Lo “spezzone sociale” del corteo si è diretto vero Askatasuna

Al corteo del primo maggio lo spezzone  dell’opposizione sociale, composto dagli autonomi di Askatasuna, dal comitato di quartiere Vanchiglia, No Tav, pro Palestina e collettivi studenteschi, arrivato in piazza Castello, si è staccato dal resto della manifestazione e si è diretto verso il quartiere Vanchiglia, come preannunciato, per avvicinarsi il più possibile all’edificio di corso Regina. Qui ci sono stati scontri con la polizia ma la situazione è tornata normale poco dopo.

Cartoccio di pesce al forno, sano e gustoso

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Eccovi una proposta per un secondo profumato ed appetitoso

Ricco di importanti proprieta’ nutritive, buono e gustoso, il pesce e’ uno dei protagonisti della dieta mediterranea. Fritto, a vapore, al forno puo’ essere preparato in tanti modi diversi, ma se cercate una ricetta semplice, veloce e dietetica che racchiude il sapore del mare eccovi una ricetta per un secondo profumato ed appetitoso.

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Ingredienti per una persona:

1 trancio di pesce a piacere

1 patata

1 carciofo

4 pomodori datterini

capperi, olive taggiasche denocciolate, pinoli q.b.

1 cucchiaio di olio evo

1 pizzico di timo

sale q.b.

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Tagliare la patata a rondelle e il carciofo a fettine, sistemarli a strati su di un foglio di carta forno, aggiungere il trancio di pesce, coprire con i capperi, le olive tagliate a meta’, i pinoli e i pomodorini a pezzi. Cospargere il tutto con un pizzico di timo, poco sale, l’olio evo. Chiudere il cartoccio con uno spago da cucina, appoggiarlo su una teglia da forno e cuocere a 200 gradi per 20 minuti circa. Servire caldo.

 

Paperita Patty

Giachino: “Primo Maggio sotto tono”

Manifestazione primo Maggio sotto tono proprio mentre a Torino il problema  del lavoro e’ cresciuto come mai. Aumentata la disoccupazione , aumentata la precarietà in particolare per i giovani ma in piazza nessuno parla della causa cioè la bassa crescita della economia torinese che dura da 25 anni che e’ la causa principale della crisi del lavoro e del commercio. Solo sette anni fa per dire SI alla TAV Torino riempi piazza Castello. Aver  puntato solo sul turismo e sugli eventi ha generato tanto lavoro a tempo parziale e quindi precario. Non basta dire che Torino è una Città industriale , l’industria andava e va difesa. Tragico l’errore del Governo CONTE PD di non mettere il golden power al momento della vendita della FIAT ai francesi. Occorre un patto Torino Governo Fiat sulla politica dell’auto . Noi come UDC sosterremo col Governo le ragioni della industria e del lavoro per un rilancio della economia che intacchi precariato e lavoro povero anche accelerando i lavori della TAV e aumentando il finanziamento  della Metro 2  I torinesi alle prossime elezioni comunali facciano la loro parte.
Mino Giachino

Come un’”Onda vegetale” le memorie di Fernando Montà

Sino al 15 maggio, negli spazi della galleria martinArte

Ognuno ha la sua “madeleine”, quel dolce – “dodu”, rigonfio, paffuto – che abbiamo incrociato anche di recente in altre occasioni torinesi e che nelle pagine della “Recherche” porta al narratore, tra uno sbocconcellamento e un sorso di tè, brani di ricordi e di memorie. Anche Fernando Montà – vive e lavora a Torino, già docente di Discipline Pittoriche presso il Liceo Renato Cottini, un percorso artistico dedicato all’incisione e alla pittura figurativa con temi legati all’ecologia e alla difesa dell’ambiente nonché alle “ferite” della natura, lette metaforicamente e rivolte all’animo umano, mostre in Italia (Piacenza, Roma, Pisa) e all’estero (Barcellona) -, che porta negli spazi della galleria martinArte (corso Siracusa 24/A) la mostra dal titolo “Onda vegetale”, a cura di Paola Barbarossa e con il testo critico di Riccardo Dellaferrera, ha la sua madeleine.

Che sono quei fili d’erba, verdi e fitti, tema caro all’autore e molteplice (tra gli altri “La collina”, 1997; o ancora “Omaggio ad Antonietta”, cm 100 x 120: squarci di “relazione tra essere umano e natura”), che riempivano i prati del suo biellese e che tornano alla mente per riflettere di protezione e di pericolo. Che possono trasformarsi in aculei, proteggono ma nascondono serpi. Che possono essere l’immagine di una giornata di vento, di libertà, di allegria. Dalla memoria dell’artista fuoriescono quei lembi di natura, dal ragazzo di un tempo, sono sequenze di moduli destinati a inquadrare il paesaggio, a circoscriverlo di occasione in occasione, un unicum come quattro, sei, otto, dodici visioni incorniciate, a spaziarci sopra, a volo d’uccello, a liberare e a inguainare, mai a soffocare, lasciando negli spazi azzurri dei cieli un contraltare ampio e a volte estremamente rassicurante del sentirsi libero. Momenti diversi di storia personale, in un lungo arco di tempo che si srotola dall’inizio degli anni Novanta sino a uno ieri molto prossimo, li diresti una sorta di rappacificazione di un’età matura i tanti riquadri che ti accolgono nella parete opposta all’ingresso della galleria – “Onda vegetale”, un lungo protendersi di fili d’erba, tra il verde e il blu e il violaceo, contro un cielo immensamente azzurro, isola di rasserenante momento meditativo -, se Montà non fosse pronto a correggerti nel dirti che quei fili hanno ormai alcuni decenni (1993).

Anche forme ovali – i nostri occhi, una spezzettatura e un inserimento magrittiani, espressi in larghe dimensioni, mentre ci sentiamo immersi nell’abbraccio di una natura che esplode nel suo dinamismo e nella sua monumentalità – a scorgere prospettiche inquadrature cinematografiche, tra spruzzi di nuvole arrotolate su se stesse nelle loro pennellate, accuratamente reinventate, dilatate ai lati da angoli di memoria che derivano direttamente da corse, sogni, giovinezze. O in dimensioni più piccole, con l’uso magari di colori inattesi, non abituali, con l’inserimento nell’opera di quasi impercettibili aperture – ritorna il tramite dell’occhio – che lasciano scorgere sul fondo specchietti che rimandano la nostra immagine o s’allontanano verso un infinito tutto da decifrare. Sottolinea nel suo testo Dellaferrera: “L’onda assume anche una valenza metaforica più ampia. La sua sinuosità richiama una dimensione generativa e accogliente riconducibile al principio femminile: una forma che protegge e avvolge, ma che nello stesso tempo richiede attenzione e rispetto… Siamo ciò che siamo grazie a ciò che impariamo e ricordiamo: la memoria costruisce la nostra conoscenza del mondo e la nostra capacità di entrare in relazione con esso.” Orari: dal lunedì al venerdì ore 15,30-19,30 (il martedì sino alle 20,30) – sabato e domenica su appuntamento. Cell 335 360545; e-mail paolabarbarossa@libero.it

Elio Rabbione

Nelle immagini, opere di Fernando Montà: “Onda vegetale” (1993), acrilico su tavola; “Omaggio ad Antonietta”, acrilico su tavola; “La collina” (1997), acrilico su tavola.

Fondi per borse di studio a 729 studenti

A conferma del suo impegno per garantire il diritto allo studio universitario la Regione Piemonte ha assegnato a Edisu ulteriori 4 milioni di euro per garantire le borse di studio a 729 studenti che hanno maturato i requisiti dopo la scadenza del bando principale. Si tratta di 599 immatricolati dopo il 30 novembre 2025 che nella graduatoria di dicembre risultavano sospesi, 112 iscritti alle scuole di specializzazione, 18 dottorandi di ricerca.

Sale così a 21.086 (1.944 in più rispetto all’anno 2024/2025) il numero degli studenti che hanno ottenuto la borsa di studio per l’anno 2025/2026 grazie a uno stanziamento record di 114 milioni di euro che consente, anche per quest’anno, di garantire la copertura del 100% degli aventi diritto.

«Dopo aver garantito a febbraio la copertura totale per oltre 20.000 studenti, dimostriamo oggi che gli impegni si mantengono con i fatti e aggiungiamo all’elenco altri 700 studenti che hanno maturato i requisiti nel corso dell’anno, così come previsto dal bando – evidenziano il presidente Alberto Cirio e l’assessore all’Istruzione e al Diritto allo studio universitario Daniela Cameroni – Nonostante il costante incremento degli aventi diritto e, di conseguente, l’aumento del fabbisogno economico, la Regione continua a coprire il 100 per 100 degli idonei nella convinzione che il sostegno al diritto allo studio e la vocazione universitaria del nostro territorio rappresentino un asset strategico per coltivare e attrarre talenti e per investire sul futuro».

Roberta Piano, presidente di Edisu Piemonte, comunica che «nei prossimi giorni gli uffici avvieranno le procedure amministrative per i pagamenti ai 729 ulteriori borsisti che, sempre secondo le tempistiche stabilite dal nostro bando, avverranno a partire da fine maggio. Grazie all’impegno della Regione Piemonte possiamo dunque ampliare ulteriormente il numero di studenti che Edisu sostiene nel loro percorso formativo».

Primo maggio “per un lavoro dignitoso”, il corteo a Torino. Scontri davanti ad Askatasuna

Gli attivisti di Askatasuna hanno annunciato iniziative parallele al corteo del primo maggio a Torino. E ci sono state alcune cariche di alleggerimento davanti all’edificio dell’ex centro sociale. Intanto però la manifestazione “per un lavoro dignitoso”  è iniziata con la sfilata partita da corso Cairoli per terminare in piazza Castello con gli interventi dal palco. Presenti le istituzioni cittadine, con il sindaco Lo Russo,  poi tanti lavoratori, delegati e associazioni.

Cultura, food e turismo premiano Torino

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IL PONTE DEL 1° MAGGIO 

Maria Luisa Coppa, Ascom Torino: cresce il turismo di ritorno e si consolida la destagionalizzazione. Laura Audi, Fiavet: importanti flussi da tutta Italia, Europa e USA alla ricerca di un viaggio ‘sicuro’. Barbara Sapino, GIA: tour tematici, quartieri meno noti e approfondimenti storici.

 

 « Torino è pronta per un ponte del 1° maggio all’insegna del turismo, con previsiono positive su tutti i fronti: ospitalità, visite guidate e agenzie di viaggio.

«Gli indicatori sono tutti positivi: alberghi pieni, guide turistiche impegnate, agenzie in forte attività e ristoranti prenotati. Torino si conferma una destinazione attrattiva anche in primavera, grazie a un’offerta che sa unire cultura ed enogastronomia, con un livello di qualità elevato. È un segnale importante anche per il commercio: la presenza di visitatori nelle vie della città genera movimento, sostiene negozi, pubblici esercizi e servizi, e rafforza l’immagine di una Torino accogliente, vivace e capace di trasformare il turismo in valore economico diffuso», commenta la presidente di Ascom Confcommercio Torino e provincia, Maria Luisa Coppa.

«Gli hotel segnalano tassi di occupazione tra l’80% e l’85%, un dato che conferma il consolidamento della destagionalizzazione. Cresce inoltre il turismo di ritorno: chi ha già visitato la città torna per scoprirne aspetti meno noti, dai quartieri ai percorsi tematici. È una direzione su cui Torino deve continuare a lavorare, perché consente di distribuire meglio i flussi e di portare benefici anche fuori dai percorsi più tradizionali».

Sul fronte dell’intermediazione turistica, si registra una buona dinamica della domanda organizzata. «Il ponte del 1° maggio è positivo per le agenzie di viaggio torinesi – sottolinea Laura Audi, presidente di Fiavet Ascom –, con flussi da tutta Italia, dall’Europa e dagli Stati Uniti. Il Piemonte e Torino sono percepiti come destinazioni sicure. Vediamo una fisiologica flessione dal mercato mediorientale e dall’Estremo Oriente, ma l’instabilità di quelle aree ha indotto le persone ad andare in agenzia e a scegliere un viaggio organizzato, proprio per avere la garanzia di un viaggio sicuro che il “fai-da-te”, in questo momento, potrebbe non garantire».

«È un ponte lungo che ha attirato molti gruppi, famiglie italiane e numerosi stranieri – conferma Barbara Sapino, presidente delle guide turistiche GIA Ascom –. La città è vivace, con molti francesi e americani che, all’itinerario classico, abbinano volentieri food tour e visite alla scoperta dei quartieri. Molto richiesto, ad esempio, è il tour del Liberty in città. Siamo felici di far scoprire ai turisti non solo la zona aulica, ma anche quartieri meno noti e visite di approfondimento sulla storia del territorio».

Valli in vetrina a Ceres con Gianduja e Giacometta

Sindaci, amministratori, Gianduja e Giacometta della Famija Turinèisa e cittadini si sono così ritrovati giovedì 30 aprile nel Piazzale Grande Torino per l’inaugurazione dell’appuntamento tradizionale ceresino che ogni anno accoglie migliaia di visitatori.
≪Le Valli di Lanzo non sono solo un luogo, ma un modo di vivere. Sono fatte di lavoro, tradizioni e legami che resistono. nel tempo. Qui ogni gesto racconta una storia e ogni prodotto porta con sé un’identità. E’ questo amore per il territorio che oggi celebriamo insieme≫ così il primo cittadino di Ceres, Davide Eboli, ha aperto la dodicesima edizione di Le Valli in Vetrina.
«Con oggi si inaugura la dodicesima edizione di quello che è ormai diventato a tutti gli effetti un evento atteso e, di anno in anno, sempre più seguito – ha sottolineato il sindaco – una vetrina per le attività e i produttori del territorio. Sono proprio loro, infatti, gli espositori, la vera forza di questa manifestazione. Un grazie particolare va a tutte le associazioni, alla Pro loco, ai volontari per il loro fondamentale contributo e a Patrizia Borghesio che si occupa dell’allestimento della fiera».
Hanno poi preso la parola Jacopo Suppo, vicesindaco della Città Metropolitana di Torino, che ha ricordato Marmorito, il paese d’origine di suo nonno, lo stesso di don Celestino, il parroco che per anni è stato un elemento portante della comunità valligiana.
Poi l’intervento di Fabrizio Ricca, assessore regionale allo sport, Gian Luca Vignale, assessore regionale Personale, organizzazione e patrimonio e il comandante dei Carabilieri. Tutti hanno sottolineato l’importanza di sostenere e valorizzare il territorio valligiano, i suoi cittadini, le sue risorse naturalistiche, le potenzialità dell’offerta turistica e i suoi prodotti d’eccellenza che, dopo il taglio del nastro, è stato possibile assaporare. Gli espositori proporranno le loro creazioni e i loro articoli fino a domenica 3 maggio, fra mercatini hobbistici, laboratori creativi, musica, presentazione di libri e serate danzanti.
La serata  si è chiusa con il servizio eccellente di ristorazione che rimarrà aperto per tutta la kermesse e del divertimento con la serata di cabaret in compagnia di Marco e Mauro.
Franca Giusti

Un omaggio sincero e appassionato a Stevie Wonder

Venerdì 8 maggio, alle 21.30, andrà in scena al teatro Juvarra lo spettacolo dal titolo “Just Wonder”, un omaggio appassionato a uno degli artisti più influenti nella storia della musica mondiale, Stevie Wonder. Si tratta di una voce che valica il limite del tempo, capace di trasmettere un messaggio universale di amore, speranza e impegno sociale.

“Just Wonder” reinterpretazione in chiave jazz contemporanea di alcuni dei brani più celebri e significativi del repertorio di questo compositore. Gli arrangiamenti originali sono firmati da Enzo Orefice e offrono nuove prospettive armoniche e ritmiche, mantenendo inalterata l’emozione e la potenza espressiva delle versioni originali. Una vera e propria “mini big band” libera l’energia delle sezioni dei fiati, unita alla libertà improvvisativa tipica del jazz, dando vita a un’esperienza ricca di sfumature e coinvolgente. Il concerto propone capolavori come quelli dal titolo “Superstition”, “Sir Duke”, “Leightly”, “Isn’t she Lovely”, “I wish”, “Do I Do”, e molti altri con spazi dedicati all’improvvisazione e alla reinterpretazione creativa.

In scena tra le voci Roberta Bacciolo, Elena Bacciolo e Marta Piccichè; al sax alto Francesca Verace e Vincenzo Martire; al sax tenore Paolo Guerriero, al sax baritono Domenico Gugliotta, alla tromba Alessandro Grimaldi e Daniele Gentile, al trombone Enrico De Laurenti e Aldo Caramellino, al basso Luciano Saracino, alla chitarra Alessandro Sugameli, alle percussioni Gianluca Fuiano. Pianoforte e arrangiamenti di Enzo Orefice.

Venerdì 8 maggio 2026, ore 21.30 – intero 20 euro – teatro Juvarra – via Juvarra 13, Torino

info@teatrojuvarra.it

Mara Martellotta

In via Botticelli edificio commerciale con parcheggi e aree verdi

 

Un nuovo intervento di rigenerazione urbana nella zona nord della città. La Giunta comunale, su proposta dell’assessore all’Urbanistica Paolo Mazzoleni, ha approvato lo schema di convenzione urbanistica per un intervento da parte di privati in via Botticelli 34 insieme al progetto esecutivo delle opere di urbanizzazione e al progetto di fattibilità per la riqualificazione della banchina centrale di corso Taranto.

L’operazione prevede la demolizione di un fabbricato esistente e la realizzazione di un nuovo edificio a destinazione commerciale, in un ambito compreso tra via Botticelli, corso Taranto, via Monte Rosa e via Mercadante. Si tratta di un contesto prevalentemente residenziale, con presenze produttive e commerciali, già individuato dal Piano regolatore vigente come area oggetto di trasformazione e riordino funzionale e coerente con le linee del nuovo Piano regolatore, collocandosi nella città consolidata e in un addensamento commerciale compatibile.

Cuore dell’intervento sarà il sistema delle opere pubbliche connesse, che serviranno a rafforzare la qualità e la fruibilità dello spazio urbano. È prevista la realizzazione di un parcheggio a raso di circa 1.600 metri quadrati, con accesso da corso Taranto, per un totale di circa 95 posti auto, oltre la metà dei quali da destinare ad uso pubblico. Una quota significativa degli stalli sarà dotata o predisposta per la ricarica di veicoli elettrici. Il progetto integra soluzioni permeabili e drenanti, con stalli inerbiti e pavimentazioni capaci di migliorare la gestione delle acque meteoriche. A queste opere si affiancheranno un nuovo impianto di illuminazione pubblica, la sistemazione delle aree verdi e l’inserimento di elementi di ombreggiamento. Sono inoltre previsti il rifacimento dei marciapiedi lungo via Botticelli e corso Taranto, con materiali drenanti, e la riqualificazione della banchina centrale del corso nel tratto verso piazza Derna, attraverso una nuova pavimentazione e il riordino dell’arredo urbano, che torna ad essere completamente fruibile alla cittadinanza. Le opere di urbanizzazione saranno interamente realizzate a cura e spese del proponente, per un investimento complessivo di circa 302 mila euro, a cui si aggiungono circa 338mila euro per l’intervento sulla banchina di corso Taranto.

L’intervento adotta soluzioni orientate alla sostenibilità, privilegiando superfici permeabili, materiali drenanti e inserimenti a verde che contribuiscono alla riduzione del carico sulla rete fognaria e al miglioramento del microclima urbano. Non sono previste lavorazioni con impatti ambientali significativi, mentre la riqualificazione complessiva consente di migliorare le condizioni ambientali e paesaggistiche dell’area, senza consumo di suolo, migliorando la dotazione di servizi e la qualità dello spazio pubblico.

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