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“Le morti da coronavirus in Piemonte sotto la media nazionale”, dopo altre sei regioni

“Per numero di decessi – dice l’assessore regionale alla Sanità Luigi Icardi – il Piemonte è sotto la media nazionale: siamo a 3,3 ogni 10.000 abitanti, cifra inferiore a quella di Liguria, Emilia Romagna, Marche, Lombardia, Trentino, e Umbria. I dati che ho visto non corrispondono al vero. Per questo sono un po’ amareggiato, perché prendere dei dati e fare conclusioni da bar rischia di fare danni e dare un’immagine della Regione che non è corretta. Va anche tenuto conto lo svolgimento diverso dell’epidemia: ad esempio abbiamo caratteristiche diverse dal Veneto, in quanto il Piemonte ha un aggregato urbano di grande dimensione come Torino e molti più anziani”.

“Non esiste un caso Piemonte”: è quanto ha dichiarato l’assessore regionale  nel corso di una video conferenza stampa tenutasi oggi nell’Unità di Crisi della Regione.

Per quanto riguarda l’andamento dei decessi, Icardi ha sostenuto che “siamo nella fase calante della curva, anche se abbiamo ancora la variabile delle case di riposo. Molte sono in condizione di sicurezza in quanto le misure di prevenzione rese obbligatorie sono state applicate bene, altre non le hanno applicate del tutto o hanno visto svilupparsi focolai per casualità. Confortante rispetto alla curva epidemica è invece il numero delle guarigioni”.

In merito all’esplosione di casi in provincia di Alessandria, ha puntualizzato che “le due serate danzanti nella sala da ballo di Sale hanno prodotto in poco tempo migliaia di contagiati perché non avevamo le generalità dei partecipanti, mentre ad Asti avevamo i nomi di tutti quelli che hanno partecipato ai soggiorni ad Alassio e abbiamo potuto eseguire un’indagine epidemiologica corretta. In Veneto hanno avuto piccoli focolai distribuiti su tutto il territorio e più facili da controllare, e lo hanno fatto bene; l’Emilia, Regione prima in Italia per i livelli essenziali di assistenza, ha avuto un focolaio esplosivo che non è riuscita a contenere”.

L’assessore ha poi voluto chiarire la questione dei tamponi: “In Piemonte li facciamo ai sintomatici perché il 27 febbraio il Ministero della Salute ha emanato una circolare che dettava questi criteri, e noi li abbiamo seguiti come ha fatto l’Emilia Romagna. Oggi il numero dei positivi aumenta perché abbiamo potenziato la rete dei laboratori che li eseguono, ma i nuovi casi sono percentualmente meno. Inoltre, fare tamponi a tappeto non esclude che poi dopo pochi giorni le persone risultate negative possano diventare positive”.

Altro aspetto i letti di terapia intensiva: “I posti sono più che raddoppiati, da 287 a quasi 600, con uno sforzo encomiabile della rete ospedaliera di cui dobbiamo andare orgogliosi. Non c’è stato nessuno che non sia stato curato correttamente”.

Icardi è poi ritornato sulla questione dei dispositivi di sicurezza individuali: “Abbiamo creato un centro di acquisti a supporto delle Asl, abbiamo acquistato all’estero dove si è potuto, in quanto molti Stati hanno chiuso le frontiere, consegnato agli ospedali quello che abbiamo acquisito in quanto siamo responsabili del servizio sanitario regionale. Abbiamo fornito mascherine a Rsa, farmacisti, medici di base, protezione civile, forze dell’ordine, avviato gare tramite SCR. Tutto muovendoci in quadro normativo ordinario che non consente alla Pubblica amministrazione i pagamenti in anticipo. Ovviamente, le difficoltà di approvvigionamento sono le stesse per tutte le Regioni”.

Infine, l’assessore ha fatto presente che “la curva dei contagi ha raggiunto il tetto e sta lentamente calando. Noi siamo considerati una coda dell’epidemia lombarda con otto-dieci giorni di ritardo, per cui la nostra curva inizierà a scendere di più fra qualche giorno. Tutte le pandemie hanno un andamento sinusoidale decrescente con riprese periodiche. Sarà così fino a quando avremo il vaccino, che potrà finalmente interrompere il ciclo. Ritornare alla normalità di prima di allora è difficilmente ipotizzabile, ritornare a una normalità disciplinata, con misure come mascherine e distanziamento sociale, mi sembra più fattibile. In ogni caso deciderà il Governo in quanto la Sanità è una competenza concorrente dove l’ordinario spetta alle Regioni e lo straordinario allo Stato”.

La video conferenza stampa integrale è disponibile su https://www.facebook.com/regione.piemonte.official/

Rischio incendi, la Regione dichiara lo stato di massimo pericolo

La Direzione Opere Difesa del suolo, Protezione civile Trasporti e Logistica, ha dichiarato lo stato di massima pericolosità incendi boschivi su tutto il territorio piemontese a partire dall’8 aprile 2020, sulla base del livello di pericolo e dei prodotti forniti dal Centro funzionale regionale Arpa Piemonte.

Fondamentale per la prevenzione degli incendi prestare la dovuta attenzione e il rispetto delle regole richiamate nel provvedimento.

Nei periodi di massima pericolosità sono infatti vietate, entro una distanza di cento metri dai terreni boscati, arbustivi e pascolivi, le azioni determinanti anche solo potenzialmente l’innesco di incendio, quali: accendere fuochi, accendere fuochi pirotecnici, far brillare mine, usare apparecchi a fiamma o elettrici per tagliare metalli, usare apparati o apparecchiature che producano faville o brace, fumare, disperdere mozziconi o fiammiferi accesi, lasciare veicoli a motore incustoditi a contatto con materiale vegetale combustibile o compiere ogni altra operazione che possa creare comunque pericolo mediato o immediato di incendio; è vietata qualunque generazione di fiamma libera non controllabile nel tempo e nello spazio.

Le violazioni dei divieti e l’inosservanza delle prescrizioni comportano l’applicazione di sanzioni amministrative da un minimo di euro 200 a un massimo di euro 2.000, oltre alle sanzioni penali.

Tutti i cittadini, inoltre, possono difendere il territorio in caso di incendio segnalando tempestivamente al numero unico di emergenza 112 anche le prime avvisaglie di un possibile incendio boschivo. Fornendo informazioni il più possibile precise si contribuisce in modo determinante nel limitare i danni all’ambiente, consentendo a chi dovrà operare sul fuoco di intervenire con tempestività, prima che l’incendio aumenti di forza e di capacità distruttiva.

Il Sistema antincendi boschivi della Regione Piemonte è attualmente pienamente operativo e la cessazione dello stato di massima pericolosità sarà stabilita dalla Direzione Opere Difesa del suolo, Protezione civile, Trasporti e Logistica al cessare delle condizioni meteorologiche di rischio.

Info:https://www.regione.piemonte.it/web/temi/protezione-civile-difesa-suolo-opere-pubbliche/protezione-civile/incendi-boschivi/stato-massima-pericolosita-per-incendi-boschivi

(foto archivio)

Coronavirus alle Vallette. Ai domiciliari Defilippi condannato per il delitto Rosboch

Nel carcere delle Vallette due reclusi sono risultati positivi al tampone. Messi prima in isolamento, sono stati condotti in abitazioni di pertinenza delle loro famiglie e collocati in regime di detenzione domiciliare

Si tratta di Gabriele Defilippi, condannato in via definitiva a trent’anni di reclusione per l’omicidio della ex insegnante, Gloria Rosboch di  Castellamonte, e di uno dei quattro giovani processati per i fatti di piazza San Carlo, Hamza Belghazi, condannato a 10 anni e 4 mesi in primo grado

Il terziario è a pezzi: crollo tra il 50 e il 70 per cento del fatturato

Il terziario torinese a causa del Coronavirus ha patito un enorme crollo di fatturato, stimato tra  fra il 50 e il 75% , in particolare nel settore del turismo, dell’accoglienza e della somministrazione con punte fino al 90% per le guide turistiche, le agenzie viaggi e l’organizzazione degli eventi.

Anche l’abbigliamento è  in grave sofferenza. I dati sono dell’Ascom Confcommercio e “segnano la profonda sofferenza economica che ha travolto le piccole e medie imprese del terziario torinese – dice Maria Luisa Coppa presidente Ascom Confcommercio Torino e provincia e Confcommercio Piemonte – mentre continua la corsa delle grandi piattaforme dedicate all’e-commerce. Alla politica chiediamo concreti interventi di sostegno alle nostre imprese, in materia di liquidità con finanziamenti a fondo perduto, credito, sburocratizzazione e provvedimenti di velocizzazione per pagamenti e cassa integrazione per i dipendenti delle imprese”.

Lotta senza sosta per combattere il virus nei dormitori torinesi

Ieri in consiglio comunale è intervenuta su  richiesta delle consigliere Eleonora Artesio (Torino in Comune) e Federica Scanderebech (Rinascita Torino)   la vicesindaca e assessora al Welfare Sonia Schellino per fornire comunicazioni in merito alla situazione dei dormitori torinesi durante l’emergenza sanitaria Covid-19

L’assessora ha spiegato che negli ultimi giorni sono incrementati i casi di ospiti con sintomatologia da Covid-19 e si è quindi proceduto a valutare l’estensione dei servizi di accoglienza in nuovi spazi.

Lo scorso 3 aprile è stata allertata l’Unità di crisi regionale, che il giorno successivo ha poi effettuato un sopralluogo negli spazi di via Reiss Romoliconcordando l’installazione di un presidio esterno gestito dalla cooperativa, con l’assistenza della Croce Rossa e della Polizia Municipale. Tutto ciò in attesa di ulteriori direttive dell’Unità di crisi regionale, che poi ha stabilito l’acquisizione di 120 posti al Maria Adelaide e al Padiglione 5 di Torino Esposizioni.

I dormitori sono servizi pubblici essenziali – ha ricordato Schellino – e sin dall’inizio dell’emergenza sono rimasti aperti. Solo con la Circolare sui Servizi Sociali del 27 marzo 2020 (paragrafo 4) vengono però citati i servizi per persone senza fissa dimora, stabilendo che non devono essere interrotti, mentre l’assessora regionale Caucino – ha aggiunto – sta elaborando delle linee guida per il Piemonte.

Sono attive 19 strutture con 580 posti, oltre 100 posti disponibili in piazza d’Armi e ad alloggi d’autonomia (32 posti). Sono nove i dormitori gestiti dal terzo settore con il contributo della Città, dieci le strutture della Città date in appalto o concessione.

Utilizzando i contributi del Piano di inclusione sociale, abbiamo rafforzato servizi e interventi, d’intesa con rete gestori e volontariato, abbiamo acquistato dpi adeguati e altri ne abbiamo chiesti alla Protezione Civile e non è mai stato mandato via alcun ospite – ha affermato la vicesindaca.

È stata chiuso il dormitorio gestito da Bartolomeo & C, i cui ospiti sono stati riassorbiti da altre strutture, mentre è stata prorogata per tutto il mese di aprile l’apertura del sito in piazza d’Armi e sono stati attivati ulteriori spazi in via Ghedini 6 e piazza Massaua 18 (per 33 posti aggiuntivi), così da permettere un maggiore distanziamento negli altri dormitori.

È stato inoltre chiesto ai gestori di prevedere una chiusura di sole 4 ore al giorno degli spazi, necessarie per la sanificazione quotidiana degli spazi.

Sono state attivata procedure di accesso di pre-triage per tutti gli ospiti e procedure da attuare in caso di positività.

Il dibattito in Consiglio comunale

Eleonora Artesio (Torino in Comune): Sono insoddisfatta per le modalità di intervento adottate. Si tratta di competenze socio-assistenziali della Città e non mi pare si sia proceduto con la tempestività necessaria. Già il 13 marzo in Conferenza dei Capigruppo avevo sottolineato criticità relative al distanziamento nei dormitori. Sono delusa dalla mancata tempestività della Città.

Francesco Tresso (Lista Civica per Torino): Le misure sono state prese con ritardo evidente e i numeri forniti dall’assessora non sono gli stessi forniti dai media. Ci si è mossi solo dopo disposizioni regionali. Bisognava partire prima per individuare nuove strutture ricettive! Si è preferito aspettare indicazioni di altri organi… Si è agito in ritardo, senza ascoltare i segnali, dati per tempo.

Federica Scanderebech (Rinascita Torino): Quanti casi di positività ci sono e quanti tamponi sono stati fatti a ospiti e personale? Quante persone sono ora in quarantena?

Elide Tisi (PD): Era evidente da subito come le strutture per persone senza fissa dimora fossero a forte rischio, ospitando persone fragili dal punto di vista sanitario. Il distanziamento è difficile nei dormitori. Occorreva pensare da subito a strutture aperte h24. Come le Rsa, anche i dormitori devono essere soggetti a monitoraggio sanitario tempestivo, per la sicurezza dei frequentatori e degli operatori che di loro si occupano.

Deborah Montalbano (DemA): Già da metà marzo, con la collega Artesio, avevo chiesto che si aprissero alcune nuove strutture per accogliere i senza fissa dimora, a tutela loro e degli operatori. Si poteva verificare la disponibilità di caserme o di strutture in dismissione, istituendo presidi sanitari permanenti. Non è stato fatto: sostenere che si aspettano linee guida da Ministero e Regione non esime dalle proprie responsabilità. Se chi non ha casa è abbandonato a se stesso, è una sconfitta per tutti.

Marina Pollicino (Con.Ci.): È vero che quattro persone senza fissa dimora portate in una struttura ospedaliera, sono poi ritornate in dormitorio in autobus? Si mette a rischio tutta la cittadinanza.

Al termine del dibattito, ha ripreso la parola la vicesindaca Schellino, che ha ringraziato la consigliera Pollicino per la domanda, confermando il caso avvenuto: “Si tratta di una popolazione di persone fragilicon difficoltà, da proteggere, che hanno bisogno di accompagnamento”. Per non farli uscire dagli spazi ci va un’ordinanza sanitaria di obbligo di dimora che stabilisce che una persona è infetta e deve dimorare in uno spazio chiuso, che non può essere un dormitorio – ha spiegato l’assessora. Per questo Prefettura e Unità di crisi regionale hanno aperto ulteriori strutture con spazi il più possibile isolati, così come chiesto dalla Città – ha aggiunto.

La competenza su sanità – ha poi precisato – e sulla tutela delle persone infette spetta alla sanità piemontese.

Mascherine, lotta contro la burocrazia

“La Regione ha parzialmente superato l’emergenza legata ai dispositivi di protezione. Come Unità di crisi abbiamo acquistato 2.010.000 mascherine e ne abbiamo ottenute 2.267.000 in donazione e 3.200.000 dalla Protezione civile. Abbiamo ricevute 57.000 mascherine Fp3 dalla Protezione civile e 1.195.000 di mascherine Fp2 dalla Protezione civile e 280.000 dall’Unità di crisi” Lo ha annunciato l’assessore alla Sanità Luigi Icardi che, con l’assessore al Welfare Chiara Caucino, è intervenuto alla seduta odierna della Commissione Sanità del Consiglio regionale, presieduta da Alessandro Stecco.

“I dispositivi – ha precisato l’assessore – sono distribuiti dall’Unità di crisi in tutte le province. Le criticità ancora presenti riguardano le mascherine Fp3 e i camici, dovuti in gran parte al blocco delle frontiere e alle giacenze del materiale nelle dogane. Restano difficoltà di approvvigionamento, anche perché la burocrazia non aiuta: Miroglio, per esempio, potrebbe triplicare la produzione, lavorando anche in uno stabilimento estero, ma tale possibilità al momento è preclusa. Ci auguriamo sia superata”.

L’assessore Caucino ha affermato che “dei circa 40.000 tamponi a oggi complessivamente effettuati in Piemonte, circa 3.000 hanno coinvolto le Rsa e di questi circa un terzo dei pazienti è risultato sospetto positivo” e ha sottolineato l’imponente lavoro di mappatura per aggiornare la situazione in tempo reale e coordinare gli interventi.

I consiglieri di minoranza e di maggioranza intervenuti – Marco Grimaldi (Luv), Francesca FredianiSean Sacco (M5s), Domenico RossiDomenico RavettiDiego Sarno (Pd), Silvio Magliano (Moderati), Mario Giaccone (Monviso) e Valter Marin (Lega) – hanno sottolineato, con sfumature diverse, la complessità della situazione e la necessità di soluzioni volte ad arginarla al più presto. In tema di Rsa, dall’opposizione è arrivata la richiesta di maggiore tempestività nelle analisi e negli interventi.

In generale, diversi commissari hanno sottolineato la necessità di eseguire un numero maggiore di tamponi, per individuare gli asintomatici e comunque per prevenire il decorso della malattia. “Sul fronte dei tamponi – ha risposto Icardi – siamo passati da 2 a 18 laboratori di analisi e siamo in grado di processare fino a 4.000 tamponi al giorno. Grazie alla sinergia con l’Università di Torino, inoltre, il Piemonte, sarà in grado di produrre in proprio i reagenti per i test. Questo ci permetterà di agire sempre più efficacemente anche nelle Rsa”.

 

(dall’ufficio stampa di Palazzo Lascaris)

La Regione soccorre turismo e cultura settori a rischio

“Nuove opportunità a sostegno del sistema turistico piemontese: la Regione ha già dato corso e sta mettendo a punto misure di credito e finanziarie per potenziare quanto previsto dal decreto Cura Italia”: lo ha riferito nella seduta congiunta della terza e della sesta commissione consiliare di questa mattina, presieduta da Paolo Bongioanni, l’assessore al Turismo e alla Cultura Vittoria Poggio.

“In particolare abbiamo approvato l’adesione agli interventi di moratoria dei prestiti bancari concessi con il concorso di risorse regionali alle imprese piemontesi da parte degli intermediari finanziari, un’azione che riguarda circa 110 milioni di euro di finanziamenti agevolati e 150 milioni di euro di operazioni sostenute da garanzie regionali – ha spiegato l’assessore – e abbiamo impegnato 54 milioni di euro per costituire una Sezione speciale all’interno del Fondo Centrale di Garanzia per le piccole e medie imprese per potenziare l’intervento dello strumento nazionale su scala regionale, prevedendo interventi sia in garanzia diretta da parte delle banche, che in controgaranzia attraverso il sistema dei Confidi”.

Sul fronte cultura, la proposta è su due interventi: da una parte ampie deroghe in tema di rendicontazione dei contributi regionali per i progetti beneficiari di contributi nel 2019, dall’altra rivedere per il 2020 in via eccezionale il sistema dei bandi e dei contributi, spostando l’attenzione di progetti ai soggetti e dando priorità alla tenuta delle strutture culturali e dei lavoratori del comparto : “Nelle more dell’approvazione del Programma Triennale della Cultura – ha concluso Poggio – stiamo pensando ad una legge speciale che tenga conto dello stato di particolare sofferenza dell’intero comparto culturale”.

Tornando al Turismo, è stato previsto uno stanziamento iniziale di 4 milioni di euro di contributi a fondo perduto per sostenere l’accesso al credito delle micro, piccole e medie imprese piemontesi che hanno esigenze di liquidità per far fronte agli oneri connessi al credito e per sostenere l’attivazione di tali operazioni da parte delle banche e dei Confidi. Uno stanziamento che consentirà di fornire velocemente ed in forma anticipata contributi compresi tra i 3 mila e i 7,5 mila euro per impresa, a seconda dell’importo dell’operazione finanziaria di riferimento.

Previste anche modifiche temporanee alla legge 34/04 “Sostegno al sistema di garanzie in favore delle PMI piemontesi attraverso l’integrazione dei fondi rischi dei Confidi”, per consentire ai Confidi selezionati di utilizzare i fondi trasferiti anche per l’erogazione veloce e snella di credito diretto ai propri associati su importi di piccolo taglio e per esigenze di liquidità.

L’assessore ha sottolineato che si stanno valutando modifiche alle misure specifiche sul turismo già previste prima della crisi sanitaria, a sostegno degli investimenti per l’offerta turistica e ricettiva, delle iniziative di promozione e promo commercializzazione. “Vogliamo rendere più coerente all’attuale scenario il fondo rotativo a favore delle micro piccole e medie imprese che al momento ha una dotazione di oltre 5 milioni – ha detto – e mettere in campo misure di contributi a fondo perduto attuate con bando, a favore di enti pubblici e associazioni senza scopo di lucro, ATL e Consorzi di operatori turistici.  Stiamo anche definendo le modifiche ai contenuti tecnici dei bandi, rispetto alle precedenti annualità, e si è provveduto a differire le date di rendicontazione dei bandi 2019 per venire incontro ai beneficiari.

La Regione metterà anche a punto un programma straordinario di promozione e promo-commercializzazione per il rilancio turistico, in collaborazione con VisitPiemonte e il sistema delle Aziende turistiche locali, in raccordo con i Consorzi degli operatori e in coordinamento con l’Enit: l’8 aprile è stato convocato un tavolo di lavoro con Regione e Atl.

Le risorse disponibili sono quelle del bilancio regionale a sostegno della promozione turistica, gestite direttamente dalla Regione, circa 2 milioni di euro, a cui si aggiungono, almeno in quota parte,  quelle assegnate  alle attività di Visit Piemonte (circa altri 2 milioni).

 

(Dall’ufficio stampa di Palazzo lascaris)

Al via i lavori per l’area sanitaria alle Ogr

La realizzazione sarà seguita dell’Aeronautica Militare. Circa 3 milioni di euro il costo, coperto interamente da Compagnia di San Paolo

È stata sottoscritta l’intesa tra Regione Piemonte, Prefettura e Comune di Torino e Società consortile per azioni O.G.R. – Crt e Fondazione CRT per l’avvio delle operazioni di realizzazione di un’area sanitaria temporanea all’interno del complesso delle ex Officine Grandi Riparazioni.

La necessità scaturisce dall’attuale situazione di emergenza sanitaria, in cui l’evoluzione della curva epidemiologica ancorché registri una crescita inferiore, se comparata al periodo di tempo immediatamente precedente, presenta ancora un valore assoluto tendenzialmente in aumento. Inoltre, le previsioni a medio termine non forniscono dati certi tali da consentire di ipotizzare un’uscita dalla situazione emergenziale in tempi brevi, mentre potrebbe anche verificarsi un contagio di ritorno, così come sta avvenendo in diversi Paesi esteri. Su questa situazione di criticità incide, inoltre, in maniera determinante la situazione di aumento di casi di positività nel personale e negli ospiti all’interno delle Residenze Socio Assistenziali (RSA).
Occorre dunque alleggerire l’attuale incidenza del carico ospedaliero, all’interno delle terapie intensive, dove si registra un elevatissimo tasso di ricoveri, che dovranno, nella progressione temporale della patologia, trasformarsi in setting di cura più bassi (attività semi intensiva e di ricovero a bassa e media intensità).

In seguito alla valutazione sulla idoneità e sulla ottimale posizione logistica del sito e dopo che la Fondazione CRT, insieme alla sua Società consortile per azioni OGR CRT, ha messo subito a disposizione della Regione Piemonte una porzione del sito di sua proprietà, partono ora i lavori su un’area pari a circa 8.900mq per un primo modulo da 92 posti, ripartiti in 4 posti di stabilizzazione in emergenza, 32 posti di terapia semintensiva e 56 posti di degenza ordinaria.

Il cantiere aprirà lunedì 6 aprile e la realizzazione sarà portata avanti dai reparti Genio Infrastrutture dell’Aeronautica Militare con il coordinamento dell’Unità di Crisi della Regione Piemonte, in un termine previsto di due settimane.

Per quanto riguarda i costi sono stati valutati, al momento, in circa 3 milioni di euro e saranno completamente coperti da Fondazione Compagnia di San Paolo, che ha comunicato con tempestiva generosità la propria disponibilità nell’ambito della Convenzione pluriennale con la Regione Piemonte.

Un aiuto ai senzatetto, la sindaca: “Nuovi spazi per l’accoglienza”

“È in momenti di emergenza come questo che le persone più fragili non devono essere lasciate indietro”. Lo afferma su facebook la sindaca Chiara Appendino

“Se ciò che per la maggior parte di noi era normale diventa difficile, per chi è più debole, ciò che era già difficile diventa impossibile”, aggiunge la prima cittadina di Torino.

“Il pensiero va alle persone senza fissa dimora: è necessaria la ricerca di nuovi spazi straordinari per i servizi di accoglienza a loro riservati. Per questo motivo domenica, come Città di Torino, abbiamo partecipato a una riunione con l’Unità di Crisi e la Prefettura per fare il punto sulla problematica dei dormitori e coordinare un percorso di intervento condiviso.

Nell’immediato sono state individuate due strutture, dove sono già iniziati i necessari sopralluoghi tecnici, per l’allestimento di due ulteriori punti di accoglienza rispettivamente, nel V° Padiglione di Torino Esposizioni e, per i casi con maggiori criticità, nell’ex Ospedale Maria Adelaide”.

Conclude la sindaca: “Per l’ulteriore messa a punto del progetto saranno coinvolte nei prossimi giorni anche le associazioni Confcooperative e Legacoop che hanno già offerto la loro collaborazione. Parallelamente la Regione Piemonte sta predisponendo delle linee guida su come proseguire e garantire, in questa fase di emergenza, il regolare servizio di accoglienza delle persone senza dimora. Andremo avanti con ogni sforzo condiviso possibile affinché la nostra comunità rimanga unita e nessuno rimanga escluso”.

Da mercoledì mascherine obbligatorie per gli addetti alla vendita. Raccomandate per chi fa la spesa

Il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio integrerà, nelle prossime ore, con alcune nuove misure le disposizioni attive sul territorio piemontese per il contenimento del Coronavirus

Da mercoledì 8 aprile sarà obbligatorio per il personale addetto alla vendita l’uso di dispositivi di protezione quali mascherina e guanti.

Verrà invece raccomandato ai singoli cittadini che entreranno in un esercizio commerciale o accederanno ad aree mercatali di utilizzare la mascherina o qualsiasi altro indumento a copertura di naso e bocca.

Una seconda misura consentirà l’utilizzo di taxi e autonoleggi per la consegna a domicilio di beni, spesa e medicinali. Il servizio dovrà essere svolto nel rispetto di tutte le disposizioni anti-contagio. La tariffa per la consegna a domicilio avrà un tetto massimo di 7,50 euro per le consegne nel raggio di 2,5 km, di 10 euro al massimo nell’ambito del medesimo comune e di 15 euro al massimo nell’ambito di più comuni. Non saranno consentiti ulteriori indennizzi o sovrapprezzi.

Tra i chiarimenti invece si precisa la possibilità alle persone addette all’assistenza di minori, anziani, ammalati o diversamente abili (baby sitter e badanti) di poter svolgere la propria attività. Mentre chi svolge mansioni di collaborazione domestica (colf) potrà continuare solo in presenza di esigenze comprovate (per queste ultime si rimanda alla FAQ che verrà pubblicata domani 6 aprile sul sito e sui canali social della Regione).