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La procura apre inchiesta sulla mancanza di mascherine

La Procura della Repubblica di Torino ha avviato un’ inchiesta sulla carenza di dispositivi di protezione individuale per medici e infermieri

In primo luogo sulla mancanza delle mascherine protettive.

Al momento si tratta di una inchiesta conoscitiva, senza indagati. I carabinieri hanno effettuato di recente alcuni sopralluoghi, raccogliendo informazioni in merito.

Ecco il “piano mascherine” della Regione per gli operatori in prima linea

Sono oltre 200.000 le mascherine distribuite in questi giorni dalla Protezione Civile piemontese in tutta la regione

In particolare, sono già state distribuite oltre 81.000 mascherine ai medici di medicina generale richieste dalle Asl, 10.000 ai farmacisti, 30.000 al personale RSA di 741 case di riposo, 20.000 agli operatori dei consorzi rifiuti e di trasporto, 3.000 all’Arpa. A queste si aggiungono 16.000 mascherine destinate al sistema dei volontari della Protezione civile, 12.000 al personale dei servizi territoriali e agli assistenti domiciliari. Sono inoltre state consegnate 10.000 mascherine alla Polizia di Stato.

Oltre a queste le Prefetture stanno distribuendo 20.000 mascherine alle Forze dell’ordine e alle Polizie municipali dei capoluoghi di Provincia e dei Comuni sopra i 20mila abitanti.

 

«La Regione Piemonte – sottolinea l’assessore regionale alla Protezione civile Marco Gabusi – sta dando supporto a tutte le categorie con quantitativi sufficienti per tutti. Non lasciamo nessuno da solo. Ringraziando i volontari della Protezione civile attivi in queste settimane per la disponibilità, l’impegno e la dedizione che stanno dimostrando, senza mai risparmiarsi, stiamo procedendo alla distribuzione a cascata agli operatori, ai volontari, alle case di risposo, ma anche ad altre categorie, come, ad esempio, a chi si occupa della raccolta rifiuti».

 

«Stiamo raccogliendo i frutti del “sistema Piemonte” – osserva l’assessore regionale alla Sanità del Piemonte, Luigi Genesio Icardi -, dove ognuno sta facendo la sua parte al meglio e che, nel caso delle mascherine, ha visto il coinvolgimento diretto di un’industria tessile d’eccellenza della nostra terra, come il Gruppo Miroglio di Alba, che ha saputo rispondere immediatamente alle richieste dell’emergenza. Stiamo agendo fianco a fianco con le migliori risorse scientifiche e produttive della nostra regione, ringrazio tutti per quanto si sta facendo per superare questo drammatico momento di crisi».

 

«Stiamo elaborando – conclude l’Assessore Gabusi – un piano di distribuzione ai Comuni che condivideremo nelle prossime ore con le associazioni degli enti locali e che ci consentirà di fornire un quantitativo sufficiente di mascherine ai dipendenti comunali di tutti i 1181 i Comuni piemontesi».

 

SINERGIA TRA REGIONE, POLITECNICO, UNIVERSITÀ DI TORINO E PIEMONTE ORIENTALE PER L’AUTOCERTIFICAZIONE DI MASCHERINE CHIRURGICHE FFP2/3 E CAMICI IDROREPELLENTI. AL LAVORO UNA TASK FORCE DI 18 PROFESSORI CERTIFICAZIONE IN 7 GIORNI

 

A seguito del contesto emergenziale in cui si trova la regione, è necessario velocizzare le procedure per garantire la conformità tecnica dei dispositivi di protezione individuale.
La domanda di camici, guanti e mascherine è infatti in continua crescita ed è necessario dare una risposta al tessuto produttivo piemontese che vede decine di aziende che vorrebbero produrre questi dispositivi riconvertendo i loro impianti.

Per questo motivo la Regione Piemonte ha annunciato, nel corso di una conferenza stampa, che i dispositivi prodotti potranno essere certificati grazie alla collaborazione, le competenze, le conoscenze e le strumentazioni
dei tre atenei piemontesi, Politecnico e Università di Torino e Università del Piemonte Orientale.

L’obiettivo è di validare, entro una settimana al massimo, la conformità a norma dei dispositivi di protezione individuale, quali mascherine sia chirurgiche che ffp2/3 e camici idrorepellenti.
In particolare, le mascherine chirurgiche dovranno essere prodotte da imprese che abbiano un sistema di gestione della qualità, per poter corrispondere alla deroga al marchio CE secondo le indicazioni del Ministero della Salute.

Alla validazione delle certificazioni lavorerà una task force di 18 esperti.

«Da una parte l’unità di crisi continua a moltiplicare i suoi sforzi per recuperare in autonomia materiale da tutto il mondo, tant’è che oggi sono arrivate due milioni di mascherine chirurgiche direttamente dal Brasile – sottolinea il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio -. Dall’altra ci muoviamo in autonomia. Siamo stati la prima regione a produrre mascherine, che già oggi stiamo distribuendo gratuitamente a tutto il Piemonte. Oggi facciamo un passo in più grazie alla capacità degli atenei piemontesi di mettere in campo competenze e laboratori per certificare i nostri dispositivi di protezione. Per questo chiediamo a Roma che autorizzi le nostre certificazioni senza ulteriore burocrazia, che ci fa perdere solo tempo. E tempo purtroppo non ne abbiamo».

Le aziende che desiderano candidarsi potranno inviare la richiesta all’indirizzo mail autocertificazioni.covid@regione.piemonte.it.
Verrà effettuata una preselezione e le realtà con le caratteristiche idonee potranno inviare i campioni per l’analisi da parte dei laboratori.

Una trentina di aziende hanno già proposto la propria candidatura.

«In questo momento di forte emergenza – osserva l’assessore regionale alla Ricerca e all’Innovazione, Matteo Marnati – è necessario che si trovino le più avanzate soluzioni tecniche, le nostre aziende devono essere sostenute per poter mettere a disposizione materiale che garantisca la salute dei nostri medici e del personale sanitario le Università piemontesi. In questo contesto sono in grado di raggiungere questo obiettivo in pochissimo tempo».

«In pochi giorni di lavoro – aggiunge il rettore del Politecnico, Guido Saracco – assieme con le altre Università piemontesi abbiamo unito le forze per riaprire laboratori e allestire protocolli e sofisticati impianti per questa fondamentale missione di servizio. È un segno di quanto le università possono fare insieme al servizio della comunità. Sono particolarmente felice del fatto che il partenariato abbia anche coinvolto esperti e infrastrutture del CNR di Biella, dell’Università di Bologna e di alcune imprese tutti uniti da un comune senso di responsabilità sociale».

Il rettore dell’Università del Piemonte Orientale, Giancarlo Avanzi, aggiunge: «Siamo orgogliosi che le nostre competenze di ricerca, già riconosciute a livello internazionale, possano ora essere messe a disposizione, insieme a quelle degli altri Atenei, per contribuire a colmare difficoltà operative in ambito sanitario in un momento di grave emergenza. L’auspicio è che le Università piemontesi, superata questa fase delicata, rafforzino la loro collaborazione e contribuiscano così, in modo decisivo, a creare le condizioni per una piena ripresa della nostra Regione».

Conclude il rettore dell’Università di Torino, Stefano Geuna: «L’iniziativa rappresenta un esempio di relazione virtuosa tra le Università, la Regione e il tessuto produttivo del territorio. Una risposta all’eccezionale emergenza posta dalla pandemia COVID-19. Cooperando con le aziende e le altre Università piemontesi, UniTo metterà a disposizione competenze, laboratori e strumenti per il controllo della qualità microbiologica dei dispositivi di protezione e per la produzione di reagenti. Una prova sul campo che mette, ancora una volta, la ricerca universitaria al servizio della collettività».

LA TASK FORCE

Per mascherine e camici il coordinamento è della Prof.ssa Alice Ravizza del Politecnico di Torino. Assieme con lei sono al lavoro esperti di filtrazione e tessuti tecnici (Professori Paolo Tronville e Ada Ferri del Politecnico di Torino), esperti di microbiologia (Professor David Lembo dell’Università di Torino e Professoressa Elisa Bona dell’Università del Piemonte Orientale), scienziati dei materiali (Professor Michele Laus dell’Università del Piemonte Orientale). Completano il quadro degli attori coinvolti in questo partenariato il CNR-STIIMA di Biella (Professor Claudio Tonin), l’Università di Bologna (Prof. Violante, medicina del lavoro, e Professoressa Cristiana Boi, ingegneria chimica), esperti di qualità (Professor Audenino del Politecnico di Torino) e alcuni esperti di aziende specializzate (Ing. Andrea Corradi di Ahlstrom-Munksjo di Mathi Canavese, Dott. Tanchis della ditta CentroCOT di Busto Arsizio, ecc.).

Per i tamponi e i relativi reagenti di amplificazione dell’RNA virale sono invece attivi, sotto il coordinamento del Prof. Umberto Dianzani dell’Università del Piemonte Orientale, esperti

di genetica molecolare (Prof.ssa Fiorella Altruda, Prof. Lorenzo Silengo, Prof.ssa Rossana Cavallo dell’Università di Torino. Prof. Claudio Santoro e Prof.ssa Marisa Gariglio dell’Università del Piemonte Orientale).
Per l’Unità di Crisi della Regione Piemonte il coordinamento è del Dr. Pier Luigi Pavanelli.

MASCHERINE CHIRURGICHE

Le mascherine chirurgiche devono soddisfare contemporaneamente le norme UNI EN ISO 14683, UNI EN ISO 10993 ed essere prodotte da imprese che abbiano un sistema di gestione della qualità, ai sensi delle ISO 13485 o delle Good Manifacturing Practices (GMP), per poter corrispondere alla deroga al marchio CE secondo le indicazioni del Ministero della Salute.

MASCHERINE FFP2/3

Le maschere FFP2/3 devono essere fabbricate secondo i criteri N95 NIOSH che corrispondono alla norma tecnica EN 149:2001+A1:2009.

CAMICI EDROREPELLENTI

I camici idrorepellenti devono essere fabbricati secondo i criteri UNI EN 13795 e UNI EN 14126.

Gtt perde il 90 per cento di passeggeri: dipendenti in cassa integrazione

Gtt, il Gruppo trasporti torinese che gestisce tram, bus e metropolitana ha  annunciato  la cassa integrazione per i dipendenti

Gli ammortizzatori sociali non erano mai stati usati prima d’ora per l’azienda trasporti cittadina.

Giovanni Foti, ad del gruppo ha dovuto ricorrere a questo provvedimento, a rotazione,  che dovrebbe toccare tutti i lavoratori per tentare di limitare le perdite di utenti legate emergenza coronavirus:  superano gli 8 milioni di euro in un mese e il calo di passeggeri tocca il 90%..

Foti spiega che l’azienda sta  garantendo il servizio e la  sanificazione e disinfezione costante e ringrazia il personale “sempre in prima linea in questo momento difficile”

Il ritorno dell’inverno (prima della pioggia)

Giornate di tempo invernale fino a venerdì

Le temperature minime scendono  sotto lo zero anche in pianura. Secondo Smi (Società Meteorologica Italiana), a provocare il freddo è l’alta pressione centrata in area baltica che ha mosso correnti fredde verso le regioni alpine. Potrebbero verificarsi anche nevicate a bassa quota. Mercoledì netto calo delle minime, gelate in pianura e termometro fino a -5, con nevicate sulle montagne  piemontesi. Probabili piogge primaverili tra la fine di marzo e la prima settimana di aprile.

Guerra al virus in Piemonte. Mattarella chiama Cirio

Il comunicato della Regione delle ore 20

IL PRESIDENTE MATTARELLA TELEFONA AL GOVERNATORE CIRIO

«Nel pomeriggio – comunica il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio – ho ricevuto una chiamata da parte del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che ha voluto testimoniarmi la sua vicinanza per la mia guarigione e rivolgere un pensiero a tutte le donne e gli uomini piemontesi per come stanno affrontando questa emergenza così grande. Il Presidente ha sottolineato quanto sia importante in questo momento per tutti noi restare uniti. E io lo ringrazio di cuore. Il Piemonte vuole molto bene al nostro Presidente, come gliene voglio io. Ho voluto dirgli che per noi è molto importante sentire la sua voce, sentiamo oggi più che mai il bisogno delle sue parole e di un messaggio di speranza per il nostro Paese».

VENTINOVE DECESSI

Sono 29 i decessi di persone positive al test del “Coronavirus Covid-19” comunicati questo pomeriggio dall’Unità di Crisi della Regione Piemonte: 1 in provincia di Torino, 3 nel Biellese, 17 nell’Alessandrino, 2 nel Vercellese, 3 nel Novarese e 2 nel Verbano-Cusio-Ossola, 1 residente fuori regione, ma deceduto in Piemonte.

Il totale complessivo è ora di 403 deceduti risultati positivi al virus, così suddivisi su base provinciale: 110 ad Alessandria, 13 ad Asti, 38 a Biella, 24 a Cuneo, 57 a Novara, 105 a Torino, 22 a Vercelli, 27 nel Verbano-Cusio-Ossola, 7 residenti fuori regione, ma deceduti in Piemonte.

IL CORDOGLIO DEL PIEMONTE PER LE SUE VITTIME

Al termine della giornata più difficile dall’inizio dell’emergenza, il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio ha espresso il cordoglio per tutte le vittime, tra cui, oggi, due operatori sanitari.

«È un momento drammatico ed è un’altra giornata di grande dolore perché piangiamo tante vittime e tra loro ci sono anche un medico e un radiologo, persone che hanno messo in gioco e donato la propria vita per tutelare quella degli altri».

BOLLETTINO DEI CONTAGI ALLE ORE 19.30

Sono 5.767 le persone finora risultate positive al “Coronavirus Covid-19” in Piemonte: 946 in provincia di Alessandria, 248 in provincia di Asti, 290 in provincia di Biella, 427 in provincia di Cuneo, 495 in provincia di Novara, 2.660 in provincia di Torino, 303 in provincia di Vercelli, 241 nel Verbano-Cusio-Ossola, 55 residenti fuori regione, ma in carico alle strutture sanitarie piemontesi. I restanti 102 casi sono in fase di elaborazione e attribuzione territoriale.

Le persone ricoverate in terapia intensiva sono 363.

I tamponi diagnostici finora eseguiti sono 16.110, di cui 9.810 risultati negativi.

Prima vittima del virus tra il personale sanitario torinese: aveva 60 anni

Alle  Molinette lo avrebbero  aiutato con la  ventilazione extra corporea: purtroppo è morto poco prima di giungere in ospedale

La prima vittima del virus tra il personale sanitario piemontese è un tecnico universitario di radiologia che operava nel day hospital di endocrinologia e diabetologia delle Molinette. Aveva  60 anni, senza malattie pregresse, era in ottime condizioni di salute.

Si era sentito poco bene  il 12 marzo, con  sintomi lievi, un leggero raffreddore. Dopo, il peggioramento un senso di confusione. E’ stato ricoverato all’ospedale San Giovanni Bosco, dove sembrava essere migliorato. Ma domenica c’è stato  l’aggravamento e il tentativo di salvarlo alle Molinette.

L’ospedale di Verduno sta per aprire: si cercano operatori sanitari

Questa mattina, il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e l’assessore regionale alla Sanità del Piemonte Luigi Genesio Icardi hanno compiuto un sopralluogo all’ospedale di Verduno per verificare e coordinare la prosecuzione delle operazioni che porteranno all’apertura, in settimana, della nuova struttura sanitaria  interamente dedicata alla cura dei pazienti contagiati dal coronavirus covid19.

«Stiamo provvedendo alle nomine dei primari e dei responsabili sanitari, degli infermieri e dei tecnici che presiederanno l’ospedale – dichiara l’assessore regionale Icardi -, abbiamo ricevuto la disponibilità di molti professionisti di primo piano, che sono già al lavoro. Anche per le apparecchiature, siamo a buon punto. Apriremo con i primi trenta letti, implementando la struttura passo dopo passo. Ringraziamo tutti quelli che ci stanno dando una mano, dagli operatori sanitari, alla ditta MGR, dalla Fondazione nuovo spedale Alba Bra, ai numerosi benefattori che stanno investendo impegno e risorse economiche per far fronte a questa comune battaglia contro il virus».

CERCANSI NUOVI OPERATORI SOCIO SANITARI

L’Unità di crisi della Regione Piemonte ha emanato un avviso pubblico per il reclutamento di operatori socio sanitari a tempo determinato, nell’ambito dell’emergenza Covid 19, da destinare alle Asl di Torino, Asl To3, Asl To4, Asl To5, Asl At, Asl Cn 1, Asl Vc, Asl No,  Asl Vco, A.O.U. Città della Salute  e della Scienza di Torino, A.O. Ordine Mauriziano Torino, A.O.U. San Luigi Orbassano, A.O. Santa Croce e Carle  Cuneo, A.O.U. Maggiore della Carità di Novara.

Gli Operatori socio sanitari che intendono aderire devono fare domanda con procedura  esclusivamente telematica accreditandosi al portale https://aslcittaditorino.iscrizioneconcorsi.it/

Il bando scade alle ore 23:59:59 di venerdì 27 marzo 2020.

TRENTASETTE DECESSI

Sono 37 i decessi di persone positive al test del “Coronavirus Covid-19” comunicati questa mattina dall’Unità di Crisi della Regione Piemonte:18 in provincia di Torino, 1 nel Biellese, 1 nell’Astigiano, 1 nell’Alessandrino, 1 nel Vercellese, 7 nel Novarese e 6 nel Verbano-Cusio-Ossola.

Il totale complessivo è ora di 374 deceduti risultati positivi al virus, così suddivisi su base provinciale: 93 ad Alessandria, 13 ad Asti, 35 a Biella, 24 a Cuneo, 54 a Novara, 104 a Torino, 20 a Vercelli, 25  nel Verbano-Cusio-Ossola, 6 residenti fuori regione, ma deceduti in Piemonte.

BOLLETTINO DEI CONTAGI ALLE ORE 12.30

Sono 5.515 le persone finora risultate positive al “Coronavirus Covid-19” in Piemonte: 946 in provincia di Alessandria, 235 in provincia di Asti, 280 in provincia di Biella, 409 in provincia di Cuneo, 471 in provincia di Novara, 2.496 in provincia di Torino, 290 in provincia di Vercelli, 229 nel Verbano-Cusio-Ossola, 54 residenti fuori regione, ma in carico alle strutture sanitarie piemontesi. I restanti 105 casi sono in fase di elaborazione e attribuzione territoriale.

Le persone ricoverate in terapia intensiva sono 360.

I tamponi diagnostici finora eseguiti sono 15.469, di cui 9.455 risultati negativi.

Forzano posto di blocco, due giovani arrestati dopo l’inseguimento

Da Aosta al capoluogo piemontese, a bordo di una utilitaria, due giovani valdostani si sono imbattuti nei controlli predisposti dai Carabinieri del Comando Provinciale di Torino

E’ accaduto alle 3,30 di stanotte. Alla vista dei militari dell’Arma i predetti hanno dapprima rallentato, per poi accelerare repentinamente nonostante la paletta alzata dal capo equipaggio di una gazzella, posizionata con lampeggianti accesi per le verifiche su strada inerenti le disposizioni emanata per l’emergenza sanitaria. Ne è scaturito un lungo inseguimento da via Monterosa, zona periferica nord, al parco della Colletta, dove i fuggitivi hanno abbandonato l’auto, proseguendo la corsa a piedi. L’intervento di altri equipaggi ha permesso di accerchiarli in pochissimo tempo. Alle strette, uno dei due ha anche tentato di aggredire fisicamente un carabiniere, che ha dovuto utilizzare lo spray in dotazione per bloccarlo.

Arrestati per resistenza e violenza a pubblico ufficiale, dovranno altresì rispondere di inosservanza di un provvedimento emesso dall’Autorità, perché trovati in un comune diverso senza giustificato motivo. Sul loro mezzo rinvenute 2 dosi di stupefacente, una di cocaina e l’altra di marjuana.

Cirio: “chiudiamo tutto ciò che la Regione può chiudere”

Ieri alle 12.30 il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, ha  avuto la conferma della sua guarigione e si è subito recato all’Unità di Crisi di corso Marche a Torino

«Ritenevo giusto – ha sottolineato il governatore – dopo quindici giorni, essere presente di persona. Ringrazio il vicepresidente Carosso, che mi ha fisicamente sostituito in queste due settimane e tutti quanti hanno supportato la mia attività a distanza. Oggi abbiamo lungamente discusso anche delle nuove misure di contenimento.

Come sapete, ho firmato un’ordinanza ulteriormente restrittiva, che si può sintetizzare in “chiudiamo tutto ciò che la Regione può chiudere”. Fin dal primo giorno ho sostenuto la linea del rigore per contenere il contagio e in attesa che arrivasse un decreto governativo uniforme per tutta Italia ho voluto, come ha fatto anche la Lombardia, emettere un provvedimento più restrittivo per il Piemonte. La nostra ordinanza dovrebbe essere prevalente anche rispetto al decreto emanato da Roma e siamo in attesa di un parere su questo da parte del Governo. Siamo certi di avere ragione, perché la nostra linea è di chiudere davvero e non accogliere le tante deroghe che abbiamo visto nel decreto. Sia chiaro che non siamo in contrasto con il Governo, ma abbiamo il timore che tutte le eccezioni previste possano portare ad una non chiusura reale. In particolare, con le Prefetture stiamo analizzando la sospensione dell’attività degli uffici pubblici regionali e la chiusura degli studi professionali e anche su questi punti siamo in attesa del parere del Ministero degli Interni».

Virus, inizia a rallentare il trend in Piemonte

Se si conferma la tendenza nei prossimi giorni, in Piemonte il trend dei casi di coronavirus è in rallentamento

Un dato che “fa ben sperare”, dice l’assessore alla Sanità della Regione Luigi Icardi, nella video conferenza tenuta dall’Unità di crisi. Quando incomincio’ l’emergenza  i  contagi raddoppiavano ogni 2,2 giorni, mentre  oggi sono 5,1 giorni . Se si conferma questa tendenza, aggiunge l’assessore (che raccomanda di stare a casa)  “inizieremo a vedere la luce in fondo al tunnel”. In calo anche il dato della terapia intensiva, i cui ricoveri ora raddoppiano dopo 5,5 giorni.

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lunedi 23 marzo, ore 19

CORONAVIRUS PIEMONTE,  ALLO STUDIO NUOVE MISURE DI CONTENIMENTO –  BOLLETTINO CONTAGI – MASCHERINE AGLI OPERATORI DELLE CASE DI RIPOSO ALLO STUDIO NUOVE MISURE DI CONTENIMENTO

Alle 12.30 il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, ha  avuto la conferma della sua guarigione e si è subito recato all’Unità di Crisi.

«Ritenevo giusto – ha sottolineato il presidente Cirio – dopo quindici giorni, essere presente di persona. Ringrazio il vicepresidente Carosso, che mi ha fisicamente sostituito in queste due settimane e tutti quanti hanno supportato la mia attività a distanza. Oggi abbiamo lungamente discusso anche delle nuove misure di contenimento.

Come sapete, ho firmato un’ordinanza ulteriormente restrittiva, che si può sintetizzare in “chiudiamo tutto ciò che la Regione può chiudere”. Fin dal primo giorno ho sostenuto la linea del rigore per contenere il contagio e in attesa che arrivasse un decreto governativo uniforme per tutta Italia ho voluto, come ha fatto anche la Lombardia, emettere un provvedimento più restrittivo per il Piemonte. La nostra ordinanza dovrebbe essere prevalente anche rispetto al decreto emanato da Roma e siamo in attesa di un parere su questo da parte del Governo. Siamo certi di avere ragione, perché la nostra linea è di chiudere davvero e non accogliere le tante deroghe che abbiamo visto nel decreto. Sia chiaro che non siamo in contrasto con il Governo, ma abbiamo il timore che tutte le eccezioni previste possano portare ad una non chiusura reale. In particolare, con le Prefetture stiamo analizzando la sospensione dell’attività degli uffici pubblici regionali e la chiusura degli studi professionali e anche su questi punti siamo in attesa del parere del Ministero degli Interni».

VENTUNO DECESSI

Sono 21 i decessi di persone positive al test del “Coronavirus Covid-19” comunicati questo pomeriggio dall’Unità di Crisi della Regione Piemonte: 10 in provincia di Torino, 2 nel Biellese, 3 nell’Alessandrino, 1 nel Vercellese, 3 nel Novarese, 2 nel Cuneese.

Il totale complessivo è ora di 336 deceduti risultati positivi al virus, così suddivisi su base provinciale: 92 ad Alessandria, 12 ad Asti, 34 a Biella, 22 a Cuneo, 47 a Novara, 86 a Torino, 19 a Vercelli, 19 nel Verbano-Cusio-Ossola, 5 residenti fuori regione, ma deceduti in Piemonte.

BOLLETTINO DEI CONTAGI ALLE ORE 19.00

Sono 5.094 le persone finora risultate positive al “Coronavirus Covid-19” in Piemonte: 877 in provincia di Alessandria, 215 in provincia di Asti, 262 in provincia di Biella, 381 in provincia di Cuneo, 424 in provincia di Novara, 2.317 in provincia di Torino, 269 in provincia di Vercelli, 204 nel Verbano-Cusio-Ossola, 49 residenti fuori regione, ma in carico alle strutture sanitarie piemontesi. I restanti  96 casi sono in fase di elaborazione e attribuzione territoriale.

Le persone ricoverate in terapia intensiva sono 352.

I tamponi diagnostici finora eseguiti sono 14.619, di cui 9.058 risultati negativi.

MASCHERINE AGLI OPERATORI DELLE CASE DI RIPOSO

Da ieri è in distribuzione la prima tranche di 30 mila mascherine (quelle lavabili, prodotte da Miroglio) agli operatori delle case di riposo piemontesi.

Diecimila mascherine sono inoltre già state acquistate e consegnate da parte dell’Alleanza delle Cooperative. Nei prossimi giorni proseguirà l’azione di reperimento dei presidi, anche grazie alla collaborazione di partners che si sono resi disponibili in questo momento di grande necessità.

Lo comunicano gli assessori regionali alla Sanità, Luigi Genesio Icardi, e al Welfare, Chiara Caucino, sottolineando che si stanno mettendo in campo tutte le risorse e le forze disponibili per soddisfare il fabbisogno dei dispositivi di protezione individuale.

«Chi lotta sul campo ogni giorno – osservano Icardi e Caucino – chi lavora a contatto con persone fragili, anche in termini di salute, deve essere dotato di tutti i dispositivi necessari per garantire sé stesso e gli utenti, tanto più se anziani e disabili».

I due assessori confermano, inoltre, che altre dodicimila mascherine saranno consegnate nei prossimi giorni ai servizi territoriali.

«In questi giorni – concludono Icardi e Caucino – dimostriamo la nostra gratitudine verso i sanitari che si prendono cura dei tanti italiani colpiti dal virus e verso le Forze dell’Ordine che stanno compiendo un grande sforzo. Desideriamo però ringraziare dal profondo del cuore anche tutti gli operatori del mondo del sociale, che ogni giorno combattono in trincea. Il loro lavoro, a volte silenzioso, è prezioso, il loro impegno, raramente agli onori della cronaca, è davvero encomiabile».