‘Favola Nera’, un cortometraggio contro la violenza di genere  

In un’epoca nella quale la violenza di genere assume molteplici forme, non sempre semplici da definire, cinema e arte possono essere strumenti e veicoli di consapevolezza per comprenderne i segnali.
In quest’ambito il cinema, con la sua profondità e immediatezza, rappresenta un veicolo potente per aumentare  la consapevolezza e aprire nuove forme di dialogo.
È con questa premessa che nasce ‘Il cinema come voce contro la violenza di genere”, un’iniziativa culturale ed educativa che propone, partendo dalla settima arte, momenti di confronto e consapevolezza,  in particolare tra le giovani generazioni.
Per presentare l’iniziativa l’appuntamento sarà a Torino giovedì 5 marzo alle ore 21 al Circolo dei Lettori di via Bogino 9, con il cortometraggio dal titolo “Favola nera”, diretto dall’attrice e regista Alessia Alciati.
Alla proiezione seguirà  un breve momento di dialogo  e confronto sul tema insieme a Giampiero Leo, Vicepresidente del Comitato Regionale per i Diritti Umani e Civili, consigliere della Fondazione CRT e portavoce del Tavolo della Speranza; Martina Rogato, presidente Human Rights International Corner, co-presidente Women 7 per la presidenza italiana al G 7 del 2024;  Giulia Cappelletti, ambassador  of Global Thinking Foundation; Daniela Leonardo di European Women’s Management Development , Fabrizio Bontempo presidente dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro di Torino e Alessia Alciati, regista e Founder di “About Eve”

“Il cinema come voce contro la violenza di genere” si avvale del patrocinio del Consiglio Regionale del Piemonte, del Comitato Regionale per i Diritti Umnai e della Consulta Femminile Regionale, e si propone come progetto capace di unire arte, educazione e impegno sociale, nella convinzione che la cultura sia uno degli strumenti più potenti per generare consapevolezza, cambiamento e responsabilità collettiva. Dalla serata prenderà il via una omonima iniziativa, che si rivolgerà anche a giovani, scuole, istituzioni e cittadinanza, con l’obiettivo di affiancare e rafforzare il ruolo educativo nel mondo scolastico attraverso l’attività di sensibilizzazione consapevole, capace di stimolare pensiero critico e responsabilità individuale, strumenti di prevenzione precoce, orientati al riconoscimento dei segnali di disagio e controllo, linguaggi narrativi e culturali in grado di dialogare in modo autentico ed efficace con le nuove generazioni.
“Favola Nera” rappresenta un cortometraggio ispirato a un fatto di cronaca realmente accaduto, che affronta il tema della violenza di genere attraverso una metafora simbolica, la poena cullis, la pena del sacco, nel mondo romano una delle pene più dolorose.
Attraverso questa immagine, l’opera racconta la violenza fisica, psicologica ed economica come dinamiche cicliche e progressive; il peso delle scelte e delle relazioni disfunzionali e il ruolo centrale della consapevolezza come possibilità di cambiamento.
“Favola nera” rappresenta uno strumento educativo fruibile in ambito scolastico e un progetto innovativo che integra cinema, animazione e intelligenza artificiale.

Mara Martellotta

Nuove opportunità di inclusione a donne e madri recluse

Firmato a Palazzo Lascaris il protocollo di intesa tra la Commissione Regionale per le Pari Opportunità ed il Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale 

Torino, 4 marzo 2026.

Nella giornata di oggi è stato siglato a Palazzo Lascaris l’accordo tra la Commissione Regionale per le Pari opportunità ed il Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale che intende promuovere la realizzazione di interventi volti a migliorare le condizioni di vita delle persone detenute, con particolare riferimento alle donne e madri recluse.

L’accordo, firmato da Maria Rosa Porta, Presidente della CRPO e dall’Avv. Monica Formaiano, Garante dei Detenuti, Rappresenta una importante novità per la nostra Regione è un ulteriore passo avanti nell’impegno che l’Amministrazione intende assumersi a sostegno dei diritti delle persone nel senso più ampio.

Tra le iniziative oggetto dell’accordo sono previste iniziative formative ed informative rivolte al personale penitenziario, agli operatori e alle persone detenute; l’organizzazione di incontri, seminari, convegni e campagne di sensibilizzazione, la realizzazione di progetti per la promozione della salute e del benessere delle donne detenute e dei loro figli, studi e ricerche anche in collaborazione con altri soggetti.

L’accordo prevede anche la possibilità per il Garante di integrare, nell’ambito delle proprie attività di osservazione e intervento, anche una visuale connessa alle problematiche specifiche di genere, in modo tale da intervenire e segnalare casi specifici in materia di discriminazione o violazione dei diritti.

Questo accordo rientra appieno nella mission della nostra Commissione – ha commentato la Presidente Maria Rosa Portache intende operare a tutti i livelli ed in tutti gli ambiti per superare le discriminazioni di genere e per favorire una reale cultura della parità. Nel sistema carcerario molte donne detenute si trovano a convivere con una situazione di duplice fragilità: alla condizione di detenute si sommano le difficoltà legate all’esercizio effettivo delle funzioni genitoriali, nonché le problematiche di reinserimento lavorativo, ancora più accentuate rispetto agli uomini. Attraverso la disponibilità e l’attivismo della Garante regionale contiamo di dare il nostro contributo per stare dalla parte delle donne, sempre ed in ogni contesto”.

Per la Garante, avv. Monica Formaiano,  “la sottoscrizione di questo Protocollo di intesa rappresenta non soltanto un atto formale, ma l’avvio di un percorso concreto di collaborazione tra due organismi che, pur operando in ambiti diversi, condividono l’obiettivo comune della tutela effettiva dei diritti fondamentali della persona. La finalità principale è garantire che tali diritti non rimangano principi astratti, ma si traducano in azioni concrete anche in contesti complessi, favorendo il rafforzamento della cultura delle pari opportunità all’interno del sistema penitenziario.

Nella nostra Regione le donne e le madri recluse sono una presenza minoritaria ma questo non può e non deve tradursi in marginalità nei diritti; molto spesso sono portatrici di storie complesse fatte di fragilità sociali e di esperienze pregresse di violenza e marginalità e, proprio per questo, necessitano di opportunità dedicate ed interventi mirati di programmazione specifica di reinserimento sociale”.

Il sistema penitenziario italiano deve garantire che la pena sia certa – dichiara la Vice Presidente della C.R.P.O. Patrizia Alessi ma, allo stesso tempo, deve offrire alle detenute un percorso di recupero e reinserimento che consenta loro di ricostruire una vita dignitosa e lontana dalla criminalità. Un’opportunità di lavoro, un percorso di formazione, e una rete di supporto psicologico e sociale sono gli strumenti essenziali per offrire a queste donne una vera possibilità di cambiamento. Se non diamo loro una chance, quali sono le alternative? Poi sta a loro decidere se accettare o no l’opportunità che le si propone”.

La Vicepresidente Paola Berzano sottolinea che “i numeri decisamente più bassi delle donne detenute sono troppo spesso di ostacolo a percorsi di formazione e ad attività che possano aiutare le stesse, finito il periodo di detenzione, a reintegrarsi nella società e a vivere una vita piena nella legalità. La Commissione che rappresentiamo ritiene necessario lavorare affinché questa disparità di opportunità non sia più considerata inevitabile dovendo definire priorità di intervento con la scusa della scarsità di risorse disponibili

Medio Oriente in fiamme: quali effetti economici per i torinesi dopo l’attacco USA-Israele all’Iran?

/
Negli ultimi giorni, una serie di attacchi militari coordinati dagli Stati Uniti e Israele contro l’Iran ha scatenato una nuova e grave escalation di tensioni in Medio Oriente, con rischi di un conflitto più ampio e instabilità sui mercati globali. Le conseguenze vanno ben oltre i confini regionali e possono influire sui prezzi del carburante e dei beni energetici.Per i cittadini torinesi, consumatori, risparmiatori e lavoratori, comprendere come queste dinamiche internazionali possano tradursi in impatti concreti sull’inflazione, sugli investimenti e sul risparmio è fondamentale. Per questo abbiamo chiesto al consulente finanziario Flavio Bosia di aiutarci a interpretare i futuri sviluppi e le scelte da considerare.

Dottor Bosia, alla luce di quel che stiamo vedendo, dobbiamo aspettarci un aumento del prezzo del carburante e delle bollette di luce e gas?

Sì, è uno scenario plausibile nel breve-medio termine. Gli attacchi coordinati dagli Stati Uniti e da Israele contro l’Iran hanno già generato tensione sui mercati energetici. Il principale rischio resta un’eventuale chiusura – parziale o prolungata – dello Stretto di Hormuz, attraverso cui transita circa il 20-25% del petrolio mondiale e una quota rilevante di gas naturale liquefatto. Già nelle ore notturne i prezzi sul petrolio e sul gas naturale mostrano una pressione al rialzo.

Per le bollette domestiche di luce e gas l’impatto non è immediato, ma se la situazione si protrae oltre le prossime settimane è ragionevole attendersi un incremento dei costi energetici al consumo, che si rifletterebbe sulle tariffe regolamentate e sui contratti indicizzati. Da valutare: proteggersi ora stipulando forme di contratto a lungo termine con prezzo fisso.

Se abbiamo investito risparmi in borsa, cosa potrebbe succedere?

Nel breve termine è possibile assistere a una fase di vendite generalizzate, soprattutto su titoli sensibili al costo dell’energia e alla logistica internazionale. I settori più esposti al ribasso sarebbero trasporti marittimi, compagnie aeree, spedizionieri e, in misura minore, alcune manifatture energivore.

Al contrario, le commodities energetiche (petrolio, gas naturale), i metalli industriali (rame in primis) e i beni rifugio come oro e argento tendono a beneficiare di queste fasi di incertezza geopolitica: le posizioni già in essere su questi asset potrebbero performare positivamente.

L’esperienza storica insegna che eventi di questo tipo generano spesso volatilità iniziale seguita da normalizzazione, a meno che non si verifichi un’escalation duratura con interruzione stabile dei flussi energetici. Per questo motivo si consiglia di evitare reazioni impulsive e di monitorare l’evoluzione dei grafici settimanali e mensili, che filtrano meglio il “rumore” delle notizie quotidiane.

Dal punto di vista dei tassi di interesse e dell’inflazione, si può aspettarsi che la Banca Centrale Europea o altre istituzioni adottino decisioni che potrebbero incidere sui mutui o sui risparmi degli italiani?

È una possibilità concreta, ma non automatica. Un rialzo prolungato dei prezzi energetici alimenta l’inflazione core e quella attesa, riducendo lo spazio per ulteriori tagli dei tassi da parte della BCE. In uno scenario di inflazione “da offerta” persistente, la Banca Centrale potrebbe decidere di mantenere i tassi fermi più a lungo del previsto o, in casi estremi, di valutare un nuovo ciclo restrittivo.

Per i cittadini con mutuo a tasso variabile significherebbe rate potenzialmente più alte; per chi ha liquidità su conti deposito o titoli di Stato a breve, invece, rendimenti ancora attraenti.

Al momento, però, la BCE guarda l’insieme dei dati macroeconomici: un episodio isolato, per quanto grave, non basta da solo a cambiare la traiettoria. Servirà capire la durata e l’intensità della risposta iraniana e le ripercussioni reali sui flussi energetici globali.

Quali strategie di gestione finanziaria consiglia ai cittadini torinesi per proteggere i propri risparmi e budget familiari se il conflitto in Medio Oriente si protrarrà a lungo?

In caso di prolungamento del conflitto, le priorità sono tre:

  1. Protezione del potere d’acquisto: mantenere una quota di portafoglio esposta a beni che storicamente rendono bene in fasi inflattive da energia (oro fisico o ETC, azioni di società petrolifere integrate, commodity agricole se i prezzi alimentari dovessero salire di riflesso).

  1. Gestione prudente del debito: chi ha un mutuo variabile dovrebbe valutare la possibilità di fissare il tasso, approfittando di eventuali finestre ancora favorevoli prima di un eventuale irrigidimento monetario.

  1. Liquidità e diversificazione: conservare una riserva in titoli brevi per cogliere opportunità (acquisti a sconto in caso di correzioni di mercato) e non essere costretti a vendere in perdita.

Sul fronte del budget familiare, è utile rivedere le voci di spesa sensibili all’energia (carburante, riscaldamento, elettricità) e adottare piccoli accorgimenti di efficientamento senza stravolgere le abitudini.

Infine, la regola d’oro resta evitare decisioni emotive: i mercati digeriscono velocemente gli shock geopolitici quando non si trasformano in crisi strutturali.

Quali sono i piccoli accorgimenti in famiglia che suggerisce?

Per le famiglie con un buon margine di manovra finanziaria, in questa fase di tensioni geopolitiche che stanno già spingendo al rialzo i prezzi dell’energia, l’approccio più sensato è sfruttare le opportunità attuali per ridurre l’esposizione futura ai rincari, senza creare allarmismi o comportamenti da emergenza. Non siamo in uno scenario inflattivo generalizzato come nel 2022: l’inflazione core resta sotto controllo in Europa, e il rischio principale è concentrato sull’energia e sui trasporti.

Ecco le mosse concrete e misurate che consiglio:

Sfruttare le offerte per acquisti in grande formato su beni di lunga conservazione

In questo momento molti supermercati e piattaforme online propongono sconti interessanti su pacchi grandi o multipack di prodotti stabili (pasta, riso, legumi secchi, olio extravergine, caffè, detersivi, prodotti per l’igiene). Comprare una fornitura per 6-12 mesi a prezzi attuali significa fissare il costo e proteggersi da eventuali aumenti legati ai trasporti più cari. Non si tratta di accaparramento, ma di approfittare di promozioni già in corso per ottimizzare la spesa familiare a medio termine.

Fissare il prezzo di luce e gas con un contratto a prezzo bloccato

Se si è sul mercato libero, è il momento di valutare un passaggio (o un rinnovo) a un’offerta a prezzo fisso per 12-24 mesi. Le tariffe fisse sono ancora competitive rispetto a quelle indicizzate, e un contratto bloccato oggi protegge da eventuali aggiustamenti trimestrali se i costi del gas o dell’elettricità dovessero salire ulteriormente. Confrontare velocemente le proposte dei principali fornitori aiuta a scegliere senza fretta.

Ridurre l’impatto del carburante senza stravolgere le abitudini

Il GPL continua a essere molto più stabile e conveniente (attorno a 0,69 €/litro contro 1,67-1,73 €/litro di benzina e diesel). Se l’auto lo consente o se si sta pensando a un cambio, un’auto a GPL o un retrofit può dimezzare il costo al chilometro e resistere meglio ai rialzi del petrolio.

In alternativa: monitorare i prezzi alla pompa (app come Prezzi Benzina o siti analoghi) e fare rifornimento nei giorni/orari più convenienti; raggruppare gli spostamenti; valutare car sharing o noleggio a lungo termine per periodi di picco; o destinare un’auto secondaria più efficiente ai tragitti brevi.

L’idea di fondo è monitorare l’andamento reale dei prezzi nelle prossime settimane (soprattutto futures energetici e listini alla pompa) e intervenire laddove è possibile e conveniente: bloccare costi futuri quando sono ancora accessibili, approfittare di promozioni esistenti, ridurre la dipendenza da voci variabili come il carburante.

Niente panico, niente scorte da bunker: solo decisioni razionali e tempestive per preservare il potere d’acquisto senza sacrifici inutili.

Lori Barozzino

Il Museo MIIT inaugura la mostra dedicata a Maria Pavlovska 

Dal 5 al 21 marzo il Museo MIIT, Museo Internazionale di Italia Arte, e la Galleria Folco dedicano una mostra internazionale alle donne, come ogni anno, in questo periodo.
Lo fanno organizzando quest’anno l’esposizione dal titolo “Visioni di donna”, la cui inaugurazione sarà  accompagnata dal libro di Vania Perale “Vorrei rinascere cormorano” della Phasar Edizioni.
Il Museo MIIT dedica una mostra alle donne, in occasione della loro festa e in considerazione delle tante problematiche di attualità che la società contemporanea esprime e su cui è necessaria una riflessione, per porre in essere adeguate misure sociali e culturali.
L’Arte può fare molto in questo settore  ed è per questo che il Museo MIIT da sempre cura esposizioni tematiche per sollecitare un cambiamento e promuovere una nuova e virtuosa cultura in merito all’universo femminile. Come in occasione del 25 novembre giornata Internazionale contro la violenza  sulle donne, anche in questo frangente la figura femminile diventa protagonista della mostra del MIIT, permettendo al pubblico di scoprire un universo artistico in continuo sviluppo e movimento. Non sono in mostra soltanto opere dedicate alla figura femminile, ma si tratta di un percorso emozionale che trova, nell’astrazione e nella scomposizione della forma, elementi profondi per esprimere interiorità e sensazioni. La mostra collettiva è accompagnata dalla importante esposizione personale delle opere di Maria Pavlovska, una tra le maggiori esponenti artistiche del panorama internazionale.
Il Museo MIIT presenta, infatti, la prestigiosa personale di Maria Pavlovska, che inaugura giovedì 5 marzo alle ore 18.

“Maria Pavlovska è  un’artista contemporanea ormai matura e risolta –  spiega il direttere del Museo MIIT e Italia Arte Guido Folco – perfettamente inserita nel contesto internazionale grazie alle sue molteplici presenze espositive nei principali appuntamenti artistici in tutto il mondo. In Asia, Stati Uniti, da Skopje a Lubiana, a Belgrado, Vienna, Berlino, Parigi, New York, Manila, Miami, Venezia, Firenze e Torino, la sua arte affronta i temi della polarizzazione e del globalismo, tanto cari alla società contemporanea.
L’arte di Pavlovska considera la pittura come un’estensione della propria esistenza, tra ombre, luce, felicità  e dolore, ed è  per questo che la sua arte  assume significati così intensi e personali, intimi e potenti, rappresentando nel profondo la propria energia vitale, tra sogni, speranze, esplosioni di vitalità e rarefatti momenti di meditazione.

L’artista incarna perfettamente, con il suo lavoro, lo spirito della società contemporanea, sempre in bilico tra salvezza e dannazione e nel contrasto tonale e cromatico assoluto delle sue composizioni si trova riflesso il senso della vita, in un dialogo continuo tra realtà e illusione. Nei segni rapidi, gestuali, essenziali che squarciano le tenebre di fondo delle sue opere maggiori pare si possa leggere un alfabeto dell’anima, in cui l’artista si esprime attraverso un linguaggio cifrato, criptico che narra moltissimo della sua interiorità.
Il bianco e il nero, il movimento vorticoso e continuo del segno altro non sono che il simbolo atavico dell’armonia e della complessità inafferrabile dell’universo, del confronto e del completamento degli opposti, in una sorta di bilanciamento dell’energia vitale e  creativa. L’osservatore può perdersi nel mondo poetico e creativo dell’artista, può ritrovare un po’ di sé stesso, alla continua ricerca dell’Io , dell’essenza dell’Essere.
L’utilizzo da parte della Pavlovska, sia nei disegni, sia nelle opere maggiori, di colori puri come il bianco e il nero, la rende immediatamente riconoscibile a livello internazionale.
Nel movimento inarrestabile del gesto l’artista declina il procedimento stesso della creazione, sempre in divenire e basata sugli opposti, sull’idea di una sperimentazione che si fa vita e materia, percorso esistenziale e ricerca.
Luce e buio, pieno e vuoto, bianco e nero si alternano, si  sovrappongono, si scontrano in un disegno meditato,  “sentito” dall’artista, mai casuale  poiché una tela o un  foglio di carta diventano l’espressione della propria esistenza su cui modulare emozioni e sentimenti.

Spazio, tempo, misura, infinito sono altri elementi fondanti l’arte di Maria Pavlovska. È  nella fusione e nell’interpretazione di tali elementi  che Maria scopre il senso della creazione della vita, dell’identità umana e divina. La sua è  arte spirituale perché va alla ricerca dello spirito umano,  cercando di cogliere l’essenza e la sintesi in un viaggio alla scoperta di sé stessa e dell’altro. Maria Pavlovska è  quindi da annoverare tra le massime interpreti dell’arte contemporanea internazionale sia per la sua potente espressività concettuale, sia per il suo corrente e sperimentale percorso che va ad unire la nuova espressività internazionale con la storia e gli esiti dei grandi maestri”.

Dal 5 al 21 marzo 2026 Museo MIIT Torino, corso Cairoli 4

Orario da martedì  a sabato 15.30-19.30

Appuntamenti per visite guidate e scolaresche

Info 0118129776

www.museomiit.it

Mara Martellotta

E’ ufficiale: La Stampa passa da GEDI al Gruppo Editoriale SAE

Dopo tante voci la notizia è stata formalizzata: La Stampa passa dal gruppo GEDI  al gruppo SAE, che ha firmato il contratto preliminare per l’acquisizione della storica testata torinese. L’operazione è stata confermata con un documento sottoscritto dai rappresentanti delle due società. Finisce così l’epopea della famiglia Agnelli: cade uno degli ultimi legami storici con la città di Torino, dopo la dismissione di altre attività editoriali e non.

Nel comunicato congiunto si precisa che l’acquisizione avverrà attraverso una nuova società, costituita da Sae anche per consentire l’eventuale ingresso di investitori, in particolare dell’area del Nord Ovest, bacino di influenza della Stampa. L’obiettivo  è costruire un progetto editoriale sostenibile nel tempo, facendo leva sull’esperienza maturata dal gruppo nel settore dell’informazione e della comunicazione.

La società acquirente indica l’intenzione di mantenere il posizionamento storico del quotidiano, salvaguardandone l’autonomia editoriale e il rapporto con il territorio. Il completamento dell’operazione è previsto entro il primo semestre del 2026, subordinatamente alle consuete procedure sindacali e autorizzative. Repubblica sembra essere destinata invece al gruppo Antenna. Chi vivrà vedrà.

Al via i lavori per il nuovo Polo scientifico della Venaria Reale

 

Per la ricerca e la diagnostica applicata ai beni culturali

Iniziati i lavori per la realizzazione del nuovo Polo scientifico CCR – Centro Conservazione Restauro “La Venaria Reale”, incentrato sulla ricerca scientifica e sulla diagnostica applicata allo studio e alla conservazione dei beni culturali. Il progetto prende forma all’interno dell’ex Galappatoio Lamarmora, edificio storico di proprietà della Regione Piemonte, la cui riqualificazione rientra nel più ampio programma di valorizzazione del complesso UNESCO della Reggia di Venaria Reale.

Con un investimento complessivo, previsto per 3,5 milioni di euro, la fase di ristrutturazione interesserà una superficie di 600 mq, distribuiti su due piani. Il piano terra ospiterà otto laboratori scientifici di ultima generazione e un’area centrale concepita come spazio scientifico e divulgativo aperto al pubblico. Al piano superiore saranno collocati una sala riunioni, una biblioteca e uffici open space, pensati per accogliere i gruppi di ricerca. La conclusione della prima fase dei lavori, con la realizzazione del piano terra, è prevista per l’ottobre 2026. L’obiettivo è quello di creare un polo internazionale per la diagnostica, la ricerca e l’innovazione nel campo dello studio e della preservazione del patrimonio culturale, capace di favorire il confronto scientifico e il consolidamento di partnership strategiche con università, istituti di ricerca, musei e con il settore industriale, per lo sviluppo di nuove soluzioni che tengano conto della transizione ecologica e digitale.

Al contributo iniziale di 2,5 milioni di euro da parte della Regione Piemonte, nell’ambito dei fondi del Piano Operativo Complementare (2014-2020), si è aggiunto il sostegno del Ministero della Cultura, che ha appena inserito un contributo per il completamento del recupero dell’ex Galappatoio Lamarmora nella programmazione triennale dei lavori pubblici 2026-2028. Fondamentale nel raggiungimento di questo importante risultato il lavoro congiunto del Presidente Alfonso Frugis e del Sovrintendente Corrado Azzolini. Altre importanti collaborazioni sono giunte dalla Città metropolitana di Torino, stazione unica appaltante del progetto, e dal Comune di Venaria Reale, che ha indicato il Polo come uno dei progetti da inserire nel bilancio di sostenibilità degli interventi culturali della Regione Piemonte.

Con Intesa Sanpaolo è stata avviata una campagna di crowdfunding per la strumentazione e la formazione  di giovani ricercatori. Il nuovo Polo sarà dotato di laboratori di ultima generazione, equipaggiati con tecniche finalizzate ad analisi puntuali, mapping e imaging di superficie, oltre a strumentazioni mobili e portatili per lo svolgimento di campagne diagnostiche in situ, fondamentali per lo studio di opere che non possono essere spostate dai luoghi in cui sono custodite e da cui non è possibile recuperare campioni.

“La nascita di un nuovo Polo scientifico segna un momento cruciale della storia del centro – afferma Federica Pozzi, direttrice dei laboratori scientifici del CCR – si tratta di un processo per ampliare l’accessibilità alla diagnostica e rafforzare le capacità operative del CCR, creando un luogo in cui scienza e patrimonio dialogano in modo strutturato e continuativo. Il nuovo Polo non è soltanto un’infrastruttura, ma anche l’espressione di una visione condivisa, fondata su collaborazioni, ricerche e sostenibilità per contribuire in modo responsabile al futuro dei beni culturali”.

Per coprire il fabbisogno residuo, il CCR ha avviato un piano di fundrising, la creazione di una rete di donatori, privati e istituzionali, e l’attivazione di partnership strategiche di ricerche internazionali, volte a sostenere la crescita del Polo nel lungo periodo.

“In Piemonte, la cultura rappresenta uno strumento strategico di sviluppo – spiega il Presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio – attraverso un investimento di 2,5 milioni di euro, la Regione promuove la nascita del nuovo polo di ricerca al Centro di Conservazione e Restauro ‘La Venaria Reale’, trasformando un simbolo storico come l’ex Galappatoio Lamarmora in una fucina per il futuro. Qui le tecnologie più evolute dialogano con l’arte per preservarla e valorizzarla, proiettando il nostro patrimonio sulla scena internazionale. L’incontro tra scienza e bellezza genera un impatto concreto sul territorio, traducendosi in crescita economica, lavoro qualificato e nuove opportunità imprenditoriali. Consolidiamo così la leadership italiana nel mondo, offrendo un modello di sviluppo capace di attrarre talenti e di rafforzare l’identità regionale. Scegliamo di investire sul sapere per garantire un progresso solido, consegnando alle prossime generazioni un’eredità viva e fonte di continua ispirazione. Il supporto di questo progetto è l’esito della collaborazione tra gli assessori Gianluca Vignale, Andrea Tronzano, Marina Chiarelli e Maurizio Marrone che, insieme al Presidente del Centro, Alfonso Frugis, stanno progettando un nuovo laboratorio d’eccellenza dove le radici antiche alimentano la visione di un domani all’insegna dell’efficienza e del valore”.

Il nuovo Polo scientifico rientra tra i progetti pilota sperimentali del bilancio di sostenibilità degli interventi culturali all’interno del territorio della Regione Piemonte, volto a misurare, valutare e rendicontare gli impatti positivi generati dalla cultura, che ha come protagonista il Comune di Venaria Reale e il Comune di Cuneo.

Mara Martellotta

Referendum, incontro a Poirino

Si terrà martedì 10 marzo, dalle 18.45 alle 20.45, a Poirino un confronto pubblico dedicato alla riforma dell’organizzazione della magistratura penale, oggetto del referendum costituzionale confermativo in programma il 22 e 23 marzo.

L’iniziativa è promossa dal Comitato GIUSTIZIASÌ, con la partecipazione del Comitato GiustoDireNo e con il patrocinio del Comune di Poirino. L’incontro rappresenta una delle poche occasioni di dibattito sul territorio focalizzate sul merito della riforma, con l’obiettivo di offrire ai cittadini un momento di informazione e confronto diretto tra posizioni diverse.

A sostenere le ragioni del SÌ sarà la dottoressa Donatella Masia, già sostituto procuratore presso i Tribunali di Torino, Asti e Alba. Per il NO interverrà il dottor Paolo Cappelli, sostituto procuratore presso il Tribunale di Torino.

Il dibattito sarà moderato dall’avvocato Piergiorgio Chiara.

L’appuntamento è presso Casa Lenci – Centro Giovani Anziani, in via Eugenia Burzio 5. La partecipazione è libera e aperta alla cittadinanza.

Claudia e Tiziana Rubioglio alla Milano Fashion Week

/

ALTRO SUCCESSO IN PASSERELLA PER DUE GIOVANI DONNE E GLI ABITI DA LAVORO DELLA WEST ROSE

Le due sorelle imprenditrici di Orbassano (To) osano affiancare, fra le prime in Italia, il mondo dell’abbigliamento professionale a quello del fashion tradizionale: una tendenza sempre più seguita anche da altri brand

 «Sempre bello ed emozionante ritornare in passerella per la Milano Fashion Week, siamo precursori di uno stile unico»

Si chiude la Milano Fashion Week 2026 per le collezioni autunno-inverno, e le sorelle Claudia e Tiziana Rubioglio, due coraggiose imprenditrici di Orbassano, si sono nuovamente rese protagoniste di questo evento fashion di caratura internazionale.

La passerella multibrand organizzata da Yes Brand, in occasione della Milano Fashion Week, ha già dato spazio ad una “prima” assoluta tre anni or sono, con gli abiti da lavoro diventati parte integrante di una passerella della moda milanese: anche stavolta, le divise da estetista, dentista, hair stylist, infermiera hanno impreziosito il portamento di 16 modelle con ben 32 passaggi sul red carpet.

L’esperienza, infatti, è stata ripetuta nel corso della kermesse milanese presso il lussuoso Hotel Melia di Milano, con la presentazione di numerose collezioni di brand emergenti e non, in un evento organizzato da Tiziano Cavaliere per Bros Group Italia con il patrocinio di Assomoda-Confcommercio Milano.

Le sfilate hanno presentato le collezioni di aziende italiane ed internazionali all’interno di una vera e propria fashion marathon: fra loro anche la West Rose di Orbassano, in questo frangente con la sua linea di moda professionale dal titolo Terra elettrica – Energia dalle radici.

«Terra elettrica nasce da quello che siamo: due sorelle legate alle nostre radici. Ma con un mondo dentro, energia, elettricità ed una voglia di esprimerci che ci ha portato a creare West Rose – spiegano Claudia e Tiziana Rubioglio, sorelle titolari del brand West Rose -. Il nostro logo è una rosa. La rosa è il fiore di famiglia, rappresenta le nostre radici. Gli abiti che abbiamo fatto sfilare rappresentano la nostra visione che naturalmente si fonda sull’esperienza del passato ma con uno sguardo volto alle tendenze future».

Lavoro, Sostenibilità, Donna rappresentano in sintesi il modus operandi di questa impresa femminile giovane e dinamica. Prodotti studiati e specifici per la quotidianità lavorativa, made in Italy e realizzati con materiali tecnici selezionati.

«Vogliamo che tutti coloro che indossano una delle nostre uniformi si sentano speciali, unici e alla moda ma allo stesso tempo sicuri e comodi continuano Claudia e Tiziana Rubioglio con abiti da lavoro che siano eleganti, pratici e che contemporaneamente si adattino e valorizzino il corpo della persona che le indossa. E non solo: ricordiamo che spesso la divisa da lavoro costituisce un’arma efficace anche per prevenire gli infortuni».

Un aspetto importante, che va ben oltre l’aspetto estetico e il design degli abiti da lavoro, visto che la West Rose di Orbassano è uno dei leader italiani del settore abbigliamento professionale Made in Italy: fornisce abbigliamento da lavoro ad attività di tutti i tipi ed in ogni settore aziendale.

Uno stile che, negli ultimi anni, è stato ripreso da brand molto conosciuti: vedere abiti professionali in passerella rappresenta ormai un evento possibile anche nell’haute couture. Un tabù infranto dalle imprenditrici orbassanesi che, fra le prime aziende in Italia, hanno creduto a questa piccola rivoluzione culturale nel mondo fashion.

Fondata nel 2011, West Rose fornisce abbigliamento da lavoro che valorizza il marchio ad attività di tutti i tipi ed in ogni settore aziendale: un percorso professionale che continua quindi con una produzione taylor made e comincia ad interessare anche i mercati esteri, con una clientela che ormai ha valicato i confini italiani ed europei, permettendo a West Rose di sbarcare anche negli Usa e in Asia: una bella soddisfazione per questa impresa orbassanese a trazione femminile.

 

Un luogo dove lo stile incontra l’ascolto

Informazione promozionale

Moda femminile tra qualità sartoriale ed esperienza su misura

In un mercato spesso dominato dalla velocità e dalla standardizzazione, esistono realtà che scelgono di andare in direzione opposta: rallentare, ascoltare, accompagnare. È questa la filosofia che guida questa boutique di abbigliamento femminile, dove l’esperienza di acquisto diventa un momento sereno, rilassato, autentico.
.
Un’esperienza senza pressioni, centrata sulla persona
Qui la cliente non entra semplicemente per acquistare un capo, ma per vivere un percorso. Nessuna pressione alla vendita, nessuna forzatura commerciale: il tempo è dedicato all’ascolto, alla comprensione delle aspettative, alla condivisione di desideri e necessità.
L’ambiente è pensato per mettere a proprio agio, favorendo una scelta consapevole. Ogni prova diventa un dialogo, ogni abito una possibilità da esplorare insieme.
Materiali scelti con cura, qualità che si percepisce
La selezione dei capi nasce da una ricerca attenta dei materiali: tessuti naturali, consistenze autentiche, lavorazioni accurate. La qualità non è solo una dichiarazione, ma un elemento tangibile che si percepisce al tatto e nella vestibilità.
L’assortimento è mirato ed esclusivo: pochi capi, scelti con coerenza, spesso realizzati a mano e frutto della collaborazione con laboratori artigianali. Una scelta che esprime solidità, serietà e una visione precisa: proporre moda che duri nel tempo, lontana dalla logica dell’usa e getta.
Interpretare lo stile, non imporlo
Ogni donna ha una propria identità estetica, un modo unico di abitare gli abiti. Il valore aggiunto di questa realtà sta proprio nella capacità di interpretare gli stili personali, senza sovrapporre mode effimere o soluzioni preconfezionate.
La titolare, artista oltre che imprenditrice, mette la propria creatività al servizio della cliente. Il suo sguardo non si limita a proporre, ma accompagna: suggerisce accostamenti, valorizza proporzioni, coglie sfumature caratteriali. Diventa così una vera accompagnatrice di stile, capace di tradurre aspettative ed emozioni in scelte concrete.
Una relazione che costruisce fiducia
Il rapporto con la cliente è fondato su continuità e fiducia. Non un acquisto occasionale, ma una relazione che cresce nel tempo. L’orientamento al cliente si traduce in attenzione ai dettagli, coerenza nella proposta, affidabilità nel consiglio.
In un contesto in cui la moda rischia di diventare consumo rapido, questa boutique sceglie di restituire valore al gesto del vestirsi: qualità dei materiali, autenticità del taglio, cura artigianale e ascolto sincero. Perché lo stile, quando è autentico, nasce sempre da un incontro.

In corso Re Umberto 17 a Torino

Dolci della tradizione: i baci di dama

Tostate in forno le mandorle e le nocciole. Pelatele, riducetele a granella fine e mescolatele con lo zucchero e la vaniglia fino a ottenere una farina granulosa. Incorporate delicatamente il burro ammorbidito a temperatura ambiente, maneggiando l’impasto il meno possibile, solo il necessario per amalgamare gli ingredienti.

Leggi la ricetta su piemonteitalia.eu: https://www.piemonteitalia.eu/it/enogastronomia/ricette/baci-di-dama