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Torna “Mondo Nuovo”, piazza digitale del Primo Maggio in diretta Facebook dai luoghi di lavoro 

Una mattina di comizi online per dare voce alle categorie essenziali

E’ passato più di un anno dall’inizio della pandemia e il mondo del lavoro è in pezzi. In questo scenario, torna “Mondo Nuovo”, la piazza digitale nata per celebrare il Primo Maggio a Torino.  L’appuntamento, ancora per quest’anno, è online, sabato 1 maggio dalle 10 alle 12,30. Se la prima edizione, andata in scena nel 2020, ruotava attorno alla domanda “L’Italia riparte, ma per andare dove?”, quest’anno la manifestazione mette al centro la questione che ha contraddistinto i DPCM del governo nei periodi di massima emergenza da virus Sars-CoV-2: quale lavoro è essenziale?

Secondo Comunet – Officine Corsare Aps, LaComune, Cinema Maffei Aps, Dewrec Aps, organizzatori dell’iniziativa che nasce insieme al Comitato Arci Torino, la gestione politica ed economica di oltre un anno di pandemia ha scaricato gran parte della crisi sulle spalle di quelle categorie che, con il loro lavoro, si prendono cura della società: lavoratrici e lavoratori della sanità e dell’assistenza, della logistica, dell’agricoltura, della scuola, del terzo settore, ma anche della cultura, dell’arte, del cinema e dello spettacolo, della ricerca. Sono loro i grandi assenti dal dibattito pubblico e saranno loro i protagonisti dei comizi che animeranno, sabato, il corteo digitale trasmesso in diretta dal Cinema Maffei di Torino sui canali Facebook dei soggetti coinvolti.

«Con questa iniziativa abbiamo voluto, ancora una volta, manifestare con forza il nostro supporto a tutte le lavoratrici e i lavoratori che hanno visto in quest’ultimo anno peggiorare le proprie condizioni di vita. Daremo voce a tutte e tutti loro, con un focus al comparto culturale, artistico e all’associazionismo. Settori che nonostante l’emergenza non hanno mai smesso di praticare solidarietà e mutualismo, dimostrando di essere attori essenziali per lo sviluppo e la coesione sociale delle nostre comunità» afferma Andrea Polacchi, presidente del Comitato Arci Torino.

«L’iniziativa è un presidio  per ricordarci che abbiamo un interesse generale  da difendere:  la dignità, il superamento di qualsiasi forma di sfruttamento – afferma Anita Marafioti di Comunet Officine Corsare. Servono azioni collettive come questa per rimettere al centro del dibattito pubblico i diritti, affinché le manifestazioni di riconoscenza verso i lavoratori e le lavoratrici essenziali del Paese non siano di mera propaganda, ma si traducano al più presto nel riconoscimento di una retribuzione sufficiente e proporzionata, di tutele contro gli infortuni, di stabilità contrattuale, di un welfare capace di promuovere giustizia sociale e di genere. Questo è essenziale»

I comizi vanno in onda sulla pagina Facebook del Comitato Arci Torino e di Comunet – Officine Corsare e verranno rilanciati dai partner dell’iniziativa.

 

 

Programma

L’iniziativa è curata dal Comitato Arci Torino e Comunet-Officine Corsare. Un grazie particolare a Sweet Life Factory per l’immagine coordinata, Irene Dionisio per la programmazione dei dibattiti, Maurizio Pisani per il coordinamento della programmazione musicale. 

 Sabato 1 maggio 2021 

da remoto e in presenza

10 -12,30  Corteo digitale

 “Radunare, criticare e celebrare” 

ore 10,05

Introduzione

Anita Marafioti di Comunet-Officine Corsare

ore 10,10

Flash Mob nazionale

in diretta da Piazza Vittorio Veneto

Striscione “Essenziali sono i diritti

Lancio della diretta dalla piazza

ore 10,25

Video introduttivo

ore 10,35

Ouverture

Prof.ssa Chiara Saraceno parla di

“Lavoro essenziale o non essenziale?”

ore 10,50

Comizi 

“Rialziamo le teste”

in diretta dal Cinema Maffei 

Tema: Lavoro essenziale

Intervengono, tra gli altri, Andrea Polacchi e Alice Eugenia Graziano per Fooding Alimenta la Solidarietà, lo Sportello Psicomunet di Comunet-Officine Corsare, Enrica Valfré, segretaria di Cgil Torino, il Coordinamento rider di Bologna con  Riccardo Mancuso, l’insegnante e contributor per Il Manifesto Jacopo RosatelliBebo de Lo Stato Sociale per Bauli in Piazza, Gaia De Regibus per Il Coordinamento Chi si Cura di te?, Art workers ItaliaFLAI CGIL Torino,  i Fratelli De SerioCGIL FILT TorinoAscanio CelestiniGiusto mezzoMediterranea e Adi Torino.

ore 12,20

Fine comizi

 

Cinema Maffei – Restituzione artistica al Maffei

Quasi 300 pattuglie della Polfer nei controlli sui treni e in stazione

12 indagati, 5.157 persone controllate, di cui 1.063 con precedenti. 265 pattuglie impegnate nelle stazioni e 24 in abiti civili per attività antiborseggio. 69 i servizi di vigilanza a bordo treno per un totale di 169 convogli presenziati. 28 i servizi lungo linea e 73 di ordine pubblico. Questi i risultati dell’attività settimanale, dal 19 al 25 aprile, del Compartimento Polizia Ferroviaria per il Piemonte e la Valle d’Aosta. 

Durante la settimana sono stati disposti mirati servizi di prevenzione, vigilanza e contrasto alla  microcriminalità presso alcune stazioni nelle province di Torino, Alessandria, Novara e Cuneo non presidiate dal personale di Polizia, tra cui Nichelino (TO), Arquata Scrivia (AL), Arona (NO), Savigliano (CN), con l’impiego di personale nelle ore pomeridiane e serali, anche a bordo treno. I controlli sono stati, inoltre, intensificati in tutte le aree ferroviarie di rispettiva competenza, in concomitanza con le celebrazioni per il 25 Aprile, Festa della Liberazione.

A Torino gli agenti della Polfer hanno denunciato un ventiquattrenne gambiano per resistenza a Pubblico Ufficiale e spaccio di sostanze stupefacenti. Gli operatori durante un controllo presso il parcheggio adiacente alla stazione, hanno notato un italiano di 43 anni, conosciuto quale assuntore abituale di sostanze stupefacenti, conversare con il cittadino gambiano presso i portici di una strada cittadina limitrofa. Alla vista dei poliziotti l’italiano si è dato alla fuga, mentre lo straniero è stato fermato. Gli agenti, da un controllo accurato, hanno rinvenuto, celati nella bocca del 24enne, cinque involucri elettrosaldati di sostanza stupefacente. A quel punto lo straniero è diventato aggressivo e, per tentare di fuggire, ha ingaggiato una colluttazione con gli agenti. Intervenuti in ausilio sia personale della Squadra di Polizia Giudiziaria compartimentale che quello delle volanti di zona, il 24enne è stato bloccato e accompagnato negli uffici di polizia. Successivamente è stata effettuata una perquisizione presso la stanza di un albergo di Torino dove lo straniero era alloggiato e sono stati rinvenuti e sequestrati tre cellulari. La sostanza, opportunamente consegnata alla Polizia Scientifica di Torino, ha confermato che si trattava di cocaina.

Sempre a Torino Porta Nuova gli operatori Polfer, durante i controlli congiunti con le Unità Cinofile della Questura, hanno sanzionato un trentaquattrenne gambiano per possesso di sostanza stupefacente. L’uomo, senza fissa dimora, con obbligo di presentazione alla Polizia Giudiziaria e precedenti specifici in materia di stupefacenti, è stato controllato nelle adiacenze delle stazione e trovato in possesso di una modica quantità di stupefacente tipo marijuana. Pertanto, dopo essere stato accompagnato negli uffici di polizia, è stato sanzionato. Anche un trentenne italiano è stato sanzionato per possesso di una modica quantità di stupefacente tipo hashish. Rintracciato in stazione durante i servizi in pattuglia congiunta con i militari dell’Esercito Italiano e le Unità Cinofile, è stato controllato e sanzionato. Tutto lo stupefacente è stato sequestrato.

Un quarantaseienne romeno è stato denunciato per violazione al divieto di accesso all’intera area ferroviaria in corso di validità fino al 2022. Rintracciato nel parcheggio adiacente allo scalo ferroviario, è stato controllato e denunciato per la violazione alla misura di prevenzione.

Sempre nella stazione di Porta Nuova un trentaseienne nigeriano è stato denunciato dal personale polfer per oltraggio e resistenza a Pubblico Ufficiale. L’uomo durante il controllo ai varchi di stazione ha iniziato ad inveire contro i poliziotti con frasi offensive, cercando di guadagnare l’uscita e spintonando gli agenti. Bloccato e accompagnato negli uffici di polizia, è stato riportato alla calma e, successivamente al controllo, è stato denunciato .

Un trentaduenne italiano è stato denunciato per minaccia a Pubblico Ufficiale a seguito di atteggiamento poco collaborativo durante il controllo sfociato in gravi minacce nei confronti degli operatori nel tentativo di eludere il controllo di polizia. Fermato con difficoltà, mentre tentava di uscire dallo scalo, è stato controllato e denunciato per minaccia.

Un trentatreenne somalo è stato denunciato per resistenza a Pubblico Ufficiale e rifiuto di generalità. Individuato nelle adiacenze della stazione, mentre si aggirava con fare sospetto tra le autovetture in sosta, ha dapprima rifiutato di fornire le generalità e successivamente ha tentato di scappare ma, fermato poco dopo tra le vie cittadine, è stato accompagnato in ufficio dove, dal controllo in banca dati, sono emersi numerosi precedenti di polizia. L’uomo è stato denunciato per resistenza e rifiuto di generalità.

Arrestato nuovamente un ladro seriale

Si lamenta dei numerosi obblighi di presentazione alla P.G.

Si è presentato lo scorso mercoledì pomeriggio presso un supermercato di corso Brescia; una volta entrato, ha nascosto diverse forme di parmigiano all’interno di uno zaino. Pensando di non essere stato notato da nessuno, si è poi presentato alle casse pagando solo una bottiglia di birra. L’uomo ha dunque tentato di uscire dal negozio, ma proprio in quel momento transitavano all’esterno due agenti di Polizia che stavano per raggiungere l’Ufficio Immigrazione di Corso Verona per prendere servizio. E così il titolare dell’esercizio commerciale si è rivolto ai due operatori, denunciando quanto accaduto. Sul luogo è giunto celermente anche personale del Comm.to Barriera Milano. Il reo, un cittadino italiano di 50 anni, è un soggetto ben noto alle forze dell’ordine in quanto negli ultimi mesi ha commesso numerosi furti di questo tipo. Stavolta, il bottino ammonta a circa 200 €. Singolare il tentativo di giustificazione del gesto addotto dall’uomo: ha infatti dichiarato di essere un senza tetto, disoccupato e impegnato a girare per la città a causa dei numerosi obblighi di presentazione alla P.G. cui lo stesso è sottoposto. Il cinquantenne è stato denunciato per furto dagli agenti del Comm.to Barriera Milano intervenuti.

Lanciano droga dal finestrino dell’auto in fuga

Arrestati due italiani

 

Mercoledì sera, transitando in corso Lombardia, all’altezza di via Luini, gli agenti della Squadra Volante notano due persone che alla vista degli agenti salgono sulla loro auto in sosta. I poliziotti li raggiungono per sottoporli a controllo invitandoli a fermarsi. Con una manovra repentina, però, il conducente fa un’inversione di marcia e imbocca via Luini a folle velocità.

Incurante dei pericoli della velocità sostenuta, il guidatore percorre via Forlì, via Gorresio, via Borsi, via Foligno per poi ritornare in via Forlì. Durante la fuga, l’uomo alla guida del veicolo lancia delle bustine dal finestrino. Gli agenti all’inseguimento riescono, però, a bloccare l’auto all’intersezione tra via Gorresio e via Borsi. Nella VW Golf ci sono un trentaseienne, il conducente, e un diciottenne, entrambi italiani con precedenti di polizia a carico. Il più giovane dei due viene trovato in possesso di alcune dosi di marijuana, altre dosi della stessa sostanza e di hashish, quelle lanciate dal finestrino, verranno recuperate poi dagli agenti ripercorrendo il percorso di fuga dell’auto.

A seguito di accertamenti, è emerso che l’auto era sprovvista di copertura assicurativa e il trentaseienne alla guida non aveva mai conseguito la patente. Alla luce dei fatti, il conducente dell’auto è stato arrestato per resistenza a P.U. e detenzione di sostanza stupefacente, al diciottenne, invece, è stato contestato solo il secondo reato.  

Contrordine, il TAR riapre i supermercati il primo maggio

Il Tar del Piemonte ha accolto il ricorso di Federdistribuzione

contro la delibera con cui il governatore del Piemonte Alberto Cirio aveva disposto la chiusura dei supermercati per la giornata del  primo maggio. L’efficacia del Decreto 52 del 29 aprile è dunque sospesa, quindi sabato potranno aprire regolarmente le medie e grandi strutture di vendita a Torino  e in Piemonte.

Comune di Torino: multe 2021 più 30%, ma sulle motivazioni c’è una novità

A cura di lineaitaliapiemonte.it

Di Carlo Manacorda

Perchè il Comune di Torino ha assegnato ai “civich” l’obiettivo di aumentare le multe del 30%? Lo svela il loro Comandante: perchè lo chiedono i cittadini. Forse l’amministrazione comunale dovrebbe spiegare un po’ meglio la questione, posto che decidere a priori di sanzionare di più significa dare per scontato che i cittadini sono sempre e comunque indisciplinati e quindi vanno puniti. E posto che la scelta della materia delle multe, per stabilire gli obiettivi da assegnare ai Vigili, non sembra affatto la più appropriata…

… continua a leggere: https://www.lineaitaliapiemonte.it/2021/04/30/leggi-notizia/argomenti/economia-allo-specchio/articolo/comune-di-torino-multe-2021-piu-30-ma-sulle-motivazioni-ce-una-novita-di-carlo-manacorda.html

Traffico bloccato sulla tangenziale per la protesta dei giostrai

Il traffico è stato  rallentato, questa mattina sulla tangenziale di Torino dalla protesta degli esercenti dei luna park e dei circhi

I rappresentanti delle categorie chiedono di poter riaprire dopo 13 mesi di sosta forzata. Un centinaio di automezzi dello spettacolo viaggiante si sono messo su due file a passo d’uomo creando dietro di loro chilometri di coda.

“Ci troviamo costretti a creare questo disagio – spiega all’Ansa  il presidente nazionale dell’Associazione Nazionale Esercenti Spettacolo Viaggiante, Ferdinando Uga – perché il governo deve attivarsi per affrontare la  situazione, dato che la decisione di posticipare la nostra riapertura al primo luglio è una condanna al fallimento di centinaia e centinaia di imprese. I giostrai e i circensi chiedono di tornare a lavorare in sicurezza”.

Club Privè chiuso per 5 giorni Non rispettate le norme anti covid

Martedì pomeriggio personale della Divisione Polizia Amministrativa ha proceduto al controllo di un circolo privato sito nel quartiere Mirafiori. La riapertura del locale, prevista proprio per il pomeriggio del 27 aprile,  era stata ampiamente pubblicizzata sulla pagina facebook del club.

Giunti sul posto, gli operatori hanno proceduto al controllo dei locali del circolo privato,  in cui venivano somministrati alimenti e bevande alcoliche e svolte attività di vario genere. All’interno  erano presenti  40 persone, alcune delle quali in accappatoio, assembrate nei diversi locali. Infatti, la sauna e la piscina risultavano perfettamente in funzione, in violazione della normativa anti-covid. I poliziotti procedevano pertanto a sanzionare il titolare e disporre la chiusura provvisoria dell’attività per 5 giorni.

Covid, negli ospedali riprendono gradualmente le attività ordinarie

Le Aziende sanitarie regionali possono “procedere e consolidare il ripristino delle attività ordinarie programmate e di screening- istituzionali ed in regime di libera professione intramuraria- nel rispetto delle norme, delle linee guida e delle buone prassi di riferimento per la prevenzione della infezione da Covid19”.

 

Così la nota che il Dirmei (Dipartimento interaziendale funzionale a valenza regionale “Malattie ed emergenze infettive”) e l’Unità di Crisi regionale per l’emergenza Covid hanno inviato in queste ore alle Direzioni generali delle Aziende sanitarie.

 

Per il Commissario dell’Area sanitaria dell’Unità di Crisi, dottor Emilpaolo Manno“L’attuale situazione epidemiologica, con il calo dei contagi, la riduzione del tasso di occupazione dei posti letto ordinari- scesi sotto la soglia del 40%- e del tasso di occupazione dei posti letto in terapia intensiva, seppur ancora superiore al livello di soglia, consentono ed in qualche modo impongono un graduale ritorno verso la normalità, anche in attesa di esaminare nel dettaglio i programmi predisposti dalle Aziende sanitarie.”

 

La sospensione temporanea di esami e visite, tranne quelli per urgenze, patologie oncologiche e percorso nascita, era stata decisa dall’Unità di Crisi della Regione Piemonte il 9 marzo scorso, a causa dell’aggravarsi della pandemia e della necessità di ulteriori misure per garantire sufficienti posti letto a disposizione dei pazienti Covid. Con l’attuale situazione epidemiologica è possibile tornare ad una graduale situazione di normalità negli ospedali.

 

“Con l’attuale situazione epidemica – osserva l’assessore regionale alla Sanità del Piemonte, Luigi Genesio Icardi – è possibile tornare ad una graduale situazione di normalità negli ospedali, utilizzando via via tutti i reparti non più occupati da pazienti Covid. Le Aziende sanitarie locali sono organizzate per provvedere al riordino delle attività ospedaliere ordinarie,  in sicurezza e in rapporto alle necessità.”

 

Gli arresti in Francia e la Torino degli anni di piombo

Io sono contento che abbiano arrestato i terroristi rossi in Francia e che i latitanti vengano arrestati.  Io disprezzo i terroristi siano di destra sia che si autodichiarino comunisti.  Siano islamici o di altre religioni. Aborro il termine stesso terrorismo. E non da oggi,  sia ben chiaro.

C’ è anche un pezzettino di mia vita politica nel combatterli con gli strumenti della legalità. Mi sono stupito nel 1988 quando Adriano Sofri venne accusato da Leonardo Marino di essere il mandante dell’omicidio del commissario Calabresi.  Marino era famoso negli ambienti della sinistra extraparlamentare di Torino,  anche perché tra i pochi operai di lotta continua.

Visto per allora questo Marino era considerato un facinoroso e violento e facilmente manipolabile. Ma da qui ad essere il palo per un omicidio ce ne passava. Ma sullo sfondo il servizio d’ordine di lotta continua. Direi proprio la via militare al socialismo.  Con loro comparvero per la prima volta i barotti (manici di piccone) camuffati da aste per bandiere. I caschi integrali e le chiavi inglesi.
Si seppe dopo che organizzavano collette per comprare armi. Alcuni di loro cominciarono ad esercitarsi in montagna per prepararsi all’immancabile rivoluzione. Molto attivo il circolo della val di Susa. Alcuni figli di ex partigiani si vantavano di utilizzare le armi nascoste dai padri. Molti di questi fondarono o aderirono a Prima Linea, organizzazione terroristica in competizione con le Brigate Rosse. Con due “filosofie” politiche diverse. Diciamola in questo modo. Prima Linea più spontaneista e dunque tragicamente naif.
Le Br più organizzate in clandestinità e autodefinizione di avanguardia delle masse popolari. Torino,  con la Fiat e la moltitudine di classe operaia era per loro miele. Curcio,  Mara Cagol vi si trasferirono per, appunto,  fare la rivoluzione. Ma c’erano le condizioni per farla? Assolutamente no.   Velocemente e tragicamente scivolarono dalla azione politica alla delinquenza comune. Addirittura ci fu chi fece , diciamo così,  il processo inverso.  Da detenuto,  conoscendo i ” politici ” in carcere , disse di passare dalla delinquenza alla rivoluzione socialista. Si pensi in quale infernale bolgia l’ideologia era finita. Nuclei Armati Proletari, da Torino  a Napoli,  andata e ritorno. Unica risposta per chi si opponeva al loro fare,  bene che andasse , veniva gambizzato. Sì, proprio così,  a Torino dal ’77 in avanti c’era da aver paura. E per due anni ogni mattina ci si svegliava con un fatto di sangue tra omicidi ed atti di violenza. Addirittura Massimo Mila,  partigiano,   legato al Partito Comunista ( era stato azionista ) invocò la pena di morte per questi reati. Sbagliava , ma interpretava un diffusa esasperazione.
Con buona pace di Adriano Sofri,  che oggi parla di inutile retata,  tra lui e Mario Calabresi e sua madre io sono felice e contento di essere dalla parte del commissario Calabresi.
Molti sostengono che è tutto inutile perché sono passati 40 anni. Ovviamente la prima obiezione è: meglio tardi che mai. Ma poi,  devono scontare la pena perché condannati dalla giustizia italiana. Senza se e senza ma. C’ è una decisa diversità tra vendetta e giustizia. La vendetta è intimidire. La mafia e il terrorismo sono la concretizzazione della vendetta. Lo Stato no.  Prima indaga , poi eventualmente giudica e condanna,  e poi punisce.  Appunto questa si chiama giustizia. Torino ha retto.  È stata dura ma ci è riuscita nel liberarsi della mostruosità del terrorismo rosso. Vero c’è ancora l’ombra della pagina del terrorismo nero.  Della collusione tra servizi segreti e  stragi,  le stragi di Stato. Vero perché sono due fenomeni complementari e speculari.
La democrazia è,  almeno per ora,  l’unico sistema che ( con tutti i suoi difetti )che  funziona. Teniamocela stretta.
Con in nostro dovere,  di chi c’ era, di ricordare  e continuare a raccontare.

Patrizio Tosetto