Cosa succede a Torino: informazioni per chi arriva in città
What’s on in Turin: events and attractions for tourists, occasional visitors and expats
Italy has won the football European championship. What our national team made at Wembley Stadium in London was a surgical operation planned by coach Roberto Mancini to bring the cup home. Our home, not theirs. With a perfect Italian Job. Which is also a cult movie filmed in Turin in 1969.
Many are the locations the producers chose for the crazy car chases between Mini Coopers and the Italian police. But do you know that Mr Gianni Agnelli offered, for free, a fleet of Fiats 500 and Lancias for the making of the movie? Legend has it that in this project he saw a great marketing opportunity but an English woman said “No, it is an English movie, it has to be made with English cars”. The woman, according to this legend, was Queen Elizabeth II. The Mini Coopers remained, but Mr Agnelli, as a perfect gentleman not only gave some cars, he also opened the doors of Lingotto and Mirafiori, giving the permission to shot some spectacular scenes on the roofs of both plants.
So why not watching the movie one more time and trying to spot all the streets and palaces of our beautiful city?
Music
The Flowers Festival in the municipality of Collegno continues with live concerts and Saturday 17 the rhythm is courtesy provided by Subsonica, iconic band from Turin.
Cap10100 is a cultural space which hosts concerts but also plays and art performances in a beautiful location along the Po River. This week you will find concerts of the Ginzburg Park Festival whose stage has been destroyed by a tree during a storm. As you can see, nothing stops the music in Turin till the fat lady sings!
Docks Dora, a former industrial area dating back to the beginning of the 20th century, is pin pointed with artists’ studios, creative spaces and bistros. One of these, Amen bar, is a lovely restaurant with a great combination of food and live music. Thursday 22, Sabrina Mogentale will plunge the entire venue into Brasilian mood. Eat, drink, chill, repeat.
Museums
With a 5-minute walk from Amen bar, you can reach the Ettore Fico Museum which unfortunately is closed at the moment. Keep this address in mind, we will right back at it in September.
But since we talked about movies, why not going to the Cinema Museum inside the Mole Antonelliana? From July 20, the exhibition Photocall will celebrate Italian actors and actresses, while until July 25, from 10 pm to 00.30 am, you can admire the four sides of the cupola enlightened by images to celebrate the magic of movies.
And for the kids
At the Natural Park La Mandria, in Venaria Reale, children can join a treasure hunt on Sunday 20 July, while in Bussoleno, the association Nel Bosco con Helix organizes activities for little explorer.
Back to Turin, Spazio ZeroSei, in Piazza della Repubblica 2b, is a space where activities for children and their families help developing creativity, curiosity and imagination. They also have a baby parking called Spazio Ponte at n. 16 of the lovely Galleria Umberto 1.
And for a moment of pure pleasure…

Leave the kids at the baby parking and take a seat in one of the many bars and restaurants of Galleria Umberto 1. One of my favourites is Avocuddle where Giorgio and Lucia prepare homemade avocado toasts, cakes and all sort of appetizers. When the sun goes down, the gallery is lit by Marco Gastini’s art installation conceived for Luci D’Artista, the city Christmas lights. At this point the night is about to come and the gallery is wrapped in a blue atmosphere. Just like the uniform of the Italian football team. Oh, by the way, did I tell you that we won the European football cup?
Lori Barozzino
Take a look to the last articles, here and here, as many events are still taking place.
Lori is an interpreter and translator who lives in Turin. If you want to read more, here’s her blog.
C
Questo romanzo è pura opera di fantasia. I luoghi citati appartengono solo alla geografia dell’invenzione letteraria. Nomi, personaggi, fatti e avvenimenti sono invenzioni dell’autore e hanno soltanto lo scopo di conferire veridicità alla narrazione. Qualsiasi analogia con eventi, luoghi e persone, vive o scomparse, è assolutamente casuale.
Interverrà la giornalista Grazia Noseda, letture dell’attrice Giulia Isnardi. Entrata libera fino ad esaurimento dei posti. Seguiranno in agosto presentazioni a Bardonecchia il 3 e il 4 ad Exilles il 22 al Sestriere e altre presentazioni in Liguria ad Alassio, Andora, Bordighera e in Versilia. Il libro verrà presentato da settembre nelle grandi città: Roma, Napoli , Milano, Venezia ecc.
Fu il suo esordio davanti alle telecamere. Inventandosi quel ruolo resosi necessario all’ultimo momento. Su Rai tre. Il programma era ”Svalutation”. Erano i tempi di Telekabul, di Angelo Guglielmi e del Gruppo 63 a viale Mazzini, di Sandro Curzi al telegiornale. Quella Rai tre. La rete più a sinistra della sinistra. Faceva un pò il verso a Felice Andreasi, il più icastico e esilarante dei comici torinesi del cabaret e del nostrano avanspettacolo, poco conosciuto dal grande pubblico, ma famigliare a chi della torinesità, porta il marchio di fabbrica. E divenne un famoso di nicchia nazionalpopolare. Astigiano di nascita e torinese di adozione, ha fatto del Piemonte e in particolare di Torino, il metacommento del mondo più vasto. Una lente di ingrandimento dei vizi e delle virtù dell’uomo contemporaneo, antieroe del quotidiano, comico spaventato guerriero, così l’avrebbe definito Stefano Benni. Nacque nella città di Vittorio Alfieri nel 1937 e lavorò in Rai per trent’anni, da programmista duro e puro. Così ”fortissimamente volle ”. Film e telefilm portano la sua firma, a nostra insaputa. Con il racconto-documento ” Il Postino spara sempre due volte ” (edizioni La Stampa, 2008, pagg. 193 euro 7,90) da vero e proprio sociologo della devianza, scartabellando le cronache giornalistiche e facendo finta di non sapere come va a finire, scopre i fatti man mano che accadono e un pó come il Peter Falk-Tenente Colombo della nostra adolescenza, per induzione e estrazione, ci porta a scoprire l’intreccio e le dinamiche, di un fatto di cronaca nera di rilevanza nazionale, avvenuto nel 1996: il tentativo di furto del secolo alle Poste di Torino. Il poliedrico Bruno Gambarotta, ha scritto per La Stampa, per anni, per la rubrica ” Storie di città” sul supplemento ” Torino Sette”, collaborando per l’ inserto ”Tutto Libri”, sempre dell’ammiraglia torinese. Per l’editrice di via Marenco, dalla sua prolifica penna, sono nati 700 racconti, raccolti in quattro volumi e tre spettacoli. Ha esordito nella narrativa nel 1977, per i tipi della Mondadori, con il romanzo ”La nipote scomoda”, scritto a quattro mani con Massimo Felisatti. La città di Torino e i torinesi sono la fonte costante delle sue narrazioni, un pó come Parigi per Georges Simenon. Si possono ricordare tra gli altri per Garzanti ”Torino lungodora Napoli” (1995) da cui è stato tratto il film ”Libero Burro” con Sergio Castellitto e ”Tutte le scuse sono buone per morire ”. In occasione della Fiera del Libro del 2006 è uscito ” Il codice gianduiotto” Morganti editori. La risposta italiana al Codice da Vinci. Nel 2007 per Ambaradan ha dato alle stampe ”Giallo polenta” scritto a quattro mani, modello Fruttero-Lucentini, con Renzo Capelletto. Nella recente trasmissione televisiva ‘Viaggio nella Grande Bellezza’ intervistato dal giornalista Cesare Bocci, narra della distilleria Carpano, della ricetta del ‘bicerin’, bomba iperglicemica ad uso e consumo della nobiltà sabaudo risorgimentale, nonché dei nostri coevi abitanti postmoderni. Ci racconta delle radici savoiarde dell’espressione linguistico gergale «fare una figura da cioccolatai» figura retorica al cacao, sovente descrittiva della nostra penisola. Il tutto ripreso in Galleria Subalpina. Il salotto buono taurinense. Visionare per sapere. In open source.
Il Maestro, rivolgendosi all’ex allievo, in modo sorprendente, mi disse più o meno queste parole : io colsi in te un amore per il Risorgimento che in un giovane d’oggi appare inspiegabile ed è molto raro e che fa quasi pensare a quello dei miei due zii, i fratelli Garrone. Io lo ritenni un grande complimento che ascoltò anche Spadolini e quando parlai il 20 settembre dello scorso anno a Palazzo Carignano (dove tanti anni fa presentammo insieme “Fiori rossi al Martinetto” di Valdo Fusi) per i centocinquant’anni della Breccia di Porta Pia, parlai di innamorati del Risorgimento rivolgendomi al pubblico presente. Non ritenni di ricordare quell’episodio lontano, ma quella espressione veniva dal ricordo di uno straordinario evento: il presidente del Consiglio repubblicano che dopo aver parlato al museo del Risorgimento, si siede al tavolo del ristorante al posto dove era solito pranzare Cavour per ricevere il Premio Pannunzio appena istituito da Mario Soldati e da chi scrive.
Chiara De Carlo



Il punto di vista / Le interviste di Maria La Barbera
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