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Il bollettino Covid di venerdì 2 luglio

COVID PIEMONTE: IL BOLLETTINO DELLE ORE 16

LA SITUAZIONE DEI CONTAGI

Oggi l’Unità di Crisi della Regione Piemonte ha comunicato 25nuovi casi di persone risultate positive al Covid-19 (di cui 4 dopo test antigenico), pari allo 0,1% di 20.961 tamponi eseguiti, di cui 15.316 antigenici. Dei 25 nuovi casi, gli asintomatici sono 9 (36%).

I casi sono così ripartiti: 5 screening, 17 contatti di caso, 3 con indagine in corso; per ambito: 1 RSA/Strutture Socio-Assistenziali, 1 scolastico, 23 popolazione generale.

Il totale dei casi positivi diventa quindi 366.997 così suddivisi su base provinciale: 29.600 Alessandria, 17.496 Asti, 11.533 Biella, 52.949 Cuneo, 28.271 Novara, 196.416 Torino, 13.748 Vercelli, 12.984 Verbano-Cusio-Ossola, oltre a 1.503 residenti fuori regione, ma in carico alle strutture sanitarie piemontesi. I restanti 2.497 sono in fase di elaborazione e attribuzione territoriale.

I ricoverati in terapia intensiva sono 11(invariatirispetto a ieri).

I ricoverati non in terapia intensiva sono 139( – 6 rispetto a ieri).

Le persone in isolamento domiciliare sono 614.

I tamponi diagnostici finora processati sono 5.459.306 (+ 20.961 rispetto a ieri), di cui 1.780.051 risultati negativi.

I DECESSI RESTANO 11.696

Nessun decesso di persone positive al test del Covid-19 è stato comunicato dall’Unità di Crisi della Regione Piemonte.

Il totale resta quindi di 11.696 deceduti risultati positivi al virus, così suddivisi per provincia: 1.566 Alessandria, 713 Asti, 432 Biella, 1.454 Cuneo, 943 Novara, 5.590 Torino, 525 Vercelli, 373 Verbano-Cusio-Ossola, oltre a 100 residenti fuori regione, ma deceduti in Piemonte.

354.537 GUARITI

I pazienti guariti sono complessivamente 354.537(+ 49 rispetto a ieri), così suddivisi su base provinciale: 27.968 Alessandria, 16.760 Asti, 11.040 Biella, 51.432 Cuneo, 27.279 Novara, 190.429 Torino, 13.179 Vercelli, 12.594 Verbano-Cusio-Ossola, oltre a 1.437 extraregione e 2.419 in fase di definizione.

Sanità privata, grandi manovre: Affidea completa l’acquisizione strategica dei laboratori medici CDC

E’ il più grande erogatore di prestazioni specialistiche ambulatoriali in Italia

 

Il Gruppo CDC è leader nel settore della medicina del lavoro, delle analisi di laboratorio e della sanità privata in Piemonte.  Affidea ha annunciato l’acquisizione del 100% del Centro Diagnostico Cernaia |CDC Group, rinomato erogatore di prestazioni ambulatoriali in Piemonte. Con questa operazione Affidea rafforza la sua presenza in Italia, diventando il più grande gruppo sanitario di assistenza specialistica ambulatoriale del Paese, con un’offerta di servizi ampia e diversificata.

 

Con questa acquisizione, a livello europeo, la rete di Affidea conterà 308 centri, quasi 11.000 professionisti e assisterà circa 10 milioni di pazienti ogni anno. Affidea vanta una lunga esperienza avendo integrato oltre 125 nuovi centri negli ultimi 5 anni.

Da quasi 50 anni il Gruppo CDC (www.gruppocdc.it) è una delle realtà sanitarie più significative e dinamiche dell’area Nord-Ovest dell’Italia; con le sue 32 sedi sparse nel territorio piemontese ha sviluppato un’assistenza sanitaria integrata. CDC offre, ai suoi 1,2 milioni di pazienti, un’ampia gamma di servizi medici: analisi di laboratorio, specialistica ambulatoriale, diagnostica per immagini, fisioterapia e medicina del lavoro. L’azienda esegue ogni anno più di 3,7 milioni di test di laboratorio, 420.000 visite specialistiche e circa 500.000 esami di diagnostica per immagini. Collabora con oltre 1.300 professionisti, di cui 900 sono medici. Le competenze del suo staff medico, l’alta qualità dei servizi erogati, l’approccio di cura paziente-centrico, fanno di CDC l’erogatore preferenziale di fondi e assicurazioni sanitarie private, nonché di oltre 8.000 aziende distribuite sul territorio settentrionale.

In Italia, Affidea e CDC potranno contare – grazie all’acquisizione – su un team costituito da oltre 2500 professionisti, di cui quasi 2.000 sono medici.

Con una rete di 54 centri e 60 punti prelievo, l’azienda potrà assistere in totale circa 2,2 milioni di pazienti all’anno, diversificando l’offerta sanitaria di Affidea aggiungendo un’importante gamma di prestazioni specialistiche, di fisioterapia, di assistenza domiciliare, di diagnostica oncologica e di laboratorio, rafforzando al contempo il comparto di medicina del lavoro, rendendo così Affidea il fornitore preferenziale di aziende e assicurazioni sanitare private.

Autostrada da incubo tra Torino e il Ponente Ligure

IL COMMENTO  di Pier Franco Quaglieni

Andare da Torino verso il Ponente ligure e viceversa sta diventando un’impresa mai vista. Anche nei giorni feriali. C’è da immaginare cosa succede nei fine settimana.

La percorrenza in autostrada tra Albenga e Finale Ligure ha richiesto ieri 30 giugno, nel tardo pomeriggio, due ore  con una coda interminabile  in molti tratti un galleria. Non è la prima volta perché ormai i tempi sono imprevedibili  con ricadute di intasamenti anche sull’Aurelia. Una situazione da terzo mondo in via di sottosviluppo che colpisce residenti, operatori dei trasporti, turisti. La Società autostrade ha delle responsabilità  gravi in presenza di tariffe molto alte. La situazione di ieri  – 30 giugno – non avrebbe consentito il passaggio di un mezzo di soccorso o di un’autombulanza per Pietra ligure. Sindaci e presidenti della Regione e della Provincia  debbono intervenire per porre un qualche rimedio ad una programmazione di lavori quanto meno intempestiva. Anche i rapporti con il Piemonte sono compromessi  perché i lavori per la strada del San Bernardino ostacolano la viabilità. E quella sarebbe l’unica alternativa all’autostrada. In ogni caso due ore per pochi chilometri sono davvero troppe. Significa di fatto spezzare in due la Liguria e scollegarla dal Piemonte . La situazione è aggravata dal fatto che in altre parti dell’autostrada la si registrano altri intoppi. Pensare di affrontare luglio e agosto in queste condizioni risulta  non accettabile.

Covid, il bollettino di giovedì 1 luglio

Torino, 1° luglio  2021

COVID PIEMONTE: IL BOLLETTINO DELLE ORE 15

LA SITUAZIONE DEI CONTAGI

Oggi l’Unità di Crisi della Regione Piemonte ha comunicato 20 nuovi casi di persone risultate positive al Covid-19 (di cui 7 dopo test antigenico), pari allo 0,1% di 13.411 tamponi eseguiti, di cui  9.803  antigenici. Dei 20 nuovi casi, gli asintomatici sono 12 (60%).

I casi sono così ripartiti:10 screening, 9 contatti di caso, 1 con indagine in corso; per ambito: 1 RSA/Strutture Socio-Assistenziali, 0 scolastico, 19 popolazione generale.

Il totale dei casi positivi diventa quindi 366.972 così suddivisi su base provinciale: 29.597 Alessandria, 17.496 Asti, 11.532 Biella, 52.948 Cuneo, 28.267 Novara, 196.406 Torino, 13.744 Vercelli, 12.983 Verbano-Cusio-Ossola, oltre a 1.502 residenti fuori regione, ma in carico alle strutture sanitarie piemontesi. I restanti 2.497 sono in fase di elaborazione e attribuzione territoriale.

I ricoverati in terapia intensiva sono 11 ( -3 rispetto a ieri).

I ricoverati non in terapia intensiva sono 145 ( -7 rispetto a ieri).

Le persone in isolamento domiciliare sono 629.

I tamponi diagnostici finora processati sono 5.438.345 (+ 13.411 rispetto a ieri), di cui 1.774.196 risultati negativi.

I DECESSI RESTANO 11.696

Nessun decesso di persone positive al test del Covid-19 è stato comunicato dall’Unità di Crisi della Regione Piemonte.

Il totale resta quindi di 11.696 deceduti risultati positivi al virus, così suddivisi per provincia: 1.566 Alessandria, 713 Asti, 432 Biella, 1.454 Cuneo, 943 Novara, 5.590 Torino, 525 Vercelli, 373 Verbano-Cusio-Ossola, oltre a 100 residenti fuori regione, ma deceduti in Piemonte.

354.422 GUARITI

I pazienti guariti sono complessivamente 354.491 (+ 69 rispetto a ieri), così suddivisi su base provinciale: 27.960 Alessandria, 16.760 Asti, 11.038 Biella, 51.425 Cuneo, 27.275 Novara, 190.405 Torino, 13.179 Vercelli, 12.594 Verbano-Cusio-Ossola, oltre a 1.436 extraregione e 2.419 in fase di definizione.

Emergenza caldo, scatta il piano per gli anziani

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Anche quest’anno è già in moto la macchina dei servizi organizzati nei mesi estivi per aiutare le persone anziane fragili che, per le condizioni climatiche e non di rado anche a causa di problemi di salute e di solitudine, proprio in questo periodo dell’anno soffrono i maggiori disagi.

Dal 1 luglio scatta infatti il “Piano operativo per l’emergenza caldo 2021” realizzato dalla Città di Torino che, integrando le attività sanitarie dell’Asl Città di Torino e dei medici di famiglia, aiuta gli anziani a fronteggiare le difficoltà provocate da afa ed alte temperature da luglio a settembre, quando arriva in città il gran caldo e la percentuale di umidità raggiunge livelli molto alti.

Più nel dettaglio, tra i principali strumenti del “Piano emergenza caldo” c’è il call center del Servizio Aiuto Anziani, che risponde al numero 0118123131 ed è operativo tutti i giorni dalle ore 9.00 alle 17.00 (dopo le 17.00 e nei fine settimana risponde il centralino della Polizia Municipale).
Questo servizio assolve a una funzione di vera e propria “sentinella telefonica”, sia durante l’estate, sia nel resto dell’anno: ascolta, consiglia, fornisce informazioni, accoglie richieste di aiuto con la collaborazione di una “squadra” costituita da associazioni di volontariato: una “task force” che può assicurare, in particolar modo agli anziani soli, servizi di accompagnamento per visite mediche, piccole commissioni, ritiro della pensione e qualche ora di compagnia al domicilio.

L’assessorato al Welfare, in collaborazione con l’Asl Città di Torino e i medici di famiglia, ha inoltre previsto, su indicazione degli stessi medici di base, di attivare una serie di interventi domiciliari per gli anziani autosufficienti, sia ricorrendo a operatori professionali sia ad associazioni di volontariato.

A quest’iniziativa, per le persone in condizioni di non autosufficienza e con gravi problemi di salute, si aggiungono prestazioni di tipo sanitario o di aiuto domiciliare attivate direttamente dall’Asl.

Nel corso dell’estate e in base all’andamento climatico la Protezione Civile Comunale fornirà ulteriori informazioni sugli interventi e le iniziative utili ad affrontare eventuali ondate di particolare caldo che si dovessero verificare.

Il “Piano operativo per l’emergenza caldo 2021” – il cui obiettivo è quello di creare una rete di protezione che aiuti l’anziano a fronteggiare meglio i disagi provocati dal caldo e lo sostenga nel quotidiano, non lasciandolo solo – è stato predisposto e curato dall’assessorato al Welfare della Città di Torino, in collaborazione con l’Asl, ed è attivo dal 1 luglio al 30 settembre.

mco – Ufficio stampa Palazzo Civico

La crisi dei cinema torinesi: 48 ore per ritrovarci tutti in sala, guardando al futuro

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Solitamente è guerra, più o meno accanita, più o meno bonaria, ad accaparrarsi un titolo, a scommettere su una tenitura, a ospitare in casa propria questo o quell’attore che abbia voglia, e interesse, a salire a Torino.

L’altro giorno, nella lunga sala del Centrale, seduti alla rinfusa nelle rosse poltrone dove da troppo tempo si accomodano in pochi, succedeva una cosa più o meno strana, anzi strana davvero, un gruppo di esercenti cinematografici torinesi a ritrovarsi (sorrisi alla mano, dopo più o meno un mesetto di preparativi) a discutere di un problema che suona come la loro idea di sopravvivenza.

Idea generale in Italia – quella della sopravvivenza -, ma idea – quella della riunione – unica in Italia tanto che già in più parti del mondo dorato del cinema che più tanto dorato non è si parla di “caso Torino”. Approcci, telefonate, incontri, riunioni per trovare un punto d’equilibrio comune, un’area su cui confrontarsi una volta deposte le armi e riunirsi a coorte per tamponare le falle, anzi per tentare di dare una solenne spallata al nemico comune. Le piattaforme e i colossi della vecchia celluloide. Ma che è successo, insomma?

È successo che, liberatici un tantinello della pandemia, il 26 aprile scorso i cinema – non tutti, per carità – hanno riaperto i battenti ma le risse per entrare non si sono viste (benché il numero degli spettatori abbia superato la media precedente al covid: oggi ci aggiriamo amaramente attorno alla ventina di spettatori a spettacolo) e la riapertura non ha coinciso con una corroborante affluenza. È in bilico la cultura – sempre che in alto qualcuno abbia compreso che il cinema, un certo cinema, è cultura e come tale voglia trattarlo, è in bilico un’economia, i posti di lavoro che sempre qualcuno sbandiera a gran voce, la voglia di ritrovarsi al di là della schiavitù della poltrona di casa e delle piattaforme. Ecco il vero nemico. Che si è visto fin da subito, dal momento che alla riapertura si giocava con il riciclo delle stesse, proponendo in parte titoli che già s’erano visti sullo schermo di casa – per altri è mancato persino il coraggio di un riciclo, vedi il caso Verdone -, si combatteva contro il vizio di scaricare pellicole, certo alimentato dal lungo periodo di solitudini che abbiamo attraversato, dall’uso dei telefonini formato bonsai. Non siamo certo ad un punto di non ritorno,  ma qualcuno si chiedeva nella chiacchierata di un paio di giorni fa sino a quando sopravviverà la “comune” sala cinematografica, antica, confortevole, accogliente. Gaetano Renda del Centrale elencava tra l’altro, in un rincorrersi di toni ora battaglieri ora con una percepibile buona dose di disperazione, le ammodernature che negli anni sono state fatte ma che a poco sono servite.

Con lui, con la parola d’ordine “Riproviamoci!”, i responsabili dell’Ambrosio, del Massaua, del Massimo e del Romano (il Classico e il Greenwich si sono fatti vivi?). Il mesetto di preparativi ha partorito le “Notti bianche del Cinema”, appuntamento dal 2 al 4 luglio, ovvero 48 ore (ricordate? anche loro si sono dati dei tempi precisi, come Nick Nolte a riportare in cella Eddie Murphy) di film non-stop (o quasi), nell’intento di creare per un fine settimana – ma non è detto che l’iniziativa non sia ripetuta -, a mo’ di un ombrello riparatore, un ideale, auspicabile schermo che riconduca nelle sale lo spettatore svogliato o disattento. Interessati i papaveri cittadini? La politica, locale e no, difetta, è latente, non aiuta in maniera tangibile (come quella d’oltralpe, ad esempio, viene ripetuto più di una volta); se si pensa che il progetto “è realizzato in collaborazione con” l’Aiace di Torino, ANEC, Museo del Cinema, Film Commission e Glocal Film Festival, Seeyousound Internazional Music Film Festival e TOHorror Fantastic Film Fest e UECI-Piemonte rientrando nella grande iniziativa nazionale organizzata da “Alice nelle Città”, mi pare che la partecipazione e la sostenibilità non siano poi così profondi. Aggiunge Renda: “Ognuno di noi si paga i propri film, il costo della sala e dei dipendenti”. Chi fa per sé. Gli altri stanno più o meno a guardare. Ma anche all’interno di questi carbonari del nuovo millennio non mi sembra di poter cogliere un’anima strenuamente compatta pronta a svenarsi per raggiungere lo scopo. Se guardo al programma, la carretta la tirano Ambrosio, Massimo e Centrale, il Romano (lungi dallo scomodare i confratelli Eliseo e Nazionale) programma sabato 3 luglio alle ore 21 unicamente “Manuale di storie del cinema” di D’Antuono e Ugioli, 97’ di documentario in collaborazione con Piemonte Movie, mentre il Massaua, ancora sabato, con partenza alle 20,45 (“School of mafia”, presenza in sala del regista Alessandro Pondi, a seguire in anteprima nazionale “Penguin Bloom”, paralisi e resurrezione postdepressiva da parte di Naomi Watts, diretto da Glendyn Ivin, ingressi euro 8,00 ridotti Aiace euro 4,00) e scavalcando di parecchio la mezzanotte, ingressi euro 2,00, allinea un paio di titoli del vecchio buon Dario Argento alle origini, con le paure di sempre, e altri titoli già in programmazione nelle sue sale da un paio di settimane.

Un’occasione per rivedere all’Ambrosio “La notte” di Antonioni (1961) e “Le notti bianche” di Visconti (1957), “La notte dei morti viventi” di George Romero (1968) e un omaggio con tre titoli a Susanna Nichiarelli (fresca di tre David di Donatello per il non trascinante “Miss Marx”, uno dei quali per il miglior compositore a Gatto Ciliegia contro il Grande Freddo: il gruppo presenterà il film domenica 4 luglio alle 21,00). Il Centrale nella tre giorni passa da “Edoné – La sindrome di Eva” a “”Un colpo all’italiana” di Collinson, da “Torino violenta” di Carlo Ausino a “Quadrophenia” di Roddam, da “Frankenstein junior” capolavoro di Mel Brooks al “Processo ai Chicago 7” firmato da Aaron Sorkin. Mentre il Massimo si affida tra gli altri a “Disco Ruin – 40 anni di club culture italiana” di Lisa Bozi e Francesca Zerbetto, alla “Casa rosa” di Francesco Catarinolo e ad un omaggio al sottovalutato Lucio Fulci. “È necessario rivedere le nostre scelte, ci vogliono nuove regole” suona l’augurio o l’imperativo di Ambra Troiano dell’Ambrosio: ma se poi continua “abbiamo ricevuti aiuti da parte dello Stato e molte sale hanno potuto riaprire”, Renda ha qualche dubbio e tentenna la testa, in attesa del futuro. Intanto lui stesso tiene sbarrate le sale dei Fratelli Marx e dei Due Giardini, il Reposi ha le serrande giù come l’Ideal dove Luigi Boggio preferisce scommettere in positivo ricavando una settima sala.

 

Elio Rabbione

 

Tra i titoli proposti nella maratona di “48 ore”, nelle immagini, “La notte”, “Frankenstein junior” , “Miss Marx” e “La notte dei morti viventi”

Il bollettino Covid di mercoledì 30 giugno

COVID PIEMONTE: IL BOLLETTINO DELLE ORE 17

LA SITUAZIONE DEI CONTAGI

Oggi l’Unità di Crisi della Regione Piemonte ha comunicato 3nuovi casi di persone risultate positive al Covid-19 (di cui 2 dopo test antigenico), pari allo 0,2% di 13.319 tamponi eseguiti, di cui 7.861 antigenici. Dei 30 nuovi casi, gli asintomatici sono 16 (53,3%).

I casi sono così ripartiti: 10 screening, 14 contatti di caso, 6 con indagine in corso; per ambito: 0 RSA/Strutture Socio-Assistenziali, 3 scolastico, 27 popolazione generale.

Il totale dei casi positivi diventa quindi 366.952 così suddivisi su base provinciale: 29.594 Alessandria, 17.495 Asti, 11.532 Biella, 52.947 Cuneo, 28.266 Novara, 196.399 Torino, 13.742 Vercelli, 12.981 Verbano-Cusio-Ossola, oltre a 1.502 residenti fuori regione, ma in carico alle strutture sanitarie piemontesi. I restanti 2.494 sono in fase di elaborazione e attribuzione territoriale.

I ricoverati in terapia intensiva sono 14 (invariati rispetto a ieri).

I ricoverati non in terapia intensiva sono 152 (10 rispetto a ieri).

Le persone in isolamento domiciliare sono 668

I tamponi diagnostici finora processati sono 5.424.934(+ 13.319 rispetto a ieri), di cui 1.769.837 risultati negativi.

I DECESSI RESTANO 11.696

Nessun decesso di persone positive al test del Covid-19 comunicati dall’Unità di Crisi della Regione Piemonte, 0 verificatisi oggi (si ricorda che il dato di aggiornamento cumulativo comunicato giornalmente comprende anche decessi avvenuti nei giorni precedenti e solo successivamente accertati come decessi Covid).

Il totale resta quindi di 11.696 deceduti risultati positivi al virus, così suddivisi per provincia: 1.566 Alessandria, 713 Asti, 432 Biella, 1.454 Cuneo, 943 Novara, 5.590 Torino, 525 Vercelli, 373 Verbano-Cusio-Ossola, oltre a 100 residenti fuori regione, ma deceduti in Piemonte.

354.422 GUARITI

I pazienti guariti sono complessivamente 354.422(+96 rispetto a ieri), così suddivisi su base provinciale: 27.951 Alessandria, 16.755 Asti, 11.038 Biella, 51.420 Cuneo, 27.270 Novara, 190.365 Torino, 13.175 Vercelli, 12.593 Verbano-Cusio-Ossola, oltre a 1.436 extraregione e 2.419 in fase di definizione.

Le prime anticipazioni del Torino Film Festival edizione 39

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La regista Ildikó Enyedi è la presidente di giuria, l’attrice Emanuela Fanelli la madrina

A Joana Hadjithomas & Khalil Joreige è dedicata una personale completa

Sarà la pluripremiata regista ungherese Ildikó Enyedi a presiedere la Giuria Internazionale del Concorso Lungometraggi e Cortometraggi internazionali che assegnerà i premi principali della manifestazione. La sua grande esperienza, i numerosissimi riconoscimenti ricevuti nel corso della sua lunga carriera e la sua speciale sensibilità artistica la rendono particolarmente adatta a un lavoro prezioso di analisi delle opere dei nuovi talenti scelti dal festival.

 

Ildikó Enyedi esordisce come artista visuale e con il suo primo film, Il mio XX secolo (1989), ha immediatamente conquistato un ruolo di grande rilievo internazionale vincendo il premio Camera D’Or al Festival di Cannes. Il suo cinema straordinario e unico attraversa con libertà e fantasia il confine tra realtà e pensiero offrendo ritratti emozionanti di rara profondità umana. I suoi film hanno partecipato a tutti i festival internazionali vincendo premi importanti e Corpo e anima nel 2017 ha vinto l’Orso d’oro al festival di Berlino ed è stato nominato agli Oscar. Il suo ultimo lavoro La storia di mia moglie, tratto dal romanzo omonimo di Milán Füst (pubblicato in Italia da Adelphi) – una coproduzione internazionale con Léa Seydoux, Gijs Naber, Louis Garrel, Jasmine Trinka e Sergio Rubini – sarà presentato in concorso al prossimo Festival di Cannes.

 

“I festival cinematografici sono imprese complesse – sottolinea Ildikó Enyedi. Ma i buoni festival sono come le persone – hanno una personalità complessa. Puoi rapportarti con loro come con una persona e frequentare un festival diventa un’esperienza unica e personale. Per molto tempo ho guardato da lontano e desiderato incontrare questa persona intrigante, audace e nobile nelle proprie scelte, orgogliosa dei suoi valori e umile nei confronti dei registi – il Torino Film Festival. Caro TFF, sono felice che finalmente possiamo incontrarci! Sono davvero onorata che tu mi abbia affidato l’incarico di presidente di giuria. Prometto di servire al meglio te e i registi concorrenti”.

 

 

Madrina del festival sarà Emanuela Fanelli, attrice e autrice talentuosa e poliedrica. La sua intelligenza, il suo estro e la sua eleganza illumineranno le serate di inaugurazione e chiusura del festival e alcuni momenti speciali.

 

Il percorso di ricerca e di precisa determinazione artistica che Emanuela Fanelli ha costruito con scelte coraggiose è particolarmente in linea con la vocazione indipendente e libera dei film e degli autori della manifestazione torinese. La sua capacità di individuare una linea autoriale e originale in tutti gli ambiti artistici da lei esplorati (cinema, teatro, tv, radio, web) le ha permesso di costruire nel tempo personaggi forti, iconici e complessi capaci di fornire spunti inediti su temi attuali della società contemporanea e sul ruolo dell’artista. Tra i suoi impegni cinematografici recenti spicca il suo ruolo da protagonista in Siccità, l’ultimo film di Paolo Virzì di prossima uscita.

 

“L’ultimo anno e mezzo è stato difficile per tutti, umanamente e professionalmente – sottolinea Emanuela Fanelli. Il cinema, il teatro, lo spettacolo in generale e i lavoratori dello stesso tra i più colpiti e provati sotto tanti aspetti, non ultimo quello psicologico. Sarà probabilmente a causa di un crollo nervoso che il Direttore del Torino Film Festival mi ha scelto come madrina dell’edizione 2021. Io sono molto felice e onorata, gli auguro comunque di rimettersi presto in forma e di tornare il buontempone spensierato di sempre”.

 

 

Il festival dedica una personale completa a Joana Hadjithomas e Khalil Joreige, la coppia di filmmaker e artisti libanesi che è stata tra i protagonisti della Berlinale 2021 con Memory Box, magnifica composizione di immagini, suoni e parole, capaci di restituire dignità umana alle macerie della guerra civile libanese.

 

Al centro della scena internazionale degli ultimi vent’anni come figure tra le più avanzate nella riflessione sul rapporto tra la Storia collettiva e le storie individuali, Joana Hadjithomas e Khalil Joreige saranno protagonisti di una personale completa curata da Massimo Causo che, oltre all’anteprima italiana di Memory Box (distribuito da Movies Inspired), proporrà la loro intera opera, dall’esordio di Around the Pink House (1999) a A Perfect Day (2005), Khiam 2000-2007 (2008), Je veux voir (2008) e The Lebanese Rocket Society (2012), oltre all’insieme dei cortometraggi che sono parte integrate del loro cammino. Da sempre portati a attraversare lo spazio fisico e ideale del Libano, facendo delle loro opere un atto di resistenza della memoria contro l’oblio cui sono destinati luoghi, persone ed eventi, Joana Hadjithomas e Khalil Joreige saranno presenti a Torino per accompagnare la loro personale con una Masterclass.

 

“Come filmmaker e artisti creiamo senza avere necessariamente l’audience in mente – affermano Joana Hadjithomas e Khalil Joreige -, ma creiamo per “l’altro”, con la speranza di un incontro, il desiderio e la necessità di una condivisione poetica e politica, e un interrogarsi comune. Una retrospettiva come quella offerta da Torino è un momento in cui questa condivisione può avvenire a pieno titolo in un territorio di arte e cinema. Non vediamo l’ora!”

 

 

LE BIO

 

Nata a Budapest, Ildikó Enyedi ha iniziato la sua carriera come artista concettuale e multimediale. E’ apparsa sulla scena cinematografica mondiale con il suo film d’esordio, Az én XX. Századom (Il mio XX secolo), che ha vinto la Caméra d’Or a Cannes. Secondo il New York Times, il film è stato uno dei 10 migliori del 1989 e uno dei 12 migliori film ungheresi di tutti i tempi. Il suo secondo lungometraggio, Bűvös vadász (Magic Hunter, 1994), è stato presentato in competizione alla Mostra di Venezia, mentre Simon mágus (Simon, the Magician) ha partecipato in competizione al festival di Locarno nel 1999. Ha lavorato con HBO Europe e ha vinto il premio come miglior regista dell’anno. Nel 2017, il suo film Teströl és lélekröl (Corpo e anima) ha vinto l’Orso d’oro ed è stato nominato per un Oscar come miglior film straniero. Dopo tanti anni di insegnamento all’Università di Cinema e Teatro (SZFE) a Budapest, Ildikó Enyedi ha dato le dimissioni in veemente protesta contro la decisione del governo di Viktor Orbán di piazzare i propri sostenitori nell’università. Ildikó Enyedi è uno dei fondatori dell’European Cross Media Academy e dell’European Film Academy ed è anche membro dell’American Film Academy. Ha ricevuto più di 40 premi nel corso della sua carriera. Il suo ultimo film, The Story of My Wife, una produzione internazionale tra Inforg-M&M Film, Komplizen Film, Pyramide Productions, Palosanto Films, e Rai Cinema, è basato sul romanzo omonimo scritto da Milán Füst (pubblicato in italiano da Adelphi nel 2002) e sarà presentato in competizione a Cannes.

 

Emanuela Fanelli nasce a Roma e inizia la sua carriera a teatro da adolescente. Esordisce al cinema nel 2015 con Non essere cattivo di Claudio Caligari e prosegue recitando in film di Massimiliano Bruno, Laura Morante, Augusto Fornari e Claudio Bonivento. Nel 2016 è protagonista della serie tv Dov’è Mario? con Corrado Guzzanti. Dal 2016 interpreta vari personaggi per il programma radiofonico 610 di Lillo & Greg di Rai Radio 2. Per la tv partecipa con due monologhi a La tv delle ragazze – Gli Stati Generali (2018) e Stati Generali (2020) di Serena Dandini (Rai3). Per Rai2 è tra i protagonisti del programma Battute? (2019) di Giovanni Benincasa e nel 2020 e 2021 collabora – sempre con Benincasa – come conduttrice, attrice e autrice per il programma Una pezza di Lundini con Valerio Lundini. A fine 2019 è protagonista del videoclip Immigrato, brano di Checco Zalone realizzato per l’uscita nelle sale di Tolo Tolo. Partecipa al Festival di Sanremo 2021 in qualità di ospite per la terza serata cover. Ha vinto una serie di riconoscimenti, tra cui la menzione speciale come miglior attrice e come miglior monologo al festival Ciak, si Roma! (in giuria Carlo Verdone, Daniele Luchetti e Lina Wertmüller) e il premio come migliore attrice del 48h Film Project per il suo ruolo nel cortometraggio Un film d’amore.

È tra le protagoniste del nuovo lungometraggio di Paolo Virzì Siccità di prossima uscita, prodotto da Wildside e Vision Distribution.

 

Joana Hadjithomas e Khalil Joreige sono due filmmaker e artisti libanesi che, integrando fotografia, video, performance, installazioni, scultura e cinema, dalla fine degli anni ’90 lavorano all’elaborazione di opere e rappresentazioni in cui riflettono su Storia, vissuti e immaginario del loro paese e dell’umanità travolta dalle guerre. Come filmmaker hanno diretto numerosi film che alternano, e spesso sovrappongono, documentario e finzione, tutti accolti con successo nei principali festival internazionali: all’esordio con Around the Pink House (Al Bayt el Zaher, 1999) sono seguiti The Lost Film (Al Film Al Makfoud, 2003) A Perfect Day (Yawmon Akhar, 2005, Premio FIPRESCI a Locarno), Khiam 2000-2007 (2008), Je veux voir (2008, Official Selection a Cannes), The Lebanese Rocket Society: The Strange Tale of The Lebanese Space Race (2012), ISMYRNA (2016) e il recente Memory Box (2021) in Concorso alla Berlinale. Come artisti, sviluppano ulteriormente i temi della memoria storica e personale e delle sue tracce invisibili nell’esperienza quotidiana, ponendoli al centro di mostre, installazioni e performance come Circle of Confusion (1997), Lasting Images (2003), Wonder Beirut (2009), SCAMS (2014) e Unconformities (2017), che sono state accolte nei principali musei di tutto il mondo. Autori di numerose pubblicazioni, sono spesso invitati a tenere lezioni e performance in istituzioni libanesi e europee. Sono co-fondatori (con Georges Schoucair) della casa di produzione Abbout Productions e membri del Metropolis Art Cinema e della Cinemathèque di Beirut.

 

Dal 1° luglio le vaccinazioni per i turisti liguri e piemontesi in vacanza nei due territori

I presidenti Giovanni Toti e Alberto Cirio: “Esempio di buone pratiche tra Regioni”

Da giovedì 1° luglio le piattaforme per la gestione dei vaccini di Liguria e Piemonte daranno la possibilità ai cittadini delle due regioni che trascorrono almeno 14 giorni di vacanza sui reciproci territori di richiedere la somministrazione della seconda dose nel luogo in cui si trovano in villeggiatura.

Le informazioni con le modalità per accedere al servizio sono online da oggi su www.regione.liguria.it e www.regione.piemonte.it

Dopo il protocollo d’intenti sulla reciprocità vaccinale firmato il 22 maggio scorso, su cui è arrivato il via libera da parte della struttura commissariale a metà giugno, i presidenti Giovanni Toti ed Alberto Cirio hanno illustrato le modalità operative per favorire la vaccinazione estiva dei rispettivi abitanti in vacanza sulla costa ligure o sul territorio piemontese. L’accordo sarà in vigore fino al termine del periodo estivo, a metà settembre.

“E’ il primo accordo di questo tipo a livello nazionale, formalizzato e operativo dal 1° luglio nelle nostre due regioni – ha spiegato il presidente di Regione Liguria Giovanni Toti – E’ un servizio che vogliamo dare ai cittadini del Piemonte e della Liguria che consentirà di accedere alla seconda dose di vaccino senza rinunciare a qualche giorno di meritato riposo. E’ un vantaggio anche per la campagna vaccinale perché in questo momento il nostro obiettivo è vaccinare il maggior numero di cittadini possibile, e quindi anche agevole e comodo poterlo fare ovunque ci si trovi, e quindi è un ulteriore passo verso l’immunizzazione del Paese. E’ sicuramente una buona pratica tra due amministrazioni, che dimostra che se le Regioni vogliono possono collaborare con grande efficienza. E’ un sistema che diamo al Paese, nel senso che altre Regioni se seguono il nostro esempio hanno la strada segnata. E’ un accordo fatto seguendo le linee guida del generale Figliuolo che mettiamo a disposizione delle altre Regioni d’Italia. Un accordo che credo aiuti in un momento in cui la campagna vaccinale sta rallentando, anche sulle categorie più fragili”.

“Oggi è un momento importante – ha affermato il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio -, lanciamo il messaggio che il vaccino salva la vita e non deve trovare ostacoli nelle modalità di somministrazione. Ringraziamo la Struttura commissariale per aver inserito nel piano nazionale questo progetto, che ha coronato la nostra volontà di portare il vaccino alle persone, e non le persone al vaccino, in modo da agevolare il più possibile le esigenze dei cittadini. Una volontà che è anche il segreto di una campagna di vaccinazione che sia in Piemonte che in Liguria sta andando molto bene. Credo che sia una strategia giusta, a cui come Piemonte abbiamo creduto fin dal primo giorno. Oggi le nostre montagne sono tutte Covid Free e possono accogliere i turisti liguri in totale sicurezza – ha proseguito il presidente Cirio -. Ringrazio le strutture tecniche del Piemonte e della Liguria che hanno elaborato un ottimo applicativo che ci consente di lanciare ai cittadini il messaggio positivo di un servizio sanitario che li segue con cura e attenzione”.

Come prenotare la seconda dose

I turisti piemontesi che si recheranno in Liguria e i liguri diretti in Piemonte devono dichiarare di fermarsi per almeno 14 giorni nei rispettivi luoghi di vacanza per poter accedere alla seconda dose del vaccino. I liguri diretti in Piemonte devono andare su www.ilPiemontetivaccina.it, entrare nella sezione “Sei in vacanza in Piemonte?”, cliccare sul riquadro “Compila i dati ed invia” e quindi inserire codice fiscale, numero della tessera sanitaria e del telefono mobile ed eventuale e-mail, il luogo e il periodo di permanenza durante la vacanza, la data della somministrazione della prima dose e il vaccino ricevuto, la data indicativa del secondo appuntamento ricevuta dalla propria Asl, in modo che le aziende sanitarie piemontesi possano calendarizzare la prenotazione della seconda dose nel centro vaccinale più vicino e inviare così un messaggio di convocazione.

I piemontesi diretti in Liguria devono collegarsi a www.prenotovaccino.regione.liguria.it. Una sezione sarà dedicata a loro, per consentire la possibilità di scelta nelle varie province in base a quella dove si trovano in vacanza. Il turista può consultare le disponibilità offerte secondo il vaccino che deve ricevere. Per prenotare serve la tessera sanitaria e la certificazione dell’avvenuta somministrazione della prima dose e la dichiarazione che sarà presente in Liguria per scopi turistici per almeno 14 giorni. Con i dati ottiene l’elenco delle sedi disponibili e la data in cui effettuare la vaccinazione. Il sistema genera il promemoria che il cittadino può salvare o stampare.