CRONACA- Pagina 133

Il tumore silenzioso che stava soffocando l’intestino: operazione record salva donna a Torino

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Non avvertiva alcun dolore e non poteva immaginare ciò che stava crescendo silenziosamente nel suo corpo. Una donna di 69 anni ha scoperto di essere affetta da una neoplasia ovarica di dimensioni eccezionali – paragonabili a quelle di una gravidanza a termine – solo quando le sue condizioni sono improvvisamente peggiorate.

Per diversi mesi la gigantesca cisti ovarica, con un diametro di circa 28 centimetri, è rimasta nascosta, senza manifestazioni evidenti. La paziente non aveva percepito alcun segnale. L’allarme è scattato quando la massa, associata alla presenza di una seconda neoplasia intestinale, ha iniziato a comprimere il colon, determinando sintomi acuti e improvvisi fino a una grave sofferenza intestinale non più trascurabile.

A metà dicembre la donna giunge all’attenzione dei sanitari. Il caso viene preso in carico dalla Chirurgia Ginecologica Mininvasiva dell’ospedale Sant’Anna, diretta dal dottor Paolo Petruzzelli. I tempi sono estremamente ridotti, anche per la prossimità delle festività natalizie, ma la risposta è immediata: vengono attivati i percorsi aziendali della Città della Salute e della Scienza di Torino per i pazienti oncologici – il Centro Accoglienza e Servizi e il Gruppo Interdisciplinare di Cura – che permettono in pochi giorni di definire inquadramento diagnostico, stadiazione e strategia terapeutica.

Determinante in questa fase è stato il contributo della Radiologia dell’ospedale Sant’Anna, che ha fornito l’imaging preoperatorio indispensabile per affrontare un quadro clinico di eccezionale complessità.

Il 23 dicembre, a poche ore dalla vigilia di Natale, la paziente viene condotta in sala operatoria. L’intervento, eseguito in regime di urgenza nonostante le criticità organizzative legate al periodo festivo, ha una durata di circa sei ore, dalle 8.30 alle 14.30.

La gestione anestesiologica e rianimatoria è affidata al servizio di Anestesia e Rianimazione, con un ruolo centrale della dottoressa Mariella Maio e della sua équipe – in particolare la dottoressa Milena Mortara e la dottoressa Mary Locane – che seguono la paziente nelle fasi intraoperatorie, perioperatorie e nel successivo ricovero in terapia intensiva.

Durante l’intervento emerge la gravità del quadro clinico. La neoplasia ovarica viene asportata: pesa circa 6 chilogrammi e presenta un volume paragonabile a quello di una gravidanza gemellare a termine. I sintomi più critici sono tuttavia legati alla sofferenza intestinale, che richiede un intervento immediato e coordinato di più specialisti.

Viene quindi coinvolta in sala operatoria la dottoressa Anna Opramolla della Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva dell’ospedale Regina Margherita, che esegue una procedura endoscopica intraoperatoria decisiva. Successivamente, grazie alle consulenze ripetute dell’Anatomia Patologica, coordinate dalla dottoressa Margherita Goia, viene confermata la natura neoplastica sia della massa ovarica sia della lesione del colon sigma, consentendo di orientare in modo puntuale le scelte chirurgiche.

A questo punto interviene la Chirurgia d’Urgenza dell’ospedale Molinette con il dottor Mauro Santarelli, che procede alla necessaria radicalizzazione intestinale, completando l’intervento in maniera efficace e risolutiva.

Un ruolo centrale è stato svolto anche dalla dottoressa Michela Chiadò, operatrice senior della Chirurgia Mininvasiva, che ha seguito la paziente lungo l’intero percorso diagnostico-terapeutico e ha partecipato direttamente all’intervento, garantendo continuità assistenziale. Importante anche il contributo degli specializzandi, tra cui la dottoressa Margherita Di Rienzo.

Un intervento che ha letteralmente salvato la vita alla donna, reso possibile dal lavoro sinergico di ginecologi oncologi, chirurghi, anestesisti, gastroenterologi, anatomopatologi, radiologi, infermieri e operatori sanitari, capaci di coordinarsi in tempi rapidissimi e trasformare giorni di attesa e timore in una storia di speranza.

«Sono casi rari, ma emblematici – spiegano i professionisti coinvolti ed il Direttore sanitario di presidio Umberto Fiandra – perché dimostrano come tempestività, competenza e lavoro di squadra possano fare la differenza anche in regime di urgenza».

Il dottor Paolo Petruzzelli ha definito il caso un evento “normalmente eccezionale”. Una storia di Natale vissuta tra i corridoi e le luci della sala operatoria, fatta di decisioni cruciali che hanno permesso a una donna di tornare a guardare al futuro, ricordando come la forza di una sanità efficiente risieda soprattutto nelle persone che la rendono possibile ogni giorno.

“Una storia a lieto fine che ancora una volta diventa esempio delle eccellenze multidisciplinari della nostra Città della Salute e della Scienza. Ringrazio i nostri professionisti, che hanno reso possibile tutto ciò. Il valore aggiunto espresso dalla Città della Salute e della Scienza di Torino è consistito nella possibilità di schierare contemporaneamente tutte le competenze mediche e sanitarie di tutte le specialità che erano necessarie per trattare nel migliore dei modi le diverse sfaccettature di questo particolare caso clinico. In questi giorni di festività, ancora una volta il mio pensiero va a tutti i pazienti che vivono le loro fragilità all’interno dei nostri ospedali e a tutti gli operatori che li accolgono e li assistono in maniera amorevole” dichiara Livio Tranchida (Direttore generale CDSS).

Sciatore 49enne muore sulle piste di Claviere

Nonostante i soccorsi intervenuti tempestivamente e’ deceduto un turista inglese che stava sciando a Claviere. Si è sentito male questa mattina e non è stato possibile salvarlo nonostante i tentativi di massaggio cardiaco effettuati fin da subito.

Sorpreso in possesso di droga: via per tre anni da Madonna di Campagna

L’ uomo, per un periodo di 3 anni, non potrà accedere agli esercizi pubblici nell’area fra corso Grosseto, via Brusnengo, via Saorgio, via Coppino, via Randaccio, via Sospello e via Ala di Stura

La Polizia di Stato ha arrestato a Torino un cittadino senegalese di sessantotto anni per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

Durante il controllo del territorio in orario serale, i poliziotti di una Volante dell’UPGSP in transito su Corso Grosseto hanno notato un’autovettura in marcia verso Piazza Rebaudengo, il cui conducente ha assunto un atteggiamento sospetto alla loro vista, pertanto hanno deciso di fermarlo.

L’autista, di nazionalità senegalese, si è mostrato da subito agitato chiedendo diverse volte il motivo del controllo; gli operatori, dalla prima ispezione dell’abitacolo, hanno notato una busta posta sotto il freno a mano, che in più occasioni l’uomo ha cercato di occultare sotto il sedile.

Insospettitisi, gli agenti hanno proceduto a un controllo più accurato, rinvenendo all’interno della busta circa 200 grammi di cocaina; lo stupefacente è stato sequestrato insieme al denaro in possesso del 68enne e ai suoi cellulari.

L’arresto è stato convalidato dall’Autorità Giudiziaria; nei giorni successivi, in considerazione dei precedenti specifici  e del fatto che il reato fosse stato commesso in una zona in cui insistono diversi esercizi pubblici e plessi scolastici, gli specialisti della Divisione Anticrimine della Questura di Torino hanno emesso nei suoi confronti un provvedimento di DACUR del Questore: l’uomo, per un periodo di 3 anni, non potrà accedere agli esercizi pubblici nell’area ricompresa fra corso Grosseto, via Brusnengo, via Saorgio, via Coppino, via Randaccio, via Sospello e via Ala di Stura.

Bullismo, il Piemonte fa rete: 57 scuole finanziate per prevenzione e contrasto

Difendere i ragazzi, educare al rispetto: la Regione Piemonte investe nelle scuole contro bullismo e cyberbullismo. Stanziati 277 mila euro per 57 istituti

«Il contrasto al bullismo è una priorità. Educare al rispetto, alla legalità e all’uso consapevole delle tecnologie significa costruire cittadini più forti».

La Regione Piemonte ha approvato 57 progetti presentati dalle scuole del primo ciclo, statali e paritarie, finalizzati alla prevenzione e al contrasto del bullismo e del cyberbullismo. Le iniziative intendono rispondere in modo concreto a fenomeni sempre più diffusi e, in alcuni casi, particolarmente gravi.

Le risorse

L’investimento complessivo supera i 277 mila euro. Ogni istituto con progetto approvato potrà beneficiare di un contributo fino a 5.000 euro, da utilizzare nell’anno scolastico 2025-2026 per la realizzazione delle attività previste.

I progetti finanziati

Sono 57 i progetti sostenuti: 49 presentati da scuole statali e 8 da istituti paritari. La distribuzione sul territorio vede:

  • Alessandria: 2 progetti

  • Asti: 6

  • Biella: 5

  • Cuneo: 12

  • Novara: 4

  • Città metropolitana di Torino: 27

  • Verbano-Cusio-Ossola: 1

  • Vercelli: 1

Le attività previste

Le azioni sono rivolte agli studenti e mirano a promuovere la cultura della legalità, il rispetto della persona, la valorizzazione delle diversità e il contrasto a ogni forma di discriminazione. Particolare attenzione è riservata all’educazione civica digitale, alla tutela del benessere psicofisico e all’uso consapevole delle tecnologie e della rete.

I progetti favoriscono inoltre lo sviluppo della personalità, il benessere scolastico e le relazioni tra pari. Tra i temi centrali figurano l’educazione affettiva, il rispetto reciproco, la prevenzione di ogni forma di violenza — compresa quella di genere — e la responsabilizzazione sull’uso del linguaggio online. L’obiettivo è creare ambienti di apprendimento partecipativi, in cui lo studente diventi protagonista e possa trovare figure professionali in grado di supportarlo in situazioni di disagio.

Un ulteriore traguardo è ridurre la distanza tra le esperienze vissute dagli studenti e la percezione del fenomeno da parte dei docenti, favorendo al contempo la conoscenza dei protocolli di gestione delle situazioni di bullismo e cyberbullismo e una corretta informazione rivolta a scuole e famiglie.

«Contrastare bullismo e cyberbullismo significa difendere i nostri ragazzi e ribadire che la scuola è un presidio educativo irrinunciabile, non una zona franca. La Regione Piemonte investe risorse, visione e responsabilità perché nessun giovane venga lasciato solo e perché la libertà, la dignità e il rispetto non siano parole astratte ma pratiche quotidiane. Educare al rispetto, alla legalità e all’uso consapevole delle tecnologie significa costruire cittadini più forti e una Nazione più solida, fondata sul merito, sulla responsabilità e sulla cura delle fragilità».

Altre iniziative regionali

La Giunta regionale ha inoltre approvato uno schema di protocollo d’intesa con l’Ufficio Scolastico Regionale, le forze dell’ordine e la Procura per i minorenni, finalizzato a rafforzare le azioni comuni di educazione alla legalità, prevenzione dei comportamenti a rischio e contrasto a bullismo e violenza. L’accordo rende strutturale la collaborazione tra istituzioni, scuola, terzo settore e forze dell’ordine.

Fare rete è la parola chiave: nell’ottobre scorso la Regione ha adottato il nuovo Piano regionale triennale per la prevenzione e il contrasto del bullismo e del cyberbullismo, con l’obiettivo di mappare le iniziative attive sul territorio e offrire un sistema di sostegno, prevenzione e formazione rivolto a scuole, insegnanti, famiglie e studenti.

Uomo muore travolto da un treno a Settimo

Un uomo è morto ieri travolto da un treno alla stazione di Settimo Torinese. Per l’intervento dei soccorsi, che non hanno potuto salvargli la vita, la circolazione è stata sorpresa su alcune linee ferroviarie.

Escursionista e il suo cane salvati a quota tremila metri

Il nucleo elicotteri dei vigili del fuoco di Torino ha salvato un escursionista in difficoltà. L’uomo si trovava al bivacco Sigot in alta val Susa. Grazie all’intervento dell’elicottero Drago, i vigili del fuoco hanno recuperato lui e  il suo cane, a quota 2900 metri, portandoli a valle.
(foto archivio)

San Mauro beneficiario di “Risorse in Comune”

Oltre 78.000 euro da destinare al potenziamento dell’amministrazione e
generare benefici diretti per i cittadini
Il Comune di San Mauro Torinese rientra tra i beneficiari dell’avviso pubblico “Risorse in
Comune”, promosso dal Dipartimento della funzione pubblica, volto a sostenere
il rinnovamento delle PA locali attraverso le risorse del Piano Nazionale di Ripresa e
Resilienza, nel contesto dell’iniziativa Next Generation EU. L’iniziativa, finanziata
dall’Unione Europea, era indirizzata ai Comuni con una popolazione tra i 5mila e i 25mila
abitanti.
Il Comune di San Mauro potrà contare su un contributo di 78.455,47 euro.
Le risorse potranno essere impiegate per:
• l’acquisto di hardware e software innovativi;
• l’introduzione di arredi e soluzioni ergonomiche negli spazi di lavoro;
• l’adozione di modelli organizzativi volti alla valorizzazione del capitale umano e alla
riqualificazione degli ambienti lavorativi.
L’obiettivo dell’iniziativa è duplice: potenziare le amministrazioni e generare benefici
diretti per i cittadini, garantendo tempi più rapidi, procedure semplificate, interazioni
più smart e una maggiore qualità dei servizi offerti alle comunità

Contromano per 10 km in tangenziale: “Ero confuso”

Entrato a Settimo Torinese ha fatto 10 chilometri contromano sulla tangenziale Nord. “Ero confuso”, ha dichiarato il 74enne alla guida. L’allarme è stato dato sui social e alla fine si è  verificato un incidente. Ferita una persona in codice giallo. Un automobilista per evitare la vettura è finito contro il guardrail, ma poteva andare decisamente peggio. 

Frane, piogge e territorio fragile: l’allarme che arriva da Torino e dal Piemonte

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In Italia, anche nel 2025, la crisi climatica continua a lasciare un segno profondo. A certificarlo è il bilancio annuale dell’Osservatorio Città Clima di Legambiente, realizzato in collaborazione con il Gruppo Unipol, che restituisce l’immagine di un Paese sempre più esposto agli effetti degli eventi meteorologici estremi.

Nel corso dell’anno appena concluso, in tutta la Penisola sono stati registrati 376 eventi meteo estremi, con un incremento del 5,9% rispetto al 2024. Un dato che colloca il 2025 al secondo posto tra gli anni più colpiti dell’ultimo decennio, subito dopo il 2023, che aveva fatto segnare 383 eventi.

A dominare la scena sono stati soprattutto gli allagamenti dovuti a piogge intense (139 casi), seguiti dai danni provocati dal vento (86) e dalle esondazioni fluviali (37). Particolarmente preoccupante è il forte aumento dei fenomeni legati alle temperature record, cresciuti del 94% rispetto all’anno precedente, così come l’incremento delle frane da piogge intense (+42%) e dei danni da vento (+28,3%).

Il Nord Italia si conferma l’area più colpita, seguito da Sud e Centro. Tra le città spiccano Genova, con 12 eventi estremi, Milano e Palermo con 7 ciascuna. A livello regionale la Lombardia guida la classifica con 50 casi, seguita dalla Sicilia (45) e dalla Toscana (41). Sul piano provinciale Genova è al primo posto con 16 eventi, seguita da Messina e Torino (12), Firenze e Treviso (11), Milano (10), quindi Como, Lecce, Massa Carrara e Palermo (9).

Pesanti anche le ripercussioni sui trasporti: nel 2025 sono stati 24 gli episodi che hanno causato danni e ritardi a treni e trasporto pubblico locale. Le interruzioni sono state provocate non solo da piogge, allagamenti e frane, ma anche da temperature eccezionalmente elevate e raffiche di vento particolarmente intense.

La fotografia tracciata da Legambiente mostra un territorio sempre più fragile e una crisi climatica che accelera, mettendo a rischio infrastrutture, economie locali e la sicurezza delle persone. L’associazione denuncia la mancanza di una strategia organica di adattamento, sottolineando come le azioni messe in campo risultino ancora frammentate e prive di una governance multilivello.

Secondo uno studio dell’Università di Mannheim, nel 2025 i danni causati da ondate di calore, siccità e alluvioni in Italia hanno raggiunto i 11,9 miliardi di euro, una cifra che potrebbe salire fino a 34,2 miliardi entro il 2029. Per evitare questo scenario, Legambiente richiama la necessità di attuare il Piano Nazionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici (PNACC), approvato nel 2023 ma ancora privo delle risorse necessarie per rendere operative le 361 misure previste. Urgente anche l’istituzione dell’Osservatorio nazionale per l’adattamento ai cambiamenti climatici.

“Ancora una volta l’Italia – commenta Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente – si è fatta trovare impreparata di fronte a una crisi climatica che è una dura realtà sul territorio nazionale da molti anni. Le immagini di quanto accaduto in diverse regioni, dalle alluvioni alla grande siccità, parlano da sole. E a pagarne lo scotto sono come sempre i cittadini, i territori, le imprese e più in generale l’economia del Paese. Continuiamo a riconcorrere le emergenze, invece che lavorare su piani di mitigazione e di adattamento e prevenzione. Al Governo Meloni chiediamo di mettere la crisi climatica al centro della sua agenda politica, attivandosi per lo stanziamento delle risorse necessarie per attuare al più presto il PNACC, che ad oggi resta purtroppo un piano sulla carta, che sono mancate anche nella legge di bilancio in approvazione; approvando il prima possibile una legge contro il consumo di suolo, che non si combatte fermando il fotovoltaico a terra ma vietando poli logistici, data center, nuove infrastrutture stradali, aree residenziali o produttive sui suoli agricoli; istituendo l’Osservatorio nazionale per l’adattamento ai cambiamenti climatici. Non sono più ammessi ritardi”.

Siccità

Il 2025 è stato segnato anche da una siccità ormai strutturale, che ha colpito soprattutto il Sud Italia, con particolare intensità in Sardegna, Puglia e Sicilia. Nel Nord della Sardegna, in particolare nella Nurra, numerose aziende agricole sono state costrette a rinunciare a molte colture, con gravi ricadute economiche. Drammatica la situazione degli allevamenti, che hanno dovuto affrontare il rischio di restare senza acqua per l’abbeveraggio, costringendo le imprese ad acquistare acqua a costi insostenibili.

In Sicilia, a settembre, i sindaci dei comuni del comprensorio irriguo di Ribera hanno chiesto una terza irrigazione di soccorso per salvare frutteti e colture di qualità. In Puglia, la Giunta comunale di San Severo ha deliberato la richiesta di dichiarazione di stato di calamità naturale a causa della prolungata siccità e delle temperature elevate.

Caldo record in Europa

Le alte temperature rappresentano un ulteriore segnale di allarme. Secondo i dati del Copernicus Climate Change Service, il 2025 è destinato a essere il secondo anno più caldo mai registrato, al pari del 2023 e subito dopo il 2024. È inoltre probabile che la temperatura media globale del triennio 2023-2025 superi per la prima volta la soglia di 1,5°C fissata dagli Accordi di Parigi.

In Europa, l’estate è stata segnata da ondate di calore eccezionali. Uno studio dell’Imperial College London e della London School of Hygiene & Tropical Medicine stima che il cambiamento climatico abbia causato 16.500 decessi in più rispetto a un’estate priva dell’aumento delle temperature legato alle attività umane.

“Il bilancio 2025 dell’Osservatorio Città Clima – dichiara Alice De Marco, presidente di Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta – conferma una tendenza allarmante: gli eventi meteorologici estremi continuano ad aumentare, con impatti sempre più gravi anche sul nostro territorio. Piemonte e Valle d’Aosta non sono immuni: la provincia di Torino figura tra le più colpite in Italia, con 12 eventi registrati nell’anno, mentre le piogge intense e le frane hanno messo a dura prova la tenuta idrogeologica delle nostre aree montane e collinari, in particolare la provincia del Verbano-Cusio-Ossola. In Piemonte gli eventi estremi registrati nel 2025 sono 28 (+27% rispetto al 2024) e, come da trend nazionale, anche nel territorio piemontese sono gli allagamenti da piogge intense i fenomeni più frequenti.
Questi numeri non sono semplici statistiche: raccontano di territori fragili, di comunità esposte a rischi crescenti e di un’emergenza climatica che richiede risposte immediate. È indispensabile accelerare l’attuazione del Piano Nazionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici e approvare una legge contro il consumo di suolo. Ma non basta: occorre avviare con urgenza la redazione dei Piani locali di adattamento al clima per Piemonte e Valle d’Aosta, strumenti fondamentali per tradurre le misure nazionali in azioni concrete sui territori, dalle città alle aree interne. Solo così potremo proteggere le persone, le infrastrutture e il nostro patrimonio naturale. Il tempo delle scelte è adesso.
Ricordiamo che nel 2025 i danni causati da ondate di calore, siccità e alluvioni in Italia ammontano già a 11,9 miliardi di euro: senza interventi strutturali, entro il 2029 si rischia di arrivare a 34,2 miliardi. È altrettanto urgente avviare una quantificazione economica puntuale dei danni subiti dal Piemonte, per programmare risorse e interventi adeguati. Non possiamo più permetterci ritardi: il PNACC deve uscire dalla teoria e diventare realtà, con risorse certe e governance efficace.”

Tenta di rubare abiti per più di 6mila euro, arrestato dai carabinieri

Rivarolo Canavese (TO). I fatti risalgono alle prime ore della mattina di domenica 28

dicembre, quando un trentaquattrenne, residente nel rivarolese, è stato arrestato in

flagranza di reato dai Carabinieri, dopo che al NUE 112 era arrivata la segnalazione di un

probabile furto in atto.

Le pattuglie di Rivarolo Canavese, Pont e Ronco, arrivate in pochi minuti sul posto, hanno

colto sul fatto l’uomo. Nel tentativo di darsi alla fuga, lo stesso si è prima dimenato e, negli

istanti successivi, ha frapposto la bicicletta utilizzata per raggiungere il luogo del furto tra

lui e i militari, facendo scattare quindi anche la resistenza.

L’autore, introdottosi nell’esercizio commerciale dopo aver rotto la porta d’ingresso, si era

impossessato di numerosi capi d’abbigliamento per un totale di 5.000 euro.

Ulteriori accertamenti svolti dai Carabinieri hanno inoltre ricondotto alla stessa persona un

secondo furto aggravato commesso in precedenza in un altro negozio d’abbigliamento,

sempre di Rivarolo Canavese, con un “bottino” di 1.500 euro.

L’intera refurtiva è stata restituita ai proprietari. Il trentaquattrenne, su disposizione della

Procura di Ivrea, è stato tratto in arresto per “furto aggravato” e “resistenza a pubblico

ufficiale”. All’arresto, poi convalidato, è seguita la misura cautelare dell’obbligo di dimora

nel comune di Rivarolo Canavese, con prescrizioni di permanenza in casa, insieme

all’obbligo di firma giornaliero.