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“Le Masche” di Giulia Cenci per il progetto RADIS

Il 6 ottobre alle 11.30 inaugurerà “Le Masche”, l’opera che Giulia Cenci ha realizzato per il progetto RADIS, nella radura Del Chiot Rosa

Radis, il nuovo progetto di arte nello spazio pubblico della Fondazione per l’arte Moderna e contemporanea Crt, conclude la sua prima edizione con l’inaugurazione di un’opera site specific dal titolo “Le Masche” dell’artista Giulia Cenci, la cui presentazione al pubblico avverrà domenica 6 ottobre alle 11.30. Collocata nella radura del Chiot Rosa, a Rittana, nel Cuneese, l’opera si compone di una serie di sculture in alluminio realizzate dall’artista a partire dai calchi delle betulle che costeggiano il prato, combinati con elementi tipici del suo linguaggio scultoreo. Teste di lupo, teste di manichini, rami di vite creano figure ibride tra alberi e fiori, esseri umani e animali. L’opera nasce da un dialogo intenso con il luogo, con le narrazioni, la storia e l’immaginario che lo hanno attraversato e plasmato. Le sculture di Giulia Cenci si allungano tra le betulle e contribuiscono a disegnare un paesaggio in continuo mutamento.

Il titolo dell’opera fa riferimento alle maschere, figure della tradizione contadina piemontese raccontate anche da Nuto Revelli nei suoi testi e rende omaggio a tutte le componenti emarginate per la loro diversità.

Il primo capitolo del progetto quadriennale Radis è realizzato in collaborazione con la Fondazione CRC del Comune di Rittana nella località di Chiot Rosa a 1200 metri dal livello del mare. Ricco di storia, questo luogo possiede un alto valore legato alla Resistenza. La vicina borgata Paraloup ha rappresentato il primo quartier generale nel Cunese delle bande partigiane di Giustizia e Libertà.

Le masche di Giulia Cenci apre in questo luogo un nuovo immaginario. Cresciute nottetempo o ferme come testimoni di fatti, memorie e racconti, le sculture diventano presenze, figure che sembrano osservare con curiosità ciò che accade sotto e intorno a loro, sul prato, intorno agli alberi e tra le strutture pensate e installate per ospitare i momenti di sosta e di aggregazione di abitanti e persone in visita. Realizzata appositamente per Chiot Rosa, l’opera resterà in comodato permanente al Comune di Rittana

“Sono emozionata e orgogliosa del risultato della prima edizione di Radis – ha dichiarato Patrizia Re Rebaudengo , presidente della Fondazione per l’Arte Moderna e Contemporanea Crt. “ L’opera di Giulia Cenci è l’esito concreto, poetico e denso di storie, di un lungo percorso che la Fondazione per l’Arte Moderna e Contemporanea ha voluto legare profondamente al luogo al quale era destinata. Le masche è un’opera site specific nata da un processo lento e meditato, guidato dall’artista e dalla curatrice Marta Papini, fondato sul coinvolgimento della comunità, delle scuole e sul contributo di professionalità e artigiani esperti. Sono sicura che le sculture di questa artista sensibile e immaginifica sapranno abitare la radura accogliente del Chiot Rosa, donando a Rittana e a noi un paesaggio nuovo e aperto, nel quale far convivere storie, fiabe, fantasie, umani, alberi, pietre e animali”.

“La fruttuosa collaborazione con la Fondazione per l’Arte Moderna e Contemporanea CRT ha saputo costruire in questo primo progetto annuale Radis un percorso artistico di grande valore, innovativo e partecipato- ha commentato Mauro Gola, presidente della Fondazione CRC. “L’arte e la cultura confermano il loro ruolo strategico per lo sviluppo e la rigenerazione dei terreni montani e la loro capacità di attivare le comunità, con risultati inaspettati e di notevole impatto”.

La prima edizione del progetto è stata affidata alla curatrice Marta Papini, che ha invitato Giulia Cenci a intervenire nell’area del Chiot Rosa per il suo interesse verso i luoghi al confine tra natura e antropizzazione e la sua ricerca incentrata sulle relazioni tra esseri umani, animali e ambiente.

Per realizzare le sue opere Giulia Cenci utilizza materiali di riciclo, come gli scarti del sistema di produzione agricola o i rottami delle automobili, e calchi di prototipi dalle sembianze animali e umane.

‘Le masche rappresentano il frutto delle storie del Chiot Rosa, storie di resistenza, paura, gioia, d’amore e di odio, storie di animali e di piante. Con la sua opera Giulia Cenci omaggia tutte le persone e le creature emarginate oggi come ieri per la differenza dalla norma – spiega la curatrice Marta Papini.

Il progetto “Radis” (dal piemontese “radis” radice) nasce con l’obiettivo di arricchire il territorio piemontese con un patrimonio di arte pubblica messo a disposizione della comunità, in dialogo con programmi educativi, incontri pubblici e progetti espositivi che restituiscono alla collettività parte della Fondazione per l’Arte Moderna e Contemporanea CRT.

 

Le masche apertura al pubblico 6 ottobre ore 11.30. Radura del Chiot Rosa a Rittana, nel Cuneese

 

Mara Martellotta

“Granda in Rivolta” allarga i suoi orizzonti… culturali e geografici

Il prossimo ospite della rassegna letteraria fossanese sarà infatti lo scrittore irlandese, italiano d’adozione, William Wall

Lunedì 7 ottobre

Fossano (Cuneo)

Continua a crescere il prestigio degli autori ospitati a Fossano per la seconda edizione di “Granda in Rivolta”, la rassegna letteraria che lodevolmente si propone di “scuotere la provincia cuneese con la poesia”, intento scritto nero su bianco, in un “Manifesto” in versi, dagli stessi organizzatori, i poeti piemontesi Elisa Audino e Romano Vola, che condividono la direzione artistica della rassegna insieme a Maurizio Regis, titolare dello storico pub fossanese il “Vitriol” , al civico 7 di via Ancina, dove si tengono gli incontri.

Dopo l’appuntamento di domenica 8 settembre, incentrato sulla “poesia in musica” e che ha visto l’esibizione, assai gradita, dei due cantautori di origine e adozione fossanese, Mattia Calvo e Matteo Castellano, l’attesa è ora per il prossimo lunedì 7 ottobre (ore 21,15) allorché in via Ancina arriverà un ospite di caratura davvero internazionale e particolarmente “agognato” dagli organizzatori. Parliamo di William Wall, irlandese (nato a Cork nel 1955), scrittore, poeta, traduttore dall’italiano e docente di “scrittura creativa”. Irlandese, ma anche un bel po’ italiano, poiché Wall vive oggi tra Cork e Camogli, in Liguria, città a cui è particolarmente legato, così come all’Italia in genere, dove torna spesso anche nell’ambientazione dei suoi lavori, tanto da aver pubblicato gli ultimi suoi due romanzi, “La ballata del letto vuoto” (Nutrimenti, 2021) e “Ti ricordi Mattie Lantry?” (Guanda, 2024) prima qui che in Irlanda.

Nel 2005 Wall è stato selezionato per il “Man Booker Prize”, nel 2011 ha vinto il “Virginia Faulkner Award” e nel 2017 è stato il primo europeo a vincere il “Drue Heinz Literature Prize”, con la raccolta di racconti “The Islands”. Nel 2019 la Casa Editrice milanese “Crocetti” (dal 2020, di proprietà di “IF- Idee Editoriali Feltrinelli”) dedica a “Le notizie sono”, una parziale selezione delle sue poesie, con un articolo di ben quattordici pagine. Le sue opere sono tradotte in molte lingue, tra cui italiano, cinese, tedesco, portoghese, serbo, catalano, lettone e macedone.

Nella serata fossanese William Wall parlerà sicuramente del suo ultimo libro “Ti ricordi Mattie Lantry?”, un noir (la traduzione è di Stefano Tettamanti) scritto da un poeta “con un profondo senso civico-politico-umano”. Al centro della storia, una vecchia e irrisolta storia di omicidio che riemerge nella vita del protagonista in modo inusuale e che getta più di un’ombra. Lui, un autore conosciuto che decide di offrire un corso di scrittura in modo anonimo a cinque aspiranti e altrettanto anonimi autori. La vittima, un suo ex compagno di scuola, una sorta di genio ribelle. Gli indiziati: gli stessi compagni, che forse si celano in uno degli aspiranti autori del corso. L’epoca dell’omicidio: 1980. Oggi: 2020, il Covid. A far da sfondo l’Irlanda, l’Oceano, l’andare in mare, l’abbandono di una periferia territoriale, la violenza – fascino incluso – della legge del più forte, la crudeltà del capitalismo e del privilegio economico. Pagine in cui “la poesia emerge ovunque, dalla figura del nonno, un vecchio soldato, della vittima, che si è preso sempre cura di lui, fino all’Oceano”. E un libro, ancora una volta, in cui c’è molta Italia.

A dialogare con William Wall ci saranno la poetessa e scrittrice Elisa Audino e l’editrice Cristina Daglio. L’incontro sarà preceduto da un momento open-mic del poeta cuneese Luca Isoardo.
Come sempre accade negli appuntamenti di “Granda in Rivolta”, gli autori e gli organizzatori saranno già al “Vitriol” a partire dalle 19,30 per una chiacchierata e una cena conviviale e per entrare nel clima di condivisione tipico della rassegna.
Tutte le informazioni su “Granda in Rivolta” sono disponibili sui canali social della rassegna (Facebook, Instagram, Threads, Youtube e canale WhatsApp). Per prenotare 333.4915524.

 

g. m.

 

Nelle foto: William Wall e Cover “Ti ricordi Mattie Lantry?”, Guanda, 2024

Scuola, in Piemonte si parte: 500mila in classe

Sono circa  500.000 gli studenti e studentesse del Piemonte  pronti a tornare in classe oggi, mercoledì 11 settembre.

Resta elevato  il numero di cattedre ancora sguarnite, fino a pochi giorni fa erano 14.000 cattedre scoperte. Il Ministero dell’Istruzione ha autorizzato  l’assunzione a tempo indeterminato di 4.000 docenti precari.

Intanto, alla vigilia del nuovo anno scolastico, la Regione ha stanziato oltre 600 mila euro per  interventi per il mantenimento della scuola in alcuni piccoli centri di montagna  e per  migliorare l’organizzazione didattica con lo sdoppiamento parziale delle pluriclassi.

Ecco la lettera che la vicepresidente e assessore all’Istruzione della Regione Piemonte Elena Chiorino ha scritto in vista dell’inizio dell’anno scolastico:

Cari Studenti,

oggi inizia per voi un nuovo anno scolastico, un momento importante che segna l’inizio di un percorso fatto di studio, crescita personale e scoperta. La scuola è uno dei luoghi più preziosi nella vita di ognuno di voi, perché è qui che costruite le fondamenta del vostro futuro e del futuro della nostra Nazione.

In un mondo in continuo cambiamento, la conoscenza e l’educazione sono gli strumenti più potenti che abbiate a disposizione per realizzare i vostri sogni e affrontare le sfide che verranno. Il Piemonte ha bisogno di giovani preparati, motivati e consapevoli del ruolo che possono giocare nel costruire una società più giusta, più forte, più prospera. Voi siete la spina dorsale della nostra Nazione.

La scuola non è solo un luogo di sapere: è anche palestra di vita che insegna il valore del rispetto, della responsabilità, del lavoro di squadra. Siate curiosi, siate ambiziosi, siate sempre pronti a dare il massimo, perché solo con impegno e determinazione si possono raggiungere i risultati più grandi.

Siamo al vostro fianco: lavoriamo ogni giorno per migliorare il sistema educativo, perché voi, come tutti i docenti e il personale scolastico, meritate il meglio. Vogliamo che possiate crescere in un ambiente sicuro, stimolante e capace di valorizzare ogni vostro talento.

Siate orgogliosi del percorso che state per intraprendere e ricordate che siete il nostro futuro e su di voi riponiamo  fiducia e speranza.

Buon inizio di anno scolastico a tutti!

Bimbo di 5 anni travolto da mezzo agricolo: è in gravi condizioni

Nella mattinata odierna, alle 10.30 circa, nel comune di Villar Pellice, un bimbo del 2019 e’ caduto dal trattore sul quale si trovava con un parente maggiorenne intento a raccogliere il fieno; sfortunatamente il piccolo è stato travolto dalla ruota del carrello;
I soccorsi sono stati immediati con elisoccorso e conseguente trasporto al CTO in codice rosso e condizioni critiche.
Procedono i carabinieri di Torre Pellice che hanno sequestrato il mezzo agricolo.
Il bambino purtroppo è morto all’ospedale Regina Margherita.

(Foto archivio)

Divulgo o conosco?

L’idea per scrivere questo articolo è nata in me apprendendo la notizia della morte di Mario Trufelli, giornalista e divulgatore, che ebbi la fortuna di conoscere quando era caporedattore presso la sede regionale RAI di Potenza.

Molti lo ricorderanno per aver condotto la trasmissione Check up, forse la prima ad aver diffuso il tema della medicina portandolo nelle case degli italiani con un linguaggio semplice, comprensibile anche ai non addetti ai lavori (questa è la missione della divulgazione).

Associandolo a quanto successo alcuni giorni orsono, cioè che Temptation Island ha ottenuto un’audience di molto superiore alla trasmissione divulgativa di Alberto Angela, ho riflettuto su alcuni punti.

La diffusione, globale e massiccia, dei social ha concesso, come sosteneva il compianto Umberto Eco, “[..] diritto di parola agli imbecilli” perché se un tempo era sufficiente togliere il bicchiere a chi sproloquiava nell’osteria, ora occorrerebbe recarsi a casa loro e distruggere ogni dispositivo atto a connettersi in rete.

Ecco, quindi, che ognuno si sente autorizzato a dire la sua, molto spesso nella più completa ignoranza, convinto di essere diventato un guru in materia; la sindrome di Dunning-Kruger, infatti, descrive bene come gli incompetenti siano molto sicuri di sé mentre chi è realmente competente spesso manifesti dubbi o incertezze.

Il diffondersi a pioggia di corsi che in 3 ore online ti certificano master di questa o quella disciplina (per soli 11,99 euro) aggiunge danno al danno, permettendo a molti tuttologi di sentirsi autorizzati a pontificare, con il rischio fondato di compiere danni se parliamo di coaching o altri interventi sulla psiche.

L’enorme proliferazione di consulenti sentimentali, romantici, sessuali, coach di coppia, massaggiatori delle discipline più variegate (e spesso totalmente inutili) mettono in evidenza un solo aspetto: guadagnare in fretta, in un settore in forte espansione ancora per poco, con risultati probabili sotto l’aspetto economico ma dubbi, se non pericolosi, sotto quello salutistico e legale.

Qualcuno ha ancora sentito parlare di macrobiotica? E di new age? Eppure a suo tempo sembravano il toccasana per qualsiasi problema spirituale e nutrizionale.

Se fino a qualche anno fa si cercava il professionista famoso, la cui perizia era nota, anche se più costoso di altri suoi colleghi, ora si tende al risparmio anche in settori in cui non si dovrebbe mercanteggiare affidandosi a chi dichiara di essere il top, solo perché ha speso di più in pubblicità e, magari, ha chiesto 10 euro in meno per una visita.

Vi serve un’altra prova? Quanti libri escono quotidianamente (con gli e-book il costo di realizzazione è prossimo allo zero) sostenendo, spesso, una tesi e l’esatto contrario? Ognuno, anche se titolato, sostiene di aver trovato la pietra filosofale, la formula magica o l’elisir di lunga vita e, spesso, si trova in perfetta antitesicon le tesi di altri colleghi.

Elemento comune di tutto ciò è il guadagno, la bramosia di denaro, il desiderio di arricchirsi (per farne cosa, poi?) e distinguersi da chi, invece, ha optato per scelte diverse, a loro giudizio perdenti; San Basilio Magno, uno dei padri della Chiesa vissuto 1700 anni fa, sosteneva che “il denaro è lo sterco del diavolo”. Io non tirerei in ballo entità malefiche o sovrannaturali, ma mi limiterei a considerarlo uno dei mezzi che la scoietà ha adottato per la propria, lenta, autodistruzione.

Il denaro è, per sua natura, un bene affascinante ma oltremodoinsidioso che ha avuto, da sempre, la capacità di soggiogarci, di imporre ritmi e stili di vita giungendo a modificare gli scopi che alla vita ognuno di noi attribuisce. Se, visto individualmente, il denaro è un credito (nessuno vorrebbe spendere più di quanto ricavi), visto a livello di società è un debito, che aumenta vorticosamente giorno dopo giorno. E’ come acquistare futures in borsa senza l’indicazione del prezzo. Un suicidio.

Naturalmente questo capitalismo disumano non ci danneggia soltanto dal punto di vista economico (imprenditori che, diventati finanzieri, badano solo al profitto e non si accollano il rischio di impresa) ma anche ambientale e sociale (e non solo).

Il ricorso al credito al consumo anche per le vacanze, l’acquisto dell’auto fornita di accessori che non useremo, l’applicazione di uno sconto sul prezzo d’acquisto se chiederemo un finanziamento (non pensando che gli interessi sul finanziamento sono sicuramente superiori al risparmio praticato, ed il finanziamento dev’essere erogato dalla finanziaria ufficiale di quel brand), il recarsi a cena fuori molto più di un tempo, quando ci si trovava una volta a casa di uno un’altra a casa dell’altro, di fatto legittimano il capitalismo e, a braccetto con questo, il consumismo.

Quel che nessuno spiega, e le persone in gran parte ignoranti non capiscono, è che se il capitalismo è servito a pochi, eletti, individui per acquisire il controllo di gran parte del mondo (Arnault, Jobs, Zuckerberg, Musk, Bezos, Gates e altri) per controha portato la quasi totalità degli abitanti del pianeta a perdere il controllo delle proprie finanze, delle proprie scelte e di una vita a dimensione umana.

I servi sciocchi? Sono tra di noi, autoproclamatisi discepoli del verbo “spendere” convinti di poter raggiungere l’Olimpo mentre, ben che vada, potranno salire su una collinetta dei giardini pubblici.

Sergio Motta

È partita la sperimentazione di una piattaforma di partecipazione civica

La Giunta comunale, su proposta della Vicesindaca Favaro, ha approvato un accordo tra Città di Torino e Università degli Studi di Torino per la promozione di “Firstlife”, una piattaforma open source partecipazione civica per promuovere politiche innovative e offrire servizi integrati per le famiglie.

L’amministrazione comunale è al lavoro per favorire la creazione di reti tra diversi Enti Pubblici al fine di offrire servizi integrati alla cittadinanza.

La piattaforma “Firstlife”, realizzata dal Dipartimento di Informatica, avrà come finalità quella di formare all’uso di tecnologie civiche digitali all’interno di progetti di partecipazione civica e di comunità. Non avrà alcun fine commerciale e avrà come obiettivo la creazione collettiva di una mappa ispirata ad un modello urbano volto a promuovere il concetto di prossimità (la cosiddetta “città dei 15 minuti”) mettendosi a disposizione di enti, network, pubbliche amministrazioni e cittadini con l’obiettivo di valorizzare connessioni, coordinamento e monitoraggio delle azioni di comunità. L’evoluzione della piattaforma sarà possibile dall’integrazione tra ricerche condotte dal team di progetto del Dipartimento di Informatica, soluzioni sperimentate in progetti pilota e processi di coprogettazione con realtà territoriali.

I due enti intendono quindi avviare una fase di sperimentazione finalizzata alla realizzazione di una mappatura georeferenziata al fine di diffondere la conoscenza di servizi, attività e progetti utili alle famiglie torinesi con figlie e figli di tutte le età.

“Con questo accordo – spiega la Vicesindaca Michela Favaro – muoviamo un altro passo nel lavoro del Piano per le Famiglie per rendere Torino una città sempre più solidale, aperta e a misura delle famiglie. La collaborazione con l’Università e con altri enti del territorio ci aiuterà nel compito che ci siamo prefissati di offrire servizi e opportunità che mettano a disposizione alle torinesi e ai torinesi un supporto concreto nella conciliazione del tempo da dedicare alla famiglia.”

‘Innovazione d’Insieme’, un protocollo per ottimizzare i servizi digitali

Condividere informazioni, esperienze, progettualità e buone pratiche nel riuso di sistemi informatici che permettano un’ottimizzazione di risorse e un potenziale abbattimento di costi legato alla digitalizzazione di processi e servizi della Pubblica Amministrazione.

Con questa finalità la Giunta comunale, su proposta dell’assessore ai Sistemi informativi e alla Cybersecurity Marco Porcedda, ha approvato oggi l’adesione della Città di Torino al nuovo protocollo ‘Innovazione d’Insieme’.

Tra gli obiettivi specifici del Protocollo, da realizzare tramite il confronto, la cooperazione e lo scambio tra i diversi attori di esperienze, informazioni, metodologie e soluzioni pratiche, ci sono la promozione del riutilizzo di processi, modelli logici e software; la condivisione di progetti di digitalizzazione e di servizi digitali già operativi e di facile fruibilità; l’interazione e il raccordo per una comune armonizzazione verso gli standard emergenti in tema di dati e sicurezza informatica, nel rispetto della normativa di riferimento e dei principi di efficienza ed economicità propri della Pubblica Amministrazione; la creazione di protocolli e modelli di sviluppo orientati al superamento del lock-in dei sistemi informatici.

 “Semplificare e rendere più efficienti i servizi offerti da un Comune è una sfida complessa che richiede risorse, competenze tecnologiche e capacità di creare sinergie – commenta l’assessore Marco Porcedda -. L’innovazione, la cooperazione e la condivisione sono delle chiavi fondamentali nello sviluppo di questo processo. Attraverso la firma di questo protocollo i diversi attori coinvolti nel progetto si impegnano a condividere successi e professionalità e, al tempo stesso, ad abbattere i costi rispetto allo sviluppo da zero di servizi e sistemi a supporto di questi. In questa direzione va il rinnovo dell’impegno della Città di Torino, ovvero quella di un continuo lavoro mirato a migliorare sia l’efficienza che la disponibilità dei servizi messi a disposizione dei torinesi”.

Per raggiungere questi obiettivi i firmatari, in collaborazione diretta anche con l’Agenzia per l’Italia Digitale (AgID) e la Presidenza del Consiglio dei Ministri, saranno impegnati nell’utilizzo di una metodologia i cui principali parametri saranno la centralità dell’utente, l’uso di standard tecnologici open source, il riuso di sistemi e tecnologie già in possesso dei diversi attori, la sicurezza e l’accessibilità delle informazioni e, infine, la Privacy by design, ovvero la garanzia per ogni cittadino di poter esercitare i propri diritti e operazioni sui propri dati, nel rispetto della normativa vigente, nazionale ed europea, in materia di trattamento dei dati personali.

Il Protocollo, che avrà una durata di tre anni e potrà essere rinnovato, è aperto alla partecipazione di enti locali, società in house e gestori di pubblici servizi, e non comporterà per la Città di Torino alcun onere aggiuntivo. Tra gli altri firmatari i Comuni di Alessandria, Bologna, Cremona, Firenze, Genova, Milano, Parma, Trieste, Vigevano, ACI Informatica S.p.A., Consorzio Informatica Territorio Spa, Liguria Digitale S.p.A.

Piazza Baldissera, approvato il progetto esecutivo. Entro fine 2024 gara d’appalto e assegnazione dei lavori

Prosegue l’iter per il riassetto della viabilità in piazza Baldissera, uno dei principali snodi cittadini, destinata a cambiare aspetto per gestire in maniera ottimale i flussi di traffico in transito in un punto nevralgico della rete viaria, dove già oggi convergono oltre 5mila auto all’ora.

Nella sua riunione odierna la Giunta Comunale, su proposta dell’assessora alla Mobilità Chiara Foglietta, ha approvato il progetto definitivo dell’intervento che prevede l’abbandono della circolazione sulla rotatoria, sostituita da un incrocio controllato da sei semafori, che sarà altresì percorso da una linea tranviaria ad elevata frequenza.

Il progetto contempla infatti anche il ripristino dell’impianto tranviario già presente lungo le vie Cecchi, Chiesa della Salute e Bibiana con la riattivazione del servizio tra piazza Statuto e via Massari, oggi effettuato con autobus.

“Con la soluzione individuata la gestione dell’intersezione avverrà in modo dinamico, ovvero in base alle reali condizioni del traffico e consentirà di controllare l’andamento dei flussi di veicolari, come di quelli pedonali e ciclabili, oltre che quelli della linea 10 del tram”, spiega l’assessora alla Mobilità Chiara Foglietta.

Ogni carreggiata, poi, sarà dotata di una corsia diretta destra per consentire di effettuare la manovra di svolta a monte dell’intersezione senza dover impegnare l’incrocio.

“Insieme a una maggiore sicurezza la nuova progettualità consentirà di recuperare aree vivibili dove i cittadini potranno passeggiare e ritrovarsi”, spiega ancora l’assessora Foglietta.

La trasformazione da rotatoria a incrocio con un diametro ridotto a 60 metri permetterà infatti di realizzare attorno, negli spazi tra le diverse strade convergenti nell’intersezione, una serie di piazze pedonali con pavimentazione permeabile e illuminate, aree verdi, panchine, aree di sosta per le bici e, eventualmente, con piccoli chioschi.

Inoltre, agevolando l’intermodalità con il servizio ferroviario metropolitano e garantendo la sicurezza degli attraversamenti ciclo e pedonali del nodo e la loro interconnessione con la rete pedonale e ciclabile della città, verrà incentivato l’utilizzo del trasporto pubblico e resa più sicura la mobilità dolce.

Saranno realizzati percorsi tattili con connessione alle fermate del trasporto pubblico e i nuovi dispositivi semaforici saranno dotati degli ausili acustici funzionali anche per le persone ipovedenti.

La spesa complessiva dell’intero intervento è di 7 milioni e 500mila euro finanziata per 4 milioni e 500mila euro con fondi della Città e per 3 milioni di euro con le risorse assegnate dal PN Metro Plus.

Entro la fine del 2024, dopo l’espletamento della procedura di gara, è previsto l’affidamento dei lavori. L’avvio del cantiere, che avrà una durata di 13 mesi, è fissato per il primo trimestre del 2025.

Via Roma pedonale, approvati i progetti di fattibilità tecnico economica

È una profonda ristrutturazione quella che attende via Roma destinata a diventare completamente pedonale.

Il nuovo volto dello storico asse viario, approvato questa mattina dalla Giunta comunale su proposta dell’assessora alla Mobilità Chiara Foglietta, ne prevede la completa ripavimentazione in pietra. Inoltre, la strada verrà innalzata a livello dei portici favorendo l’abbattimento delle barriere architettoniche e migliorando insieme la vivibilità e la percorribilità di tutto lo spazio pubblico circostante.

Prima di realizzare la nuova pavimentazione lapidea si procederà al rifacimento completo della impermeabilizzazione della soletta ed è previsto il rinnovamento dell’intera rete di raccolta delle acque meteoriche.

Per permettere di liberare la visuale della via all’incrocio con piazza Castello l’intersezione verrà riorganizzata: saranno realizzati due collegamenti pedonali con la piazza, come estensione dei percorsi porticati, con riduzione della banchina di fermata GTT e spostamento delle paline semaforiche.

Parallelamente sarà modificata la viabilità all’altezza di via Po, in maniera da permettere la svolta del flusso veicolare proveniente dai Giardini Reali e diretto verso piazza Vittorio.

Gli impianti semaforici presenti lungo l’asse di via Roma saranno tutti rinnovati.

Gli interventi lungo gli oltre 700 metri della via interesseranno una superficie di quasi 12mila metri quadri dove verranno quindi posizionati vari elementi architettonici, panchine, dissuasori e fioriere, mentre lungo le strade di attraversamento troveranno posto in spazi dedicati numerosi archi portabici in acciaio.

“L’approvazione dei progetti di fattibilità tecnico economica è un altro importante tassello per la realizzazione di uno dei più grandi interventi di questi anni: la creazione del collegamento pedonale dell’asse di via Roma con la sua completa riqualificazione – commenta l’assessora alla Mobilità Chiara Foglietta-. L’opera, con la sua attenzione all’abbattimento delle barriere architettoniche, migliorerà lo spazio pubblico e ne favorirà l’accessibilità, aumentandone la vivibilità. Un percorso iniziato vent’anni fa con l’eliminazione del traffico veicolare e il divieto di sosta su piazza San Carlo che va nella direzione di una città accessibile, accogliente e inclusiva per tutti”

Per i lavori, suddivisi in tre lotti (da piazza Castello a piazza San Carlo; da piazza CLN a via Cavour e da via Cavour a piazza Carlo Felice), e finanziati con12 milioni di euro per la maggior parte provenienti da fondi Pon Metro Plus dell’Unione Europea, è prevista una durata di 14 mesi con avvio dei cantieri tra febbraio (lotti 1 e 2) e aprile (lotto 3) del prossimo anno e termine entro il mese di aprile del 2026.

Un nuovo parcheggio in via Capua per completare la riqualificazione dell’area

L’area del distributore di carburanti di via Capua, non più in funzione da diversi anni, si trasformerà in un parcheggio consentendo di completare, tra via Livorno e corso Umbria, la riqualificazione di tutta la via, ridisegnata e ora a senso unico con stalli per la sosta in linea, e davanti alla scuola Aporti Gastaldi, dove recentemente è stato creato uno spazio ampio e protetto per genitori e bambini.

La Giunta Comunale ha approvato in linea tecnica questa mattina, su proposta dell’assessora alla Mobilità Chiara Foglietta, il progetto di fattibilità tecnico economica che prevede la rimozione della pavimentazione esistente, la posa delle guide a delimitazione del nuovo profilo verso il giardino, la sistemazione delle aiuole verdi a contorno, la ripavimentazione sia delle parti pedonali della piazza sia dello spazio da destinare ai parcheggi.

I tempi ristretti dettati dalla realizzazione dell’area car free davanti alla scuola Aporti Gastaldi, finanziata con fondi React EU, avevano costretto a posticipare gli interventi sul lato nord-est della strada per la creazione di alcuni parcheggi a spina e la riorganizzazione complessiva del fronte del giardino verso la scuola.  Pur avendo avviato interlocuzioni con la società titolare dell’impianto, non era stato possibile concordare le modalità operative e attivare queste opere.

L’approvazione del progetto consentirà di procedere con la richiesta di dismissione del distributore per necessità pubblica, motivata sia dal degrado dello spazio sia dalla incompatibilità di coesistenza di un distributore sul fronte dell’accesso scolastico.

“Si tratta di un passaggio fondamentale per poi andare alla fase attuativa e completare la sistemazione della zona dando ai cittadini la possibilità di usufruire appieno di un ambiente più bello, accogliente e funzionale – commenta l’assessora alla Mobilità Chiara Foglietta – . Una volta rimosso il vecchio distributore di carburanti da anni chiuso e inutilizzato, eliminando così una situazione di degrado, sarà possibile migliorare ulteriormente la viabilità pubblica rendendo l’area più funzionale alle esigenze dei residenti e dei servizi esistenti”.

La spesa per la realizzazione degli interventi, il cui cantiere potrà essere avviate solo a seguito della rimozione completa di tutte le attrezzature interrate e fuori terra relative all’impianto di distribuzione carburanti ad opera della società titolare dell’impianto stesso, è di 80mila euro.