Di Enzo Biffi Gentili
La questione, un po’ penosa, della candidatura torinese a ospitare le Olimpiadi invernali del 2026 appare come uno psicodramma, tragicomico, interpretato, non sempre magistralmente, da tre diversi protagonisti principali. Vediamo quali.
I primi sono i piddini un po’ ammaccati, i grandi sostenitori iniziali. Tutto sommato li possiamo capire, per due ragioni. Da un lato, hanno voluto rammentare un successo passato che si sono attribuito, e che è stato ampiamente riconosciuto -certo, aprendo una voragine, ma non stiamo a spaccare il capello in quattro- e quindi siamo in pieno “come eravamo”. Dall’altro, perfettamente consapevoli del fatto che oggi il contesto economico e finanziario è completamente differente, hanno tentato di indurre a un’impresa pericolosa, se non disperata, le altre forze politiche a loro avverse per dimostrarne le deficienze, e
l’attuale amministrazione comunale, che ci è cascata.
Quindi i grillini sono i deuteragonisti. Da una parte la Sindaca, evidentemente preoccupata di essere accusata di perdere un’opportunità per la Città e di compromettere la nuova immagine “governativa” del movimento (non caso è stata sostenuta da Giggino Di Maio, oggi nel ruolo dello “statista” e del trattativista). È stato, a giudizio di chi scrive, un errore, anche per quella dimostrata difficoltà a intrattenere rapporti decenti con decisori e concorrenti, da Sala a Malagò a Zaia, facendo così nascere il sospetto di una molto scarsa considerazione -sul filo della cattiva educazione, ma è oggi la politica, si sa- della sua autorità. Da un’altra parte si sono agitati, con notevoli risultati, i grillini “militanti”, da sempre contrari alla “narrazione” olimpica e ad alcune grandi opere. Giudicati da Chiamparino inaffidabili, in realtà hanno dimostrato coerenza, che è ancora, seppur rara, una virtù.
Gli ultimi protagonisti sono i torinesi, di diverse opinioni politiche, anche antagonistiche, ma uniti dalla stessa propensione a tentativi di conflitto con Milano. A loro va ricordata una favola tra le più note della cultura occidentale,
La rana e il bue, scritta e riscritta da Esopo, Fedro, La Fontaine. Tutti la conoscono: una rana è su un prato -o al fiume, o in uno stagno, poco importa- con i suoi ranocchietti i quali, vedendo un bue poco distante, sono colpiti dalla sua gran stazza. Allora la loro mamma, un po’ gelosa e per non perdere di autorità, decide di iniziare a gonfiarsi d’aria, chiedendo ai figlioletti, ripetutamente, se è cresciuta abbastanza. A ogni risposta negativa riprende a tentare, sino alla fine a scoppiare come una vescica. È evidente la morale: chi, di taglia modesta, vuole imitare un gigante, finisce male (solo Gianni Rodari ci ha dato una conclusione diversa della fiaba: il bue impietosito decide di farsi piccolo, ma escluderei che “la grande Milano tradizionale e futurista”, oggi dopo l’Expo universale di nuovo particolarmente gasata e rampante, sia disposta a questo epilogo “buonista”). Insomma, nello stemma di Torino oggi si rischia di sostituire al mammifero un batrace, seppur sotto la specie, dannosa, della rana-toro.
Piccole imprese (lentamente) crescono. Sono più di 3 mila le persone, di cui 1800 nell’area metropolitana di Torino, che si sono registrate, dal mese di giugno ad oggi, al portale
commenta l’assessora al Lavoro della Regione, Gianna Pentenero – è favorire la diffusione dello spirito imprenditoriale tanto tra coloro che sono alla ricerca di lavoro, contribuendo a migliorare i livelli occupazionali, quanto tra i già occupati, aiutando i neo imprenditori a evitare scelte sbagliate e ad aumentare la propria competitività. I servizi gratuiti di accompagnamento alla creazione d’impresa sono particolarmente utili come dimostrano i dati relativi ai primi 9 mesi di attività e le testimonianze che vengono presentate oggi”.
In Piemonte gli infortuni sul lavoro nel 2017 sono stati 47.457, e si tratta di un calo rispetto all’anno prima, pari a – 0,6%. Purtroppo
Tradizione addio. Il prossimo 24 giugno per la festa di San Giovanni i consueti fuochi d’artificio saranno sostituiti da uno stormo di 200 droni
Ieri il presidente del Coni, Giovanni Malagò, ha incontrato a Losanna il capo del Cio, Thomas Bach
Ieri sera davanti a Palazzo Civico erano alcune centinaia i residenti del centro città intervenuti per protestare
La Corte dei Conti aveva di recente espresso un apprezzamento nei confronti della linea adottata dall’amministrazione pentastellata per far quadrare il bilancio municipale. Intanto la sindaca Appendino bolla come strumentali le critiche giunte da parte delle circoscrizioni cittadine che lamentano eccessivi tagli alle risorse a loro disposizione.
In Piemonte sono sono in aumento i contratti di apprendistato per i giovani under 30 in Piemonte. Erano 23.194 nel 2017 (il 22,2% in più del 2016), invece nel primi due mesi del 2018 l’incremento sull’analogo periodo dell’anno precedente è del 30%.
Il Comune aveva dato la possibilità di iscriversi via mail. I posti disponibili in sala Colonne a Palazzo Civico, solo 85, sono andati a ruba. Un po’ pochi per discutere di un tema tanto importante quale l’ampliamento della fascia oraria della zona a traffico limitato
di persone previa prenotazione via mail, non sembrerebbe proprio rispondere alle esigenze di quella partecipazione decisionale della cittadinanza, tanto sbandierata dai pentastellati nei loro programmi. Senza poi contare che a quell’ora i commercianti, tra i soggetti più interessati da un ampliamento dell’orario della ztl, non potranno essere presenti per motivi di lavoro. Non intendo mettere in discussione misure utili a preservare la salute dei cittadini e la vivibilità del centro storico, a patto che queste funzionino e non si riducano a semplice propaganda. Quel che è sicuro è che diverse ore di chiusura in più al giorno danneggeranno le attività economiche in un momento difficile per le imprese e per il lavoro, mentre attorno alla zona proibita alle auto lo smog continuerebbe ad imperversare”.