“Giorno dell’Unità nazionale e Giornata delle Forze Armate”

Torino, 4 novembre 2020. Nel cortile della caserma Monte Grappa, sita in corso IV Novembre, 3 a Torino, sede della Brigata alpina “Taurinense”, in una giornata uggiosa, si sono ritrovate le più alte Autorità civili e militari della città per celebrare la commemorazione del giorno dell’Unita Nazionale e giornata delle Forze Armate. A causa del perdurare dell’emergenza sanitaria, quest’anno, la commemorazione si è svolta con una cerimonia sobria, rispettosa e non aperta al pubblico.
Alla presenza del Comandante del Comando per la Formazione e Scuola di Applicazione dell’Esercito, Generale di Divisione Salvatore CUOCI, del Comandante della Brigata alpina “Taurinense”, Generale di Brigata Davide SCALABRIN, della Sindaca di Torino, Chiara APPENDINO, dell’Assessore Maurizio MARRONE in rappresentanza del Presidente Alberto Cirio e delle altre autorità civili e militari della città, la cerimonia dell’alzabandiera, che rinnova l’incontro tra il Paese e le Forze Armate, e la deposizione di corone d’alloro al monumento dedicato ai Caduti si sono svolte esclusivamente in forma statica e nel pieno rispetto delle norme per il contenimento del contagio da Covid-19.
Nel corso della cerimonia è stato letto il messaggio del Presidente della Repubblica, Sergio MATTARELLA, il quale ha voluto ricordare ed onorare il sacrificio di tanti giovani che, uniti sotto il Tricolore, sacrificarono la loro vita nel corso della 1^ Guerra Mondiale per un’Italia libera e dare il giusto riconoscimento agli uomini e donne delle Forze Armate di oggi per la prontezza e professionalità che le contraddistingue dimostrandosi, ancora una volta, risorsa preziosa e insostituibile per fronteggiare ogni tipo di emergenza, in sinergia con le altre articolazioni dello Stato, dal contributo alla sicurezza, in Patria e all’estero, all’emergenza sanitaria ancora in corso.
Infine, non sono state svolte le consuete manifestazioni celebrative/espositive denominate “Caserme Aperte” e “Caserme in Piazza”, nonché le iniziative all’interno degli istituti scolastici.
Tuttavia sono tanti i comuni della cintura torinese che faranno qualcosa per ricordare una delle poche date della nostra storia meritevoli di essere ricordate e celebrate. Certamente il COVID costringe a limitare e contenere la partecipazione perché i livelli di guardia raggiunti non consentono assembramenti o almeno li sconsigliano. La manifestazione nefasta di piazza Castello degenerata in violenze inaudite e quella tranquilla di piazza Vittorio si sono fatte, malgrado il divieto di assembramento. Scegliendo una piazza di grandi dimensioni tutto resta possibile purché sia mantenuto il distanziamento sociale. Se fosse per il 25 aprile tutte queste restrizioni quasi sicuramente non ci sarebbero state. Il IV novembre e’ estraneo a chi ci governa e dobbiamo esserne orgogliosi. Loro la storia non la conoscono. Ma oggi non dobbiamo discutere e dobbiamo con disciplina obbedire. Così ci hanno insegnato i soldati della Grande Guerra caduti per l’ Italia. Così ci hanno insegnato i nostri nonni che hanno combattuto nelle trincee del Piave e che oggi nessuno più ricorda. Il 4 novembre 1918 si è compiuto il sogno del Risorgimento con Trento e Trieste italiane. Ma questi signori stanno disfacendo l’Italia. Non ci vorrebbe molto per leggere il bollettino della Vittoria del generale Diaz e non certi messaggi di circostanza che non dicono nulla e sono pieni di parole melensi , anzi eunuche, come diceva il Baretti, parlando dell’ Arcadia. Ma l’idea migliore l’ha avuta il Comune di Cavour, invitando i cittadini ad esporre il Tricolore. Il Tricolore non crea assembramenti ,ma esprime dei sentimenti veri. Io quando vedo un Tricolore garrire al vento sento i brividi di quando eravamo soldati e portavo le stellette E’ un gesto che rivela patriottismo e senso della storia ,cose molto distanti dall’Italia dello sfascio di oggi che non sa trovare valori nazionali che unifichino un paese allo stremo. Oggi esporre il tricolore ha un senso ben diverso dalla primavera scorsa quando le movide e gli aperitivi si combinavano con le bandiere e le canzoni di Modugno. Il Tricolore del IV novembre è quello che sventolò a Trieste sulla Torre di San Giusto e diede orgoglio di grande Nazione all’Italia. Non dimentichiamolo mai.