Ieri sera una donna è morta verso le 21 in uno scontro avvenuto sulla tangenziale nord di Torino, nel tratto ttra Torino e Collegno di fronte alla sede dell’Iren, sullo svincolo di Corso Regina Margherita. Sono intervenuti il 118 e le forze dell’ordine per bloccare il traffico e verificare la dinamica dello scontro.
CON IL PATROCINIO DEL MAO DI TORINO
Due giornate internazionali di studio al Museo Archeologico Regionale “A. Salinas” e al Complesso Monumentale dello Steri di Palermo.
Venerdì 19 e sabato 20 settembre, Fondazione Changes e CoopCulture presentano a Palermo le Giornate di Studio “Patrimoni disponibili”, un incontro internazionale che riunisce studiosi, esperti, artisti e operatori culturali per riflettere sulle nuove sfide del patrimonio culturale: cura, accessibilità e partecipazione.
L’iniziativa si inserisce nel programma del partenariato esteso CHANGES – Cultural Heritage Active Innovation for Sustainable Society, finanziato dal PNRR – NextGenerationEU e sviluppato attraverso lo Spoke 9 “CREST – Cultural Resources for Sustainable Tourism”, guidato dall’Università Ca’ Foscari Venezia, che affronta il rapporto tra patrimonio e turismo sostenibile. Il convegno ha raccolto altre prestigiose collaborazioni e patrocini: l’Università degli Studi di Palermo, l’Università degli Studi di Bari Aldo Moro, la Regione Siciliana, Assessorato dei Beni Culturali e dell’identità siciliana, il MAO – Museo d’Arte Orientale di Torino e l’ICOM – International Council of Museums Italia.
Al centro del dibattito la prospettiva della Convenzione di Faro del 2005, che riconosce il diritto dei cittadini al patrimonio culturale e la responsabilità condivisa della sua cura.
Le due giornate intendono ridefinire il concetto stesso di patrimonio, superando la logica estrattiva del consumo turistico di massa e promuovendo una visione community-based, in cui cittadini, attori di un territorio e istituzioni siano co-protagonisti in tutto il ciclo del patrimonio, dalla mappatura, alla tutela, alla fruizione e valorizzazione, fino alla misurazione dei suoi impatti trasformativi in tanti diversi ambiti. Anche per questo il dibattito si svilupperà con l’apporto di tanti soggetti diversi e con approcci multidisciplinari: oltre 30 partecipanti si incontreranno per la prima volta a riflettere insieme sul patrimonio del futuro.
Il convegno, si aprirà con un inedito “trialogo” tra l’artista Fulvia Carnevale (Claire Fontaine), l’economista Sebastiano Bavetta e il costituzionalista Alfonso Celotto, per esplorare il patrimonio sotto tre prospettive, apparentemente distanti, ma complementari, creativa, economica e giuridica, offrendo un’occasione di riflessione sugli obiettivi dell’art.9 della Costituzione verso una piena attuazione della cultura come bene comune.
I lavori proseguiranno con tre sessioni dedicate rispettivamente alla cura, all’accessibilità e alla partecipazione. La prima analizzerà il principio di cura come responsabilità collettiva e processo dinamico che valorizza tanto i grandi monumenti quanto il patrimonio diffuso, con i contributi di Manuel Borja-Villel, Luisella Pavan-Woolfe, Riccardo Pozzo, Davide Quadrio, Catterina Seia e Giuliano Volpe.
La sessione successiva affronterà il tema dell’accessibilità come requisito politico e sociale, volto a garantire il diritto universale alla cultura, con gli interventi di Stefano Karadjov, Emanuela Totaro, Annalisa Trasatti, Andrea Viliani, Laura Barreca e Alessandra Ferrighi.
Infine, la sessione dedicata alla partecipazione esplorerà nuovi modelli di governance condivisa e co-creazione culturale, con gli interventi di Sandro Debono, Angela Rui, Vania Virgili, Diego Calaon e Diego Mantoan.
Le giornate si chiuderanno con un dibattito finale introdotto dall’Assessore all’Economia della Regione Siciliana Alessandro Dagnino, con la partecipazione di Giovanna Barni, Laura Barreca, Monica Calcagno, Anna de la Torre Fornell, Diego Mantoan, Ilaria Manzini, Giuliano Volpe. Interverranno inoltre Silvia Mascheroni, Coordinatrice gruppo di lavoro “Welfare culturale” ICOM-Italia ed Emma Amiconi, Presidente Fondaca – Fondazione per la cittadinanza attiva.
Il comitato scientifico è composto da Giovanna Barni (CoopCulture), Laura Barreca (Accademia di Belle Arti di Catania), Diego Calaon, Monica Calcagno (Università Ca’ Foscari Venezia), Diego Mantoan (Università degli Studi di Palermo), Ilaria Manzini (Fondazione CHANGES) e Giuliano Volpe (Università di Bari).
L’ideazione e il coordinamento scientifico sono a cura di Giovanna Barni e Laura Barreca.
La scelta di Palermo, del Museo Archeologico Regionale “A. Salinas” e dello Steri, nel cuore storico della città, non è casuale: in Sicilia CoopCulture ha sviluppato negli anni un modello innovativo di valorizzazione culturale diffusa e partecipazione comunitaria: alla Valle dei Templi di Agrigento (sito UNESCO) a Selinunte, Segesta, al Museo Archeologico A. Salinas, al chiostro dei Benedettini di Monreale e alla Zisa, fino ai progetti più recenti come il nuovo hub culturale di Palazzo Bonocore, e la sperimentazione del modello “cooperativo” di Partenariato Speciale Pubblico-Privato con l’Università di Palermo per l’Orto Botanico. Questi luoghi sono stati rigenerati attraverso strumenti di fruizione inclusiva e sostenibile, biglietti cumulativi e card dedicate alle famiglie, festival, spettacoli immersivi e iniziative di accessibilità che hanno portato i siti siciliani a risultati straordinari: oltre un milione di visitatori alla Valle dei Templi, record di presenze a Segesta e Selinunte e una crescita continua di nuovi pubblici.
“Patrimoni Disponibili nasce dall’esperienza sul campo e dall’urgenza di un cambio di paradigma – dichiara Giovanna Barni, Consigliera delegata innovazione CoopCulture – Non solo conservazione, ma cura di tutti. Non solo apertura ma piena accessibilità per tutti. Non solo fruizione, ma partecipazione attiva. Sono queste le direttrici per rendere il patrimonio realmente disponibile, vivo e condiviso.
Solo adottando strumenti di partecipazione allargata e di co-progettazione, potremo diversamente orientare i flussi turistici verso una fruizione più consapevole e diffusa e una più equa e sostenibile distribuzione dei suoi benefici per le comunità. I picchi registrati quest’anno e concentrati in pochi luoghi impattano negativamente sui cittadini e non generano sviluppo sostenibile”.
“Le Giornate di studio rappresentano l’occasione per sviluppare in Sicilia un confronto a più voci tra esperti provenienti da campi ed enti disciplinari differenti, attorno al ripensamento del patrimonio come ambito di intervento non più e solo destinato a conservatori o specialisti, ma a tutte le persone che, avvicinandosi attivamente ad esso possono contribuire responsabilmente ad una narrazione comune. La partecipazione è infatti una poetica da vivere, non un tema da sviluppare. Il patrimonio “disponibile” si costruisce per e con la collettività. Anche i musei, per tradizione dedicati alla tutela dei beni, possono agire come “dispositivi” di relazione e spazi per l’esercizio del pensiero critico”. – dichiara la professoressa Laura Barreca.
“La partecipazione e l’accessibilità sono oggi le vere chiavi per ripensare luoghi della cultura come spazi realmente aperti, non solo da visitare, ma da vivere” – aggiunge Ilaria Manzini, Direttrice Scientifica della Fondazione CHANGES – “Come Fondazione CHANGES crediamo che questi luoghi debbano diventare laboratori condivisi, capaci di accogliere comunità, cittadini e mondo della ricerca in un dialogo continuo. È questo lo spirito che anima le giornate di studio palermitane e altre iniziative future della Fondazione, come ‘Doors of Change’, pensata per aprire letteralmente e simbolicamente le porte del patrimonio: un invito a entrare, a contribuire e a costruire insieme nuove narrazioni, nuove forme di conoscenza e di partecipazione”.
Obiettivo finale delle Giornate sarà la definizione di un documento di raccomandazioni e indirizzi di policy, frutto del confronto interdisciplinare, da utilizzare come base programmatica per nuove strategie di governance culturale e investimenti futuri.
18 settembre 2025, alle 13 circa, in corso Mortara di Torino, i Carabinieri della Stazione di Barriera di Milano, su segnalazione dei colleghi di Poirino (TO), hanno fermato una coppia che nella stessa mattinata si era allontanata, volontariamente, da una struttura sanitaria di Pralormo (TO).
I due sono risultati entrambi ospiti della suddetta struttura residenziale, ed in particolare, la donna, sottoposta al regime della detenzione domiciliare per omicidio, con fine pena nel 2029, al termine degli accertamenti, è stata riaccompagnata presso la struttura di Poirino e denunciata in stato di libertà per il reato di “evasione”.
In Piazza Palazzo di Città a Torino arriva ARTIFLOR
Domenica 21 settembre (dalle 9.30 alle 19) in Piazza Palazzo di Città a Torino arriva ARTIFLOR, il piccolo mercatino dell’artigianato creativo e del verde organizzato da Orticola del Piemonte.
Un format che unisce natura, creatività e gusto per una giornata intera all’insegna dell’artigianalità autentica grazie alla presenza di piccoli artigiani, designer e produttori agricoli che “metteranno in piazza” le loro creazioni e i loro prodotti.
Saranno circa una ventina gli espositori che trasformeranno la deliziosa Piazza Palazzo di Città in un elegante salotto dove poter scoprire piccoli gioielli artistici come ceramiche, quadri, candele, pochette, vassoi in vetroresina ma anche cuscini, grembiuli, borse e piccoli accessori per la casa e dove poter assaporare alcune tipicità agroalimentari del territorio
I visitatori interessati potranno inoltre cimentarsi in un laboratorio d’argilla organizzato dall’artista ceramista Chu Hands: attraverso la tecnica del picking sarà possibile creare piccoli vasi per le proprie piantine e altri manufatti per abbellire i propri appartamenti.
Proseguirà fino al 31 ottobre con un fitto programma di appuntamenti
Con il concerto inaugurale di giovedì 18 settembre, che ha visto protagonisti nove musicisti da tutto il mondo, ha preso ufficialmente il via la quinta edizione del Festival dell’Accoglienza, entrando nel vivo delle prime settimane della programmazione che terminerà il 31 ottobre prossimo. In questo arco temporale il Festival dell’Accoglienza proporrà oltre 100 eventi diffusi con più di 150 ospiti intorno al tema “La speranza è una radice”, per approfondire attraverso più voci i temi della comunità, della mobilità umana e della multiculturalità.
Organizzato dalla Pastorale Migranti della Diocesi di Torino e dall’Associazione Generazioni Migranti, il festival è un appuntamento aperto alla riflessione, un luogo di dialogo ed esperienze che propone al pubblico e al territorio un’occasione per comprendere le sfumature del verbo accogliere, inteso come scelta di costruzione, comunità, giustizia e fraternità.
fino al 30 settembre 2025, sono in programma più di venti appuntamenti, tra incontri, panel, presentazioni di libri, spettacoli teatrali, eventi dentro e fuori la città, che coinvolgeranno ospiti di rilievo, tra i quali il Cardinale Matteo Maria Zuppi, l’attivista israeliana Irit Hakim e l’attivista palestinese Aisha Khatib, entrambe dell’associazione Combatants for Peace, l’autrice Paola Cereda, il giornalista Luca Attanasio, l’On. Sandra Zampa, in collegamento da remoto, il musicologo e divulgatore Giovanni Bietti e Alice Turra, responsabile del Centro Interculturale della Città di Torino. Numerosi gli appuntamenti aperti al pubblico, all’insegna dell’arte, della musica e dell’interculturalità, come lo spettacolo di danze folkloriche romene a cura del Centro di cultura e tradizioni italo-romena e Ansanbul Folkloric Carpatica Torino, il festival dei cori interculturali a cura di BabeleBab, che invaderanno pacificamente la città, e i laboratori per ragazzi e adulti in occasione della festa cinese della Luna, tra attività culinarie, giochi e osservazioni astronomiche, in collaborazione con l’associazione Zhisong e l’Istituto Nazionale di Astrofisica.
Venerdì 19 settembre, alle ore 18, presso il Sermig, a cura del festival della Missione, si è parlato di conquistare la pace e organizzare la speranza. Come si costruisce la pace in tempo di guerra e come si organizza concretamente la speranza. Si è tenuto un dialogo tra il Cardinale Zuppi e Dario Fabbri, introdotto da Agostino Rigon e Lucia Capuzzi, moderato da Francesca Caferri.
Sabato 20 settembre, dalle ore 15, si terrà “Il tesoro degli avi”, flashmob di danze internazionali rumene. In piazza San Carlo, attraverso via Garibaldi con arrivo alle ore 17 in piazza Statuto, ci sarà una parata di costumi tradizionali romeni. Intervengono Cosmin Dumitrescu, Maurizio Marrone, Iulian Herciu, Anca Manole ed Elisabeta Cioata-Burduja.
Domenica 21 settembre, dalle ore 15 al teatro Gioiello, in via Colombo 31, si terrà lo spettacolo di chiusura e premiazione del festival di danze floklorche e romene “Il tesoro degli avi”. Un progetto finanziato dal Departamentul Pentru Romanii de Pretutindeni. Alle 16.30, a partire dal Santuario della Consolata di via Maria Adelaide 2, in collaborazione con Azione Cattolica Diocesana di Torino, si terrà il ‘Frassa-Tour’ sui passi di Pier Giorgio Frassati. Una visita guidata sui luoghi frequentati dal Santo per raccontare la sua figura e il suo messaggio d’accoglienza nella vita quotidiana. Accompagna il tour Giovanni Belingardi. Dalle 17 alle 19 l’appuntamento è con “C’era una volta un rifugio diffuso”, presentazione della ricerca e il progetto Rifugio Diffuso, pratiche e reti d’accoglienza della Pastorale Migranti in via Cottolengo 24 bis. In collaborazione con FIERI e Famiglie Accoglienti.
Sono previsti i saluti dell’Assessore al Welfare, Diritti e Pari Opportunità Jacopo Rosatelli e Sergio Durando. Intervengono i ricercatori Magda Bolzoni e Davide Donatiello. In collegamento l’On Sandra Zampa. Dalle ore 16 prenderà il via l’appuntamento “La città che si prende cura-viaggio nel distretto Barolo + rassegna Mondi di Musica” presso il Giardino della Magnolia di via Cottolengo 24 A. Sarà una visita alla scoperta della cittadella del welfare nel cuore di Torino con le guide di Associazione Migranti. Il progetto è a cura di Mariia Shatailo e Maria Teresa Stella. A seguire un doppio concerto alla fisarmonica con Antonio Zappavigna, che propone arie della tradizione mediterranea e La Pleamar, quartetto che porta in scena i suoni e le tradizioni dell’America latina, con brani originali e perle della tradizione. Presenta Lea Palmulli.
Per informazioni dettagliate sui numerosi eventi che si svolgeranno fino al 31 ottobre, è possibile consultare il sito del Festival dell’Accoglienza https://festivalaccoglienzatorino.it
Mara Martellotta
Nella foto di Igino Macagno: Olivero, Zuppi, Fabbri
Riceviamo e pubblichiamo un programma di nuove iniziative rivolte ai giovani
Documentario: uno strumento per raccontare la comunità
Dal 13 al 17 ottobre 2025 si terrà il workshop residenziale, pratico e teorico, sul documentario a soggetto sociale e antropologico, condotto dai tutor di YEPP Italia APS.
Tra le attività che verranno svolte sono previste: definizione dell’idea narrativa, identificazione e interviste dei protagonisti, strutturazione dello storytelling, scelta dello stile visivo, riprese video e audio, montaggio, organizzazione della restituzione alla comunità. Un’esperienza di storytelling che avrà come prodotto finale un doc sul nuovo progetto “Mirafiori dopo il Mito | Arte” sulla valorizzazione di Mirafiori sud attraverso l’arte internazionale in connessione con la natura, il patrimonio storico e i temi della rigenerazione urbana.
Possono candidarsi ragazzi/e maggiorenni che hanno interesse per il documentario a carattere sociale e antropologico.
Partecipazione a pagamento: € 50 – la quota comprende lezioni, vitto, apparecchiature professionali per la pratica (per chi viene da fuori Torino: alloggio e trasporti locali).
La quota non comprende viaggi di andata e ritorno per Torino.
Sono disponibili borse di sostegno alla quota di partecipazione, per chi fosse interessato/a a partecipare ma in difficoltà sul pagamento della quota. Per informazioni sul sostegno, scrivere a info@fondazionemirafiori.it
ISCRIZIONE compilando il form online entro il 30 settembre – Posti limitati.
Verrà rilasciato a tutti un certificato di partecipazione
INFORMAZIONI: Andrea Serafini andrea@yepp.it
MAGGIORI INFORMAZIONI: fondazionemirafiori.it/doc-mdm-arte
Giovani: diteci la vostra!
Entro il 30 settembre è possibile partecipare all’indagine rivolta a giovani dai 16 ai 30 anni che frequentano Torino, per migliorare le attività delle Case del Quartiere e progettare iniziative più vicine agli interessi di giovani come te.
Rispondi al breve questionario relativo alla Casa nel Parco – Casa del Quartiere di Mirafiori sud per aiutarci a raccogliere opinioni, bisogni e proposte: bit.ly/3VHoy33
Diventa Youth Banker!
Entro il 31 ottobre è possibile candidarsi per entrare a far parte della YOUTH BANK della Fondazione della Comunità di Mirafiori. Il gruppo di giovani che verrà selezionato, tra i 19 e i 25 anni, avrà l’occasione di mettersi in gioco per fare la differenza all’interno della comunità, decidendo come utilizzare il fondo erogato da Fondazione Mirafiori per sostenere progetti di coetanei e migliorare il territorio di Mirafiori Sud.
Con Youth Bank si intende un nuovo modello di leadership giovanile, in cui sono i giovani a prendere le decisioni su come utilizzare fondi volti al sostegno di progetti ideati dai propri coetanei. Un’opportunità per i giovani di partecipare allo sviluppo del territorio, e di essere protagonisti del cambiamento attraverso progetti strutturati.
Cosa farai all’interno della Youth Bank?
-
Avrai il compito di ascoltare i bisogni e le idee dei tuoi coetanei
-
Entrerai a far parte di un team di giovani con cui crescere e confrontarti, prendendo insieme decisioni
-
Frequenterai un corso di formazione gratuito sui temi della progettazione sociale, gestione di fondi e analisi dei bisogni della comunità locale
-
Progetterai e scriverai il bando rivolto ad altri giovani e ti occuperai della promozione e del lancio del bando
-
Deciderai insieme agli altri YouthBanker quali progetti sostenere e finanziare
-
Seguirai l’andamento e la visibilità dei progetti selezionati
-
Verificherai i risultati e l’impatto sul territorio
ISCRIZIONE compilando il form online entro il 31 ottobre
INFORMAZIONI: Giulia Serracchioli g.serracchioli@fondazionemirafiori.it | 011 6825390
MAGGIORI INFORMAZIONI: fondazionemirafiori.it/youth-bank-2025
La Youth Bank di Mirafiori è un progetto sostenuto e promosso da Fondazione Mirafiori in collaborazione con YEPP Italia APS.
Il Consiglio di amministrazione del Museo Diffuso della Resistenza, della Deportazione, della Guerra, dei Diritti e della Libertà ha nominato all’unanimità Massimo Coda Spuetta nuovo Direttore dell’istituzione.
Coda Spuetta è entrato in carica al termine di un lungo percorso professionale che lo ha visto per quasi vent’anni dirigente della Compagnia di San Paolo, dove si è occupato in particolare di scuola e di coordinamento delle aree erogative. Ha contribuito in modo determinante alla nascita del Polo del ’900, di cui è stato consigliere dal 2016 al 2022.
La sua carriera lo ha portato a ricoprire incarichi di primo piano in importanti istituzioni culturali e accademiche: è stato Coordinatore Generale della Biennale di Venezia, Direttore Amministrativo dell’Università IUAV di Venezia, Presidente del Museo del Territorio Biellese, nonché docente presso la SDA Bocconi di Milano e la Scuola di Amministrazione Aziendale dell’Università di Torino.
Laureato in Filosofia a Torino e con un diploma MBA conseguito alla SDA-Bocconi, Massimo Coda Spuetta guiderà il Museo Diffuso in una nuova fase del suo percorso, confermandone il ruolo di luogo vivo di memoria, di ricerca e di dialogo sui valori democratici, i diritti e le libertà.
Cgil in piazza San Carlo per Gaza
Lavoratori di diversi settori – metalmeccanici edili, trasporti E commercio – si fermano per quattro ore oggi venerdì 19 settembre. Lo sciopero, promosso dalla Cgil Piemonte, coinvolge Torino dove è in corso una manifestazione in piazza San Carlo e il resto della regione.
“La situazione in corso nella Striscia di Gaza, con l’occupazione portata avanti dal governo israeliano, rappresenta un fatto di gravità senza precedenti che denunciamo con forza – scrive in una nota Cgil Piemonte –. È tempo di agire”.
Il sindacato chiede un impegno immediato da parte delle istituzioni italiane e internazionali: “Chiediamo con urgenza che il governo italiano, insieme agli altri governi e alle organizzazioni sovranazionali, intervenga per fermare quanto sta accadendo, fino alla convocazione di una conferenza di pace sotto l’egida delle Nazioni Unite”.
Foto Francesco Valente IL TORINESE WEB TV



Pomeriggio movimentato il 16 settembre scorso, in centro a Torino: i Carabinieri del Nucleo Radiomobile del Comando Provinciale hanno portato a termine vari interventi, fra i quali due arresti in flagranza di reato:
– alle 16.00, in Via Po, i militari del pronto intervento hanno bloccato e arrestato una trentaseienne ivoriana, in Italia senza fissa dimora che, in stato di alterazione psicofisica, stava molestando le persone sulla strada; la donna, alla vista dei Carabinieri, si è lanciata contro di loro tentando di colpirli con calci e pugni, per potersi sottrarre al controllo, ed ha perseverato anche all’interno dell’autovettura di servizio. Per questa ragione è stata arrestata, gravemente indiziata del reato di “resistenza a pubblico ufficiale” e trattenuta presso le camere di sicurezza in attesa del rito direttissimo;
– contestualmente, altri equipaggi sono intervenuti poco lontano, in via Roma, presso l’esercizio commerciale di una nota catena, ove poco prima un ventiseienne di origini marocchine si era impossessato di capi di abbigliamento ed accessori vari, cercando di allontanarsi senza pagare; l’uomo, su indicazione della sicurezza privata che lo aveva individuato, è stato bloccato dai militari dell’Arma e arrestato in quanto gravemente indiziato del reato di “furto aggravato” , per poi essere tradotto presso la propria abitazione, in regime di arresti domiciliari.
Accademia Albertina delle Belle Arti Torino, via Accademia Albertina 6
19 settembre 2025 – 8 dicembre 2025
World Press Photo Exhibition 2025, la più prestigiosa mostra di fotogiornalismo al mondo, torna a Torino: le 144 immagini che la compongono saranno esposte nell’ipogeo della Rotonda del Talucchi, all’Accademia Albertina delle Belle Arti, in via Accademia Albertina 6, da venerdì 19 settembre a lunedì 8 dicembre.
L’esposizione presenta i lavori di fotogiornalismo e fotografia documentaristica vincitori della 68ª edizione del concorso, firmati per le maggiori testate internazionali, come New York Times, Washington Post, Der Spiegel, Time, le agenzie France Presse, Associated Presse, Reuters, Tass: immagini che offrono una panoramica sul presente e rappresentano un’opportunità per un viaggio critico nell’attualità, affrontando questioni come conflitti, disordini politici, crisi climatica, viaggi dei migranti.
Le 144 immagini sono state selezionate tra le 59.320 scattate da 3778 fotografi provenienti da 141 paesi.
A Torino l’esposizione torna per il nono anno consecutivo ed è organizzata da Cime, Ambassador Italia della World Press Photo Foundation di Amsterdam.
L’apertura al pubblico è prevista per venerdì 19 settembre alle 16. Anche quest’anno, la mostra, che gode del patrocinio della Città di Torino, sarà accompagnata da conferenze dedicate alla fotografia e ai grandi temi dell’attualità.
L’edizione 2025
World Press Photo Contest 2025 ha coinvolto sei giurie regionali e una giuria globale, che è stata presieduta dall’italiana Lucy Conticello, direttrice della fotografia per M, il magazine di Le Monde. Il processo di selezione ha richiesto due mesi di intenso lavoro, tra gennaio e febbraio 2025.
Il concorso è stato suddiviso in sei aree geografiche: Africa, Asia Pacifica e Oceania, Europa, Nord e Centro America, America del Sud, Asia Occidentale, Centrale e Meridionale. Questo approccio regionale ha permesso di ottenere una visione e un racconto globale di ciò che accade sul nostro Pianeta. Una volta selezionati i vincitori per ogni area, si è proceduto alla scelta dei vincitori assoluti.
Quattro, invece, sono state le categorie in cui è stato suddiviso il concorso: Singole, Storie, Progetti a lungo termine e Open Format, dedicata all’interazione tra fotografia e altri linguaggi.
«Il World Press Photo Contest rappresenta un importante riconoscimento per professionisti che lavorano in condizioni difficili ed è anche un riassunto, per quanto incompleto, dei principali avvenimenti internazionali. Come giurati, siamo andati in cerca di immagini che possano favorire il dialogo» afferma Lucy Conticello, presidente della giuria mondiale.
I fotografi selezionati nel 2025 sono originari di Bangladesh, Bielorussia, Brasile, Colombia, Corea del Sud, Germania, Spagna, Stati Uniti, Francia, Haiti, Indonesia, Iran, Iran/Canada, Italia, Myanmar, Nigeria, Palestina, Olanda, Perù/Messico, Filippine, Portogallo, Repubblica Democratica del Congo, Russia, Germania, Salvador, Sudan, Thailandia, Turchia, Regno Unito e Venezuela.
I vincitori
A vincere il titolo di World Press Photo of the Year 2025 è stata la palestinese Samar Abu Elouf con un’immagine che ritrae Mahmoud Ajjour, 9 anni, un bambino mutilato da un attacco israeliano sulla Striscia di Gaza, nel marzo 2024. Questa immagine è stata pubblicata sul New York Times.
Durante la fuga, Mahmoud si è voltato per esortare la famiglia a fare presto. Un’esplosione ha intercettato le braccia tese e le ha distrutte. Dopo le cure mediche, la famiglia è stata evacuata in Qatar, dove il bambino sta imparando a scrivere con i piedi. La fotografa Samar Abu Elouf è stata, invece, evacuata da Gaza nel dicembre 2023 e vive ora a Doha, nello stesso complesso di appartamenti di Mahmoud.
Due sono finalisti per la Foto dell’Anno del World Press Photo: richiamano l’attenzione su altre due questioni di grande attualità, l’immigrazione e il cambiamento climatico.
Lo statunitense John Moore ha vinto con “Attraversamento notturno” che testimonia il fenomeno dell’immigrazione cinese clandestina negli Stati Uniti con un’immagine di alcuni migranti che cercano di scaldarsi sotto la pioggia, dopo avere attraversato il confine del Messico. È stata scattata in California il 7 marzo 2024 per Getty Images.
Il peruviano-messicano Masuk Nolte si è classificato finalista con “Siccità in Amazzonia”, realizzata per Panos Piciture, Bertha Foundation. Rappresenta un giovane costretto a percorrere a piedi due chilometri sul letto del fiume in secca per portare cibo a sua madre che vive in un villaggio un tempo accessibile in barca. È stata scattata il 5 ottobre 2024.
Tra i temi trattati anche l’attentato a Donald Trump, la campagna elettorale in Venezuela, la violenza delle gang a Haiti, le proteste anti governative in Kenya, Georgia e Bangladesh.
Tra i progetti a lungo termine premiati c’è quello dell’unica fotografa italiana selezionata, Cinzia Canneri, che ha seguito le vite di alcune donne in fuga dal regime repressivo in Eritrea e dal conflitto in Etiopia. La bielorussa Tatsiana Chypsanava, invece, ha raccontato come una comunità maori difende la sua identità culturale in Nuova Zelanda, mentre Aliona Kardash è tornata nel suo paese d’origine, la Russia, per capire come la repressione e la propaganda abbiano trasformato le persone che sono rimaste. In America Centrale, Carlos Barrera ha documentato la violenza del governo di Nayib Bukele in Salvador, mentre Federico Ríos ha attraversato la regione selvaggia tra Panama e Colombia insieme ai migranti che rischiano la vita per arrivare negli Stati Uniti. Ancora, Ebrahim Alipoor è arrivato sulle montagne impervie del Kurdistan iraniano per conoscere le storie dei kolbar, i corrieri che trasportano illegalmente merci tra Iraq, Turchia e Iran.

La mostra a Torino
«Torino si conferma capitale culturale e civica dell’informazione visiva. Per il nono anno consecutivo, la World Press Photo Exhibition torna in città, rinnovando l’impegno a offrire uno sguardo lucido e internazionale sulle storie che definiscono il nostro tempo. Una cultura che è anche servizio pubblico – dice Vito Cramarossa, direttore di CIME, Ambassador Italia della World Press Photo Foundation di Amsterdam – Il pubblico torinese – cittadini, scuole, professionisti, famiglie – cresce di anno in anno: un segnale di comunità viva, curiosa ed esigente, consapevole del valore del giornalismo e del fotogiornalismo nel comprendere la complessità del presente. La mostra diventa così uno spazio condiviso di confronto, sensibilizzazione e partecipazione alla vita democratica».
Aggiunge Cramarossa: «Per la prima volta, quest’anno, la mostra approda all’Accademia Albertina di Belle Arti: una cornice che unisce arte, bellezza e responsabilità dell’informare. Per l’Accademia e per i suoi studenti è un’occasione concreta di dialogo con linguaggi, etiche e pratiche del giornalismo visivo contemporaneo. Ringraziamo la Città di Torino e l’Accademia Albertina per la collaborazione e la fiducia. Con questa edizione riaffermiamo il valore dell’informazione di qualità e delle arti come beni comuni, e rendiamo omaggio al lavoro rigoroso e coraggioso dei giornalisti e fotogiornalisti nel mondo».
Salvo Bitonti, direttore dell’Accademia Albertina: «La fotografia è di casa all’Accademia Albertina di Belle Arti, nelle sue collezioni storiche e nell’oggi della formazione artistica. Con grande piacere abbiamo concesso l’ipogeo della Rotonda del Talucchi alla mostra internazionale World Press Photo 2025, permettendole di essere visitata dai nostri studenti e da tutti i cittadini».
Cos’è World Press Photo
Tutto ebbe inizio nel 1955, quando un gruppo di fotografi olandesi decise di organizzare il primo concorso internazionale World Press Photo. Da quell’iniziativa pionieristica, il concorso è cresciuto fino a diventare il più prestigioso a livello mondiale nel campo del fotogiornalismo e la mostra più visitata in assoluto. La World Press Photo Exhibition non è solo un concorso fotografico, ma una celebrazione delle storie che queste immagini riescono a raccontare, superando confini culturali e linguistici. Ogni anno, la mostra offre uno spaccato unico della storia contemporanea, permettendoci di riflettere sugli eventi e i temi cruciali del nostro tempo.
La World Press Photo Foundation è un’organizzazione indipendente e senza scopo di lucro, con sede ad Amsterdam, che si dedica a sostenere il fotogiornalismo e la fotografia documentaristica di alta qualità. L’obiettivo della fondazione è promuovere un’informazione visiva libera e accessibile, capace di offrire una comprensione più profonda del mondo contemporaneo attraverso lo sguardo dei migliori fotografi al mondo.
Quest’anno, la mostra toccherà le 60 principali città di tutti i continenti. Si stima che oltre tre milioni di persone visiteranno l’esposizione a livello globale, rendendola un evento di portata eccezionale e un’occasione imperdibile per chiunque voglia comprendere meglio le dinamiche del mondo attuale attraverso la forza evocativa delle immagini.
Attraverso il suo impegno costante, la World Press Photo continua a illuminare le storie più urgenti del nostro tempo, garantendo che le voci di chi documenta la realtà, spesso in condizioni pericolose e difficili, possano raggiungere un pubblico globale e fare la differenza.
La mostra aprirà al pubblico venerdì 19 settembre alle ore 16.
ORARI
Da lunedì a venerdì: 10-20.
Sabato e domenica: 10- 21.
La biglietteria chiude 30 minuti prima.