Scrivere a quaglieni@gmail.com
|
“TRANSMISSIONS people – to – people” Al Museo del Risorgimento di Torino, cinque incontri per raccontare la mostra fotografica di Tiziana e Gianni Baldizzone
Da martedì 13 ottobre a martedì 1 dicembre, ore 18

Saluzzese, classe ’56. Negli anni ’70 fu lo sciatore più giovane della mitica “Valanga azzurra”, nonché il più forte slalomista italiano di quella compagine dopo Gustav Thoni, Piero Gros e Fausto Radici. Dodici podi, oltre cinquanta piazzamenti nei primi dieci, rimase competitivo fino ai trent’anni. Oggi fa il giornalista sportivo e dal ’93, dopo una parentesi a Telemontecarlo, lo sci lo racconta – con lo stesso entusiasmo che sfoderava e trasmetteva sulle piste – commentando per la Rai le gare di sci alpino, affiancando prima Furio Focolari, poi Carlo Gobbo e quindi Davide Labate. Sarà proprio lui, Paolo De Chiesa a dare il via, martedì prossimo 13 ottobre, alle 18, al ciclo di “Incontri”organizzati dal Museo Nazionale del Risorgimento Italiano in piazza Carlo Alberto 8 a Torino, nell’ambito della mostra fotografica, a firma di Tiziana e Gianni Baldizzone, dal titolo “TRANSMISSIONS people – to – people” e ospitata nel Corridoio Monumentale della Camera italiana fino al 6 gennaio 2021. Cinque incontri, spalmati nell’arco di tre mesi, su argomenti strettamente connessi al tema della mostra che attraverso 60 scatti, in grande formato a colori e in bianco e nero, racconta la trasmissione – di generazione in generazione – di millenari “saperi”, magnificamente documentati attraverso l’obiettivo fotografico in viaggi entusiasmanti (durati dal 2010 al 2018) dall’Asia all’Africa all’Europa, Italia compresa e lo stesso Piemonte. Negli incontri si parlerà di sport, con De Chiesa per l’appunto (“Dalla Valanga azzurra al microfono: raccontare e trasmettere una passione”), e del suo essere scuola importante, attraverso cui trasmettere ai giovani i segreti di un “mestiere” o di un “gioco” che mestiere può diventare,indubbiamente appassionante ma anche capace di regalare dal maestro all’allievo regole importanti di vita. Valide sempre. Anche a giochi finiti. E poi, ancora, siparlerà di ambiente e paesaggio, di psicologia e di managerialità e delle tante storie di donne e uomini raccontate dalle immagini esposte dei due artisti.

“TRANSMISSIONS people – to – people, 8 anni di ricerca sul campo. Le storie dietro le fotografie”, è infatti il titolo e il tema del secondo appuntamento, programmato per martedì 27 ottobre (ore 18), con i fotografi Tiziana e Gianni Baldizzone, autori della mostra, che parleranno delle storie che sono andati a cercare e di quelle di cui sono stati testimoni; di comesono nate e sono state composte alcune delle fotografie del progetto. I due (compagni di vita e di lavoro) mostreranno anche reportages e fotografie inedite con l’intervento di Tiziana Bonomo, curatore della mostra.
Martedì 10 novembre (ore 18), sarà la volta di Consolata Beraudo di Pralormo (“Di generazione in generazione. Conservazione e innovazione nella tutela dell’ambiente e del paesaggio”) che racconterà di come conservare l’esistente senza stravolgerlo, attraverso progetti innovativi, rispettosi dei valori tradizionali ma proiettati verso il futuro.
Remigia Spagnolo, psicologa del lavoro e fondatrice di “Professional Dreamers Project” incontrera’, poi,martedì 24 novembre (ore 18), i due Baldizzone in un incontro sul tema del “Trasmettere il ‘sogno professionale’. L’occhio del fotografo incontra lo sguardo dello psicologo”. Fotografia e psicologia a confronto. Bella sfida!
E infine, martedì 1 dicembre (ore 18), si chiuderà con “Saper fare, saper vivere, saper essere. La trasmissione della managerialità: illusione o realtà?”. Altro argomento bello tosto. Di scena, Luigi Francone, top manager da oltre cinquant’anni, prima in Fiat e poi in altre aziende, italiane ed estere.
La partecipazione agli “Incontri” è gratuita. E’ necessario prenotarsi al numero 011/5621147. Tutti gli appuntamenti saranno trasmessi in diretta sulla pagina facebook.com/MuseoRisorgimentoTorino.
Gianni Milani
Bossolasco, il paese delle rose / Ci sono eventi che si sa saranno un successo. Si sente nell’aria ed è forte il consenso che fanno registrare
Un cocktail di ex Libris e racconti gialli che è unico in Italia, ma non solo per questo format innovativo che si reinventa puntando al passato per configurare un nuovo futuro che punta sulla speranza e il desiderio di gettarsi nuovamente nella mischia che il mostricciattolo Covid non ha fermato e non fermerà.
Contenti gli sponsor che si sono detti entusiasti dell’evento di Rosa in Giallo.

Il presidente Giovanni Quaglia, di Fondazione Crt, main sponsor dell’evento, ha tessuto le lodi del concorso e della sua capacità di radicarsi sul territorio e valorizzare i territori minori.
Fra gli altri sponsor, molto soddisfatti anche Fondazione CRC, rappresentata da Massimo Gula in vece del presidente Giovanni Genta, il Gruppo Egea, nella persona del responsabile dellacomunicazione Mauro Davico e Giorgio Rivetti che ha recentemente acquisito la Contratto di Canelli, ma anche la direttrice dell’ Azienda di Soggiorno di Bolzano, Roberta Agosti che aveva fiutato l’evento e partecipa all’organizzazione di Rosa in Giallo che farà tappa a, dicembre, a Bolzano.
Un parterre di eccezione composto da Bruno Gambarotta, Margherita Oggero, Biagio Fabrizio Carillo, Danilo Paparelli, Roberta Agosti, Bruno Vallepiano e Tommaso Lo Russo che moderava assieme a Cristina Borgogno de La Stampa.
Un gruppo veramente affiatato nel quale i mattatori non sono stati solo Margherita Oggero e Bruno Gambarotta, che giocano a far intendere di avere una visione diversa delle cose, ma non è così, perché, per loro, è il gioco delle parti e ciascuno ha una prospettiva che serve ad integrare l’altra e a fornire una visione che non è antitetica, ma complementare ed ha come effetto finale un quadro complessivo più completo.
Aneddoti curiosi sono stati raccontati sia dalla Oggero che da Gambarotta, ma anche da Bruno Vallepiano e Fabrizio Biagio Carillo che ha anche parlato di tecniche investigative per la soluzioni dei casi delittuosi, siano essi della vita reale che della finzione.
Curiosità anche da parte di Danilo Paparelli, uomo di mondo, che ha fatto il militare a Cuneo come Totò e delle cui vignette è pieno lo studio del presidente Fondazione Crt, Giovanni Quaglia.
Veniamo allo svolgimento dell’evento: un tempo un po’ ballerino obbligava ad aprire, ad intermittenza, qualche ombrello, ma sembrava più una sorta di coreografia che una vera difesa dalla pioggerellina che è, comunque, durata pochissimo.
Per quanto riguarda la cronaca di Rosa in Giallo, introduceva il sindaco Franco Grosso che passava la parola all’assessore alla Sanità Regionale Genesio Luigi Icardi, in rappresentanza della Regione Piemonte e, tra l’altro, Lions di Santo Stefano Belbo e quindi al presidente dell’Unione Montana, Roberto Bodrito.
Veniamo allo svolgimento vero e proprio dell’evento: cominciava Tommaso Lo Russo in qualità di presidente del Club Lions Alba Langhe e di Solstizio d’Estate che bandisce il concorso internazionale Il Bosco Stregato e organizza l’evento assieme al comune di Bossolasco, al Club Lions Alba Langhe e al comune di Bossolasco.
Diceva Lo Russo << un caloroso benvenuto a tutti gli intervenuti e a quanti, per concomitanza di impegni, non hanno potuto partecipare alla Prima tappa di Rosa in Giallo.
A questo punto viene spontaneo chiedersi, che cos’è il concorso Rosa in Giallo? È un unicum, non solo in Italia, che mischia i racconti gialli con gli ex libris (incisioni).
Come in tutte le manifestazioni sono arrivati telegrammi, addirittura, alcuni dall’aldilà:
•Franco Piccinelli, presidente della sezione Brevi Novelle del concorso il Bosco Stregato, cantore delle Langhe e regista memorabile, di un satirico Processo al vino, tenutosi a Borgo Robinie a Bosia;
•Remo Palmirani, medico eccezionale, esegeta degli Ex Libris e presidente della sezione ex libris del concorso Il Bosco Stregato;
•Philipe Daverio che ha fatto i complimenti a Danilo Paparelli per la vignetta che gli ha dedicato e per il logo di Rosa in Giallo;
•Roberto Turla, mentore nel campo delle incisioni di Tommaso Lo Russo che per celia lo chiamava santità;
•Per ultimo, ma non ultimo, Nicola Lo Russo, ideatore del Concorso Il Bosco Stregato.
Il concorso prevede una sezione per gli scrittori già affermati; una per i traduttori di gialli; un’altra per i racconti gialli rivolti ad esordienti e in via di affermazione o desiderosi di partecipare e una sezione ex libris ispirati al giallo. Entrambi con scadenza 30 ottobre 2021.
Sono previste giurie tecniche per gli ex libris e per i racconti gialli, di cui, fra gli altri, fanno parte: Margherita Oggero, Bruno Gambarotta , Bruna Bruna e, in rappresentanza del Club Lions Alba Langhe, Bruno Frea. Le giurie scolastiche sono rappresentate dai Licei Govone di Alba, GB Gandini – G.Giolitti di Bra e Giosuè Carducci di Bolzano.
Un ringraziamento particolare a Regione Piemonte, Consiglio Regionale, Fondazione Crt (main sponsor), Fondazione Crc, Gruppo Egea e a quanti potrebbero diventarlo per il successo e la valenza di Rosa in Giallo e per la capacità di coinvolgere anche le scuole.
Il concorso prevede, inoltre, il coinvolgimento degli Istituti Alberghieri del Piemonte e non solo Apro di Alba, ma di molti altri Istituti, come quello alberghiero di Merano per la realizzazione di un piatto o di un cocktail ispirato al giallo.
Finito il Salotto letterario, si passava ai meriti alla carriera. Fuori concorso, il primo riconoscimento veniva assegnato al presidente Giovanni Quaglia. Nel premio c’erano i simboli del territorio: un ex libris di Cristian Blaesberg dedicato a Remo Palmirani e ispirato all’icona dei gialli, Sherlock Holmes, una borraccetta che verrà donata a 5 mila studenti delle scuole dell’Albese, frutto della collaborazione tra Lions di Alba e Rotary di Alba e Canale – Egea e Banca d’Alba e Solstizio d’Estate; un libro sulla Ferrero e un magnum Alta Langa della Contratto di Canelli che ora appartiene a Giorgio Rivetti.
Al presidente Giovanni Quaglia lo consegnava il Governatore del Distretto 108 Ia3, Senia Seno, mentre a Biagio Fabrizio Carillo lo consegnava l’assessore alla Sanità regionale Genesio Luigi Icardi;a Bruno Gambarotta il sindaco Franco Grosso e a Margherita Oggero il presidente Club Lions Alba Langhe Tommaso Lo Russo ; a Danilo Paparelli il vice governatore Lions Distretto 108 Ia3, Pierfranco Marrandino e a Bruno Vallepiano lo ha attribuito il rappresentante Fondazione Crc, Massimo Gulla mentre a Roberta Agosti, l’ex direttrice del Circolo dei Lettori, Maurizia Rebola e al Governatore del Distretto 108 Ia3, SeniaSeno lo assegnava Tommaso Lo Russo, nella doppia veste di presidente del Club Lions Alba Langhe e di Solstizio d’Estate.
Fra i vincitori del prossimo anno, con un intervento, fuori programma Tiziana Prina delle Edizioni Le Assassine.
Solstizio d’Estate compie vent’anni ed è segno della capacità di rinnovarsi guardando al passato per unirlo al presente che rappresenta il nostro domani e lo fa con il ricordo degli Ex Libris dedicati a Remo Palmirani che aveva spinto all’ideazione di una sezione dedicata alle incisioni del Concorso Internazionale il Bosco Stregato che, in questa occasione, ne sceglie uno ispirato all’icona del giallo rappresentato da Sherlock Holmes.
Rosa in Giallo è legata a Bossolasco, paese delle rose e al significato della rosa: simbolo di silenzio e virtù, ma anche di completezza. Rosa che rappresenta il passaggio necessario al raggiungimento della perfezione ed è per questo che lo dedichiamo, come riconoscimento alla carriera, ad una persona particolarmente poliedrica.
Per finire, il rinfresco offerto dal comune di Bossolasco, per concludere la prima tappa di Rosa in Giallo in attesa di andare a Bolzano, a dicembre.
Dal 1° ottobre Torino accoglie la nuova tappa di Beyond Walls – Oltre i muri, il progetto di Land Art dell’artista franco-svizzero Saype sostenuto dal Gruppo Lavazza in collaborazione con il Comune di Torino e i Musei Reali Torino
Due mani che si tendono l’una verso l’altra e si stringono, in una presa che trasmette fiducia e aiuto reciproco: è questa l’immagine al centro del progetto Beyond Walls – Oltre i muri firmato dall’artista franco-svizzero Saype.
Città di Torino con questo progetto, conferma il proprio impegno sui temi della sostenibilità e della condivisione, consolidandosi come metropoli internazionale dalla spiccata vocazione culturale. Un messaggio di solidarietà e di fratellanza per un’opera dipinta sull’erba, che connette idealmente la città di Torino al resto del mondo. Dopo essersi fatta portavoce dei messaggi di rinascita e solidarietà con la campagna #TheNewHumanity, ora Lavazza ha deciso di supportare Saype, artista con cui condivide visione e valori che faranno da filo conduttore per il Calendario Lavazza 2021.
In parallelo, i Musei Reali si fanno sostenitori del progetto grazie alla volontà di connettere il patrimonio delle arti classiche alle espressioni artistiche contemporanee, contribuendo a realizzare uno dei più importanti interventi artistici su scala globale degli ultimi anni. Nella cornice del Parco archeologico della Porta Palatina di Torino, uno dei luoghi storici della città, Beyond Walls diventa un ulteriore tassello della “più grande catena umana della storia”, coprendo cinque continenti per un totale di oltre venti città diverse. Settima tappa di un progetto globale inaugurato a Parigi nel 2019 e che ha già toccato luoghi come la Tour Eiffel di Parigi, il muro di Berlino e il memoriale di Ouagadougou in Burkina Faso.
La scelta di accogliere l’opera presso una delle porte di accesso della città, soglia che delimitava i confini dello spazio cittadino dal mondo esterno, sottolinea il desiderio dell’artista di superare i muri fisici e mentali, invitandoci a intraprendere uno sforzo collettivo per sentirci parte viva di un unico ecosistema, responsabili di un fragile equilibrio che richiede la nostra cura e il nostro impegno individuale.
Ogni singola mano appartenente al progetto Beyond Walls, con i suoi dettagli che rimandano a etnie, provenienze, culture differenti rappresenta il caleidoscopio di un’umanità in continua evoluzione, che non è disposta a farsi fermare da restrizioni e muri e che si fa portavoce di tolleranza e inclusione. Inserito dalla prestigiosa rivista Forbes nell’elenco delle 30 personalità sotto i trent’anni più influenti nel mondo dell’arte e della cultura, Saype ha sviluppato la propria personale ricerca fondendo l’immediatezza e l’impegno sociale della street art alla consapevolezza della land art, dando vita a una grammatica artistica del tutto personale. Tutta l’opera dell’artista, nato a Belfort nel 1989 e formatosi da autodidatta, è realizzata nel totale rispetto della natura ed è costituita da dipinti di dimensioni monumentali realizzati sull’erba grazie all’utilizzo di pigmenti biodegradabili, ideati dall’artista stesso. I dipinti, di natura effimera e di grande impatto visivo, sono nati dall’esperienza maturata da Saype attraverso l’arte di strada, trasformatasi poi verso il linguaggio della land art, un movimento d’avanguardia nato alla fine degli anni ‘70, focalizzato sul dialogo tra gli artisti e la natura.
La visione di Saype rispetto al presente e alla responsabilità dell’arte è molto chiara: «Ci troviamo a un punto della storia in cui il mondo si sta polarizzando, e in cui molte persone si stanno ripiegando su se stesse. Tuttavia credo profondamente che sia solo rimanendo insieme che l’umanità possa rispondere alle più grandi sfide del nostro tempo.»
I suoi enormi dipinti, che hanno una durata media che varia tra i 15 e i 90 giorni, rappresentano un richiamo alla transitorietà dell’esistenza e alla relazione tra tutte le forme viventi e coniugano la trasversalità e la forza dell’arte urbana alla profondità e all’urgenza della land art, dando vita a una formula visiva del tutto originale.
La scelta di Saype – nome d’arte di Guillaume Legros, nato dalla contrazione di “say peace” – avviene in continuità con il percorso intrapreso da Lavazza. L’artista ha già collaborato con l’azienda in qualità di protagonista di uno scatto di Amy Vitale, curatrice del Calendario Lavazza 2019, che ha ritratto il suo dipinto Take Care for Future, realizzato in sinergia con il progetto “Colombia Breathes” della Fondazione Lavazza.
Con questa nuova opera, la Città di Torino e Lavazza si fanno portatrici di un messaggio di speranza, di ottimismo e di resilienza che parte dalla città di Torino e si apre a tutto il mondo. Hanno voluto che anche Torino fosse uno dei luoghi scelti da Saype per realizzare la propria opera, per sostenere e diffondere la ripartenza della città già rappresentante dei 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite, dopo l’emergenza sanitaria.
Il progetto è un percorso che comprende anche la prima mostra personale dell’artista franco-svizzero presso le sale centrali della Galleria Sabauda dei Musei Reali. Beyond Walls. Torino 2020 ricostruisce poetica, carriera e tecnica dei “Foot Murales” che hanno reso celebre Saype in tutto il mondo e sarà visibile fino al 17 gennaio 2021.
Francesca Lavazza – Board Member Lavazza Group
In Lavazza siamo da sempre convinti della necessità che pubblico e privato lavorino fianco a fianco a favore della comunità. Il concetto di sussidiarietà va per noi oltre il significato di collaborazione e complementarietà. Significa costruire insieme un percorso valoriale in grado di produrre un impatto tangibile sulla società. In questo percorso di sensibilizzazione verso i temi della sostenibilità, il Comune ci è sempre stato vicino in un rapporto consolidato che non esiterei a definire estremamente proficuo”.
“Beyond Walls è un’opera di grande forza visiva e immediatezza. Siamo convinti che l’arte e la sostenibilità siano linguaggi in grado inspirare e modellare il nostro futuro, per questo collaboriamo con artisti che fanno propri i valori della condivisione, del rispetto per l’ambiente e la positività, contribuendo a diffondere e affermare i 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile, ormai parte integrante della visione e delle azioni del Gruppo Lavazza.» racconta ancora Francesca Lavazza.
Marco Giusta – Assessore dei Diritti, Creatività e Giovani Città di Torino
L’arte non solo accende un riflettore internazionale sul nostro territorio, raccontando la bellezza della nostra città, ma ci regala la possibilità di riflettere sui temi che accompagna. Saype è un giovane artista che ci ricorda che i giovani sono il futuro ma anche il presente, e la sua visione della società, più giusta, equa, sostenibile e senza confini ci restituisce la speranza di poterla immaginare, e quindi poterla realizzare. Un’opera d’arte quella di Saype che nella sua bellezza si fa portatrice di una visione del futuro, al di là dei muri, anche quelli invisibili, mani che si stringono e che uniscono al posto di dividere, ricordandoci che siamo tutte e tutti connessi e interdipendenti. Durante questo periodo straordinario e terribile abbiamo riscoperto il valore della comunità e della solidarietà. Da qui occorre ripartire per gettare le fondamenta per una società migliore.
Ringrazio Lavazza per aver voluto nuovamente investire sull’arte e su Torino, i Musei Reali, la soprintendenza, il Duomo, gli uffici della città e tutti e tutte coloro che hanno collaborato all’iniziativa. E ovviamente ringrazio Saype per averci donato quest’opera potente e bellissima, che porta con sé la forza dell’idea di una società e di futuro più sostenibile, unito e giusto.
Enrica Pagella – Direttrice dei Musei Reali
I grandi dipinti sull’erba di Saype dimostrano quanto la pittura sia tutt’oggi un terreno di grande ricerca tecnica e visiva, le cui frontiere si ampliano traendo vantaggio dalle tecnologie aeree e dalle potenzialità di riverbero globale sui media, ma mantenendo sempre centrale il talento della mano e l’invenzione dell’artista.
I Musei Reali accolgono la sua opera torinese che porta con sé un importante messaggio di umanità e attenzione al rispetto dell’ambiente e che affronta con serietà la sostenibilità dello stesso intervento artistico.
Filippo Masino – Architetto e Curatore
Saype sviluppa con gioia e voglia di sognare il tema della connessione tra le persone, tra i luoghi e le culture, per veicolare attraverso l’immaginazione artistica una coscienza mondiale condivisa. Questo lo fa partendo dal concetto di monumento (dal latino moneo: ricordare, ammonire) e quindi di memoria del passato e raccomandazione per il futuro. Dalla Tour Eiffel al muro di Berlino, al memoriale degli Eroi di Ouagadougou e fino alla Porta Palatina, gli iconici monumenti dei padri diventano sorgenti di forza per un monumento nuovo dedicato alle generazioni di oggi – la grande catena umana dipinta – rappresentando così la loro consapevolezza della preziosa eredità, ma anche delle responsabilità che hanno di fronte alle sfide che le attendono.
Roberto Mastroianni – Filosofo e Curatore
Arte, impegno sociale ed eco-attivismo, sono queste le coordinate attraverso cui si muove l’azione di Saype.
L’artista è capace di dare forma a monumentali interventi pittorici, utilizzando i linguaggi della Street Art e
della Land Art, per dare vita a una forma innovativa di intervento artistico ecosostenibile completamente calato nella contemporaneità.
La figurazione che dialoga con gli spazi naturali, i codici dell’Urban Art, il rispetto per i cicli naturali danno forma a opere effimere dal grande impatto simbolico, che ricordano agli esseri umani quanto breve sia il loro passaggio su questa terra e quanto essi debbano essere rispettosi dei segni che lasciano dietro di sé.
La poetica minimale, l’impegno sociale, urgenza delle questioni poste dalla crisi climatica e ambientale fanno di Beyond Walls uno dei più importanti interventi artistici su scala globale degli ultimi anni.
Luisa Papotti – Soprintendente Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Torino
La Porta Palatina, riemersa isolata e silenziosa dalle grandi demolizioni del primo’900, ritrova grazie all’opera di Saype il suo ruolo originario di zona di confine, scambio e contatto. Opera d’arte ecologica ed effimera, ma non per questo meno eloquente, Beyond Walls riporta l’attenzione sul grande lacerto di mura romane, che ancora oggi divide e definisce i quartieri urbani, suggerendoci di farne il fulcro di una riflessione sul futuro della città. Ed aggiunge il proprio ai molti messaggi che i muri della città ci offrono, grazie anche all’iniziativa di Lavazza e Città di Torino.
Renato Boero – Presidente Iren
Il Gruppo Iren ritiene che l’arte, in tutte le sue molteplici espressioni, sia una straordinaria occasione di crescita culturale del territorio e, di conseguenza, un volano per lo sviluppo economico e sociale. Quando si presenta l’occasione di fornire un contributo, anche di natura tecnica, a forme espressive innovative e portatrici di valori in linea con l’identità aziendale, Iren risponde positivamente, nella consapevolezza che un lavoro sinergico fra aziende, enti e territorio possa produrre risultati di assoluto interesse.
***
BEYOND WALLS. TORINO 2020 by Saype
A cura di Roberto Mastroianni e Filippo Masino
Torino, Musei Reali – Galleria Sabauda
1 ottobre 2020 – 17 gennaio 2021
Dal martedì alla domenica, orario 9-19
Nell’occasione della sua prima tappa italiana, promossa dalla Città di Torino e da Lavazza Group, i Musei Reali ospitano la prima mostra personale in Italia dell’artista franco-svizzero Saype, incentrata sulla restituzione dell’opera realizzata a Torino all’interno del più ampio progetto Beyond Walls.
Attraverso un percorso espositivo foto-video e installativo che si snoda in tre sale del piano aulico della Galleria Sabauda, viene ricostruita poetica, carriera e tecnica dei famosi Foot Murales realizzati da Saype in tutto il mondo, rendendo ragione dell’innovativo approccio ai materiali e alla creazione pittorica di grandi figure che ibridano i linguaggi della Street Art con i linguaggi della Land Art.
Saype: Say Peace. Questo è il nome scelto da Guillaume Legros, artista autodidatta classe 1989, che dopo un’attività adolescenziale da graffiti-writer è divenuto famoso in tutto il mondo per i suoi enormi dipinti sull’erba dedicati ai temi dell’umanità, della cittadinanza globale e della sostenibilità ambientale, realizzati con una tecnica pittorica da lui inventata che utilizza pigmenti biodegradabili.
Sicuramente uno degli artisti più conosciuti sulla scena globale con temporanea, nel 2019 è stato inserito dalla rivista Forbes tra le trenta persone più influenti al mondo sotto i trent’anni di età nel settore Arte e Cultura.
Il progetto Beyond Walls – Oltre i muri, iniziato a giugno 2019, ha l’obiettivo di realizzare simbolicamente la più grande catena umana del pianeta. I giganteschi dipinti realizzati sull’erba sono fatti di mani: mani che si intrecciano, che si stringono e si uniscono in uno sforzo comune, oltrepassando i muri che separano gli esseri umani e li racchiudono in spazi mentali o geografici.
Le pareti erette nella mente diventano partizioni fittizie, che vengono spazzate vie dal gesto artistico; e allo stesso modo si crea una breccia immaginaria nei muri reali, quelli di mattoni e cemento, costruiti dall’umanità dentro e contro sé stessa.
Le lunghissime catene non si dimenticano del valore della singolarità incarnata in ciascuna mano: attraverso specifici particolari dell’abbigliamento, gli accessori e il colore della pelle, ognuna di esse è portatrice di una sua individualità e di una storia da raccontare, e ci evoca una diversa provenienza sociale, geografica o etnica.
La mostra ospita la restituzione fotografica e descrittiva delle tappe del progetto sinora realizzate (Parigi, Andorra, Ginevra, Berlino, Ouagadougou, Yamoussoukro), in un ambiente immersivo affacciato sui Giardini Reali, la restituzione video del making of del progetto torinese e un’opera site specific di piccole dimensioni realizzata su materiale vegetale all’interno di una sala della Galleria Sabauda. Tutta la mostra dialoga con l’opera realizzata nel parco della Porta Palatina, visibile da uno spazio dedicato all’interno del Palazzo.
Oggi il progetto Beyond Walls approda a Torino, città che Saype definisce «una ville radieuse, una città cosmopolita con forti legami con l’Europa, che nell’apertura al futuro e nell’attenzione ai temi sociali e umani incarna una identità culturale vigorosa, e quindi una città ideale per aderire al progetto».
Per il suo messaggio universale ha scelto il parco della Porta Palatina, luogo di snodo tra il centro storico, il distretto delle Istituzioni e il brulicante quartiere di Porta Palazzo.
Sotto gli archi dell’antico monumento romano, in due millenni di storia sono passati milioni di persone di tutte le provenienze geografiche, economiche e sociali, portando con loro familiari, amici, merci e idee.
In questo luogo così ricco di storia e di segni, il progetto Beyond Walls assume quindi un particolare significato, in quanto si fa forte del loro valore simbolico di connessione tra Storia e storie, tra passato e presente, tra fuori e dentro la città, tra popoli stanziali e di passaggio, nonché di resilienza e mixité urbana: valori che trovano pieno riflesso nel progetto dell’artista franco-svizzero.
Il progetto espositivo è pensato per diventare elemento di un percorso che coinvolge Porta Palatina, Giardini Reali e Galleria Sabauda, creando un circuito virtuoso tra spazio urbano e spazio museale, e si presenta come un’altra ibridazione tra antico e contemporaneo presente all’interno dei Musei Reali, insieme all’installazione The Ballad of Forgotten Places di Botto&Bruno e la mostra TOward2030. What are you doing? allestite nello stesso piano della Galleria Sabauda.
Requiem per la scuola italiana
IL COMMENTO di Pier Franco Quaglieni / E’ molto difficile conciliare le esigenze del distanziamento sociale con quelle della scuola e chiunque ci fosse al ministero, si troverebbe in difficoltà. La ministra Azzolina e il suo staff brillano però per incompetenza, volendo scaricare il problema sui presidi e sull’autonomia delle scuole secondo la peggiore tradizione dello scarica- barile.
La ministra è andata oltre il ridicolo plexiglas che avrebbe dovuto dividere gli alunni, ma con le sue linee- guida non ha risolto i problemi, ma dimostrato grande superficialità. La presenza in classe sarà molto limitata e si prevedono lezioni nei prati e nei musei che oggi hanno ben altri problemi che accogliere ragazzi nei loro locali per far lezione.L’eclissi liberale
IL COMMENTO di Pier Franco Quaglieni / Valerio Zanone nel dicembre 2015, poco tempo prima di morire, mi scrisse una mail in cui mi diceva che il nostro mondo liberale forse era finito. Una confessione quasi incredibile per uno che aveva dedicato la vita al liberalismo. C’era chi esagerando e, forse, ironizzando lo chiamava il nuovo Benedetto Croce, come il mio amico Mario Altamura.
Non era Croce, ma sicuramente era un uomo di rara sensibilità intellettuale e culturale. A cinque anni di distanza quella conclusione amara di Valerio, forse anche anche condizionata dalla grave malattia che lo porterà alla morte, si rivela più attuale che mai
Assemblea 2020 dei Soci del CAAT. Il Presidente Marco Lazzarino: “riconsegno ai Soci del Centro Agroalimentare di Torino una società risanata dal punto di vista economico e con prospettive per il futuro”
L’Assemblea dei Soci 2020 del CAAT ha approvato il bilancio 2019 ed il Presidente del Centro Agroalimentare di Torino, l’ingegner Marco Lazzarino, ha espresso la sua soddisfazione, ringraziando gli Azionisti, i Colleghi Consiglieri ed il Collegio Sindacale, che non hanno mai fatto mancare, nel corso dei tre anni del suo mandato, il loro costante ed attento contributo.
“Con l’approvazione del Bilancio 2019 del CAAT di Torino – spiega il Presidente del Centro Agroalimentare di Torino,l’ingegner Marco Lazzarino – sottoposto oggi ad approvazione da parte dei Soci, scade il mandato che era stato dagli stessi Sociconferito nel 2017 al presente Consiglio di Amministrazione e Collegio Sindacale. Oltre a voler ringraziare gli Azionisti, i Colleghi Consiglieri ed il Collegio Sindacale, un mio doveroso ringraziamento è rivolto anche ai dipendenti della Società, grazie ai quali è stato possibile garantire la continuità aziendale, riuscendo così ad affrontare una situazione particolarmente complessa, causata da una tanto improvvisa quanto grave riduzione del già ridotto organico, verificatasi nel 2018. In questo contesto un contributo determinante è stato fornito dal Direttore Generale, l’Avvocato Gianluca Cornelio Meglio, il quale, insediatosi alla fine del 2018, ha sapientemente guidato l’azienda,favorendo la creazione di un clima di stima e di collaborazione,che ha permesso di raggiungere traguardi significativi e di gettare le basi di un processo di innovazione, imprescindibile per il settore in cui opera la società del CAAT”.
“Posso dire con orgoglio – aggiunge il Presidente Marco Lazzarino – che questo Consiglio di Amministrazione riconsegna agli azionisti una società risanata sia dal punto di vista economico sia da quello altrettanto fondamentale delle prospettive di uno sviluppo futuro.
Durante questo triennio abbiamo, infatti, conseguito risultati economici positivi e sono stati inoltre portati a termine alcuni significativi interventi “qualitativi”, volti a permettere lo sviluppo aziendale anche per gli anni a venire. Tra questi da notare la ricostituzione dell’organico aziendale con l’inserimento delDirettore Generale, del Responsabile dell’Ufficio Tecnico e del Responsabile del dipartimento di Logistica; la sottoscrizione dei nuovi contratti di locazione commerciale per i prossimi dodici anni; l’istituzione di regolamenti mai istituiti prima (Regolamento per il reclutamento di personale, Albo Fornitori, Regolamento accesso agli atti) ed armonizzazione di regolamenti esistenti (MOG, Regolamento Acquisti); l’espletamento dei bandi di gara per importanti servizi che proseguivano da anni in regime di prorogatio; il servizio di Igiene ambientale del Centro, il servizio IT, quello di assistenza legale, il servizio manutenzione edili e impianti del Centro, l’implementazione dell’attività di manutenzione della struttura, l’architettura informatica, il ripristino degli asfalti delle strade interne del centro, la realizzazione bypass per teleriscaldamento, l‘assesment per ilnuovo sistema accessi, i ripristini delle coperture dell’EdificioMercatale e lo studio per un intervento complessivo“.
“Il Centro Agroalimentare di Torino – spiega il suo PresidenteMarco Lazzarino – rappresenta inoltre una preziosa realtàstrategica del territorio regionale, le cui attività concorrono al perseguimento di quell’interesse generale, che possiamo declinare attraverso la tutela dei consumatori sotto il profilo igienico-sanitario, nonché attraverso la qualità dei prodotti, lo sviluppo dei rapporti diretti tra produzione e distribuzione, quale volano anche per la valorizzazione del territorio, e l’approvvigionamento dei prodotti di prima necessità in un contesto organizzato e controllato che, attraverso un sistema di rilevamento dei prezzi, funge da contrasto a potenziali fenomeni speculativi“.
“Ancor più, in questo particolare momento storico che stiamo vivendo – aggiunge il Presidente del CAAT Marco Lazzarino – il Centro Agroalimentare di Torino si è fatto promotore di numerose iniziative volte a salvaguardare la salute dei propri lavoratori e di tutti i frequentatori del Centro, continuando a garantire il regolare svolgimento delle proprie attività, in quanto essenziali per l’approvvigionamento di generi alimentari di prima necessità a livello regionale e non solo.
Mi piace evidenziare che, unitamente al ruolo strategico confermato dal CAAT stesso all’interno della filiera agroalimentare, in questo periodo è stata data prova della forte ricaduta che l’attività del Centro, unitamente al ruolo fondamentale delle aziende ivi insediate, ha avuto a livello territoriale, promuovendo tutta una serie di iniziative benefiche a sostegno di centinaia di nuclei familiari, che stanno vivendo una situazione di pesante disagio economico, causata dalle ricadute dovute all’emergenza sanitaria.
Il CAAT si è, infatti, adoperato nel sostegno alla comunità piemontese attraverso numerose donazioni nei confronti di alcuni nosocomi piemontesi impegnati sul fronte dell’emergenza Covid 19, della rete di “Torino Solidale” e di istituzioni benefiche. Il merito di questo è dei grossisti del CAAT, i quali hanno generosamente donato i loro prodotti ed al quale va un mio sentito ringraziamento.
Sono consapevole, inoltre, del valore del lavoro che è stato portato avanti da questo Consiglio di Amministrazione in questi tre anni ed è con orgoglio che riconsegno ai Soci una società sana e con ottime prospettive di ulteriore sviluppo; se questo è stato possibile, lo è stato anche grazie al costante e franco confronto che, in questi anni, si è sviluppato con la maggior parte dei Soci e grazie alla preziosa attenzione che avete sempre posto alle categorie dai Soci stessi rappresentate“.
Gli “struzzi” e le Frecce tricolori
IL COMMENTO Di Pier Franco Quaglieni / L’episodio delle Frecce Tricolori che sorvolano Torino e provocano vistosi assembramenti di gente sembra essere stato subito archiviato dai giornali e dai politici che forse non si sono neppure accorti della inopportunità e della gravità di questo fatto che minaccia l’effetto dei sacrifici a cui ci siamo sottoposti stando chiusi in casa per oltre due mesi
In primis va chiesta la ragione del sorvolo al ministro della Difesa perché non c’era nessun motivo di festeggiare in un paese piegato in due e in una regione che certo non ha brillato nella lotta alla pandemia. In secundis il costo del sorvolo appare oggi, in tempo di gravissima crisi, uno sperpero di denaro pubblico che va indirizzato diversamente.IL COMMENTO di Pier Franco Quaglieni / Oggi vedremo con la discussione della mozione di sfiducia individuale al ministro della Giustizia Bonafede chi è contrario o chi è favorevole ad una gestione della giustizia ispirata al più becero populismo manettaro, quello minacciato e sventolato per anni da Grillo nelle piazze italiane e sostenuto da alcuni magistrati che hanno costruito la loro fama attraverso il giustizialismo più intollerabile.
Non è vero come dichiara il grillino Crimi che salta il governo insieme a Bonafede perché le mozioni di sfiducia personali a ministri, per quanto discutibili in linea di principio,non hanno provocato crisi di governo, a partire da Dini quando vollero disfarsi dello scomodo e onesto ministro-magistrato Filippo Mancuso. Mancuso fu mandato a casa e Dini rimase in sella senza problemi. E Mancuso venne sconfessato dalla stessa maggioranza su cui poggiava il governo Dini.IL COMMENTO di Pier Franco Quaglieni / A distanza di un anno dal bicentenario della morte di Napoleone, 5 maggio 1821, si sta costituendo sotto la presidenza di Philippe Daverio un comitato nazionale presso il Ministero dei beni culturali per celebrare l’anniversario dell’Imperatore dei Francesi
.
A formare il Comitato c’è il Consolato francese di Milano, l’Assessorato alla cultura di Milano, la Biblioteca Nazionale Braidense, ma anche il Centro studi residenze reali sabaude. Lo ha denunciato in un articolo l’assessore regionale lombardo alla cultura prof. Stefano Bruno Galli, storico e docente universitario di chiara fama. E’ giusto valutare a due secoli di distanza con il più assoluto equilibrio la figura di Napoleone che sicuramente, almeno per la Francia, ha rappresentato una pagina importante di storia.
.
Anche Manzoni, scrivendo “Il Cinque Maggio” comprese la grandezza dell’uomo che riuscì a conciliare “due secoli l’un contro l’altro armati”, lasciando comunque “ai posteri l’ardua sentenza”.
Oggi, a distanza di due secoli, il momento dell’ardua sentenza è sicuramente arrivato e il giudizio storico per il Corso non può essere positivo almeno per noi italiani. Se lo si vede sotto un profilo europeo,egli sconquassò l’Europa, imponendo dappertutto l’egemonia francese con la scusa di portare sulle sue bandiere le parole e le idee della Rivoluzione Francese. Fu responsabile di guerre con milioni di morti, combattute soprattutto per un suo personale delirio di onnipotenza. Non ci sono dubbi sulle sue grandi doti di condottiero militare capace di entusiasmare i suoi soldati e inventare strategie e tattiche militari geniali. Si può anche considerarlo uno statista e un legislatore innovativo che contribuì a rinnovare la vecchia Europa. Ma non si può dimenticare che il dominio napoleonico ,specie in Italia, significò un periodo di furti,violenze e saccheggi senza precedenti . Egli è il responsabile del più grande furto di opere d’arte, come scrive Galli, avvenuto in Italia e non solo.
.
Furono saccheggiate Milano, Roma, il Vaticano, Parma, Modena, Napoli e tanti altri centri. Il giovane Foscolo che acclamò Bonaparte come un un liberatore ,si convinse quasi subito, dopo il trattato di Campoformio ,che egli era un tiranno. Torino e il Piemonte vennero annessi alla Francia e subirono le stessa spoliazione di opere d’arte ;il re dovette rifugiarsi in Sardegna fino al 1815 durante tutto il periodo napoleonico. Napoleone fece abbattere le porte e una parte cospicua dei bastioni di Torino, salvando solo la cittadella e Palazzo Madama. Per sue utilità fece costruire il ponte in pietra sul Po davanti a piazza Vittorio. In sintesi si presentò come liberatore d’Italia, ma gli italiani che furono soprattutto carne da macello per le sue guerre, subirono un regime di stampo giacobino accentratore che peggiorò ulteriormente quando Napoleone divenne imperatore. A partire dal 1796 una parte del popolo italiano si oppose all’invasione francese e diede vita a quelle che vengono definite le insorgenze, quando cominciò la campagna d’Italia napoleonica. Le insorgenze furono numerose in tutta Italia. Comunque, basterebbe pensare al saccheggio e ai furti di opere d’arte,per esprimere un netto parere contrario alla costituzione di un comitato nazionale per il onoranze del bicentenario napoleonico presso il ministero dei Beni Culturali Sicuramente si terranno delle manifestazioni in Francia ,ma non ha senso che l’Italia celebri un uomo che fu un dominatore senza scrupoli che, tra l’altro,come disse Foscolo,vendette Venezia all’Austria.
E fa specie che uno storico dell’arte come Daverio non si sia accorto della vistosa contraddizione rappresentata dalla sua presidenza al Comitato napoleonico. In ogni caso con le ristrettezze che ci caratterizzano in questi tempi calamitosi, si tratterebbe di una spesa superflua. Se si vuole fare qualcosa, ricordiamo invece nel 2021 il bicentenario dei moti carbonari del 1821 che ebbero protagonista il grande patriota Santorre di Santarosa, ingiustamente dimenticato.
.
Scrivere a quaglieni@gmail.com