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Dal 7 al 23 maggio, alla galleria Malinpensa by La Telaccia
La galleria d’arte Malinpensa by La Telaccia ospita dal 7 al 23 maggio prossimi la mostra dal titolo “Intreccio visivo”, curata da Monia Malinpensa e incentrata su due artisti, Daniela Rosso Prin e Mauro Sanna.
Daniela Rosso Prin è una pittrice torinese, il cui mondo pittorico emana freschezza e, al tempo stesso, calore, dimostrando la capacità di utilizzo delle diverse tecniche pittoriche nella esaltazione della profondità dei colori, usati per dar vita a soggetti mai banali e ripetitivi. L’artista predilige la tecnica ad olio e aderisce alla pittura figurativa, affrontando indifferentemente sia il tema del paesaggio sia la sfida del ritratto e riversando sulle tele le proprie intuizioni di ispirazione e le proprie emozioni, attraverso attente disposizioni tonali, utilizzando a tratti il pennello, a tratti la spatola. Daniela Rosso, in arte Prin, nelle sue opere rivolge un’attenzione particolare alla natura, che si apre come un vivo respiro capace di attraversare la tela. Si tratta di un luogo dove la realtà esterna e la dimensione interiore si incontrano in un dialogo silenzioso e profondo.
I suoi paesaggi non sono semplici scenari, ma spazi vivi sospesi tra realtà e immaginazione , in cui figura la presenza umana, che si pone in costante dialogo con la forza della natura.
A scandire stagioni e movimenti è la luce, capace di modulare colori e ombre, mentre ogni segno si trasforma in gesto poetico, in ritmo, in vibrazione emotiva. La ricerca della Prin si muove lungo un percorso intimistico e contemporaneo, in cui ogni opera risulta una sintesi tra colore, armonia e forma.
Il secondo artista in mostra è Mauro Sanna, nativo di Sassari e tuttora residente e attivo a Sassari.
Fin da piccolo dimostrò una spiccata propensione per l’arte in tutte le sue forme, soprattutto nei confronti del disegno e della pittura, tanto che, intorno al 1977, durante la scuola, venne notato da pittori di fama regionale, che gli consigliarono il proseguimento degli studi artistici.
Dopo aver conseguito il diploma di maestro d’Arte Applicata, Mauro Sanna iniziò subito a lavorare per aziende locali occupandosi di serigrafia e pubblicità, dimostrando in questi stimolanti lavori la sua creatività. In mostra sono opere pittoriche astratte realizzate ad olio su tela.
Attraverso le sue opere l’artista Mauro Sanna trasmette una vitalità singolare, in cui gli elementi segni i si compenetrano in maniera armoniosa, dando vita a un equilibrio compositivo del tutto compiuto. Nelle sue opere presente un dialogo lirico tra sensibilità e tecnica, studio e spontaneità, in cui la composizione vive nella libertà del gesto e della luce, divenendo voce poetica e percezione dello spazio visivo. L’universo rivelato dai suoi dipinti è al tempo stesso intimo e universale e il suo astrattismo pittorico si traduce in un racconto fortemente simbolico e carico di energia.
L’astrattismo di Mauro Sanna possiede una resa scenica e formale unica, che rende ben riconoscibile la sua ricerca artistica.
Malinpensa Galleria d’Arte by La Telaccia
Corso Inghilterra 51
Orari 10.30-12.30/ 16-19
Chiuso lunedì e festivi.
Per informazioni tel 011/5628220


La comprensione dei suoi “Ritratti” e delle sue opere in genere va sempre oltre ciò che l’artista ti presenta in parete, per portarti in oscuri spazi dell’inconscio difficili da esplorare. Solo “suoi”. A noi lasciarci avvolgere da quell’aura di sublime arruffato mistero che è il “suo” e solo “suo” piccolo-grande universo. Accanto al quale, gravitano in mostra (figure amiche!) anche altri ritratti provenienti dalle Collezioni della stessa “Fondazione Bottari Lattes” insieme a quelle di altre Gallerie, con opere realizzate da pittori e scultori del suo stesso “contesto artistico”. La selezione comprende quindi dipinti di Felice Casorati, di esponenti del torinese “Gruppo dei Sei” come Jessie Boswell, Francesco Menzio (suo un piccolo “ritratto della moglie”) e Carlo Levi (bizzarro il suo onirico “Risveglio -un solo occhio aperto- con la madre”), accanto ad altri di Luigi Spazzapan, Italo Cremona (bel bello in canottiera) e Mario Calandri, affiancati da tre notevoli pittrici come Nella Marchesini, Daphne Maugham e l’estrosa Carol Rama. Tra le incisioni, le nitide fisionomie dell’amico ceco Jiri Anderle (famoso per le sue “mezzature”) e un sintetico volto di Mario Surbone. Tre le sculture esposte: una preziosa testa femminile in cera di Giacomo Manzù, di forte ispirazione impressionista alla Medardo Rosso; una figura quasi astratta di Sandro Cherchi e un ritratto con forti richiami al cubismo di Mario Giansone.