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Volpiano, in piazza Italia il punto raccolta delle bottiglie di plastica

Operativo da martedì 2 marzo, previsti sconti sulla Tari in base alle quantità conferite

Da martedì 2 marzo, in piazza Italia a Volpiano, entra in funzione il nuovo ecocompattatore per la raccolta e il riciclo delle bottiglie in plastica (PET) a uso alimentare, grazie alla collaborazione tra ComuneCoripet (consorzio autonomo di settore, senza fini di lucro), Consorzio di Bacino 16 e Seta spa, la concessionaria del servizio di raccolta e smaltimento di rifiuti. Per accedere al servizio è necessario utilizzare la App Coripet (per Android e IOS), da scaricare sul proprio cellulare, oppure la card (da ritirare allo sportello di via Trento 135, aperto ogni martedì dalle 10 alle 12 fino al 27 aprile, facendo richiesta all’indirizzo e-mail tecnico@consorziobacino16.it).

L’iniziativa, denominata «bottle to bottle», consente ai cittadini di ottenere sconti sulla Tari (la tassa rifiuti); ogni 1.000 punti accumulati, infatti, pari a mille bottiglie conferite, si ha diritto a uno sconto sulla Tari pari a 10 euro, e la riduzione massima è di 30 euro per ciascun anno. Inoltre, i due utenti che raggiungono il maggior numero di punti hanno diritto all’esenzione della Tari per l’anno di competenza.

Commenta Andrea Cisotto, vicesindaco di Volpiano con delega all’Ambiente: «È cambiata la società che gestisce questo servizio e abbiamo installato un nuovo macchinario che svolge anche la funzione di compattatore, per stoccare una quantità maggiore di materiale. Rispetto a prima, il nuovo sistema raccoglie PET puro da bottiglie di plastica, e non da qualsiasi contenitore, affinché sia più semplice riciclarlo per realizzare altre bottiglie. Rimangono gli incentivi per i cittadini, in termini di sconto sulla tassa rifiuti, e stiamo pensando di installare un secondo macchinario a Volpiano, per avere una copertura più ampia del territorio, anche in considerazione della grande sensibilità riscontrata su questa iniziativa».

Afferma Corrado Dentis, presidente Coripet: «Attivare un numero sempre maggiore di collaborazioni con il territorio, coinvolgendo la cittadinanza in modo responsabile e premiante, rendendola parte attiva di un processo volto anche al miglioramento del contesto ambientale della collettività, sono le chiavi di lettura che intendiamo utilizzare per raggiungere gli obiettivi che il legislatore ci impone. Siamo soddisfatti dell’intesa raggiunta anche a Volpiano, proprio perché pensiamo che vada nella direzione che ho appena esposto».

Il presidente del Consorzio di Bacino 16 Anteo Massone precisa che «il potenziamento della raccolta differenziata della plastica costituisce un precipuo obiettivo del Consorzio che, forte della positiva esperienza di Settimo e Volpiano, verrà esteso ad un sempre maggiore numeri di Comuni del Bacino, nell’ottica di fornire al cittadino un servizio sempre migliore e sempre più sostenibile».

In proposito, Massimo Bergamini, presidente Seta Spa, aggiunge: «L’attività di carattere sperimentale condotta negli anni precedenti ha consentito la raccolta di circa 40 tonnellate di materiale plastico registrando, di anno in anno, un incremento esponenziale nel numero dei cittadini che hanno aderito all’iniziativa. Con queste nuove installazioni il servizio si consolida migliorando in efficienza ed estetica». 

Accoglienza dei nuovi nati, Candia primo comune

Il 21 Marzo 2021, primo giorno di primavera sarà un giorno simbolicamente e concretamente importante per l’accoglienza dei nuovi nati nelle comunità locali. Infatti nell’ambito del progetto nazionale di Costruiamo Gentilezza (www.costruiamogentilezza.org) che ha come obiettivo accrescere il benessere delle comunità mettendo al centro i bambini, tale data è stata scelta per festeggiare la Giornata Nazionale della Gentilezza ai Nuovi Nati, un’occasione per tutti i Comuni Italiani per dare il proprio benvenuto istituzionale a tutti i bambini nati nel 2020.

“In un momento complesso come quello che stiamo vivendo “dare il benvenuto al nostro futuro” attraverso la Giornata Nazionale della Gentilezza ai Nuovi Nati ha lo scopo di alimentare il desiderio di rinascita, la forza della resilienza della comunità e i sentimenti di speranza di cui il presente di tutti i cittadini ha bisogno per ripartire” spiegano dall’Associazione Cor et Amor che ha sede nell’eporediese TO, coordina l’attuazione del Progetto Nazionale.

Durante la giornata ogni amministrazione comunale proporrà un cerimoniale, scritto con un linguaggio child friendly, univoco per tutti i Comuni partecipanti, a cui ciascuno potrà aggiungere una buona pratica di gentilezza rivolta ai nuovi nati ed alle loro famiglie. Inoltre la Giornata Nazionale della Gentilezza ai Nuovi Nati ha come simbolo la chiave, una chiave molto speciale, la chiave della gentilezza della città, con cui i nuovi nati vengono accolti simbolicamente nella comunità.

Candia Canavese , su iniziativa del sindaco Mario Mottino e  proposta  dell’Assessore alla Gentilezza  Chiara Mazza  è stato il primo comune del Piemonte ad aderire. Gli stessi Amministratori Comunali riconoscono con le loro parole l’importanza di questa Giornata: “offrire un momento di accoglienza “ufficiale” per poter far capire alle famiglie la nostra vicinanza e supporto come istituzione.” Per tale occasione, come buona pratica di gentilezza verso gli 8  nati  nel Comune nel 2020 e le loro  famiglie sarà pubblicata  sulla pagina facebook Comunale  la registrazione della cerimonia officiata via web. La stessa Amministrazione Comunale ha realizzato, con disponibilità, la simulazione e la registrazione del cerimoniale della consegna della chiave della gentilezza, il video viene ora condiviso come esempio con tutte le amministrazioni Comunali italiane che stanno aderendo alla Giornata Nazionale della Gentilezza ai Nuovi Nati.  Per i Comuni interessati, c’è tempo sino al 10 Marzo per aderire.

Per i Comuni interessati, c’è tempo sino al 10 Marzo per aderire.

Bike sharing… a costo zero

I fatti accaduti la settimana scorsa

Sono circa le 5 del mattino in via Breglio quando una pattuglia della Squadra Volante nota un uomo, cittadino marocchino di 32 anni, a bordo di una bicicletta a noleggio. Il trentaduenne, alla vista degli agenti, accelera sensibilmente la pedalata. Gli operatori, insospettiti, lo controllano. Il velocipede in uso allo straniero presenta, sul telaio posteriore, il codice identificativo comune a tutti i mezzi a noleggio, mentre il “lock”, che ne determina l’utilizzo, risulta danneggiato, rendendo così inutilizzabile il sistema di bloccaggio. Ad avvalorare la tesi che la bici sia provento di attività illecita, è la totale mancanza di smartphone in uso al marocchino. Contattato il responsabile della società di bike sharing, questi comunica ai poliziotti di aver perso traccia del mezzo intorno a metà gennaio, in quanto non risultava più essere noleggiato da alcun cliente, ma che nell’ultima settimana era stato appurato che la bicicletta, del valore di oltre 800 euro, si “muoveva” liberamente per la città, cambiando rapidamente posizione così da impedire ai dipendenti della ditta il rintraccio.

Il reo, irregolare sul territorio nazionale, è stato arrestato per ricettazione.

Identificati i responsabili dell’aggressione ai rider

Nel primo pomeriggio di sabato, in un’affollata Piazza Castello, alcuni rider sono stati aggrediti da un gruppo di giovani.

La scena è stata notata dai ragazzi che per conto dell’Associazione Familiari e Vittime della Strada Onlus stanno svolgendo i lavori di pubblica utilità ai fini della messa alla prova in qualità di assistenti pedonali in collaborazione con il Corpo di Polizia Municipale di Torino.

Gli assistenti erano appena arrivati sul posto per prendere servizio sugli attraversamenti pedonali loro assegnati dagli agenti del Comando Territoriale Centro-Crocetta quando hanno notato il parapiglia. In applicazione di quanto appreso durante il corso di formazione tenuto dalla Polizia Municipale, gli ‘assistenti pedonali’ hanno prontamente avvertito il loro referente che ha allertato la Centrale Operativa permettendo ai Carabinieri intervenuti sul posto di individuare i responsabili.

Gli stessi hanno successivamente completato il proprio dovere civico offrendo ai militari la loro testimonianza, consentendo in tal modo l’agevolazione delle indagini.

Fiero dei nostri ragazzi – è stato il commento a caldo del Presidente Giacinto Picozza – che hanno dimostrato un gran senso civico, segno che il percorso di rieducazione intrapreso con la messa alla prova sta dando ottimi frutti. Inoltre, l’episodio ci permette anche di sottolineare come la figura dell’assistente pedonale non esaurisca la sua funzione nel solo ‘attraversamento sicuro’ dei pedoni ma possa essere di ausilio alle forze dell’ordine su più fronti”.

Un’ulteriore conferma, se mai ce ne fosse stato bisogno, dell’importanza e dell’utilità di questo progetto di rieducazione civica e di pubblica utilità ad ampio spettro, non solo di sicurezza stradale, che alimenta il senso di responsabilità e il rispetto della legalità collettiva”,  ha commentato il Comandante Emiliano Bezzon.

 

Autoriparazione abusiva: migliaia di litri di gasolio senza certificati

La scorsa settimana, a seguito di un esposto presentato da due cittadini che segnalavano una serie di inadempienze relative allo smaltimento di rifiuti e di un’attività di autoriparazioni abusiva da parte di una società di trasporti su un piazzale in strada della Pellerina, sede sociale della stessa Società segnalata, il Reparto Specialistico della Polizia Commerciale della Polizia Municipale ha effettuato un sopralluogo ispettivo per verificare la veridicità di quanto denunciato.

Giunti sul posto, in una zona della città fuori poco frequentata, i ‘civich’ si sono trovati di fronte a uno scenario inaspettato, una vera e propria discarica a cielo aperto. Su un’area di circa 9.000 metri quadri, in parte cosparsa di rottami di parti meccaniche, copertoni, pezzi di carrozzerie di autovetture e camion e di numerosi altri rifiuti di ogni genere, gli agenti della Municipale, oltre all’attività di autotrasporto, hanno rilevato che era in atto anche un’attività di autoriparazioni, rivelatasi abusiva a seguito di successivi accertamenti.

A preoccupare i ‘civich’ è stata la presenza sul piazzale di due grandi cisterne piene di gasolio contenenti fino a 9.000 litri di combustibile, prive delle previste certificazioni di prevenzione incendi e della SCIA. Gli agenti, valutato il potenziale pericolo, hanno quindi richiesto l’intervento dei Vigili del Fuoco che sono giunti immediatamente sul posto, procedendo alle verifiche del caso e all’accertamento sanzionatorio.

Le aree destinate a deposito rifiuti, comprese anche le due cisterne di gasolio e tutto ciò che era depositato su di esse, sono state poste sotto sequestro giudiziario e l’amministratore unico della Società responsabile del fatto, un uomo di nazionalità marocchina, è stato deferito all’Autorità Giudiziaria per attività di gestione di rifiuti non autorizzata, in violazione dell’art. 256 lettera a-b D. L .vo 152/06.

L’area dove invece veniva svolta l’attività di autoriparazione, circa 200 metri quadri di superficie, è stata invece posta sotto sequestro amministrativo e l’amministratore unico della Società è stato sanzionato per omessa iscrizione all’albo imprese di autoriparazione ai sensi della Legge 122/92  e per violazione dell’art. 241 del Regolamento d’Igiene (mancanza di SCIA sanitaria), per un totale di 5.200 euro.

La Polizia Municipale sta effettuando ulteriori controlli sulla regolarità edilizie delle strutture presenti sull’area, mentre i Vigili del Fuoco si stanno occupando delle due cisterne di gasolio.

Aggredita e rapinata della borsa sotto casa

E’ accaduto  in corso Peschiera

Erano da poco passate le 20.30 e stava rientrando a casa dal supermercato quando, un uomo, che un attimo prima aveva incrociato all’angolo di corso Peschiera impegnato in una conversazione telefonica, la insegue e l’aggredisce sotto il portone di casa. Le porta via la borsa a tracolla, dopo averla strattonata più volte perché riesce a sfilargliela, e poi scappa. La donna lo insegue, entrambi scivolano per terra e ne nasce una colluttazione. Il rapinatore dopo averla colpita con un pugno alla spalla guadagna la fuga. Le urla disperate della vittima attirano l’attenzione di un uomo che sta portando a spasso il cane. Il reo, inseguito dalla donna, sta correndo proprio nella sua direzione, così prova a fermarlo, ma il ladro con una spinta forte lo fa cadere. Durante la fuga, il ladro svuota la borsa riuscendo a impossessarsi del portafogli ma un altro passante, notata la scena, interviene e lo insegue fermandolo in via Fattori. Il ladro, un 46enne italiano, prova a guadagnarsi la fuga dicendo di essere in possesso di un coltello.

Gli agenti della Squadra Volante poi intervenuti arrestano il quarantaseienne, con precedenti di polizia a carico.

Libano: il “Nizza” alla guida di Italbatt

I dragoni del “Nizza Cavalleria” (1°) subentrano ai bersaglieri del 3° Reggimento.

 

AL MANSOURI (Libano) 23 febbraio 2021. Si è svolto nella base italiana di Al Mansouri, l’avvicendamento alla guida di Italbatt, la componente di manovra del contingente italiano in Libano nell’ambito della missione UNIFIL, la forza di interposizione delle Nazioni Unite schierata nel Libano meridionale.

 

Il Generale di Brigata Davide Scalabrin, Comandante del Sector West di Unifil, ha suggellato l’evento con il passaggio simbolico della bandiera delle Nazioni Unite tra il comandante cedente, Colonnello Carlo Di Pinto, Comandante del 3° Reggimento bersaglieri di Teulada, ed il subentrante Colonnello Paolo Scimone, Comandante del Reggimento “Nizza Cavalleria” (1°).

 

Alla presenza della Bandiera di Guerra del 3° Reggimento bersaglieri, la più decorata di tutto l’Esercito Italiano, e dello Stendando del “Nizza Cavalleria” (1°), custodite nell’ufficio del Comandante di Italbatt, il Generale Scalabrin ha voluto ringraziare il Colonello Di Pinto “per l’efficienza e la determinazione con la quale l’Unità ha raggiunto tutti gli obbiettivi della propria missione, assolvendoli in un contesto delicato e complesso come quello libanese, reso ancor più difficile a causa della situazione sanitaria”.

 

La task force italiana subentrante è interamente composta da personale della Brigata alpina “Taurinense”. L’Unità, alimentata con uomini e donne del Reggimento “Nizza Cavalleria” (1°), rinforzato dal Battaglione Alpini “Saluzzo” e dal battaglione logistico “Taurinense”, opererà per un semestre nel rispetto della risoluzione ONU 1701, assicurando giorno dopo giorno il monitoraggio e il controllo della cessazione delle ostilità, garantendo il rispetto del cessate il fuoco mediante posti di controllo e di osservazione, attraverso pattugliamenti nell’area costiera a sud della città di Tiro e lungo la “blue line”.  Altrettanto importante sara’ – considerata la situazione sanitaria in atto – l’attività di supporto alla popolazione attraverso la Civil-Military Cooperation (CIMIC), con numerosi progetti da portare a termine nelle 22 municipalità che si trovano all’interno dell’Area di Operazione di Italbatt.

In 1600 online per il primo convegno Stelline sulle biblioteche

LE BIBLIOTECHE? STRUMENTO DI BENESSERE E GARANZIA DI UN WELFARE
CULTURALE. MA SERVE INVESTIRE DI PIÙ.

Conclusa la prima tappa del Convegno Stelline. Venerdì la tavola rotonda con un’analisi
parziale dei dati della ricerca sull’impatto delle biblioteche pubbliche nella vita dei
cittadini

Si è concluso  il primo appuntamento del Convegno Stelline, il
principale evento nazionale di formazione e incontro dedicato ai bibliotecari, giunto
quest’anno alla sua ventiseiesima edizione e per la prima volta in 4 tappe, invece che nella
tradizionale sede al Palazzo delle Stelline a Milano. La prima, a Torino, si è svolta
completamente online per ragioni sanitarie e con ottimi risultati anche in termini di
partecipazione: ai 28 eventi proposti in un giorno e mezzo di convegno, hanno partecipato
1.620 persone. 200, in media, le iscrizioni ad ognuna delle sessioni principali, 50 in media a
workshop ed eventi collaterali, con punte fino a più di 100. 115 gli iscritti alla sessione
principale del Convegno scuola.
“Sono appuntamenti utili a porre all’attenzione di tutti la necessità di un piano nazionale
condiviso sul ruolo fondamentale che le biblioteche di pubblica lettura possono interpretare
in questa fase di progettazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza”, ha asserito in
apertura l’Assessora alla cultura del Comune di Torino Francesca Paola Leon.
Una necessità sottolineata a più riprese da Rosa Maiello, Presidente Nazionale Associazione
Italiana Biblioteche, che ha anche evidenziato l’urgenza di una rivisitazione del “tessuto
legislativo, ad oggi molto sfrangiato, sul tema delle biblioteche, che non sono scrigni ma
organizzazioni. Vanno rafforzate le competenze professionali anche alla luce delle
trasformazioni digitali, investendo innanzitutto sul percorso di formazione dei bibliotecari”
Il convegno si era aperto nel pomeriggio di giovedì con il filosofo David Weinberger, uno dei
più autorevoli studiosi degli impatti di Internet sulla società, che aveva posto l’accento sul
ruolo sociale delle biblioteche nell’era dell’Intelligenza Artificiale. È seguito un
approfondimento sull’utilizzo delle piattaforme digitali e dei dati nello sviluppo di servizi
rivolti agli utenti delle biblioteche, a cui hanno preso parte MAURIZIO VIVARELLI (Università
di Torino), MARCO MELLIA (SmartData Politecnico di Torino), GINO RONCAGLIA (Università
Roma Tre), ROSSANA MORRIELLO (Servizio Programmazione Sviluppo e Qualità, Politecnico
di Torino), coordinati da STEFANO PARISE, Direttore Area Biblioteche del Comune di Milano.
La mattina di venerdì 26, coordinata da MASSIMO BELOTTI, presidente dell’Asssociazionei
Biblioteche oggi, è stata dedicata a tratteggiare gli scenari e le prospettive delle biblioteche
pubbliche, partendo dall’esperienza torinese (CECILIA COGNIGNI, Biblioteche civiche
torinesi), con una lettura di quanto abbia inciso e che cosa possa insegnare per il futuro la
lezione del Covid (LUCA DAL POZZOLO, Direttore dell’Osservatorio Culturale del Piemonte),
come modelli fondati su integrazione e sinergie possano contribuire a realizzare delle vere e
proprie piattaforme collaborative, non solo in senso tecnologico (ALESSANDRO BOLLO,
Direttore del Polo del ’900), e quale contributo sociale rappresenti la biblioteca come spazio
complesso, dove trovare non soltanto libri, periodici e giornali, ma anche quei supporti e
quelle attività che attorno alla produzione culturale gravitano, in forma analogica e/o
digitale (SERGIO PACE, Referente del Rettore per i Servizi bibliotecari, archivistici e museali,
Politecnico di Torino) e con gli interventi in video di ANNALISA CICERCHIA (Economista della
cultura ISTAT e co founder CCW) ed ENRICA PAGELLA (Direttrice Musei Reali-Torino).
LA BIBLIOTECA PER TE: RICERCA E TAVOLA ROTONDA
Nel pomeriggio di venerdì, la tavola rotonda La biblioteca per te: utenti, stakeholder,
decisori (e bibliotecari) a confronto, ha avuto al centro la ricerca “La biblioteca per te”, la
più vasta indagine realizzata in Italia – quasi 60.000 persone raggiunte da dicembre ad oggi –
sull’impatto e il valore delle biblioteche pubbliche orientata al benessere e alla qualità della
vita dei cittadini. Frutto di un lavoro di condivisione e confronto crossover tra mondo della
ricerca, biblioteche e territorio, l’indagine ha visto impegnati il Coordinamento della Rete
delle reti e la Commissione Nazionale Biblioteche Pubbliche dell’AIB, con la supervisione
scientifica di BIBLAB – Laboratorio di biblioteconomia sociale e ricerca applicata alle
biblioteche dell’Università La Sapienza di Roma.
L’obiettivo, approfondire l’uso dei servizi bibliotecari, il ruolo delle biblioteche, i benefici
ricercati dalle persone e l’impatto generato dalla loro frequentazione in termini di
benessere e qualità della vita, fornendo così al contempo, a tutti i portatori di interesse, un
quadro chiaro sul loro posizionamento e sulle opportunità che offrono ai territori.
Ne emerge – sono dati ancora parziali, l’indagine termina il 31 marzo – il profilo di un utente
medio tra i 35 e i 54 anni, donna, con un titolo di studio alto e quello della biblioteca come
un luogo prossimo, vicino, familiare che offre importanti possibilità e opportunità di
crescita culturale sia per se stessi sia per la propria famiglia.
Di fronte alla chiusura delle biblioteche per l’emergenza Covid-19, ciò che è mancato, infatti,
è la grande opportunità che esse offrono di leggere gratuitamente, di poter intercettare
nuovi stimoli ed essere guidati da professionisti nella scelta, di condividere una passione con
altre persone, quindi le relazioni sociali che la frequentazione dallo spazio della biblioteca
contribuisce a nutrire.
A questo fattore contribuisce fortemente la prossimità fisica della biblioteca : il 66% dei
partecipanti all’indagine dichiara di impiegare meno di 15 minuti di tempo per
raggiungere la propria biblioteca Questo dato, insieme all’importanza attribuita alla
biblioteca e al ruolo che le viene riconosciuto, alimenta più di una considerazione: quando le
biblioteche ci sono, infatti, vengono percepite come “prossime” sono apprezzate e ritenute
fondamentali dai cittadini. Da qui, la necessità di investire nelle zone più depresse , dove le
biblioteche non ci sono e non funzionano e l’importanza di un forte investimento nella
formazione dei bibliotecari, percepiti dalla maggior parte dei partecipanti alla ricerca come
interlocutori preparati a cui chiedere consigli e con i quali confrontarsi . “Questa ricerca è
solo la più recente fra le numerose iniziative con le quali le biblioteche, fin dal primo
lockdown, si sono mostrate vitali e proattive, nonostante la chiusura totale o parziale dei
propri spazi, con l’obiettivo di mantenere vivo e attivo il contatto con le proprie comunità di
riferimento”, ha commentato Chiara Faggiolani, professore associato di archivistica e
biblioteconomia presso il Dipartimento di Lettere e culture moderne dell’Università La
Sapienza, dove dirige il Laboratorio BIBLAB e curatrice del Report sui risultati parziali della
ricerca, realizzato per la tavola rotonda tenuta oggi a Torino, durante la prima tappa del
Convegno: La biblioteca per te: utenti, stakeholder, decisori (e bibliotecari) a confronto.
La somministrazione dei questionari terminerà il 31 marzo pv e l’analisi dei dati raccolti
verrà presentata a settembre a Milano, nel corso dell’ultima tappa del Convegno Stelline
2002
Alla tavola rotonda di commento ai risultati parziali della ricerca, coordinata da ENZO BORIO
del Comitato esecutivo nazionale AIB, hanno partecipato CHIARA FAGGIOLANI, Università
La Sapienza di Roma, CHIARA LANARI, responsabile segreteria Assessorato alla Cultura della
Regione Toscana, ROSA MAIELLO, Presidente Nazionale AIB, FRANCESCA NAVARRIA,
responsabile Settore Biblioteche della Regione Toscana, PAOLO RAMBELLI, Commissione
Cultura ACRI (Associazione di Fondazioni e di Casse di Risparmio spa), PAOLA PASSARELLI,
Direttore generale Biblioteche e Diritto d’autore, Mibact, ALDO PATRUNO, Direttore
Generale del Dipartimento Turismo, Economia della Cultura e Valorizzazione del Territorio
della Regione, VINCENZO SANTORO, Responsabile Cultura ANCI, MARINO SINIBALDI,
Presidente CEPELL, GIANNI STEFANINI, Coordinatore Rete delle Reti, VITTORIA POGGIO,
Assessore Cultura, Turismo, Commercio di Regione Piemonte.
Ne è emersa la necessità di un dialogo più serrato e proficuo tra Istituzioni e biblioteche per
mettere a punto un vero e proprio sistema di welfare culturale, che ha sempre visto
coinvolte le biblioteche, come presidi culturali sul territorio. Si tratta ora, hanno sottolineato
i partecipanti, di non dimenticare questo ruolo fondamentale delle biblioteche, che nel
Piano Nazionale di ripresa e resilienza rischiano di essere marginalizzate. “Nel piano
Nazionale si parla – hanno fatto notare Rosa Maiello e Gianni Stefanini – di istituire Case
dell’innovazione e della cultura digitale. Queste case esistono già da tempo, sono le
biblioteche”. Ma per svolgere appieno il proprio ruolo, è stato osservato a più voci, le
biblioteche hanno bisogno di essere dotate, tutte, di strumenti digitali, che venga garantita
la formazione ai bibliotecari, che venga stimolata l’innovazione dei processi oltre che dei
prodotti.
In parallelo al programma principale, venerdì 26 si svolto il Convegno Scuola, dedicato alle
attività e ai servizi delle Biblioteche scolastiche in Italia, con un focus sull’esperienza
torinese e la presentazione del nuovo Manifesto IFLA, con approfondimenti sulla situazione
delle Biblioteche scolastiche nel mondo come centro di promozione culturale. Collegati al
convegno anche alcuni workshop tematici che hanno offerto occasioni di formazione agli
insegnanti sull’organizzazione di attività didattiche in biblioteca, l’educazione, il sapere
libero nella biblioteca scolastica, alla biblioteca digitale.
I prossimi appuntamenti: Napoli (22-23 aprile), Firenze (giugno), e il tradizionale
appuntamento di Milano al Palazzo delle Stelline, a fine settembre, a chiudere il percorso.

Arresti, Siulp: “la polizia deve adempiere sempre al proprio dovere”

Riceviamo e pubblichiamo la dichiarazione del Segretario Generale del Siulp di Torino Eugenio Bravo a proposito delle considerazioni dei magistrati area DG sulle forze dell’ordine in relazione ai troppi arresti derivanti dallo spaccio di droga, resistenza a pubblico ufficiale e reati minori.

Purtroppo, piaccia o non piaccia, le forze dell’ordine devono adempiere in modo esemplare al
loro dovere, che riguarda il perseguire i reati a prescindere dalla loro gravità. Alla luce di questo
dato assodato poiché la sicurezza dei cittadini, il contrasto alle attività illegali, tra le quali rientrano
sicuramente le attività antidroga con il contrasto allo spaccio che imperversa nella nostra città e
che non può considerarsi un reato minore, diventa impossibile per i poliziotti decidere
arbitrariamente quale tipologia di reati sia meglio perseguire.

Inoltre, se per i servizi antidroga la pianificazione e la meticolosa organizzazione risulta più
fattuale, molto più complesso è agire preventivamente in modo programmato su reati
estemporanei come le rapine e i furti. Tra l’altro la presenza nel territorio di circa 20 pattuglie a
turno, garantite con grandi sacrifici da parte di molti uffici di polizia che hanno dovuto ridurre
drasticamente il loro personale, e l’impiego degli RPC, è significativa sull’importante attività di
prevenzione che viene svolta.

Siamo assolutamente d’accordo sulle osservazioni dei magistrati di DG circa l’esagerato
accumulo di pratiche giudiziarie concernenti anche reati minori che, per questa ragione,
richiederebbero un reale aumento di organico anche per gli uffici giudiziari.

Poiché i servizi di polizia sono organizzati per contrastare l’attività criminale e garantire la
sicurezza dei cittadini, l’unica soluzione per evitare i continuativi arresti delle forze dell’ordine è
la depenalizzazione dei reati minori che, tuttavia, per quanto concerne lo spaccio di droga o la
resistenza a pubblico ufficiale sarebbero per il Siulp una scelta sconsiderata.

E proprio sugli arresti per resistenza rappresentati giornalisticamente come reati più o meno
discutibili, il Siulp di Torino si permette di rammentare il dato allarmante che ci ricorda come, in
Italia, ogni tre ore viene aggredito e ferito un appartenente alle forze dell’ordine che
rappresentano di certo, si spera, istituzioni che non possono essere considerate “minori…”; alla
luce di questo dato gli arresti per resistenza, per quanto ci riguarda, continua Eugenio Bravo, non
sono banali attività operative limitative della libertà delle persone, ma una inevitabile scelta
operativa dettata dalla necessità di assicurare alla giustizia una persona violenta che reagisce
contro i legittimi rappresentanti dello Stato.

In conclusione, il Segretario del Siulp della provincia torinese, ribadisce l’importanza di percorrere
la strada della deterrenza reale e non solo quella codificata della consumazione dei reati,
realizzabile solo attraverso la certezza di pene esemplari anche nei confronti di reati come lo
spaccio di droga e resistenza a pubblico ufficiale; pene che scoraggino i criminali a distribuire la
morte e ad aggredire violentemente ed impunemente le forze dell’ordine.

Motociclista muore nello scontro con auto

Incidente mortale nel  pomeriggio sulla statale Asti-Chivasso nei pressi di  di Sessant (Asti)

Si è verificato un frontale con un’auto, nel quale  un centauro è finito in un fosso dal quale è stato  estratto dai vigili del fuoco. Trasferito in codice rosso all’ospedale di Asti, è morto al pronto soccorso.