID-19 e il tentativo di inquinamento probatorio in corso.

L’operazione della Guardia di Finanza ha visto coinvolte le province di Torino, Bari e Venezia, dove sono in corso numerose perquisizioni presso le varie sedi della società di pulizie pugliese, abitazioni private degli arrestati e studi di consulenti fiscali e aziendali.

L’attività costituisce un’ulteriore testimonianza della costante attenzione rivolta dalla Guardia di finanza alla lotta alla corruzione, che altera le regole della sana competizione tra imprese, danneggia gli onesti e fa aumentare i costi dei servizi pubblici, in un momento, tra l’altro, di particolare emergenza per il Paese.

Controlli della Polstrada sulla Torino-Milano

Proseguono i controlli della polizia stradale sull’autostrada A4 Torino-Milano

All’altezza dell’area di servizio di Novara Nord, per  scoraggiare chi volesse recarsi nelle zone montane o lacustri, o presso le seconde case, in violazione delle disposizioni anti coronavirus, gli agenti hanno chiuso l’autostrada con sei pattuglie, con uscita obbligatoria dei mezzi nell’area di servizio. Sono state  controllate una sessantina di persone, quattro di loro sanzionate perché in viaggio senza comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità o motivi di salute. Inoltre è stato  denunciato un cittadino colombiano che, pur essendosi messo in viaggio per fondati motivi di lavoro, si è rifiutato di esibire il proprio  permesso di soggiorno.

Dopo il 25 aprile negozi chiusi il primo maggio. Aperte edicole e farmacie

È stata  firmata dal presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio una ordinanza che prevede la chiusura di tutti gli esercizi commerciali nelle giornate del 25 aprile e 1° maggio, ad eccezione di farmacie, parafarmacie e di tutti gli esercizi dedicati alla vendita esclusiva di prodotti sanitari.

Aperte anche edicole benzinai, oltre alle aree di servizio sulla rete autostradale.

Restano consentite, inoltre, le consegne a domicilio per tutti i settori merceologici, eseguite nel rispetto delle regole di sicurezza.

Coronavirus: nuove vittime, 4255 pazienti guariti. Continuano a diminuire i ricoveri in terapia intensiva

Il bollettino della Regione Piemonte delle ore 18,30 di domenica 26 aprile

4255 PAZIENTI GUARITI E 2300 IN VIA DI GUARIGIONE

Oggi pomeriggio l’Unità di Crisi della Regione Piemonte ha comunicato che i pazienti virologicamente guariti, cioè risultati negativi ai due test di verifica al termine della malattia, sono 4255 (195 in più di ieri): 384 (+37) in provincia di Alessandria, 156 (+3) in provincia di Asti, 199 (+13) in provincia di Biella, 467 (+11) in provincia di Cuneo, 359 (+10) in provincia di Novara, 2160 (+102) in provincia di Torino, 221 (+15) in provincia di Vercelli, 252 (+2) nel Verbano-Cusio-Ossola, 57 (+2) provenienti da altre regioni.

Altri 2300 sono “in via di guarigione”, ossia negativi al primo tampone di verifica dopo la malattia e in attesa dell’esito del secondo.

I DECESSI SALGONO COMPLESSIVAMENTE A 2859

Sono 56 i decessi di persone positive al test del “Coronavirus Covid-19” comunicati nel pomeriggio dall’Unità di Crisi della Regione Piemonte, di cui 7 al momento registrati nella giornata di oggi (si ricorda che il dato di aggiornamento cumulativo comunicato giornalmente dall’Unità di crisi può comprendere anche decessi avvenuti nei giorni precedenti e solo successivamente accertati come decessi Covid).

Il totale è ora di 2859 deceduti risultati positivi al virus, così suddivisi su base provinciale: 533 ad Alessandria, 147 ad Asti, 155 a Biella, 226 a Cuneo, 248 a Novara, 1.258 a Torino, 154 a Vercelli, 108 nel Verbano-Cusio-Ossola, 30 residenti fuori regione ma deceduti in Piemonte.

LA SITUAZIONE DEI CONTAGI

Sono 24.910 (+361 rispetto a ieri) le persone finora risultate positive al Covid-19 in Piemonte: 3.218 in provincia di Alessandria, 1.442 in provincia di Asti, 946 in provincia di Biella, 2.394 in provincia di Cuneo, 2.213 in provincia di Novara, 12.235 in provincia di Torino, 1.091 in provincia di Vercelli, 992 nel Verbano-Cusio-Ossola, 226 residenti fuori regione ma in carico alle strutture sanitarie piemontesi. I restanti 153 casi sono in fase di elaborazione e attribuzione territoriale.

I ricoverati in terapia intensiva sono 217 (-20 rispetto a ieri).

I ricoverati non in terapia intensiva sono 2.827 (-16 rispetto a ieri)

Le persone in isolamento domiciliare sono 12.452

I tamponi diagnostici finora eseguiti sono 137.069, di cui 72.642 risultati negativi.

La burocrazia stoppa il caffè di Vergnano a domicilio

Ad annunciarlo su Facebook è la stessa ditta Vergnano: “Il nostro servizio di consegna della colazione a domicilio è sospeso per volontà delle autorità della città di Torino.

Ai nostri Baristi: speriamo di essere riusciti a trasmettervi passione e forza per rialzare la testa e ripartire. Perché chi sceglie Caffè Vergnano, non molla. E cari tutti, non molliamo neanche noi. Perché nessuno può fermare le grandi idee.”

L’apecar del noto brand torinese del caffè, che stava riscontrando grande successo in questi giorni, portando caffè e brioches in tutte le circoscrizioni cittadine sarebbe stato bloccato a causa di una licenza incompleta. D’accordo che siamo in emergenza sanitaria, ma timbri, scartoffie e pastoie di ogni genere la fanno sempre franca a dispetto del buon senso e di un minimo di elasticità.

Coronavirus, morti due fratelli a distanza di pochi giorni

Dal Piemonte / A Casale Monferrato è morto Gian Luca Foglia, imprenditore edile, del 1959. Quattro giorni prima anche suo fratello, Michele, più giovane di lui, 54 anni, era mancato per il Covid 19: la più giovane vittima del virus nella capitale monferrina. 

“Un destino crudele quello che lega i due fratelli molto conosciuti a Casale e in Monferrato”, scrive il bisettimanale locale Il Monferrato.

A Casale abita anche un terzo fratello, Maurizio.

 

(foto archivio)

Tenta di rubare 40 chili di acciaio trainandoli con la mountain bike

L’uomo si era introdotto in un cantiere

Nei giorni scorsi  un cittadino romeno di 34 anni è stato arrestato dagli agenti della Polizia di Stato.
Nel pomeriggio l’uomo, dopo aver danneggiato la recinzione, si introduce nel cantiere di un impresa edile in
corso Toscana e sottrae circa 40 kg di acciaio inox, caricandoli poi su un carretto trainato da una mountain
bike. L’inquilino di uno stabile accanto assiste alla scena e avvisa il proprietario della ditta che, a sua volta,
allerta immediatamente le forze dell’ordine. Nel frattempo il titolare ed una pattuglia della Squadra Volante
raggiungono il cantiere. Il trentaquattrenne viene trovato appena fuori il cantiere, intento a spingere il
carretto . Restituito il materiale trafugato, il cittadino romeno viene arrestato per furto e sanzionato per
violato le normative atte al contenimento del rischio epidemiologico.