“Da qui in avanti”: la mostra sulle CAR-T approda alle Molinette e racconta la rinascita di sei pazienti

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L’inaugurazione all’ospedale di Torino ha dato voce ad Americo e ad altri cinque pazienti che, grazie alle terapie cellulari innovative, hanno ritrovato la strada verso il futuro. Un progetto fotografico di Gilead Sciences che resterà visitabile al C.O.E.S. fino al 10 luglio.

 

C’era la moto ferma in garage. C’erano gli esami che parlavano chiaro, una diagnosi arrivata come una frenata improvvisa in piena corsa. E poi, lentamente, c’è stato il ritorno in sella. Americo, 65 anni, torinese doc con la passione per le due ruote, è diventato il volto della mostra itinerante “Da qui in avanti. Sei storie, un viaggio che ricomincia”, inaugurata all’ospedale Molinette della Città della Salute e della Scienza di Torino.

La sua è una storia che comincia nel 2020 con una diagnosi di linfoma mantellare e si trasforma, nel 2023, in una scommessa vinta: la terapia CAR-T. Da allora, ogni sabato, Americo torna sul sellino. E ogni curva ha il sapore di una conquista.

Sei vite, una stessa sfida

Americo non è solo. Con lui, nel percorso espositivo allestito al C.O.E.S. — il Centro Oncologico ed Ematologico Subalpino del presidio Molinette — camminano le storie di altri cinque pazienti: Aurelia, Eliana, Ida, Renato e Luigi. Ognuno con il proprio tumore oncoematologico, ognuno con la propria paura, ognuno con la propria rinascita.

I giovani fotografi dell’Istituto Italiano di Fotografia li hanno ritratti nei luoghi della malattia e in quelli in cui la quotidianità è rifiorita. Non semplici scatti: pezzi di vita, momenti rubati alla fragilità e restituiti alla speranza. Il progetto, voluto da Gilead Sciences con il patrocinio di AIL — Associazione Italiana contro le Leucemie-linfomi e mieloma — e di La Lampada di Aladino ETS, sta attraversando l’Italia da nord a sud.

Le Molinette in prima linea da sei anni

Torino non è stata scelta a caso per aprire il percorso itinerante. Il presidio Molinette — con le strutture di Ematologia ospedaliera diretta dal dottor Roberto Freilone e di Ematologia universitaria guidata dal professor Benedetto Bruno, nell’ambito del programma trapianti congiunto coordinato dal dottor Alessandro Busca — è accreditato e autorizzato alla somministrazione delle terapie CAR-T dal 2020, anno del loro arrivo in Italia.

Da allora, circa ottantacinque pazienti hanno ricevuto questo trattamento innovativo tra le mura del grande ospedale cittadino. Un numero che racconta anni di lavoro silenzioso, di competenze messe a sistema, di équipe che ogni giorno scommettono sul futuro dei propri pazienti.

La fotografia come cura

Nella lotta contro il tumore, la terapia non è solo farmacologica. Lo ricordano gli organizzatori della mostra: anche l’arte può diventare uno strumento potente, capace di trasformare la malattia in un percorso di consapevolezza e di speranza condivisa.

Ogni immagine in mostra è un gesto di coraggio. I colori, la luce, i soggetti rappresentano stati d’animo, paure superate, attese vissute. Non ci sono solo i pazienti: ci sono anche chi li ha accuditi, chi ha ascoltato, chi in silenzio ha dedicato cure e attenzioni. Perché la rinascita, come insegna la storia di Americo, è sempre anche la storia di chi ti sta accanto.

Torino, la città che si rinnova dall’interno: l’abitare è espressione di uno stile di vita

Negli ultimi anni Torino ha vissuto una trasformazione profonda, spesso silenziosa ma evidente agli occhi di chi osserva con attenzione il modo in cui la città cambia e si adatta alle nuove esigenze della società contemporanea.

Per lungo tempo il valore di un immobile è stato determinato principalmente dalla posizione, dalla metratura o dal prestigio del quartiere. Oggi, invece, il concetto di abitare si è evoluto. Le persone non cercano semplicemente una casa, ma uno spazio capace di rappresentare il proprio stile di vita, le proprie esigenze e il proprio modo di vivere la città.

Torino è forse una delle realtà italiane che meglio interpreta questa evoluzione.

Le eleganti residenze del centro storico, i palazzi liberty, gli edifici razionalisti e gli ex spazi industriali riconvertiti raccontano una città che conserva la propria identità senza rinunciare all’innovazione. Una città nella quale il valore dell’abitare nasce sempre più dalla capacità di reinterpretare gli spazi esistenti.

In questo contesto la trasformazione degli interni assume un ruolo centrale.

Molti degli immobili che caratterizzano il patrimonio torinese possiedono un grande valore architettonico e storico, ma richiedono interventi capaci di renderli funzionali alle esigenze contemporanee. Ambienti più flessibili, maggiore luminosità, efficienza energetica, comfort abitativo e integrazione delle nuove tecnologie rappresentano oggi elementi fondamentali nella definizione della qualità dell’abitare.

La ristrutturazione non è più soltanto un intervento tecnico, ma un vero e proprio progetto di valorizzazione. Significa restituire nuova vita agli spazi, migliorare la qualità quotidiana delle persone e accrescere il valore dell’immobile nel tempo.

È proprio in questa prospettiva che realtà specializzate come CreaCasa Home contribuiscono a interpretare il cambiamento in atto. Attraverso interventi di riqualificazione e progettazione degli interni, diventa possibile trasformare abitazioni esistenti in ambienti capaci di rispondere alle esigenze delle famiglie, dei professionisti e delle nuove generazioni che scelgono Torino come luogo in cui vivere e investire.

L’evoluzione dell’abitare torinese non riguarda però soltanto le singole abitazioni. Riguarda il rapporto tra le persone e la città.

Sempre più cittadini ricercano quartieri ben collegati, servizi di prossimità, spazi verdi, sostenibilità e qualità urbana. La casa diventa parte di un ecosistema più ampio, nel quale il benessere individuale si integra con quello della comunità.

Per questo motivo il futuro dell’immobiliare non può essere raccontato esclusivamente attraverso numeri, quotazioni e compravendite. Deve essere interpretato attraverso le trasformazioni culturali e sociali che stanno ridefinendo il concetto stesso di abitare.

Torino, con la sua eleganza discreta e la sua straordinaria capacità di reinventarsi, rappresenta oggi un modello interessante di questa evoluzione. Una città che continua a cambiare senza perdere la propria anima e che trova nella riqualificazione degli spazi e nella qualità dell’abitare una delle chiavi del proprio sviluppo futuro.

Perché oggi il valore di una casa non è dato soltanto da ciò che è stata, ma soprattutto da ciò che può diventare.

 

Crea Casa Home – Ristrutturazione e Progettazione interni

Via San Secondo 37 Torino

 

Il grande caldo non molla la presa: Torino nella morsa dell’alta pressione africana

L’estate 2026 entra nel vivo con una delle ondate di calore più intense degli ultimi anni e Torino si ritrova al centro di una situazione che sta mettendo a dura prova cittadini, servizi e infrastrutture. Da giorni il termometro supera stabilmente i 35 gradi nelle ore più calde della giornata, mentre la sensazione percepita risulta ancora più elevata a causa dell’umidità e del calore accumulato da asfalto, edifici e superfici urbane. A rendere ancora più pesante la situazione contribuiscono le temperature notturne, che faticano a scendere sotto i 24-25 gradi e non consentono un adeguato raffrescamento degli ambienti domestici.

Secondo le previsioni meteorologiche, il dominio dell’alta pressione africana è destinato a proseguire almeno fino ai primi giorni di luglio. Gli esperti non escludono che in alcune zone della pianura piemontese possano essere raggiunti o addirittura superati i 38 gradi, valori decisamente superiori alle medie climatiche del periodo. Una fase che preoccupa soprattutto per la sua durata: il caldo intenso, infatti, non si presenta come un episodio isolato ma come una condizione persistente destinata a protrarsi per diversi giorni consecutivi.

Le conseguenze sono ormai evidenti nella vita quotidiana. Le strutture sanitarie raccomandano particolare prudenza agli anziani, ai bambini e alle persone affette da patologie croniche, ma le difficoltà riguardano ormai l’intera popolazione. Nelle ore centrali della giornata le strade si svuotano, mentre cresce il ricorso a climatizzatori e sistemi di raffrescamento in abitazioni, uffici e attività commerciali.

Proprio l’impennata dei consumi elettrici è considerata una delle cause principali dei numerosi blackout che negli ultimi giorni hanno interessato Torino e diversi comuni dell’area metropolitana. Interruzioni improvvise della corrente hanno provocato disagi in abitazioni, negozi e uffici, con ascensori fermi, impianti di climatizzazione fuori uso e problemi alla viabilità a causa dello spegnimento di alcuni impianti semaforici. In diversi quartieri i cittadini hanno dovuto affrontare ore senza elettricità proprio nei momenti più caldi della giornata, aggravando ulteriormente una situazione già resa difficile dalle temperature eccezionali.

Le ripercussioni economiche non sono mancate. Attività commerciali, esercizi pubblici e strutture ricettive hanno segnalato danni e inconvenienti legati alle interruzioni del servizio elettrico

Spaccio di droga, un arresto a Borgo Vittoria

Nei giorni scorsi la Polizia di Stato ha arrestato nel quartiere Borgo Vittoria un cittadino di quarant’anni, originario del Ruanda, gravemente indiziato di detenzione di sostanza stupefacente ai fini di spaccio.
A seguito di un’attività info-investigativa condotta dalla Squadra Mobile del capoluogo piemontese, i poliziotti hanno accertato un’attività di spaccio presso l’abitazione dell’uomo, sita in Corso Grosseto, monitorandone i continui movimenti.
Dopo aver osservato gli spostamenti, gli agenti lo hanno fermato e identificato mentre usciva dall’edificio, procedendo subito ad una perquisizione domiciliare.
All’interno di un giubbotto sono stati rinvenuti 4 dischi di crack e vari involucri termosaldati contenenti cocaina, per un peso complessivo di circa 130 grammi di sostanza stupefacente, oltre a un bilancino di precisione.
Inoltre nella camera da letto, è stata rinvenuta la somma di denaro contante di 1600€, ritenuti provento dell’attività illecita.

Brass Band del Conservatorio, Torino crocevia di sonorità

MUSEI REALI DI TORINO | TEATRO ROMANO

VENERDÌ 26 GIUGNO 2026, ORE 21.00

 

La serata, dal titolo Ottoni per la Regina, propone un omaggio a Margherita di Savoia con un programma che spazia da Richard Wagner a Camille Saint-Saëns, da John Williams a Jan Hadermann, da Manuela Losero a Giovanni Nocerino, con una composizione in prima esecuzione dedicata alla prima regina d’Italia, conservata alla Biblioteca Reale.

 

Dalle 19.45 alle 23.30 saranno visitabili il Museo di Antichità e la sezione della Galleria Sabauda dedicata ai Maestri Piemontesi del Rinascimento. 

 

Teatro Romano – foto Dario Fusaro per i Musei Reali di Torino

 

 

Ai Musei Reali di Torino torna Torino crocevia di sonorità, la rassegna musicale giunta alla sesta edizione e inserita nel programma di Estate Reale 2026 – Una sera al museo, realizzata dai Musei Reali in collaborazione con il Conservatorio Statale di Musica “Giuseppe Verdi” di Torino, che quest’anno ruota intorno a Note ritrovate – Un manoscritto, una regina: i mille volti della musica.

 

Tutti i venerdì, dal 26 giugno al 28 agosto, il Teatro Romano ospiterà una serie di concerti serali con repertori che spaziano dalla musica contemporanea al jazz, alle proposte cameristiche.

 

Il primo appuntamento di venerdì 26 giugno alle ore 21.00, dal titolo Ottoni per la Regina, vede protagonista la Brass Band del Conservatorio di Torino diretta dal M° Lorenzo Della Fonte, con un programma che rende omaggio a Margherita di Savoia nel centenario dalla sua scomparsa e musiche di Richard Wagner (La processione di Elsa da Lohengrin), Camille Saint-Saëns (Orient et occident), John Williams (Star wars: the force awakenes), Jan Hadermann (Canzoni), Manuela Losero (Introitus Misolidius, prima esecuzione) e Giovanni Nocerino con una composizione (Alle loro Maestà Umberto I e Margherita) dedicata alla prima regina d’Italia, conservata presso la Biblioteca Reale e proposta in prima esecuzione.

 

Come per tutti gli eventi di Estate Realei Musei Reali osservano un’apertura straordinaria, dalle 19.45 alle 23.30, con ultimo ingresso alle ore 22.45.

 

Il biglietto di venerdì 26 giugno (€ 8,00) comprende la visita libera al Museo di Antichità e alla sezione Maestri Piemontesi del Rinascimento della Galleria Sabauda ed è acquistabile sia online, sia presso la biglietteria dei Musei Reali dalle ore 19.45.

 

La Caffetteria Reale rimane aperta fino alle ore 21.00.

 

 

Venerdì 26 giugno 2026

TORINO CROCEVIA DI SONORITÀ

Ottoni per la Regina

Concerto della Brass Band del Conservatorio “Giuseppe Verdi” di Torino.

Musei Reali di Torino, Teatro Romano

 

Orari

Visita museale: 19.45–23.30

Inizio concerto: 21.00

 

Percorso visitabile

Museo di Antichità

Sezione “Maestri Piemontesi del Rinascimento” al piano terreno della Galleria Sabauda

 

Caffetteria Reale

Aperta fino alle ore 21.00

 

Biglietti

Intero: € 8,00

Gratuito fino agli 11 anni compiuti

Gratuito per un accompagnatore di persona con disabilità

 

Biglietti disponibili online al link: https://museireali.midaticket.com/eventi/26-giugno-una-sera-al-museo-torino-crocevia-di-sonorita/

e presso la biglietteria del museo la sera stessa.

 

Informazioni:

https://museireali.beniculturali.it/

mr-to.eventi@cultura.gov.it

Torino, dalla città della FIAT alla città delle opportunità: come cambia il mercato immobiliare

Ci sono città che crescono cambiando pelle. Torino è una di queste.

Negli ultimi vent’anni il capoluogo piemontese ha vissuto una delle trasformazioni urbane, economiche e sociali più profonde della sua storia. Per decenni il nome della città è stato indissolubilmente legato alla grande industria automobilistica. La FIAT rappresentava il cuore pulsante dell’economia torinese, il principale datore di lavoro e il motore che ha attirato migliaia di famiglie provenienti da ogni parte d’Italia.

In quel contesto, anche il mercato immobiliare seguiva regole semplici: si acquistava una casa per viverci, spesso vicino al luogo di lavoro, con l’obiettivo di costruire stabilità e futuro.

Oggi Torino è una città diversa.

La progressiva trasformazione del sistema industriale ha aperto una nuova fase, caratterizzata dalla crescita dell’università, della ricerca, dell’innovazione, della cultura, del turismo e dei servizi avanzati. Le grandi aree produttive che un tempo ospitavano fabbriche e capannoni sono diventate quartieri residenziali, campus universitari, poli tecnologici e spazi dedicati alla creatività.

Una rivoluzione che ha inevitabilmente cambiato anche il modo di abitare e di investire.

La nuova domanda abitativa

Se fino a pochi anni fa il mercato delle locazioni era alimentato quasi esclusivamente dalle famiglie, oggi la domanda si presenta molto più diversificata.

Studenti universitari, giovani professionisti, ricercatori, lavoratori temporanei, specializzandi e dipendenti in trasferta rappresentano una componente sempre più significativa del mercato.

La presenza di oltre centomila studenti tra Politecnico e Università degli Studi di Torino ha generato una richiesta costante di camere e appartamenti arredati. Una dinamica che ha reso particolarmente interessante il mercato delle locazioni dedicate agli studenti e ai giovani lavoratori.

L’affitto della singola stanza è ormai diventato una delle formule più richieste dagli investitori, grazie alla capacità di garantire rendimenti spesso superiori rispetto alle locazioni tradizionali.

Parallelamente, la crescente attrattività turistica della città ha favorito lo sviluppo degli affitti brevi. Eventi di rilevanza internazionale come le ATP Finals, il Salone Internazionale del Libro, le grandi mostre e il patrimonio culturale cittadino hanno contribuito ad aumentare la visibilità di Torino, creando nuove opportunità per il settore immobiliare.

Il ritorno delle compravendite

Anche il mercato delle compravendite sta vivendo una fase di rinnovato dinamismo.

Dopo anni caratterizzati da prudenza e rallentamento, il numero delle transazioni è tornato a crescere, confermando una rinnovata fiducia verso il mattone torinese.

Ma il cambiamento più interessante riguarda il profilo degli acquirenti.

Accanto alle famiglie che acquistano la prima casa, aumentano gli investitori privati, i professionisti provenienti da altre città, gli italiani residenti all’estero e coloro che scelgono Torino come alternativa alle grandi metropoli italiane.

La città offre infatti un equilibrio sempre più raro: elevata qualità della vita, servizi efficienti, una forte presenza culturale e valori immobiliari ancora competitivi rispetto ad altre realtà del Nord Italia.

Quartieri che si trasformano

La trasformazione urbana non interessa tutte le zone della città allo stesso modo.

Quartieri come San Salvario, Vanchiglia, Cit Turin, Borgo San Paolo e Crocetta hanno consolidato il proprio valore grazie alla vicinanza alle università, ai servizi e ai principali poli economici e culturali.

Allo stesso tempo, aree storicamente considerate periferiche stanno vivendo importanti processi di riqualificazione. Aurora e Barriera di Milano rappresentano esempi significativi di come interventi urbanistici, nuove attività e investimenti privati possano modificare la percezione e l’attrattività di un territorio.

Si sta affermando una nuova geografia urbana, nella quale il valore di un immobile non dipende più soltanto dalla distanza dal centro, ma dalla qualità complessiva dell’ambiente circostante: collegamenti, servizi, spazi pubblici, mobilità e opportunità.

Una città sempre più europea

Forse la trasformazione più importante è quella culturale.

Torino ha smesso da tempo di essere identificata esclusivamente con la produzione industriale. Oggi è una città universitaria, internazionale, turistica e culturale, capace di attrarre talenti, studenti, professionisti e investitori.

Una città che ha saputo diversificare la propria economia e rendere il mercato immobiliare meno dipendente dalle dinamiche delle grandi aziende.

Chi investe oggi guarda certamente al valore dell’immobile, ma valuta con attenzione anche la presenza di una fermata della metropolitana, la vicinanza a un campus universitario, a un ospedale, a un centro di ricerca o a un’area interessata da progetti di rigenerazione urbana.

La sfida del futuro

La vera sfida dei prossimi anni sarà mantenere il delicato equilibrio tra crescita e accessibilità.

Torino conserva ancora un vantaggio competitivo importante rispetto ad altre grandi città italiane: offre prezzi immobiliari e canoni di locazione mediamente più contenuti, pur garantendo standard elevati di vivibilità.

Se saprà continuare a investire in infrastrutture, innovazione, università, mobilità e riqualificazione urbana, il capoluogo piemontese potrà consolidare ulteriormente il proprio ruolo tra i mercati immobiliari più interessanti del Paese.

Perché Torino non è più soltanto la città che produceva automobili.

È una città che produce conoscenza, cultura, qualità della vita e nuove opportunità.

Ed è proprio questa la sua più grande ricchezza.

Torino, una bellezza silenziosa che sta conquistando il mondo

Ci sono città che si mettono in mostra. E poi ci sono città che si lasciano scoprire lentamente, quasi con pudore. Torino è una di queste .

Per anni ha custodito la propria eleganza senza cercare riflettori, consapevole di possedere un patrimonio fatto di storia, cultura, fascino e autenticità. Oggi, però, quel segreto così ben custodito sembra essersi diffuso ben oltre i confini italiani. Sempre più stranieri scelgono Torino. Non soltanto per acquistare una casa, ma per acquistare un pezzo di vita. Arrivano dagli Stati Uniti, dallInghilterra, dalla Francia, dallAustralia, dall’Argentina, dal Belgio, dal Brasile, dalla Finlandia e da molti altri Paesi, attratti da una città che riesce ancora a emozionare senza ostentare.

Li conquistano le sue piazze maestose, i chilometri di portici, la luce che accarezza i palazzi storici nelle sere dautunno, le colline che abbracciano la città, il fiume con la sua fantastica cornice intervallata dai club storici di canottaggio e quellatmosfera rara che mescola riservatezza e raffinatezza.

Una città dalla posizione strategica che offre a poche ore di distanza la possibilità di raggiungere laghi, mari, monti e in ultimo (a meno di un’ora) la città di Milano, capitale della finanza e del business.

C’è poi unaltra anima di Torino, più sottile e romantica, che difficilmente compare nelle statistiche ma che spesso finisce per conquistare chi arriva e decide di restare. È la Torino dei caffè storici e dei salotti eleganti, dei cortili nascosti che si aprono allimprovviso dietro antichi portoni, delle pasticcerie che custodiscono ricette e tradizioni tramandate da generazioni. Una città che, per certi aspetti, richiama il fascino discreto della Parigi di un tempo, quella fatta di conversazioni lente, di tavolini allaperto, di luci soffuse e di dettagli capaci di raccontare una storia. Qui il rito del caffè non è soltanto unabitudine, ma una piccola esperienza quotidiana. Nei palazzi storici e nei locali che hanno attraversato i secoli, si possono ancora assaporare le specialità che hanno reso celebre la città, respirando uneleganza autentica che non cerca di stupire, ma semplicemente di esistere.

Torino conserva inoltre il fascino prezioso delle vecchie botteghe e dei negozi di nicchia, luoghi dove loriginalità non è una strategia di marketing ma una vocazione. Atelier, librerie, laboratori artigiani, boutique indipendenti e attività storiche continuano a offrire quel gusto per la ricerca e per lunicità che altrove è stato spesso sacrificato alla standardizzazione.

Anche la cultura vive una nuova stagione. La musica, il teatro, larte contemporanea e il jazz stanno ritrovando spazio e centralità in una città che, prima ancora di molte altre, aveva saputo accogliere e valorizzare queste espressioni artistiche. Allo stesso tempo Torino continua a sedurre il cinema: le sue piazze, i suoi palazzi nobiliari, i lunghi portici e le atmosfere sospese tra storia e modernità rappresentano scenografie naturali di rara bellezza, capaci di attrarre registi e produzioni provenienti da tutto il mondo.

Gli eventi culturali, le varie università, (tra queste l’eccellenza del Politecnico), la tecnologia e la creatività contribuiscono quindi a costruire una nuova identità urbana.

Forse è proprio questo equilibrio tra memoria e contemporaneità a renderla così speciale. Torino non vive di nostalgia, ma sa custodire il meglio del passato trasformandolo in una forma raffinata di modernità. E chi la scopre comprende presto che il suo fascino non risiede soltanto in ciò che mostra, ma soprattutto in ciò che lascia immaginare.

A differenza di altre grandi mete internazionali, Torino non è diventata una cartolina costruita per il turismo. È rimasta vera. E forse è proprio questa autenticità a renderla così desiderabile agli occhi di chi cerca qualcosa di più di un semplice investimento.

Ma il fascino di Torino non nasce soltanto dalla sua bellezza. Nasce dalla sua capacità di trasformarsi senza tradire sé stessa.

Per oltre un secolo il nome della città è stato legato allindustria automobilistica, alla manifattura e alla grande stagione produttiva italiana. Torino è stata la capitale operaia del Paese, il motore di uneconomia che ha contribuito a costruire lItalia moderna. Eppure oggi sta vivendo una nuova stagione della propria storia verso innovazione e contemporaneità .

Una trasformazione quindi che, in un certo senso, la sta riportando alle sue origini più profonde,

Non è un caso che oggi Torino venga osservata con crescente interesse anche da chi proviene da metropoli considerate per anni il punto di riferimento assoluto del Paese. Sempre più professionisti, imprenditori e famiglie provenienti da Milano scoprono qui una qualità della vita diversa: ritmi più umani, spazi più ampi, una straordinaria offerta culturale, servizi efficienti e un mercato immobiliare che consente ancora di accedere a immobili di grande pregio a valori spesso più competitivi rispetto ad altre grandi città europee.

Chi arriva qui scopre una città che sa ancora concedere tempo. Tempo per passeggiare, per vivere i quartieri, per fermarsi in un caffè storico, per osservare le montagne allorizzonte. Una città che non corre per dimostrare qualcosa, ma che conquista con la forza discreta della propria identità.

E questa identità si riflette anche nel patrimonio immobiliare. Le case più ricercate non sono semplicemente quelle più prestigiose, ma quelle capaci di raccontare una storia. Appartamenti inseriti in palazzi depoca, soffitti decorati, parquet storici, ampi spazi pieni di luce e dettagli architettonici che testimoniano il passato elegante della città. Immobili che oggi vengono valorizzati attraverso ristrutturazioni attente e rispettose, capaci di conservare lanima originaria degli ambienti integrandola con comfort moderni, efficienza energetica, tecnologie avanzate e design contemporaneo.

È una nuova cultura dellabitare che non cancella la memoria, ma la accompagna nel futuro. Un approccio sempre più apprezzato da una clientela nazionale e internazionale che vede nella casa non soltanto un bene da acquistare, ma un luogo da vivere e custodire.

Allo stesso tempo, Torino sta vivendo una trasformazione silenziosa ma profonda anche attraverso importanti progetti di rigenerazione urbana grazie anche al nuovo piano regolatore che spinge al rinnovamento di edifici esistenti e non solo nelle zone residenziali centrali, ma nell’obbiettivo di far nascere nuovi quartieri che verranno valutati grazie a questa trasformazione. Quartieri che per anni hanno avuto una vocazione prevalentemente produttiva e che stanno riscoprendo una nuova identità grazie a interventi immobiliari e urbanistici che restituiranno valore agli spazi e alle persone. Aree un tempo dismesse si stanno trasformando in luoghi dove residenze, cultura, servizi, innovazione e qualità della vita convivono armoniosamente.

L’arrivo di nuove scuole internazionali come ad esempio la ESCP Business School, una delle più accreditate d’Europa, fondata a Parigi nel 1819 e oggi presente con sei campus europei , tra cui Torino, è un’altra tra le prestigiose opportunità che la città offre ai giovani rampolli stranieri, capace quindi di dare ulteriore valorizzazione alla città.

Anche altre scuole presenti nella città e volte all’insegnamento di nuovi lavori altamente innovativi per il futuro, rappresentano un’opportunità straordinaria per Torino, favorendo la nascita di moderne residenze studentesche e la riqualificazione quindi di quartieri un tempo marginali, destinati a diventare nuovi poli di attrazione per giovani talenti provenienti da tutto il mondo.

Aurora , Cit Turin, Vanchiglia, il lungo Dora ecc… rappresentano uno degli esempi più interessanti: quartieri che negli ultimi anni hanno intrapreso un percorso di rinascita capace di attrarre nuovi residenti, attività e investimenti, dimostrando come la valorizzazione urbana possa diventare anche valorizzazione sociale e culturale.

Osservare questi cambiamenti richiede esperienza, conoscenza del territorio e una profonda familiarità con lanima della città. È anche per questo che la Chiusano & C. Immobiliare rappresenta da oltre 40 anni una delle realtà più autorevoli del panorama immobiliare torinese, diventando un solido punto di riferimento per gli investitori internazionali. Non soltanto per la capacità di accompagnare clienti italiani e internazionali nelle loro scelte, ma per quella conoscenza autentica che nasce dallaver seguito levoluzione della città quartiere dopo quartiere, palazzo dopo palazzo, trasformazione dopo trasformazione.

In una Torino che cresce senza rinunciare alla propria identità, il valore di una casa non si misura soltanto nei metri quadrati o nella posizione, ma nella capacità di riconoscere il potenziale di un luogo e il futuro che può raccontare. Ed è proprio questa visione che continua a guidare chi, come Chiusano Immobiliare, contribuisce ogni giorno a mettere in relazione persone, patrimoni e storie.

Ed è forse questo il cambiamento più bello. Torino non viene più scelta soltanto per ciò che offre, ma per ciò che fa sentire.

In un mondo sempre più veloce, rumoroso e omologato, la città sabauda rappresenta una rara eccezione: un luogo dove la bellezza non grida, ma sussurra. E proprio per questo riesce ad arrivare lontano.

Così, mentre molti torinesi continuano a considerarla con la naturale familiarità di chi ci è nato, sempre più persone provenienti da ogni parte del mondo la guardano con occhi pieni di meraviglia.

Perché certe città non hanno bisogno di reinventarsi. Devono soltanto essere scoperte.

Monica Di Maria di Alleri Chiusano

TORINO, USIC: “FURTO ALLA CASA D’ASTE SANT’AGOSTINO. PLAUSO AI CARABINIERI DELLA COMPAGNIA TORINO SAN CARLO”

“L’Unione Sindacale Italiana Carabinieri del Piemonte e della Valle d’Aosta esprime vivo compiacimento e il più sentito plauso per la brillante operazione di polizia giudiziaria condotta dai militari della Compagnia Carabinieri Torino San Carlo, che ha consentito di arrestare un soggetto e recuperare parte della preziosa refurtiva sottratta alla storica Casa d’Aste Sant’Agostino. L’immediata attività investigativa, unita al costante controllo del territorio, ha permesso di ottenere un importante risultato operativo, confermando ancora una volta l’elevata capacità investigativa e la tempestività d’intervento dell’Arma nel contrasto ai reati predatori che colpiscono il patrimonio economico e culturale del territorio. Il brillante esito dell’indagine testimonia la professionalità, la dedizione e il senso del dovere dei militari impegnati nell’operazione. Risultati come questo rafforzano la fiducia dei cittadini nelle Istituzioni e dimostrano quanto sia fondamentale la presenza capillare dei Carabinieri sul territorio. Ai colleghi della Compagnia Torino San Carlo va il nostro più sincero ringraziamento per l’impegno e la competenza dimostrati. Il loro lavoro quotidiano rappresenta un presidio concreto di legalità e sicurezza al servizio della collettività piemontese”. Così, in una nota, Leonardo Silvestri, Segretario Generale Regionale Piemonte e Valle d’Aosta dell’Unione Sindacale Italiana Carabinieri (USIC).

Sindone Visio-Tattile itinerante, tecnologia e ricerca al servizio dell’accessibilità

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Toccare le ferite, comprendere la profondità e costruire un’immagine precisa dell’Uomo della Sindone rappresenta l’esperienza resa possibile dalla nuova Sindone Visio-Tattile, promossa dalla Fondazione Centro Studi Carlo Alberto ETS, e realizzata dalla direzione scientifica del Museo della Sindone. Il progetto, presentato il 25 giugno presso la chiesa del SS. Sudario di Torino, rappresenta un’importante conquista nel campo dell’accessibilità culturale e della divulgazione scientifica. Frutto di un lungo percorso di ricerca  interdisciplinare e dell’impiego delle più avanzate tecnologie digitali, la nuova riproduzione consente, infatti, alle persone con disabilità visiva di accedere a una conoscenza diretta della Sindone attraverso il tatto, offrendo contemporaneamente agli spettatori vedenti una modalità di lettura del telo del tutto nuovo. Realizzata con una particolare resina e caratterizzata da una precisa colorazione, studiata per evidenziare dettagli e profondità, la Sindone Visio-Tattile riproduce in scala 1:1 la parte del lenzuolo nella quale compare frontalmente l’immagine dell’uomo della Sindone. Attraverso sofisticate tecniche informatiche, sviluppate a partire dagli studi scientifici condotti sulla Sindone, anche con il contributo dei ricercatori dell’Università di Torino e del Politecnico di Torino, le variazioni di luminosità e intensità cromatica sono state trasformate in diversi livelli di rilievo, rendendo percepibili forme particolari che la sola osservazione visiva del Telo non consente di cogliere con altrettanta immediatezza. La nuova realizzazione costituisce un’evoluzione significativa rispetto al plastico in alluminio, realizzato in occasione dell’Ostensione del 2000. Più leggera, facilmente trasportabile e pensata per essere esposta in contesti differenti, permetterà infatti di portare la Sindone nelle parrocchie, nelle associazioni, nei luoghi di aggregazione e cura, raggiungendo persone che difficilmente potrebbero accedere ai tradizionali percorsi espositivi. La vera novità è la capacità di restituire una percezione concreta e immediata delle ferite dell’Uomo della Sindone. L’esplorazione tattile consente di individuare i segni presenti sulla fronte, la profonda ferita al costato destro, le lesioni ai polsi e ai piedi, la posizione degli arti e numerosi dettagli anatomici, elementi che non vengono semplicemente riconosciuti ma che generano una comprensione fisica ed emotiva della sofferenza rappresentata sul Telo.

“Sentire la Sindone oltre lo sguardo, la possibilità offerta dalla Fondazione Centro Studi Carlo Alberto ETS, grazie al lavoro della direzione scientifica del Museo della Sindone, è suggestiva e necessaria. Lo è per tutte le persone ipovedenti che avranno la possibilità di confrontarsi con un reperto storico, dal grande valore religioso per tanti fedeli, ma lo è anche per chiunque voglia avvicinarsi da un’altra prospettiva, a quello che nel corso dei secoli è diventato un simbolo del nostro territorio – ha dichiarato la vicesindaca di Torino, Michela Favaro”.

“Questa nuova riproduzione non si limita a rendere accessibile la Sindone ai non vedenti – ha spiegato il prof. Nello Balossino, direttore scientifico del Museo della Sindone e responsabile scientifico del progetto – le tecnologie sviluppate per trasformare le informazioni presenti nell’immagine Sindonica in rilievi tridimensionali, permettono di cogliere particolari che normalmente sfuggono all’osservazione. Quando si percepisce la profondità della ferita al costato, quando si seguono con le dita le colature di sangue sulla fronte o si riconosce la posizione delle mani o dei piedi, non si acquisisce solo una conoscenza, ma si entra empaticamente nella sofferenza dell’Uomo della Sindone. È un’esperienza che coinvolge i non vedenti, ma che offre nuove possibilità di comprensione anche a chi vede”.

“La decisione di sostenere questo progetto nasce da motivazioni profonde- ha dichiarato Giorgio Gagna, presidente della Fondazione dedicata a Re Carlo Alberto – la figura del sovrano mi accompagna da sempre e rappresenta in me un ideale di serenità, responsabilità e servizio. Non va dimenticato che il sovrano sabaudo fu uno dei custodi della Sindone. Con questa iniziativa abbiamo voluto unire memoria storica, ricerca scientifica e memoria sociale, valori che la nostra Fondazione promuove per statuto. Rendere accessibile la Sindone significa ampliare le possibilità di conoscenza, l’accessibilità a tutti e la cultura attraverso strumenti innovativi e rigorosi”.

Nel corso della presentazione sono intervenuti Massimo Borghesi, presidente dell Confraternita del SS. Sudario, e Mario Rubat Ors, presidente dei Cultores Sindonis, che hanno evidenziato il valore dell’inziativa nel corso dell’impegno nella valorizzazione della Sindone, sottolineando come la nuova riproduzione visio-tattile rappresenti la possibilità di aprire le porte a un pubblico sempre più ampio. Il valore dell’iniziativa come strumento di condivisione e accessibilità, è stato anche sottolineato da Vittorino Biglia, presidente dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti di Torino , e Ornella Valle, vicepresidente di APRI ETS APS.

Tra gli aspetti più innovativi del progetto, vi è la sua dimensione itinerante, fortemente voluta da Valentina Caputo, project manager del progetto della Fondazione Centro Studi Carlo Alberto. L’idea, ha spiegato era di non limitare questa esperienza a un solo luogo, ma di far sì che fosse la Sindone ad andare incontro alle persone. Per questo abbiamo scelto una soluzione leggera, facilmente trasportabile e adatta a essere ospitata in contesti molto diversi tra loro. Le prime esposizioni sono in programma dalle prossime settimane, a partire da Bardonecchia, e da alcune realtà associative dedicate alle persone con disabilità visiva. Un modo concreto per portare la Sindone incontro alle persone, rendendo accessibile un patrimonio spirituale, storico e culturale e di valore universale.

Mara Martellotta

San Giovanni, quasi 50mila in piazza Vittorio per il grande spettacolo dei fuochi

 

Si è conclusa ieri sera poco prima della mezzanotte, con il tradizionale spettacolo pirotecnico, la festa di San Giovanni 2026. Sono state quasi 47mila le persone che hanno raggiunto piazza Vittorio Veneto per assistere ai fuochi d’artificio, uno degli appuntamenti più attesi del programma dedicato al santo patrono di Torino.

Antipasto dello spettacolo pirotecnico un lungo momento di intrattenimento musicale che ha animato la piazza fin dalle 19. Grande successo per il Vertical Stage Block Party, con alcuni dj tra i più rappresentativi della scena nazionale e internazionale, con ospiti come Ensi e Willie Peyote, che si sono esibiti da quattro balconi affacciati su piazza Vittorio Veneto, trasformando uno dei luoghi simbolo della città in un grande palcoscenico a cielo aperto.

Novità anche per le musiche dello spettacolo pirotecnico, con una colonna sonora inedita ideata dal cantautore e compositore Krano, fresco vincitore del David di Donatello. Un vero e proprio racconto musicale che ha reso omaggio alla storia e alla cultura musicale torinese, alternando brani di artisti appartenenti a epoche e generi diversi: da Fred Buscaglione ai Negazione, da Ennio Morricone ad Antonello Venditti.

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