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Trasporti, approvato il piano Gtt. E arriva l’ok per il prolungamento della metro linea 1

Si rischia l’effetto Transiberiana? Krusciov, mancando il ferro, ordinava  di smontare i binari e rimontarli davanti al treno per farlo proseguire. Breznev di muovere il treno fermo dando l’impressione a chi era sopra di viaggiare pur stando fermi
L’assemblea dei soci ha dato il via al piano industriale di Gtt. E’ stato così autorizzato il piano di salvataggio e rilancio dell’azienda. Soddisfatta la sindaca Chiara Appendino che su Facebook scrive: “Abbiamo salvato l’azienda e ora inizierà il suo rilancio. A partire dalla fine di quest’anno arriveranno sulle strade della Città di Torino nuovi bus ecologici: 471 entro la prossima estate. Nel 2021 arriveranno 40 nuovi tram, totalmente accessibili. Non è stato facile ma ce l’abbiamo fatta. Che il trasporto pubblico di Torino torni ad essere un motivo di orgoglio per tutti i torinesi”. Intanto si apprende che dovrebbero partire entro l’estate e durare quattro anni, i lavori per il prolungamento della metropolitana linea 1 di Torino, con quattro nuove fermate, da Collegno a Cascine Vica, grazie ad un finanziamento di 148 milioni. L’ok per l’inizio dei lavori è stato annunciato oggi  a Collegno dal ministro dei Trasporti, Graziano Delrio.
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STORIE DI CITTA’  di Patrizio Tosetto
Chiara Appendino via Web annuncia trionfante di avere risolto il problema della Gtt. Usa un termine a me oscuro: abbiamo autorizzato…e poi ringrazia chi di dovere, dal Ministero alla Regione. Insomma, vittoria su tutta la linea. Subito dopo mi arrivano precisazioni sintetizzabili in : non è proprio così. Accidenti, che succede? ” indago” e mi informo cercando di capire. Effettivamente le cose non stanno come dice la Sindachessa. Ci sono le premesse per una soluzione ma mancano ancora i soldi del Comune di Torino. Cercando di sdrammatizzare : bambole non c’ è una lira. E se il Comune non ci mette nulla in termini di soldi? Semplicemente fa melina a centro campo inventandosi un gol che non esiste.Ultimamente si è complicato tutto non solo per l’ aggravamento dei problemi, ma anche per la totale assenza di in metodo amministrativo di questa giunta. Ma voi vi immaginate una città come Torino senza mezzi pubblici che funzionano? Oltre che la perdita di posti di lavoro.Non ci siamo proprio.Hanno superato ogni limite. Il Ministro della Repubblica Italiana Delrio a Collegno illustra progetto e modalità finanziamento prosecuzione della Metropolitana.Convegno promosso dai sindaci della zona ovest. Presenza di parlamentari, consiglieri comunali, cittadini ed esperti del settore.  Opera intrressante che collegherà il centro di Torino con le ” porte” della Val di susa. Penso: speriamo che siamo ancora in tempo per salvare la nostra città. Proprio così,  queste opere sono indispensabili per salvarci dall’inarrestabile declino. Spicca l’assenza della Sindachessa che tra l’altro é ancora alla guida dell’area Metropolitana. Cioè presidente anche di quel territorio.Ma é stata invitata? Forse no ma poteva esserci con  Sergio Chiamparino. Questione di stile, ma anche questioni di interessi, politici s’ intende. Forse le sfugge il nesso “geo-politico” tra la Città di Torino e la zona Ovest.  Forse le sfugge il nesso tra sviluppo economico e trasporti, il nesso tra risanamento della Gtt e lo sviluppo della sua rete sul territorio torinese. Abbiamo paura che le sfuggano molte, troppe cose. Come l’importanza delle relazioni tra le diverse istituzioni dello Stato. Come tutti i Sindaci eletti ha sostenuto di voler essere sindaco di tutti i cittadini. E se si vuole realmente salvare il salvabile in GTT, oltte che atrovare i soldi e ricapitalizzare si deve avere le relazioni giuste.Proprio quelle che non ha, e probabilmente non vuole avere la Sindachessa. Ci si rifugia nella propaganda che per antonomasia non risolve i problemi. I grillini mi riportanto ai tempi del cosidetto socialismo reale. Storielle emblematiche. Per costruire la Transiberiana si racconta dei diversi stili di governo. Lenin chiamava le Masse al lavoro volontario gratuito per “costruire” il comunismo. Stalin puniva i responsabili che non raggiungevano gli obbiettivi con la Siberia. Krusciov mancando il ferro per i binari ordinava  di smontare i binari e rimontarli davanti al treno per farlo proseguire. Bresznev faceva  muovere il treno fermo dando l’impressione a chi era sopra di viaggiare pur stando fermo. La transiberiana non è mai stata completata. Non vorrei che questa incompiuta si verificasse anche  per GTT.
(foto: il Torinese)

Trump taglia le tasse: Fca investe un miliardo di dollari negli Usa. E a Torino che succede?

Mentre i sindacati dei metalmeccanici chiedono a Comune di Torino e Regione un impegno per verificare la situazione di Fca sotto la Mole, e le prospettive dei lavoratori del capoluogo regionale, il gruppo automobilistico investe oltre un miliardo di dollari nell’impianto Usa di Warren in Michigan, dove dal Messico verrò trasferita nel 2020 la produzione della nuova  generazione di Ram heavy Duty. Grazie anche all’approvazione del piano di taglio delle tasse del presidente Trump l’azienda assegnerà a 60.000 dipendenti americani un bonus di 2.000 dollari. Sergio Marchionne ribadisce l’ impegno a condividere  con i dipendenti ” i risparmi generati dalla riforma delle tasse e a investire nel Paese riconoscendo il miglioramento delle condizioni di business negli Stati Uniti”.  Il titolo Fca dopo l’annuncio ha toccato i massimi storici in avvio di Piazza Affari.

Baruffe in Comune, i revisori dei conti si dimettono in polemica con la Giunta Appendino

Un nuovo colpo di scena nella querelle tra Giunta comunale e Revisori dei Conti del Comune di Torino in materia di bilancio. I contabili municipali  hanno rassegnato le dimissioni  denunciando “difficoltà nello scambiare comunicazioni e ostacoli nell’attività di raccordo” tra Palazzo Civico e il Collegio e tra questo e il Consiglio comunale. “L’assenza di collaborazione e le pressioni ricevute – scrivono nella lettera di dimissioni – sono state fonte anche di disagi operativi e di incomprensioni”. La pietra dello scandalo era stato il caso  Ream, riguardante la caparra di 5 milioni di euro che la Città deve restituire alla società per il progetto Westinghouse. Il collegio dei  revisori aveva anche bocciato il bilancio di previsione 2017-2019 e il bilancio consolidato  del 2016. I revisori, secondo i pentastellati erano  “poco credibili”.  La prima reazione politica è di  Osvaldo Napoli, capogruppo di Forza Italia in Comune: “La lettera con cui i Revisori dei Conti comunicano al sindaco le dimissioni dall’organo è un atto di denuncia chiaro e forte rispetto al quale né il Sindaco né la giunta possono infilare la testa sotto la sabbia. I Revisori scrivono delle “difficoltà nello scambio di comunicazioni e ostacoli nell’attività di raccordo” tra l’Ente e il Collegio e tra questo e il Consiglio comunale. “L’assenza di collaborazione e le pressioni ricevute – si legge – sono state fonte anche di disagi operativi e di incomprensioni”. “Ostacoli” posti da chi? “Pressioni” fatte in che modo e in quali tempi? Di fronte a un gesto tanto clamoroso di denuncia il Consiglio comunale e i torinesi hanno il sacrosanto dovere di ascoltare dal Sindaco e dalla sua giunta parole di assoluta chiarezza. Farà bene il sindaco Appendino a presentarsi rapidamente in Consiglio e a dare tutti i chiarimenti del caso”.  Il notaio – consigliere Alberto Morano sostiene invece che :”Sorprende che nella quarta città italiana, la cui situazione debitoria e finanziaria è particolarmente difficile, il Collegio dei Revisori si dimetta sostanzialmente per l’impossibilità di svolgere serenamente il proprio compito di controllo. Evidentemente l’amministrazione Cinque Stelle che faceva della trasparenza il suo mantra elettorale alla prova dei fatti sta fornendo un’immagine di sé molto diversa. Chiunque svolga seriamente il proprio compito di controllo diventa un nemico che deve essere allontanato il prima possibile. Di qui la malcelata gioia dei consiglieri Cinque Stelle alla notizia delle dimissioni” E aggiunge: ” Ai Revisori dimissionari va il mio personale ringraziamento per l’attività svolta con coraggio e serietà in un contesto ambientale evidentemente ostile.Mi auguro che chi verrà nominato al ruolo di Revisore dei Conti svolga il suo compito con rigore, avendo a cuore solo ed esclusivamente gli interessi della Città e dei Torinesi ad una corretta amministrazione.

(foto: il Torinese)

Con il panino portato da casa nelle mense scolastiche un milione di pasti in meno

La “Libertà di panino” nelle mense scolastiche torinesi, che consente agli scolari di portarsi il pranzo da casa, ha fatto registrare  un milione di pasti in meno all’anno. Il numero di chi decide di rinunciare al servizio si sta stabilizzando, in determinati casi cala persino. Questa fotografia emerge dall’incontro  dei vertici delle aziende di ristorazione collettiva  con la commissione consiliare a Palazzo Civico. Scrive l’Ansa che la società Camst, quella con la maggior parte dei lotti in appalto, comunica che dai 17 mila pasti al giorno del 2012 si è arrivati a 13 mila, con un calo annuale di 700mila. La ditta  Ladisa ha ridotto la produzione di 60 mila pasti l’anno, Eutourist, meno 240-250 mila pasti annui. I lavoratori delle aziende subiscono riduzioni di orario:  38 di Camst, 15 di Ladisa e 40 circa  di Eutourist.

Influenza, epidemia al massimo. Nella prima settimana di gennaio più di 83 mila casi

Non demorde l’epidemia di influenza a Torino e in Piemonte. Solo nella prima settimana di gennaio si sono registrati  83 mila nuovi casi, tanto che l’incidenza è salita a 18.7 casi ogni mille assistiti dal servizio sanitario: la media nazionale è di 13.11.  Dall’inizio della stagione invernale i piemontesi colpiti  sono 300 mila. Da evidenziare che il numero dei casi diminuisce nella fascia pediatrica da 0 a 14 anni, con un’incidenza di 22 ogni mille  assistiti, mentre è in aumento nella fascia 15-64 anni, con 20 casi, e  in quella degli ultrasessantacinquenni:  13 casi ogni casi ogni mille. Il numero dei  vaccinati al 3 gennaio è 616.592. Questo il quadro tracciato dal servizio di riferimento regionale di Epidemiologia per la sorveglianza, la prevenzione e il controllo delle malattie infettive.

 

Autonomia modello Piemonte, ecco le richieste di Chiamparino

Un’autonomia “modello Piemonte” che vede in  sanità,  beni paesaggistici e culturali,  politiche attive del lavoro, istruzione e formazione, montagna, finanza pubblica, ambiente, e internazionalizzazione del sistema industriale le materie sulle quali la Regione vuole  avviare con il Governo la definizione dei “maggiori spazi di autonomia consentiti dall’articolo 116 della Costituzione ed utili per lo sviluppo sociale ed economico del territorio”

Oggi, giovedì 11 gennaio, quando il presidente Sergio Chiamparino e il vicepresidente Aldo Reschigna  incontreranno il viceministro agli Affari regionali insieme con la Regione Liguria, con l’obiettivo di essere, all’avvio delle nuova legislatura nazionale, allo stesso tavolo con l’Emilia Romagna e la Lombardia, che su questi temi sono partite da poco tempo.

Chiamparino illustrando una delibera approvata poco prima dalla Giunta regionale, ha precisato che “si punta ad un regionalismo virtuoso che non intende ottenere più potere e più soldi bensì dare maggiore efficacia alle politiche della Regione, anche nella convinzione che se Piemonte, Liguria, Emilia Romagna e Lombardia si muoveranno insieme potrebbe finalmente prendere forma l’idea della Macroregione funzionale del nord-ovest”. Riprendendo alcune considerazioni svolte durante la conferenza stampa di fine anno, il presidente ha sostenuto che si è assunta questa iniziativa quando si è avuta la certezza di avere i conti a posto, in modo da essere sufficientemente forti da poter sostenere un eventuale maggiore carico finanziario.

 

Nel dettaglio, la Regione Piemonte chiede:
* di eliminare i vincoli di destinazione sulle risorse del Fondo sanitario nazionale, valorizzare il suo ruolo riguardante la programmazione dell’offerta formativa dei professionisti sanitari, dimettere il patrimonio edilizio obsoleto e non più utilizzabile per nuovi investimenti sanitari;
* di promuovere forme di previdenza integrativa limitatamente agli interventi relativi alle non autosufficienze, ruolo particolarmente importante in un territorio che ha una composizione demografica nella quale rilevante è il peso della popolazione con più di 65 anni;
* di mettere a frutto la quasi decennale esperienza maturata in ordine alla flessibilizzazione dei vincoli di finanza pubblica degli enti locali nell’ambito del cosiddetto Patto regionale, al fine di promuovere a agevolare gli investimenti;
* di ricondurre ad unità il sistema delle politiche attive del lavoro, per consentire la flessibilizzazione degli interventi e renderli adeguati e funzionali alla durata dei diversi strumenti di sostegno al reddito e la loro piena integrazione con il sistema della formazione e dell’istruzione per i giovani e gli adulti;
* di ottenere le risorse necessarie per garantire ai giovani di scegliere se assolvere il diritto-dovere all’istruzione e formazione nel “sistema di istruzione” o nel “sistema di istruzione e formazione professionale” e garantire una risposta formativa qualificata, rispondente e coerente con le specificità dei sistemi produttivi territoriali, tale da permettere l’incremento dell’occupazione, ridurre il tasso di dispersione scolastica, innalzare la percentuale dei giovani che hanno una istruzione di livello secondario e terziario;
* di avere le funzioni di competenza statale in materia di edilizia scolastica, diritto allo studio, ristorazione collettiva nelle scuole, disciplina dell’assegnazione dei contributi alle istituzioni scolastiche paritarie, degli organi collegiali territoriali della scuola e dell’educazione degli adulti;
* di conseguire le risorse per nuovi investimenti/insediamenti produttivi e per sostenere le filiere produttive più strategiche e di avviare la semplificazione amministrativa in materia urbanistica per nuovi insediamenti e/o recupero aree industriali dimesse, l’autonomia nella possibilità di definire protocolli e modelli per specifiche sperimentazioni in grado di attrarre investimenti, ampliare la rete dei partner internazionali, incrementare le attività di ricerca e sviluppo favorendo sempre di più
l’industrializzazione dei risultati della ricerca in uno scenario globale;
* di acquisire la titolarità o della gestione dei beni culturali statali presenti sul territorio (musei, biblioteche, archivi, aree archeologiche, complessi monumentali);
* di vedersi riconosciuta una migliore operatività nel recupero e nella trasformazione del patrimonio edilizio esistente, nonché nell’attuazione della pianificazione paesaggistica e nella gestione autorizzativa degli interventi sul territorio, considerando che si è dotata di Piano paesaggistico regionale;
* di avere l’autonomia legislativa utile per attuare politiche di ricomposizione fondiaria per governare l’assetto del territorio e lo sviluppo delle piccole aziende agricole nelle zone di montagna;
* di avere maggiore autonomia rispetto agli aspetti procedimentali e finanziari relativi alla gestione delle acque, alla pianificazione degli impianti di smaltimento dei rifiuti, al contrasto degli effetti dei cambiamenti climatici (su tutti alluvioni e siccità) con discipline normative regionali di prospettiva pluriennale coerenti con le specificità territoriali su cui tali effetti si manifestano.

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Embraco, via 497 lavoratori. I sindacati si appellano a Gentiloni

Alla fine Embraco, azienda del gruppo Whirlpool, ha deciso per il licenziamento collettivo di 497 lavoratori sul totale di 537  nello stabilimento di Riva di Chieri. La notizia è stata comunicata dai sindacati metalmeccanici Fiom e Uilm a tre mesi dalla decisione del gruppo industriale di ridurre i volumi produttivi dello stabilimento torinese, fabbrica dove vengono realizzati compressori per frigoriferi. A nulla è valso l’impegno bipartisan della Regione e dell’arcivescovo Nosiglia. Ora  la produzione avverrà  in altre fabbriche del gruppo. I sindacati chiedono di aprire un tavolo di trattativa e un incontro con il ministero dell’Industria e parlano di ” totale assenza di responsabilità sociale da parte della Embraco,  inaccettabile per le istituzioni, oltre che per i lavoratori”. Le organizzazioni sindacali si appellano al premier Gentiloni in visita nelle prossime ore a Torino.

Il maltempo concede una tregua sul Piemonte, ma resta alto il rischio valanghe

Si è placato il maltempo sul Piemonte. Numerosi i disagi provocati dalle abbondanti nevicate in montagna e dalle piogge sulle pianure, anche a Torino, dove la voragine apertasi in corso Regina Margherita è stata riparata. A Sestriere dopo l’evacuazione dell’edificio colpito da una slavina si stanno ultimando i lavori  per ripristinare il collegamento con Pinerolo, sulla provinciale 23. Intanto il sindaco Valter Marin ha siglato un’ ordinanza che prevede  “la rimozione della neve da tetti, terrazze, balconi sporgenze o in genere da qualunque posto elevato”. E’ ancora alto il rischio valanghe. Macugnaga, nel Verbano, è ancora isolata e le scuole resteranno chiuse anche domani. A causa del pericolo valanghe le strade che conducono  all’alpe Devero, in valle Antigorio, e quella in valle Antrona verso  Cheggio sono chiuse.

Industria, quale futuro per Fca a Torino? Fiom chiama a rapporto Regione e Comune

Venerdì i vertici di Regione Piemonte e Città di Torino si incontrano con la Fiom, su richiesta del sindacato dei metalmeccanici, per esaminare la  situazione di Fca a Torino. L’incontro era stato sollecitato a dicembre con la richiesta di  un impegno concreto per garantire un futuro produttivo e occupazionale agli stabilimenti torinesi di Fca del Polo del lusso,  colpiti da cali produttivi e aumento della cassa integrazione. Per il sindacato i tempi per  futuri investimenti sono troppo lunghi e destano incertezza e preoccupazione tra i lavoratori.

 

(foto: il Torinese)

Nosiglia ai lavoratori Embraco: “Risanare licenziando è come vendere la propria gente”

“Pensare di risanare l’azienda licenziando i lavoratori è come vendere la propria  gente. Non c’è democrazia, giustizia, equità o solidarietà senza lavoro. È una questione sociale da risolvere. Così l’arcivescovo di Torino, monsignor Cesare Nosiglia  ai cancelli dello stabilimento di compressori di frigoriferi di Riva di Chieri della Embraco. Nosiglia ha poi ha raccontato la propria esperienza di figlio di operaio della Piaggio di Pontedera, licenziato negli anni ’60, e su richiesta dei 537 lavoratori ha promesso di scrivere a papa Francesco sulla difficile situazione dell’azienda. L’arcivescovo ha voluto portare la vicinanza della Chiesa torinese al presidio dove  si sono presentati anche  gli assessori al Lavoro della Regione  Gianna Pentenero e del Comune di Torino Alberto Sacco. L’azienda ha prorogato  al 12 gennaio la chiusura collettiva utilizzando ferie e permessi. I sindacati sono però preoccupati che possa scattare la mobilità.