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Scopriamo le collezioni Rue Des Mille: una vetrina di gioielli dallo stile unico e personalizzato per indossare autentiche emozioni
Dal sogno alla realtà il passaggio è decisamente breve ma ricco di entusiasmo e passione. Sono infatti i sentimenti a governare un universo prezioso come quello della gioielleria, intriso di fascino e seduzione, capace di offrire monili unici e proposte originali, che una donna sceglie di indossare con autentico trasporto.
Le proposte del prêt-à-porter italiano raccontano storie singolari, che vanno oltre gli schemi e le forme della tradizione, di cui apprezzare lo stile ineguagliabile, le innumerevoli soluzioni e i gioielli personalizzati.
A sorpresa il settore dei preziosi non sembra aver subito un elevato contraccolpo nell’arco del 2020 nonostante la crisi, quale inevitabile conseguenza della pandemia, abbia toccato un po’ tutti i comparti merceologici.
Il sogno vincente di Rue des Mille, il brand toscano che ci parla di sentimenti
A risultare vincenti, ancora una volta, sono le proposte che vantano un’idea alternativa, sono capaci di uscire dai modelli preordinati attraverso un esercizio di stile come ci raccontano i gioielli di Rue des Mille, anelli, bracciali, collane, orecchini, piercing, ciondoli e cavigliere dal gusto impareggiabile.
Nate da un sogno cresciuto in famiglia le collezioni del brand toscano guardano dritte al futuro, senza dimenticare neppure per un istante il passato, che scelgono di rielaborare in maniera esclusiva.
Quello di babbo Roberto e dei tre figli è il desiderio di raccontare una, cento e mille storie attraverso i gioielli, raccogliere sogni e trasformarli in accessori versatili, eleganti e al tempo stesso divertenti.
“Disegniamo icone dalle forme morbide e minimali che parlano di carrozze e principi ranocchio, di nomi amati, cuori, stelle e amuleti portafortuna, di momenti della vita e di emozioni, soprattutto emozioni, quelle essenziali, quelle universali – ci racconta Federica Pieroni, la più piccola dei tre fratelli -. Gioielli in argento e oro dalla potente carica sentimentale per principesse di moderne fiabe urbane”.
Le collezioni Rue des Mille, un addivenire continuo, storia dopo storia
Quella delle collezioni by Rue des Mille è una scoperta da apprezzarsi a piccoli sorsi, senza smettere neppure per un istante di fantasticare.
Dai toni imprevedibili, punteggiati di follia, della proposta Madly volteggiamo sino alle clip di Clipit, da agganciare e sganciare a piacimento ai gioielli per creare sempre nuove storie.
Se Rebelle è in grado di rompere gli schemi con piercing e spillette punk, punte e cuori, borchie e zirconi, Stardust Alphabet, Stardust Tales, Stardust Planet e Stardust Tribe consentono di indossare autentiche scintille che puntano dritte alla luna. Le tante declinazioni che compongono la linea Stardust comprendono gioielli in argento 925 con pavé di zirconi per accendere di luce propria ogni outfit.
Per uscire dalla consuetudine, e vivere pezzi di vita che profumano di libertà, non resta che spezzare le gabbie quotidiane e provare la collezione Jungle Tribe, fatta di preziosi patchwork da indossare pelle a pelle per non dimenticare chi siamo.
I gioielli per la mamma meritano uno spazio a se grazie a Mum selection, mentre Carousel è perfetta per raccontare gli attimi di felicità da portare sempre con se, scritti sul nastro base in tessuto del gioiello.
Impossibile dimenticare Taro&Friends, la collezione che celebra il nostro miglior amico a quattro zampe, seguita a ruota da Memo, GoldenFall, IoeRo, Gipsy Chic, Smaltis e Maverick, la ‘quota azzurra’ per una proposta tutta al maschile.





Sono trascorsi sei anni dalla pandemia di H5N1v2, la mutazione del virus dell’aviaria che ha dato il via all’apocalisse zombie.
Il mio primo romanzo…
Rimasta orfana, e senza un tetto sulla testa, all’età di sedici anni, Ellen si unisce ad una banda di criminali per non morire di fame. Dopo essersi fatta strada nel mondo della criminalità, le viene offerto un nuovo lavoro che non può rifiutare, uccidere un malvivente che sta disturbando gli affari della sua banda. Ucciso il malvivente, Ellen si trova circondata da alcuni poliziotti che la arrestano per poi portarla alla centrale di polizia. Qui, viene interrogata dall’agente speciale Johnson che, dopo aver esaminato la sua fedina penale, le annuncia di dover finire in un carcere governativo per il resto della sua vita. Considerando la preparazione di Ellen, l’agente le offre una scelta, finire in carcere oppure indossare una divisa e andare a combattere su Marte. Ellen, dopo una nottata trascorsa in cella, decide per la vita militare e andrà su Marte, dove scoprirà un segreto che il mondo intero deve conoscere.
Michele Scalini nasce a Jesi il 13 gennaio del 1974.
Mark, tedesco di origini italiane, dopo anni di eccessi e criminalità ha ora una vita tranquilla. Possiede una tabaccheria a Potsdam e le sue giornate trascorrono abitudinariamente. Un giorno, però, dei clienti entrano nel suo locale e uno di essi inizia a tossire. L’indomani, Mark si sente spossato, poco lucido, ma non dà peso a queste sensazioni e decide di mettersi in viaggio per dirigersi da suo fratello Carl. Durante il tragitto, però, perde il controllo dell’auto e ha un incidente. Trasportato in ospedale, ha la febbre alta, gli viene diagnosticata una grave infiammazione ma riesce a guarire.
L’AUTORE
Ho sofferto di anoressia durante la fase adolescenziale, sono passata dalla paura del fantomatico “mostro sotto al letto”, quello che secondo l’immaginario fanciullesco ti prende per le gambe se non le copri adeguatamente con le lenzuola, ad essere posseduta nel vero e proprio senso del termine da un demone che, giorno dopo giorno, mi imprigionava, portandomi sempre più giù in un baratro di angoscia, perdizione, manie ossessivo- compulsive. Negli sporadici momenti di lucidità provavo a combatterlo, ma lui era talmente potente da riuscire a farmi nuovamente sua ogni volta…alti e bassi, questi ultimi in misura maggiore, fino a quando un giorno sono riuscita a reagire rialzandomi e a liberandomi di lui, quindi a rinascere. Il messaggio di “Nessun posto è come casa mia” è proprio quello, la possibilità di rinascita, la speranza di riuscire a vincere sulla malattia, perché ci vogliono una significativa forza di volontà e una buona dose di coraggio, ma chiunque è più forte di essa. Il coraggio è ciò che desidero infondere nelle persone, perché ce ne vuole davvero una quantità smisurata per combattere i propri demoni interiori e altrettanto per mettere in luce il proprio lato oscuro, quelli che sono i propri segreti, i propri tabù, come per me lo è stato il percorso tra il principio della problematica e la conseguente ospedalizzazione, ma è possibile tirare fuori la grinta, soprattutto se ci sentiamo meno soli e se qualcuno, come ho fatto io attraverso il mio libro, si confessa anche per gli altri. Empatia, vicinanza. Ho sentito inoltre l’urgenza di schiacciare la tanta ignoranza che c’è riguardo all’argomento dei disturbi alimentari, ritengo che sia fondamentale sensibilizzare al fine di far comprendere alle persone che tali condizioni non si scelgono, ma ti scelgono, non sono capricci di chi vuole vedersi migliore di fronte a uno specchio, c’è molto di più dietro certe manifestazioni di disagio, il cibo è soltanto un mero deterrente, le problematiche di base sono molto più profonde del semplice rapporto con una banale bilancia, variano da individuo a individuo, ma sono essenzialmente un grido di aiuto.
Alice è una ragazza solare, forte e determinata, che sta vivendo, nel pieno della sua adolescenza, i cambiamenti fisici e psicologici che attraversa ogni individuo della sua età. Tuttavia per lei quel corpo che muta e che improvvisamente inizia a destare la curiosità e gli sguardi interessati dell’altro sesso, di colpo smette di essere lo strumento prezioso che le permetteva di interagire con il mondo circostante – di danzare, di correre, di abbracciare con entusiasmo la madre o le amiche – e diventa un nemico da annientare, un fardello da alleggerire sempre di più, spingendosi ogni volta un passo più in là, quasi con l’intento di vederlo sparire. L’anoressia è una malattia subdola, che si insinua nella mente con la lusinga di un corpo perfetto e la capacità di distorcere la percezione di sè, dando l’illusione che, attraverso il controllo del cibo, si possa controllare ogni aspetto della vita, anche l’incontrollabile. La storia di Alice, tuttavia, non si riduce alla narrazione